Domenica 16 febbraio 2025

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

BASILICATA IN DIGITALE: AGGIORNATA LA COMPOSIZIONE DEL MUX LOCALE 2

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Basilicata,
dove abbiamo attualizzato la configurazione del Mux LOCALE 2.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

CALABRIA IN DIGITALE: INSERITA TV NEWS NEI MUX LOCALI 2 E 3

Ci spostiamo in Calabria, dove segnaliamo l’arrivo, in definizione standard, della musicale TV NEWS sulla LCN 117
sia nel Mux LOCALE 2 sia nel Mux LOCALE 3.
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RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (SICILIA) B: ELIMINATA RADIO CLASSICA

Occupiamoci ora della Radio DAB.
Nella versione (B) del Mux MEDIA DAB (SICILIA) è stata tolta la milanese Radio Classica che era identificata Classica.
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FREQUENZE E POSTAZIONI

SICILIA
Canale 9B (204,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada Carminello – Via Michele ScammaccaValverdeCT

RADIO DAB SVIZZERA ITALIANA: AGGIORNATA LA CONFIGURAZIONE DEL MUX SWISS MEDIA CAST SMC D03

Ci dirigiamo in Svizzera, dove abbiamo attualizzato la configurazione del Mux SWISS MEDIA CAST D03,
attivo sul Canale 11C dai seguenti ripetitori collocati nel Canton Vallese.
Il segnale può essere sintonizzabile nelle immediate aree di confine con il Piemonte.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI

SVIZZERA
Canale 11C (220,352 MHz)
PostazioneComuneCantone
FärdariedFerdenVallese
EggishornFieschVallese
GebidemGebidemVallese
BodmenLeukerbadVallese
PlattjenSaas-FeeVallese
Route de LentineSavièseVallese
BinaTörbelVallese
SchattuflüeVarenVallese
RiffelalpZermattVallese
FeerbergZwischbergen – SempioneVallese

MORTO ALEX BENEDETTI, MUSICA IN LUTTO PER IL DIRETTORE DI VIRGIN RADIO

Alla famiglia le condoglianze della direzione e della redazione di Tgcom24
 
È morto a Milano Alex Benedetti, direttore di Virgin Radio.
Il mondo della musica è in lutto per la scomparsa dello storico dj, che ha dedicato un’intera vita alla musica.
 
Una vita dedicata alla musica
Benedetti aveva 53 anni e aveva iniziato a lavorare in discoteca a soli 13 anni.
La sua passione per la musica era nata presto, ascoltando i dischi della mamma.
Colonna sonora della sua adolescenza erano stati i Rockets e Fausto Papetti.
Negli anni ’80 si era fatto strada nel mondo dei dj.
Ma è nel 1994 che arriva la vera svolta quando entra a far parte di Radio Italia Network.
Infatti, quella esperienza lo porta a diventare un punto di riferimento nel mondo delle radio.
Nel contempo, ha continuato anche la carriera da dj.
Tra le sue passioni c’erano anche la Formula 1, il calcio, i videogiochi, il cinema.
I colleghi lo descrivono come una persona solare, ironica, autentica.
 

TRENTINO-ALTO ADIGE: LA RAS (RADIOTELEVISIONE AZIENDA SPECIALE) COMPIE 50 ANNI

Radiotelevisione Azienda Speciale (RAS) ha alle spalle una storia movimentata: dal 1975 promuove le minoranze linguistiche tedesca e ladina.
 
Il 13 febbraio 1975, quindi 50 anni fa, è stata istituita la Radiotelevisione Azienda Speciale (RAS).
Oggi è un pilastro portante del panorama mediatico altoatesino e promuove le minoranze linguistiche tedesca e ladina.
RAS è stata fondata per rafforzare la comunità linguistica tedesca e ladina con un servizio pubblico radiofonico e televisivo.
Negli anni ’60 esisteva solo un programma televisivo in lingua italiana con brevi notiziari in lingua tedesca.
Oggi la RAS offre 18 programmi radiofonici e 14 programmi televisivi provenienti da Germania, Austria e Svizzera,
trasmette 15 programmi radiofonici e 8 programmi televisivi privati locali e, tramite DAB, i 4 programmi radiofonici della RAI,
per un totale di 37 programmi radiofonici e 22 programmi televisivi.
La RAS è considerata un modello unico in Europa: fornisce servizi alle minoranze linguistiche transfrontaliere
e promuove le più moderne tecnologie di comunicazione.
Con oltre 120 postazioni ricetrasmittenti comuni e più di 1.200 impianti di trasmissione,
la RAS garantisce una copertura radiofonica e televisiva capillare in Alto Adige.
“La politica provinciale ha riconosciuto rapidamente che la popolazione rurale in particolare trae vantaggio dalla fornitura di servizi radiofonici,
a banda larga e di telefonia mobile e ha quindi promosso tali servizi”, afferma il presidente della Provincia, Arno Kompatscher.
Particolare attenzione è rivolta alla costruzione di postazioni ricetrasmittenti comuni che consentano un uso efficiente delle infrastrutture
per tutti i fornitori di servizi di comunicazione. Queste misure proteggono il paesaggio, riducono al minimo l’impatto visivo
e l’impermeabilizzazione del suolo, riducono i costi e migliorano la copertura di rete:
una soluzione sostenibile per l’ambiente, l’economia e la tecnologia.
Anche le emittenti radiofoniche e televisive locali e nazionali,
nonché gli operatori di banda larga e di telefonia mobile utilizzano le postazioni ricetrasmittenti comuni di RAS.
Ciò ha portato a un notevole miglioramento nell’utilizzo delle risorse e nella copertura radiotelevisiva, della banda larga e della telefonia mobile.
Inoltre, RAS sta facendo sempre più affidamento sulla tecnologia DAS (Distributed Antenna System)
per espandere le reti di telefonia mobile e migliorare la copertura di rete.
“Con oltre 850 condivisioni di circa 90 postazioni ricetrasmittenti comuni tra i più svariati operatori
e grazie all’impiego delle tecnologie più moderne, l’Alto Adige è oggi una delle regioni meglio servite d’Europa”,
spiega il presidente di RAS, Peter Silbernagl.
Il direttore generale di RAS, Georg Plattner, aggiunge: “RAS continuerà a promuovere la diversità culturale dell’Alto Adige,
a sviluppare costantemente l’infrastruttura mediatica e a garantire una comunicazione moderna attraverso tecnologie innovative”.
 

PIEMONTE: IL TAR CONFERMA LA DEMOLIZIONE AL COLLE DELLA MADDALENA (TO)

Abusivi da quasi 50 anni: il Tar conferma la demolizione dei tralicci al colle della Maddalena tra Torino e Pecetto Torinese
 
Respinto il ricorso del proprietario del terreno che li ospita dal 1977
 
Il Tar ha respinto il ricorso del proprietario dei terreni del colle della Maddalena, tra Pecetto Torinese e Torino, dove ci sono sette tralicci abusivi.
Chiedeva di annullare l’ordinanza che impone di radere al suolo le strutture illegali.
La sentenza, pubblicata il 15 gennaio, dà dunque il via libera alla loro demolizione,
anche se potrebbe ancora essere messa in discussione con un eventuale ricorso al Consiglio di stato.
 
Da cinquant’anni
Su quei tralicci, sono installate le antenne che trasmettono i segnali per il funzionamento delle radio e delle televisioni sul territorio.
La costruzione degli alti pali risale al 1977. Erano stati portati lì con degli elicotteri e assemblati in loco, tra lo stupore dei residenti.
Quasi da subito, erano iniziate le procedure per chiedere di abbatterli.
I cittadini si sono riuniti in comitati, vari enti hanno emesso ordinanze.
Risultato: quasi cinquant’anni dopo, i tralicci sono ancora lì, ben visibili anche da Torino.
 
Le motivazioni
Il ricorso chiede di annullare l’ordinanza del Comune di Pecetto datata 11 novembre 2019, a firma dell’allora sindaco Renato Filippa.
Il proprietario, con i suoi legali, sostiene di non essere stato avvisato dell’ordinanza nelle modalità previste dalla legge.
Poi sostiene, tra l’altro, che mancherebbero le motivazioni per giustificare l’ordinanza.
I giudici del Tar, però, rigettano tutte le sue rimostranze.
“Risulta evidente la notifica del provvedimento, mediante avviso trasmesso con raccomandata” scrivono nella sentenza.
Secondo i magistrati, poi, il proprietario del terreno sapeva bene quali tralicci fossero abusivi.
Anche per questo, scrivono, “il ricorso deve essere respinto”.
 
Il futuro
Cosa succede ora? L’eventuale demolizione delle strutture avverrà solo dopo il trasferimento delle antenne.
Non si può, infatti, interrompere i segnali radiotelevisivi.
Non solo: il Comune, prima di procedere a fare rispettare l’ordinanza del 2019,
intende capire se il proprietario del terreno vorrà presentare un ulteriore ricorso al Consiglio di stato.
Intanto, l’uomo deve prepararsi a rimborsare l’ente di 3.000 euro per le spese legali, secondo ciò che ha stabilito il Tar.
 

LIGURIA: TROPPE ANTENNE 5G. RACCOLTE 600 FIRME

Seicento firme raccolte in una petizione contro il proliferare di antenne 5G.
È quanto realizzato dai gruppi di opposizione in consiglio comunale a Follo, con i consiglieri Felicia Piacente, Sandro Bertoni,
Giorgio Cozzani e Sabrina Ciuffardi che hanno depositato le firme in municipio.
Nel mirino, non solo le due antenne già installate nei pressi del parco comunale e in via Sant’Isidoro,
ma anche un terzo dispositivo su una palazzina in via Gramsci,
per il quale si prospetta una guerra al Tar tra il Comune e uno dei colossi delle telecomunicazioni.
“Nel raggio di 200 metri sono spuntate ben due antenne 5G, la prima ad aprile 2022,
la seconda a gennaio 2024 nella zona industriale separata dalla zona residenziale da una strada – dicono i consiglieri –.
La terza antenna dovrebbe essere collocata sul tetto di un condominio di via Gramsci a pochissimi metri dalla seconda.
Da qui il fermo no dei cittadini. Abbiamo dato voce ai quasi 600 concittadini che ci hanno chiesto di superare divisioni e distinguo politici
al fine di sostenerli in una battaglia finalizzata alla sola difesa della salute.
Invitiamo la sindaca Rita Mazzi a fare una scelta di campo esercitando il ruolo che le compete di primo rappresentante sanitario del territorio
perché fino ad oggi tutta l’amministrazione si è nascosta dietro la normativa vigente”.
“I temi della petizione – rilanciano i consiglieri – sono supportati da elementi giuridici,
con lo slogan “la Salute non ha colore” ci siamo impegnati assieme ai cittadini a far comprendere a questa amministrazione
che la tutela sanitaria non può essere subordinata agli interessi commerciali”.
 

MARCHE: NUOVA ANTENNA 5G A CASTELFIDARDO (AN); CRESCE LA PREOCCUPAZIONE TRA I RESIDENTI

Proteste e interrogativi sulla vicinanza alle scuole. Dopo la raccolta firme, il malcontento resta.
 
Una recente riunione dei residenti ha riacceso la polemica sull’installazione di un’antenna 5G nel quartiere Sant’Agostino, dietro la Gelateria La Castellana.
A parlarne è stato anche il consigliere di minoranza Francesco Ragni (Fare Bene per Castelfidardo),
che ha sottolineato come l’antenna sia stata realizzata “nel silenzio generale e lontana da occhi indiscreti”.
Il consigliere ricorda anche che, in precedenza, circa 400 persone avevano firmato una petizione
contro l’installazione in una zona distante un centinaio di metri. Il sindaco, a seguito delle proteste,
aveva fatto redigere un piano antenne per individuare nuove aree, ma secondo Ragni la situazione non sarebbe cambiata di molto.
«Il palo è ubicato proprio sotto le scuole medie Soprani e Mazzini – scrive Ragni –
i nostri figli saranno al sicuro dalle potenti onde elettromagnetiche?».
Il caso di Castelfidardo non è isolato. Sempre più Comuni del territorio si trovano a fare i conti con l’installazione di nuove antenne 5G.
A Osimo, ad esempio, la scorsa estate è stata avviata una raccolta firme per fermare un’installazione in via Molino Mensa,
anche se alla fine l’antenna si farà e verrà spostata solo di pochi metri.
Per altre antenne, come ad esempio in via Tonnini, si attende l’esito del ricorso al Tar.
I cittadini però devono fare i conti con leggi che favoriscono le compagnie telefoniche.
Attualmente, l’installazione delle antenne è regolata dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche,
che non prevede distanze minime specifiche da rispettare, neanche per i cosiddetti luoghi sensibili,
ma impone solamente il rispetto dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici.
In Italia la soglia di attenzione da non superare è di 15 V/m, calcolato come media sulle 24 ore.
Questo valore è stato innalzato dal precedente 6 V/m con la legge di bilancio 2024.
La modifica è entrata in vigore il 29 aprile 2024 e mira a facilitare lo sviluppo delle reti 5G nel nostro Paese.
Ai Comuni resta la possibilità di adottare un regolamento (il cosiddetto Piano Antenne), con cui individuare i siti più idonei
e monitorare i valori dei campi elettromagnetici. Uno strumento che però non basta a tranquillizzare i cittadini,
sempre più preoccupati riguardo ai possibili impatti sulla salute.
 

PUGLIA: ANTENNA 5G A MARTINA FRANCA (TA); POLEMICHE E MOSSE DEL COMUNE

A Martina Franca continua la polemica sull’installazione di un’antenna 5G nel cuore del centro storico.
Dopo la sentenza del TAR di Lecce, il Comune ha perso il ricorso e la compagnia telefonica Iliad ha ottenuto il via libera per l’installazione
nella zona di La Lama, un angolo di grande pregio paesaggistico. Ora l’amministrazione cerca una soluzione per impedire l’intervento,
mentre i cittadini contestano la mancanza di una strategia preventiva.
 

SPAGNA: DISATTIVATA DUCK VISION;
PIATTAFORMA PIRATA CON CONTENUTI SPORTIVI IN DIRETTA

LaLiga ha annunciato che, grazie al coordinamento di un team specializzato, è riuscita a disattivare DuckVision,
una piattaforma pirata che offriva accesso illegale a contenuti sportivi in ​​diretta,
tra cui la competizione spagnola, a più di 200.000 persone solo in Spagna.
Questa è stata l’azione – stando a quello che riporta Marca – compiuta dalla Liga prima del derby tra Real Madrid e Atletico de Madrid,
in programma al Santiago Bernabeu. Secondo le informazioni pubblicate da LaLiga sul suo sito web:
“DuckVision consisteva in un’applicazione web che invitava gli utenti a scaricare un’app Android
che contava più di 200.000 utenti attivi in ​​Spagna durante il mese di gennaio 2025″.
Nella sua dichiarazione, LaLiga sostiene che DuckVision si è avvalsa del supporto della società tecnologica americana Cloudflare
per distribuire contenuti illegali a centinaia di migliaia di persone.
Inoltre, “il sito web consentiva anche l’accesso a contenuti piratati ed era integrato da un sistema IPTV e Ace Stream
per offrire contenuti LaLiga tratti da emittenti come ESPN, Movistar, DAZN, Sky Sports, Ziggo o Bein Sports, tra gli altri”,
ha affermato LaLiga nel suo comunicato. Questa piattaforma di pirateria è stata promossa sui canali Telegram con oltre 13.800 utenti
e sul sito web DuckVision, con quasi 70.000 utenti unici a dicembre 2024 in Spagna, secondo i dati di “Semrush”.
LaLiga continua la sua lotta contro le frodi audiovisive e il consumo di contenuti illegali
e annuncia che non sarà l’ultima piattaforma illegale a essere disattivata.
“Questa azione messa in atto da LaLiga verrà ripetuta nei prossimi giorni per disattivare altre piattaforme e servizi di contenuti piratati,
mentre i promotori e gli sviluppatori della piattaforma DuckVision saranno denunciati alla polizia
e alle autorità giudiziarie nei prossimi giorni con tutte le prove raccolte”, ha affermato l’associazione presieduta da Javier Tebas.
 

SVIZZERA: UTILIZZO DELLA RADIO NELL' AUTUNNO 2024 (PRIMA DELLO SPEGNIMENTO FM DELLA SSR)

Nell’autunno del 2024, poco prima dello spegnimento FM della SSR,
il gruppo di lavoro della Migrazione digitale ha effettuato un nuovo rilevamento in merito alla fruizione radiofonica.
 
I risultati dello studio mostrano che la maggior parte della popolazione svizzera ha già effettuato il passaggio alla radio digitale:
solo l’8% ascoltava ancora la radio esclusivamente in FM nell’ultima misurazione dell’autunno 2024
e 83 minuti di radio su 100 erano trasmessi in digitale via DAB+ o Internet.
L’ascolto in digitale ha così raggiunto il livello più alto dall’inizio dello studio, con le modalità di diffusione digitali DAB+ (42 minuti su 100)
e radio via Internet (41 minuti su 100) che sono stati utilizzati più o meno nella stessa misura.
La maggior parte dell’utilizzo della radio continua ad avvenire a casa: il 60% dei minuti ascoltati viene trascorso a casa,
il 20% al lavoro e poco meno del 14% in auto. Questa distribuzione è rimasta stabile negli anni.
In tutte le regioni linguistiche, solo l’8 per cento della popolazione ascoltava la radio esclusivamente via FM.
Negli anni precedenti questa quota era leggermente più elevata nella Svizzera francofona e italofona rispetto alla Svizzera tedesca.
Dal 2015, la fruizione esclusiva delle FM è quindi diminuita di 16 punti percentuali.
 
Informazioni complementari