Mercoledì 13 agosto 2025

LE NUOVE ASSEGNAZIONI LCN DELLE TV LOCALI: LA SARDEGNA.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

Pubblicato il 13/08/2025 alle ore 17:00

Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE

A cura di Mauro Roffi

Si chiude con questo articolo sulla Sardegna questa lunghissima rassegna (è andata avanti per la bellezza di circa due mesi) delle Televisioni locali italiane presenti nelle assegnazioni Lcn diffuse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) nel giugno scorso, ad aggiornamento di quelle del 2024. 

Spero di aver contribuito a far conoscere un po’ meglio quel che succede nel mondo delle emittenti locali nelle varie regioni, 

chi si sta muovendo meglio e anche chi purtroppo è invece un po’ in affanno.

 

La Sardegna, dicevamo, territorio grande ma tradizionalmente con un numero abbastanza modesto di emittenti televisive all’opera. 

La tendenza si è confermata ancor di più in questa nuova fase della Tv digitale, in cui nell’isola 

(dove oltretutto è stata ‘sperimentata’ per prima la nuova situazione, con una sorta di ‘anteprima’) non sono mancati altri ‘caduti’. 

Chi è sopravvissuto però sembra ora abbastanza convinto di poter trovare un suo spazio preciso fra i media della Sardegna 

e magari guarda anche con un po’ di fiducia al futuro.

 

Non c’è bisogno di più di un mux in Sardegna, perché quello regionale di EI Towers basta per tutti, almeno per ora. 

Le emittenti diffuse sono 15 secondo il Ministero (ma le numerazioni sono invece 16, come vedremo), esattamente come la volta scorsa. 

Insomma, la stabilità sembra garantita, a conferma che dopo la selezione delle Tv sarde e i movimenti successivi, 

l’assetto attuale è tale da non far prevedere prossimi ‘sconvolgimenti’. 

Tuttavia c’è stato questa volta un importante movimento-scambio all’interno del gruppo di Videolina, come stiamo per vedere.

Partiamo allora proprio con Videolina, che non poteva che essere confermata al 10. 

L’emittente sta vivendo un momento positivo per l’impegno con cui la proprietà (il gruppo di ‘L’Unione Sarda’, il quotidiano di Sergio Zuncheddu) 

sta rilanciando a dovere i suoi fortissimi marchi, nell’ambito dei quali Videolina e, subito accanto, Radiolina sono decisamente ‘le punte di diamante’ 

(qualche tempo fa, fra l’altro, è stata attivata anche la ‘versione sat’ di Videolina, quale ‘emblema della Sardegna’ in Italia e nel mondo, per così dire).

È di questi mesi, poi – nota a margine che ha colpito un po’ tutti per la ‘grandezza del personaggio’ – la notizia della scomparsa di Nichi (o Niki) Grauso, 

un vero visionario ‘precursore’ che tanto importante era stato nel mondo delle comunicazioni, della Radio e della Tv in Sardegna, in Italia 

e anche in Europa per diversi anni e che proprio nella creazione di Radiolina prima e di Videolina 

poi si era impegnato con enorme convinzione e con grandi risultati, in effetti.

L’11 è naturalmente di Tcs – Tele Costa Smeralda, da molti anni rete ‘di supporto’ di Videolina, 

con un marchio comunque tradizionalmente forte anche in proprio.

 

È al 12 che c’è stato lo scambio di cui dicevamo prima. 

La numerazione era di Sardegna1, un’emittente storica e molto forte negli anni scorsi nell’isola, fino a cercare di essere un’alternativa proprio a Videolina, 

ma che poi, dopo essere passata attraverso una serie di sfortunate gestioni, aveva dovuto ‘ammainare bandiera’. 

Era seguita l’acquisizione (soprattutto del marchio, diciamo così) da parte proprio del gruppo di Videolina.

Sardegna1 nuova versione è stata specializzata negli ultimi anni in musica e cultura ‘sarda’, sulla scia di una rubrica celeberrima in regione, 

‘Sardegna canta’, e poi anche in un Tg ‘in lingua sarda’ di buon riscontro.

Evidentemente però il gruppo L’Unione Sarda aveva in progetto qualcos’altro per il 12, 

fin da quando era stata creata, non molto tempo fa, L’Unione Tv, piazzata al 99. 

Il nome faceva capire che quella antenna sarebbe stata non solo la Tv proprio del quotidiano di Zuncheddu 

ma anche una specie di ‘vetrina di lusso’ del gruppo, valorizzando a dovere anche Radiolina. 

In ogni caso, che fosse in programma fin dall’inizio o meno, oggi L’Unione Tv ha trovato posto appunto al 12, 

relegando Sardegna1 al 99, un po’ in disparte ma forse neppure troppo, poi.

 

Con il 13 di Telesardegna comincia tutta un’altra storia. 

Ne ha parlato di recente, con dovizia di particolari, il sito tottusinpari.it:

“Ci sono donne leader che rappresentano un modello di successo e di riferimento nel mondo del lavoro…

E questa è la storia di Caterina Cosseddu e dell’emittente televisiva Telesardegna. Caterina Cosseddu, proprietaria dell’azienda da oltre vent’anni, 

è divenuta pian piano voce della coscienza democratica dell’isola e del suo patrimonio di valori civili, bisogni ed esigenze, 

consegnando la terra di Grazia Deledda e dei colossi archeologici di Mont’e Prama all’epoca moderna, 

attraverso la transizione digitale e un’innovazione tecnologica senza precedenti.

“All’inizio della mia carriera le prospettive erano completamente diverse dal fare televisione – ha detto Caterina – . 

Per puro gioco, e per arrotondare qualche soldino, entrai nella Televisione locale, che a Nuoro si chiamava TeleCostaOrientale. 

Questo mondo mi appassionò sin da subito sia per quanto riguardava la parte giornalistica, sia per quanto riguardava la parte tecnica; 

era il 1989 e io ero, se non la prima, una delle prime donne in Italia a fare l’operatrice con telecamera col portantino (che pesava tanto!). 

Mi occupavo del montaggio, dell’emissione, e di tutto ciò che aveva a che fare con questo mondo…

Così lasciai definitivamente l’insegnamento e mi dedicai completamente alla Televisione…

I titolari dell’emittente erano impresari edili e, per loro, l’emittente televisiva era uno sfizio. 

La gestirono per diversi anni, poi decisero di metterla in vendita. 

Non era facile con i bilanci negativi trovare degli acquirenti e così, inizialmente, insieme a un gruppo di dipendenti, decidemmo di rilevarla. 

Erano i primi anni del Duemila e anche quella fu una cosa anomala: vedere un gruppo di lavoratori trasformarsi in imprenditori. 

Ma quel gruppo non durò a lungo: presi dalla paura di affrontare il futuro di un’azienda con una situazione debitoria importante, 

molti iniziarono a tirare i remi in barca e io rimasi sola a portare avanti questa azienda. 

Gli altri colleghi però non andarono via: rimasero in Tv, ma come dipendenti, sostenendomi e aiutandomi con la crescita…

È da quando avevo 24 anni che sono legata a questa azienda tanto che oggi la considero la mia creatura e la vivo in una maniera anche morbosa…”.

Una donna speciale, Caterina Cosseddu ma guai a dirglielo. 

Tosta, determinata, abituata a sgomitare il doppio del normale nella quotidianità, in famiglia e nella sua impresa…

La fondazione di Telesardegna risale al 1989 a Nuoro. 

Nel corso degli anni, la rete ha ampliato la sua diffusione fino a renderla capillare in tutta la regione Sardegna. 

Il palinsesto originario era prevalentemente contrassegnato dall’informazione dei telegiornali, con cronaca locale e regionale. 

Attualmente sono diciotto le edizioni del telegiornale trasmesse quotidianamente in lingua italiana, 

in aggiunta a un’edizione speciale in lingua sarda, una LIS e una sportiva. 

Dopo un importante investimento, la rete ha notevolmente ampliato l’offerta all’utenza con programmi di attualità, spettacolo e sport…

Il segreto sta nell’obiettivo aziendale: servire il pubblico e non accanirsi alla disperata ricerca di spazi pubblicitari.

“Anni fa, mai avrei pensato all’interesse che si è creato per TeleSardegna tanto da chiedermi di portare l’emittente a Cagliari per creare un’alternativa. 

All’inizio ero un po’ perplessa perché avevamo raggiunto la nostra stabilità nel nostro mondo nuorese 

dove eravamo diventati un gruppo di collaboratori affiatati come una famiglia. 

Posso dire di aver avuto e di avere ancora un gruppo di lavoro eccezionale. 

Anche quando abbiamo deciso di trasferirci a Cagliari io prima li ho convocati e ho chiesto: ‘

C’è questa nuova sfida, che ne pensate? Perché io da sola non vado. Andiamo tutti, altrimenti io non accetto’.

Oggi posso dire con certezza che la scommessa è stata vinta e siamo felici dei risultati raggiunti”.

La sede di TeleSardegna a Cagliari è la ex Manifattura Tabacchi, luogo di solidarietà e sinergia femminile, ieri come oggi, 

nata nel ’700 sulle rovine di un convento distrutto durante la dominazione spagnola”.

Ho voluto dare tutto questo spazio a Telesardegna perché lo meritava, ritengo.

 

Ma non è da meno una Tv di nascita più recente, l’ormai nota Uno4 di Sassari, che è al 14. 

L’ha voluta l’editore Umberto Graziano e ha bruciato rapidamente le tappe, affermandosi come punto di riferimento per l’informazione in tutta l’isola, 

facendo anche leva sull’innovazione tecnologica e su una redazione giovane e determinata.

Un anno fa, tuttavia, un avvenimento davvero triste, che ha molto colpito tutti. 

Ricorda sardegna hertz:

“Non ce l’ha fatta Antonello Lai, il noto giornalista cagliaritano ricoverato da giorni al Brotzu per un malore. 

Si è spento così, a 68 anni, un protagonista della Tv locale che ha lavorato per tanti anni su TCS dove aveva lanciato un programma storico, 

‘Zona Franca’, che poneva particolari enfasi a situazioni difficili di degrado e con interviste a persone in difficoltà. 

Successivamente è approdato al nuovo canale Uno4, dove ha recentemente contribuito alla valorizzazione dell’emittente, proponendo numerosi servizi.

Era ormai noto come ‘Tziu Lai’… Nel 1995 fu finalista al premio Ilaria Alpi, e arrivò secondo, con una storia su ‘Vincenzina’, prodotta per la Tgr Sardegna. L’emittente Uno4 in suo rispetto ha sospeso le trasmissioni e l’editore Umberto Graziano ha espresso forti parole di cordoglio”.

 

Il 15 è confermato per Catalan Tv, che è di Alghero, come si capisce dal nome. 

Nata nel mese di giugno del 2004 da un’idea dell’imprenditore algherese Riccardo Giorico e del giornalista algherese Nicola Nieddu, 

l’emittente ottenne la concessione a trasmettere in ambito locale grazie a una norma del codice radiotelevisivo che tutela le minoranze linguistiche, 

visto che il palinsesto è costituito sia da programmi in italiano che da trasmissioni in dialetto algherese (variante della Lingua catalana). 

A suo tempo Catalan aveva raccolto l’eredità lasciata dalla Tv algherese TRC (Tele Riviera Corallo), chiusa nel 1991.

 

Tocca poi a Canale Italia al 16 ma anche (ed ecco perché le numerazioni sarde sono 16) al consueto 71. 

Ma non basta, perché al 17 c’è anche Canale Italia Sardegna, una ‘variante’ che, forse anche per giustificare il suo nome, 

in alcuni orari ritrasmette i programmi di Teleregione Live, di cui diremo.

Il 18 è di Odeon24, un marchio da anni di Netweek, ossia del gruppo Sciscione, in Sardegna; 

la rete non poteva quindi che aderire oggi al circuito nazionale creato dopo l’acquisto della lombarda Telecity e basato sul calcio. 

A questo proposito, bisogna sempre ricordare che invece nell’isola il circuito rivale 7 Gold non è presente proprio, né direttamente né con un’associata, 

una situazione che perdura da tempo e che non è positiva né per 7 Gold né (forse) per la stessa Sardegna.

Il 19 è di TTS Terranova Tv Sardegna, un’emittente di Olbia che ha una lunga storia alle spalle in cui è stato coinvolto anche, all’inizio, 

l’imprenditore televisivo toscano Piero Barbagli. Varie le sigle che hanno accompagnato l’evoluzione di questa stazione 

(ricordiamo quella di un’altra TTS, Tele Tirreno Sardegna), fino alla stabilizzazione di una decina di anni fa, 

con il passaggio del controllo alla Hangedras di Olbia (Pierpaolo Pintus) e con il cambio di nome appunto in Terranova Tv Sardegna. 

Ma accanto a questa viene usata un’altra sigla, quella di Gallura Channel, dal nome di un altro canale del gruppo con cui c’è stata una fusione.

 

Passiamo alle numerazioni successive e, detto di nuovo di Canale Italia al 71, veniamo al 77 di Super Tv di Oristano

che si presenta anche con il nome ‘sardo’ di Aristanis. 

La Tv di Gianni Ledda è fra le più apprezzate e impegnate sul fronte dell’informazione locale soprattutto per la sua provincia, 

ma ha vissuto una brutta disavventura all’inizio di questa fase della Tv digitale, quando il Ministero l’aveva esclusa del tutto per ragioni formali. 

Un successivo (non immediato) ripensamento sulla base del buon senso ha consentito a Super Tv 

di tornare ad una buona diffusione in DTT, ritrovando tutti i suoi telespettatori.

 

Il 79 merita un discorso particolare. 

Finalmente le assegnazioni ministeriali attribuiscono la numerazione a Rts – Radio Televisione Sarda 

e non (come la volta scorsa) a Tele Sassari.Tv, che era stata semmai una delle sue ‘componenti’. 

Tuttavia l’emittente viene ancora assegnata all’Associazione culturale Torretonda di Sassari, 

mentre sembra esistere un’associazione a Cagliari denominata proprio Rts Radio Televisione Sarda.

Comunque sia, c’è tanto da raccontare su questa Rts. 

È un’emittente inserita nel progetto Cross the Streams, sviluppato dalla sarda Terra de Punt 

e Finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – PNRR per implementare un sistema integrato di produzione audiovisiva sostenibile. 

Il progetto ha realizzato un ecosistema completo di piattaforme streaming e archivi digitali.

In questo quadro, con la ferma idea di promuovere una nuova narrazione della Sardegna nel mondo della comunicazione e dei media tradizionali 

e dall’incontro tra Produzioni Sardegna, TDP srl (Ejatv, SE24.it) e Associazione culturale Babel, è nata appunto Rts, Radio Televisione Sarda, 

una Tv comunitaria, senza scopo di lucro, con una vocazione totalmente culturale, 

destinata allo sviluppo, alla promozione e alla tutela della cultura e dell’identità linguistica della Sardegna. 

Attualmente sono in onda oltre trenta format originali inerenti archeologia, letteratura, musei, musica, cultura popolare, intrattenimento, 

promossi dalle principali case di produzione sarde. 

Da una parte il progetto fa leva su quanto previsto dalla Legge Regionale 22/2018 riguardo alle norme sulle politiche linguistiche, 

dall’altra fonda la propria struttura su un forte investimento tecnologico, 

che affianca al digitale terrestre il know how in ambito streaming e comunicazione digitale. 

Ma l’elemento fondante di Rts è la sua capacità di creare sinergie e collaborazione a tutti i livelli, 

accomunando in un unico progetto inerente il terzo settore le principali aziende presenti in Sardegna e gli Enti Locali. 

Rts si propone anche di diventare una public company, una sorta di hub di comunicazione delle comunità dell’isola,

 capace di proporre un’immagine positiva della Sardegna.

 

L’80 sarebbe di Radio Supersound, o meglio della sua versione Tv, ma il Ministero (pur facendo notare che è in corso una ‘verifica’) 

non sembra aver ancora preso atto che all’80 trasmette invece Radio Sardegna Tv, che è la seconda rete radio-tv, in forte sviluppo, proprio di Supersound.

Chiude l’elenco delle emittenti televisive (Sardegna1 a parte) Teleregione Live all’88. 

Si tratta di un progetto in grande spolvero voluto da Fabrizio Carta, che ha voluto creare una stazione multimediale per tutto il Nord Sardegna, 

prevedendo Tv, Radio e quotidiano on line. 

In ogni caso, viene ribadita la precisa impronta cattolica di Teleregione Live, 

che si avvale di studi a Olbia (sede centrale) ma anche a Sassari e a Tempio Pausania.

 

Sarebbe finita qui ma non si può non ricordare in chiusura che in questo unico mux sardo c’è anche una Radio (solo audio) al 716. 

E non è una stazione di poco conto, perché si tratta di Radio Sintony International, da molti anni protagonista nell’isola.

Nella nostra pagina LCN SARDEGNA potete consultare la lista, in ordine di numerazioni automatica,
di tutte le emittenti locali che trasmettono in questa regione.