Domenica 9 novembre 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

A cura di Salvatore Cambria

Pubblicato il 09/11/2025 alle ore 12:00
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

SICILIA IN DIGITALE: NUOVAMENTE ELIMINATA ALPA UNO NEL MUX LOCALE 2

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Sicilia.
Nel Mux LOCALE 2 è nuovamente uscita di scena ALPAUNO (LCN 86) di Alcamo (TP),
che sta continuando a trasmettere regolarmente in streaming all’indirizzo web www.alpauno.com.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

SPAGNA IN DIGITALE: NUOVO IDENTIFICATIVO E LOGO PER RNE PARA TODOS NEL MUX 4K PRUEBAS

Ci spostiamo in Spagna per segnalare che nel provider sperimentale Mux 4K_PRUEBAS, trasmesso in DVB-T2,
è stato rinominato l’identificativo di Radio para todos in RNE para todos.
Inoltre è stato sostituito il logo in sovraimpressione.
L’emissione video risulta sempre in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080,
mentre è assente la numerazione automatica.
In onda è sempre visibile lo studio della versione nazionale della RNE (Radio Nacional de España),
accompagnato dai sottotitoli, utili a garantire la fruizione anche alle persone non udenti.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB+ RAI

Occupiamoci ora della radio digitale.
Il Mux DAB+ RAI è stato acceso dalle seguenti 4 postazioni: 
 
sul Canale 6B da RUPE ATENEA ad Agrigento e MONTE CAMMARATA a San Giovanni Gemini (AG), in Sicilia;
 
sul blocco 7C da MONTE RENA ad Albino (BG), in Lombardia, e PETRARELLA a San Marco Argentano (CS), in Calabria.
Alla luce delle ultime novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni del Mux DAB+ RAI.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

ADDIO AD ANDREA DE ADAMICH: MORTO A 84 ANNI L' EX PILOTA F1 E VOLTO MEDIASET

In Formula 1 aveva corso per team prestigiosi come Ferrari, McLaren e Alfa Romeo. In tv è stato celebre volto Mediaset per i motori
 
Il mondo dei motori è in lutto per la scomparsa di Andrea de Adamich, ex pilota di Formula 1 e celebre telecronista, morto all’età di 84 anni.
Il friulano, che aveva debuttato nelle competizioni automobilistiche nel 1962, ha avuto una carriera ricca di successi.
Prima come pilota Alfa Romeo: dopo il titolo italiano di Formula 3 nel 1965, fu ingaggiato dall’Alfa Romeo,
con cui vinse due Campionati Europeo Turismo (1966-67) a bordo della Giulia GTA.
E poi l’esperienza in Formula 1 e Prototipi: disputò cinque stagioni in F1 a partire dal 1968,
correndo per scuderie di prestigio come Ferrari, McLaren, March, Surtees e Brabham.
Alternò la massima categoria al Mondiale Prototipi, ottenendo due vittorie con l’Alfa Romeo.
Ritiratosi nel 1974, de Adamich divenne un noto volto televisivo di Mediaset per i motori,
ricoprendo il ruolo di telecronista dal 1978 al 2009 insieme a Guido Schittone.
Nel 1991 fondò il Centro Internazionale Guida Sicura, proseguendo la sua storica collaborazione con Alfa Romeo.
Per i suoi meriti, il 2 giugno 2022 era stato nominato Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
 

È MORTO PEPPE VESSICCHIO: ADDIO AL MAESTRO DI SANREMO
E VOLTO AMATO DELLA MUSICA ITALIANA

Il mondo della musica piange Peppe Vessicchio, scomparso a 69 anni all’ospedale San Camillo di Roma.
Direttore d’orchestra, arrangiatore e volto amatissimo dal pubblico,
ha legato il suo nome al Festival di Sanremo e a programmi come Amici di Maria De Filippi.
Con il suo stile garbato e ironico ha accompagnato generazioni di artisti e spettatori
 
È morto Peppe Vessicchio, il maestro della musica leggera italiana
Lutto nel mondo della musica italiana. È morto a 69 anni Peppe Vessicchio, direttore d’orchestra,
arrangiatore e personaggio televisivo tra i più amati.
Si è spento nel pomeriggio di ieri all’ospedale San Camillo di Roma a seguito di una complicazione improvvisa.
La notizia è stata diffusa da fonti vicine al musicista.
Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio – il cui nome completo era Giuseppe Vessicchio – ha saputo unire rigore tecnico e leggerezza popolare,
diventando una presenza familiare per milioni di spettatori grazie alle sue apparizioni al Festival di Sanremo,
dove ha diretto per decenni le più grandi orchestre e accompagnato artisti entrati nella storia della canzone italiana.
 
Una vita tra Sanremo, Amici e i grandi della musica
Dopo gli esordi con Nino Buonocore, Edoardo Bennato e Peppino di Capri, Vessicchio aveva intrapreso una carriera costellata di successi.
Collaborò con Gino Paoli, con cui scrisse Ti lascio una canzone e Cosa farò da grande, ma anche con Ornella Vanoni, Andrea Bocelli,
Roberto Vecchioni, Fiordaliso, Zucchero, Elio e le Storie Tese, Max Gazzè, Ron, Syria, Ivana Spagna e molti altri.
Fu vincitore di quattro Festival di Sanremo come direttore d’orchestra: nel 2000 con gli Avion Travel, nel 2003 con Alexia,
nel 2010 con Valerio Scanu e nel 2011 con Roberto Vecchioni.
Per il pubblico televisivo, però, resterà per sempre il “maestro Vessicchio” di Amici di Maria De Filippi,
dove il suo tono pacato e il sorriso ironico divennero un marchio di stile.
[…]
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti come miglior arrangiatore e ha portato la sua bacchetta anche oltreconfine,
dirigendo orchestre in mondovisione dal Cremlino di Mosca e in grandi teatri italiani come lo Smeraldo di Milano.
Autore del saggio di culto La musica fa crescere i pomodori (Rizzoli, 2017), è stato direttore artistico dello Zecchino d’Oro,
docente e volto amatissimo della TV italiana, in programmi come Amici di Maria De Filippi e Prodigi.
Una carriera densa, luminosa e sempre in equilibrio tra popolare e colto, tra il rigore della partitura e la leggerezza di un sorriso
che, come la sua musica, resterà indelebile.
 
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RADIO E TV PRIVATE: C'È IL NUOVO CONTRATTO

Rinnovato l’accordo per l’emittenza. Slc Cgil: “È un’intesa positiva”
 
Nella giornata di lunedì 3 novembre è stato firmato da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Confindustria RadioTv
il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dell’emittenza radiotelevisiva privata, multimediale e multipiattaforma,
applicato nelle maggiori televisioni e radio private del Paese, nazionali e locali.
L’accordo, di durata triennale (2025-2027), prevede aumenti economici per le televisioni pari a 205 euro nel triennio,
suddivisi in tre tranche (gennaio 2026, 80 euro; giugno 2027, 80 euro; gennaio 2028, 45 euro),
a cui si aggiungono 300 euro lordi riparametrati di una tantum per i mesi di vacanza contrattuale.
Per le radio, sempre nel triennio 2025-2027 l’aumento sarà di 165 euro, suddivisi però in due sole tranche
(gennaio 2026, 90 euro; giugno 2027, 75 euro),
a cui si aggiungono 200 euro lordi riparametrati di una tantum per i mesi di vacanza contrattuale.
Per le aziende dove si applica l’assicurazione sanitaria di settore Salute Sempre,
si prevede poi un aumento di 36 euro annui a partire dal 1 gennaio 2027,
che porta la polizza, tutta a carico delle aziende, dagli attuali 10 euro a 13 euro mensili.
Per la parte normativa, vengono subito introdotte norme a sostegno dei lavoratori che seguono cure salvavita o che sono affetti da malattie oncologiche.
Con questo rinnovo le assenze per malattie di queste due fattispecie non saranno più calcolate nella misurazione del periodo di comporto,
ovvero il periodo entro il quale il lavoratore assente per malattia ha diritto al mantenimento del posto di lavoro.
Altri temi saranno invece oggetto di confronto all’Osservatorio paritetico nazionale aziende-sindacato,
che verrà convocato già a partire del mese di febbraio 2026. Tra questi, i permessi a sostegno della genitorialità,
in favore delle persone vittime di violenza domestica (soprattutto donne),
o di misurazione della rappresentanza sindacale nelle diverse aziende del settore.
“Si tratta di un’intesa positiva – è il commento di Riccardo Saccone segretario generale di Slc Cgil
e di Dino Oggiano del Dipartimento Emittenza Slc -.
Nella parte economica, il fatto che siano stati strappati dei minimi che assicurano un aumento complessivo nel triennio
superiore ai 3mila euro è un fatto politicamente rilevante”.
Soprattutto in un settore che risente della concorrenza sleale degli Ott
(aziende Over-The-top che forniscono servizi attraverso Internet) e delle piattaforme streaming.
“Inoltre – continuano Saccone e Oggiano – con questo rinnovo si inverte la tendenza degli ultimi anni
che aveva visto i lavoratori delle radio pesantemente penalizzati rispetto a quelli delle tv, seppure entrambi afferenti allo stesso contratto.
Il fatto che i lavoratori più deboli delle radio, in questo rinnovo, abbiano potuto godere del sostegno dei lavoratori più forti delle tv,
rappresenta un segnale di solidarietà non scontato in questa fase storica, che ci piace sottolineare anche per la sua rilevanza politica”.
 

TOSCANA: PROTESTA A VALCARENE (LI) PER L' INSTALLAZIONE DI UN' ANTENNA 5G

Un presidio in strada a tutela della loro salute e per bloccare il proseguimento dei lavori
 
“Quell’antenna ci fa paura, non la vogliamo”.
Un nutrito gruppo di cittadini di Valcarene ha organizzato un presidio in strada dopo che ha scoperto che nella zona,
in un terreno privato verrà installata un’antenna di telefonia mobile “5G” a loro dire.
“Nessuno ci ha detto niente, racconta Giuseppe Caia, abitante della zona. Non la vogliamo qui, non è giusto fare dei lavori così di nascosto.
Non siamo stati avvisati nè dalle istituzioni e nemmeno dal proprietario del terreno.
Cercheremo di non farla installare o farla spostare in altre zone”. Nessun cartello segnalava l’apertura del cantiere,
quando dopo un intervento dei carabinieri forestali è apparso il cartello necessario nei pressi dei lavori in corso.
Poi, il presidio con i cittadini che chiedono informazioni e rassicurazioni su quanto sta accadendo.
Sul luogo anche Lionel Carden, uno dei Messaggeri del Mare abitante in Val Carene.
“Ho saputo dell’installazione dell’antenna, siamo molto preoccupati, vogliamo un chiarimento – dichiara –
un’apertura di lavori a tradimento e di nascosto. Installarla in un terreno privato non significa certo che si possa fare come si vuole.
La salute delle persone va salvaguardata”. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri con il capitano Giuseppe Boccia,
la polizia municipale e il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini con l’assessore Roberto Manzi.
“L’amministrazione aveva già negato l’installazione su un terreno comunale – dichiara l’assessore Roberto Manzi.
Siamo venuti a conoscenza della situazione e vista la preoccupazione delle persone, alcune anche con problemi di salute,
stiamo valutando gli atti per capire se la procedura è stata fatta correttamente e se eventualmente fermare i lavori”.
Gli abitanti annunciano battaglia e non hanno intenzione di fermarsi fino a che non verranno garantiti i loro diritti.
 

ABRUZZO: DOPO 45 ANNI GIOVACCHINO D' ANNIBALE
LASCIA RADIO L' AQUILA 1, VOCE STORICA DELLA CITTÀ

Il sindaco Pierluigi Biondi rende omaggio al fondatore dell’emittente:
“Ha fatto della radio uno spazio di libertà, partecipazione e vicinanza alla gente”
 
Dopo 45 anni di ininterrotta attività, Giovacchino D’Annibale lascia la direzione di Radio L’ Aquila 1,
l’emittente che ha fondato e guidato con passione, trasformandola in un punto di riferimento per l’intera comunità.
A rendergli omaggio, con parole cariche di gratitudine e affetto, è stato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
“Desidero rivolgere, a nome dell’intera comunità aquilana e mio personale, un sentito ringraziamento a Giovacchino D’Annibale,
che dopo 45 anni di ininterrotta attività lascia Radio L’Aquila 1, la sua creatura, per un meritato pensionamento – ha dichiarato Biondi -.
D’Annibale ha rappresentato un punto di riferimento costante per la nostra città:
con passione, dedizione e senso civico ha saputo fare della radio uno spazio di libertà, partecipazione e vicinanza alla gente.”
Nel corso dei decenni, Radio L’Aquila 1 ha accompagnato generazioni di cittadini, offrendo informazione, compagnia e sostegno,
soprattutto nei momenti più difficili. “Attraverso le sue frequenze – ha ricordato il sindaco –
generazioni di aquilani hanno trovato informazione, compagnia e sostegno,
anche e soprattutto nel drammatico periodo dell’emergenza sismica del 2009,
quando Radio L’Aquila 1 fu una voce indispensabile per la comunità, capace di trasmettere fiducia e speranza.”
Un impegno riconosciuto ufficialmente lo scorso 29 dicembre, quando il Consiglio comunale ha votato all’unanimità
per conferire a D’Annibale un attestato di merito.
“Un riconoscimento che ho avuto l’onore di consegnare personalmente – ha sottolineato Biondi –
e che rappresenta il ringraziamento formale della Municipalità, ma anche quello profondo e sincero dell’intera città.”
Il saluto del primo cittadino si è concluso con un augurio personale:
“Con l’augurio che questo nuovo capitolo della tua vita sia sereno e pieno di soddisfazioni,
ti rinnovo, da sindaco e da amico, la riconoscenza e l’affetto di tutta L’Aquila.”
 

SPAGNA: IL 4K HDR SUMMIT SARÀ UN PUNTO D' INCONTRO
PER LE AZIENDE SPAGNOLE CHE STANNO RENDENDO L' UHD UNA REALTÀ

L’undicesima edizione del 4K HDR Summit si svolgerà dall’11 al 14 novembre,
con due giornate in presenza (martedì 11 e mercoledì 12) presso l’Auditorium Cartuja del Sevilla TechPark e due giornate virtuali
 
Aziende spagnole come Hispasat, Cellnex Telecom, Gsertel, AEQ, Axión e Aicox, che parteciperanno insieme ai partner Small Pixels,
Sapec, Alfalite, MoMe e Datos Media, sono punti di riferimento nella promozione e nel posizionamento della Spagna come leader nell’UHD.
 
Negli ultimi anni, la Spagna si è posizionata come uno dei paesi europei più attivi, forse il più attivo, nella transizione all’Ultra Alta Definizione (UHD).
Questo nuovo standard per la televisione di alta qualità si sta affermando sempre di più e, in Spagna, è già una realtà
di cui milioni di spagnoli possono usufruire gratuitamente tramite la Televisione Digitale Terrestre (DTT) grazie all’emittente pubblica.
L’inizio delle trasmissioni regolari in UHD sul canale La 1 di RTVE nel febbraio 2024 ha segnato una pietra miliare nella trasmissione televisiva,
non solo a livello nazionale, ma anche in Europa e nel mondo.
In quell’occasione, la Spagna è diventata il primo paese al mondo ad avere un canale in Ultra HD sulla sua televisione digitale terrestre (DTT).
Questo passo verso la televisione del futuro è stato annunciato al 4K HDR Summit 2023
e l’edizione del 2025 riunirà ancora una volta i principali operatori, produttori, società di ingegneria e soluzioni tecniche,
società di telecomunicazioni, fornitori di infrastrutture, emittenti e stazioni televisive pubbliche e private in Spagna.
Si terrà dall’11 al 14 novembre a Siviglia, dove si terrà l’undicesima edizione del 4K HDR Summit, articolata in quattro giornate:
due in presenza presso l’Auditorium Cartuja del TechPark di Siviglia e due virtuali.
Questo evento, “dove tecnologia e contenuti hanno tempo per dialogare”, si è affermato come il principale forum di discussione sui progressi tecnologici,
normativi e produttivi che definiranno il futuro del settore audiovisivo.
 
Le aziende spagnole come punto di riferimento per l’UHD
La collaborazione tra tutti gli attori del settore audiovisivo ha reso possibili trasmissioni di prova e progetti pionieristici
che pongono la Spagna all’avanguardia nell’innovazione. Tra questi attori figurano numerose aziende spagnole,
il cui impegno nella promozione dell’Ultra Alta Definizione ha posizionato la Spagna come leader nel settore.
L’undicesima edizione del 4K HDR Summit sarà un punto d’incontro per molte di queste aziende,
che non mancheranno a questo evento ormai imperdibile nel calendario UltraHD.
Hispasat, Cellnex Telecom, Gsertel, AEQ, Axión e Aicox, che parteciperanno insieme al partner Small Pixels,
condivideranno tutti i loro ultimi sviluppi, progressi e innovazioni in ambito UHD nel corso delle quattro giornate.
In totale, una dozzina di aziende spagnole, tra cui Sapec, Alfalite, MoMe e Datos Media, collaboreranno
e saranno presenti nell’area espositiva durante l’ultima edizione del 4K HDR Summit.
Anche l’associazione UHD Spain, di cui molte di queste aziende fanno parte, avrà un ruolo di primo piano
e terrà la sua Assemblea Generale annuale, alla quale parteciperanno i rappresentanti delle 34 aziende associate.
L’associazione celebrerà il suo quinto anniversario nel gennaio 2026.
 
Da Siviglia al mondo
Molte delle aziende associate a UHD Spain svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo tecnologico dell’Ultra HD
e, grazie a loro, la trasmissione di contenuti UHD è una realtà.
Dal 2025, Hispasat supporta il 4K HDR Summit in qualità di sponsor e partner tecnologico e da oltre un decennio promuove l’Ultra HD via satellite.
Nel corso della terza giornata (la prima virtuale), Jorge Rodríguez, Responsabile Prodotto e Marketing di Hispasat,
offrirà la sua visione del presente e del futuro dell’Ultra HD da una prospettiva satellitare,
insieme a dati che indicano che “il satellite è la seconda opzione più efficiente dal punto di vista energetico,
seconda solo al DTT (Digital Terrestrial Television), e molto più sostenibile dell’IPTV o dello streaming internet”.
Cellnex Telecom, il principale fornitore indipendente di infrastrutture per telecomunicazioni wireless e broadcasting,
si è affermata come una delle aziende più impegnate nell’adozione dell’UHD in Spagna.
Xavi Redón, Product Manager di Cellnex, parteciperà alla terza giornata, la prima sessione virtuale, del 4K HDR Summit,
dove discuterà del contributo della sua azienda all’evoluzione dell’Ultra HD.
Tra i numerosi progetti, Cellnex ha partecipato alla prima trasmissione di un’opera in 4K dal Teatro Real di Madrid nel 2016,
alla trasmissione simultanea di tre programmi in 4K su un canale della televisione digitale terrestre (DTT) nello stesso anno
e ad altri programmi pilota come le trasmissioni UHD-HDR e audio di nuova generazione (NGA) utilizzando le comunicazioni 5G nel 2023.
Anche Gsertel, azienda specializzata in misurazione, monitoraggio e trasmissione, sarà protagonista del 4K HDR Summit.
Manuel Ángel Álvarez, Direttore Tecnico Vendite di Gsertel per America Latina ed Europa, condividerà test di guida
e misurazioni della qualità del servizio per i servizi UHD, nonché alcuni casi d’uso per le loro innovative apparecchiature di misurazione,
come Hexylon, che supporta l’analisi del segnale, la visualizzazione di contenuti 4K
e include funzionalità come la registrazione e la riproduzione del segnale UHD.
L’undicesima edizione del 4K HDR Summit vedrà anche la partecipazione e l’area espositiva di AEQ,
azienda spagnola con oltre quarant’anni di esperienza dedicata alla progettazione, produzione e integrazione di soluzioni audio, video
e di comunicazione professionali per i settori radiofonico, televisivo e broadcasting.
AEQ si è affermata come leader internazionale e ha contribuito in modo tangibile al progresso dell’Ultra Alta Definizione nel broadcasting,
principalmente attraverso due linee di prodotto principali: i suoi monitor di riferimento con funzionalità UHD/4K
e i suoi sistemi interfonici per produzioni su larga scala.
Axión, operatore di rete e fornitore di infrastrutture per le telecomunicazioni con una forte presenza nel broadcasting terrestre,
parteciperà nuovamente alla giornata di apertura del 4K HDR Summit.
Nel frattempo, Marta Pérez, Broadcasting and Media Project Engineer di Aicox,
discuterà delle nuove frontiere della distribuzione televisiva, insieme a Fabio Clabot, CEO di Small Pixels.
Il 4K HDR Summit 2025, “Dove tecnologia e contenuti hanno tempo per parlare”, è organizzato da Medina Media Events
e supportato da Appear, Ateme, RTVA, Elecard, AJA, AEQ, Axion, Aicox con Small Pixels, Lawo, UWA, Rohde & Schwarz, SES, Eutelsat,
Canon, Cellnex, Gsertel, Hispasat, Alfalite, Netgear, Synamedia, Mome, Datos Media, Techex, Sapec, Avixa e Vestel, tra gli altri.
Tutte le presentazioni saranno disponibili per la visione on-demand tramite “El Observatorio“, la piattaforma digitale di Medina Media Events,
dove ogni presentazione sarà disponibile gratuitamente 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno.
 

SVIZZERA: SUSANNE WILLE, DIRETTRICE GENERALE DELLA SSR, NON ESCLUDE UN RITORNO ALLE FREQUENZE FM

L’abbandono delle FM a fine dicembre 2024 ha causato alla SSR una diminuzione del 14% degli ascoltatori radiofonici.
Un eventuale rientro non potrebbe avvenire prima del 2027
 
La direttrice generale della SSR Susanne Wille non escluderebbe un possibile ritorno alle trasmissioni FM.
È quanto titolano diversi portali d’oltralpe dopo la risposta fornita dall’ufficio stampa della stessa SSR a Tamedia,
in cui si ricorda che al momento è in vigore un’ultima proroga della diffusione FM fino alla fine del 2026,
ma “se queste condizioni quadro dovessero cambiare, dovremo riesaminare la situazione”.
Già tre settimane fa, sul tema in questione, la stessa Wille aveva dichiarato che “si stanno valutando tutte le opzioni,
ma prima dobbiamo capire qual è la situazione”.
 
Un ritorno non prima del 2027
L’abbandono delle FM a fine dicembre 2024 – si legge su persoenlich.com – ha causato alla SSR una diminuzione del 14% degli ascoltatori radiofonici.
Un eventuale rientro non potrebbe comunque avvenire prima del 2027, dato che l’azienda ha già restituito la sua licenza radiofonica.
 
Il quadro politico
Ricordiamo che a settembre il Consiglio nazionale ha dato parere favorevole alla prosecuzione delle frequenze FM dopo il 2026,
mentre la Camera dei Cantoni dovrebbe esprimersi in proposito a dicembre.
 

ESULTANO IN REDAZIONE AL GOL DELL' INTER:
LA DURA LETTERA DEL DIRETTORE DI SKY SPORT

Il monito di Federico Ferri: «Chi fa il tifoso verrà giudicato inadatto a ricoprire il ruolo di inviato,
a andare in onda o ad avere responsabilità in redazione».
 
Due membri della redazione di Sky Sport sono stati sorpresi a esultare per il gol segnato dall’Inter negli ultimi istanti del match contro il Verona.
I nerazzurri hanno vinto 2-1 grazie all’autorete di Frese arrivata al 93′.
Alle spalle del giornalista in onda, in un video diventato rapidamente virale, si vedono due individui esultare in maniera sfrenata.
Secondo una ricostruzione, arrivata in serata il 2 novembre, si sarebbe trattato di due stagisti.
E così il direttore di Sky Sport Federico Ferri ha deciso di “licenziare” i due soggetti. Poi ha scritto una dura lettera alla redazione.
 
La lettera di Federico Ferri
La lettera recita: «Cari colleghi, oggi la redazione si è resa protagonista di una scena indegna della nostra professione
e del prestigio e della serietà che contraddistinguono e devono contraddistinguere Sky Sport.
Dico “la redazione­”, ovvero tutti noi, perché per la gente fuori di qui non ci sono i singoli responsabili, ma c’è Sky Sport, punto.
E quando uno di noi si rende protagonista di una brutta figura, la facciamo tutti.
Esultare per il gol di una squadra, qualsiasi essa sia, in qualsiasi partita, e mettere in scena baracconate da bar o da stadio
(purtroppo vale anche per le tribune stampa, ma questo è un altro discorso), è inaccettabile sempre, a maggior ragione se la scena finisce in onda».
E ancora: «I responsabili sono stati individuati e saranno puniti, ma quello che più mi preme non è penalizzare dei ragazzi,
peraltro non appartenenti alla redazione (ma qui torniamo al tema al quale ho accennato prima), ma è fare capire a tutti che il calcio –
soprattutto in epoca social, nostro malgrado – è una materia delicata e la terzietà, l’imparzialità, la sobrietà, la professionalità,
sono elementi imprescindibili per una testata giornalistica, in tutte le sue forme.
E tutti noi dobbiamo essere consapevoli della responsabilità del ruolo che ricopriamo e del marchio che rappresentiamo».
 
Ferri: «Non siamo fans ma giornalisti»
«Allargo dunque il discorso ai vostri profili personali sui social network», ha proseguito Ferri.
«A come vi comportate allo stadio con l’accredito di Sky e sotto la mia responsabilità, dunque, quando siete inviati o semplici spettatori
(chiedere una foto o una maglia a un giocatore non fa parte del nostro mestiere, ad esempio, secondo il mio parere,
perché non siamo fans ma giornalisti), o ancor di più ovviamente quando andate in onda.
La verità è che quei malcapitati ragazzi non sono gli unici. E io mi sono stufato.
Non voglio nemmeno più mettermi a dettare regole o discutere ulteriormente su questo aspetto, come ho fatto in passato».
Ferri ha poi concluso: «Chi fa il tifoso, chi dimostra di non essere imparziale o di dare giudizi in qualche modo condizionati
anche solo da simpatie o antipatie, o da qualsiasi pregiudizio, e in generale chi non si comporta in modo da onorare la nostra professione a Sky Sport,
verrà giudicato editorialmente inadatto a ricoprire il ruolo di inviato, o ad andare in onda, o ad avere responsabilità in redazione.
L’ho sempre fatto, come sapete, ma ora mi impegnerò a farlo ancora di più. Vediamo se così entra nella testa di tutti».
 

SOSPESI PER UNA SETTIMANA I DUE STAGISTI "TIFOSI" A SKY

Nessun allontanamento definitivo per i due apprendisti giornalisti
sorpresi dalle telecamere a esultare per il gol decisivo dei nerazzurri a Verona durante il telegiornale.
Torneranno lunedì 10 in redazione
 
Nessun allontanamento definitivo, solo una sospensione.
Il caso degli stagisti di Sky, sorpresi dalle telecamere a esultare per il gol decisivo dell’Inter durante il telegiornale,
si ridimensiona nonostante la censura del tribunale social e le indiscrezioni su una punizione esemplare inflitta ai responsabili dell’episodio.
 
Lettera
Il direttore di Sky Sport, Federico Ferri, ha scritto una lettera durissima indirizzata ai dipendenti e ai principali collaboratori,
richiamandoli a valori come “la terzietà, la sobrietà, la professionalità” che dovrebbero essere requisiti minimi della professione giornalistica,
partendo dall’incidente di domenica per allargare il discorso a una serie di comportamenti diffusi
che evidentemente non ha gradito (“La verità è che quei malcapitati ragazzi non sono gli unici”).
 
Rientro
Alla fine gli stagisti-tifosi che si sono abbracciati nel momento dell’autogol di Frese,
ignari di essere visibili in diretta dietro a un vetro che li divideva dallo studio, non verranno esclusi dalla redazione:
Ferri li ha mandati a casa domenica, dopo averli rimproverati, decidendo di sospenderli per una settimana.
Da lunedì 10 torneranno in redazione a coltivare il loro sogno: diventare giornalisti.
Con una lezione di deontologia da inserire nel curriculum.
 

SKY, PARLA DUILIO: «PUNTIAMO SUL MOBILE, SIAMO UNA TECH MEDIA COMPANY. LO SPORT È ANCHE PRIMA E DOPO L' EVENTO»

Il ceo: «Pronti al salto con Fastweb e Vodafone. Connettività e proposta editoriale ricetta vincente.
Fondamentali le produzioni made in Italy»
 
«Siamo una tech media company». Andrea Duilio che da 4 anni guida Sky Italia dà una definizione molto precisa del gruppo di cui è a capo.
E quella parola «tech» posta all’inizio racchiude la trasformazione che sin dall’inizio ha voluto imprimere alla pioniera della tv a pagamento
nel nostro Paese. «I contenuti restano centrali» spiega nel suo ufficio di Santa Giulia a Milano.
 
E allora non è cambiato nulla?
«Tutt’altro. A partire dall’entrata nella connettività, che abbiamo anche sfruttato per fornire contenuti via IP
in modo sempre più efficace e soddisfacente, dallo streaming di Now,
allo sport offerto in modo completamente diverso rispetto a qualche anno fa, dalle news all’intrattenimento in generale».
 
Già, ma a sentire le cifre che girano sull’intelligenza artificiale, la tecnologia costa.
E i conti di Sky non è che fossero eccezionali, anzi la società perdeva.
«Facciamo parte di un gruppo come Comcast, attento ai risultati di breve periodo,
ma soprattutto a quelli di lungo termine, essendo uno dei maggiori attori del mondo tech.
Per questo nei nostri piani di sviluppo abbiamo scelto di investire».
 
D’accordo, le dimensioni di Comcast vi danno la possibilità di investire. Ma i conti?
«I conti sono più che buoni. Nel 2024 abbiamo avuto un Ebitda (margine operativo lordo) positivo per 177 milioni».
 
E sui ricavi?
«I ricavi nel 2024 sono stati di 2 miliardi e 348 milioni, in crescita per il terzo anno consecutivo».
 
Ritorno all’utile operativo nel 2024, ma qualche anticipazione sul 2025?
«Al momento non ne posso dare, ma siamo confidenti che il trend positivo si confermi anche nel 2025,
grazie ai cambiamenti strutturali che abbiamo fatto in questi anni, anche nel mindset».
 
Cambiamento di modello di business?
«Sì. Siamo al numero più alto di abbonati negli ultimi tre anni. Siamo diventati il primo operatore broadband tra le famiglie Sky.
Abbiamo il churn rate, il tasso di abbandono, più basso di sempre.
Questi sono risultati ottenuti puntando sull’integrazione dei contenuti con la connettività».
 
Avete allargato il campo di azione, diversificato e quindi avete più fonti di ricavi…
«Certo, ma con una strategia che non è stata una semplice diversificazione. Abbiamo creato un ecosistema integrato intorno alle famiglie Sky.
Tutte le nostre linee di business, da Now a Sky Wifi, da Sky Media a Sky Mobile hanno il segno più davanti,
con indici di soddisfazione dei clienti molto alti».
 
Sembra quasi che i contenuti però siano sullo sfondo…
«Al contrario. La parte editoriale è centrale, il cuore pulsante e l’elemento decisivo per lo sviluppo.
La connettività ci ha permesso di offrire servizi sempre più integrati».
 
D’accordo, ma i contenuti?
«Nell’intrattenimento, ai nostri format di successo, come X Factor, MasterChef e Pechino Express,
abbiamo aggiunto l’esperimento sociale di Money Road. Stiamo girando la seconda stagione della serie sugli 883
e, dopo Petra, abbiamo appena presentato la terza stagione di Call My Agent.
A gennaio poi racconteremo le origini di Gomorra.
Ma forse l’idea di centralità della parte editoriale è ancora più evidente nello sport».
 
Certo i diritti sportivi da sempre sono un driver di abbonamenti…
«Sì, ma la differenza la fa sempre il modo in cui si producono e raccontano gli eventi sportivi.
Quest’anno nel tennis abbiamo rinnovato Wimbledon fino al 2030
e nel basket acquisito i diritti di Eurolega, Eurocup, Nba e della Lba italiana, creando un canale di basket unico sul mercato.
Avere canali dedicati permette di raccontare il prima e il dopo.
Bisogna dare agli appassionati non solo un gran premio di F1 o MotoGp, ma l’intera storia dell’evento;
come per una partita di calcio, dove conta non solo quello che accade in campo, ma anche il dietro le quinte».
 
E la tecnologia che c’entra?
«Pensi a quanto conti per esaltare la qualità di fruizione degli eventi, anche in mobilità.
E ora, a proposito di mobilità, faremo con Sky Mobile il grande salto:
diventeremo dal 2026 un operatore virtuale di telefonia mobile».
 
Che significa?
«Che Sky Mobile potrà fare offerte nuove e modulate sulle esigenze del cliente. Il nostro partner sarà sempre Fastweb+Vodafone.
Allarghiamo così il nostro campo di azione. I nostri investimenti stanno dando frutti e non ci fermiamo».
 
Ancora diversificazioni?
«Le dicevo che i contenuti restano centrali, soprattutto in streaming
e per questo abbiamo deciso di far rilevare anche gli ascolti di Now con il sistema Auditel.
Saremo il primo Ott a farsi misurare integralmente. La connettività, poi, è stata per noi un driver importante e lo sarà sempre di più.
Ora, dopo aver raggiunto risultati economici che ripagano la fiducia di Comcast nei nostri confronti,
stiamo iniziando a guardarci attorno, anche per una possibile crescita non organica».
 
Acquisizioni?
«Non lo escludo, di certo avremo uno sguardo più trasversale sul mercato italiano».
 
Cosa state guardando?
«È un po’ presto per dirlo. Operiamo in tanti mercati e siamo interessati a nuove opportunità di crescita».
 

LA SERIE A CHIEDERÀ UN RISARCIMENTO AI PIRATI DEL PEZZOTTO

La pirateria è diventato un cancro da estirpare in ogni modo possibile.
Questo il messaggio mandato dalle istituzioni del mondo del calcio e dopo Dazn adesso si muove anche la Serie A in tal senso.
L’annuncio importante è del presidente di Lega, Ezio Simonelli, che si impegna in prima linea per eliminare il famoso “pezzotto”
e i pirati che girano attorno al sempre più diffuso metodo di pirateria.
 
Altri dettagli
La prima a dichiarare guerra ai pirati fu la piattaforma sportiva Dazn.
Adesso anche la Lega Serie A si prepara a chiedere un indennizzo ai «pirati» del calcio
che sono stati multati per aver utilizzato il «pezzotto» per vedere le partite illegalmente.
Lo ha annunciato il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli, durante il Football Summit Forum, organizzato da Gazzetta dello Sport e Sda Bocconi.
Simonelli ha anche anticipato che la richiesta di «risarcimento» da parte della Serie A sarà superiore ai 500 euro domandati da Dazn,
senza però rivelarne l’ammontare preciso: sul punto sono ancora al lavoro i legali.
 
Le iniziative contro la pirateria
L’iniziativa della Serie A fa seguito a quella di Dazn che sul finire di settembre ha spedito una lettera ai 2200 utenti del «pezzotto»
identificati nell’ambito di un’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Roma e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Lecce,
coordinati dalla Procura pugliese.
La piattaforma streaming ha proposto loro il pagamento di 500 euro per chiudere con una transazione «pacifica» la questione.
Altrimenti, trascorso il termine di sette giorni, Dazn ha avvertito che si sarebbe ritenuta «libera di avviare le iniziative giudiziarie appropriate».
 
L’impatto della pirateria
Numeri importanti quelli emersi.
Infatti durante il Football Business Forum, l’amministratore delegato di Dazn Italia, Stefano Azzi ha sottolineato
che «l’impatto della pirateria in Italia in termini di mancati incassi per l’industria dello sport supera i 300 milioni di euro all’anno».
Secondo il manager, la diffusione dello streaming illegale nel Paese non dipende dalle difficoltà economiche degli utenti
ma è una questione culturale da cambiare con l’educazione e la deterrenza.
«Oltre il 60% degli utenti del pezzotto sono persone a medio-alto reddito – ha detto Azzi –
e alcune rientrano in categorie professionali insospettabili e con elevata reputazione.
 

ANCHE ALBA AVEVA LA TELEVISIONE:
TELEVIDEOALBA E R1 ERREUNO TV NEL RACCONTO DEI PROTAGONISTI

ALBA – Giulio Parusso, a cui è intitolata l’omonima associazione culturale di Alba, è conosciuto come studioso di storia locale e scrittore,

ma pochi sanno che fu uno dei giornalisti dell’emittente televisiva locale  R1 ErreunoTv, 

nata dalla precedente TelevideoAlba che operava negli anni ‘70 e ’80 con una ricca  programmazione.

 

Alba ebbe la sua emittente libera, nata  dalla creatività di un gruppo di persone,  pionieri visionari, che la fondarono e la fecero crescere.

 

TelevideoAlba fu tra le prime emittenti in Provincia di Cuneo e il suo ripetitore di Guarene venne acceso nell’agosto 1978, 

mentre alcune delle trasmissioni di R1Erreuno avevano contenuti ripresi  anche da televisioni più importanti quali i canali Rai e Fininvest.

 

I programmi erano i più vari, dallo sport, al cruciverbone, alla cucina, alla satira, al telegiornale, 

non ultime le Quisquilie, rubrica di storia locale e di critica curata proprio da Giulio Parusso.

 

I protagonisti dell’epoca parteciperanno venerdì 14 novembre 2025 alle 18 nella sala convegni di palazzo Banca d’Alba

in via Cavour all’incontro “Anche Alba aveva una televisione: TelevideoAlba e R1 ErreunoTv”.

 

«Furono anni fantastici in cui riuscimmo a realizzare, con i limitati mezzi economici che faticosamente recuperavamo, giorno dopo giorno, 

una produzione di programmi per l’epoca assolutamente innovativi», spiegano i protagonisti di quell’epoca.

 

Oltre agli aneddoti curiosi, ai racconti, ai protagonisti, verranno riproposti i filmati dell’epoca, 

da poco riversati su digitale e catalogati per il loro salvataggio, a disposizione per i cittadini che potranno esserne interessati.