Domenica 24 novembre 2024

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.

A cura di Salvatore Cambria

Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

CALABRIA IN DIGITALE: ELIMINATO ADN PLAY TEST DAL MUX LOCALE 4

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria
per segnalare la rimozione di ADN PLAY TEST (LCN 824) dal Mux LOCALE 4.
Lo slot risultava a schermo nero, mentre sui TV/decoder compatibili con l’HbbTV era presente un’applicazione con un menù
che permetteva di seguire alcune produzioni del gruppo ADN Italia nella modalità On demand
oppure lo streaming di alcuni canali del relativo editore e di altre emittenti locali sparse nel resto d’Italia.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI E CAMBI DI FREQUENZA IN CORSO PER IL MUX DAB ITALIA

Occupiamoci ora della Radio DAB.
Prosegue l’ampliamento di copertura del Mux DAB ITALIA;
è stato acceso il relativo segnale dalle seguenti 3 postazioni:
 
sul Canale 7D da COL RODELLA a Campitello di Fassa (TN) e CERMIS – FUNIVIA a Cavalese (TN) in Trentino-Alto Adige;
 
sul Canale 10D da PICOTTA a San Giovanni Piro (SA) in Campania.
 
Inoltre è stato definitivamente sostituito il blocco 12C con il Canale 10D
dai ripetitori laziali di MONTE COSCE a Configni (RI) e POGGIO NIBBIO a Canepina (VT).
Alla luce delle ultime novità, pertanto abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
del bouquet radiofonico nazionale Mux DAB ITALIA.
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BOING COMPIE 20 ANNI. E SI RICONFERMA LEADER NEL MERCATO KIDS

Il 20 Novembre 2004, in seguito a un accordo tra Mediaset e Turner Broadcasting System, iniziava le sue trasmissioni Boing,
canale 40 del digitale terrestre interamente dedicato ai bambini. Fu un passaggio fondamentale della storia della TV kids in Italia:
si trattava, infatti, del primo canale in chiaro con una programmazione esclusivamente per bambini, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.
Un modello innovativo che ha dato i sui frutti, portando Boing ad essere leader sul suo mercato anche dopo l’avvento dei principali canali concorrenti.
Una leadership che si conferma anche a 20 anni dalla sua nascita. Ad ottobre 2024, Boing è il primo canale kids del mercato con oltre 24.000 spettatori medi
e l’11% di share sul target kids (4-10 anni). E la leadership è anche dell’editore, Boing SpA., ancora oggi in joint venture tra RTI e WarnerBros.Discovery,
che nel tempo ha espanso il suo portfolio con i canali Boing Plus (DTT 45, lanciato nel 2019) e Cartoonito (DTT 46, lanciato nel 2011)
e le piattaforme AVOD Boing App e Cartoonito App. Combinati, i servizi di Boing SpA. raggiungono il 18% di share sul target kids,
rendendolo così il primo editore in Italia nell’intrattenimento per bambini.
Un successo, quello di Boing, trainato da un ampio catalogo di titoli amati dai più piccoli.
Spiccano svariati successi d’animazione degli ultimi anni (Teen Titans Go!, Lo straordinario mondo di Gumball, Adventure Time, Craig)
ma anche grandi classici dell’intrattenimento per bambini e famiglie (l’universo Looney Tunes, Scooby-Doo e gli anime Holly e Benjy, Hallo! Spank e Doraemon).
 
L’AD Dolores: “restiamo un punto di riferimento”
“Siamo stati i primi a portare ai bambini un canale televisivo dedicato che è stato subito percepito come uno spazio per i più piccoli
con contenuti divertenti, dinamici e sicuri” dichiara Marcello Dolores, Amministratore Delegato di Boing SpA dal 2023.
“In uno scenario affollato e competitivo, restiamo il punto di riferimento per i kids e le loro famiglie,
che ogni giorno scelgono i nostri amatissimi brand collegandosi sui canali tv e sulle app digitali,
per un’esperienza di visione di grande qualità e ancora più ricca, ma sempre gratuita, “protetta” e raggiungibile facilmente da tutti”.
 
Attualmente Boing HD trasmette, sulla doppia LCN 40 e 540 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080, nel MEDIASET Mux 2.
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MIMIT: PUBBLICATE LA GRADUATORIA E LA LISTA DEGLI IMPORTI DEFINITIVI DESTINATI ALLE TV COMMERCIALI PER L' ANNO 2024

Con decreto direttoriale del 20 novembre 2024 sono stati approvati la graduatoria definitiva
e l’elenco degli importi e dei contributi da assegnare alle TV a carattere commerciale per l’annualità 2024.
 
 
 
 

GUARDARE LA TV SENZA CONSUMARE DATI:
LA RAI LANCIA LA SPERIMENTAZIONE DEL 5G BROADCAST

La televisione pubblica italiana sta compiendo un importante passo in avanti verso il futuro della tecnologia mobile.
La RAI ha infatti avviato una sperimentazione su larga scala della tecnologia 5G Broadcast
per la diffusione dei suoi canali televisivi direttamente sui dispositivi mobili degli utenti, senza la necessità di una connessione dati.
Questa sperimentazione si inserisce nel quadro degli impegni previsti dal Contratto di Servizio
stipulato tra RAI e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
 
Al via la sperimentazione della RAI che sfrutta la tecnologia 5G Broadcast per guardare la TV senza consumare dati.
Il progetto, partito dalle aree metropolitane di Roma e Torino, permette agli spettatori di guardare i programmi RAI sui loro smartphone
e tablet senza consumare il traffico dati della propria tariffa telefonica.
Questa innovativa tecnologia si basa su una rete dedicata, separata da quella della telefonia mobile,
che consente una ricezione ottimale dei contenuti televisivi in mobilità.
Il cuore del sistema 5G Broadcast risiede nella capacità di trasmettere segnali “free to air” direttamente sui dispositivi mobili, 
senza l’intermediazione degli operatori telefonici.
Grazie a questa soluzione, gli utenti possono accedere ai canali RAI senza rischiare interruzioni dovute alla congestione della rete cellulare tradizionale.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda il settore automotive,
dove il 5G Broadcast potrà garantire l’accesso a contenuti multimediali di alta qualità anche durante gli spostamenti,
aprendo nuove opportunità per l’intrattenimento in auto anche grazie alla bassa latenza della tecnologia
che assicurerebbe una visione fluida e in tempo reale dei programmi televisivi anche in auto.
La sperimentazione, gestita dalla società controllata RAI Way, utilizza frequenze broadcast in banda UHF 
specificamente assegnate dal Ministero per questa fase di test.
I produttori di dispositivi mobili avranno la possibilità di verificare il funzionamento dei loro terminali durante questa iniziativa,
contribuendo così allo sviluppo e al perfezionamento della tecnologia 5G Broadcast.
Nel corso del prossimo anno, il progetto verrà esteso ad altre aree metropolitane italiane,
con l’obiettivo di valutare l’efficacia del sistema in diverse condizioni operative e raccogliere dati sulla qualità della ricezione dei programmi televisivi.
La RAI prevede inoltre di sviluppare contenuti specifici per la fruizione in mobilità,
adattati alle caratteristiche di questa nuova modalità di trasmissione.
Grazie alla tecnologia 5G Broadcast, la televisione si appresta a compiere un salto evolutivo epocale,
che permetterebbe di abbattere i confini tra l’esperienza domestica e quella in mobilità.
Grazie all’impegno della RAI e alla collaborazione con i partner tecnologici,
un numero sempre più crescente di italiani potrà presto godere di un nuovo modo di vivere la TV, senza più vincoli di luogo o di consumo dati.
 

AERANTI-CORALLO: IL 2 DICEMBRE, A MILANO, EVENTO AGCOM "DA MARCONI AL DAB, LA RADIO NELL' ERA DIGITALE"

Si svolgerà il prossimo lunedì 2 dicembre, presso lo Spazio Academy della Cascina Triulza,
in Via Cristina Belgioioso 171 – Cascina Triulza Area MIND, a Milano, il convegno, promosso dall’Agcom,
“Da Marconi al Dab – La Radio nell’era digitale”.
L’incontro sarà dedicato a esplorare il futuro della radio, mezzo di comunicazione di massa che ha saputo rinnovarsi
e adattarsi in un panorama sempre più digitale, a centocinquanta anni dalla nascita del suo pioniere, Guglielmo Marconi.
Dalla storica prima trasmissione radiofonica del 1920 ad oggi, la radio continua a rappresentare una piattaforma di informazione,
educazione e intrattenimento, capace di rispondere alle nuove esigenze del pubblico mantenendo le sue caratteristiche distintive:
immediatezza, accessibilità, prossimità, familiarità e versatilità. L’evento è articolato in due tavole rotonde.
La prima, con orario di inizio previsto alle ore 15.15, è dedicata a “Le sfide tecnologiche per la radio: Prominence e sviluppo della piattaforma DAB”;
moderata dal giornalista de Il Sole 24 Ore Andrea Biondi, vedrà la partecipazione, oltre che del Commissario Agcom Massimiliano Capitanio,
del coordinatore Aeranti-Corallo Marco Rossignoli, nonché di Tonio di Stefano (direzione Reti e Piattaforme Rai),
Sergio Natucci (DabItalia) e Anna Maria Genzano (Eurodab).
Seguirà una tavola rotonda su “Le nuove sfide di mercato per la radio: l’ascolto radiofonico in Italia”,
che si concentrerà sulle trasformazioni del mercato radiofonico e sulle nuove dinamiche di ascolto nell’era delle piattaforme digitali,
cui interverrà per Agcom il Commissario Laura Aria.
Ulteriori informazioni organizzative sulla registrazione all’evento verranno rese note nei prossimi giorni.
 

PIEMONTE: ANTENNE 4G E 5G; NUOVO TRALICCIO DI QUASI 30 METRI ALLE PORTE DEL CENTRO STORICO DI CHIERI (TO)

Non sono stati installati nuovi ripetitori, ma le compagnie telefoniche hanno spostato quelli che prima erano su una ciminiera storica
 
Quando hanno visto i lavori per montarlo con una gru, molti cittadini hanno sgranato gli occhi.
A Chieri, nei giorni scorsi, un nuovo traliccio alto quasi 30 metri è stato posizionato in via Fratelli Giordano, a pochi passi dal centro storico.
Ospita le antenne telefoniche di tre compagnie telefoniche, predisposte per le telecomunicazioni con le tecnologie 4G e 5G.
Non si tratta di nuovi ripetitori: sono gli stessi che, fino a poco tempo fa, erano posizionati sulla ciminiera dell’ex cotonificio Tabasso,
che ha sede sempre in via Fratelli Giordano e attualmente è uno spazio dismesso.
Visto che a breve sarà parzialmente riqualificato grazie alle risorse del Pnrr, le antenne hanno dovuto trovare una nuova “casa”.
 
Non è il primo caso
L’anno scorso, l’operatore Tim aveva anticipato tutti e deciso di spostare in anticipo la propria antenna all’ex Tabasso.
In autonomia, aveva anche lui costruito un nuovo traliccio di quasi 30 metri,
anche questo vicinissimo al centro storico (su un edificio di sua proprietà in piazza Dante).
Adesso, dunque, sono due i tralicci vicini al cuore della città, entrambi ben visibili da diversi punti di Chieri e a pochi metri dagli edifici storici del centro.
 
Il regolamento
Per scongiurare l’installazione indiscriminata di queste strutture,
lo scorso anno il Comune di Chieri aveva approvato un nuovo regolamento rivolto alle aziende di telefonia.
Poneva l’attenzione sia sulle onde magnetiche, cercando di limitarne l’aumento dove già attualmente è più alto,
sia sugli aspetti paesaggistici, individuando delle aree periferiche in cui incentivare gli operatori a installare i pali più alti.
Le normative nazionali, però, pongono pochi paletti alle imprese,
che hanno ampia libertà per decidere dove posizionare le loro antenne e su quali supporti.
Per questo, a Chieri, non è stato possibile opporsi neanche alla costruzione di un traliccio in via Vallero,
che ha guastato uno degli scorci più belli sulle colline della città.
 
Il futuro
Quando il cantiere per la riqualificazione dell’ex cotonificio Tabasso sarà terminato, 
i ripetitori potrebbero tornare sulla ciminiera della vecchia fabbrica.
Al momento, questa è solo un’ipotesi. La ciminiera, infatti, è una struttura storica
e le autorità potrebbero decidere di tutelarla tenendola libera dalle antenne.
 

LIGURIA: IL TAR BLOCCA L' INSTALLAZIONE DELL' ANTENNA 5G SUL TETTO DI UNA SCUOLA GENOVESE

Antenna 5G sul tetto della scuola, stop del Tar
 
Il Tar della Liguria ha accolto la richiesta di sospensione sull’installazione in via Redipuglia,
sulla copertura dell’istituto scolastico alberghiero Marco Polo
 
Il Tar della Liguria ha accolto la richiesta di sospensione dei provvedimenti inerenti all’installazione di antenne 5G di telefonia mobile
da parte di Inwit, Vodafone e Tim, in via Redipuglia, a Quarto, sulla copertura dell’istituto scolastico alberghiero Marco Polo.
Una vicenda che aveva causato anche alcune frizioni perché l’assessore Mascia in consiglio comunale aveva spiegato
che non erano state espresse valutazioni da parte del Municipio Levante,
ma dallo stesso Municipio alcuni consiglieri di minoranza come Marco Mesmaeker (Movimento 5 Stelle)
e Serena Finocchio (Partito Democratico) avevano contrattaccato sostenendo il contrario.
Ad ogni modo, ora è arrivato lo stop del tar e l’assessore all’urbanistica Mario Mascia ha commentato:
“Questo fatto conferma la necessità del regolamento comunale sulle antenne,
che abbiamo varato come giunta Bucci e che dovrà passare il vaglio del consiglio.
Serve proprio a prevenire queste situazioni: il 22 ottobre avevo convocato tutti gli operatori responsabili per illustrare loro i contenuti del Regolamento,
che, seppur in attesa di approvazione del consiglio e quindi non strettamente vincolante da un punto di vista giuridico,
è certamente utile per avere delle linee guida e per mettere in atto misure di mitigazione e di riduzione dell’impatto,
anticipando e prevenendo quindi anche eventuali controversie con il territorio.
L’obiettivo di interesse comune è arrivare a scelte che vadano incontro al legittimo e realistico ammodernamento e sviluppo digitale della città,
ma tutelino salute e riducano l’impatto sul territorio al minimo”.
 
 
  
Il tar ha deciso: stop alle antenne 5G sul tetto del Marco Polo
 
La nuova infrastruttura ha destato più di qualche preoccupazione tra i residenti,
specie per la sua ubicazione nei pressi dell’istituto Gaslini e, soprattutto, su una scuola come la scuola superiore
 
Arriva lo stop dal Tar della Liguria per l’installazione di antenne 5G di telefonia mobile da parte di Inwit, Vodafone e Tim,
in via Redipuglia, a Quarto, sulla copertura dell’istituto scolastico alberghiero Marco Polo.
 
Le nuove antenne e le preoccupazioni
La nuova infrastruttura ha destato più di qualche preoccupazione tra i residenti, specie per la sua ubicazione nei pressi dell’istituto Gaslini
e, soprattutto, su una scuola come la scuola superiore.
“I nostri uffici hanno avuto modo di notificare il progetto al Municipio IX Levante che non ha espresso valutazioni sull’intervento
e sappiamo che sono pratiche che vanno avanti con i pareri degli uffici”.
Così aveva detto l’assessore all’Urbanistica, Mario Mascia, incalzato dai giornalisti i primi di ottobre.
 
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LAZIO: SEGNALE TV, SANTA MARINELLA (RM) VERSO UNA SOLUZIONE

L’amministrazione comunale di Santa Marinella, nelle persone dei consiglieri Paola Fratarcangeli e Alessio Rosa e del delegato Giorgio Bottari,
in accordo con il sindaco Pietro Tidei, ha intrapreso un’ulteriore iniziativa per tentare di risolvere il disagio manifestato da alcuni cittadini.
Confida in una definitiva soluzione della questione il sindaco Tidei che si dice fiducioso
nella nuova azione introdotta dall’amministrazione comunale a favore dei cittadini.
“Dal primo dicembre, sarà infatti possibile segnalare il disservizio personalmente e sottoporlo all’attenzione della Rai,
compilando e consegnando presso il Municipio di via Cicerone, un modulo con i propri dati”, ha annunciato il sindaco Tidei.
“Grazie al supporto di Raiway nei mesi scorsi, si è risolto il problema della mancanza di segnale radiotelevisivo per gran parte dell’utenza del territorio comunale.
Ciò nonostante, alcuni cittadini rilevano ancora disagi e allora in accordo con il servizio televisivo nazionale si è giunti alla possibilità di personalizzare l’intervento.
Confidiamo che questa ulteriore iniziativa possa servire per mettere fine all’annosa questione”, ha concluso il sindaco.
“Stiamo verificando, come chiesto dalla Rai, se ci sono ancora problemi nella ricezione del segnale,
anche dopo che RaiWay la scorsa estate ha implementato il segnale introducendo la nuova tecnologia DVB-T2″, ha detto la consigliera Fratarcangeli.
“Ci rivolgiamo quindi ai cittadini interessati, chiedendo di compilare e consegnare il modulo in Comune
così che si possa effettivamente verificare lo stato di fatto della ricezione del segnale televisivo
e sottoporre alla Rai la situazione in tempo reale”, ha affermato il consigliere Alessio Rosa.
“I cittadini che hanno casa nel Comune di Santa Marinella – ha spiegato il delegato del sindaco alle problematiche del segnale tv, Giorgio Bottari –
potranno inviare indicazioni sulla ricezione del segnale digitale terrestre RAI (e non quelli ricevuti in modalità diversa da questa, come satellite o internet),
e segnalare eventuali disservizi residui a seguito del passaggio alla nuova versione DVB-T2“.
I moduli compilati dovranno essere consegnati all’URP entro il 15 dicembre, in forma cartacea o via e-mail.
Nei prossimi giorni saranno resi pubblici i dettagli sulla modalità di presentazione.
 

LAZIO: ANTENNE DEI TELEFONINI; UN TRALICCIO DI 30 METRI INCOMBE SU GROTTAFERRATA E L' ABBAZIA DI SAN NILO

Antenne dei telefonini: un traliccio di 30 metri incombe su Grottaferrata e l’Abbazia di San Nilo
eppure il Tar Lazio, lo scorso 5 novembre, ha deciso di non decidere
facendo slittare la prossima e decisiva udienza (e la relativa sentenza) al prossimo 1° aprile (e non è uno scherzo),
nell’ambito del procedimento giudiziario che coinvolge un noto gestore telefonico, i cittadini ed il comune.
Un’imponente struttura per le telecomunicazioni, un traliccio di circa 30 metri, rischia di “svettare” presto sopra Grottaferrata
e minaccia di trasformare negativamente il paesaggio attorno all’antica abbazia di San Nilo,
uno dei luoghi più significativi della Regione Lazio, tra l’altro proprio durante il Giubileo 2025.
Il traliccio dovrebbe sorgere su via Rocca di Papa, a circa 2 km in linea d’aria dall’Abbazia più famosa e bella d’Italia e dal centro città.
 
Un traliccio di 30 metri incombe su Grottaferrata: ospiterà antenne dei telefonini
La vicenda, che coinvolge il Comune di Grottaferrata, Iliad Italia S.p.A., la Regione Lazio e un gruppo di cittadini,
è ora al centro di una battaglia legale che sembra destinata a protrarsi ancora a lungo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha infatti deciso di rinviare l’udienza decisiva al 1° aprile 2025,
per consentire un’integrazione del contraddittorio, cioè il coinvolgimento formale di tutte le parti interessate,
tra cui la società immobiliare IA.SO. Group, proprietaria del terreno su cui sorge la struttura.
 
A Grottaferrata un maxi traliccio a circa 2 km dall’Abbazia di San Nilo
La costruzione del traliccio di telecomunicazione, destinato a supportare le antenne di Iliad, risale al 2020.
Quando la società ha presentato un’istanza di autorizzazione al Comune di Grottaferrata.
Tuttavia, la richiesta non ha ricevuto una risposta diretta dall’amministrazione comunale.
Secondo la legge italiana, in assenza di un diniego entro un termine stabilito, si attiva automaticamente il cosiddetto “silenzio-assenso”,
che, di fatto, equivale a un’approvazione. Questo principio è stato applicato alla richiesta di Iliad,
che ha così ottenuto l’autorizzazione per la costruzione senza ulteriori adempimenti.
Il mancato intervento dell’amministrazione ha suscitato proteste da parte di alcuni residenti che, rappresentati da un gruppo di avvocati,
hanno deciso di fare ricorso contro la decisione implicita del Comune.
A loro avviso, il silenzio dell’amministrazione equivale a una violazione delle normative di tutela del paesaggio e del patrimonio culturale,
soprattutto vista la vicinanza dell’abbazia di San Nilo, un monumento storico risalente all’XI secolo.
L’attuale amministrazione, guidata da giugno 2022 dall’attuale sindaco Mirko Di Bernardo, si è però costituita in giudizio.
 
Il coinvolgimento delle istituzioni
Il TAR ha esaminato le posizioni delle varie parti coinvolte nel corso di una udienza che si è svolta lo scorso 5 novembre.
Iliad, rappresentata da un team legale, ha insistito sulla validità dell’autorizzazione ottenuta e sull’importanza di ampliare la copertura della rete,
in linea con l’aumento della domanda di connettività.
La Regione Lazio, inizialmente coinvolta nella questione per via della necessità di un’autorizzazione paesaggistica, non si è costituita in giudizio.
Il Comune si è opposto al traliccio, insieme ai cittadini.
 
Gli impatti sul territorio e sul paesaggio dell’Abbazia di San Nilo
Il traliccio, che si ergerebbe non distante dall’abbazia di San Nilo, rappresenterebbe un elemento visivo dirompente nel paesaggio di Grottaferrata,
una cittadina già in passato oggetto di dibattiti sulla salvaguardia del patrimonio storico e naturale.
La struttura, alta ben 30 metri, sarebbe ben visibile da varie aree della cittadina e dall’abbazia stessa,
sollevando preoccupazioni tra residenti e associazioni locali per l’impatto sull’ambiente circostante e sulla vivibilità del territorio.
Secondo i ricorrenti, la presenza di un’infrastruttura di tale portata altererebbe il profilo paesaggistico di Grottaferrata,
compromettendo uno dei suoi principali luoghi di interesse storico e culturale.
Il loro timore è che il valore turistico e culturale dell’area possa essere danneggiato,
con conseguenti ripercussioni economiche per il comune e per le attività locali che beneficiano dei flussi turistici verso l’abbazia.
Vicino al traliccio, inoltre, vi sarebbero anche strutture ricettive dedicate ai bambini, oltre a molte abitazioni residenziali.
 
Il rinvio e le prospettive future
Il TAR del Lazio ha stabilito che sarà necessario integrare il contraddittorio includendo IA.SO. Group Immobiliare S.r.l.,
la società proprietaria del lotto su cui dovrebbe presto sorgere il traliccio.
Questa decisione implica che il gruppo di cittadini promotori del ricorso dovrà notificare formalmente la società immobiliare entro 60 giorni,
in modo che questa possa partecipare al processo.
Successivamente, gli avvocati dei cittadini avranno altri 15 giorni per depositare l’atto di integrazione.
Con il rinvio dell’udienza al 1° aprile 2025, i residenti contrari al traliccio e i loro rappresentanti legali dovranno attendere ancora diversi mesi
prima di sapere se la struttura potrà essere innalzata o no.
Nel frattempo, il traliccio rimarrà una “presenza” costante e ingombrante sul futuro della città,
tra l’altro a pochi mesi dall’inizio del Giubileo che porterà molti fedeli anche a Grottaferrata, all’abbazia e ai Castelli Romani.
 

ABRUZZO: ZTE LASCIA L' AQUILA, CHIUDE IL CENTRO DI RICERCA 5G

ZTE lascia L’Aquila. Doveva essere il primo centro di ricerca sul 5G in Italia, ma lo è stato per poco tempo.
Da qualche mese il laboratorio aquilano della multinazionale cinese che si era installato al Tecnopolo ha chiuso i battenti.
 
ZTE Corporation (0763.HK / 000063.SZ) è il fornitore internazionale di soluzioni tecnologiche per le telecomunicazioni,
le imprese e i consumatori per l’Internet mobile.
Con base a Shenzhen (Cina), è una società leader a livello globale nel settore degli apparati per telecomunicazioni e soluzioni di rete
(nel 2019 erano circa gli 500 operatori di telecomunicazioni in 140 Paesi).
Nel 2017 era stato sottoscritto l’accordo tra UnivAq e la società ZTE Italia, finalizzato all’istituzione di un Joint Innovation Center.
A febbraio 2019 era stato condotta la sperimentazione del MISE in partnership con l’Università dell’Aquila.
L’obiettivo era quello di realizzare un laboratorio urbano orientato all’innovazione che aveva portato L’Aquila
ad essere individuata dal Ministero per lo Sviluppo Economico come una delle città nelle quali si sarebbe svolta la sperimentazione pre-commerciale del 5G in Italia.
Una partnership fortemente voluta dall’allora rettrice di UnivAq, la professoressa Paola Inverardi che, proprio nel 2019,
in occasione della prima videochiamata 5G attraverso il Mediterraneo, effettuata presso la sede del Centro di ricerca e innovazione sul 5G di Zte del Tecnopolo,
aveva ribadito come l’obiettivo dell’ateneo aquilano fosse quello di avviare “una proficua collaborazione affinché
il polo del capoluogo d’Abruzzo potesse divenire un centro di ricerca consolidato, punto di riferimento per idee e spinta occupazionale per laureati e ricercatori”.
L’apertura di ZTE al Tecnopolo aveva destato non poche polemiche dal momento che era avvenuta quasi in concomitanza con la chiusura della Intecs
e il licenziamento di circa 80 ricercatori altamente qualificati.
 
 

CAMPANIA: ANTENNE 5G A POCHI METRI DALLE CASE, LA PROTESTA DEI RESIDENTI A ROCCAMONFINA (CE)

La zona ha vincoli ambientali e idrogeologici e un’elevata incidenza di tumori
 
Frazione Gallo di Roccamonfina, nel parco regionale Area Vulcanica di Roccamonfina e Foce del Garigliano:
in questa zona deve sorgere un’antenna 5G che i residenti non vogliono a causa della distanza molto ravvicinata dalle abitazioni,
in un territorio dove ci sono molte antenne, vincoli ambientali e idrogeologici, e un’elevata incidenza di patologie tumorali.
 

SICILIA: ANTENNA 5G AL POSTO DI UN ASILO; PROTESTE A BAIDA (PA)

Baida, antenna 5G al posto di un asilo: “Petizione per bloccare i lavori”
 
Una borgata in rivolta
I residenti di Baida, a Palermo, sono in rivolta. La recente notizia dell’installazione di un’antenna 5G di proprietà di Inwit spa,
in un terreno di via alla Falconara, a ridosso delle abitazioni, ha fortemente turbato le famiglie che vivono nella circoscrizione interessata dal cantiere.
Il quartiere aspetta da anni la realizzazione di una materna che, in base al Piano regolatore vigente del comune di Palermo,
sarebbe dovuta proprio sorgere in quella zona.
 
Il terreno interessato
L’asilo nido è infatti una struttura che manca nelle aree di Baida e Boccadifalco e i cittadini che ci tenevano parecchio ad averlo
non hanno per nulla intenzione di rassegnarsi e di vedere costruita una antenna al suo posto.
Per questo, circa trenta persone si sono riunite davanti alla farmacia di zona
e hanno concordato insieme una strategia che possa impedire la realizzazione dell’infrastruttura, lanciando anche una raccolta firme.
Con loro, il capogruppo del M5s di Palazzo delle Aquile, Antonino Randazzo.
 
Le paure dei residenti
La paura principale – spiegano i residenti – è che l’apparecchio possa compromettere la salute di chi vive nei pressi del terreno sul quale sorgerà l’antenna 5G.
Ma c’è chi parla anche di deturpazione del paesaggio e dei disagi che arrecheranno i lavori di costruzione,
oltre alla svalutazione che potrebbe interessare gli immobili della zona.
“Non siamo per nulla d’accordo con l’installazione dell’antenna 5G in un terreno, sia pure privato, così centrale nella nostra circoscrizione”,
sottolineano i proprietari di una abitazione vicina. “Oltre ai disagi dovuti ai lavori, come rumore e caos causati dal passaggio di mezzi pesanti,
siamo preoccupati che l’opera possa influire direttamente sulla nostra salute”.
“Avremmo preferito che qualcuno, prima di iniziare il cantiere, ci avesse spiegato e confortato sulla realizzazione dell’antenna,
garantendoci che non ci sono rischi, ma così non è stato”.
 
Le soluzioni proposte
Sono tante le idee proposte dai cittadini per raggiungere l’obiettivo di fermare i lavori.
Dalla classica manifestazione in piazza, “per chiedere il supporto della politica e della comunità in questa battaglia”,
alla più gettonata “raccolta firme”, fino ad arrivare ad eventuali esposti e “impugnazioni davanti agli organi competenti”.
“Una cosa sola è certa”, dicono i residenti: “Faremo tutto ciò che è in nostro potere per ostacolare e boicottare l’opera”.
 
La petizione
In queste ore, tra i cittadini di Baida e Boccadifalco, sta dunque girando una petizione da firmare
con la quale si chiederà la sospensione dei lavori per la realizzazione dell’infrastruttura.
“Premesso che siamo a favore di ogni miglioramento, quindi anche tecnologico, che agevoli gli individui sia nella vita personale che in quella lavorativa –
si legge nel documento – crediamo tuttavia che qualunque cambiamento non possa prescindere dal bene supremo della salute,
nella convinzione che ogni nuova tecnologia debba essere al servizio dell’essere umano, e non viceversa”.
“Si chiede al sindaco di Palermo, agli assessori competenti e al consiglio della quarta circoscrizione del Comune di Palermo –
c’è scritto nella petizione – di attivarsi al fine di sospendere la richiesta di installazione della nuova infrastruttura per le telecomunicazioni
e di attivare urgentemente un tavolo tecnico di confronto con la popolazione residente a Baida, gli uffici preposti e le società coinvolte”.
Sono già più di 200 le firme raccolte nella petizione ed è stata prevista, per venerdì 15 novembre, anche una manifestazione di quartiere.
 
 
 
 
Baida, le perplessità del Comune sull’antenna 5G: “Vicini ai cittadini”
 
La polemica e la risposta
Novità per i residenti di Baida, a Palermo. La realizzazione dell’antenna 5G, che dovrebbe sorgere in via alla Falconara, non è più così immediata.
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, e l’assessore alle Attività Produttive, Giuliano Forzinetti, in una nota congiunta,
hanno infatti recepito la petizione presentata negli scorsi giorni dal comitato cittadino di quartiere,
con la quale circa 200 persone chiedevano espressamente la sospensione dei lavori.
La costruzione della nuova infrastruttura ha creato parecchio scompiglio tra le famiglie che vivono nella circoscrizione che,
per questo, si sono subito attivate chiedendo, attraverso un sit-in prima e la petizione poi, di bloccare i lavori,
evidenziando tra l’altro che in quel terreno, secondo il piano regolatore vigente, sarebbe dovuto sorgere un asilo nido.
Il quartiere ha anche organizzato una manifestazione che si è svolta venerdì 15 nel pomeriggio.
 
Il comunicato
“L’amministrazione è pronta a eseguire nuove valutazioni nel merito dei pareri rilasciati – si legge nella nota congiunta di sindaco e assessore –
riservandosi la possibilità di procedere a eventuale procedura,
anche tramite apposita ordinanza sindacale in modo da sospendere la autorizzazioni già rilasciate”.
“Siamo vicini ai cittadini del comprensorio di Baida – scrivono Lagalla e Forzinetti –
e faremo tutto ciò che è in potere dell’amministrazione comunale”.
 
Randazzo: “Segnale importante”
Esprime soddisfazione il capogruppo del M5S in consiglio comunale, Antonino Randazzo, a fianco dei residenti fin dall’inizio in questa battaglia.
“Apprendiamo con soddisfazione di un comunicato del sindaco Lagalla e dell’assessore Forzinetti,
che hanno annunciato l’intenzione di valutare l’eventuale sospensione della realizzazione dell’antenna 5G prevista in via alla Falconara
– scrive Randazzo -. Questo rappresenta un importante segnale di attenzione da parte dell’amministrazione comunale
verso le legittime preoccupazioni dei cittadini di Baida di questi giorni”.
“La comunità – aggiunge – ha più volte rivendicato il rispetto del Piano regolatore generale,
in particolare la necessità di realizzare un asilo comunale che possa soddisfare le esigenze delle famiglie del nostro quartiere nell’area
dove invece si sta realizzando una antenna 5G”.
“Siamo fiduciosi – conclude Randazzo – che questo passo possa aprire la strada a un dialogo costruttivo tra l’amministrazione e i cittadini,
favorendo così lo sviluppo di soluzioni che tengano conto delle necessità della comunità di Baida”.
 

FRANCIA: FREQUENZE TNT;
IL CONSIGLIO DI STATO RESPINGE I RICORSI DI C8, NRJ12 E LE MÉDIA

Lo ha deciso il Consiglio di Stato. Una settimana dopo l’udienza di C8, NRJ12 e Le Média,
che hanno contestato la loro esclusione dalla lista dei candidati preselezionati per le frequenze DTT,
la corte ha dichiarato i loro ricorsi “irricevibili perché prematuri”.
 
Una procedura ancora in corso
Secondo il Consiglio di Stato, l’elenco pubblicato da Arcom lo scorso luglio è solo un passo intermedio.
“Ciò non costituisce un premio definitivo per i candidati preselezionati, né un rifiuto irrevocabile per gli altri”, precisa la corte nella sua decisione.
Solo le decisioni finali, attese per dicembre, potranno essere impugnate.
Questa precisazione seppellisce per il momento le speranze di C8, NRJ12 e Le Média, che speravano di invertire la tendenza già da questa fase intermedia.
I canali dovranno attendere la chiusura della procedura per presentare nuovi ricorsi.
 
Una decisione che indebolisce il futuro del C8
Per C8 la questione è particolarmente cruciale. Arcom, escludendo la rete del gruppo Bolloré dalla preselezione,
aveva risposto in luglio che il suo progetto non rispondeva agli imperativi del pluralismo.
Se questa decisione verrà confermata a dicembre, il canale, emblematico per il suo spettacolo Non toccare la mia posizione,
scomparirà dal DTT a partire da febbraio 2025. La notizia ha provocato una massiccia mobilitazione dei fan di C8.
Una petizione di sostegno ha ormai quasi un milione di firme, prova dell’attaccamento del pubblico al canale e al suo conduttore di punta, Cyril Hanouna.
 
Colpiti anche NRJ12 e Le Média
NRJ12, altra vittima della decisione Arcom, condivide la stessa sorte.
La rete ha visto respinta la sua richiesta di rinnovo, così come Le Média, che sperava di ottenere una frequenza per sviluppare un’offerta alternativa.
Queste decisioni lasciano spazio a nuovi operatori. Tra questi, i canali OFTV e Réels TV, che dovrebbero occupare le frequenze lasciate libere da C8 e NRJ12.
Questi nuovi progetti promettono di rinnovare l’offerta televisiva nel 2025, anche se la loro legittimità resta contestata dai vecchi operatori.
Per il momento C8, NRJ12 e Le Média sono costretti ad aspettare. Ma i giochi sono fatti: la battaglia per le frequenze TDT si preannuncia feroce.
A dicembre, una volta emesse le decisioni definitive di Arcom, dovrebbero arrivare i ricorsi al Consiglio di Stato,
rilanciando un caso che cristallizza le tensioni nel panorama audiovisivo francese.
Nel frattempo Cyril Hanouna e i suoi fan devono prepararsi all’era post-C8, in un contesto dove regna l’incertezza.