
Sabato 3 gennaio 2026
ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
SITUAZIONE SEMPRE COMPLICATA PER L' ITALIA IN BANDA FM,
PROGRESSI LIMITATI PER LA FINE DELLE INTERFERENZE TV ALBANESI
E PER LA FIRMA DELL' ACCORDO DAB NELL' AREA ADRIATICA-IONICA
Pubblicato il 03/01/2026 alle ore 16:00
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Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha organizzato un nuovo incontro via web il 18 settembre.

Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ ITALIA.
A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE FM
L’ ITALIA ha destinato 20 milioni di € per la rottamazione volontaria delle frequenze in FM
e le relative procedure d’attuazione dovrebbero essere completate entro la fine del 2025.
Sono in corso i lavori per l’istituzione del meccanismo di classificazione,
che sarà basato su simulazioni che riflettono la gravità delle interferenze ai danni dei Paesi confinanti.
L’elenco prioritario dei casi di disturbo verrà utilizzato per la definizione delle aree d’interesse
e saranno valutati tutti i possibili scenari d’interferenza.
È in fase d’elaborazione l’approccio di classificazione che permetterà di ottimizzare l’efficacia del sistema
nel ridurre le interferenze transfrontaliere.
Dopo l’adozione delle varie procedure, prevista entro la fine del 2025,
l’ ITALIA concederà un periodo di tempo limitato per la presentazione delle domande.
Successivamente preparerà, approverà e pubblicherà i risultati (classifiche) del programma,
garantendo agli operatori di rete vincitori tempo sufficiente per spegnere le proprie trasmissioni FM.
L’intero processo dovrebbre durare circa 6 mesi.
L’ ITALIA ha dichiarato che il settore radiotelevisivo è già a conoscenza del prossimo schema di compensazione
e prevede consultazioni con le principali associazioni di emittenti prima della pubblicazione.
Inoltre, s’aspetta un numero elevato, compreso tra 200 e 300, di potenziali partecipanti alla rottamazione volontaria.
Le attuali norme in fase di preparazione potranno tornare utili in futuro per soddisfare eventuali richieste di compensazione,
respinte in prima istanza, attraverso l’assegnazione di ulteriori fondi reperibili sulla base di possibili risorse non spese dal MIMIT.
La CROAZIA ha proposto come soluzione per risolvere la questione delle interferenze FM italiane quella già adottata per le frequenze UHF,
facendo riferimento alla sentenza della Corte Europea (ECLI:EU:C:2025:691) relativa a tale banda, pubblicata lo scorso 11 settembre,
la quale ha confermato la corretta applicazione delle procedure da parte dell’amministrazione italiana.
Il Paese balcanico ha richiesto la possibile condivisione col RSPG di un documento ufficiale sul sistema di compensazione volontaria
e ritiene che i 20 milioni di € stanziati potrebbero non essere sufficienti, pertanto ha chiesto se fossero stati previsti ulteriori fondi per il 2026.
Secondo la CROAZIA, il sistema di classificazione dovrebbe dare la precedenza ai casi d’interferenza FM facenti parte dell’elenco prioritario,
supportato da dati di misurazione e prendendo in considerazione sia l’interferenza co-canale sia quella tra frequenze adiacenti.
L’ ITALIA ha risposto che intende portare avanti il sistema di compensazione anche nel nuovo anno,
mentre il meccanismo di classificazione soddisferà le proposte croate.
La SLOVENIA ha segnalato oltre 100 casi d’interferenza, ha ritenuto insufficiente la quantità di soldi stanziati dall’ ITALIA
e ha nuovamente mostrato scetticismo per la reale efficacia della procedura di rottamazione volontaria delle frequenze FM.
e ha nuovamente mostrato scetticismo per la reale efficacia della procedura di rottamazione volontaria delle frequenze FM.
A causa della lunga fase di stallo italiana, ha risottolineato di essersi appellata più volte alla Commissione Europea
per un’azione legale contro l’ ITALIA.
Quest’ultima ha risposto che è piuttosto complicato eliminare le interferenze FM caso per caso, tuttavia ha fiducia nel sistema di compensazione.
Ha anche evidenziato il crescente sviluppo del DAB, nonostante non sia previsto a livello normativo il passaggio dall’FM al DAB.
L’ ITALIA ritiene che il costo di mantenimento di 2 piattaforme di trasmissione terrestre con lo stesso contenuto
potrebbe indurre alla lunga diverse emittenti a spegnere le frequenze FM.
Inoltre ha ribadito l’importanza di registrare un certo numero di stazioni FM nel piano di Ginevra 1984.
Dopo la riunione dello scorso maggio, l’ ITALIA ha convalidato, attraverso simulazioni e rilevazioni in loco,
le misurazioni relative alla situazione degli 89.7 MHz, utilizzati dall’emittente pubblica croata HRT-HR 1
dal ripetitore di MONTE BIOKOVO – SVETI JURE.
Queste attività sono state svolte alla presenza degli operatori italiani per dimostrare la solidità del processo
e ridurre al minimo il rischio di contenziosi.
L’avvocato dell’emittente interessata aveva messo in discussione il processo,
il che ha rafforzato la decisione del MIMIT di adottare un approccio cauto, ma rigoroso.
In conclusione, la CROAZIA ha ricordato ancora una volta che l’unica soluzione
è lo spegnimento totale della stazione italiana interferente o lo spostamento su una frequenza alternativa.
Il Paese balcanico, inoltre, non è d’accordo con l’affermazione dell’ ITALIA,
secondo cui le proprie interferenze non impedivano alle Nazioni vicine di garantire trasmissioni FM.
La CROAZIA, infatti, ha riscontrato che in alcune aree era impossibile ascoltare le proprie emittenti radiofoniche
a causa delle interferenza italiane che raggiungevano livelli pari a 70 dBμV/m.
Per quanto riguarda la FRANCIA, l’ ITALIA ha confermato l’inclusione nell’elenco prioritario delle proprie interferenze FM ai danni della Corsica,
in particolare quelle che interessano Radio Nostalgie sugli 88.3 MHz, attivi dalla postazione di MONTE CORBU a Bonifacio,
mentre verrà applicato lo schema di compensazione volontaria in Sardegna settentrionale.
Inoltre tale sistema integrerà gli sforzi bilaterali in corso riguardanti la situazione di Bonifacio
e prenderà in considerazione tutti i casi prioritari e le relazioni sulle interferenze presentate dalle amministrazioni
in base all’Appendice 10 del Regolamento Radio dell’ITU.
Sono state rinviate le misurazioni degli uffici locali italiani previste sia per la situazione di Bonifacio sugli 88.3 MHz
sia per quella che coinvolge i 106.4 MHz, utilizzati da Corsica Radio dal ripetitore di PUNTA DELLA VARRA a Porto Vecchio.
Per quanto riguarda il caso delle 4 emittenti radiofoniche transalpine attive nell’isola d’Elba
(Ici Radio Corsica Frequenza Mora sugli 88.2 MHz, France Culture sui 92.3 MHz, France Inter sui 96.8 MHz e France Musique sui 99.8 MHz),
la FRANCIA ha spedito l’accordo aggiornato all’ ITALIA. Dal punto di vista francese, il trattato è definitivo e pronto per la firma.
L’ ITALIA vorrebbe considerare definitiva anche l’intesa raggiunta in base all’articolo 18.2 del Regolamento Radio dell’ITU.
e ha spiegato che era ancora necessario il rilascio di un’autorizzazione nazionale per regolarizzare le 4 trasmissioni FM.
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)
Il gruppo Adriatico-Ionico ha compiuto ulteriori progressi per il raggiungimento dell’accordo DAB.
In base a quanto riferito dal MONTENEGRO, restano da sistemare alcune problematiche minori
e risultano ancora in discussione tra alcuni Paesi solo un numero limitato di assegnazioni.
Lo scorso 4 luglio sono state affrontate delle questioni in sospeso che riguardano la revisione del relativo testo.
Un ulteriore incontro era previsto il 26 settembre.
Un ulteriore incontro era previsto il 26 settembre.
Lo scorso giugno, MONTENEGRO ed ALBANIA hanno risolto tutte le questioni tecniche relative alla suddivisione delle frequenze.
In seguito a ciò, l’ ALBANIA ha quasi completato il suo piano di distribuzione dei canali,
che includeva gli accordi preliminari con GRECIA e MACEDONIA DEL NORD,
ed intende inoltrarlo al gruppo Adriatico-Ionico, insieme all’elenco completo delle assegnazioni.
Contemporaneamente, l’ ALBANIA ha sviluppato una più stretta cooperazione con le amministrazioni limitrofe
per comprendere meglio il quadro giuridico e supportare la preparazione di un quadro nazionale per il DAB.
È stata inoltre annunciata la recente iscrizione al forum WorldDAB.
Lo scorso luglio la MACEDONIA DEL NORD ha tenuto diverse riunioni con gli Stati limitrofi.
Con la GRECIA, non sono stati segnalati particolari problemi in merito all’assegnazione delle frequenze VHF,
infatti il tema principale è stata la banda FM.
È in fase di preparazione una bozza dell’accordo di coordinamento che si prevede venga presto distribuita per eventuali commenti.
Con la BULGARIA, per quanto riguarda l’assegnazione dei canali VHF,
restano da sistemare alcune questioni minori relative ad assegnazioni specifiche (ad esempio, i sistemi di antenna).
Anche in questo caso s’è discusso della banda FM ed in futuro verrà firmato un accordo di coordinamento.
La MACEDONIA DEL NORD ha intenzione di svolgere incontri trilaterali con BULGARIA e GRECIA da una parte e SERBIA ed ALBANIA dall’altra.
Sono attesi commenti albanesi sulle assegnazioni presentate dalla MACEDONIA DEL NORD.
La SERBIA, invece, esaminerà la versione finale del piano macedone una volta approvata dalle altre amministrazioni.
La CROAZIA ha riferito che il gruppo Adriatico-Ionico è ancora in attesa di informazioni italiane
in merito alla conferma da parte di SAN MARINO dei parametri tecnici delle assegnazioni
riservate ai Paesi della sponda orientale del mar Adriatico, in particolare sulle frequenze VHF 7, 12B e 12C.
che era già stato riportato durante le precedenti discussioni del gruppo Adriatico-Ionico.
In base a quest’intesa, SAN MARINO non sfrutterà i propri diritti GE06,
pur avendo esplicitamente chiesto di mantenerli, come anticipato dalla CROAZIA.
A SAN MARINO è stata chiesta per iscritto, in modo da condividerla con l’intero gruppo,
la conferma sulle caratteristiche tecniche delle assegnazioni previste da altre amministrazioni,
che saranno infine trascritte nel Piano di Ginevra 2006.
La Repubblica del Titano ha dato il via libera alla loro registrazione.
La Repubblica del Titano ha dato il via libera alla loro registrazione.
Infine la CROAZIA ha sottolineato il bisogno di discussioni tecniche relative alla presentazione di nuove assegnazioni,
che l’ ITALIA ritiene coerenti con il piano di distribuzione dei canali e che intende registrare dopo la firma dell’accordo Adriatico-Ionico.
Un caso particolare è la provincia di Bolzano a causa del suo status di zona di confine.
Nonostante la distanza geografica con le altre Nazioni,
le assegnazioni della provincia altoatesina devono risultare compatibili con l’accordo bilaterale in VHF fra ITALIA ed AUSTRIA.
L’ ITALIA vorrebbe incontrare la CROAZIA per risolvere questi problemi prima della prossima riunione del gruppo Adriatico-Ionico.
Il Paese balcanico ha accettato l’invito italiano,
specificando tuttavia che le nuove assegnazioni italiane non interessano solamente la provincia di Bolzano.
A LIVELLO TELEVISIVO
Proseguono i disturbi televisivi albanesi ai danni di alcune frequenze sotto i 700 MHz,
come segnalato lo scorso luglio dal proprio operatore televisivo.
A tal proposito, verranno effettuate nuove misurazioni lungo la costa.
La CROAZIA ha ricevuto il nuovo piano DTT albanese, considerandolo tutto sommato accettabile.
Tuttavia, ha sottolineato che i parametri tecnici degli impianti non tenevano conto delle proprie osservazioni risalenti al 2022.
Le assegnazioni includono anche modifiche ad alcune postazioni registrate in base a GE06.
La CROAZIA ha chiesto all’ ALBANIA di fornire il file aggiornato dei parametri tecnici dei propri trasmettitori DTT.
L’ ALBANIA ha risposto che prenderà in considerazione le precedenti osservazioni croate
e ritiene che le interferenze TV ai danni della CROAZIA si risolveranno in contemporanea con la liberazione dei 700 MHz.
La GRECIA ha riscontrato interferenze albanesi co-canale sull’ UHF 41, frequenza assegnata in base a GE06.
È ancora in attesa dell’applicazione dell’accordo del 2022 e del fascicolo contenente le assegnazioni DTT albanesi.
L’ ALBANIA ha dichiarato che il proprio operatore di rete ha ridotto la potenza di trasmissione,
L’ ALBANIA ha dichiarato che il proprio operatore di rete ha ridotto la potenza di trasmissione,
tuttavia questa mossa si è rivelata insufficiente.
Il MONTENEGRO vorrebbe concludere le attività di coordinamento transfrontaliero con l’ ALBANIA
per allineare i parametri di alcune stazioni DTT e firmare di conseguenza un accordo bilaterale.
L’ ITALIA ha notato alcune discrepanze nel fascicolo albanese sui parametri DTT rispetto ai precedenti incontri
e ha richiesto chiarimenti che l’ ALBANIA ha promesso di fornire.
La MACEDONIA DEL NORD ha ricevuto il piano albanese di distribuzione delle frequenze DTT
e ha domandato se fosse definitivo per poter procedere con le necessarie valutazioni.
In merito al rilascio dei 700 MHz, l’ ALBANIA ha spiegato che, a livello giuridico,
il relativo progetto di legge è stato presentato per la consultazione al Ministero delle Finanze
e diffuso per la consultazione pubblica, con scadenza stabilita ad ottobre 2025,
sul sito web del Ministero delle Infrastrutture e dell’Energia
[www.infrastruktura.gov.al/single-konsultimi/?id=872 e www.infrastruktura.gov.al/single-konsultimi/?id=873].
Contemporaneamente, è stato chiesto all’AMA, acronimo di Autorità per i Media Audiovisivi,
di partecipare a tale processo, in particolare per quanto riguarda il regime di compensazione.
Nel frattempo, l’ ALBANIA ha spiegato che, a causa della carenza di ulteriori frequenze,
non è stato possibile adottare misure temporanee per risolvere casi specifici d’interferenza,
ad esempio ricollocare gli operatori TV responsabili di questi disturbi.
Pertanto, è stato chiesto loro di ridurre la potenza di trasmissione, soprattutto in direzione della GRECIA.
Quest’ultima ha sottolineato l’importanza che il processo albanese per la liberazione televisiva dei 700 MHz prosegua,
prendendo in considerazione soluzioni definitive.
Tale approccio è stato condiviso anche dal MONTENEGRO,
il quale ha manifestato preoccupazione per la dilatazione dei tempi del processo di transizione albanese
e pertanto ha chiesto di velocizzare il rilascio della banda sopra i 700 MHz.
Il MONTENEGRO ha riscontrato livelli d’interferenza superiori a 80 dBμV/m sulle frequenze UHF 57, 58 e 59.
La MACEDONIA DEL NORD ha richiesto un risarcimento danni,
mentre l’ ITALIA ha affermato di non aver ricevuto nuove lamentele da parte dei propri operatori di telefonia mobile.
Il prossimo incontro del RSPG è previsto virtualmente il 15 Gennaio (ore 09:30-12:30).