
Lunedì 16 dicembre 2024
I DATI AUDITEL DI OTTOBRE: TUTTE LE ALTRE EMITTENTI
PRESENTI NELL'INDAGINE. ARRIVA LA TOTAL AUDIENCE.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.
A cura di Mauro Roffi
Il nostro collaboratore Mauro Roffi affronta di nuovo il tema dei dati Auditel
delle reti nazionali nello scorso mese di ottobre.
In questo quinto ed ultimo articolo della serie vengono esaminate le cifre relative alle molte altre emittenti,
non appartenenti ai gruppi Rai, Mediaset, Warner Bros. Discovery, Sky e Cairo (La7),
che sono ugualmente presenti nell’indagine d’ascolto.
Diamo anche conto delle ultime novità sull’evoluzione della ricerca.
Ricordiamo che Mauro Roffi è stato responsabile giornalistico della notissima rivista di settore ‘Millecanali’
dalla fine degli anni ’80 fino al settembre 2015, continuando poi a collaborare,
fino alla chiusura di ‘Millecanali’ cartaceo nel 2017 e poi anche del sito millecanali.it nel 2018.

Partiamo dunque per l’ultimo capitolo di questa piccola serie sui dati Auditel di ottobre,
in cui esamineremo tutte le altre emittenti diverse da quelle appartenenti ai gruppi Rai, Mediaset, Sky, Cairo (La7) e Warner Bros. Discovery.
Infatti Auditel rileva anche diverse altre Tv, in chiaro o meno, appartenenti ad altri raggruppamenti oppure presenti singolarmente sul mercato.
Iniziamo da 7 Gold, che da tempo è presente come circuito in Auditel, pur essendo basato,
come noto, sulle emittenti locali aderenti, rilevate a loro volta singolarmente nella propria regione.
È poi ben noto ai lettori di litaliaindigitale.it cosa sia accaduto a 7 Gold alla fine dello scorso anno,
quando c’è stato di fatto il passaggio di gestione a favore del gruppo TeleLombardia-Top Calcio 24.
Comunque sia, gli ascolti complessivi sono abbastanza limitati: si tratta di uno 0,9% di share nelle 24 ore e di uno 0,16 in prima serata.
Non molto comprensibilmente, poi, gli ascolti sono divisi fra 7 Gold Locale e 7 Gold Totale,
ma i due dati, abbastanza ovviamente stavolta, coincidono completamente.

Torniamo ora a un gruppo internazionale con quello Hearst Networks Italia (fino a pochi mesi fa A+E Networks Italia), i cui canali sono diffusi su Sky in pay-tv.
Si tratta per la verità di due soli canali e il primo è Sky Crime: non è un errore ma una scelta comune dei due gruppi (Sky e Hearst)
che ha portato a un cambiamento anche come denominazione di quello che era fino a circa un anno fa il canale di A+E Crime+Investigation.
Il tentativo è di rilanciare questa emittente, basata su cronaca nera, delitti, ‘grandi criminali’, temi esaminati con produzioni spesso a metà fra documentari, ricostruzioni storiche e (per certi versi) una sorta di fiction.
Il risultato è lo 0,04% di share nelle 24 ore, non poi così disprezzabile, con a supporto Sky Crime +1 allo 0,02.
Il secondo canale Hearst è invece nientemeno che History, rete naturalmente a carattere storico dalla grande tradizione quando era nel gruppo Fox;
l’attuale audience è stranamente la stessa di Sky Crime: 0,04 per la prima rete e 0,02 per History +1.
Il totale di Hearst Networks Italia è più ‘tonico’: 0,12% nelle 24 ore, con una punta dello 0,17 in seconda-terza serata.



Ci sono poi i canali sportivi di Dazn (presenti anche su Sky), con le partite della serie A di calcio e adesso anche di serie B come elementi fondamentali.
La misurazione di queste reti digitali è più accurata in altre misurazioni Auditel, data la specificità,
ma anche in questo dato mensile Dazn_1 ottiene lo 0,04 nelle 24 ore e soprattutto lo 0,08 in prima serata;
quanto a Dazn_2 l’ascolto è quasi sempre a 0, con un massimo di 1.329 spettatori fra le 15 e le 18.
C’è anche un totale Dazn Limited Am, che vede a 0,05% lo share nelle 24 ore e a 0,08 quello di prima serata.
Ma – si diceva – sono canali basati soprattutto sugli ‘eventi’.


Si prosegue con il gruppo De Agostini, che è ormai ben poco presente nella Tv italiana
ma continua a diffondere alcuni suoi canali per ragazzi soprattutto su Sky:
DeAKids è allo 0,02, DeAKids +1 allo 0,01, mentre va un po’ meglio DeA Junior, allo 0,04, sempre nelle 24 ore,
ma con una eccellente punta dello 0,23 dalle 7 alle 9.
In totale De Agostini Editore ha lo 0,07% nelle 24 ore e lo 0,28 dalle 7 alle 9 (niente male anche dalle 9 alle 12 con lo 0,19).



Una nota a parte va riservata al gruppo Paramount, che (a parte le più recente trasformazioni in America)
ha avuto anche in Italia diverse fasi di buona notorietà e diffusione.
Purtroppo quei tempi sembrano ormai lontani: Mtv e Mtv Music, non più presenti sul digitale terrestre, non sono neppure rilevate, come già detto,
e l’unica realtà di un certo peso resta la rete per ragazzi Super! (fra l’altro finita completamente nelle mani di Paramount solo qualche anno fa),
che grazie alla diffusione in DTT si aggiudica lo 0,25 nelle 24 ore e lo 0,49 ancora una volta dalle 7 alle 9.
Fa invece un po’ tristezza l’attuale situazione di un marchio dal passato ‘importante’ come Comedy Central
(diffusa essenzialmente su Sky come le altre reti del gruppo, a parte Super!), ridotta allo 0,01% di share.
Comedy Central +1 fa anche peggio e gli ascolti sono a poco più dello 0.
Un altro marchio ‘forte’ a livello internazionale era (e in parte è) la rete per ragazzi Nickelodeon,
che ora però a sua volta non va al di là dello 0,01% di share nelle 24 ore, con la punta dalle 7 alle 9 dello 0,04.
Quasi nulli gli ascolti di Nickelodeon +1.
La variante per i ragazzi più piccoli Nick Jr. si difende un po’ meglio: 0,02 nelle 24 ore e 0,06 dalle 7 alle 9. Infine Nick Jr. +1 è allo 0,01.
Non si capisce bene invece il senso dell’iscrizione ad Auditel in ottobre di Stand Up Channel, spin-off di Comedy Central con una comicità più ‘aggressiva’
e graffiante, i cui ascolti ammontano di norma a poche decine di persone (il massimo è poco oltre i 100).
Nel complesso Paramount in Italia ha uno share dello 0,31%, con un massimo dello 0,63 dalle 7 alle 9.






Passiamo ad altro e alle singole emittenti iscritte, notando come curiosità che per ciò che riguarda il digitale terrestre
sono presenti in Auditel tutte le emittenti alle numerazioni 1-60, con le due eccezioni della rete di televendite QVC
e di Italia 53 del gruppo Canale Italia (rilevato solo in locale nelle singole regioni, pur avendo anche molte reti di fatto nazionali in DTT).
Per le reti radiofoniche diffuse anche come canale Tv a carattere musicale e di intrattenimento
sono presenti Deejay Tv del gruppo Gedi, Radio Italia Tv di Mario Volanti e Rtl 102.5 del gruppo Suraci.
A fare meglio è decisamente Radio Italia Tv, da anni in onda al 70 Lcn e con un pubblico affezionato.
L’emittente ha lo 0,21% di share nelle 24 ore ma, come sempre, è una media: l’ascolto migliore è dalle 9 alle 12, anche in termini assoluti,
con quasi 48.000 ascoltatori (0,95 di share!); molto scarsa l’audience nella serata e ancor più nella tarda serata.
Segue Rtl 102.5 (Tv), forte della sua invidiabile tradizione e della sua ‘bella immagine’ anche in campo televisivo, con lo 0,15;
anche in questo caso vanno molto bene le ore del mattino, con un massimo di quasi 30.000 spettatori e lo 0,58 di share dalle 9 alle 12.
Solo terza – nettamente – Deejay Tv, nonostante Linus e Savino: 0,06% di share nelle 24 ore e 0,37 dalle 9 alle 12.
Gambero Rosso Channel, notissima emittente della migliore tradizione gastronomica italiana diffusa soprattutto su Sky (vedremo per il digitale terrestre),
ora fa parte del gruppo Class di Paolo Panerai (non rilevato, come già detto, per le altre reti).
Gli ascolti sono ancora limitati: 0,04% nelle 24 ore.




Nell’ambito cattolico sono iscritte due emittenti.
La prima è Padre Pio Tv (al 145 Lcn in nazionale), che ottiene un non disprezzabile 0,12% nelle 24 ore,
ma con una punta altissima di prima mattina: 36.000 persone e 0,80%.
C’è poi, naturalmente, Tv2000, l’emittente della CEI, sempre interessante per produzione e scelte di palinsesto.
Ha un buon 1,04% di share ma si sa che il Rosario e altri riti cattolici fanno miracoli: dalle 7 alle 9 si passa al 2,87 e dalle 18 alle 22.30 all’1,70
(qui c’è il massimo del pubblico in termini assoluti, quasi 246.000 persone): la prima serata è meno fortunata, con lo 0.47%.


Le ultime di questa lunga lista sono due Tv sportive.
La prima è Sportitalia, un po’ un’eterna promessa di questo affollato settore.
Pur con una buona tradizione, una non disprezzabile numerazione Lcn e qualche diritto ‘minore’, Sportitalia
(che aprirà i suoi nuovi grandi studi nell’ambito del formidabile Sportitalia Village in Brianza), sotto la guida di Michele Criscitiello,
arriva solo allo 0,27 di media, che cresce allo 0,45 di primissima mattina.
L’altra rete sportiva, che non poi così a sorpresa ha più audience di Sportitalia, è Supertennis, che arriva allo 0,34 di media nelle 24 ore di ottobre.
La peculiarità è che si tratta di una rete voluta già anni fa (2008) direttamente dalla Federazione Italiana Tennis,
con una grande diffusione in varie modalità, che si è affermata gradatamente, in parallelo con i clamorosi successi del tennis italiano, con Sinner in prima fila.
Il tema dei diritti televisivi del tennis è fra i più complicati nell’ambito sportivo (non lo approfondiamo in questa sede)
ma la gestione dell’appassionato Angelo Binaghi ha consentito a Supertennis di cavarsela bene,
alla fine (tipica la gestione del rapporto di alleanza-rivalità con Sky Tennis), consentendo altresì
anche alle reti generaliste in chiaro (Rai 2) di godere di altissimi ascolti con il tennis (si pensi alla Davis).


E ci sono poi in Auditel le ‘voci’ relative a tutte le altre emittenti non rilevate singolarmente.
Fra queste, quelle ‘satellitari non pubblicate’ sono valutate nello 0,10% del totale, mentre più consistente,
naturalmente, è la quota delle ‘altre Tv del digitale terrestre’ (fra cui anche le Tv locali): 2,34% nelle 24 ore, ben il 4,36 dalle 7 alle 9 e l’1,96 in prima serata.
Ma qual è stato, tirando le somme, il totale dei telespettatori in ottobre?
Parliamo di una media di 8.390.530 persone nelle 24 ore e di 19.952.448 in prima serata.
Non si può però chiudere questo articolo senza parlare di quanto presentato lo scorso 11 dicembre da Auditel.
Si tratta di novità molto rilevanti per la ricerca, che cerca di essere sempre in grado di misurare la fruizione televisiva,
qualunque ne siano la modalità e gli strumenti (che, si sa, oggi si sono decisamente moltiplicati).
In sostanza, a partire dal prossimo 30 dicembre, Auditel introdurrà, anche a livello giornaliero, la Total Audience,
un nuovo sistema di misurazione degli ascolti che includerà sia i dati degli apparecchi televisivi tradizionali
che quelli relativi a Pc, smartphone, tablet e quant’altro, sia in diretta che on demand.
La Total Audience integrerà infatti due sistemi di misurazione:
il primo è quello campionario ‘tradizionale’, basato sul famoso superpanel di 16.000 famiglie,
ma ci sarà anche quello censuario, applicato appunto ai device digitali.
In più viene prevista l’introduzione dei D-Channels, per poter aggregare gli ascolti dei canali esclusivamente digitali degli editori aderenti al progetto.
La stima è che l’introduzione della Total Audience avrà un impatto significativo sul mercato televisivo, vedendo crescere l’audience media del mezzo del 4%.