Domenica 10 agosto 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Pubblicato il 10/08/2025 alle ore 22:50
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

FRIULI-VENEZIA GIULIA IN DIGITALE: SISTEMATO L' IDENTIFICATIVO
DI CANALE 77 E DI TELEANTENNA NETWORK NEL MUX LOCALE 1

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Friuli-Venezia Giulia.
Nel Mux LOCALE 1 le LCN 77 e 80 sono state rinominate rispettivamente da Media 24 e STUDIOPIU’ On air
a CANALE77 e TELEANTENNA.IT NETWORK.
La prima trasmette sempre in definizione standard con la risoluzione video 1024×576,
la seconda risulta nuovamente in HD con la risoluzione 1280×720.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

CROAZIA IN DIGITALE: NUOVA ATTIVAZIONE PER HRT MUX M2 (D08)

Ci spostiamo oltre Adriatico, e precisamente in Croazia, per comunicare che è stato acceso l’ HRT Mux M2 (D08)
sulla frequenza UHF 23 dall’ AUTOSTRADA E71 all’altezza della località di Trolokve.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

CROAZIA
UHF 23 (490,0 MHz)
PostazioneComuneRegionePol.
Vidova Gora (Monte San Vito)Bol (Vallo della Brazza)D08o
LabinšticaLabinD08o
Monte Biokovo – Sveti JureMakarskaD08o
RotaSabbioncelloD08o
Autostrada E71TrolokveD08o

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB+ RAI

Occupiamoci ora della radio digitale.
È stato recentemente acceso il Mux DAB+ RAI sul Canale 10C dai ripetitori di
TRABOCCHETTO – ROCCA DELLE FENE a Pietra Ligure (SV), in Liguria,
e MONTE PILUCCO a Terracina (LT), nel Lazio.
Abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni del Mux DAB+ RAI.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB: CAMBIO DI FREQUENZA PER IL MUX SPACEDAB (PUGLIA)

Ci spostiamo in Puglia per segnalare che il Mux SPACEDAB ha traslocato dal blocco 7B al Canale 5A.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

PUGLIA
Canale 5A (174,928 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Strada Santa TeresaBariBA
Contrada Aratico – Via delle QuerceMonopoliBA

È MORTO LUDOVICO PEREGRINI, LO STORICO "SIGNOR NO" DI RISCHIATUTTO CON MIKE BONGIORNO

Non era laureato in giurisprudenza, bensì in Lettere. Eppure per tutti era “il notaio” del quiz più amato dagli italiani
 
È morto Ludovico Peregrini, lo storico “Signor No” di Rischiatutto, il quiz condotto da Mike Bongiorno, amatissimo in Italia negli anni ’70.
“Si è spento all’età di 82 anni, in Bretagna, circondato da tutti i suoi cari”,
annunciano all’ANSA la moglie Nicou e le figlie Sofia e Anna. Era nato a Como il 27 giugno 1943.
“A tutti noto come il “Signor No” – sottolinea la famiglia – è rimasto fino all’ultimo pieno di curiosità, leggerezza e disponibilità a tutto e a tutti.
La sua più grande gioia, oltre alla famiglia, è di aver potuto con i suoi programmi tenere compagnia a tanta gente”.
Peregrini non era un vero notaio, non era neppure laureato in Giurisprudenza, bensì in Lettere. Era un autore dell’amatissimo quiz della Rai.
Mike lo ha voluto con sé per 40 anni come autore e giudice di gara, un sodalizio che ha fatto la storia della tv.
Il suo soprannome, “Signor No”, nacque proprio durante Rischiatutto agli inizi degli anni Settanta,
dove sedeva al fianco del conduttore come giudice inflessibile, incaricato di applicare il regolamento senza concessioni.
I suoi sistematici rifiuti alle richieste di Mike – spesso plateali e carichi di ironia – lo resero un personaggio cult,
amato dal pubblico per la sua inflessibile correttezza e per il garbo con cui difendeva le regole del gioco.
Autore dietro le quinte ma anche presenza carismatica in video, Peregrini ha contribuito a decine di programmi sia per la Rai sia per Mediaset.
La sua firma è presente in show come Scommettiamo?, Flash, Telemike, Tutti x uno, Allegria!, Genius e Il migliore,
fino al remake di Rischiatutto con Fabio Fazio nel 2016, dove tornò nei panni del giudice.
Fu anche autore musicale, scrivendo testi per artisti come Mino Reitano, Toto Cutugno e Mina.
Voce inconfondibile di numerosi quiz, era amatissimo anche per la sua ironia sobria e per il suo stile inconfondibile, sempre fedele a se stesso.
Tifoso appassionato del Milan, Ludovico Peregrini fu tra coloro che accompagnarono il feretro di Mike Bongiorno all’uscita del Duomo di Milano nel 2009,
un gesto che testimoniò la profondità di un’amicizia e di una collaborazione che aveva fatto la storia della tv italiana.
Il mondo della musica, del divertimento, della notte – e con esso l’intera città – è in lutto.
 

LOMBARDIA: MORTO MASSIMO CARACCIOLO, STORICO EDITORE DI OTTO FM

A 77 anni è morto Massimo Caracciolo, lo storico editore di Otto FM,
la cui storia era cominciata da Radio Sacro Monte sulla potente frequenza 103.4 MHz,
per Varese e diverse province tra Lombardia e Piemonte.
Successivamente è diventata Radio Sound Music. Si arrivò a Reteotto Network, e poi ad Otto FM.
Nel 2023 scriveva queste parole: “È a questo generoso e affettuoso Pubblico che voglio rivolgermi, captatio benevolentiae,
per scusarmi della decisione di porre fine alla mia attività editoriale in occasione di questo Giubileo
che sarà meglio celebrato in un incontro con i nostri “ragazzi”, a breve, su una Piazza della Provincia di Varese”.
Oggi Otto FM è un’emittente digitale del Gruppo Klasse Uno, a cui sono state cedute le frequenze FM,
in buona parte collegate alla superstation Radio Birikina.
 

VENETO: MORTO MAURO MALASPINA, CONDUTTORE DI DELTA RADIO, ANIMATORE E DJ

Ciao Mauro
 
Il mondo della musica, del divertimento, della notte – e con esso l’intera città – è in lutto.
Si è spento all’alba di giovedì 31 luglio, Mauro Malaspina: dj amatissimo, conduttore radiofonico,
animatore instancabile di eventi e serate, punto di riferimento per intere generazioni.
Un malore improvviso lo ha colpito nella serata di mercoledì 30 luglio.
Portato d’urgenza in ospedale, le sue condizioni sono apparse da subito gravissime.
Nonostante i tentativi di salvarlo, il suo cuore ha cessato di battere poche ore dopo.
Mauro Malaspina non era solo una voce o un volto noto del panorama locale e regionale: era un vulcano di energia, passione e creatività.
Un trascinatore nato, sempre capace di coinvolgere, emozionare e far sorridere.
Con il suo talento e la sua umanità ha saputo costruire un legame autentico con il pubblico, che oggi ne piange la scomparsa.
La redazione de La Voce di Rovigo e di Delta Radio, con cui Mauro ha collaborato con entusiasmo, generosità e professionalità,
si unisce al dolore della famiglia, cui vanno le più sincere e sentite condoglianze.
Ci lascia una figura indimenticabile, che ha saputo trasformare ogni palco, ogni consolle, ogni microfono in uno spazio di magia e condivisione.
La sua musica, la sua voce, il suo sorriso rimarranno nel cuore di tutti.
 

MIMIT: PUBBLICATA LA LISTA AGGIORNATA
DELLE NUMERAZIONI AUTOMATICHE NAZIONALI

Lo scorso 29 luglio, il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha pubblicato l’elenco aggiornato delle LCN nazionali
 
 

INTERVISTA AD ADOLFO URSO, MINISTRO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY, SU VARI TEMI RADIOTELEVISIVI

Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, su ripristino risorse contributi per radio e tv locali;
ruolo di radio e tv locali negli scenari multimediali; avvio del dab+ per le radio locali;
passaggio al digitale televisivo terrestre di seconda generazione
 
TeleRadioFax ha intervistato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso,
sulle questioni di maggiore attualità per il comparto dell’emittenza radiofonica e televisiva locale. Ecco cosa ci ha detto.
 
L’intervista
TeleRadioFax: Su proposta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy sono state ripristinate –
con un emendamento in sede di esame in Commissione al Senato della conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95 –
le risorse assegnate al Mimit per il sostegno al settore radiotelevisivo,
superando così l’interpretazione penalizzante alla Legge di Bilancio 2024 in merito al riparto riservato al Dicastero per le emittenti locali.
Una notizia che è stata ben accolta da tutto il settore….
 
Adolfo Urso: Si tratta di un risultato importante, in pochi giorni, che conferma l’attenzione del Mimit verso l’emittenza locale
e il ruolo centrale che essa svolge nel nostro sistema informativo.
Interveniamo con risorse proprie del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per correggere un’interpretazione del MEF,
relativa alla ripartizione dei fondi previsti in Legge di Bilancio che avrebbe penalizzato il settore.
Lo facciamo con un contributo straordinario di 16,5 milioni di euro,
destinato a compensare la riduzione subita dal Mimit nella quota del “Fondo per il pluralismo
e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria”.
A questa somma si aggiungono ulteriori 2,5 milioni di euro, recuperati da fondi non utilizzati negli anni precedenti,
consentendo così la piena compensazione della riduzione prospettata.
Stiamo inoltre già lavorando per garantire continuità al sostegno anche nella prossima Legge di Bilancio.
È una scelta politica chiara: difendiamo il pluralismo, la voce dei territori e il valore dell’informazione locale.
 
TRF: I mutamenti tecnologici e la convergenza tra le piattaforme stanno modificando profondamente il modo di fare televisione e radio.
Quale sarà il ruolo delle imprese radiofoniche e televisive locali nei nuovi scenari multimediali?
 
A.U.: I profondi cambiamenti introdotti dalla trasformazione digitale stanno ridefinendo il modo in cui i contenuti audiovisivi vengono prodotti,
distribuiti e fruiti. In questo contesto, le imprese radiofoniche e televisive locali non solo devono adattarsi,
ma possono svolgere un ruolo strategico e insostituibile.
Il loro punto di forza resta il radicamento territoriale: la capacità di raccontare le comunità, valorizzare le identità locali,
dare voce ai territori spesso trascurati dai grandi media nazionali e internazionali.
Nei nuovi scenari multimediali, queste imprese possono diventare veri e propri hub di contenuti capaci di coniugare la dimensione locale
con le potenzialità offerte dalle piattaforme digitali e dall’interattività.
Investire nell’innovazione tecnologica, formare nuove competenze, sviluppare una presenza crossmediale
e collaborare in rete con altre realtà del territorio sono azioni fondamentali per affrontare con successo questa transizione.
Le emittenti locali hanno l’opportunità di rispondere alla frammentazione del pubblico con un’offerta più personalizzata, autentica
e vicina alle esigenze delle persone. La sfida è trasformarsi senza snaturarsi,
continuando a essere presidio di pluralismo, prossimità e partecipazione democratica.
 
TRF: Con l’assegnazione quasi ultimata dei diritti di uso delle frequenze,
l’emittenza radiofonica locale può ora avviare le trasmissioni in tecnica digitale DAB+.
Quali sono, a Suo parere, le prospettive per lo sviluppo di tale tecnologia?
 
A.U.: Il Mimit, in particolare la Direzione Generale per il Digitale e le Telecomunicazioni, insieme all’AGCOM,
sta svolgendo un lavoro significativo: in uno scenario particolarmente complesso, siamo riusciti a garantire spazio a tutte le emittenti,
nazionali e locali, assicurando così la continuità del servizio per i cittadini
e, al contempo, un significativo miglioramento della qualità del sistema radiofonico.
Mi riferisco in particolare alla stretta cooperazione tra gli uffici messa in campo sulla rete 12,
a fronte di proposte avanzate da questo Ministero, AGCOM ha aderito e pianificato nel massimo spirito di collaborazione istituzionale.
L’avvio delle trasmissioni in tecnica digitale DAB+ rappresenta un passaggio cruciale per l’evoluzione del sistema radiofonico italiano,
in particolare per l’emittenza locale. Si tratta di una transizione tecnologica che consente di migliorare molto la qualità del segnale,
l’efficienza dello spettro radioelettrico e la possibilità di offrire nuovi servizi multimediali ai cittadini.
Le prospettive sono molto positive, a patto che si affronti questo cambiamento con visione strategica e spirito di collaborazione.
Il DAB+ consente alle radio locali di competere in un ecosistema sempre più digitale, offrendo contenuti arricchiti,
maggiore copertura e stabilità del segnale, nonché la possibilità di integrare informazioni testuali e dati in tempo reale.
Non va trascurato un punto essenziale: il DAB+ sarà uno strumento efficace a 360 gradi se garantirà pluralismo,
accesso equo alle risorse frequenziali e sostenibilità economica per tutte le realtà, anche le più piccole.
È quindi importante accompagnare questo percorso con una visione che valorizzi il ruolo delle radio locali
come attori centrali nella comunicazione di prossimità:
ecco il motivo per il quale questo Ministero è intervenuto in questi giorni
sul tema dello stanziamento per i contributi a favore delle radio e le tv locali.
 
TRF: Sul fronte televisivo, non è stato ancora effettuato il passaggio al DVBT-2 / HEVC
e, pertanto, le trasmissioni televisive stanno ancora avvenendo in MPEG-4 con tecnologia DVB-T.
Tale situazione non consente, tuttavia, alle tv locali le trasmissioni in alta definizione
e, in alcune regioni, a causa del meccanismo del riproporzionamento della banda nell’ambito del multiplex,
una diffusione con buona qualità del segnale in definizione standard.
Quale tempistica è prevista per il passaggio dell’intero sistema televisivo alle trasmissioni DVB-T2 / HEVC?
 
A.U.: Il passaggio al nuovo standard DVB-T2 / HEVC rappresenta un’evoluzione tecnologica necessaria per aumentare l’efficienza spettrale,
migliorare la qualità audiovisiva – anche in alta definizione – e garantire una gestione più razionale delle risorse di rete,
soprattutto nei multiplex locali. Tuttavia, la transizione deve avvenire in modo ordinato, inclusivo e sostenibile.
Per questo motivo, il Mimit, d’intesa con l’Autorità, e con il supporto tecnico della Fondazione Ugo Bordoni,
ha adottato un approccio basato su un monitoraggio costante del parco ricevitori e delle condizioni operative delle emittenti,
al fine di individuare il momento più adatto per l’attivazione del nuovo standard senza generare criticità per i cittadini
né discontinuità per il sistema radiotelevisivo.
Parallelamente, sono in cantiere misure concrete di incentivazione all’acquisto di decoder compatibili con lo standard DVB-T2,
così come decoder satellitari, per favorire l’adeguamento tecnologico delle famiglie.
Si tratta di interventi pubblici che mirano a garantire un passaggio inclusivo, anche grazie a iniziative di comunicazione istituzionale,
assistenza agli utenti e strumenti di sostegno economico, come il voucher decoder.
L’obiettivo è un passaggio progressivo, fluido e coordinato, in grado di garantire benefici in termini di qualità del servizio
e continuità di accesso ai contenuti televisivi per tutti i cittadini, e al contempo di tutelare le esigenze operative delle emittenti,
in particolare quelle locali.
 

IL DECRETO ECONOMIA INCASSA LA FIDUCIA DELLA CAMERA

Il Decreto economia, che contiene il ripristino delle risorse per i contributi a radio e tv locali per il 2025, approvato definitivamente dalla Camera
 
Nella seduta di martedì 5 agosto, l’Assemblea della Camera dei Deputati, con 200 voti favorevoli e 117 contrari,
ha approvato la questione di fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione, con modificazioni,
del decreto 30 giugno 2025, n. 95: disposizioni urgenti per il finanziamento di attività economiche e imprese,
nonché interventi di carattere sociale e in materia di infrastrutture, trasporti ed enti territoriali.
Successivamente, il voto finale sul provvedimento, che contiene, all’art. 18-bis,
l’emendamento che ha ripristinato le risorse destinate ai contributi per le emittenti televisive e radiofoniche locali
previsti dal DPR n. 146/2017 per l’anno 2025, è avvenuto la mattina di mercoledì 6 agosto con 160 voti favorevoli e 99 contrari.
 
A seguire il testo di tale art. 18-bis.
 
Art. 18-bis. (Disposizioni urgenti per il sostegno al settore radiotelevisivo)
 
1. Al fine di ripristinare il livello di contribuzione per le emittenti radiotelevisive per l’anno 2025,
è autorizzata la spesa di 16,5 milioni di euro per l’anno 2025, per l’erogazione di un contributo straordinario.
Il contributo è erogato entro il 31 dicembre 2025 in favore delle emittenti utilmente collocate nelle graduatorie approvate per l’anno 2025,
in base ai criteri di riparto e con le procedure previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 2017, n. 146.
 
2. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 16,5 milioni di euro per l’anno 2025,
si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,
ai fini del bilancio triennale 2025-2027, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire”
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2025,
allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero delle imprese e del made in Italy.
 

LOMBARDIA: RACCOLTA FIRME A SABBIO CHIESE (BS) CONTRO L' ANTENNA 5G

“No all’antenna 5G”. La raccolta firme per la petizione parte proprio dall’amministrazione comunale
che parla di “rischi per la salute e deturpamento ambientale”
 
A Sabbio Chiese, in Val Sabbia, non lontano dal confine con il Trentino,
l’amministrazione comunale ha esplicitato che darà “parere negativo” all’opera (che dovrebbe sorgere in un terreno privato)
ma, essendo il parere stesso “non vincolante”, ecco che è partita una raccolta firme.
I motivi del diniego? “Rischi per la salute, deturpamento ambientale e deprezzamento degli immobili e delle aree residenziali”
 
No all’installazione dell’antenna 5G con tanto di petizione lanciata dal comune.
A Sabbio Chiese l’intero paese si mobilita e l’iniziativa parte proprio dall’amministrazione comunale
che “darà parere negativo” alla realizzazione dell’opera ma, non essendo vincolante il parere espresso dal comune valsabbino,
allora nel popoloso centro situato lungo il fiume Chiese (e non lontano dal confine con il Trentino)
è partita una petizione con tanto di raccolta firme.
I motivi del diniego all’installazione dell’antenna vengono esplicitati dal comune di Sabbio Chiese in una nota ufficiale,
pubblicata nei giorni scorsi sui canali ufficiali dell’amministrazione, con tanto di date e orari per la raccolta firme presso il Municipio.
Dunque, perché no all’antenna 5G? Per motivi legati ai “rischi per la salute,
al deturpamento ambientale e al deprezzamento degli immobili e delle aree residenziali”.
“Si informa la cittadinanza che, a seguito della presentazione di un’istanza di autorizzazione da parte della società CellNex Italia S.p.a. –
recita la nota – per l’installazione di una stazione radio base di telefonia mobile, è stata avviata la Conferenza dei Servizi.
La richiesta prevede il posizionamento di un’antenna per il segnale 5G alta oltre 40 metri in un terreno privato in via Caduti n. 34, adiacente al Bici Grill.
Nella Conferenza dei Servizi, a cui sono chiamati a partecipare diversi Enti, l’Amministrazione Comunale di Sabbio Chiese darà parere negativo.
Purtroppo il parere del Comune non è vincolante. Quest’antenna potrebbe avere conseguenze negative sulla nostra comunità,
per questo è importante agire uniti per proteggere il nostro ambiente e la nostra salute”.
E poi, di seguito, ecco le motivazioni per cui la petizione andrebbe firmata.
“Perché dovremmo firmarla”? – si legge nella seconda parte del documento –
Rischi per salute: le radiazioni generate dalle nuove antenne di telefonia mobile sono a intensità molte elevate.
Questo tipo di radiazioni può causare un surriscaldamento dei tessuti corporei che, se eccessivo, può essere dannoso per la salute.
L’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche generate dalle antenne 5G
potrebbe avere effetti potenzialmente dannosi per la salute della persona. Anche se ci sono studi contrastanti,
è importante essere prudenti finché non ci saranno prove più solide sulla sicurezza di queste tecnologie, soprattutto in aree residenziali”. E ancora.
“Deturpamento ambientale: l’installazione di un’antenna causa un forte impatto ambientale
e modifica irreversibilmente i caratteri paesaggistici di una porzione estesa –
prosegue l’amministrazione comunale di Sabbio Chiese – e preziosa del nostro territorio.
A breve distanza dalla zona interessata, oltre alle abitazioni, è presente anche un impianto sportivo molto frequentato da bambini e famiglie.
Deprezzamento degli immobili e delle aree residenziali:
la presenza di un’antenna 5G potrebbe ridurre sensibilmente il valore degli immobili e delle aree residenziali della zona.
Chi sceglierebbe di acquistare o affittare un casa sotto un’antenna 5G?
Molte persone potrebbero esitare a vivere in prossimità di una simile struttura,
sia per i potenziali rischi per la salute che per l’impatto negativo sul paesaggio.
Questo scenario rischia di causare una riduzione del prezzo delle abitazioni e delle aree residenziali,
con pesanti conseguenze economiche per i residenti”.
Infine l’appello a cittadini a firmare la petizione per chiedere lo “stop” all’installazione.
“Firmare questa petizione è il primo passo – così si conclude il documento –
per far sentire la nostra voce e chiedere agli Enti interessati di sospendere l’installazione.
Più firme raccoglieremo, più forte sarà il nostro messaggio”.
Con l’inciso finale: “Firma la petizione presso la Sala Consiliare del Municipio di Sabbio Chiese e ricorda di portare con te la carta d’identità”.
I rischi, o presunti tali, riguardanti la tecnologia 5G erano stati oggetti di un approfondimento de Il Dolomiti
con un’intervista a Roberto Saracco, ex direttore del Nodo Italiano degli EIT ICT Labs,
l’Istituto Europeo di Innovazione Tecnologica che, in buona sintesi,
aveva affermato che ”installare 1 milione di antenne provocherà un crollo dell’inquinamento elettromagnetico di almeno 50 volte”.
 

VENETO: DISSERVIZI RAI NEL TREVIGIANO,
ECCO COSA STA SUCCEDENDO E COME RISOLVERE

TV digitale terrestre: disservizi anche nel Trevigiano, ecco cosa sta succedendo e come risolvere
 
Problemi con la ricezione dei canali Rai? Non è il televisore, come fare la riconfigurazione
 
Se in Veneto – in particolare nel Trevigiano – negli ultimi giorni stai avendo problemi a vedere RAI 1, RAI 2 o RAI 3,
sappi che non è un guasto del televisore, ma un effetto del caldo estivo sul digitale terrestre.
Il digitale terrestre trasmette i canali TV tramite onde radio che viaggiano nell’aria e arrivano alla tua antenna.
Quando fa molto caldo, queste onde possono subire interferenze atmosferiche, soprattutto in zone collinari o costiere.
Per risolvere: Verifica se ricevi i canali 501, 502 e 503. Fai una risintonizzazione del tuo televisore o decoder.
Se ancora non funziona, chiedi a un tecnico abilitato se il tuo impianto è compatibile con il nuovo standard DVB-T2.
 
Cosa sta succedendo?
Il progressivo aumento delle temperature, tipico dei mesi estivi, influisce sulla propagazione dei segnali televisivi digitali terrestri.
In parole semplici, il caldo può creare condizioni atmosferiche che “deviano” o “disturbano” il segnale, soprattutto in zone aperte o lungo le dorsali collinari.
A ciò si aggiungono le interferenze provenienti da altre aree geografiche:
in particolare, la vicinanza del Veneto orientale a regioni confinanti (come il Friuli-Venezia Giulia)
e la presenza di rilievi e colline nel territorio trevigiano possono amplificare il problema.
Per affrontare e ridurre questi disagi, Rai Way – in collaborazione con la Capogruppo Rai –
è intervenuta con un aggiornamento tecnico importante: la riconfigurazione del MUX-B in tecnologia DVB-T2, avvenuta lo scorso 1° luglio.
In Veneto e Friuli sono stati coinvolti 22 impianti trasmittenti, compresi quelli che servono il territorio del Trevigiano.
Grazie a questa operazione, molte aree costiere e interne che prima soffrivano di problemi di ricezione
ora riescono a ricevere correttamente i principali canali RAI.
 
Cosa fare se hai ancora problemi
Se in casa tua i canali RAI tradizionali (1, 2, 3) non si vedono o risultano disturbati, il consiglio è semplice:
 
Controlla se nella lista canali trovi i numeri 501, 502 e 503.
Questi sono i corrispettivi in alta qualità e trasmessi in DVB-T2, una tecnologia più resistente ai disturbi estivi.
 
Se non li trovi, effettua una nuova risintonizzazione del televisore o del decoder.
La maggior parte dei televisori moderni supporta già il DVB-T2, ma in caso contrario potrebbe essere necessario un decoder compatibile.
 
Situazione nel Trevigiano
Nel Trevigiano, l’intervento ha avuto effetti positivi in gran parte della pianura e della pedemontana,
con netto miglioramento nella stabilità del segnale.
Alcune criticità rimangono solo nelle zone montane più elevate,
dove il segnale può ancora risentire della conformazione del territorio o di interferenze esterne.
Su queste aree sono in corso ulteriori analisi tecniche.
 

TOSCANA: "SULL' ANTENNA 5G A RISPESCIA (GR) DECIDE ARPAT; L' ASSESSORATO ALL' AMBIENTE NON HA COMPETENZA"

“Sull’antenna 5G a Rispescia decide Arpat: l’assessorato all’Ambiente non ha competenza”
 
L’intervento del consigliere comunale Andrea Guidoni di Fratelli d’Italia
 
Sul caso dell’antenna 5G a Rispescia interviene il consigliere comunale Andrea Guidoni, capogruppo di Fratelli d’Italia,
per chiarire che la competenza in materia è tutta di Arpat,
“scagionando” così da ogni responsabilità l’assessore all’Ambiente, Erika Vanelli, sempre di FdI.
“È doveroso fare chiarezza una volta per tutte – dice Guidoni, a nome dell’intero gruppo consiliare -:
l’assessorato all’Ambiente del comune di Grosseto non ha alcun potere decisionale o autorizzativo in materia.
Le valutazioni sull’impatto elettromagnetico non vengono fatte dall’amministrazione comunale
né tanto meno dall’assessorato all’Ambiente, ma esclusivamente da Arpat,
come previsto dal Decreto legislativo 259/2003 e dalla Legge regionale n. 49 del 2011.
Il Piano antenne comunale non attribuisce poteri autorizzativi al Comune, ma si limita a fotografare la situazione degli impatti sul territorio.
Rispescia, come tra l’altro risulta nel “Piano 5G Italia”, rientra tra le aree individuate a livello nazionale come prioritarie per la copertura,
trattandosi di una cosiddetta “area a fallimento di mercato”.
“È importante sottolineare – commenta ancora il capogruppo di FdI – che il “Piano 5G Italia” fa parte di un’iniziativa del Governo Conte II,
varata nel 2021 e finanziata con fondi Pnrr, per garantire la copertura digitale nei territori, anche nelle aree più svantaggiate.
Il Comune, pertanto, non ha facoltà di modificare tale programmazione nazionale.
Gli impianti di telecomunicazione, per legge, sono considerati opere di urbanizzazione primaria di pubblica utilità.
Questo significa che i gestori, nel rispetto della normativa, possono richiedere l’installazione di antenne in quelle aree necessarie per garantire il servizio.
L’unico organo tecnico che valuta e controlla i limiti elettromagnetici, come già specificato è Arpat,
insieme alla Soprintendenza competente, per eventuali vincoli paesaggistici.”
“Adesso – prosegue Guidoni – scaricare la responsabilità sul nostro assessore e sull’amministrazione comunale è fuorviante e quantomai pericoloso.
È nostro dovere informare correttamente i cittadini, garantendo chiarezza e trasparenza,
e non lasciar credere, come invece vorrebbe qualcuno, che il Comune attua scelte arbitrarie o illegittime.”
“Come sempre – conclude Andrea Guidoni – Fratelli d’Italia sta dalla parte dei cittadini,
difendendo nel contempo la corretta informazione e respingendo ogni inutile e fuorviante opera di strumentalizzazione politica.
Non accetteremo che si creino allarmismi o che si attribuiscano responsabilità al nostro assessore, quando non ne ha”.
 

TOSCANA: LA PROTESTA DELL' ANTENNA DI RISPESCIA (GR) A FESTAMBIENTE; IL COMITATO CONTESTA L' ASSESSORE

I residenti hanno abbandonato al momento dell’intervento di Erika Vanelli
 
Il Comitato per lo sviluppo sostenibile di Rispescia – come annunciato – ha portato a Festambiente la protesta per l’installazione di un’antenna 5G
a ridosso dell’abitato della frazione. La manifestazione ambientalista, in corso in questi giorni, ha sede proprio nella frazione,
nella struttura ex Enaoli, e l’occasione era propizia per portare ancor più all’attenzione pubblica un caso destinato a sfociare in un ricorso al Tar,
visto il muro contro muro tra il Comitato e il Comune di Grosseto.
Una rappresentanza del Comitato – in testa il presidente Carmine Caracciolo – si è presentata al taglio del nastro di Festambiente
indossando una maglietta verde con la scritta “Non sulle nostre teste” e ha atteso il momento dei saluti istituzionali sul palco:
proprio all’inizio dell’intervento dell’assessore all’Ambiente del Comune di Grosseto, Erika Vanelli,
che ha portato il saluto del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, le hanno voltato le spalle e se ne sono andati.
Una “contestazione silenziosa” ma simbolica, dopo numerosi incontri con i rappresentanti delle istituzioni
che evidentemente non hanno portato a intravedere la speranza di un dietrofront all’installazione dell’impianto,
i cui lavori sono peraltro già in corso nella frazione.
E se il Comune insiste nel sostenere di non avere alcuna competenza in materia, demandando tutto ad Arpat,
il Comitato – proprio in vista del ricorso al Tar – ha nominato l’avvocato Alessandro Biamonte. La battaglia continua.
 

UMBRIA: ANTENNA 5G A CANALE (TR),
"FACCIAMO NOSTRE LE PREOCCUPAZIONI DEI RESIDENTI"

L’opposizione ha presentato un’interrogazione in Consiglio Comunale riguardo alla decisione di installare un’antenna 5G in area urbana,
in località Canale, per avere risposte riguardo alla scelta di un’area privata vicina ad abitazioni e campo sportivo.
“Vorremmo capire i motivi – affermano – che spingono un’Amministrazione Pubblica a scegliere un terreno privato
con già una destinazione agricola per ergere un’antenna 5G in concomitanza di abitazioni
e zone cittadine dedite al tempo libero degli abitanti.
Facciamo nostre le preoccupazioni degli abitanti di Canale e ci auguriamo che la decisione già presa possa essere rivista
e ricercata una zona lontana dal centro abitato anche in considerazione del fatto
che sono conosciuti scientificamente gli effetti dannosi per la salute di chi vive troppo esposto all’attività di questi ripetitori.
Attendiamo fiduciosi di “trasmettere” buone notizie ai nostri concittadini di Canale!”.
 

SARDEGNA: LITE COL PARROCO, RADIO PLANARGIA MUTA DA QUALCHE GIORNO IN PLANARGIA E MONTIFERRU

La cooperativa di gestione ha reso nota la controversia.
 
Il segnale di Radio Planargia, la storica emittente di ispirazione cattolica che opera a Bosa,
da qualche giorno non arriva più nei comuni della Planargia e del Montiferru,
dove viene ascoltata da oltre 30 anni grazie agli impianti di trasmissione montati a Suni, nei locali dell’ex orfanotrofio Sanna.
Un silenzio dietro al quale c’è uno scontro che oppone la cooperativa che gestisce l’emittente,
al parroco di Suni, don Giuseppe Pisanu, originario di Sedilo.
A dare notizia del black out sono stati gli stessi amministratori della cooperativa che in un comunicato hanno spiegato come,
“rilevata l’anomalia, hanno cercato di capirne la causa ma, arrivati a Suni, hanno scoperto che la serratura dei locali era stata sostituita”.
Interpellato il parroco, spiega sempre il comunicato della cooperativa, quest’ultimo “ha invitato gli amministratori a rivolgersi al sindaco,
che niente ha a che fare con quei locali”, viene però specificato nella nota.
Alla base dell’inconveniente, secondo la coop, sembrerebbe esserci la richiesta del parroco di Suni, del pagamento di un canone di locazione.
Richiesta giudicata incomprensibile, secondo gli amministratori:
“Da sempre Radio Planargia, ha provveduto al pagamento delle bollette del contatore dell’orfanotrofio,
che peraltro per anni ha alimentato anche la corrente del garage utilizzato dal parroco”.
L’unico impegno – viene specificato – assunto anni fa con le suore laiche della compagnia di Sant’Angela, proprietarie dell’immobile,
che, in accordo con il responsabile di allora della cooperativa, don Paolino Fancello, fondatore dell’emittente,
avevano volentieri deciso di ospitare a titolo gratuito gli impianti della radio.
Nel loro comunicato gli amministratori di Radio Planargia fanno riferimento anche ad un diverbio
che sarebbe avvenuto a giugno scorso tra il tecnico manutentore dell’impianto e ancora il parroco di Suni don Giuseppe Pisanu.
Il tecnico, viene riferito, addirittura avrebbe investito della vicenda i carabinieri della stazione di Suni.
Gli amministratori di Radio Planargia si propongono di risolvere ora la controversia col commissario del patrimonio delle Orsoline;
subito interessato don Salvatore Masia, che è anche parroco della Basilica di San Gavino a Porto Torres.
Non sono escluse però anche altre iniziative finalizzate a far valere le ragioni della cooperativa.
“Stiamo subendo un grave danno economico oltre che di immagine”, spiega il vicepresidente della Cooperativa Franco Pinna,
“e cercheremo di promuovere ogni utile iniziativa verso chiunque si sia reso responsabile della interruzione dei nostri programmi
che comprendono, oltre alla trasmissione della pubblicità acquistata da clienti privati,
anche una serie di importanti servizi affidati da enti istituzionali come le dirette dai consigli comunali di Bosa e Suni”.
Radio Planargia negli ultimi tempi è stata al centro di un programma di rinnovamento,
conseguenza anche dell’uscita di scena del suo fondatore don Paolino Fancello, già presidente della cooperativa.
Don Fancello ha dovuto lasciare il testimone per problemi di salute, ma ha chiesto e ottenuto un impegno sulla linea editoriale dell’emittente
che mantiene una matrice cattolica e una gestione volontaristica.
A sostituire don Fancello è stato un altro sacerdote, il parroco di Sindia, don Franco Oggianu,
che però ha deciso di rassegnare le dimissioni da presidente della coop e ora dovrà essere sostituito.
Di fatto al momento nella cooperativa resta, dunque, la sola componente laica ed è la prima volta che ciò accade nella storia dell’emittente
che, peraltro, continua ad essere parte del circuito Inblu, nel quale sono le radio locali cattoliche italiane.
 

ALBANIA: TRASMISSIONI TELEVISIVE SOSPESE PER NEWS 24
A CAUSA DELLO SFRATTO DEI DIPENDENTI DALLA PROPRIA SEDE

La polizia interviene per sgomberare l’edificio della televisione in Albania, reagiscono le associazioni dei media
 
In Albania, la polizia è intervenuta per sgomberare l’edificio in cui operano la televisione News24 e i media Panorama e BalkanWeb,
interrompendone le trasmissioni.
L’azione è stata eseguita in ottemperanza a una decisione del tribunale dopo la scadenza del contratto di locazione,
mentre la struttura è stata trasferita alla società “KAYO” per uso industriale.
L’intervento ha suscitato la reazione delle associazioni dei media,
che lo considerano una preoccupazione per la libertà di stampa e chiedono garanzie per il lavoro dei giornalisti.
 
News24, 2 giorni senza segnale dopo le azioni arbitrarie della Polizia – La trasmissione continua in diretta su YouTube.
Domani alle 12:00 i giornalisti protestano
 
I locali di News24 sono rimasti al buio per due giorni.
Questo dopo che la polizia ha arbitrariamente interrotto il segnale della più grande emittente televisiva di informazione.
Ciò è accaduto, in un normale giorno lavorativo, in un’azione senza preavviso.
Nelle prime ore del mattino del 9 agosto, numerose forze dell’ordine hanno occupato i locali di News24
e non hanno permesso ai giornalisti di iniziare a lavorare.
Politici, noti giornalisti e numerosi cittadini hanno reagito all’usurpazione di News24 da parte della Polizia di Stato
e all’interruzione arbitraria del suo segnale.
Migliaia e migliaia di sostenitori hanno condannato questo atto barbarico, esprimendo solidarietà a tutti i lavoratori.
 
Giornalisti in protesta, domani alle 12:00
“La democrazia muore nell’oscurità”! L’Associazione dei Giornalisti d’Albania protesterà domani alle 12:00 davanti all’edificio di News24,
che da sabato mattina è occupato dalla Polizia di Stato senza una decisione del tribunale, senza ufficiali giudiziari e senza preavviso.
Decine di giornalisti, personaggi pubblici, politici e attivisti hanno confermato la loro partecipazione alla protesta
in solidarietà con i colleghi di News24.
A 230 giornalisti, personale tecnico e dipendenti di Focus Media News e Panorama Group
non è stato permesso di entrare nei locali di News24, BalkanWeb e Panorama per 2 giorni,
circondati da agenti della Polizia di Stato e Militare, creando scene insolite e indegne per un’agenzia di stampa
e, per di più, per la più grande emittente televisiva di notizie del Paese!
 

CONFERMATA LA SAUDI LEAGUE SU SPORTITALIA
E SPORTITALIA SOLO CALCIO FINO AL 2027

Saudi League su Sportitalia fino al 2027: il programma e quante partite si potranno vedere in chiaro
 
Confermato l’accordo con Sportitalia per i diritti del campionato saudita: il torneo sarà visibile gratis in Italia almeno per altre due stagioni.
La Saudi League rimane in Italia: Sportitalia ha annunciato ufficialmente che continuerà a trasmettere le partite
del massimo torneo saudita almeno per altre due stagioni.
Confermato dunque l’accordo con l’emittente, stipulato una prima volta nell’estate del 2023, sempre su base biennale.
Accordo che è stato dunque rinnovato e che ora scadrà nel 2027.
Gli appassionati di calcio potranno dunque continuare a seguire le gesta di Cristiano Ronaldo,
e di tutti coloro che hanno lasciato l’Europa per l’Arabia Saudita, gratis e in chiaro.
 
L’annuncio di Sportitalia
“Le stelle della Saudi Pro League sono su Sportitalia – ha annunciato l’emittente sul proprio profilo Instagram –
saranno visibili sui nostri canali 3 partite a settimana per ciascuna delle 34 giornate di campionato.
Non solo Cristiano Ronaldo, ma anche i nuovi arrivati Theo Hernandez, Mateo Retegui e Simone Inzaghi:
tutti a caccia dei campioni in carica dell’Al Ittihad, la squadra di Benzema e Kanté”.
 
Quante partite della Saudi League in diretta
Come annunciato da Sportitalia, saranno tre a settimana le partite visibili in chiaro sui canali dell’emittente per ciascuna delle 34 partite di campionato.
Le tre partite in questione negli ultimi due anni erano state suddivise tra la stessa Sportitalia e LA7.
Complessivamente, invece, saranno 102 le partite a stagione che Sportitalia metterà gratuitamente a disposizione del proprio pubblico.
 
Dove vedere Sportitalia
Sportitalia è accessibile gratuitamente, come detto, sia da chi possiede un normale televisore che un qualsiasi dispositivo mobile:
le gare verranno infatti trasmesse sia sul canale numero 60 del Digitale Terrestre che su Solocalcio,
quest’ultimo visibile in streaming scaricando l’app dell’emittente o accedendo al sito ufficiale.
Anche Sportitalia (canale 60) è visibile in streaming tramite app e sito.
 
Quando inizia la Saudi League
La Saudi League 2025, che vedrà 18 formazioni sfidarsi per raccogliere l’eredità dell’Al Ittihad campione in carica nell’albo d’oro,
prenderà il via alla fine del mese, nel weekend del 29, 30 e 31 agosto. Il calendario della prima giornata non è ancora stato svelato.