
Domenica 3 novembre 2024
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CALABRIA IN DIGITALE: CAMBIO DI NUMERAZIONE E LOGO PER LA GRANDE ITALIA, ELIMINATO ITALIANISSIMA TV NEL MUX LOCALE 2 E 3
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
Nei Mux LOCALE 2 e Mux LOCALE 3 l’emittente LA GRANDE ITALIA ha leggermente modificato il proprio logo
ed è avanzata dalla LCN 254 alla numerazione 186, identificata GRANDE ITALIA,
che in precedenza era occupata da ITALIANISSIMA TV CALABRIA che trasmetteva con il marchio ITALIANISSIMA TV.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.
A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato.


CALABRIA IN DIGITALE: INSERITO ADN PLAY TEST IN HBBTV NEL MUX LOCALE 4
Il canale risulta a schermo nero, mentre sui TV/decoder compatibili con l’HbbTV è visibile un cartello con un conto alla rovescia.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.


La seguente foto fa riferimento alla nostra notizia dello scorso 30 Ottobre che riguarda il Mux DFREE,
dove l’emittente è stata inserita con l’identificativo ADNPLAY sulla LCN 254.
CROAZIA IN DIGITALE - HRT MUX M1: LOGO SPECIALE PER I 20 ANNI DI RTL
Ci spostiamo in Croazia per una curiosità inerente il provider nazionale HRT Mux M1.
Negli ultimi giorni, in occasione dei 20 anni di trasmissione, l’emittente RTL HD (LCN 3),
veicolata in H.265 HEVC ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080,
ha aggiunto il numero 20 in mezzo al proprio logo di rete che è stato sbiancato.

Per quanto riguarda il marchio di RTL 2 HD (LCN 7), trasmesso anch’esso in H.265 HEVC HD con la risoluzione 1920×1080,
non è stata effettuata nessuna variazione sullo schermo televisivo.

Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
Ricordiamo che il seguente bouquet può essere sintonizzato costantemente o saltuariamente,
a seconda delle aree di ricezione, in diverse regioni italiane bagnate dal mar Adriatico.

RADIO DAB - MUX FRIULI-VENEZIA GIULIA DAB: MODIFICATO L'IDENTIFICATIVO DI RADIO CORTINA
Occupiamoci ora della Radio DAB; nel Mux FRIULI-VENEZIA GIULIA DAB
è stato rinominato l’identificativo di RADIO CORTINA in RADIOCORTINA DAB.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

FREQUENZE E POSTAZIONI
| FRIULI-VENEZIA GIULIA | ||
| Canale 9B (204,640 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Col Gaiardin | Caneva | PN |
| Conconello – Via Bellavista | Trieste | TS |
RADIO FM: COLLEGATA RTL 102.5 CALIENTE IN PROVINCIA DI BERGAMO
Per quanto riguarda la radio FM, il gruppo RTL 102.5 ha sostituito l’emittente ammiraglia con RTL 102.5 CALIENTE
dalle postazioni di RONCOLA ad Almenno San Bartolomeo (BG) e CROCE DI CENE a Cene (BG), entrambe attive sui 91.5 MHz.

AERANTI-CORALLO: IN ALCUNE REGIONI LE FREQUENZE DAB SONO TROPPO POCHE
In alcuni bacini regionali del PNAF-DAB le frequenze disponibili per il comparto radiofonico locale sono quantitativamente insufficienti
ai fini delle trasmissioni radiofoniche digitali terrestri DAB+
Dal contenuto dei provvedimenti della DGTEL del MIMIT di pubblicazione delle manifestazioni di interesse espresse dalle società consortili
che svolgono l’attività di operatore di rete locale, ammesse alle procedure per l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze
per le trasmissioni radiofoniche digitali terrestri DAB+, emerge che, in alcuni bacini di utenza previsti dal piano nazionale di assegnazione delle frequenze DAB+
(PNAF-DAB), si renderà necessario espletare i beauty contest di cui all’art. 12 ter della Delibera Agcom n. 664/09/CONS e s.m.i.
in quanto le frequenze pianificate sono in numero inferiore a quelle per le quali è stato manifestato l’interesse.
Ne consegue che, in tali bacini, i fornitori di contenuti radiofonici partecipanti alle società consortili, che non risulteranno, all’esito di beauty contest,
assegnatarie dei diritti di uso, non potranno diffondere i propri palinsesti in tecnica digitale DAB+.
Dichiarazione
Al riguardo l’avv. Marco Rossignoli coordinatore Aeranti-Corallo ha dichiarato:
“In tale modo verranno sostanzialmente disattesi i principi di pluralismo di cui all’art. 24 della legge n. 112/2004
secondo i quali lo sviluppo della diffusione radiofonica in tecnica digitale (T-DAB) deve rappresentare la naturale evoluzione del sistema analogico”.
“Per dare soluzione al problema – ha proseguito Rossignoli – a parere di Aeranti-Corallo,
sarebbe necessario assegnare ulteriori frequenze nei bacini dove le stesse sono, allo stato, quantitativamente insufficienti.
Con un impiego di pochissime ulteriori frequenze, nei bacini dove vi è effettiva esigenza, sarebbe, pertanto, possibile –
ha aggiunto Rossignoli – garantire le risorse radioelettriche necessarie per permettere a tutte le radio locali commerciali e comunitarie interessate
di poter diffondere i propri programmi in tecnica DAB+”.
“Tale risultato – ha concluso Rossignoli – sarebbe raggiungibile qualora si rendesse possibile, anche in deroga alle disposizioni del TUSMA (D. Lgs. N. 208/21 e s.m.i.),
nei casi effettivamente necessari e previo parere dell’Agcom, l’assegnazione da parte del MIMIT di ulteriori frequenze
fermo restando, comunque il divieto, già normativamente previsto, di causare interferenze nei confronti dei Paesi radioelettricamente confinanti”.

MIMIT: PUBBLICATE LA GRADUATORIA E LA LISTA DEGLI IMPORTI PROVVISORI DESTINATI ALLE RADIO COMMERCIALI PER L' ANNO 2024
Con decreto direttoriale del 29 ottobre 2024 sono stati approvati la graduatoria provvisoria
e l’elenco degli importi dei contributi da assegnare alle Radio a carattere commerciale per l’annualità 2024.
Le emittenti che hanno presentato domanda di contributo possono, entro il 28 novembre 2024, presentare richiesta di rettifica del punteggio
o di riammissione della domanda, utilizzando la funzione “reclamo” (icona arancione in basso a destra)
all’interno della propria posizione nella piattaforma Sicem.
PIEMONTE: ULTIME SETTIMANE DI TRASMISSIONI PER RADIO VERONICA ONE
Radio Veronica One spegne le trasmissioni, addio a un pezzo di storia torinese
Dopo quasi mezzo secolo «On Air» le frequenze sono state vendute dalla famiglia Pinna a Radio Birikina
Radio Veronica One spegne le trasmissioni, addio a un pezzo di storia torinese.
Nei quasi cinquant’anni di storia dai suoi microfoni sono passati personaggi noti come Gigi D’Agostino e Gabry Ponte,
mentre a inizio Duemila Pierino Chiambretti commentava in diretta le radiocronache delle partite del Torino.
Oggi però l’epopea, a tratti eroica, di Radio Veronica One sembra essere arrivata al capolinea:
la famiglia Pinna, editore dell’antenna fin dagli Anni Novanta, ha firmato un preliminare di vendita al gruppo veneto di Radio Birikina,
che ha la propria sede a Castelfranco Veneto. Una cessione che dovrebbe diventare effettiva tra la fine di novembre e inizio dicembre.
L’operazione prevede la vendita della frequenza 93.6, mentre il marchio della radio rimarrebbe in possesso della famiglia Pinna,
che diventerà di fatto la concessionaria pubblicitaria.
Licenziamenti in vista
Una novità che è stata comunicata ai dipendenti dell’antenna appena un mese fa:
al momento sono tre i dipendenti della redazione (i giornalisti Alessandro Colombo e Valentina Mansone e la speaker Marina Greco)
a cui, con molta probabilità, verrà comunicato il prossimo licenziamento.
Rimane tutto da scoprire il nuovo progetto editoriale che porterà in dote Radio Birikina,
dal momento che l’attuale sede di Radio Veronica One, che si trova in via Massena 60 a due passi dalla stazione di Porta Nuova,
non rientrerebbe nell’accordo di vendita con il gruppo veneto.
Il primo collegamento nel 1976
Radio Veronica One nacque nel 1976 e deve il suo nome alla leggendaria radio pirata olandese che diffondeva le sue trasmissioni dal Mare del Nord.
Nella sua prima fase di vita, nell’emittente hanno lavorato Max Parisi, Fabio Ravezzani, Mauro De Marco e ancora Edoardo Monasterolo,
Fabio Marelli e Roberto Greganti, tutti ancora oggi impegnati in emittenti radiofoniche o televisioni locali.
All’inizio degli Anni Novanta Veronica One venne rilevata dall’editore Giovanni Pinna,
quando le sue zone di copertura si ampliano andando a coprire le aree di Torino, Cuneo, Alba, Asti, la bassa Val di Susa,
il Canavese, Biella, Vercelli e la provincia di Novara.
Nel 2002 la sua redazione si sposta da via Madama Cristina, nel quartiere di San Salvario, fino agli attuali spazi di via Massena.
Tratto da: www.lastampa.it/torino/2024/11/02/news/radio_veronica_one_spegne_trasmissioni_radio_birikina
Torino, dopo mezzo secolo si spegne la radio (anche) di Chiambretti e Gigi Dag
La famiglia Pinna vende Radio Veronica One ai veneti di Radio Birikina. Licenziamento in vista per i dipendenti
È una delle voci storiche di Torino e del Piemonte, ma adesso la sua storia, dopo quasi mezzo secolo, sembra arrivata al capolinea:
Radio Veronica One chiude, vende le frequenze e quasi certamente licenzia i (tre) dipendenti.
Radio Veronica One, che ha la sede in via Massena dopo un’epoca passata in San Salvario,
è di proprietà della famiglia di Giovanni Pinna, che la rilevò a inizio anni ‘90:
nel 2022 registrava un fatturato di poco più di 346mila euro, con una buona audience in Piemonte e il valore di un marchio storico,
fra gli amanti della radio. Ma proprio il marchio, a quanto pare, non rientra nella trattativa:
la famiglia Pinna, infatti, vende le frequenze 93.6 in FM su cui trasmette.
Ad acquistare è la veneta Radio Birikina, che non si sa se a questo punto trasmetterà con il proprio brand in Piemonte
o utilizzerà in concessione quello storico. La famiglia Pinna, infatti, diventa la concessionaria pubblicitaria torinese
per la radio di Castelfranco Veneto, ma la questione trasmissioni non viene ancora chiarita.
Di certo, dopo quasi mezzo secolo si spegneranno le trasmissioni: la vendita – al momento è stato firmato solo un contratto preliminare –
dovrebbe essere perfezionata fra la fine del mese e l’inizio di dicembre. Radio Veronica One, ispirata alle radio pirata inglesi
che, negli anni ‘60, trasmettevano da navi nel mare del Nord, aveva iniziato la sua attività nel 1976.
Ai suoi microfoni sono passati personaggi come Piero Chiambretti che commentava le partite del Toro
ma soprattutto dj come Gigi D’Agostino e Gabry Ponte.
In redazione al momento lavorano i giornalisti Alessandro Colombo e Valentina Mansone e la speaker Marina Greco,
che hanno appreso un mesetto fa della trattativa e ora attendono il licenziamento da parte dell’editore e di conoscere il piano editoriale di Radio Birikina.

Attualmente la torinese RADIO VERONICA ONE trasmette in FM sulle seguenti frequenze e postazioni:
93.2 MHz da VIA SAN SEBASTIANO a Guarene (CN);
93.4 MHz da VIA GALASSIA a Frabosa Soprana (CN);
93.6 MHz da COLLE DELLA MADDALENA – STRADA DEL COLLE a Pecetto Torinese (TO);
93.7 MHz da CROCE SERRA ad Andrate (TO);
In DAB+ è invece veicolata all’interno del Mux SCR DAB.
LOMBARDIA: SOSTEGNO ALL' EDITORIA LOCALE CON BANDO DA 1 MILIONE DI €
I contributi destinati a Tv, radio e testate giornalistiche online
Regione Lombardia conferma il proprio impegno a favore dell’editoria locale con un bando da 1 milione di euro,
destinato a sostenere le emittenti televisive e radiofoniche locali e le testate giornalistiche online.
La Giunta regionale ha infatti approvato la delibera che definisce i criteri di assegnazione dei fondi,
confermando così il sostegno alle realtà informative del territorio per il 2024.
Bando a sostegno dell’editoria locale
La dotazione finanziaria è suddivisa su due principali linee di intervento.
Alle emittenti televisive e radiofoniche sono destinati 800.000 euro (650.950 euro per le televisioni e 149.050 euro per le radio).
I restanti 200.000 euro andranno a favore delle testate giornalistiche online.
Ruolo fondamentale delle testate lombarde
“Ancora una volta il governatore Fontana e l’intera Giunta – commenta Pierfrancesco Gallizzi,
direttore della Comunicazione di Regione Lombardia – confermano grande attenzione per l’informazione locale.
Come ha sempre evidenziato proprio il presidente Fontana, rivestono infatti un ruolo fondamentale a livello giornalistico.
Sono inoltre un vero e proprio supporto sociale per diffondere notizie in ogni zona della Lombardia”.
Le domande
Nel rispetto delle tempistiche della chiusura dell’esercizio finanziario 2024,
le domande per accedere a queste risorse potranno essere presentate a partire dalle ore 10 di lunedì 4 novembre
fino alle ore 12 del 22 novembre.
I dettagli specifici del provvedimento saranno pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (Burl) n. 44 Seo del 28 ottobre 2024.
Già da venerdì 25 ottobre 2024 è possibile approfondire il provvedimento accedendo a questo link.
EMILIA-ROMAGNA: ANTENNA 5G TRA CA' DI SOLA E SETTECANI;
È IN ARRIVO IL VIA LIBERA DAL COMUNE DI CASTELVETRO (MO)
Tim ha avanzato la richiesta per la nuova installazione
Tra le frazioni castelvetresi di Settecani e Ca’ di Sola sarà presto installato dall’operatore dall’azienda di telefonia Tim
un ripetitore utile per la ricezione del segnale 5G.
È quanto risulta dagli atti pubblicati dall’Albo pretorio del Comune di Castelvetro,
dove si nota un avviso di deposito firmato al Settore Urbanistica del Comune, per dare la via libera di fatto alla costruzione dell’opera.
Il passaggio tecnico al Comune, infatti, è di carattere puramente amministrativo autorizzativo,
utile quindi a permettere all’impresa privata di procedere con i lavori.
Le tempistiche
Attualmente non è noto quando effettivamente partirà il cantiere, presumibilmente a stretto giro dall’approvazione del progetto,
depositato in Comune mercoledì e al vaglio ora dei tecnici. L’antenna si aggiungerà alle due già presenti,
la prima a Levizzano e la seconda nei pressi di via Cavaliera, tra il centro abitato di Castelvetro e le campagne solignanesi.
È stata proprio l’antenna installata a Levizzano, un paio di anni fa, ad aver generato diverse proteste da parte della popolazione,
che specialmente tramite i social network, hanno manifestato le proprio ostilità nei confronti di una tecnologia, il 5G,
che non sempre trova l’accettazione da parte di tutta la popolazione.
Il caso di Sassuolo
Si ricorderà, quest’estate, la mobilitazione di tanti cittadini sassolesi nei confronti del progetto d’installazione
Si ricorderà, quest’estate, la mobilitazione di tanti cittadini sassolesi nei confronti del progetto d’installazione
nei pressi di Borgo Venezia e Ancora, quartiere a ridosso del fiume Secchia.
Da vedere, ora, se questo progetto genererà l’opposizione da parte della cittadinanza,
Da vedere, ora, se questo progetto genererà l’opposizione da parte della cittadinanza,
o se al contrario accetterà la presenza di un nuovo ripetitore 5G, che vedranno sorgere presto tra le due frazioni del paese.
EMILIA-ROMAGNA: 40 ANNI DI RADIONOVA A BUONGIORNO REGGIO
Lo scorso 24 ottobre il giornalista Gabriele Arlotti, presidente della Novanta scs, è stato ospite del programma Buongiorno Reggio,
in onda su Telereggio e condotto da Susanna Ferrari. Il presidente ha parlato della radio in Italia e ha raccontato i 40 anni di Radionova.

TOSCANA: ALLARME 5G ED IL NUOVO CASO;
IL DOCUMENTO, LO STUDIO E LA PAURA DELLE "STAZIONI RADIOBASE"
A Firenze il consiglio del Quartiere 4, con 16 voti favorevoli su 17, chiede alla sindaca il piano dei ripetitori,
emissioni ed esposizioni più basse e un monitoraggio sulla salute
Chiedono alla vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani, e «nel più breve tempo possibile»,
di approntare «un’informativa aggiornata sul piano d’istallazione delle nuove antenne» previste in città dai giganti della telefonia mobile.
E alla sindaca Sara Funaro di monitorare il proliferare dei super ripetitori sdoganati dall’ultimo decreto
con cui il governo ha consentito l’innalzamento del voltaggio dei campi elettromagnetici. Non solo.
Invitano la sindaca a «promuovere un’ampia diffusione nella cittadinanza delle informazioni scientificamente consolidate
sugli effetti sulla salute derivanti dagli impianti di telecomunicazione e dall’utilizzo di telefonia mobile».
Insomma, in Toscana sta per scoppiare un altro caso 5G e questa volta a lanciare l’allarme sulla tecnologia
che promette di portare l’Italia nella nuova era dell’Internet è il consiglio del Quartiere 4.
L’atto
E lo fa con una deliberazione approvata a ottobre 2024 con 16 consiglieri favorevoli su 17 votanti. Di fatto, dall’Isolotto e da Legnaia,
i rioni presieduti dal dem Mirko Dormentoni, giunge una nuova richiesta di chiarezza sullo sviluppo del 5G e dei suoi effetti.
Più o meno con le stesse ragioni che a settembre hanno convinto gli assessori regionali all’ambiente Monia Monni
e alla sanità Simone Bezzini a ordinare uno studio epidemiologico e di monitoraggio ad Ars e Arpat per verificare se ci sia un legame
fra le esposizioni ai campi elettromagnetici generati dalle cosiddette stazioni radiobase (le antenne) e tumori al cervello, leucemie
e altre patologie nella popolazione, soprattutto infantile. Una delibera, quella della giunta Giani,
che aveva sollevato l’indignazione di studiosi come Roberto Burioni e di uno dei commissari Agcom, il pratese Antonello Giacomelli,
che da sottosegretario alle telecomunicazioni sullo sviluppo del 5G aveva puntato gran parte del suo mandato.
La spiegazione
La tesi del no all’indagine ordinata dalla Regione era che tutte le ricerche scientifiche avevano già dimostrato l’infondatezza
di qualsiasi preoccupazione su una possibile correlazione fra cancro e 5G. Insomma, roba da teorie complottiste,
uno spreco di denaro pubblico, avevano liquidato l’iniziativa della giunta Giani. Eppure, perfino l’Oms, sottolineavano da Palazzo Strozzi Sacrati,
nel suo ultimo maxi-report, seppur rassicurando, invitava alla cautela sui campi elettromagnetici, proprio per la «scarsità di dati» raccolti negli ultimi anni.
C’erano perfino state frizioni fra l’assessore al digitale Stefano Ciuoffo e Monni, ma poi Giani aveva deciso di andare avanti con lo studio.
Ora rischia di esplodere un nuovo caso toscano.
Il documento
Nel documento approvato dal Quartiere 4, su impulso del consigliere renziano Cristiano Nesti, si aggiunge un altro elemento.
Con il decreto Concorrenza, spiega il Q4, il governo ha «innalzato i limiti per l’esposizione ai campi elettromagnetici da 6 a 15 volt/metro»
ma «non esiste nessun motivo» per farlo, scrivono i consiglieri, «se non quello economico da parte dei gestori delle telecomunicazioni
che intendono, dopo aver acquisito le licenze per il 5G, risparmiare sui costi per le infrastrutture».
A sostegno delle tesi di BigTel ci sarebbe uno studio del Politecnico di Milano che dimostrerebbe come, con la normativa precedente,
il 62% degli impianti risultava «non espandibile al 5G», il che avrebbe comportato «di dover reingegnerizzare» nel Paese 27.900 impianti»
spendendo 4 miliardi. Questo, scrive il Q4, il «vero motivo che ha spinto il settore ad ottenere l’innalzamento
e a continuare a sostenere un ulteriore innalzamento dei limiti fino a 61 volt/metro», valore «stabilito a livello europeo
per evitare il riscaldamento di tessuti ma non per proteggere dagli effetti biologici avversi su organismi viventi, uomini, animali e piante».
Non solo. Secondo il Q4 «sono tanti i motivi per cui non si sarebbero dovuti aumentare i limiti,
compresi quelli tecnici di sviluppo della tecnologia 5G che, anche a detta della stessa Arpat, è possibile attuare con gli attuali limiti
purché si segua un corretto dimensionamento e posizionamento degli impianti sul territorio».
Inoltre, secondo il Q4, sarebbe in atto una corsa allo spazio elettromagnetico che rischia la saturazione.
«È opinione condivisa fra i tecnici che le potenze dichiarate da parte dei gestori che per primi arrivano in un sito,
vengano massimizzate al fine di accaparrarsi più spazio elettromagnetico possibile in vista di una eventuale futura implementazione
di nuovi impianti, in una logica» che punta «a limitare la concorrenza». Per questo i consiglieri chiedono a Galgani il piano delle installazioni previste
e a Funaro di monitorare le antenne richiedendo dossier aggiornati alla Regione, e al governo di tornare ai vecchi limiti di esposizioni.
Non solo. Invitano la sindaca a varare una campagna di informazione per i cittadini sugli effetti da 5G sulla salute.
Che siano o meno paranoie da teorici del complotto.
MARCHE: PROBLEMI E PROTESTE PER IL 5G A FANO (PU)
Il 5G conquista la città, ecco altre antenne. Le proteste dei residenti finiscono a vuoto
In via XI Strada è ripresa l’installazione del ripetitore che il Comune aveva chiesto di sospendere. Nessuna speranza
Le proteste dei cittadini e l’impegno del Comune non fermano le antenne 5G di Bellocchi e Tombaccia:
le società sono già in possesso delle autorizzazioni per installare le stazioni radio.
In via XI Strada, Inwit (che opera per Tim e Vodafone) ha ripreso la costruzione dell’antenna che il Comune aveva chiesto di sospendere
nell’estremo tentativo di convincere la società a prendere in considerazione la proposta di siti pubblici alternativi.
Inwit non ne ha voluto sapere e sono ripartiti i lavori.
Nessuna speranza neppure per i residenti di Tombaccia di vedere traslocare altrove l’antenna 5G,
prevista sulla destra di via Tombaccia (lato sud) subito dopo la grande rotatoria della Statale 16,
anche in questo caso la società sarebbe già in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie.
“Per Tombaccia il parere positivo della conferenza dei servizi – ricorda il vice sindaco Loretta Manoccchi – risale al 5 marzo 2024
(giunta Seri ndr), al quale ad agosto si è aggiunto quello di Enac”.
Informazioni che sono state fornite ai residenti di Tombaccia dalla giunta Serfilippi nell’affollato incontro di mercoledì sera.
In realtà sembra che nei mesi scorsi l’ufficio Ambiente del Comune avesse individuato negli hangar dei carri di Carnevale di viale Piceno
un’alternativa al sito individuato da Iliad e che ci fosse anche l’accordo della Carnevalesca.
“Nessuno, però, della precedente amministrazione di centrosinistra – fa notare Manocchi – avrebbe formalizzato tale proposta alla società di telefonia”
che, dunque, è andata avanti sull’area di Tombaccia. “Il sindaco Serfilippi e gli assessori ci hanno ribadito – raccontano i cittadini –
che non c’è modo di opporsi all’antenna, neppure tramite ricorso al Tar.
Noi in ogni caso cercheremo di avere un incontro con Iliad per manifestare le nostre preoccupazioni”.
Quello che unisce tutti i comitati nati in città contro il 5G (Bellocchi, Fenile, Metaurilia, Tombaccia e Don Orione) sono i possibili rischi,
a breve e lungo termine, per la salute umana derivanti dalle emissioni elettromagnetiche di tali impianti.
Si complica anche la situazione dell’antenna 5G di Iliad prevista nel campo Don Bosco del Don Orione.
L’area individuata dal Comune non è stata accettata dalla società di telefonia che avrebbe avanzato un’altra proposta verso Sant’Orso.
“Ipotesi – spiega Manocchi – che non abbiamo preso in considerazione perché non è un’alternativa all’attuale ubicazione
ma l’indicazione di un ulteriore sito per una nuova antenna”.
Tra l’altro 500 firme raccolte contro l’impianto del campo Don Bosco saranno consegnate dal comitato cittadino al sindaco Serfilippi.
Rimane la speranza di spostare almeno il 5G di Metaurilia (via Jozzino).
“Non essendoci ancora una formale richiesta da parte della società – commenta Manoccchi – come giunta ci siamo mossi in anticipo
per suggerire in alternativa a via Jozzino la stazione di sollevamento delle acque di Aset”.
5G, l’Opera Don Orione:: “Con Iliad zero accordi”
Don Cristiano Castellaro chiarisce: “Non ci sono impegni contrattuali”.
E aggiunge: “L’istituto è estraneo alle autorizzazioni, che spettano al Comune”.
“L’Opera Don Orione, allo stato, non ha sottoscritto impegni contrattuali con società che svolgono l’attività di realizzazione di rete di trasmissione radiomobile”.
È quanto fa sapere don Cristiano Castellaro dell’Opera Don Orione di Fano al centro dell’attenzione dei cittadini
per l’antenna 5G di Iliad che dovrebbe essere installata nel campo Don Bosco dell’istituto Don Orione.
Antenna che preoccupa non poco i residenti della zona tanto da costituire un Comitato
e raccogliere 550 firme che sono state consegnate al sindaco Luca Serfilippi e al vicesindaco Loretta Manocchi.
Aggiunge don Cristiano Castellaro: “L’istituto Don Orione è estraneo alle procedure per il rilascio di tutte le autorizzazioni amministrative,
regolamentari e paesaggistiche necessarie per l’installazione e gestione di impianti tecnici e antenne di trasmissione radiomobile ad uso pubblico.
È compito esclusivo del Comune e delle pubbliche amministrazioni interessate, adottare un piano di antenne,
scegliere i luoghi dove posizionare gli impianti ed accogliere e autorizzare le richieste dei provider nel rispetto della normativa di legge
e della tutela della salute dei cittadini”.
In ogni caso il 15 novembre ci dovrebbe essere l’ulteriore definitiva conferenza dei servizi, che era stata rinviata di un mese su richiesta del Comune,
per l’autorizzazione dell’antenna 5G proprio nel campo Don Bosco. Difficile che si prospetti una alternativa, come sperato dai cittadini,
in quanto la proposta di un diverso sito pubblico avanzata dal Comune ad Iliad è stata rifiutata dalla società.
Quest’ultima, a sua volta, avrebbe indicato un’area a Sant’Orso che, però, non è stato presa in considerazione dall’Amministrazione comunale
perché “non considerata un’alternativa al Don Bosco ma un ulteriore punto dove installare una nuova antenna”.
Situazione che il vice sindaco Loretta Manocchi spiegherà ai rappresentanti del Comitato cittadino.
Chiusa, invece, definitivamente la questione di Bellocchi in quanto l’antenna 5G di Inwit (società che opera per Tim e Vodafon)
è già stata innalzata in via XI Strada. Nessuna speranza di spostare altrove neppure l’impianto 5G di Tombaccia, anche in questo caso di Iliad:
la società è in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie già dal 5 marzo 2024 (giunta Seri) a cui si è aggiunto, in agosto, l’ok di Enac,
uno degli enti chiamato ad esprimersi. L’unica situazione ancora aperta è quella di via Jozzino a Metaurilia:
il Comune ha già individuato come proposta alternativa la stazione di sollevamento acque di Aset.
CALABRIA: MONITORAGGIO 5G A SIDERNO (RC);
AL VIA I CONTROLLI SULLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE
Accordo tra Comune e Arpacal per 30 misurazioni in sei mesi; obiettivo: verificare la sicurezza delle antenne per la salute pubblica
A Siderno sono stati concordati i controlli sulle emissioni elettromagnetiche delle antenne 5G,
rispondendo così alle richieste del comitato cittadino “No al 5G sotto casa”.
L’Arpacal, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria, è stata incaricata di eseguire una campagna di monitoraggio
sul territorio per garantire il rispetto dei limiti di esposizione previsti dalle normative.
La sindaca Mariateresa Fragomeni ha incontrato i rappresentanti del Comitato per informare sul preventivo approvato e sulle modalità operative.
Il monitoraggio, della durata prevista di sei mesi a partire dalla stipula del protocollo, prevede l’esecuzione di 30 misurazioni puntuali.
Queste saranno realizzate in corrispondenza delle stazioni radio base e in prossimità degli impianti di telefonia mobile dislocati sul territorio comunale.
L’Arpacal, in collaborazione con l’ufficio tecnico del Comune e il dipartimento radiazioni/rumore della sede di Reggio Calabria,
utilizzerà strumentazione dedicata per le rilevazioni, che permetteranno di raccogliere dati sulle emissioni a radiofrequenza
e verificarne la conformità ai limiti di legge.
Il Comune ha stanziato per il servizio un importo complessivo di 2.177,70 euro (Iva inclusa),
con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il monitoraggio sulle fonti di emissione ad alta frequenza presenti a Siderno.
Pietro Origlia, tra i fondatori del Comitato, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa:
“Con il supporto di oltre 1.200 firme siamo riusciti a ottenere il monitoraggio preventivo sull’antenna Vodafone di via Carrera,
a tutela della salute dei cittadini esposti alle emissioni”.
Il comitato, da tempo attivo per sensibilizzare la cittadinanza sui possibili rischi legati all’esposizione elettromagnetica,
ha ringraziato la sindaca per l’impegno e la collaborazione dimostrata.
Fragomeni ha più volte sollecitato l’Arpacal affinché il monitoraggio fosse realizzato con rapidità ed efficacia,
rispondendo così alle preoccupazioni dei cittadini.
SICILIA: RAI E MEDIASET OSCURATE QUASI TUTTE LE SERE; LA RABBIA DEI RESIDENTI DI NARO (AG)
La situazione va avanti da oltre un anno e si registrano casi in tutto il territorio comunale
Da diverso tempo i canali televisivi di RAI e Mediaset, principalmente la sera dopo le 20.00,
continuano a rimanere oscurati in quasi tutta Naro e nella vicina Camastra.
Tante le segnalazioni arrivate in redazione soprattutto di anziani
che la sera continuano a rimanere senza più la compagnia dei palinsesti delle tv nazionali.
Dopo la chiusura di quasi tutte le emittenti televisive locali, infatti, molti hanno perso il loro punto di riferimento
e anche TGR, trasmesso da Rai Sicilia su Rai3, è scomparso dalle televisioni dei naresi.
La situazione va avanti da oltre un anno e si registrano casi in tutto il territorio comunale.
Secondo chi ha approfondito la questione “la tecnologia dei segnali televisivi su digitale terrestre infatti prevede che
la potenza di sera si abbassi di qualche dB, motivo per cui potrebbero verificarsi disservizi, ma potrebbe anche scomparire completamente”,
per altri invece il problema è da ricercarsi nella propagazione troposferica: un fenomeno naturale che può variare in intensità e durata
e che può avere un impatto sulla ricezione del digitale terrestre “specialmente in condizioni atmosferiche particolari, come l’alta umidità,
le variazioni di temperatura o i cambiamenti di pressione atmosferica.
Il fenomeno si manifesta comunemente sotto condizioni di elevata pressione atmosferica, durante giornate caratterizzate da cieli tersi
e privi di nuvole, accompagnate da una calma dei venti. Durante il tramonto, l’aria presente nell’atmosfera inizia a raffreddarsi,
ma gli strati superiori si raffreddano a un ritmo diverso rispetto alla superficie terrestre”.
In entrambi i casi la soluzione sarebbe quella di affidarsi alla trasmissione satellitare o allo streaming.


REPUBBLICA DI SAN MARINO: IL NUOVO DG ROBERTO SERGIO IN VISITA PER LA PRIMA VOLTA ALLA SAN MARINO RTV
Già al lavoro per il rilancio dell’azienda, da tempo in una fase patrimoniale delicata.
Plauso ai dipendenti per aver affrontato il periodo di vacatio con professionalità
“La parola ‘interim’ solo un fatto formale, la presenza ci sarà perché sarò Direttore Generale a tutti gli effetti,
per il tempo necessario, che non ha scadenza”. Si presenta così, Roberto Sergio ai dipendenti della San Marino Rtv,
a pochi giorni dalla nomina avvenuta in Cda a Viale Mazzini e tempestivamente salito sul Titano
per un primo contatto con l’Azienda da mesi in una fase delicata:
nuova guida in grado di muovere le leve giuste nel doppio ruolo di Direttore Generale della Rai
e con una visione chiara dei primi interventi da mettere in campo:
“Già al lavoro – assicura – su ipotesi di palinsesto; nuovi programmi che possono essere messi a disposizione dalla Rai;
eventi che potrebbero contribuire ad una crescita dei ricavi e quindi ulteriori sviluppi per la Rtv;
e poi l’innovazione tecnologica, per poter usufruire di studi avanzati evitando costi di scenografia, e investimenti infrastrutturali.
L’obiettivo – anticipa – è definire un bilancio in pareggio per il 2024 e auspicabilmente in attivo nel 2025”.
“Grandi potenzialità. Voi avete fatto uno straordinario lavoro – ha detto ai nostri microfoni il DG Roberto Sergio –
anche soprattutto in un periodo di vacatio della Direzione Generale. Sono convinto che si può ripartire da basi molto, molto solide.
Bisognerà lavorare bene insieme, bisognerà immaginare nuovi scenari sui quali confrontarsi.
Io sono fiducioso, è fiduciosa la Rai che ha scelto di essere presente e di impegnarsi in maniera forte per il rilancio di San Marino Rtv
e quindi sono contento di essere oggi qui con voi”. Tra le priorità, il mantenimento dei posti di lavoro.
Insieme al Direttore, uno staff di professionisti – Marco Lanzarone, oggi qui presente
e Paola Marchesini – ad accompagnare Rtv verso il nuovo corso.
“La San Marino Rtv c’è sempre stata, lo ha dimostrato quando non aveva un Direttore, siete stati bravissimi nel periodo di vacatio.
Oggi c’è un grande Direttore Generale, uomo Rai di primo piano. Abbiamo grandi aspettative.
Qui oggi a pochi giorni dalla sua nomina, ha voluto toccare con mano questa realtà.
Abbiamo come Stato, come Paese, come San Marino Rtv, come emittente di Stato la possibilità di rilanciare davvero questa realtà.
È nelle corde del Direttore Generale nuovo, – afferma il Segretario di Stato all’Informazione Federico Pedini Amati –
ha volontà di farlo, ha dei collaboratori pronti a dargli una mano. Io sono sicuro ogni dipendente di Rtv, dal primo all’ultimo,
faranno il proprio lavoro per portare in alto la nostra Televisione di Stato.
È un lavoro collegiale del Governo, il Segretario Beccari e il Segretario Fabbri erano con me in questo viaggio,
abbiamo voluto fortemente che il nuovo Direttore fosse un uomo di primo piano di Rai e Rai ha risposto “presente””.
Rilancio che conta sulla piena collaborazione del Governo e di ERAS, ribadita dal Segretario di Stato all’Industria e Telecomunicazioni,
Rossano Fabbri e dal Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, a confronto in mattinata con Sergio a Palazzo Begni.
“Credo che Rai, mettendo in campo il suo Direttore Generale, ha dato un segnale importantissimo di attenzione alla nostra emittente –
dichiara il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari – quindi credo che la figura di Roberto Sergio sarà quella che meglio di altri
potrà permettere di consolidare questa collaborazione. Rtv necessita sicuramente di tante cose, necessita di investimenti,
di una programmazione a lungo termine, di quelle che possono essere le linee di sviluppo, e ovviamente lo dobbiamo fare con il nostro socio
che anche il principale partner tecnologico e di prodotto, quindi direi una sinergia perfetta per avviare il nuovo ciclo”.
La nomina di Roberto Sergio ora dovrà essere approvata in Cda di Rtv e Assemblea dei Soci.

LIECHTENSTEIN, ADDIO ALLA RADIO PUBBLICA
I cittadini del principato hanno detto sì ad un’ iniziativa della destra che chiedeva di sopprimere il contributo pubblico all’emittente
Con il 55,4% dei suffragi (in cifre assolute: 6’786 voti contro 5’457) i cittadini del Liechtenstein hanno deciso di abolire il sostegno statale alla radio del principato.
Lo riferisce il sito del governo, precisando che la partecipazione al voto è stata del 59,3%.
La proposta è stata promossa dai Democratici per il Liechtenstein (DPL), partito nato nel 2018
da una scissione nel campo conservatore che ha ottenuto alle ultime elezioni (2021) l’11% dei suffragi,
aggiudicandosi due dei venticinque seggi al Parlamento.
Il DPL esprime posizioni euroscettiche (il Liechtenstein fa parte dello Spazio economico europeo, che la Svizzera ha rifiutato nel 1992)
e contrarie all’immigrazione.
I promotori lamentavano il fatto che – nonostante l’emittente abbia fino a oggi ricevuto il 70% dei finanziamenti pubblici ai media,
pari a circa quattro milioni di franchi all’anno – l’emittente abbia dovuto essere salvata in più di un caso con prestiti di emergenza.
Secondo il partito emittenti private potrebbero fornire migliori prestazioni di servizio pubblico a costi inferiori.
Il governo chiedeva invece di respingere l’iniziativa, affermando che con soli 40’000 abitanti
c’è il rischio che in futuro non esistano più stazioni radio nel principato,
con importanti conseguenze negative sulla formazione dell’opinione pubblica e sull’identità nazionale.
Non è chiaro cosa succederà ora. Incoraggiata dalla destra, la privatizzazione di Radio L (come viene informalmente chiamata)
è già stata oggetto di dibattito negli scorsi anni.
Radiotelevisione e Liechtenstein, una storia sofferta
Le prime trasmissioni radiofoniche dal Liechtenstein risalgono all’autunno del 1938, in Onde Medie, e durarono circa un anno:
con lo scoppio della Seconda guerra mondiale e una serie di difficoltà finanziarie, la Lirag (la società radiofonica) sospese il servizio.
L’attuale compagnia è nata nel 1995, dopo qualche anno di sperimentazioni, come emittente privata.
Solo nel 2004 è stata trasformata in una stazione pubblica, per evitarne la chiusura quando l’investitore che l’aveva fondata si è ritirato.
Si noti che fino al 1999 il Liechtenstein ha riscosso un canone radiotelevisivo, con cui finanziava la distribuzione di programmi radio e TV dalla Svizzera.
Il Liechtenstein è stato l’ultimo stato d’Europa ad avere una propria televisione, 1FLTV, che però è una società privata.
In passato la stazione ha tentato di entrare nell’Unione europea di radiodiffusione (UER/EBU) per poter partecipare ad Eurosong.
I passati tentativi del principato di essere ammesso al concorso sono falliti proprio a causa della mancanza di una propria televisione
(avere una radio non basta). Insieme al Vaticano, il Liechtenstein è così l’unico stato d’Europa a non avere mai partecipato al festival.
PIEMONTE: ADDIO A GIANFRANCO MONDINO, EX REGISTA DI TELECUPOLE
Saluzzo piange Gianfranco Mondino
Aveva 61 anni, era stato regista di Telecupole
Saluzzo. Cordoglio in città per la morte di Gianfranco Mondino, 61 anni.
L’uomo era molto conosciuto per esser stato regista della nota emittente locale Telecupole.
Ecco il messaggio della TV: “Hai dedicato tutta la vita a Telecupole, come se fossimo la tua famiglia. Rimarrai sempre con noi.
Buon viaggio Mondo”. Così lo ricorda un ex collega, Massimo: “Ciao Mondo”, così ti chiamavano tutti a Telecupole,
ricordo ancora, come fosse ieri, quando ci siamo conosciuti all’inizio degli anni ’90… proprio lì, nel tuo regno, nella tua casa…
abbiamo fatto tante cose insieme, mi hai dato l’onore di esserci, qualche volta anche di condurre insieme ad altri della famiglia Telecupole.
Ti ricorderò sempre con affetto per tutte le serate, le mattinate a registrare…
mi piace pensare che continuerai a fare il Regista anche in cielo… ciao Mondino”.
Ad annunciarne la scomparsa il fratello Luigi con la moglie Elisabetta, la nipote Cristina, le zie, i cugini e parenti tutti.

ABRUZZO: ADDIO A DINO VITULLO, STORICO CINE OPERATORE ABRUZZESE
Era nato a Canosa Sannita. Fu uno dei primi abruzzesi a lavorare per la televisione, negli anni Ottanta
L’Abruzzo perde Dino Vitullo: strorico cineoperatore, grafico e fotografo.
Era originario di Canosa Sannita dove, negli anni ’80, mosse i primi passi nel mondo dell’etere analogico dando voce e video alle televisioni private.
Cominciò a fare televisione prima di tutti: da Tvq ad Antenna 10, di cui fu uno dei motori,
fino alle televisioni degli anni ’80 dove curava regia, pubblicità e dirette oltre a formare i cameraman.
Nel tempo Vitullo si era specializzato in video, fotografia ed effetti speciali per il cinema.
Ha lavorato con la società Videa, una delle prime a fare computer grafica ad altissimo livello e ha collaborato anche a produzioni Mediaset.
Nel 2015, al largo delle coste libiche in acque internazionali nel Mar Mediterraneo,
Vitullo aveva documentato il lavoro del Cisom-Corpo italiano di soccorso dell’ordine di Malta
e il Corpo delle capitanerie di porto – guardia costiera, con i migranti.
Con la Zerologica, creata negli ultimi anni, Vitullo realizzava prodotti video e di immagine per privati ed enti pubblici,
sempre pronto a evidenziare un punto di vista diverso sulle cose, fatto di umanità e sostenibilità,
due temi che hanno dominato tutta la sia vita.
I funerali si sono tenuti il 31 ottobre, alle ore 15, a Canosa Sannita, nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.