
Domenica 15 febbraio 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
A cura di Salvatore Cambria
Pubblicato il 15/02/2026 alle ore 18:30
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2 / 3: ANY FASHION TV ABBANDONA L' HEVC
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
Nei Mux LOCALE 2 e Mux LOCALE 3 l’emittente ANY FASHION TV (LCN 180), trasmessa in definizione standard,
ha ripristinato la modalità video MPEG-4 H.264 in sostituzione dell’H.265 HEVC.
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CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 4: INSERITE
LE CRONACHE SOCIALI E PROMOVIDEO TV, ELIMINATO LIFE ZONE
Nel Mux LOCALE 4 (CALABRIA) sono state aggiunte Le Cronache Sociali di Potenza sulla LCN 84 identificata LE CRONACHE TV
e PROMOVIDEO TV di Gerace (RC) sulla LCN 94 al posto di LIFE ZONE, a schermo nero da diverso tempo.
La prima trasmette in H.265 HEVC HD con la risoluzione video 1280×720,
invece la seconda risulta in MPEG-4 ed in definizione standard, nonostante il logo Promovideo TV HD.
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RADIO DAB - MUX LOMBARDIA DAB (A): NUOVA ATTIVAZIONE IN PROVINCIA DI BRESCIA
Occupiamoci ora della radio digitale.
Cominciamo con la versione A del Mux LOMBARDIA DAB che risulta ora disponibile,
sempre sul blocco 6A, anche dalla postazione di SELVAPIANA a Villanuova sul Clisi (BS).
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| LOMBARDIA | ||
| Canale 6A (181,936 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Colle Vedetta – Via Buttafuoco | Brescia | BS |
| Selvapiana | Villanuova sul Clisi | BS |
RADIO DAB - MUX GO DAB (VENETO): ARRIVA RADIO ADIGE, ELIMINATA RADIO RADIO
mentre è stata tolta la romana Radio Radio che sta gradualmente riducendo la propria copertura.


Inotre è stato attivato il blocco 5D dal ripetitore di MONTE ZUCCO a Pieve di Cadore (BL).
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| VENETO | ||
| Canale 5D (180,064 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Monte Dolada – Ghedie | Alpago | BL |
| Col Visentin | Belluno | BL |
| Pocol | Cortina d’Ampezzo | BL |
| Monte Zucco | Pieve di Cadore | BL |
| Terranegra | Padova | PD |
| Monte Venda | Vo’ | PD |
| Agugliana – Col Zucchi | Montebello Vicentino | VI |
| Spiazzi – Forte Cimo | Caprino Veronese | VR |
| Via Chioda | Verona | VR |
| LOMBARDIA | ||
| Canale 5D (180,064 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Località Monte Mario | Desenzano del Garda | BS |
RADIO DAB (CAMPANIA): ASSEGNATA LA RETE N.3 AL MUX CR DAB
Scendiamo in Campania, dove il Mimit ha concluso la procedura d’assegnazione del diritto d’uso DAB+ per la rete n.3
che prevede l’utilizzo dei blocchi 6D nelle province di Avellino e Benevento, 8C nella provincia di Salerno
Ad aggiudicarsi il seguente lotto è stato il consorzio CR DAB.
In allegato i relativi documenti:

Ricordiamo che, prima di quest’assegnazione, il consorzio CR DAB stava già trasmettendo con una configurazione diversa ciascuno
rispettivamente sui Canali 6D nella provincia di Benevento, 8C in quella di Salerno e 11A nelle province di Caserta e Napoli.
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RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (PUGLIA): INSERITA FUNKY RADIO
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| PUGLIA | ||
| Canale 5B (176,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Strada Statale 17 | Foggia | FG |
| Contrada Terrisi | Parabita | LE |
| Monte Trazzonara | Martina Franca | TA |
ADDIO A GIGI MARSICO, UNO DEI "PADRI" DELLA TV
Le sue “Voci dal mondo dei vinti”
Uno degli ultimi “padri” della Tv italiana: Gigi Marsico è scomparso a 98 anni.
Per rendere omaggio allo storico giornalista e inviato dal nord ovest d’Italia e da Torino,
Rai Cultura gli ha dedicato la puntata di “RAInchieste” con Giorgio Zanchini –
in onda lunedì 9 febbraio alle 23.00 su Rai Storia”, con repliche successive –
nella quale, tra gli altri suoi reportage, viene anche riproposto “Voci dal mondo dei vinti”,
da lui firmato nel 1981 e dedicato alla comunità occitana.
Marsico, nato il 4 giugno del 1927 a Costantinopoli, come si chiamava all’epoca Istanbul,
esordisce come attore per i radiodrammi della Rai nel 1951,
ma la sua vocazione al racconto e alla cronaca lo portano a diventare giornalista professionista nel 1955
e fino al 1962 per il Giornale Radio realizza un centinaio di documentari e inchieste.
In Tv viene chiamato dal direttore del Telegiornale, Enzo Biagi.
Gigi Marsico è amico di Piero Angela, che ha conosciuto all’università di Torino nel 1947 grazie alla musica jazz.
Angela è un pianista, Marsico un chitarrista, e per il Festival di Sanremo nel 1968 l’uno è il conduttore del Tg e l’altro è l’inviato:
un inviato che offre del festival della canzone un’immagine originale.
Gigi Marsico usa il giornalismo per dare voce a chi partecipa alla Storia dal basso e racconta il nord-ovest dell’Italia, Torino.
La città dell’industria dell’auto è il simbolo del boom economico,
ma anche una realtà respingente per chi fatica a inserirsi e non riesce a uscire dai margini:
dal lavoro senza tutele degli immigrati meridionali alla difficile condizione dei detenuti minorenni del Ferrante Aporti,
alle storie di prostitute e omosessuali, raccontate per la prima volta in Rai negli anni ’70.
“Voci dal mondo dei vinti”, invece, è un servizio che Marsico realizza nel 1981.
Osserva e racconta un’area interna, un pezzo d’Italia che si trova alla periferia della politica
e che attende l’attuazione dell’art. 5 della Costituzione con il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali.
Il servizio è realizzato per il “Tg2 Dossier”, ma il direttore, Ugo Zatterin, decide di non mandarlo in onda,
perché relativo a un’area particolare, non di interesse nazionale.
Dopo un’aspra polemica sui giornali, “Voci dal mondo dei vinti” viene trasmesso un anno dopo, il 20 giugno 1982,
nel settimanale del Tg3, testata nata nel 1979 e attenta alle regioni e alle diverse culture territoriali del Paese.

ADDIO A BIANCA MARIA PICCININO, LA PRIMA DONNA A CONDURRE IL TG IN ITALIA
Ci ha lasciati la scorsa estate a 101 anni. La figlia Paola: “Ha voluto non fare notizia, scelto il silenzio”.
Laureata in biologia, iniziò la carriera in Rai nel 1953. Negli anni divenne la giornalista simbolo della moda italiana
Lutto nel mondo del giornalismo italiano: se ne è andata lo scorso luglio all’età di 101 anni Bianca Maria Piccinino,
la prima giornalista donna a condurre un telegiornale nel nostro Paese.
Della sua morte si è venuto a sapere solo ieri dalla figlia Paola che, in una intervista a AdnKronos, ha detto:
“Il silenzio è stato voluto da lei: per sua decisione non ho divulgato la notizia se non ai parenti e agli amici più stretti.
Immagino che poi sia comunque trapelata e ormai, a oltre sei mesi dall’accaduto, riesco a parlarne, anche se con tanta fatica.
La mamma, una volta uscita dalle scene, non ha più voluto “fare notizia”,
nemmeno quando ha compiuto 100 anni, nel 2024, e molti volevano intervistarla”.
La morte di Maria Bianca Piccinino lascia un segno in quella che è diventata ormai la storia del giornalismo italiano:
nata a Trieste il 29 gennaio 1924, laureata in biologia, iniziò la carriera nel 1953, agli albori della Rai,
come autrice e presentatrice di programmi scientifici.
Nell’ultima intervista rilasciata nel 2014 a Rainews 24, ancora lucidissima a 90 anni,
aveva raccontato come venne mandata in onda il giorno stesso del suo provino:
“Fu la mia prima apparizione televisiva per dare la notizia scientifica del giorno: il ritrovamento di un fossile della catena evolutiva”.
Dal 1956 al 1964 condusse la trasmissione di divulgazione scientifica “L’amico degli animali” con Angelo Lombardi,
per poi occuparsi della Tv dei ragazzi.
Una carriera lunghissima e variegata, quella di Bianca Maria Piccinino:
fu lei la prima donna a condurre il Tg del pomeriggio sul Canale Nazionale Rai e, dal 1976, il nuovo Tg1 delle 13.30.
Realizzò importanti telecronache, tra cui il matrimonio di Carlo e Diana,
e intervistò numerose personalità internazionali, da Sophia Loren a Gorbaciov.
“Il primo Tg condotto dalle 20.00 da una donna fu della Gruber”, aveva però voluto specificare con grande umiltà sempre nel 2014:
“Io poi mi truccavo al volo sulla scrivania per andare in onda, i truccatori li avevano le attrici e le annunciatrici,
io ero pur sempre una giornalista del TG”.
Il racconto del mondo della moda legato all’evoluzione della società
Nonostante le proposte di un suo passaggio a Canale 5, Piccinino rimase alla Rai anche dopo il suo pensionamento nel 1989,
curando il settimanale televisivo “Moda” fino al 1994.
Con la fine del rapporto con la Rai ha proseguito come docente delle Accademie della moda.
Per i suoi 90 anni, era stata insignita dalla sua città natale, Trieste, del premio San Giusto d’Oro.
“La moda italiana è nata nel 1950 a Firenze con le sfilate a Palazzo Pitti; prima esisteva solo quella francese;
con l’operatore andavamo a Parigi e a Firenze – raccontò sempre nel 2014 -.
Si affermarono giovani stilisti come Armani, Ferrè, Versace e da Firenze le sfilate si spostarono a Milano,
e spesso a Londra e New York, sfilate che seguivo con l’operatore.
Ho continuato a lavorare per cinque anni dopo la pensione:
poi arrivarono a dirigere la Rai i famosi “Professori” e non permisero più ai pensionati di lavorare:
finì la mia bella avventura con la Rai durata 40 anni.
Intanto mi ero sposata, avevo avuto una figlia che, sposata ha avuto un figlio,
nato quando sono andata in pensione ed è diventato la mia nuova ragione di vita”.
Nel corso della sua carriera, Bianca Maria Piccinino studiò il fenomeno della moda in rapporto all’evoluzione della società
e ai grandi avvenimenti che la mutavano (moda e costume, moda come comunicazione, moda simbolo di potere),
temi sui quali tenne seminari alle Università di Madrid, Firenze e Bologna.
Il suo giornalismo ha contribuito a plasmare la percezione della moda nell’opinione pubblica italiana
come veicolo di espressione culturale e sociale, dimostrando quanto sia molto più di abiti e tendenze,
ma un linguaggio che racconta storie, riflette l’evoluzione della società e connette le persone di tutto il mondo.
È stata infine anche autrice di due libri: “Che mi metto” (Gremese Editore, 1987) ebbe particolare successo.
LOMBARDIA: IN 40 COMUNI COMASCHI ARRIVANO LE ANTENNE PER IL 5G; COPERTI ANCHE PICCOLI BORGHI SOTTO I 2MILA ABITANTI
La nuova rete Fwa (che sfrutta le onde radio) è attivata da Eolo con 11 stazioni radio sul territorio provinciale dove non arriva la fibra
La connessione fissa a 1 Gbps arriva anche in diversi centri della provincia di Como grazie alla tecnologia FWA 5G.
Sono attualmente 40 i comuni comaschi coperti dalla nuova infrastruttura,
attiva attraverso 11 BTS (stazioni base trasmittenti) distribuite sul territorio.
L’intervento riguarda sia località del lago sia comuni dell’entroterra e dell’area montana, con un’attenzione particolare ai piccoli centri.
Secondo i dati diffusi, oltre 75 mila residenti nel Comasco possono oggi accedere a una connettività a banda ultra-larga
con prestazioni fino a 1 Gbps, paragonabili a quelle disponibili nelle grandi città.
I comuni interessati
Tra i primi 40 comuni coperti figurano Argegno, Bene Lario, Blessagno, Brienno, Carate Urio, Carlazzo, Cerano d’Intelvi,
Claino con Osteno, Colonno, Corrido, Dizzasco, Erba, Eupilio, Faggeto Lario, Grandola ed Uniti, Griante, Laglio, Laino,
Lezzeno, Longone al Segrino, Magreglio, Menaggio, Merone, Moltrasio, Monguzzo, Nesso, Pigra, Plesio, Pognana Lario,
Ponna, Porlezza, Sala Comacina, Schignano, Torno, Valsolda, San Siro, Bellagio, Tremezzina, Alta Valle Intelvi e Centro Valle Intelvi.
Un dato significativo riguarda i comuni più piccoli:
nel territorio comasco sono già 29 quelli con meno di 2 mila abitanti coperti dalla rete FWA a 1 Gbps.
Una soglia importante in una provincia caratterizzata da numerosi centri di dimensioni ridotte e da una morfologia complessa.
Cos’è la tecnologia FWA
La tecnologia Fwa (Fixed wireless access) consente di portare connessioni fisse ad alta velocità
attraverso collegamenti radio tra stazioni base e antenne installate presso le abitazioni o le sedi aziendali.
Si tratta di una soluzione alternativa alla fibra tradizionale,
particolarmente adatta in aree montane o difficili da raggiungere con infrastrutture cablate.
attraverso collegamenti radio tra stazioni base e antenne installate presso le abitazioni o le sedi aziendali.
Si tratta di una soluzione alternativa alla fibra tradizionale,
particolarmente adatta in aree montane o difficili da raggiungere con infrastrutture cablate.
L’estensione nei prossimi mesi
La rete, attivata a livello nazionale in oltre 300 comuni, è destinata a essere progressivamente ampliata anche nei prossimi mesi.
In Lombardia, entro marzo 2026, dovrebbero essere circa 80 i piccoli borghi sotto i 2 mila abitanti interessati dalla copertura fino a 1 Gbps.
Per la provincia di Como l’obiettivo dichiarato è quello di contribuire a ridurre il divario digitale tra aree urbane e centri minori,
favorendo lo smart working, la digitalizzazione delle imprese e l’accesso ai servizi online anche nei comuni più periferici.
TOSCANA: A CAPRIGLIOLA (MS) MOBILITAZIONE CONTRO IL 5G
Presto un incontro cui saranno invitate le autorità per discutere e comprendere meglio i contorni della nuova possibile installazione
Il borgo storico di Caprigliola scende in campo per difendere il proprio paesaggio e la salute pubblica.
Dopo i casi di Filetto e Bagnone, anche i residenti della suggestiva frazione aullese hanno deciso di far sentire la propria voce
contro l’installazione di una nuova antenna 5G, in una zona considerata “sensibile” dalla cittadinanza.
Quella che sembrava solo un’ipotesi, si sta trasformando in realtà,
si dice infatti che un residente abbia venduto un terreno in località Palazzina a una grande società, per realizzare un’antenna.
E così la Lunigiana continua a essere presa di mira.
Risale a poco meno di un anno fa la riunione organizzata in paese, a cui aveva partecipato anche il sindaco di Aulla,
durante la quale erano emersi dubbi e perplessità sull’opera.
L’amministrazione, durante l’incontro, si dichiarò fermamente contraria all’opera.
Tuttavia, la battaglia legale si preannuncia complessa:
i recenti decreti governativi e i bandi legati al Pnrr conferiscono alle aziende poteri
che spesso permettono di bypassare i veti dei singoli comuni.
Filetto e Bagnone insegnano: nonostante i numerosi incontri, raccolte firme e proteste,
le antenne sono state ugualmente installate, anche vicino alle case.
Sulla scia di quanto già accaduto in altre zone della Lunigiana, i residenti di Caprigliola si stanno mobilitando per promuovere un incontro in paese,
a cui saranno invitate le autorità. E non si escludono forti proteste. Le preoccupazioni principali riguardano l’impatto paesaggistico,
visto che l’antenna altererebbe irrimediabilmente la zona, ma soprattutto la salute pubblica.
Nonostante i rassicuranti limiti di legge, i cittadini chiedono l’applicazione del principio di precauzione, specialmente per la vicinanza alle abitazioni.
Preoccupazione anche per il che un’antenna possa svalutare il patrimonio immobiliare della frazione.
Il caso di Caprigliola non è isolato. Da mesi la Lunigiana è diventata un laboratorio di resistenza civile contro l’installazione di antenne.
“Non siamo contro il progresso – dicono i cittadini di Caprigliola – ma vogliamo che venga gestito con intelligenza
e rispetto e tutela per chi vive qui”.
CITTÀ DEL VATICANO: BUON COMPLEANNO RADIO VATICANA; 95 ANNI AL SERVIZIO DEL PAPA
Il 12 febbraio 1931 il primo a parlare dai microfoni della Statio Radiophonica Vaticana fu lo scienziato Guglielmo Marconi,
a cui Pio XI aveva affidato il compito di progettare e costruire questo mirabile strumento di comunicazione.
Oggi la Radio del Papa prosegue nella sua missione: diffondere il messaggio del Vangelo,
la voce del Vescovo di Roma e il magistero pontificio in tutto il mondo, incontrando comunità, essendo in ascolto, al servizio
Emoziona profondamente che a distanza di novantacinque anni la voce della Radio Vaticana continui a percorrere il mondo,
portando ovunque l’annuncio del Vangelo, la speranza, la parola del Successore di Pietro,
superando ogni confine, distanza, non lasciando nessuno da solo.
Il pensiero inevitabilmente va a quel 12 febbraio del 1931 quando il primo a parlare dai microfoni della Statio Radiophonica Vaticana
fu lo scienziato Guglielmo Marconi, a cui Pio XI aveva affidato il compito di progettare e costruire questo mirabile strumento di comunicazione
e ai padri gesuiti di guidarla.
Il padre della radio annuncia che per la prima volta la voce del Papa potrà “essere percepita simultaneamente su tutta la superficie della terra”,
e in latino il Pontefice, con parole bellissime, invia il primo radiomessaggio della storia vaticana “a tutte le genti e ad ogni creatura”.
Poi suonò un disco a 78 giri contente alcuni brani di una sinfonia di Beethoven.
Quell’intuizione del Papa attestò la fiducia nelle possibilità della tecnologia messa al servizio della comunicazione umana e della missione della Chiesa.
Non fu un semplice esperimento tecnico, ma una scelta pastorale precisa, ovvero usare i mezzi più avanzati del tempo per raggiungere il cuore delle persone.
Da quel momento la Radio Vaticana ha attraversato la storia: guerre e accordi di pace, miseria e aiuto, devastazioni e ricostruzione,
esclusioni e accoglienza, trasformazioni sociali, politiche e tecnologiche, sempre portando l’annuncio cristiano, la luce della speranza,
leggendo tutti i fatti con la lente della dottrina sociale.
La Radio fino ad ora ha servito nove papi, ha aiutato a ricongiungere migliaia dispersi durante la Seconda Guerra mondiale,
è stata un faro durante gli anni terribili dei totalitarismi, ha raccontato il Concilio Vaticano II, i Giubilei, le sfide della Chiesa universale,
i tanti, troppi, conflitti come quelli recenti in Ucraina, Medio Oriente, Congo, Myanmar, Yemen, Siria…
è stata ed è via di preghiera, informazione e formazione.
Il multiculturalismo è un tratto distintivo e chiave preziosa per leggere il mondo:
le persone che oggi lavorano per l’emittente pontificia provengono da sessantanove nazioni e attraverso 34 redazioni – più una multimediale –
nelle diverse lingue raggiungiamo le periferie geografiche ed esistenziali del mondo, dando voce a comunità spesso lontane dai grandi circuiti mediatici,
accompagnando la vita delle Chiese locali.
In molti Paesi, la Radio del Papa è stata per decenni – e talvolta lo è ancora – una presenza discreta ma fondamentale per le comunità cristiane e non solo.
In questi anni la Radio del Papa ha vissuto una trasformazione profonda all’interno del più ampio percorso di riforma della comunicazione avviata da P. Francesco.
La nascita del Dicastero per la Comunicazione e l’integrazione delle diverse realtà mediatiche in un sistema più unitario e coordinato hanno richiesto cambiamenti organizzativi, professionali e di visione.
È stato un cammino non semplice che prosegue tutt’ora, ma animato dalla consapevolezza della nostra missione al servizio del Santo Padre,
della Verità, in un contesto in continua trasformazione dove strumenti e linguaggi si rinnovano velocemente.
In questa direzione ci incoraggiano le parole di Papa Leone che più volte ha salutato con favore il nostro lavoro
e richiamato l’importanza di unire, di servire la verità e di accompagnare la vita del Popolo di Dio attraverso una “comunicazione disarmata e disarmante”,
capace di contribuire alla costruzione di una società più fraterna, solidale, accogliente, in pace.
La Radio Vaticana ha prodotto e alimenta l’ecosistema digitale di Vatican News che in 56 lingue – tra scritto, parlato e lingua dei segni –
si esprime via onde radio, satellite, streaming, podcast, social media, video, piattaforme digitali.
Il novantacinquesimo compleanno di Radio Vaticana cade nell’era dell’intelligenza artificiale,
una tecnologia che sta modificando profondamente anche il mondo dei media e della comunicazione.
L’AI è senza dubbio un aiuto prezioso, uno strumento utile, ma l’algoritmo non può e non deve sostituire l’umano:
il pensiero, la creatività, il giudizio.
Il nostro compleanno si intreccia dal 2012 con la Giornata Mondiale della Radio indetta dall’Unesco per il 13 febbraio
e che quest’anno ha per tema: “AI is a tool, not a voice”.
Un’espressione in profonda sintonia con il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2026,
che richiama la responsabilità personale, il discernimento e l’insostituibile valore umano della comunicazione.
Radio Vaticana sempre attenta alle avanguardie tecnologiche certamente esplora questa frontiera dell’intelligenza artificiale,
ma non derogherà mai alla consapevolezza che la radio è incontro tra persone, è parola che nasce da un volto, da una coscienza,
da una responsabilità.
In questo senso, la Radio del Papa continua a testimoniare che la tecnologia, fin dalle origini marconiane, è al servizio dell’uomo e non il contrario.
Oggi, come nel 1931, la Radio del Papa prosegue nella sua missione:
diffondere il messaggio del Vangelo, la voce del Papa e il magistero pontificio in tutto il mondo, incontrando comunità,
essendo in ascolto, al servizio. Buon compleanno Radio Vaticana.

CITTÀ DEL VATICANO: NUOVO LOGO MUSICALE PER CELEBRARE I 95 ANNI DI FONDAZIONE DI RADIO VATICANA
In occasione dell’anniversario della sua inaugurazione, il 12 febbraio 2026,
Radio Vaticana – Vatican News rinnova uno degli elementi più riconoscibili della propria identità:
l’ident sonoro che da sempre accompagna gli ascoltatori dell’emittente del Papa,
una rielaborazione in chiave moderna del tema originale del “Christus Vincit“
Il nuovo logo musicale di Radio Vaticana, declinato in quattro ident principali,
è un progetto pensato per celebrare la ricorrenza storica del 95 anni dalla fondazione
con un segno che unisce tradizione e contemporaneità.
Il nuovo sistema di ident è stato affidato al Maestro Marcello Filotei,
della redazione Programmi Musicali guidata dal Maestro Pierluigi Morelli,
e accompagnerà gli ascoltatori per tutta la giornata del 12 febbraio,
entrando poi stabilmente nella programmazione ordinaria.
La Radio Vaticana introdurrà un nuovo sistema di ident che si affiancherà alla storica orchestrazione del “Christus Vincit”,
realizzata dal Maestro Alberico Vitalini, del tema del compositore cecoslovacco Jan Kunc,
da sempre elemento distintivo e riconoscibile dell’identità sonora dell’emittente.
Il tema originale del Christus Vincit è stato rielaborato in chiave moderna, mantenendo un legame diretto con la tradizione
e offrendo al tempo stesso una nuova veste sonora capace di dialogare con la sensibilità contemporanea.
“Radio Vaticana coltiva da sempre anche nel suo Jingle un rapporto speciale con la musica che ne definisce la identità –
sottolinea Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione -.
La musica ci parla di quella armonia dinamica, mai uguale a se stessa, che tutti cerchiamo nelle nostre vite.
Genera risonanze che diventano dialogo, dialogo che diventa comunione, e memoria che si fa vita.
Celebrare oggi i 95 anni della nostra radio rivisitando gli ident di rete ha per noi proprio questo significato.
Condensare in pochi secondi di icona sonora una storia in cui identità e comunione si fondono, crescono insieme e ci fanno sentire a casa”.
Il progetto prevede quattro ident principali, tutti basati sul tema del Christus Vincit,
ciascuno pensato per accompagnare un diverso momento della giornata radiofonica:
una versione dedicata al risveglio, una per il mattino, una per il pomeriggio, una per la notte.
A questi si aggiungono due ident brevi (short): il primo utilizza l’incipit del tema, il secondo ne riprende il finale,
creando un collegamento immediato e riconoscibile con l’identità sonora originaria.
“È stato un esercizio di equilibrismo tra tradizione e novità – evidenzia il Maestro Marcello Filotei -.
Come camminare su un filo teso tra due grattacieli cercando di non cadere nell’ovvio.
Modernizzare non significa abbandonare il passato, ma rileggerlo con nuovi occhi”.
È stato inoltre realizzato, dal Maestro Pierluigi Morelli, un ident speciale che richiama l’orchestrazione del periodo barocco,
evocando una dimensione storica e musicale che si inserisce armonicamente nella tradizione della Radio del Papa.
Tutti gli ident saranno proposti in contemporanea (ora di Roma) sia dal canale in lingua italiana sia dalle 30 web-radio di Radio Vaticana,
in un’esperienza di ascolto condivisa a livello globale.
Per il Vice Direttore Editoriale Responsabile di Radio Vaticana Vatican News, Massimiliano Menichetti
“con questo rinnovamento proposto e realizzato dai Programmi Musicali l’emittente richiama e rilancia in chiave sonora
la missione dell’emittente pontificia evidenziando il ponte tra passato e presente nella luce della fede”.
La scansione della programmazione sarà la seguente:
Fascia 7.00 – Ident Risveglio
Fascia 9.00 – 11.00 Ident Mattino
Ore 12.00 Ident storica orchestrazione di Alberico Vitalini
Fascia 14.00 – 18.00 Ident Pomeriggio
Ore 24.00 Ident storica orchestrazione di Alberico Vitalini
6.00 Ident Notte

CITTÀ DEL VATICANO: INTERVISTA DI RADIO VATICANA AD ELETTRA MARCONI
Elettra Marconi: della radio ci si può fidare più di qualunque altro mezzo
“Tutto il mio affetto e tutta la mia riconoscenza”. È l’abbraccio della Principessa Elettra Marconi per i 95 anni della Radio Vaticana,
costruita ed inaugurata da suo padre Guglielmo il 12 febbraio del 1931 su invito di Papa Pio XI.
Nell’era dell’Intelligenza artificiale ribadisce: “Potrebbe essere positiva, però bisogna controllarla”
È un incontro straordinario quello con la Principessa Elettra Marconi, non solo perché nel suo appartamento in via Condotti,
intriso di ricordi e dal quale il padre Guglielmo spingendo un pulsante illuminò, il 12 ottobre 1931,
la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, ma per la forza e l’amore di una figlia che ha dedicato tutta la vita a divulgare,
con amore sconfinato, il pensiero di uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi.
Principessa, lei è stata da sempre una grande sostenitrice della Radio Vaticana.
Che cosa significa per lei il raggiungimento dei 95 anni dell’emittente pontificia?
È una data importantissima, perché nella vita di mio padre è stato un momento molto, molto bello, molto emozionante.
Lui aveva molta fede in Dio e anche molta ammirazione e amicizia per il Santo Padre, Papa Pio XI.
È sempre stato sostenuto dal Papa in Italia, perché conoscendolo… Anche il Papa aveva idee di ricercatore e seguiva le invenzioni,
voleva sapere i dettagli, chiamava perché voleva sapere le novità che aveva creato.
Guglielmo Marconi progettò e materialmente costruì la Radio Vaticana, e nel 1931 ci fu l’inaugurazione.
Che cosa raccontava lui di quell’esperienza?
Era tutto focalizzato sull’importanza della stazione Radio Vaticana, e – grazie a Dio – c’è quel bellissimo film Luce (dell’Istituto Luce),
che ritrae mio padre che presenta, dopo essersi naturalmente accordato con il Papa per costruire questa stazione Radio,
molto potente per tutto il mondo, e poter presentare il Papa al mondo, perché nelle sue parole bellissime –
si possono vedere in video sul film Luce – è una presentazione meravigliosa che fa:
quanto è consapevole, quanto è commosso mio padre… E il Papa come gli risponde: le parole stupende, intelligentissime di Pio XI.
Mio padre ha fatto un lavoro… Il periodo più lungo che è rimasto a Roma, perché lui è rimasto qualche mese di seguito a Roma.
Lui partiva sempre: andava a Londra, a New York… E proprio eccezionale è stato.
E io mi ricordo, perché dopo, tutte le volte che noi tornavamo, parlavamo sempre (del fatto che) il periodo più lungo era stato a Roma,
perché seguiva e tutti i giorni andava in Vaticano, e anche tutti i giorni il Papa andava nei giardini del Vaticano per seguire, si vedevano:
c’è il filmato e delle fotografie meravigliose. Poi un viale lo hanno chiamato: “Via Guglielmo Marconi”.
Principessa, lei ha dedicato la sua vita a diffondere la conoscenza di suo padre. Che cosa ha significato per lei?
Ma per me era un dovere, e anche la gioia più grande, volevo andare in tutti i Paesi per ringraziare dell’accoglienza che mi avevano fatto,
per le parole meravigliose, per la gratitudine che mi hanno dimostrato per l’invenzione di mio padre.
E sono andata – appunto – non solo in Brasile, molte volte – che poi è un Paese che adoro! – in Australia nove volte;
in America naturalmente moltissime volte, perché lui ha attraversato per mare, sempre per mare, 87 volte l’Atlantico.
Poi naturalmente adesso ci sono gli aerei…! Quindi Cina, Giappone, l’isola di Taiwan…
Insomma, un’avventura nell’avventura dell’avventura…
Un’avventura, e ho voluto anche portare Guglielmo, mio figlio, perché volevo che conoscesse quanto ammiravano mio padre,
il nonno, perché mio padre con la radio ha unito tutti i Paesi del mondo.
La radio il 12 febbraio festeggia i 95 anni, e il 13 febbraio si tiene, per volontà dell’Unesco, il “World Radio Day”,
la giornata proprio dedicata alla radio nel mondo. Quest’anno il tema riguarda l’intelligenza artificiale.
E il tema recita: “L’intelligenza artificiale è uno strumento, non è una voce”.
Principessa lei che cosa pensa dell’intelligenza artificiale oggi?
Io penso che potrebbe essere positiva, però bisogna controllarla, che usino bene questi mezzi di comunicazione.
Che messaggio si sente di rivolgere oggi a chi lavora per la Radio Vaticana, in un tempo di grandi trasformazioni tecnologiche?
Gli mando tutto il mio affetto e tutta la mia riconoscenza.
E che lavorino come ho lavorato io per ricordare mio padre, per rispettare mio padre.
Principessa, qual è il suo augurio per il compleanno della Radio Vaticana?
L’augurio che sia mostrata anche al pubblico, che ne parlino… Sì, vorrei poterli incontrare per dirglielo,
ma forse questo è il modo migliore: comunicarlo attraverso la radio.
Anche i giovani, che crescano con l’esempio di mio padre.
Perché lui aveva grande passione per le onde elettriche, per tutto quello che possono fare.
Ci si può fidare della radio?
Sì, più della radio che di qualsiasi altra cosa. Le notizie vengono proprio… è importantissima!
Principessa vuole aggiungere qualche altra cosa, un suo pensiero personale?
Io ho molta fede in Dio e naturalmente amo molto il prossimo, e vorrei che avessero appunto la tranquillità di coscienza.
Tutti gli auguri più belli!

SLOVENIA: MEZZO SECOLO DI INFORMAZIONE E CULTURA BILINGUE PER TV KOPER-CAPODISTRIA
55 anni di trasmissioni in italiano e 50 in sloveno, un’eredità culturale che va oltre i confini nazionali
La programmazione bilingue come ponte culturale e punto di riferimento per l’Istria e oltre
RTV Slovenia, celebra quest’anno un doppio anniversario di grande rilevanza:
i 55 anni di trasmissioni in lingua italiana e il 50° anniversario della programmazione in lingua slovena.
i 55 anni di trasmissioni in lingua italiana e il 50° anniversario della programmazione in lingua slovena.
Fondata con l’intento di servire la comunità bilingue dell’Istria,
l’emittente è diventata un punto di riferimento essenziale per la cultura e l’informazione transfrontaliera,
con un’importanza particolare per la promozione della lingua e della cultura italiana nella regione.
Nel 1976, nasce Odprta meja/Confine aperto, un programma fondamentale per la minoranza slovena in Italia,
che ottiene per la prima volta una rappresentanza ufficiale nei media pubblici.
Questo evento segna un passo cruciale nel riconoscimento della comunità slovena in Italia e nel rafforzamento delle relazioni bilaterali.
A distanza di cinquant’anni, TV Koper/Capodistria rappresenta ancora un simbolo di eccellenza nel bilinguismo e nella cooperazione transfrontaliera.
La programmazione in lingua italiana ha avuto un impatto significativo nel mantenere vivi i legami culturali tra la Slovenia e l’Italia.
Il programma Primorska kronika racconta le vicende della regione, diventando un emblema del carattere transfrontaliero dell’emittente.
Nel contesto dell’informazione quotidiana, Tutt’Oggi continua a essere una voce essenziale per la minoranza italiana in Slovenia e Croazia,
offrendo quotidianamente contenuti informativi e culturali.
L’integrazione di due lingue nei suoi palinsesti ha reso TV Koper/Capodistria un media capace di superare i confini nazionali.
L’emittente ha avuto un ruolo fondamentale nella valorizzazione dell’identità culturale delle comunità italiana e slovena.
Nel corso degli anni, TV Koper/Capodistria ha svolto una funzione sociale di grande importanza,
diventando un punto di riferimento regionale per l’informazione e la cultura.
L’anniversario dei 55 anni di trasmissioni in italiano e dei 50 anni in sloveno celebra un lungo percorso di inclusività e di servizio alla comunità.
TV Koper/Capodistria continua a essere il cuore mediatico della regione, combinando tradizione e innovazione.
Per festeggiare l’anniversario, sono previsti eventi speciali che celebrano la sua storia e il suo contributo alla cultura regionale.
Con un forte impegno verso una comunicazione aperta e inclusiva, l’emittente punta a costruire ponti culturali duraturi tra le diverse comunità.

CROAZIA: PUBBLICATE LE OFFERTE PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI TELEVISIVE NELL' HRT MUX M2 E RADIOFONICHE IN BANDA FM
Lo scorso giovedì 12 febbraio l’ Agencija za elektroničke medije (in italiano Agenzia dei media elettronici)
ha pubblicato le offerte ricevute dopo l’intenzione di concedere delle assegnazioni per la fornitura di servizi radiotelevisivi.
Concessione televisiva
Repubblica di Croazia: Mux M2 – HOO TV d.o.o., AUTOR d.o.o.
Concessioni radiofoniche
Area più ampia della città di Đakovo (città di Đakovo, comuni di Drenje, Gorjani, Podgorač, Punitovci,
Satnica Đakovačka, Viškovci, Koška e Vuka) (G-DJ) – NOVI RADIO d.o.o.;
Regione della Lika e di Segna (Z-GS) – Centro d’informazione culturale Gospić;
Città di Slatina (G-SL) – Centro Informazioni Slatina d.o.o.