
Domenica 12 aprile 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
A cura di Salvatore Cambria
Pubblicato il 12/04/2026 alle ore 10:20
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB+ RAI
Iniziamo parlando della radio digitale.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX GO DAB (FRIULI-VENEZIA GIULIA)
anche dal ripetitore di MONTE TENCHIA – CUEL DI MALESCHEIT a Cercivento (UD).
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| FRIULI-VENEZIA GIULIA | ||
| Canale 9B (204,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte San Michele | Sagrado | GO |
| Castaldia | Aviano | PN |
| Monte Belvedere | Trieste | TS |
| Monte Tenchia – Cuel di Malescheit | Cercivento | UD |
| Monte Purgessimo | Cividale del Friuli | UD |
| Pedrosa – Prati della Chiesa | Faedis | UD |
| Govenal | Socchieve | UD |
| Monte Santo di Lussari | Tarvisio | UD |
| Viale Palmanova | Udine | UD |
LOMBARDIA: RADIO MARCONI ENTRA UFFICIALMENTE IN ITL EDITORE
Si è concluso il percorso di integrazione di Radio Marconi in ITL Editore,
un passaggio strategico che rafforza la collaborazione già esistente tra le due realtà
e consolida gli strumenti di comunicazione della Diocesi.
Questa fusione rappresenta un’evoluzione naturale di un lavoro condiviso negli anni:
dall’unificazione degli studi nella sede ITL allo sviluppo tecnologico e organizzativo della radio.
L’obiettivo rimane lo stesso: continuare a informare, approfondire e raccontare il territorio e la vita della comunità
attraverso tutti i canali radiofonici e digitali disponibili.
Un grazie a tutte le persone e ai professionisti che hanno reso possibile questo percorso
e che continueranno a far crescere Radio Marconi con passione e competenza.

VENETO: A PIOVE DI SACCO (PD) PETIZIONE CONTRO ANTENNA 5G ALTA 35 METRI A RIDOSSO DELLE ABITAZIONI
Petizione per sospendere l’autorizzazione e tutelare salute, paesaggio e valore immobiliare
A Corte, tra le case e i campi, la notizia di una nuova stazione radio base ha acceso un clima di preoccupazione tra i residenti.
Tutto è iniziato a metà dicembre, quando alcuni hanno notato picchetti comparsi su un terreno agricolo privato.
Dai colloqui con tecnici comunali e proprietario è emerso che l’area sarebbe destinata a un impianto per la telefonia mobile,
collegato alla rete 5G e promosso da Inwit nell’ambito del Pnrr. La risposta della comunità non si è fatta attendere.
È stata lanciata una petizione, con richiesta di sospendere immediatamente l’iter autorizzativo.
I firmatari richiamano il regolamento comunale, sottolineando la necessità di minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici
e di applicare il principio di precauzione, tutelando salute, ambiente e paesaggio. La criticità principale riguarda la vicinanza alle abitazioni.
L’antenna, alta 35 metri, verrebbe collocata a pochi metri dal confine di un residente e a meno di 20 metri da alcune case.
Il terreno scelto non rientra tra le aree indicate nel piano comunale per le stazioni radio base,
e la popolazione è stata informata solo dopo la comparsa dei picchetti.
Nella petizione si fa riferimento anche alla presenza di persone con patologie gravi, alla vocazione agricola della zona
e al possibile impatto sul valore degli immobili vicini.
Secondo i promotori, le abitazioni interessate si trovano in via Trento, Rovereto, Fiumazzo, dei Frisoni e Trieste.
Il Comune può autorizzare impianti fuori mappa solo con motivazioni tecniche specifiche,
un aspetto che potrebbe risultare cruciale in eventuali contenziosi.
Tra vicinanza alle abitazioni e altezza dell’antenna, la mobilitazione dei residenti testimonia determinazione nel tutelare salute,
sicurezza, paesaggio e valore immobiliare.
La vicenda resta aperta, segnalando ancora una volta quanto delicato sia l’equilibrio tra esigenze di connettività digitale e tutela della comunità locale.
TRENTINO-ALTO ADIGE: ATHESIA AMPLIA IL SETTORE RADIO; ACQUISITE 4 EMITTENTI
Accordo firmato con la famiglia Thaler per l’ingresso di quattro radio private nel gruppo.
Prevista continuità gestionale con Lukas Thaler amministratore delegato.
Obiettivo: rafforzare l’offerta regionale mantenendo identità e programmi
Il Gruppo Athesia amplia il proprio settore radio con l’acquisizione delle partecipazioni della Bartls Holding Srl e di Bartl e Lukas Thaler.
A breve entreranno nel gruppo le emittenti private Die Antenne, Radio 2000, Radio Edelweiss e Stadtradio Bozen.
L’accordo è stato firmato nei giorni scorsi dal Cdo del gruppo, Georg Ebner, insieme alla famiglia Thaler.
«Con questo passo si apre per le nostre emittenti una prospettiva di lungo periodo, solida e stabile», ha dichiarato Lukas Thaler,
sottolineando come la collaborazione con Athesia offrirà nuove opportunità
per sviluppare la programmazione e rafforzare il radicamento regionale.
Thaler ha inoltre ringraziato chi ha contribuito alla crescita delle radio e il team attuale per il lavoro svolto.
L’intesa arriva dopo un dialogo avviato da tempo tra le parti su possibili forme di collaborazione.
Per Athesia si tratta di un ulteriore sviluppo in un settore in cui è presente da anni, quello della radio privata regionale.
L’obiettivo è costruire un’offerta mediatica sempre più solida e aggiornata, mantenendo però identità e marchi delle singole emittenti.
La gestione resterà in continuità, con Lukas Thaler nel ruolo di amministratore delegato, a garanzia di stabilità nella nuova fase.




FRIULI-VENEZIA GIULIA: TRIESTE HA LA PRIMA STREET RADIO BOOTH D' ITALIA. RDE+39 PORTA LA RADIO IN MEZZO ALLA GENTE
La radio, a Trieste, è già uscita dallo studio. Ora esce definitivamente anche dalla vetrina.
Chi passa davanti alla sede di RDE+39 in via Tarabocchia lo sa bene: lo speaker è visibile, la consolle è lì,
gli ospiti parlano in diretta mentre i passanti si fermano, osservano, salutano.
Da tempo la radio digitale triestina ha abbattuto il muro tra chi trasmette e chi ascolta,
trasformando lo studio in uno spazio aperto sulla città.
Ma adesso arriva il salto vero.
Nel cuore del centro pedonale sta prendendo forma una struttura in vetro:
un chiosco trasparente, progettato per trasmettere in diretta direttamente dalla strada.
Non più una radio che si affaccia sulla città, ma una radio immersa nel flusso urbano.
Pareti di vetro, un bancone in legno, i loghi ben visibili e la possibilità, per chi si ferma, di bere qualcosa mentre assiste alla diretta.
È la prima street radio booth d’Italia.
Un format che unisce trasmissione, spazio pubblico e socialità, trasformando la radio in esperienza dal vivo.
Chi cammina si ferma, chi si ferma ascolta, e chi ascolta diventa parte della scena.
La distanza tra speaker e pubblico si annulla completamente.
Un’idea internazionale che arriva a Trieste
Il modello non nasce in Italia, ma ha precedenti importanti all’estero.
A Brooklyn, The Lot Radio trasmette da un container vetrato diventato punto di riferimento per la scena musicale locale.
Ad Amsterdam, Red Light Radio ha animato per anni il quartiere omonimo da una vetrina.
A Londra, NTS Radio è partita da uno studio trasparente per diventare una piattaforma globale.
Sono le cosiddette radio booth: studi compatti e visibili inseriti nello spazio urbano,
dove la radio diventa anche spettacolo e luogo di aggregazione.
Con questo progetto, RDE+39 porta per la prima volta questo format in Italia.
Dalla vetrina alla strada
L’esperienza di via Tarabocchia ha già dimostrato quanto cambi il rapporto con il pubblico quando la radio si rende visibile.
L’ascoltatore non è più solo una voce al telefono o un messaggio su WhatsApp:
è una persona reale, che guarda negli occhi chi è in onda, che interagisce, che entra.
Il chiosco rappresenta l’evoluzione naturale di questo percorso. Non è più lo studio ad aprirsi sulla strada:
è la radio stessa che si sposta al centro dello spazio urbano, diventandone parte integrante.
In Italia esistono esperimenti, ma questo è diverso
Alcune esperienze simili esistono anche nel Paese. A Milano, Radio Raheem ha trasmesso da una vetrina sui Navigli e poi dalla Triennale.
Sempre nel capoluogo lombardo, SilverMusic Radio ha occupato uno spazio visibile dall’esterno.
A Fermo, Stazione 41 ha aperto una sede su strada. Ma il progetto triestino segna un cambio di categoria.
Non si tratta di adattare una vetrina a studio, bensì di creare una struttura autonoma,
pensata fin dall’inizio per essere contemporaneamente radio e punto di incontro,
installata nello spazio pubblico e arricchita da un servizio di drink. Un unicum nel panorama italiano.
“Con la gente, tra la gente” diventa realtà
Lo slogan di RDE+39 – “Con la gente, tra la gente” – trova qui la sua forma più concreta. Non c’è più separazione: la radio è la strada.
Il passante non è solo ascoltatore, ma spettatore, ospite potenziale, parte attiva della diretta.
La radio torna a essere un fenomeno fisico, comunitario, di quartiere, pur mantenendo una dimensione digitale e internazionale.
Dalla sede di Trieste, infatti, RDE+39 trasmette non solo in Friuli Venezia Giulia, ma anche all’estero,
con presenza in Spagna tra Canarie e Baleari e un’espansione prevista su scala più ampia.
Due anime, un unico spazio
La nuova booth non ospiterà solo RDE+39. Al suo interno opererà anche Radio Meridiano, legata alla testata Il Meridiano di Trieste e Gorizia.
Una collaborazione che unisce due dimensioni: da un lato una radio digitale con respiro internazionale,
dall’altro una realtà profondamente radicata nel territorio.
Interviste, approfondimenti e racconti locali prenderanno vita direttamente su strada, davanti ai cittadini.
Chi si fermerà al chiosco potrà assistere a una diretta musicale e, poco dopo, a un’intervista a un amministratore
o a un protagonista della vita cittadina. La strada diventa palinsesto.
Trieste laboratorio della radio del futuro
I lavori sono in corso. Quando il chiosco aprirà, Trieste sarà l’unica città italiana a offrire un’esperienza di questo tipo:
una radio da vivere dal vivo, tra le persone, nello spazio pubblico.
Un luogo dove fermarsi, ascoltare, bere qualcosa e sentirsi parte di una comunità.
La radio, ancora una volta, cambia forma. E torna dove tutto è iniziato: tra la gente.

TOSCANA: IL NO ALL' ANTENNA 5G È DEFINITIVO;
A SCARLINO (GR) IL SINDACO TRAVISON VINCE LA BATTAGLIA DEL PAESAGGIO
Il panorama di Scarlino non cambierà volto. Con la recente determinazione numero 477, datata 3 aprile 2026,
la Provincia di Grosseto ha ufficialmente respinto la richiesta per l’installazione di un nuovo impianto radioelettrico
che avrebbe dovuto sorgere in località via Belvedere. Si tratta di un risultato significativo per l’amministrazione comunale,
che fin dall’inizio del percorso istruttorio aveva manifestato una netta opposizione al progetto.
La decisione definitiva è maturata a seguito di una Conferenza dei servizi che ha visto convergere sulla stessa linea negativa
sia gli uffici tecnici comunali che la Soprintendenza, entrambi concordi nel ritenere l’opera incompatibile con i rigidi vincoli paesaggistici
che gravano sull’area.
Il sindaco Francesca Travison ha accolto con estremo favore l’esito del procedimento,
evidenziando come la scelta della Provincia confermi la validità delle ragioni espresse dall’ente locale.
«Questa decisione riconosce la fondatezza delle valutazioni espresse dal Comune e dagli enti competenti –
dichiara il sindaco Francesca Travison -. Non si tratta di essere contrari allo sviluppo tecnologico,
che consideriamo un elemento importante per la crescita e la competitività dei territori, ma di affermare un principio:
le scelte non possono essere calate dall’alto senza tenere conto delle caratteristiche e delle vocazioni locali.
Scarlino è un territorio che vive anche di paesaggio, e questo valore va tutelato con attenzione e responsabilità».
Sulla stessa linea si pone l’assessore al Turismo Silvia Travison,
che sottolinea con forza il legame inscindibile tra la qualità del contesto ambientale e lo sviluppo economico della zona.
«Il turismo si fonda su un equilibrio delicato tra servizi, accoglienza e contesto ambientale.
Interventi di questo tipo devono essere valutati con grande attenzione,
perché incidono direttamente sull’immagine e sull’attrattività del territorio.
La decisione della Provincia va nella direzione di una pianificazione più consapevole,
che tiene insieme innovazione e tutela, evitando soluzioni che non dialogano con le esigenze locali».
Nonostante il blocco del progetto in via Belvedere, l’amministrazione non chiude affatto le porte alla connettività.
Il Comune ha infatti ribadito la propria disponibilità a confrontarsi con la società proponente su soluzioni alternative e compatibili,
come già avvenuto in passato.
L’obiettivo dichiarato resta quello di garantire lo sviluppo delle infrastrutture digitali
senza però compromettere gli elementi identitari e paesaggistici che rappresentano una risorsa strategica irrinunciabile per tutto il territorio di Scarlino.
TOSCANA: DANNI ALL' ANTENNA 5G.
CAVI DI ALIMENTAZIONE RECISI E RUBATI APPARECCHI HI-TECH
L’episodio a Caprigliola si inserisce in un periodo di tensioni e proteste
Non si placa la contestazione contro l’antenna di Caprigliola. Ma questa volta la protesta è sfociata in un atto di danneggiamento.
Qualcuno, approfittando dell’oscurità, si è introdotto nell’area del cantiere, provocando danni.
Secondo quanto ricostruito nelle prime fasi d’indagine, i responsabili si sono introdotti nell’area scavalcando o tagliando la rete di recinzione.
Una volta nel perimetro, l’azione si è concentrata sulle componenti dell’infrastruttura,
sembra che siano stati infatti recisi i cavi di alimentazione e di trasmissione
e che sia seguito anche il furto di alcuni apparati tecnologici che erano già stati posizionati sulla struttura.
e che sia seguito anche il furto di alcuni apparati tecnologici che erano già stati posizionati sulla struttura.
L’ammontare del danno economico è rilevante, non solo per il valore della refurtiva, ma anche per i costi di ripristino dei collegamenti.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno effettuato i rilievi tecnici, cercando tracce utili all’identificazione dei soggetti coinvolti
e verificando la presenza di eventuali immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.
Al momento è difficile capire se si sia trattato di un atto vandalico, legato al dissenso locale
o di un furto su commissione mirato a componenti elettroniche costose.
o di un furto su commissione mirato a componenti elettroniche costose.
L’episodio si innesta in un clima di protesta che dura da mesi.
La popolazione di Caprigliola si è opposta fin dall’inizio all’antenna, denunciando l’impatto visivo a ridosso di un borgo storico di pregio
e sollevando dubbi sulla vicinanza alle abitazioni.
È proprio della settimana scorsa un incontro promosso in paese con l’intervento tecnico del giurista ambientale Marco Grondacci,
che aveva suggerito ai cittadini di portare avanti una diffida ufficiale al comune, per bloccare i lavori in regime di autotutela.
Resta ora da vedere come questo evento influenzerà l’iter dell’opera, se porterà a un’accelerazione della sicurezza nel cantiere
o se aprirà un nuovo spazio di riflessione tra le parti coinvolte.
UMBRIA: PERUGIA, NUOVA ANTENNA 5G AL CIMITERO; RESIDENTI IN PROTESTA CONVOCANO ASSEMBLEA
La richiesta per l’installazione dell’impianto riguarda la frazione di Colombella
dove giorni fa i confinanti sono stati avvertiti con una raccomandata
Monta la protesta nella frazione perugina di Colombella per il progetto relativo alla costruzione di una nuova antenna 5G nell’area del cimitero.
I confinanti hanno ricevuto nei giorni scorsi una raccomandata da parte del Comune di Perugia con la quale si spiega che Cellnex Italia,
controllata della spagnola Cellnex Telecom che gestisce migliaia di impianti in Europa, ha richiesto a metà marzo
«l’installazione di una infrastruttura per telecomunicazioni in strada Colombella Alta»;
in particolare si parla del foglio catastale 183, particella 841, cioè dell’area comunale su cui sorge il cimitero,
a 200 metri dal quale c’è già un’altra antenna.
La raccomandata
La comunicazione è stata inviata ai proprietari confinanti «che potrebbero avere un pregiudizio dal provvedimento finale»,
ma si è rapidamente diffusa tra i residenti tanto che la pro loco, martedì mattina, ha deciso di convocare un’assemblea
per dire «No all’antenna al cimitero». La data sarà comunicata una volta acquisite le disponibilità da parte dei rappresentanti del Comune.
La zona è tra le più belle della campagna nei dintorni di Perugia
e, sulla collinetta sopra il cimitero, da poco è stata ristrutturata la chiesa di Santa Maria Annunziata.
Qui, come in tantissime altre zone d’Italia, si gioca una partita in cui bisogna contemperare le esigenze di copertura della rete e la tutela del territorio.
L’iter
I proprietari delle zone confinanti avranno ora 10 giorni di tempo per presentare osservazioni che l’amministrazione avrà l’obbligo di valutare.
Dal 12 giugno partiranno invece i 60 giorni di tempo entro i quali, a norma di legge, il Comune dovrà autorizzare o meno l’impianto;
se Palazzo dei Priori non dovesse esprimersi, scatterebbe il silenzio-assenso.
In generale i margini per le amministrazioni o per chi decide di opporsi all’installazione di questi impianti sono molto stretti.
Una vasta e ormai consolidata giurisprudenza nel corso degli anni ha visto nella maggior parte dei casi soccombere Comuni,
soprintendenze o comitati (l’ultimo giorni fa a Citerna, in Alto Tevere) di fronte ai Tar,
che da tempo equiparano questi impianti a opere di urbanizzazione primaria, compatibili con ogni destinazione urbanistica.
I vantaggi
In generale le aziende chiedono ai Comuni di installare un’antenna in un’area ben definita,
con margini molto limitati di “trattativa” in termini di localizzazione, quantificabili in qualche decina di metri, non certo chilometri.
E questo è un elemento essenziale in particolare per le alte frequenze del 5G che, a differenza delle altre,
hanno un raggio d’azione corto ma richiedono molta densità.
Soluzioni come quelle di Colombella ovviamente presentano dei vantaggi per le imprese:
scegliere un’area come il cimitero può presentare meno ostacoli sotto il profilo urbanistico e autorizzativo
e comporta il pagamento al Comune di canoni irrisori, pari a 800 euro all’anno;
molte migliaia di euro servirebbero invece se l’affitto andasse versato a un privato.
I limiti
Scegliere un cimitero poi comporta anche il fatto che le persone sono esposte per minor tempo
rispetto ad altri luoghi sensibili come scuole o uffici.
Riguardo al caso di Citerna, dove l’antenna è vicina a un asilo, il Tar giorni fa ha sottolineato che,
anche sulla scorta del parere positivo dell’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente),
i timori riguardo agli effetti sulla salute sono infondati.
Dopo le ultime modifiche fatte nel 2024 a livello nazionale, che hanno innalzato il valore medio da 6 a 15 volt per metro
come valore medio su 24 ore, i limiti italiani rimangono più restrittivi rispetto alla media europea,
dove si oscilla dai 40 ai 60 volt per metro a seconda delle frequenze.
Il Comune per ora ha installato dei sensori in alcune zone della città per misurare il campo elettromagnetico,
con risultati di due volte inferiori ai limiti di legge.
MARCHE: ANTENNA 5G A PETRIOLO (MC); "SEGNALATE PRESUNTE VIOLAZIONI DELLE NORME IN MATERIA DI SICUREZZA NEL CANTIERE"
Negli ultimi mesi il tema dell’installazione di impianti di telefonia mobile 5G nel territorio comunale
ha suscitato attenzione e sensibilità all’interno della comunità di Petriolo.
Si tratta di interventi rilevanti, che incidono sul territorio e che, proprio per questo,
devono essere realizzati nel pieno rispetto delle norme vigenti.
Mercoledì scorso, alcuni cittadini residenti nei pressi dell’area interessata hanno segnalato l’avvio dei lavori
per l’installazione dell’antenna in Via delle Grazie.
A seguito di tali segnalazioni, il consigliere comunale Ing. Domenico Luciani si è recato direttamente sul posto
per effettuare un sopralluogo e verificare personalmente lo stato delle lavorazioni.
“Nel corso del sopralluogo ho rilevato alcune criticità che mi hanno portato alla trasmissione di una formale segnalazione agli enti competenti,
in merito a presunte violazioni delle norme sulla sicurezza nel cantiere”, riferisce Luciani.
La segnalazione, inviata al Comune di Petriolo, al Comando dei Carabinieri di Mogliano e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Macerata,
evidenzia in particolare: assenza o inadeguatezza delle recinzioni e delimitazioni dell’area di cantiere;
mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale;
svolgimento di lavorazioni in condizioni potenzialmente pericolose per lavoratori e terzi.
Tali situazioni, se confermate, potrebbero configurare violazioni della normativa vigente in materia di salute e sicurezza
nei cantieri temporanei o mobili, disciplinata dal D.Lgs. 81/2008.
A supporto della segnalazione è stata allegata documentazione fotografica che mostra le condizioni operative del cantiere,
inclusa la presenza di mezzi d’opera in aree non adeguatamente delimitate e potenzialmente accessibili a terzi.
Con la segnalazione si chiede alle autorità competenti di effettuare le opportune verifiche e accertamenti,
al fine di garantire il rispetto delle disposizioni di legge e delle misure di prevenzione e protezione previste.
“La sicurezza nei cantieri non è un aspetto secondario – prosegue Luciani –
ma un principio fondamentale che deve essere rispettato sempre, senza eccezioni”.
“Ho provveduto a informare tempestivamente il Sindaco Santinelli della segnalazione, anche per le vie brevi,
auspicando che vengano avviati con urgenza gli opportuni accertamenti.
Nei prossimi giorni promuoveremo ulteriori iniziative volte a garantire la tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute delle persone.
Non possiamo rassegnarci all’idea che tali impianti, pur riconoscendone l’utilità e l’importanza,
possano prevalere indiscriminatamente su ogni altro interesse.
Esistono strumenti normativi posti a tutela degli interessi costituzionalmente rilevanti:
è necessario applicarli con rigore e assicurarne il pieno rispetto al fine di giungere a soluzioni rispettose del territorio e delle comunità che ci abitano.
Il Comune, in qualità di ente preposto al governo del territorio, dovrebbe esercitare un ruolo attivo nella pianificazione dell’ubicazione di tali impianti,
evitando di limitarsi a subire le iniziative dei soggetti privati e mettere i cittadini gli uni contro gli altri.
LAZIO: AL VIA I LAVORI PER L' ANTENNA 5G IN VIA SAN LIBERATORE A CASTROCIELO (FR). IL COMUNE: "RIBADIAMO LA NOSTRA FERMA CONTRARIETÀ"
Nonostante le barricate dell’Amministrazione,
il Tar del Lazio ha dato il via libera all’installazione dell’infrastruttura legata alle procedure accelerate del PNRR
Le ruspe e gli operai sono entrati in azione, ma l’Amministrazione Comunale non arretra di un millimetro sulla propria posizione politica e istituzionale.
Sono iniziati i lavori per l’installazione di una nuova antenna 5G per la telefonia mobile in Via San Liberatore,
situata all’interno di un terreno privato a ridosso del canale “Fosso Mastro”.
L’avvio dei cantieri fa seguito a una recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio,
che ha di fatto scavalcato le resistenze dell’ente locale autorizzando la realizzazione dell’opera.
Alla luce di questo epilogo, il Comune di Castrocielo ha voluto diffondere una nota per informare la cittadinanza con la massima chiarezza,
ribadendo la propria ferma contrarietà all’impianto.
Lo scontro impari: PNRR e multinazionali
L’Amministrazione ha sottolineato come, fin dall’inizio, il Comune abbia operato con senso di responsabilità
e con l’obiettivo primario di tutelare il paesaggio, l’ambiente e gli interessi della comunità.
Tuttavia, la battaglia si è giocata su un terreno normativo sbilanciato.
L’intervento, infatti, è promosso da società appartenenti a grandi gruppi multinazionali del settore delle telecomunicazioni,
i quali operano nell’ambito dei programmi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Questo quadro normativo, sia nazionale che europeo, prevede procedure fortemente accelerate
e strumenti semplificati per favorire la digitalizzazione del Paese.
Pur consapevole della difficoltà del confronto e della sproporzione delle forze in campo,
il Comune assicura di non aver lasciato nulla di intentato, esercitando tutte le prerogative di legge a difesa del territorio.
Le azioni a tutela dell’ambiente e della sicurezza
A testimonianza dell’impegno profuso, il Municipio ha ripercorso tutte le tappe dell’iter burocratico avviato
subito dopo la ricezione dell’istanza di installazione, datata 8 luglio 2025.
Nel dettaglio, l’ente ha attivato la Conferenza dei Servizi,
coinvolgendo immediatamente tutte le amministrazioni competenti per la tutela paesaggistica, archeologica e ambientale.
Ha interpellato l’Autorità di Bacino, acquisendone i pareri in virtù delle note criticità idrogeologiche
che caratterizzano l’area interessata (vicinanza al Fosso Mastro).
Ha condotto un’istruttoria rigorosa, producendo centinaia di pagine di atti tecnici volti a valutare i profili di rischio territoriale.
Ha richiesto integrazioni indispensabili alla società proponente per ottenere un quadro chiaro e trasparente dell’intervento.
Il diniego e le alternative ignorate
Al termine di questi approfondimenti, nei quali sono emerse palesi criticità legate ai vincoli paesaggistici e archeologici del sito,
il Comune di Castrocielo ha espresso un diniego formale e motivato all’installazione dell’infrastruttura.
Non si è trattato, precisa l’Amministrazione, di un “no” a prescindere alla tecnologia.
L’ente si era infatti spinto oltre, proponendo soluzioni alternative di localizzazione
e rendendosi disponibile a individuare aree di proprietà comunale che fossero più idonee e compatibili con il tessuto urbano e paesaggistico.
Una proposta di mediazione che, purtroppo, è caduta nel vuoto:
dalla società proponente, fa sapere il Comune, non è mai arrivata alcuna risposta,
fino alla definitiva pronuncia del Tar che ha imposto l’apertura dei cantieri.
REPUBBLICA DI SAN MARINO: ANTENNA 5G DAVANTI A RTV;
IL DG ALLE ISTITUZIONI: "INSOSTENIBILE, CAMBIO DI SEDE URGENTE"
Ci sono novità relative all’installazione di un’antenna 5G a ridosso della sede di San Marino RTV.
Con una dura lettera a Governo, Consiglio e Authority per l’informazione,
il Direttore Generale dell’emittente Roberto Sergio punta il dito su lavori avviati senza comunicazioni preventive né dati tecnici sull’impatto.
La situazione viene definita “insostenibile”:
lo sbancamento del monte e i cantieri stanno provocando forti rumori che interferiscono con le produzioni televisive.
Preoccupano anche possibili future interferenze sul segnale radiotelevisivo.
Da qui la richiesta urgente di aprire un tavolo per valutare il trasferimento della sede,
ritenuto ormai necessario per garantire continuità, qualità del servizio e adeguate condizioni operative.
FRANCIA: FRANCE MUSIQUE PASSA AL DIGITALE E
ABBANDONERÀ LA TRASMISSIONE FM IN DIVERSE ZONE DEL PAESE
Gli ascoltatori saranno incoraggiati a utilizzare le radio DAB+, l’equivalente radiofonico del DTT che sostituirà l’FM
Gli ascoltatori dovranno cambiare alcune abitudini alla fine dell’estate:
France Musique sarà trasmessa in digitale solo in alcune zone, in un graduale allontanamento dalla radio tradizionale:
in FM (tramite la vecchia radio), France Musique non coprirà più il 93% della popolazione, ma circa il 70%,
come appreso mercoledì 1 aprile 2026 da Radio France.
La radio FM ha fatto il suo tempo
«Diremo agli ascoltatori: procuratevi da domani i ricevitori DAB+», spiega la presidente del gruppo radiotelevisivo pubblico, Sibyle Veil.
Il prezzo minimo per una radio digitale si aggira sui 30 euro. Il DAB+, che attualmente copre due terzi della popolazione,
è l’equivalente radiofonico del DTT (televisione digitale terrestre) e sostituirà gradualmente l’FM,
utilizzato in Francia dagli anni ’50 e ormai saturo.
Mouv’, un’altra stazione musicale del gruppo rivolta ai giovani, rimarrà online e tramite l’app di Radio France.
Tuttavia, questa stazione abbandonerà la banda FM e la sua frequenza DAB+ diventerà quella di Mon petit France Inter,
una stazione radio per bambini dai 6 anni in su, lanciata nel 2024.
Contrastare la disinformazione
Questi annunci sono stati fatti martedì 31 marzo ai rappresentanti del personale di Radio France
durante una riunione della commissione per gli affari sociali ed economici. L’obiettivo è duplice:
“modernizzare la distribuzione” dell’emittente radiofonica e conseguire risparmi, in un contesto di bilancio molto ristretto,
come aveva precedentemente dichiarato Sibyle Veil ai giornalisti.
Secondo Sibyle Veil, “l’informazione di pubblica utilità sta diventando un problema”,
tra “l’aumento della disinformazione ” e gli episodi di crisi, dalle alluvioni ai blackout.
Circa 300 trasmettitori FM, pari al 12% del parco di Radio France, saranno restituiti all’autorità di regolamentazione delle trasmissioni,
Arcom, con un risparmio annuo di 3,9 milioni di euro. L’autorità potrà quindi riassegnarli.
Trasparenza e comunicazione
Al contrario, FranceInfo e la rete di stazioni radio locali Ici amplieranno la loro copertura FM per raggiungere oltre il 90% della popolazione,
in particolare per Ici nella regione di Parigi, Autun (Saona e Loira), Longwy (Meurthe e Mosella) e nei dintorni di Lione.
L’emittente rileverà i trasmettitori da France Musique, il che comporterà dei cambiamenti di frequenza per gli ascoltatori.
In vista di questo movimento “storico”, secondo il presidente, che non vuole “perdere ascoltatori lungo il percorso”,
verrà condotta una campagna di comunicazione sulle emittenti radiofoniche pubbliche e verrà attivata una linea telefonica dedicata.
Radio France è il gruppo radiofonico leader:
nella scorsa stagione 2024-2025, le sue sette stazioni hanno totalizzato una quota di ascolto del 30,6%, secondo Médiamétrie .
Un’accoglienza migliore e più virtuosa
Arcom ha fissato l’obiettivo che tutte le emittenti radiofoniche passino alla trasmissione completamente digitale entro il 2033,
utilizzando da un lato il DAB+ e dall’altro Internet. Sebbene ampiamente ignorato dal grande pubblico,
questo tema è cruciale per il settore in tutta Europa.
La nostra sezione “Radio”
Il DAB+ offre una qualità audio superiore con costi di trasmissione inferiori rispetto all’FM,
non richiede più di conoscere la frequenza di una stazione radio per ascoltarla
e consente di rimanere sintonizzati sulla stessa stazione, senza interferenze o interruzioni, durante un lungo viaggio in auto.

SVIZZERA: COMANO 1976: L' ALBA DELLA NUOVA TELEVISIONE
Cinquant’anni dal primo segnale del nuovo Centro televisivo:
tra memoria e cantiere attuale, un passaggio che aprì una nuova stagione produttiva
L’8 aprile 1976 segna una data cardine nella storia della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana:
l’avvio delle produzioni nel nuovo centro televisivo di Comano, destinato a diventare il cuore operativo dell’allora RTSI.
Non si trattò ancora dell’inaugurazione ufficiale – che avverrà l’anno successivo –
ma dell’entrata in funzione di un’infrastruttura che già allora rappresentava un salto qualitativo decisivo sul piano tecnologico e produttivo.
Il cinquantesimo anniversario cade in un momento particolarmente significativo:
mentre la memoria di quel passaggio fondativo riaffiora, il cantiere del nuovo Polo RSI procede con regolarità,
ridisegnando gli spazi che ospiteranno la radiotelevisione del futuro.
È una fase di trasformazione che riguarda tanto la struttura storica quanto il suo nuovo assetto,
e dentro questa prospettiva il ricordo dell’8 aprile 1976 acquista un valore ancora più denso:
allora come oggi, Comano è un luogo di soglia, il punto in cui la RSI si reinventa aggiornando infrastrutture, linguaggi e strumenti del servizio pubblico.
Quel giorno venne attivata la Regia di Continuità, cuore della messa in onda quotidiana. Era un passaggio cruciale:
per la prima volta la diffusione televisiva poteva contare su un’infrastruttura moderna,
progettata per sostenere una televisione in piena espansione. La transizione, tuttavia, fu progressiva.
Come ricordava il settimanale Teleradio (3-9 aprile 1976), la produzione dei contenuti continuò provvisoriamente negli studi storici di Paradiso,
segnando un passaggio in cui continuità e innovazione coesistevano.
A documentare quel momento fu un servizio di Paul Lehner e Mario Realini, andato in onda proprio l’8 aprile.
Il reportage ripercorreva con rigore le tappe del progetto: dalla scelta del terreno alla costruzione dell’edificio,
offrendo uno sguardo consapevole sul lungo cammino che aveva portato alla nascita del centro.
Le testimonianze raccolte nel servizio restituivano l’ampiezza dell’impresa comune.
L’architetto Augusto Jäggli descriveva le scelte progettuali; il capo tecnico Walter Cometta illustrava le sfide impiantistiche;
Marco Blaser, direttore dell’esercizio, e Cherubino Darani, direttore dei programmi, delineavano le prospettive operative e culturali della nuova sede.
Ne emergeva l’immagine di un’istituzione in trasformazione, capace di coniugare visione tecnica e missione editoriale.
Un gesto altamente simbolico completava il quadro: in alcune sequenze si vede Felice Filippini affrescare il corridoio d’ingresso degli studi.
L’arte entrava così a far parte dell’identità del centro, suggellando il legame fra cultura e produzione televisiva.
A mezzo secolo di distanza, l’8 aprile 1976 resta dunque una pietra miliare. Non solo per l’avvio operativo del centro di Comano,
ma per ciò che esso ha rappresentato:
la costruzione di un’infrastruttura capace di accompagnare lo sviluppo della televisione nella Svizzera italiana,
rafforzandone identità, qualità e autonomia produttiva.
Un passaggio che, pur nella sua gradualità, segnò l’ingresso definitivo in una nuova era della comunicazione audiovisiva del Paese.
SVIZZERA: RSI, 50 ANNI DI EVOLUZIONE;
COMANO VERSO IL POLO DEL 2029, TRA STORIA E INNOVAZIONE
A partire dalla sua inaugurazione rivoluzionaria nel 1976, il centro RSI di Comano sta vivendo una nuova trasformazione epocale
che culminerà nel 2029 con la nascita di un moderno polo multimediale.
Era l’8 aprile del 1976 quando un segnale rivoluzionario partì da Comano, inaugurando la modernità per la televisione svizzera di lingua italiana.
Oggi, a mezzo secolo di distanza, il centro televisivo che allora rappresentava il fiore all’occhiello dell’innovazione
è di nuovo al centro di una trasformazione epocale: la nascita del nuovo Polo RSI, con inaugurazione prevista per il 2029.
Da cantiere a cuore pulsante: mezzo secolo di evoluzione
Il 1976 non fu solo l’anno della fine dei lavori, ma anche quello dell’attivazione della Regia di Continuità di Comano,
il vero cuore operativo della messa in onda quotidiana.
Per la prima volta, la televisione ticinese (allora TSI) poteva contare su un’infrastruttura all’avanguardia,
pensata per sostenere una crescita esponenziale.
La migrazione dagli storici studi di Paradiso e Besso fu progressiva ma inequivocabile, segnando un’era.
Maristella Polli, icona della RSI con oltre 40 anni di carriera e innumerevoli produzioni all’attivo, riassume così quel momento cruciale:
“Il trasloco dagli studi di Paradiso ha rappresentato un salto qualitativo decisivo sul piano tecnologico e produttivo,
segnando la conclusione dell’età pionieristica della nostra televisione.”
Programmi iconici e l’arrivo del Telegiornale
Tra le mura di Comano sono nati e cresciuti programmi che hanno fatto la storia e l’immaginario collettivo del Ticino:
da “Buzz Fizz Quizz” a “Tutti Frutti” fino ad “Amici Miei”.
Il 1985 segna un altro momento chiave con il debutto del “Quotidiano”, che sostituì il “Regionale”.
La vera svolta mediatica arrivò nel 1988: il “Telegiornale”, dopo tre decenni di trasmissioni da Zurigo, s’insediò finalmente a Comano.
Questo permise alla Svizzera italiana di produrre e diffondere autonomamente le notizie più importanti dal mondo,
dalla Svizzera e, naturalmente, dalla regione.
Il nuovo Polo RSI prende forma
Il fermento non si è fermato.
Già dallo scorso anno, tutte e tre le reti radiofoniche della RSI hanno trovato casa nei nuovi studi di Comano,
moderni e funzionali, lasciando gli studi di Besso. I lavori proseguono senza sosta,
con la riqualificazione dello stabile amministrativo e la costruzione di un nuovo, ampio spazio polifunzionale,
progettato per accogliere eventi, concerti e assemblee. Il 2029 è la data da segnare sul calendario:
il completamento del nuovo Polo RSI promette di rinnovare non solo le infrastrutture,
ma l’intera visione produttiva e tecnologica della Radiotelevisione Svizzera di lingua Italiana,
proiettando Comano, e l’intera RSI, verso i prossimi cinquant’anni di informazione e intrattenimento.

SCIOPERO DEI GIORNALISTI DI LA7: SI RICHIEDE UN' ADEGUATA RETRIBUZIONE
Nella giornata di venerdì è stato indetto uno sciopero da parte dei giornalisti dell’emittente televisiva gestita da Cairo
I giornalisti di La7 hanno comunicato la sospensione dell’attività lavorativa per la giornata di venerdì,
chiedendo al proprio editore di essere pagati adeguatamente
e rivendicando il rispetto del contratto nazionale dei lavoratori e degli accordi integrativi aziendali.
Di seguito il comunicato sindacale:
“Venerdì 10 aprile, i giornalisti de La7 sciopereranno: in un’azienda solida che registra record di ascolti e consensi
chiedono di essere pagati correttamente, secondo quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro e dagli accordi integrativi aziendali.
Ha spiegato il Comitato di Redazione. Il ricorso a forfait irrisori da parte dell’editore [Cairo, ndr] elude di fatto le previsioni contrattuali
e riduce in modo consistente gli stipendi. Non solo: l’editore continua a non pagare una parte dei compensi domenicali,
riconosciuta a tutti i giornalisti italiani, nonostante in questo senso si sia pronunciata anche la Corte di Cassazione, ha aggiunto.
I giornalisti de La7 chiedono anche che i colleghi precari siano assunti a tempo indeterminato:
il loro lavoro è indispensabile per garantire l’informazione che costituisce l’intero palinsesto della rete,
la ragione del successo de La7 che con la sua offerta pubblicitaria traina l’intero gruppo editoriale”.
Il Cdr de La7
