Domenica 23 marzo 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

VENETO IN DIGITALE: INSERITO ANTICOLANA CHANNEL IN ALTA DEFINIZIONE NEL MUX LOCALE 2

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Veneto.
Nel Mux LOCALE 2 è stato aggiunto, sulla LCN 99 ed in HD,
il canale ANTICOLANA CHANNEL del gruppo TELEANTENNA di Monfalcone (GO),
che in alcuni orari ripete l’emittente EURO TV con entrambi i loghi in sovraimpressione.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

FRANCIA IN DIGITALE - MUX TNT R1 (ÎLE DE FRANCE):
FINE DELLE TRASMISSIONI PER BFM PARIS ÎLE-DE-FRANCE

Ci spostiamo oltralpe per segnalare la fine delle trasmissioni e la conseguente rimozione dell’emittente BFM PARIS ILE-DE-FRANCE
che era sintonizzabile sulla LCN 30 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080 nel Mux TNT R1 (ÎLE DE FRANCE).
Trattandosi di un multiplex trasmesso nella sola zona della capitale Parigi e dintorni, il relativo segnale non è in alcun modo ricevibile in Italia.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
A tal proposito pubblichiamo integralmente il seguente articolo.
 
BFM PARIS ILE-DE-FRANCE HA CHIUSO I BATTENTI
 
Dopo oltre otto anni di esistenza, BFM Paris Île-de-France ha chiuso i battenti alle 23.59 del 14 marzo 2025.
La chiusura del canale, dovuta alle persistenti difficoltà finanziarie e alla mancanza di spettatori, è avvenuta nell’indifferenza generale.
Questo segna la fine di un mezzo di comunicazione
che voleva essere un punto di riferimento nell’informazione locale per gli abitanti della regione parigina.
È tutto finito per BFM Paris Île-de-France a partire da venerdì 14 marzo.
Lanciato nel 2016, BFM Paris Île-de-France ha accumulato perdite di 2-3 milioni di euro ogni anno dalla sua creazione.
Nonostante il riposizionamento strategico avviato due anni fa, il canale prevedeva ancora perdite per 1,9 milioni di euro nel 2025.
Per il nuovo management del gruppo CMA CGM, queste cifre rendevano impossibile raggiungere un equilibrio economico sostenibile.
Tuttavia, Nicolas de Tavernost, vicepresidente della divisione media di CMA CGM, ha assicurato che non sono previste altre chiusure.
 
Una stazione locale che ha duplicato il lavoro di BFMTV
Uno degli argomenti addotti per giustificare questa decisione era che i contenuti di BFM Paris Île-de-France duplicavano quelli di BFMTV,
il canale nazionale del gruppo. Questa ridondanza, unita a un’audience insufficiente, ha segnato il destino dell’emittente dell’Île-de-France.
Il canale impiegava 27 giornalisti con contratto a tempo indeterminato e 5 persone nel reparto pubblicità.
A questi si aggiungono numerosi contratti a tempo determinato, freelance e altri dipendenti il cui futuro rimane incerto
nonostante le assicurazioni che sarebbe stata data priorità alla mobilità interna.
 
Sciopero e preoccupazione per il futuro
La chiusura di BFM Paris Île-de-France ha provocato forti reazioni interne.
Lo scorso dicembre, in seguito all’annuncio della chiusura, i sindacati SNJ e CGT del gruppo RMC BFM-CMA Média hanno lanciato un’azione di sciopero.
Votato dall’87% in un’assemblea generale, lo sciopero rifletteva le preoccupazioni dei dipendenti sul futuro delle altre stazioni locali del gruppo.
In particolare, il sindacato aveva chiesto “garanzie che nessun altro canale locale sarà chiuso nei prossimi due anni
e che la massa salariale non sarà ridotta”, come ha riferito Jean-Marc Morandini.
 
Un ultimo saluto in tono leggero
Nonostante la tristezza della chiusura, il team di BFM Paris Île-de-France ha scelto di dare l’addio con senso dell’umorismo.
Il canale ha trasmesso un ultimo blooper come commiato, ringraziando gli spettatori per la loro fedeltà.
“BFM Paris Île-de-France, è finita… Ci salutiamo con un sorriso grazie a un ultimo blooper, grazie mille per la vostra fedeltà “,
è stato il messaggio sui social network, in particolare su Twitter.
Questa perdita lascia un vuoto nel panorama mediatico della regione parigina
e mette in evidenza le sfide che i canali locali devono affrontare di fronte a imperativi economici sempre più stringenti.
 

FRANCIA IN DIGITALE - MUX TNT R15 (ÎLE DE FRANCE): NUOVO LOGO PER 20 MINUTES TV

Restiamo in Francia, dove è stato modificato il logo dell’emittente 20 minutes TV,
visibile sulla LCN 32 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080 nel Mux TNT R15 (ÎLE DE FRANCE).
Trattandosi di un multiplex acceso nella sola zona di Parigi, il relativo segnale non è in alcun modo ricevibile in Italia.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB+ RAI

Occupiamoci ora della Radio DAB.
Il Mux DAB+ RAI ha acceso il Canale 10C dalle postazioni toscane di SANTA LUCIA a Carrara (MS) e MONTE SERRA a Calci (PI).
Abbiamo riaggiornato la relativa griglia con l’elenco di tutte le postazioni.
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Postazione di MONTE SERRA a Calci (PI)

RADIO DAB: CAMBIO DI FREQUENZA PER IL MUX DAB+ RAI (TRENTINO ALTO-ADIGE)

Ci spostiamo in Trentino-Alto Adige, dove la versione locale del Mux DAB+ RAI ha traslocato dal blocco 12B al Canale 9C.
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FREQUENZE E POSTAZIONI

TRENTINO-ALTO ADIGE
Canale 9C (206,352 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Malga RionderaAvioTN
Cima Penegal – Monte LagardanaCavarenoTN
Monte FinonchioRoveretoTN
Maranza – PramaquartTrentoTN
Cima PaganellaVallelaghiTN

RADIO DAB - MUX CR DAB (TOSCANA): AGGIORNATA LA COMPOSIZIONE DEI CANALI

Ci dirigiamo in Toscana, dove abbiamo attualizzato la configurazione del Mux CR DAB,
attivo sul Canale 11D dalle seguenti postazioni.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
TOSCANA
Canale 11D (222,064 MHz)
PostazioneComuneProvincia
La GuardiolaCivitella in Val di ChianaAR
Montecuccoli – Croci d’ArianoBarberino di MugelloFI
Poggio di FirenzeRignano sull’ArnoFI
La FrattaVaianoPO
Croce BelvedereSerravalle PistoiesePT
Poggio Macia Morta – AcquedottoCastellina in ChiantiSI
Monte Cetona – Sopra il VarcoSarteanoSI

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (SICILIA) B: RITORNA RADIO SYSTEM

Scendiamo in Sicilia, dove è stata reinserita la leccese Radio System, identificata SYSTEM, nel Mux MEDIA DAB (B).
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FREQUENZE E POSTAZIONI

SICILIA
Canale 9B (204,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada Carminello – Via Michele ScammaccaValverdeCT

LA FUSIONE RAI WAY - EI TOWERS SEMBRA AVVICINARSI. MA INTERNET MINACCIA IL FUTURO DELLE TORRI

Il business delle due società è legato al futuro del digitale terrestre che vede le frequenze in scadenza nel 2031.
Poi la visione della tv in chiaro dovrebbe passare via Internet o altre tecnologie
 
“Le analisi per valutare la percorribilità industriale della possibile aggregazione nel settore delle infrastrutture di broadcasting
sono state avviate”. Lo ha detto l’amministratore delegato di RaiWay Roberto Cecatto riferendosi alla possibile fusione con EiTowers,
un’operazione di cui si parla da dieci anni ma sempre osteggiata da più parti per mantenere salda la presa sulla società delle torri
quotata in Borsa e di cui la Rai possiede sempre il 65%.
La società ha presentato i conti 2024 chiusi con un utile netto di 89,9 milioni, in crescita del 3,7% sull’anno precedente
mentre i ricavi sono migliorati dell’1,5% a 276,1 milioni. In salita il debito a 127,6 milioni rispetto ai 104,9 del 2023.
Il cda proporrà all’assemblea degli azionisti una cedola generosa (0,334 euro ad azione) in crescita rispetto al 2023 che permetterà alla Rai,
che è comunque il principale cliente di RaiWay, di incassare circa 50 milioni di euro.
“Siamo concentrati – ha spiegato l’ad – sull’esecuzione del nostro piano industriale, le cui fondamenta appaiono oggi più solide che mai,
anche alla luce della crescente centralità per il Paese delle infrastrutture digitali su cui RaiWay ha impostato la propria strategia di diversificazione”.
Il valore di RaiWay è noto perché quotata in Borsa mentre quello di EiTowers, che non ha ancora firmato il rinnovo del contratto con Mediaset, invece no.
Questo è uno dei problemi sul piatto per chiudere il Mou (Memorandum of understanding), che le due società hanno siglato.
RaiWay e EiTowers (partecipata da Mediaset e F2i) hanno dunque tempo fino al 30 settembre prossimo
per precisare i contorni della potenziale operazione che resta soggetta dunque allo svolgimento delle attività di due diligence.
La nuova società avrebbe circa 5 mila torri e oltre 550 milioni di ricavi e dovrebbe rimanere quotata in Borsa,
dove già RaiWay capitalizza 1,6 miliardi.
Il business delle due società, che trasmettono il segnale di Rai e Mediaset, è legato al futuro del digitale terrestre
che vede le frequenze (cosiddette sub 700Mhz) in scadenza nel 2031.
Poi la visione della tv in chiaro dovrebbe passare, come anche oggi possibile, via Internet o altre tecnologie.
E dunque il business futuro delle società delle torri dovrà forzatamente cambiare verso la realizzazione di Edge data center,
5G e applicazioni ioT dove RaiWay sta già puntando per la diversificazione
mentre il business di EiTowers è ancora legato alla sola tv digitale terrestre. In borsa RaiWay ha perso circa l’1%.
 

FRIULI-VENEZIA GIULIA: L' ULTIMO RESPIRO DI RADIO NUOVA TRIESTE

L’emittente ha chiuso le trasmissioni a mezzanotte: a febbraio la diocesi aveva reso noto di non riuscire più a finanziarla.
Sulle sue frequenze trasmetterà Radio Inblu della Cei
 
Radio Nuova Trieste ha chiuso a mezzanotte. Come annunciato a metà febbraio, alla soglia dei quarant’anni dall’apertura (30 aprile 1985)
l’emittente ha definitivamente sospeso le trasmissioni e il sito web non è più raggiungibile.
La radio sarà collegata al canale satellitare Radio Inblu della Conferenza Episcopale Italiana.
L’Assostampa fa sapere che l’attività si è interrotta prima che venisse trovato un ricollocamento lavorativo per i due tecnici contrattualizzati.
Tutti i collaboratori lavoravano a titolo volontario e gratuito. Poco più di un mese fa la Diocesi di Trieste aveva comunicato,
“a seguito di un’attenta valutazione del Consiglio pastorale diocesano, del Consiglio Presbiterale,
del Consiglio per gli affari economici e del Collegio dei Consultori” di non essere più nella possibilità di sostenere finanziariamente
l’associazione privata di fedeli che gestiva l’emittente.
“Purtroppo – scriveva il vicario episcopale don Piccoli – in un quadro di crisi generale delle emittenti radiofoniche di matrice cattolica,
negli anni i dati di ascolto sono diminuiti e i costi sono aumentati”.
E garantire il supporto economico necessario per il funzionamento della radio (circa 120 mila euro l’anno) non era più possibile.
 
Radio Nuova Trieste trasmetteva in FM sulle frequenze 93.3 MHz dalle postazioni triestine di VIA CIVRANI e MONTE BELVEDERE
e 104.1 MHz dalla sede dell’emittente in VIA PASQUALE BESENGHI.

LAZIO: RIETI LIFE TV RIPORTA IN VITA LE "SIGNORINE BUONASERA" SUL CANALE 210 CON UN TOCCO DI MODERNITÀ

Le storiche annunciatrici della televisione tornano in una veste rinnovata su RietiLife TV.
Il ritorno delle celebri “Signorine Buonasera” richiama il fascino del passato,
ma con un’innovazione che rispecchia l’anima del network: l’intelligenza artificiale.
Le prime serate del palinsesto sul canale 210, saranno presentate da due annunciatori che si alterneranno,
portando un tocco di inclusività alla tradizione.
Infatti, a presentare i programmi non sarà solo una donna, ma anche un uomo,
dando vita a un duo che unisce passato e futuro.
I loro nomi, Barbara e Antonio, sono un omaggio alla città di Rieti:
evocano infatti Santa Barbara, patrona della città, e Sant’Antonio, uno dei santi più amati dai reatini.
Con questa scelta, RietiLife TV unisce il calore della tradizione alla modernità,
regalando ai telespettatori un’esperienza familiare ma al tempo stesso innovativa.
 
Ricordiamo che RIETI Life TV è visibile, in alta definizione con la risoluzione video 960×1080
e sulla LCN 210 identificata Rieti Life, nel Mux LOCALE 3 (LAZIO).
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sotto.

SICILIA: TELEIBLEA COMPIE 50 ANNI

50 anni con voi! Buon compleanno Teleiblea
 
Domenica 16 marzo 1975, Teleiblea effettuava la sua prima trasmissione, via etere, sulla città di Ragusa.
Ad andare in onda, alle 21 canoniche, fu la registrazione in bianco e nero dell’incontro di calcio Modica-Ragusa
vinto dagli azzurri per 2 a 1, con la telecronaca di Mario Zagara.
Per il compleanno di Teleiblea abbiamo pensato di riassumere in questo articolo, naturalmente in breve, i 50 anni appena trascorsi
volendo così celebrare l’emittente che ha saputo conquistare un posto di rilievo nella storia della televisione italiana.
Ecco, chi furono i protagonisti del crollo del monopolio televisivo della Rai in Italia?
Non è stato di certo Berlusconi perché, prima ancora della sua discesa nel campo delle tv, vi furono alcune esperienze pionieristiche,
portate avanti con mezzi quasi di fortuna e senza grandi disponibilità economiche, che però aprirono la strada alle tante reti televisive di oggi.
La capostipite delle “tv libere” fu una creatura di Peppo Sacchi, regista alla Rai, che dopo aver lasciato l’azienda di stato per incompatibilità di carattere
registrò, nel 1971, al tribunale il periodico di informazione televisiva “Telebiella”.
Grazie alle novità tecnologiche di allora, il Sacchi, aveva acquistato un piccolo videoregistratore portatile da 1/4 di pollice in bianco e nero,
divertendosi a filmare partite di calcio, comizi elettorali, feste di paese per poi farli vedere a circuito chiuso
nel televisore del bar della Piazza della cittadina piemontese.
Un grande successo perché la gente aveva voglia di “locale”, di cose semplici e di casa nostra.
Il problema era però come far vedere tutto anche alla gente a casa.
Un Regio Decreto del 1936 regolava ancora il settore dell’informazione vietando le trasmissioni via etere
ma nulla diceva di quelle diffuse attraverso cavi per le quali non c’era bisogno di alcuna autorizzazione.
L’amico Enzo Gatta, tecnico televisivo, suggerì di stendere dei cavi coassiali per collegare i televisori nelle case biellesi.
Così fecero, non senza difficoltà, dando vita alla prima emittente libera in Italia che aveva come fulcro del palinsesto un telegiornale
letto dalla moglie di Peppo, Ivana Ramella e piccoli programmi prettamente locali.
La cosa fece molto scalpore e nel 1973, per arginare questo fenomeno della “tv” via cavo,
un decreto del presidente della Repubblica unificò la disciplina sui mezzi di comunicazione a distanza, ponendo Telebiella nell’illegalità.
Peppo Sacchi fu costretto a fermare le trasmissioni, durante una drammatica diretta,
ma non si arrese riuscendo a ottenere che un pretore inviasse la questione alla Corte Costituzionale
e a luglio del 1974 la Consulta apri la prima breccia – in quel caso solo per la tv via cavo – nel monopolio Rai.
Telebiella riprese le trasmissioni a settembre di quell’anno potendo contare su alcuni nomi famosi come Enzo Tortora
(durante uno dei suoi periodi di allontanamento dalla Rai) oppure Bruno Lauzi.
Tra gli altri a collaborare, oltre ad un giovanissimo Ezio Greggio, c’erano anche Gianni e Mario Papa.
Ma se si parla di televisione privata come la intendiamo oggi, ebbene, lo si deve, in gran parte, ai fondatori di Teleiblea
che si misero in testa di scalzare definitivamente il monopolio della Rai e trasmettere dei programmi in televisione per conto proprio,
insomma, da privati.
Sull’onda di Telebiella, in tutta Italia c’erano stati fermenti di libertà televisiva:
da nord a sud si registrarono timide esperienze come a Piombino, a Milano o a Caltanissetta ma si brancolava nel buio dell’illegalità.
A Ragusa alcuni imprenditori guidati da Carmelo Recca, presero invece la cosa seriamente
e già a fine novembre del ’74 registrarono al Tribunale di Ragusa una testata giornalistica “televisiva”
il cui direttore responsabile era Mario Zagara: è la nascita ufficiale di Teleiblea.
Sono momenti di grande impegno per i soci e nel giro di qualche mese, con la supervisione di Giovanni Cintolo
collaborato da Ciccio Ingallinera e Giovanni Girgenti, si arredano gli studi in Via 10,
organizzata la redazione e messo in piedi il palinsesto.
Ma qui c’è da parlare della grande intuizione di Carmelo Recca e di suo figlio Antonio.
Dopo aver contattato le ditte in grado di fornire chilometri di cavi e l’occorrente per gli impianti,
si rendono conto in breve delle difficoltà tecniche ed economiche da affrontare per servire una città estesa come Ragusa.
Rischiando in proprio decidono di trasmettere i futuri programmi di Teleiblea non via cavo, come impone la legge,
ma via etere permettendo, cioè, a tutta la città di ricevere il segnale attraverso le antenne senza nessun accorgimento speciale né allacciamento.
Sarebbe stata una vera e propria rivoluzione ma in Italia le ditte in grado di fornire queste attrezzature sono ancora poche,
lavorano tutte per la Rai e quindi sono restie a collaborare.
Alla fine il tecnico Enzo Lomonaco riesce a scovare, quasi di contrabbando, a Torino, un trasmettitore da 10 watt,
usato per la telesorveglianza, sul canale D della banda VHF.
L’attrezzatura corredata da due pannelli viene installata su un piccolo traliccio, costruito di nascosto e senza autorizzazione
su una collina di fronte a Ragusa ai margini di una strada sterrata e senza energia elettrica.
Si fanno le prove tecniche di trasmissione in gran segreto accendendo il trasmettitore solo per poche ore al giorno
anche perché l’impianto si deve alimentare, quotidianamente, con grosse batterie per camion, trasportate a spalla.
E finalmente il grande giorno arriva. È domenica 16 marzo 1975.
A Modica è in programma una partita di calcio per il campionato di serie D che sembra fatta apposta per esaltare l’evento.
Il derby dei derby, Modica-Ragusa, e la troupe tecnica di Teleiblea, con una sola telecamera in bianco e nero,
registra l’intero match con la telecronaca, rimasta epica, del direttore Mario Zagara.
La fortuna aiuta gli audaci e quella volta aiutò gli uomini della neonata emittente
infatti la squadra ragusana riuscì ad espugnare il campo avversario tornando a casa con un eccellente 2 a 1.
Poche ore dopo la telecronaca viene mandata in onda dando vita, ufficialmente, in quella domenica di marzo del 1975,
alla televisione privata via etere.
La partita viene trasmessa e ritrasmessa, per qualche giorno, aggiungendo un telegiornale fatto di notizie locali.
Nelle case, nei bar ne parlano tutti e chiedono informazioni per sintonizzarsi.
La novità non può passare inosservata e la polizia postale, pochi giorni dopo,
si presenta negli studi di Via 10 con un mandato di sequestro emesso del magistrato.
Ne segue il sigillo dell’attrezzatura e una denunzia per gli amministratori che con grande coraggio e determinazione
decidono però di continuare a trasmettere nonostante ci sia in corso un procedimento penale.
Ragusa da quel momento diventa quasi una testa di ponte, un ariete per sfondare le mura del monopolio.
Secondo il nostro codice, infatti, solo nell’ambito di un processo,
il giudice può inviare gli atti alla corte costituzionale avanzando dubbi sulla costituzionalità di una legge.
L’avvocato Eugenio Porta di Genova, da qualche anno, accusava lo Stato di attentare alla libertà di espressione dei suoi cittadini
proibendo ogni trasmissione via etere e quando, chiamato dai Recca, viene a Ragusa capisce
che ci sono tutti i presupposti per iniziare la scalata alla libertà televisiva.
Porta preparò una memorabile “difesa” di Teleiblea, il giudice Paolo Occhipinti non poté fare a meno di inviare tutti gli atti
alla Corte Costituzionale visto il manifesto dubbio di incostituzionalità che si poteva evincere nel procedimento.
In tante altre città d’Italia, tutte le vertenze sullo stesso problema furono abbinate alla pratica di Teleiblea e dopo circa un anno,
l’11 luglio del 1976, la Corte abolì, il Monopolio di Stato in materia radiotelevisiva anche via etere.
[…]
Questo è in pratica è stato il primo passo verso la liberalizzazione del settore che ha visto, negli anni,
susseguirsi diversi interventi legislativi e decreti intesi a regolamentare, invano, il campo dell’informazione in ambito televisivo.
Ma ritorniamo a quei primi giorni di attività della neonata Teleiblea.
Pur con il fardello dell’azione legale Carmelo Recca non demorde anzi, vista la titubanza dei soci,
decide di investire ancora di più nell’iniziativa acquistando tutte le quote della S.r.l.
È una scelta di vita soprattutto per il giovane neo direttore generale Antonio Recca
perché la televisione impegna a fondo e necessitano sempre forze nuove e investimenti.
Nei primi giorni di aprile del 1975 entrano in scena Gianni e Mario Papa:
i due vengono da Biella dove Gianni è funzionario della dogana ma soprattutto vengono da Telebiella
dove ambedue sono impegnati nella realizzazione di trasmissioni sportive e del telegiornale.
Era stata un’esperienza esaltante: negli studi del Convitto Biellese si alternavano giornalisti del calibro di Enzo Tortora,
esule dalla Rai, cantanti e opinionisti famosi che, appunto, alla piccola realtà privata intendevano dare fiducia per il futuro.
Quella pratica viene messa al servizio di Teleiblea dando vita ad un team affiatato.
Vengono create nuove trasmissioni, migliorando le news e l’audience diviene altissima. Insomma come diranno poi i mass-mediologhi,
l’emittente era entrata nel tessuto sociale cittadino divenendo punto di riferimento per i politici, gli sportivi e la gente comune.
Teleiblea denunciava, plaudiva, informava. In un mondo televisivo in bianco e nero, dominato dai soli 2 canali di Mamma Rai,
rappresentava l’alternativa, la libertà di opinione, la protesta.
Non era importante la qualità del segnale, allora non certo ottimale, non contava neanche se le notizie fossero state poi veramente fresche
ma la cosa eccezionale, per la gente, era conoscere i fatti della propria città, il rivedersi in tv
o addirittura sentire il proprio nome dalla voce della lettrice. Un successo oltre ogni aspettativa.
Lo sport è stato trainante in quella crescita grazie alle potenzialità della videoregistrazione e l’immediatezza della messa in onda.
Venivano seguiti avvenimenti particolarmente spettacolari come le gare automobilistiche in salita,
a Chiaramonte per esempio o le gare di motocross nella campagna iblea suscitando molto scalpore per la novità.
[…]
Da ricordare anche alcuni “eccitanti” episodi. A Gela la folla diede fuoco al pulmino dell’emittente
perché nelle immagini riprese dalla telecamera c’era la prova di un fatto doloso.
[…]
Il fenomeno Teleiblea in breve dilaga in provincia e poi va oltre, molto oltre.
A fine del 1976, appena legittimata dalla sentenza della Corte,
Teleiblea si trasferisce nella sede di Via Lupis con grandi studi capaci di ospitare 400 spettatori
e amplia l’area di copertura grazie a nuovo impianto.
A Monte Lauro viene costruito un traliccio di circa 20 metri, il primo in assoluto in quel sito (oggi è una foresta di antenne),
che permette di irradiare il suo segnale prima sul ch 26 poi sul ch 22 UHF in quasi tutta la Sicilia Orientale,
da Agrigento a Catania fino addirittura a Reggio Calabria e a Malta dove è molto apprezzata.
Si apre addirittura, collegata in video, una redazione a Catania nella quale operano alcuni giornalisti
come Salvo Fleres, Totò Barresi, Gigi Roncisvalle
Viene anche creata la RCR, forse la prima radio della città, che diventa la più seguita con programmi innovativi
come “gli uomini della notte” con Gianni Papa, Franco I, Nicola Natoli, Sergio Pansini ed altri e dibattiti sportivi via telefono.
Da ogni parte d’Europa arrivano giornalisti per capire il fenomeno tutto italiano delle TV private
e anche i contratti pubblicitari sono ad un certo livello.
Nell’era del bianco e nero, con il telegiornale che ogni sera teneva compagnia a migliaia di telespettatori,
la seguitissima domenica sportiva, le interviste alla gente comune, la politica locale,
l’emittente dettava legge grazie alla sua organizzazione, la sua attrezzatura all’avanguardia, per quei tempi,
ma soprattutto lo stile dei suoi conduttori.
[…]
Poi gli indimenticabili protagonisti di “Cose di Casa Nostra”, lo storico programma nel quale, per prima volta in televisione,
si parlava in dialetto ragusano. Con loro, Giorgio il farmacista, “Napoleone” e Giorgio Gurrieri, sosia di Totò,
furono battuti tutti gli indici d’ascolto tanto che in un quotidiano nazionale si riferiva ad un certo Napoleone più famoso di Pippo Baudo.
Ma nel 1979 irrompe nella TV il colore. Senza sponsor economici e tanto meno politici, Teleiblea cerca di adeguarsi ai tempi
acquistando nuove telecamere e videoregistratori ma subisce l’attacco della concorrenza che può contare su grandi investimenti.
Da Catania a Milano e nella stessa Ragusa, gruppi politici spendono centinaia di milioni in attrezzature e personaggi
per accaparrassi l’audience con il doppio scopo di far soldi ma soprattutto opinione.
Nella Sicilia Orientale si captano i segnali di grandi televisioni come Telecolor e Antenna Sicilia.
Grazie alle cassette registrate, trasmesse da una emittente locale,
la neonata tv di Berlusconi riesce a conquistare il telespettatore ragusano proponendo nomi noti della come Costanzo o Mike Buongiorno.
Teleiblea è costretta a cercare partner importanti che trova subito in Rete4, fondata dalla Mondadori,
poi in Prima Tv espressione della Rizzoli e quindi partecipa ad una joint adventure con TeleEtna di proprietà di un altro Recca
e infine con Telecolor alla quale, viste le difficoltà economiche per mantenere una grande area di copertura,
alla fine cede il canale su Monte Lauro.
[…]
La sede viene trasferita in Viale Tenente Lena e poi, nel 1987, in un grande appartamento a Via Corbino adeguato alle nuove esigenze.
L’emittente continua a trasmettere senza interruzioni seguendo gli avvenimenti locali
e dedicandosi anche alla produzione di programmi di cultura e di intrattenimento registrando in esterno gli eventi più importanti.
Vengono seguiti i consigli comunali, i fatti della politica, si realizzano interviste ed inchieste come è normale per una tv di provincia
che vive della propria attività in ambito locale.
[…]
Nel 2010 muore Carmelo Recca, fondatore dell’emittente.
Nel 2012 nasce il digitale terrestre e la nuova numerazione che vede l’emittente contrassegnata dal n. 110
mentre il panorama delle emittenti locali diventa enorme con centinaia di canali e di conseguenza una concorrenza spietata.
Nonostante tutto Teleiblea riesce a ritagliarsi un ruolo puntando ancora sull’informazione locale che diffonde nella provincia di Ragusa,
oltre che nel Calatino e nel Gelese, anche in parte della provincia di Siracusa.
Nel 2019, purtroppo, l’emittente perde Cristofaro Gallo, direttore commerciale per oltre 20 anni,
creando un vuoto ancora oggi incolmabile dal punto di vista professionale.
Ma nel 2022 arriva un’altra novità tecnica, il digitale terrestre 2, che di fatto è una catastrofe per l’informazione locale.
Prima di tutto il problema della numerazione che vede l’emittente sul ch 178 (dopo un anno diventato 89)
e poi l’obbligo di coprire praticamente tutta la regione 
che però presenta enormi mancanze sull’area iblea superate dopo 408 giorni di proteste.
Oggi Teleiblea trasmette sulla rete di secondo livello di Raiway che copre le province di Ragusa di Agrigento, Caltanissetta,
Enna, Agrigento, Trapani e Palermo.
È di sicuro un fatto positivo ma è chiaro che occorrono grandi investimenti non solo per pagare l’affitto della rete
ma per essere competitivi in un’area di copertura così vasta.
Nonostante queste difficoltà l’Indice, il TG di Teleiblea, viene realizzato quotidianamente trattando soprattutto temi di politica,
di costume e culturali potendo contare sull’esperienza e la professionalità di ottimi giornalisti e tecnici a quali va il ringraziamento dell’editore.
Come 50 anni fa, Teleiblea informa, denuncia, plaude e fa opinione.
Ad affiancare la televisione c’è anche il giornale on line Reteiblea.it ed alcune pagine sui social.
 
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Ricordiamo che attualmente TELEIBLEA trasmette sulla LCN 89 ed in alta definizione con la risoluzione video 1280×720
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LIGURIA: STRISCIONI CONTRO LE ANTENNE 5G,
SCOPPIA LA PROTESTA POPOLARE DOPO LA PRESENTAZIONE DEL PIANO

Sono previsti nove impianti: cinque a Vezzano Capoluogo, tre in via Borrotzu e uno a Buonviaggio
 
Striscioni contro il 5G a Vezzano. Dopo la concitata presentazione del piano antenne nella sala comunale,
si è costituito un gruppo di abitanti che protesta contro la posa delle antenne nel capoluogo.
Nove antenne, previste dal piano, cinque tutte a Vezzano capoluogo, tre in via Borrotzu nel quartiere di Sarciara e una a Buonviaggio.
I volantini del gruppo sono stati distribuiti sul territorio. “È davvero il momento di rimanere in silenzio? – si legge nel manifesto –
i cittadini di Vezzano alto si stanno mobilitando e ora è fondamentale unirci per riflettere sugli effetti
che questa decisione avrà sulle nostre vite”. Nel manifesto prodotto dai cittadini in protesta, alcune domande:
“Non vi preoccupa la svalutazione delle vostre proprietà? E gli effetti sulla salute? Anche se vi dicono che non ci sono conseguenze,
gli studi sull’argomento sono ancora limitati. Vezzano potrebbe trasformarsi in un vero e proprio centro per antenne.
Per chi volesse contattarci il numero è 3201548736″.
Lo scorso 15 marzo la prima azione del comitato, la posa di sette striscioni su tutto il territorio vezzanese,
di cui alcuni sono stati prontamente rimossi perché sul suolo pubblico.
La gente vuole attivarsi, intanto il Comune di Vezzano, come ha spiegato il sindaco Massimo Bertoni,
dopo l’assemblea avvenuta nella sala comunale, chiarendo che i primi cittadini hanno poca voce in capitolo,
incontrerà le società interessate a mettere antenne proponendo accorgimenti.
Intanto delle nove antenne con le posizioni già previste nel piano, una è attualmente in posa da qualche settimana nella via della Stazione,
a poca distanza dal borgo, su un terreno privato, da parte di Iliad.
Anche se, ed è un punto cruciale, a venti metri c’è un traliccio dell’alta tensione che già pesa non poco sulle preoccupazioni degli abitanti.
 

TOSCANA: 5G AD EMPOLI (FI); ERETTA UNA SECONDA ANTENNA IN VIA VAL PUSTERIA

Mentre l’allerta arancione e i disastri colpivano il territorio, è spuntata la seconda antenna in via Val Pusteria.
Un’operazione lampo, pianificata con un tempismo vergognoso:
giovedì 13 marzo, nel pomeriggio, sono comparsi divieti di sosta irregolari, e venerdì mattina, sotto una pioggia torrenziale,
è stato avviato un cantiere improvvisato e caotico dalla ditta incaricata dei lavori.
È doveroso sottolineare il disagio e le condizioni proibitive in cui i lavoratori sono stati costretti ad operare,
esposti a rischi sia per la sicurezza che per la salute. In poche ore, l’antenna già svettava in tutta la sua mostruosità accanto alla prima,
a ridosso delle finestre delle case popolari. E tutto questo, mentre la città era in piena emergenza meteo.
Non abbiamo nemmeno potuto chiamare la Polizia Municipale, come nostra consuetudine, per chiedere il rispetto delle norme minime.
Ma non ci fermeremo. Rispettiamo il dolore e la difficoltà che la comunità sta affrontando in queste ore critiche,
ma quando l’emergenza sarà superata, torneremo con forza su questa manovra vergognosa,
studiata per aggirare le legittime proteste dei cittadini.
Un’operazione che conferma quanto abbiamo imparato in questo primo anno di attività,
durante il quale, ad eccezione di agosto, non ci siamo mai fermati.
 

CAMPANIA: ANTENNA 5G NEL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO; È POLEMICA

I carabinieri sospendono i lavori a Torre del Greco. De Luca e Mennella: “Accertamenti in corso”
 
Antenna 5G nel Parco Nazionale del Vesuvio, scoppia la polemica.
A Torre del Greco sono partiti da poco i lavori per l’installazione di un impianto in via Pisani.
La notizia ha immediatamente suscitato l’ira di alcuni cittadini,
preoccupati per l’impatto che potrebbe avere sull’ambiente un intervento così complesso.
In realtà, la questione è già attentamente monitorata dall’Ente Parco del Vesuvio e dal Comune di Torre del Greco,
al lavoro per effettuare tutti gli approfondimenti del caso.
Secondo fonti ufficiali, i lavori in via Pisani sono stati interrotti dai Carabinieri della Forestale a pochi giorni dall’inizio dell’intervento.
Uno stop dovuto alla mancanza delle condizioni di sicurezza necessarie per svolgere l’intervento.
Sulla questione è intervenuto anche Raffaele De Luca, Presidente dell’Ente Parco.
“Comprendiamo la preoccupazione dei cittadini e siamo già al lavoro per fare tutte le dovute verifiche.
Monitoreremo attentamente la situazione per capire se l’azienda può effettuare l’installazione in questa area.
La tutela dell’ambiente è una nostra priorità e non lasceremo nulla al caso”.
Nel frattempo, anche il sindaco Luigi Mennella si è mobilitato per fare luce sulla questione.
Convocato un tavolo tecnico al comune per discutere dell’installazione dell’antenna con tutte le figure competenti.
Inoltre, firmata anche un’ordinanza per sospendere i lavori e dare il via ad una serie di accertamenti.
L’azienda in questione ha individuato uno spazio a Torre del Greco che però, anche se fossero presenti tutti i requisiti,
potrebbe comunque suscitare l’opposizione del Comune e dell’Ente Parco.
Rispetto al progetto, è emerso che sarebbero due le antenne 5G che dovrebbero essere installate a Torre del Greco:
una in via Pisani (dove sono stati interrotti i lavori) e una in via Friuli (strada non compresa nell’area del Parco Nazionale
e oggetto di un sopralluogo dell’Ispettorato del Lavoro).
“Non possiamo permettere che sia costruito un impianto del genere in un’area protetta.
Sono troppi i rischi, sia ambientali che per quanto riguarda la salute – dichiara una cittadina preoccupata –
ci auguriamo che gli enti preposti facciano il possibile per scongiurare questo intervento.
 

INTERVISTA A MASSIMO EMANUELLI, AUTORE DI UNA CERTOSINA ENCICLOPEDIA SULLA STORIA DELLE RADIO LIBERE ITALIANE

Dopo aver pubblicato Alza La Tua Radio Per Favor (raccolta di articoli scritti in anni di lavoro, logicamente aggiornati,
con tanto di reperimento fonti, smentite di fake news costruite ad hoc),
ho stressato Emanuelli per sapere di più del lavoro enciclopedico che sta completando…
 
Di Giancarlo Passarella
 
Giancarlo Passarella: Massimo Emanuelli sono felice di poter parlare con te e farti i complimenti per l’enciclopedia che hai realizzato.
Da quanto tempo ci stavi lavorando?
 
Massimo Emanuelli: La stesura di questa enciclopedia è frutto di 42 anni di lavoro e per sistemare ed ampliare il tutto ho impiegato un anno:
sono stato fra i primi all’inizio degli anni ’80, a scrivere di radio locali.. perché il primissimo fu Gigi Vesigna, poi arrivarono Mauro Roffi
(che fu mio caporedattore alla rivista Millecanali) e Claudio Cecchetto che su Sorrisi e Canzoni Tv curava una rubrica sulle varie radio e pochi altri.
 
Giancarlo Passarella: Ascolto le tue trasmissione su Stazione Universo, ma su quali altri canali possiamo sintonizzarci con te?
 
Massimo Emanuelli: Innanzitutto Radio Free Live, l’emittente capofila da oltre tredici anni.
Non sono mai durato così a lungo su un’emittente, sia per la chiusura delle radio locali dove lavoravo, sia per il mio essere anarchico,
slegato da ogni ordine. Poi Radio Blu Italia, l’emittente della comunità italiana in Australia, infine Radio All Years emittente dell’hinterland milanese.
Altre radio hanno richiesto le mie trasmissioni ma al momento preferisco continuare su queste quattro emittenti…
 
Giancarlo Passarella: Parliamo del tuo lavoro attuale e di come ti muovi tra docenza e giornalismo..
 
Massimo Emanuelli: Io mi ritengo un docente, storico, ricercatore e come giornalista ho sempre scritto di scuola, radio e tv locali,
oltre a realizzare interviste con personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica..
e non sono un dj come hanno scritto alcuni poco informati.
La passione per la radio è venuta dopo, quando, casualmente, andai in onda:
il conduttore non si presentò in studio ed io (che ero solo in radio) per ordine del titolare iniziai a leggere le notizie del mattino
che arrivavano via telex… In origine volevo insegnare e fare il critico letterario, scrivere di letteratura.
Furono Gigi Vesigna e Paolo Pillitteri (allora docente di storia del cinema e dello spettacolo) a consigliarmi di scrivere di radio e tv locali
e ad occuparmi di storia dello spettacolo. Dovendo ora stare spesso in casa per ragioni di salute trasmetto in remoto e scrivo,
in attesa di riprendere con un corso sulla storia della radio, radio locali, regionali ..
 
Giancarlo Passarella: Mi interessa scoprire cosa Massimo Emanuelli ascoltava da giovane e quali cantanti ora lo attraggono di più…
 
Massimo Emanuelli: Ero un ragazzino anomalo, prediligevo quasi totalmente la musica italiana:
vivendo a Milano, allora capitale della discografia e della radiofonia,
ho avuto il privilegio di conoscere in radio quasi tutti i cantanti italiani, con alcuni dei quali sono anche diventato amico.
I miei preferiti erano Fabrizio De André, Giorgio Gaber e Toni Santagata, del quale, anni dopo, diventai anche amico.
Fabrizio De André lo intervistai una sola volta, cinque minuti, invece Giorgio Gaber lo incontrai parecchie volte:
è stata la persona migliore in assoluto nel mondo dello spettacolo che abbia mai incontrato.
Intelligente, spiritoso, profondo, la nostra coscienza critica. Non era modesto, forse timido,
sapeva assolutamente quanto valesse e che cosa pretendere. Mi è difficile parlare di Giorgio senza commuovermi.
Non amava i complimenti e la stupidità lo rendeva furioso. Oggi non ho cantanti preferiti, sarà deformazione professionale, guardo al passato.
Non vedo un grande artista dalla seconda metà degli anni ’90, la musica italiana, a parer mio, si è fermata con gli anni ’90,
l’ultimo grande è stato Ligabue…
 
Giancarlo Passarella: Una ventina i libri che hai realizzato, ora questa enciclopedia e…a cosa di nuovo stai pensando?
Sei già in fase di scrittura?
 
Massimo Emanuelli: Sto curando gli aggiornamenti di questa enciclopedia, il primo è previsto per Maggio, il secondo dopo l’estate.
Pur avendo censito 9000 radio e intervistato oltre duecento fra editori, speaker, ex speaker, fonici,
devo ampliare le schede storiche di alcune emittenti delle quali avevo scritto poco per non aumentare la già ampia mole.
Inoltre sto intervistando molti radiofonici che non ero riuscito a contattare, molti di loro mi stanno contattando tramite i social
dopo avere letto Alza la tua radio per favor.
Ritengo doveroso cercare di non dimenticare nessuno anche se logicamente è impossibile, ma almeno ci provo.
 

UHD SPAGNA ED I SUOI OMOLOGHI IN FRANCIA ED ITALIA LAVORERANNO PER PROMUOVERE L' UHD

L’ Associazione UHD Spagna, il Forum Audiovisuel Numérique (FAVN) francese e il Forum UHD Italia
hanno firmato un Memorandum d’intesa (MoU) con l’obiettivo di promuovere la tecnologia Ultra High Definition (UHD)
in Europa e nei mercati internazionali.
La firma di questo accordo getta le basi per una collaborazione strategica tra le principali associazioni europee dedicate allo sviluppo
e all’implementazione di tecnologie avanzate nel settore audiovisivo.
Lo scopo principale di questo protocollo d’intesa è coordinare azioni congiunte che promuovano l’adozione dell’UHD
come standard tecnologico, sia a livello europeo che globale.
L’accordo nasce con una visione di collaborazione a lungo termine, focalizzata sulla cooperazione tecnica,
sulla formazione e sulla promozione dell’innovazione tecnologica.
 
Collaborazione tecnica e formazione professionale
Il Memorandum copre una serie di attività specifiche incentrate sulla condivisione delle conoscenze tra le associazioni.
Tali attività includono, tra le altre, lo scambio di informazioni tra i gruppi di lavoro delle diverse associazioni,
lo sviluppo di documentazione e guide di best practice, sessioni di formazione congiunte e lo sviluppo di test tecnici e pilota.
 
Un fronte comune in Europa
L’accordo mira inoltre a rafforzare la posizione delle tre associazioni come interlocutori chiave presso i governi europei e altre organizzazioni internazionali.
Questo fronte comune consentirà alle associazioni di coordinare i propri sforzi su questioni normative, politiche e promozionali,
garantendo che le politiche europee favoriscano lo sviluppo e l’adozione dell’UHD.
Uno degli obiettivi del memorandum è quello di raggiungere una maggiore integrazione nello sviluppo di norme e regolamenti,
posizionando l’Europa come leader nell’innovazione audiovisiva.
Il coordinamento tra UHD Spagna, FAVN Francia e UHD Forum Italia rafforza la capacità del continente di competere sul mercato globale
e di stabilire standard di riferimento in termini di qualità e interoperabilità.
 
Impatto sul mercato audiovisivo
Il memorandum giunge in un momento chiave per l’industria audiovisiva,
in cui l’UHD sta aprendo la strada a un futuro tecnologicamente più avanzato.
L’adozione dell’Ultra High Definition non solo migliora la qualità delle immagini e del suono,
ma consente anche nuove applicazioni in settori quali HDR (High Dynamic Range), upscaling AI e personalizzazione dei contenuti.
Con questo accordo, le associazioni europee dimostrano il loro impegno nel ruolo di leader nell’innovazione tecnologica,
fornendo soluzioni che hanno un impatto positivo sull’esperienza dell’utente finale e sulla competitività delle aziende del settore.
 
La strada verso il futuro dell’UHD
Questo memorandum rafforza la visione di un futuro in cui l’UHD diventerà lo standard globale per la produzione e la distribuzione di contenuti audiovisivi.
La collaborazione tra UHD Spagna, FAVN Francia e UHD Forum Italia consentirà non solo lo sviluppo di tecnologie avanzate,
ma anche la creazione di un’industria audiovisiva più connessa, innovativa e sostenibile.
 

TOM E JERRY COMPIONO 85 ANNI (MA SE LI PORTANO PIUTTOSTO BENE...)

In tutto il mondo ci saranno celebrazioni per questo importante anniversario
 
Il duo gatto e topo più famoso di sempre festeggia gli 85 anni di gioiosa rivalità: stiamo parlando dell’iconica coppia della Warner,
due delle creature più riuscite di Hanna e Barbera, Tom e Jerry. In tutto il mondo è previsto un anno di festeggiamenti.
Tom & Jerry la leggendaria coppia composta da un gatto e un topo, entrati nella storia della cultura popolare mondiale,
festeggiano il loro 85° Anniversario.
Il duo, dal proprio debutto nel lontano 1940, ha conquistato il pubblico mondiale grazie alle loro comiche gag,
dove il vorace gatto rimane sempre gabbato dalle geniali trovate del furbo roditore.
I primi disegni di Tom e Jerry risalgono alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, all’ombra della Grande Depressione,
nati dal desiderio di creare una serie di cartoni animati in grado di accendere l’immaginazione in un mondo decisamente grigio.
La regia di William Hanna e la finezza creativa e comica di Joseph Barbera dettero vita a una collaborazione
che avrebbe trovato espressione nel dinamico duetto gatto-topo.
Le personalità distintive di Tom & Jerry, con il loro rapporto unico hanno accompagnato più generazioni, attraverso il cinema,
con i primi film che uscirono nel 1940, conquistando nell’arco degli anni ben sette Oscar al Miglior cortometraggio d’animazione 
fino ad arrivare alle famosissime strisce in tv, a partire dagli anni ’60.
Caratteristiche del successo di questo cartoon sono la rivalità tra i due protagonisti,
con le loro irresistibili e sincopate gag condite dalla ricchezza delle espressioni facciali.
Warner Bros Discovery dedicherà loro un intero anno di celebrazioni a livello globale con iniziative pensate per gli appassionati di tutte le età,
che prevedono eventi ed esperienze e il lancio di nuovi prodotti tematizzati in collaborazione con prestigiosi brand.