
Sabato 2 agosto 2025
ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
TEMPI LUNGHI PER LA CONCLUSIONE DEI DISTURBI FM ITALIANI,
FINE 2025 PER IL TERMINE DELLE INTERFERENZE TELEVISIVE ALBANESI SUI 700 MHZ
E PER LA FIRMA DELL’ ACCORDO DAB NELL’ AREA ADRIATICA-IONICA?
Pubblicato il 02/08/2025 alle ore 11:20
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Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha organizzato 3 nuovi incontri via web
rispettivamente il 26 marzo, il 22 aprile (per affrontare solamente i problemi d’interferenze sui 700 MHz
da parte dell’ UCRAINA ai danni dei paesi limitrofi) ed il 12 maggio.

Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ ITALIA.
A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE FM
L’ ITALIA ha ribadito che lo schema di compensazione volontaria, il cui processo è guidato dal MIMIT (Ministero delle imprese e del Made in Italy)
e da un ente non specificato, offrirà alle stazioni radiofoniche l’opportunità di rottamare le frequenze FM
e, di conseguenza, dovrebbe migliorare la situazione delle interferenze dannose su tale banda.
Lo scorso 22 maggio s’è svolta la riunione di un comitato interministeriale per discutere in merito all’assegnazione dei fondi destinati a questo sistema.
In base all’importo stanziato, verranno definite delle norme attuative.
In linea con la legislazione nazionale, una parte di questi soldi sarà riservata alle emittenti radiofoniche,
il cui scopo è appunto la rottamazione volontaria delle frequenze FM ed il supporto finanziario per la riconfigurazione delle reti DAB
in modo da allinearle al piano nazionale DAB che verrà revisionato dopo la firma del relativo accordo per l’area adriatica ed ionica,
come previsto obbligatoriamente dalla legge italiana.
Durante il processo, saranno valutati i potenziali interferenti italiani, nel caso in cui sia necessario compilare una classifica.
Non sono state fornite tempistiche per l’attuazione dello schema di compensazione, ma,
prendendo in esame l’approccio adottato per lo spegnimento televisivo sui 700 MHz, si prevedono risultati concreti a partire dal 2026.
L’ ITALIA s’è impegnata ad affrettare i tempi e confida nel fatto che alcuni operatori FM titolari di licenza DAB
stiano considerando la rottamazione spontanea in base alla valutazione costi-benefici.
FRANCIA, SLOVENIA, CROAZIA e MALTA sono contrariate a causa dei ritardi e pessimiste in merito all’utilità dello schema di compensazione italiano,
considerando anche l’assenza dei dettagli chiave.
Inoltre, il segretario generale ha sollecitato l’ ITALIA ad erogare fondi sufficienti per la rottamazione, ridurre al minimo i tempi della relativa attuazione
e cercare soluzioni alternative al sistema di compensazione, mentre la Comunità Europea ha comunicato al RSPG
che il proprio Collegio ha avviato la procedura d’infrazione che dovrebbe concludersi in breve tempo.
Secondo quest’ultima, infatti, l’ ITALIA sarebbe così costretta ad accelerare la risoluzione delle interferenze dannose
e di conseguenza ad adeguarsi all’articolo 45 del CECE (Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche).
Tra ITALIA e CROAZIA continua a tenere banco l’interferenza sugli 89.7 MHz ai danni dell’emittente pubblica croata HRT-HR 1,
trasmessa dal ripetitore di MONTE BIOKOVO.
L’ ITALIA ha chiarito che la responsabile dei disturbi su questa frequenza FM è l’abruzzese Radio Play Capital di Atessa (CH),
attiva dalla postazione di MONTE MAJELLA – FONTE TETTONE a Roccamorice (PE), mentre il titolare della concessione è Radio Delta 1.
Quest’ultima ha affermato, durante un incontro con le sedi regionali italiane, che il suo sistema di antenne era già stato modificato nel 2009
ed un’ulteriore variazione avrebbe compromesso la propria attività.
L’ ITALIA ha chiesto alla CROAZIA di fornire informazioni sulla documentazione autorizzativa della stazione radiofonica
trasmessa dal MONTE BIOKOVO e di effettuare misurazioni congiunte, sulla base di una richiesta da parte di Radio Delta 1.
Il Paese balcanico ha confermato d’aver preso atto della proposta italiana e ha ricordato d’aver già ricevuto un reclamo simile in passato.
Inoltre la CROAZIA ha risposto che i dati tecnici della stazione radiofonica di MONTE BIOKOVO sono già registrati nel piano di Ginvevra 1984 (GE84)
e ha chiesto all’ ITALIA di fornire sia i dettagli di tutte le proprie stazioni identificate come causa d’interferenza ai danni di HRT-HR 1,
sia le informazioni sulle modifiche apportate da Radio Delta 1 al sistema di antenne nel 2009.
Per quanto riguarda la proposta italiana di condurre una campagna di rilevazioni congiunte,
la CROAZIA ha affermato d’averla già effettata nel 2011, seguita da calcoli nel 2019,
pertanto ha considerato inutile questa richiesta perchè potrebbe provocare ulteriori ritardi nella risoluzione del caso d’interferenza.
Ha ricordato che nel 2019 il RSPG aveva convalidato le proprie misurazioni
ed aveva ritenuto come unica soluzione lo spegnimento totale della stazione italiana interferente
o lo spostamento su una frequenza alternativa, a patto però di non disturbare ulteriormente la CROAZIA.
Il Paese balcanico ha sottolineato che le proprie rilevazioni risultano in conformità alle raccomandazioni ITU applicabili
e che i rapporti sulle interferenze, regolati dall’ Appendice 10, vengono compilati ed inviati all’ ITALIA.
Nel 2024 Radio Play Capital è stata sintonizzata da 2 punti di misurazione croata
rispettivamente con livelli di 63,6 dBµV/m e 65,9 dBµV/m (interferenza co-canale).
L’ ITALIA ha dichiarato che l’obiettivo delle misurazioni congiunte è quello di analizzare nel miglior modo possibile i casi d’interferenza,
tuttavia ha riconosciuto che, in base ai livelli di dBµV/m riscontrati dalla CROAZIA, l’unica soluzione è il cambio di frequenza di Radio Play Capital.
Saranno necessari degli studi per individuare un canale sostitutivo appropriato e servirà stabilire una procedura solida
per ridurre al minimo il rischio di obiezioni da parte degli operatori.
L’ ITALIA ha chiesto alla CROAZIA di fornire un elenco di possibili frequenze idonee per la migrazione di Radio Play Capital,
ma il Paese balcanico ha ritenuto inopportuno questo suggerimento
ed anzi ha ribadito che qualsiasi sua frequenza registrata nel Piano GE84 viene utilizzata attivamente e dev’essere protetta.
Per quanto riguarda la situazione con la SLOVENIA, l’ ITALIA ha chiesto se è confermata la priorità del caso d’interferenza che riguarda Radio Koper,
trasmessa dalla postazione di MONTE NANOS sugli 88.6 MHz,
visto che questo ripetitore non era incluso nell’elenco delle segnalazioni d’interferenze più recenti.
L’emittente italiana responsabile di questo disturbo è Radio Maria, proveniente dalla postazione di MONTE PORZUS ad Attimis (UD).
In merito a questo caso, l’ ITALIA ha fatto riferimento al procedimento d’appello,
durante il quale il perito nominato dal tribunale ha concluso che l’interferenza non era dannosa,
in quanto il servizio di trasmissione era adeguatamente garantito da più ripetitori lungo il confine da entrambe le parti,
e pertanto ha raccomandato di mantenere inalterata la situazione.
Questa raccomandazione sarebbe stata approvata dalla parte slovena nel gennaio 2024, ma la SLOVENIA ha smentito categoricamente,
dichiarando di non essere stata direttamente coinvolta nel contenzioso.
Inoltre ha risposto che Radio Maria trasmette sugli 88.6 MHz appena oltre confine con una potenza effettiva superiore a 100 kW,
provocando così interferenze significative al proprio territorio.
Il Paese balcanico ha ribadito con forza che gli 88.6 MHz dal MONTE NANOS fanno parte dell’elenco dei casi d’interferenza prioritari
e confermato che questa frequenza ha diritto di protezione, in quanto iscritta nel MIFR, acronimo di Master International Frequency Register
(in italiano Registro Principale Internazionale delle Frequenze), dell’ITU in base al piano di Ginevra 1984 (GE84).
sottolineando che deve adeguarsi legalmente al Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche.
La SLOVENIA ha ritenuto inappropriato basare la valutazione sulle singole segnalazioni e sul rapporto C/I,
poiché le misurazioni erano limitate a località rappresentative.
I risultati delle rilevazioni dovrebbero essere utilizzati solo per fornire un’indicazione generale della situazione d’interferenza.
Per quanto riguarda le modifiche alla potenza di trasmissione, si tratta di una soluzione momentanea per contrastare meglio i disturbi italiani.
Un altro caso spinoso, emerso durante la riunione di marzo,
è quello che coinvolge i 90.8 MHz utilizzati da Radio Prvi dalla postazione di MONTE CUCCO DI LUICO (in sloveno KUK).
L’ ITALIA ha presentato la sua valutazione su questa situazione d’interferenza e ha riscontrato delle discrepanze
tra quanto registrato in GE84 ed i parametri effettivi (ovvero posizione del sito, direttività dell’antenna, potenza di trasmissione).
Anche questo caso è stato trattato dai tribunali civili italiani e pertanto dovranno essere prese in considerazione le relative decisioni.
A causa delle difficoltà nel presentare una soluzione valida all’operatore italiano interessato, l’ ITALIA vorrebbe dialogare con la SLOVENIA,
ma quest’ultima ritiene che discutere sull’intensità di campo non risolverà il problema
e considera come unica soluzione lo spegnimento della stazione radiofonica italiana
che risulta non coordinata e quindi non è registrata nel piano GE84.
Per quanto riguarda la differenza nella posizione di trasmissione dell’emittente slovena attiva dal MONTE CUCCO DI LUICO,
la deviazione rispetto al piano GE84 rientra nel limite consentito di 15 km,
mentre le altezze effettive erano corrette ed il diagramma dell’antenna si basa su accordi precedenti.
L’ ITALIA ha dichiarato d’aver iniziato ad analizzare la lista slovena dei casi di disturbi in banda FM più recenti,
presentata nel 2024, in cui era escluso il MONTE NANOS.
Tra le 48 segnalazioni d’interferenze passate in rassegna, 21 non sono state considerate tali dall’ ITALIA,
in quanto rispettavano il rapporto di protezione richiesto.
La SLOVENIA ha ricordato che queste 48 segnalazioni si sommano a quelle presentate in precedenti occasioni.
Il Paese balcanico inoltre vorrebbe che l’ ITALIA pubblicasse un documento che definisca un’interpretazione comune delle norme dell’ITU.
La SLOVENIA ha fatto riferimento al parere legale dell’ITU in materia, che è stato condiviso con l’ ITALIA
e si augura che la diffusione di questo documento fornisca chiarezza sui diritti e gli obblighi di tutte le parti interessate, in linea con l’accordo GE84.
L’ ITALIA non ha stabilito una data specifica per tale pubblicazione
ed in merito a ciò ricorrerà alla revisione giuridica per garantirne l’allineamento con il diritto nazionale.
La SLOVENIA ha sottolineato che dovrebbe essere il diritto nazionale ad adeguarsi agli accordi internazionali
ed al Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, e non viceversa.
Nel frattempo MALTA ha comunicato d’aver ricevuto la richiesta dell’ ITALIA di fornire informazioni sulla situazione relativa alle interferenze
ed ha confermato che sono state effettuate ulteriori misurazioni e le relative informazioni saranno inviate a tempo debito.
ITALIA e FRANCIA hanno proseguito le discussioni bilaterali, compiendo ulteriori progressi nelle attività di coordinamento delle frequenze.
Per quanto riguarda l’interferenza di lunga data che interessa Radio Nostalgie,
trasmessa sugli 88.3 MHz dalla postazione di MONTE CORBU a Bonifacio (Corsica),
sono stati condivisi fascicoli tecnici che servono per la risoluzione di questa situazione.
Nell’ottobre 2024 è stata concordata una strategia sia per il trattamento di questa questione
sia per le richieste di coordinamento delle frequenze da parte della FRANCIA.
la FRANCIA ha suggerito come soluzione definitiva lo spostamento sugli 88.4 MHz sempre dall’impianto di MONTE CORBU.
L’ ITALIA deve ancora rispondere in merito ai fascicoli tecnici transalpini.
La FRANCIA s’è dichiarata disponibile a valutare eventuali suggerimenti italiani di modifiche tecniche alla sua proposta.
In caso di disaccordo, la FRANCIA ha invitato l’ ITALIA a proporre soluzioni alternative praticabili,
altrimenti continuerà ad utilizzare gli 88.3 MHz in base ai suoi diritti GE84, eliminando le interferenze italiane provocate da Radio Deejay,
trasmessa sugli 88.2 MHz dalla postazione di MONTE LIMBARA a Tempio Pausania (SS).
Recentemente la RAI ha segnalato disturbi sugli 88.4 MHz causati proprio da Radio Nostalgie.
Il seguente reclamo dev’essere ancora verificato dagli uffici locali della Sardegna.
La FRANCIA, invece, ha riscontrato un nuovo caso di disturbo che interessa l’emittente Corsica Radio sui 106.4 MHz,
attivi dal ripetitore di PUNTA DELLA VARRA a Porto Vecchio (Corsica).
A tal proposito, la FRANCIA ha fornito la sua relazione tecnica e ha richiesto all’ ITALIA di condividere eventuali informazioni aggiornate.
Quest’ultima ha notato che il rapporto transalpino corrisponde a rilevazioni effettuate in un’area specifica,
inclusi i livelli d’intensità di campo sia per la stazione interferente sia per quella interferita.
Per la stazione vittima di disturbi, i valori misurati e quelli simulati corrispondevano,
mentre per quella interferente sono state riscontrate evidenti divergenze tra i 2 parametri.
L’ ITALIA richiederà conferme alla sede locale in Sardegna in merito al funzionamento della propria stazione in conformità con l’autorizzazione.
La FRANCIA s’è dichiarata disponibile a garantire qualsiasi ulteriore informazione che l’ ITALIA ritiene necessaria per la sua valutazione.
In merito alle richieste di coordinamento francesi pendenti, a cui l’ ITALIA si oppone,
la FRANCIA ha dichiarato che recentemente alcune obiezioni italiane sono state revocate, consentendo così dei passi in avanti.
Per quanto riguarda il caso delle 4 emittenti radiofoniche transalpine attive nell’isola d’Elba
(Ici Radio Corsica Frequenza Mora sugli 88.2 MHz, France Culture sui 92.3 MHz, France Inter sui 96.8 MHz
e France Musique sui 99.8 MHz), la FRANCIA ha aggiornato gli allegati alla bozza di accordo per la revisione da parte dell’ ITALIA,
mentre quest’ultima ha inviato il database contenente i dettagli delle stazioni italiane che interessavano alla FRANCIA.
L’ ITALIA ha riconosciuto che la sua banca dati presenta alcune anomalie ed incongruenze (in alcuni casi)
che saranno aggiornate nel tempo ed affrontate di conseguenza, in caso di reclamo transalpino,
ed ha affermato che l’accordo dev’essere allineato alla specifica autorizzazione da rilasciare ai gestori di rete nazionali.
Entrambe le amministrazioni speravano di sistemare definitivamente la questione durante l’incontro bilaterale dello scorso 5 giugno.
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)
Il gruppo Adriatico-Ionico s’è riunito 3 volte dopo l’incontro dello scorso gennaio,
tuttavia, nonostante ulteriori progressi nel coordinamento delle frequenze DAB,
manca ancora l’intesa su alcune parti dell’accordo che potrebbe essere raggiunta tra il terzo ed il quarto trimestre del 2025.
L’ ALBANIA ha dichiarato d’aver effettuato una riassegnazione dei canali DAB per risolvere le incompatibilità con i paesi confinanti.
Questa ripianificazione non interessava le aree limitrofe a GRECIA e MACEDONIA DEL NORD,
visto che le 3 Nazioni avevano già trovato, in linea di principio, un accordo precedente,
la cui approvazione sarà ufficializzata dopo la condivisione e l’analisi delle rispettive assegnazioni.
L’ ALBANIA, inoltre, ha tenuto un incontro bilaterale con l’ ITALIA per definire meglio i parametri tecnici
e sta portando avanti il coordinamento con il MONTENEGRO, iniziato nel 2019, per risolvere le varie questioni in sospeso,
in particolare quelle che coinvolgono l’assegnazione 02D (area di Kukës).
Il MONTENEGRO ha affermato che, dopo un complicato processo di coordinamento,
è stato possibile identificare 7 blocchi di frequenze DAB per assegnazione nell’area orientale della regione adriatica
e la situazione è rimasta stabile fino alla fine del 2024, periodo in cui l’ ALBANIA ha proseguito il coordinamento con GRECIA e MACEDONIA DEL NORD,
provocando però problemi al MONTENEGRO che ha dichiarato di non essere disposto ad accettare facilmente modifiche
al piano di suddivisione delle frequenze confinanti, che non fossero conformi alla matrice di compatibilità,
per evitare un effetto domino con il resto del gruppo Adriatico-Ionico e con la SERBIA.
Il MONTENEGRO ha raccomandato all’ ALBANIA di utilizzare possibilmente i canali concordati all’interno del gruppo Adriatico-Ionico
e classificati come area di assegnazione n. 2.
Come compromesso, inoltre, s’è dichiarato disponibile a sostituire uno dei suoi blocchi per aiutare l’ ALBANIA,
a patto però di non danneggiare gli altri Paesi. È stato proposto di trattare questa questione bilateralmente
ed, in caso di mancato accordo, potrebbe essere necessaria l’assistenza del RSPG.
Il MONTENEGRO ha espresso cautela nel convalidare la proposta albanese ed, a tal proposito,
ha illustrato che il proprio territorio è in prevalenza pianeggiante con un’altitudine compresa tra i 20 e i 40 metri sul livello del mare
e circa il 60% della popolazione abita all’interno dell’area di coordinamento con l’ ALBANIA,
Paese principalmente montuoso con altitudini intorno ai 2000 metri e con ampia diffusione delle trasmissioni in banda FM.
I problemi fra le 2 Nazioni sono dovuti, non solo per questioni geografiche, ma anche per motivi politici,
infatti, già 50 anni fa, buona parte del MONTENEGRO subiva interferenze provenienti dal comune albanese di Kukës sulla frequenza VHF 6.
Malgrado ciò, il MONTENEGRO si è dichiarato disponibile a modificare alcune assegnazioni (es. il Canale 12A).
Per quanto riguarda l’assegnazione 02D, l’ ALBANIA vorrebbe utilizzare la frequenza VHF 8,
tuttavia, nonostante abbia rassicurato che i propri calcoli, accompagnati da varie raccomandazioni,
abbiano mostrato un impatto minimo sul territorio montenegrino, dovrà mostrare ulteriori prove,
ad esempio i dati specifici delle stazioni attualmente operative in banda FM nelle località albanesi in questione,
in modo da permettere al MONTENEGRO di effettuare rilevazioni aggiuntive.
Pertanto, la proposta albanese è stata rifiutata, ciononostante il MONTENEGRO s’è dichiarato disponibile a valutare diverse opzioni,
a condizione che l’ ALBANIA riesca a proporre soluzioni convincenti.
L’ ALBANIA ha risposto che, non avendo ancora sviluppato la diffusione del DAB,
non è possibile effettuare misurazioni realistiche per verificare i calcoli.
In alternativa, per valutare meglio l’impatto dell’assegnazione 02D nei confronti del MONTENEGRO,
ha accettato la proposta di condividere informazioni relative alle proprie emittenti attive in banda FM.
Questa situazione non riguarda solo la frequenza VHF 8, ma anche i Canali 9A e 10B.
Durante l’ultimo incontro del gruppo Adriatico-Ionico, il MONTENEGRO ha dichiarato che,
nel caso in cui l’ ALBANIA non fosse in grado di utilizzare frequenze alternative,
sarebbe disposto ad accettare il piano albanese, compreso l’utilizzo del VHF 8,
a patto però di non subìre interferenze sul proprio territorio.
Dopo tale riunione, l’ ALBANIA non è riuscita ad individuare un canale alternativo
e ha nuovamente promesso che non disturberà il MONTENEGRO in caso di sfruttamento del VHF 8 nell’assegnazione 02D.
Inoltre ha dichiarato che tutti i parametri pertinenti saranno rispettati
e che la potenza di trasmissione verrà modificata in caso d’interferenze (ritenute improbabili).
L’ ALBANIA ha anche presentato al MONTENEGRO le relative assegnazioni che, in base alle simulazioni condotte, non disturberanno il Paese balcanico
e ritiene che tutte le questioni in sospeso relative al DAB potranno essere considerate risolte qualora il MONTENEGRO accettasse questa situazione.
La GRECIA ha convalidato in linea di principio le assegnazioni DAB albanesi ed invierà una conferma formale a tempo debito.
Tuttavia, sulla base di un’analisi preliminare, ha segnalato il rischio di possibili interferenze
e di conseguenza l’ ALBANIA dovrà verificare i parametri tecnici. A tal proposito è stato consigliato un incontro bilaterale.
Nel frattempo, l’ ALBANIA ha fornito i parametri tecnici alla MACEDONIA DEL NORD e li condividerà con la GRECIA e gli altri Paesi limitrofi.
La MACEDONIA DEL NORD, invece, ha ottenuto l’approvazione, a livello di ripartizione ed assegnazione,
della versione più recente del proprio piano DAB e DVB-T ed, in merito a ciò,
si prevede la firma d’un accordo scritto con le varie amministrazioni.
Ha dichiarato d’aver inviato il proprio piano ed i documenti di notifica alla SERBIA,
pur non avendo ancora ricevuto la versione aggiornata del piano DAB albanese
e sulla base dell’esito soddisfacente del coordinamento transfrontaliero delle frequenze
e delle affermazioni dell’ ALBANIA, secondo cui le proprie modifiche non incideranno sul piano macedone.
La MACEDONIA DEL NORD, inoltre, ha compiuto progressi significativi con GRECIA e BULGARIA dopo svariati incontri bilaterali.
in merito alle frequenze che vorrebbe mantenere secondo gli accordi di Ginevra 2006 (GE06).
Il segretario generale del RSPG ha riconosciuto i progressi da parte del gruppo Adriatico-Ionico,
ha ribadito di essere pronto a fornire assistenza per qualsiasi questione irrisolta
e spera nel raggiungimento definitivo di un’intesa entro la fine del 2025.
in merito all’uso di varie frequenze DAB non coordinate da parte dell’ ITALIA in alcune regioni.
La situazione riguarda nello specifico i blocchi 6A, 6B e 7C.
L’ ITALIA ha replicato che verificherà lo stato delle emittenti considerate illegali
e ha ricordato che l’utilizzo di canali DAB non coordinati è previsto fino a quando non verrà firmato l’accordo Adriatico-Ionico in banda VHF.
Inoltre era stato di deciso di utilizzare momentaneamente i blocchi 7C e 7D per risolvere le interferenze DAB ai danni di CROAZIA e SLOVENIA.
L’ ITALIA ha affermato d’aver effettuato lo spostamento delle stazioni radiofoniche verso frequenze alternative,
in linea con i parametri stabiliti nel piano nazionale DAB provvisorio,
e le licenze saranno adeguate una volta raggiunta l’intesa nell’area Adriatica-Ionica.
L’ ITALIA ha condiviso con la CROAZIA l’elenco (in formato PDF) di tutti i trasmettitori DAB situati all’interno della zona cuscinetto
e coinvolti nel cambio di frequenza e cercherà d’inviare questa lista anche alle nazioni confinanti, preferibilmente in formato ITU,
per facilitare le verifiche necessarie.
A LIVELLO TELEVISIVO
Proseguono le interferenze televisive albanesi ai danni di diverse reti 5G
Durante la riunione dello scorso 26 marzo, l’ ALBANIA ha affermato che,
dovrebbe liberare i 700 MHz dalle trasmissioni radiotelevisive entro il 31 dicembre 2025,
mentre il coordinamento delle frequenze con gli Stati confinanti era stato in gran parte completato entro il 2023.
L’ ALBANIA ha spiegato che, in base allo statuto nazionale, ad occuparsi della gestione dello spettro radio sono rispettivamente l’ AKEP,
acronimo di Autoriteti i Komunikimeve Elektronike dhe Postare (in italiano Autorità per le Comunicazioni Elettroniche e Postali),
per la regolamentazione delle comunicazioni elettroniche, e l’ AMA (Autorità per i Media Audiovisivi) per la radiodiffusione.
I 700 MHz vengono utilizzati dalle emittenti radiotelevisive, in base agli accordi GE06, su concessione dell’ AMA,
che nel frattempo ha portato avanti il coordinamento delle frequenze con i Paesi limitrofi.
Il Ministero competente ha intrapreso un programma di assistenza tecnica, finanziato dall’UE,
per allineare la legislazione nazionale al Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche
e per sviluppare una strategia per il cambio di frequenza.
Lo spostamento dei canali TV albanesi non è ancora iniziato a causa del ritardo dell’adozione di un progetto di legge
che prevede un indennizzo a favore delle emittenti.
Non è stato possibile ridurre le interferenze per mancanza di frequenze alternative,
pertanto l’ AMA ha suggerito agli operatori albanesi di diminuire la potenza di trasmissione e cambiare la direzione delle antenne.
Questa proposta non ha garantito nessun miglioramento, infatti i Paesi limitrofi continuano a segnalare interferenze
che potrebbero amplificarsi a causa della propagazione, tipica dell’estate, come evidenziato in particolare dal MONTENEGRO.
Lo scorso 12 maggio, l’ ALBANIA non ha segnalato alcun progresso a causa delle elezioni nazionali
e ha promesso la ripresa delle attività con l’approvazione del disegno di legge
che potrebbe consentire d’individuare frequenze alternative per lo spostamento temporaneo degli operatori televisivi.
La MACEDONIA DEL NORD ha dichiarato che i propri operatori di telefonia mobile hanno già richiesto un risarcimento danni al governo,
il MONTENEGRO sta subendo interferenze soprattutto nelle aree costiere, mentre la GRECIA ha spedito un’e-mail
in cui afferma la presenza continua dei disturbi TV albanesi nell’area occidentale e a Corfù sulle frequenze UHF 51, 52, 53 e 57.
Per quanto riguarda le interferenze televisive albanesi ai danni della CROAZIA sulle frequenze UHF 21, 22, 28 e 45,
sono in corso delle discussioni fra i 2 Paesi balcanici.
La Commissione Europea è insoddisfatta per i continui ritardi e ha ribadito all’ ALBANIA l’importanza
di adeguarsi alla decisione del Parlamento e del Consiglio europeo sulla banda 470-790 MHz approvata nel 2017.
Il prossimo incontro del RSPG è previsto virtualmente il 18 Settembre (ore 09:30-12:30).