
Venerdì 19 luglio 2024
ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
ANCORA DIFFICOLTÀ SULLA BANDA FM E SUI 700 MHZ CON L' ALBANIA,
PASSI IN AVANTI PER LA FIRMA DELL' ACCORDO DAB NELL' AREA ADRIATICA-IONICA.
Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha organizzato due nuovi incontri via web:
il primo il 26 Marzo, il secondo il 31 Maggio.

Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ ITALIA.
A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE FM
L’ ITALIA ha dichiarato che il gruppo di lavoro istituito secondo il decreto legislativo n. 207/2021
ed incaricato di sviluppare azioni per la risoluzione delle interferenze transfrontaliere FM ha concluso la propria attività
e la relazione è ora sotto esame da parte del Governo.
Sono previste 2 opzioni: definire un approccio chiaro con gli operatori radiofonici per risolvere i casi d’interferenza
od in alternativa i sistemi di compensazione volontaria.
Per quanto riguarda la 1’ soluzione, la Direzione Generale del Ministero italiano definirà il percorso da intraprendere con gli operatori
insieme alle sedi locali per ridurre il rischio di possibili cause legali fra le parti,
facendo riferimento all’articolo 45 del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (CECE)
che prevede la necessità di rispettare il diritto internazionale e l’inammissibilità delle interferenze transfrontaliere,
in mancanza di una normativa UE specifica riguardante la banda FM.
Successivamente si procederà caso per caso con il rispettivo operatore,
in base all’elenco prioritario dei casi d’interferenza stabilito dai Paesi limitrofi coinvolti.
Agli operatori sarà richiesta una soluzione che dovrà essere valutata dall’amministrazione per determinarne l’utilità nel risolvere il disturbo transfrontaliero.
In caso di esito negativo, spetterà all’amministrazione proporre soluzioni tecniche.
Nel frattempo gli uffici locali stanno allineando il database delle stazioni FM del Ministero con lo stato delle autorizzazioni.
In merito alla rottamazione volontaria, l’ ITALIA ha affermato che fa parte di una strategia per aumentare e migliorare la disponibilità della piattaforma DAB
ed alleggerire, al tempo stesso, la banda FM, permettendo così di risolvere specifici problemi d’interferenze transfrontaliere,
in particolare per quegli operatori che trasmettono contenuti radiotelevisivi in simulcast e che dunque potrebbero approfittarne per ridurre le spese.
Tuttavia sarà impossibile spegnere la rete FM ed obbligare il passaggio al DAB contemporaneamente.
È ancora in corso il dibattito tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze
per stabilire la quantità dei fondi da stanziare.
Una volta raggiunto l’accordo, è previsto l’inserimento di una disposizione finanziaria nella legge di bilancio italiana per il 2025,
la cui approvazione dovrebbe avvenire verso Dicembre 2024.
Dopo l’entrata in vigore, il MIMIT dovrà definire, al più presto possibile, le regole e le modalità per la richiesta della compensazione economica
e le relative tempistiche per la rottamazione delle frequenze.
È stato confermato che, secondo il quadro giuridico che regola le reti FM, la rottamazione rimarrà volontaria.
Inoltre non sarà consentita la rinuncia parziale dei propri diritti d’uso, mentre verrà ammesso il rilascio volontario di frequenze FM
che non disturbano i Paesi vicini, offrendo così l’opportunità agli operatori responsabili dei disturbi transfrontalieri di effettuare il cambio canale,
a patto di rispettare le necessarie procedure di coordinamento.
Sono state espresse preoccupazioni in merito al possibile successo o meno del sistema di compensazione volontaria,
pertanto è stato chiesto all’ ITALIA, in particolare dalla CROAZIA, di garantire fondi sufficienti e di includere misure alternative
nel caso in cui la rottamazione spontanea non riuscisse a risolvere definitivamente il problema delle interferenze,
In termini di tempistiche, non è stata fissata alcuna scadenza precisa,
tuttavia dovrebbe trascorrere almeno un anno affinché i Paesi colpiti inizino a beneficiare di questo schema.
Nella relazione italiana, inoltre, sono incluse altre misure destinate ad essere attuate nel medio-lungo termine.
L’ ITALIA ha accettato di condividere il rapporto del proprio gruppo di lavoro FM con la Commissione Europea (CE),
come suggerito nelle precedenti riunioni, ma dovrà apportare delle modifiche per evitare false aspettative.
Questa relazione cercherà di rassicurare la SLOVENIA,
preoccupata per l’interpretazione del diritto internazionale in materia di spettro radio da parte dell’ ITALIA.
La CROAZIA ritiene importante definire le azioni e le scadenze e la condivisione del rapporto italiano o con il RSPG o con la CE
per capire quali soluzioni possono risultare efficaci contro le interferenze FM
Il rappresentante della CE ha fatto riferimento anche all’ articolo 258 del Trattato UE
che prevede il diritto della Commissione Europea d’agire contro uno Stato membro.
È stato avviato un processo informale contro l’ ITALIA, tuttavia non sono escluse azioni formali, come già richiesto da SLOVENIA, CROAZIA e FRANCIA.
È stato tirato in ballo anche l’ articolo 259 del relativo trattato, secondo il quale uno Stato membro può agire contro un altro.
Il diritto dell’UE prevede obblighi chiari per quanto riguarda il rispetto del diritto internazionale,
pertanto i tribunali nazionali avranno difficoltà ad evitare l’applicazione di tali obblighi,
soprattutto se i contenziosi vengono esaminati dalle Corti di giustizia dell’UE.
A differenza di SLOVENIA e CROAZIA, la FRANCIA ha manifestato grande fiducia nei confronti dell’attività del gruppo di lavoro FM italiano,
poiché ritiene che, oltre a risolvere le attuali interferenze, la banda FM verrà sfruttata equamente,
come sta già avvenendo sia con il DAB sia con le frequenze UHF.
L’ Autorità francese per la radiodiffusione (ARCOM) considera talmente fondamentale la questione
che ha spedito una lettera all’ambasciata francese in ITALIA per metterla al corrente della situazione.
Il rappresentante della CE ha dichiarato che l’approccio migliore per uno Stato membro interessato
è quello di affidarsi alle disposizioni stabilite dall’articolo 28, comma 3, del CECE richiedendo il supporto del RSPG.
L’ ITALIA ha affermato che la liberazione dei 700 MHz dai servizi TV è stata portata a termine con successo anche grazie a fattori esterni,
come la decisione dell’UE sui 700 MHz, mentre non esiste alcuna indicazione simile per la banda FM,
la cui situazione è complicata ulteriormente dal sovraffollamento dello spettro radiofonico.
Il RSPG ha sottolineato che non è stato possibile stilare una tabella di marcia, secondo le indicazioni fornite durante l’incontro del Novembre 2022,
Per quanto riguarda i disturbi FM italiani ai danni di FRANCIA, SLOVENIA, CROAZIA e MALTA, la situazione è rimasta pressoché invariata.
Persiste, dunque, l’interferenza nei confronti dell’emittente Radio Nostalgie sugli 88.3 MHz dalla postazione di Bonifacio (Corsica).
Non è stato possibile raggiungere un accordo sulla metodologia di misurazione,
pertanto la valutazione della compatibilità delle stazioni FM avverrà tramite simulazioni.
I relativi risultati, comprese alcune forti restrizioni proposte dall’ ITALIA nei confronti delle richieste di coordinamento francesi,
sono oggetto di studio e verranno ulteriormente discussi a causa di divergenze.
La FRANCIA ha sottolineato che per rispettare l’applicazione del principio d’accesso equo non può accettare forti restrizioni
per proteggere le assegnazioni FM italiane non coordinate, tuttavia è fiduciosa che verrà trovata una soluzione in un futuro incontro bilaterale.
L’ ITALIA ha replicato che sta cercando di ridurre il più possibile l’impatto sulle proprie assegnazioni non coordinate
e ha già escluso a priori lo spegnimento di queste frequenze.
Nonostante le varie difficoltà, sono stati firmati accordi di coordinamento per 2 stazioni FM ciascuna
ed adesso le relative procedure potranno essere intraprese in base all’accordo di Ginevra 1984 (GE84).
Per quanto riguarda il caso delle emittenti FM francesi attive dall’isola d’Elba, ci sono stati dei progressi,
tuttavia restano ancora da definire alcuni aspetti, come ad esempio chi sarà il titolare della licenza.
È stata proposta una bozza d’accordo che la FRANCIA sta attualmente valutando.
L’ ITALIA ha confermato la propria disponibilità a regolarizzare la posizione di queste stazioni francesi non autorizzate
che continuano ad trasmettere sul proprio territorio.
La SLOVENIA ha proposto lo spegnimento di tutte le emittenti FM italiane non coordinate, in alternativa al sistema di compensazione volontaria.
La stessa proposta è stata suggerita anche per le stazioni DAB non registrate nei relativi piani ITU.
in particolare quello che riguarda la postazione di MONTE BIOKOVO sugli 89.7 MHz
e di Radio Play Capital, veicolata dal ripetitore di MONTE MAJELLA – FONTE TETTONE a Roccamorice (PE).
L’ ITALIA ha risposto che intende affrontare il caso specifico con i rispettivi uffici locali in modo da chiarire gli eventuali passaggi da intraprendere.
Sarà fondamentale essere il più trasparenti possibile nel presentare la questione agli operatori che dovranno porre un rimedio.
L’amministrazione italiana imporrà misure più drastiche per quelle soluzioni che non saranno risolutive.
La CROAZIA è ulteriormente preoccupata per il fatto che l’estate favorirà una migliore propagazione delle onde radio,
peggiorando di conseguenza la situazione delle interferenze FM, e pertanto ha chiesto all’ ITALIA di sistemare, prima di tale periodo,
il problema che continua ad affliggere il ripetitore di MONTE BIOKOVO.
MALTA s’aspetta che i progressi sui vari casi di disturbo vengano registrati nel quadro della relazione del gruppo di lavoro italiano riguardante la banda FM.
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)
L’ ITALIA ha dichiarato che i diritti d’uso delle reti DAB nazionali sono già stati rilasciati,
mentre non è stato ancora completato il processo d’assegnazione delle frequenze locali.
A titolo informativo è stato riportato che, in seguito al beauty contest italiano, il Mux EURODAB ITALIA s’è aggiudicato il Lotto n. 3,
mentre il Mux DAB+ RAI ha dovuto accontentarsi del Lotto n. 1.
Il Mux EURODAB ITALIA si sposterà dal Canale 12A ad un’altra frequenza in conformità con l’Accordo di Ginevra 2006 (GE06).
mentre il Mux DAB+ RAI ha dovuto accontentarsi del Lotto n. 1.
Il Mux EURODAB ITALIA si sposterà dal Canale 12A ad un’altra frequenza in conformità con l’Accordo di Ginevra 2006 (GE06).
Nel frattempo i Paesi confinanti hanno confermato l’assenza d’interferenze DAB italiane.
La CROAZIA ha effettuato diverse rilevazioni, riscontrando alcune trasmissioni italiane irregolari che comportano la violazione dell’Accordo GE06
e nello specifico l’utilizzo dei seguenti blocchi:
L’ ITALIA ha dichiarato che l’1 Ottobre 2020 SLOVENIA e CROAZIA avevano concordato l’utilizzo temporaneo del Canale 7C
FRAZIONE RUBBIO – CIMA FORCELLA a Bassano del Grappa (VI) e MONTE CORNO – VECCHIO ALBERGO RISTORO a Lusiana (VI)
fino a quando non sarebbe stato firmato l’accordo VHF Adriatico-Ionico, ma non oltre il 31 Agosto 2021.
e ha chiesto all’ ITALIA di spegnere questa frequenza il prima possibile per evitare interferenze alla futura stazione DAB montenegrina
che dovrebbe essere accesa nel giro di poco tempo.
Il MONTENEGRO ha ricordato d’aver diritto all’utilizzo del blocco 12C in base all’accordo GE06
e la situazione dovrebbe rimanere tale anche dopo la firma dell’intesa per la banda VHF nell’area adriatica e ionica.
L’ ITALIA ha risposto che queste trasmissioni erano state autorizzate nel 2014 durante la fase sperimentale del DAB
e ha dichiarato che il Canale 12C sarà disattivato in Puglia entro la fine di Settembre 2024 ed in Abruzzo entro la fine del 2024.
Inoltre ha confermato che, in linea con il proprio piano DAB provvisorio, le emittenti utilizzeranno esclusivamente i diritti GE06 italiani
ed alcune di queste stanno ancora cambiando frequenza.
Lo scorso 29 Febbraio s’è riunito nuovamente il gruppo Adriatico-Ionico e tutte le parti hanno manifestato l’intenzione di riprendere e concludere il processo.
Inoltre è stato rivisto il testo della bozza d’accordo per una maggior semplificazione.
Gli incontri successivi si sono svolti virtualmente il 5 Aprile ed il 17 Maggio
e l’ ITALIA ha presentato un aggiornamento generale sulle attività in corso all’interno del gruppo Adriatico-Ionico.
Il progetto d’accordo comprende disposizioni generali ed un piano di distribuzione delle frequenze che comprende le varie assegnazioni.
Mentre alcune frequenze saranno riservate esclusivamente ad un determinato Paese, altre saranno utilizzate su base condivisa.
Sarà possibile aumentare il numero delle assegnazioni, a patto di rispettare alcune regole.
Prima dell’ultima riunione, l’ ITALIA ha presentato la sua valutazione preliminare sulle assegnazioni proposte dagli altri Paesi.
Durante la sua analisi ha individuato quelle ritenute non idonee alla bozza del piano
e sono ancora in corso delle discussioni su come risolvere questo problema.
Contemporaneamente l’ ITALIA sta aspettando il parere delle altre amministrazioni sui propri diritti.
Il gruppo Adriatico-Ionico ha intenzione di riunirsi per l’ultima volta in CROAZIA a Settembre 2024.
Dopo aver risolto tutte le questioni con l’ ITALIA, l’ ALBANIA ha intenzione di raggiungere un’intesa anche con la MACEDONIA DEL NORD
nella rispettiva area di coordinamento.
L’ ALBANIA ha ricevuto dalla MACEDONIA DEL NORD una bozza del piano di distribuzione dei canali VHF lo scorso 15 Marzo.
È stata svolta anche una riunione bilaterale in cui sono stati scambiati commenti sulle indicazioni macedoni.
In seguito a quell’incontro, la MACEDONIA DEL NORD ha presentato delle proposte modificate all’ ALBANIA,
la cui risposta era attesa entro la prima settimana di Giugno.
La MACEDONIA DEL NORD ha dichiarato d’aver presentato la bozza del piano di distribuzione delle frequenze VHF
anche alle altre amministrazioni degli Stati limitrofi e ha sottolineato d’aver compiuto enormi sacrifici,
soprattutto per il digitale terrestre, per accettare i canali già concordati con i Paesi vicini.
Per quanto riguarda la BULGARIA, la MACEDONIA DEL NORD sta finalizzando i dati e prevede di tenere presto colloqui bilaterali
ed ha indicato che sono previste discussioni bi/multilaterali durante la seconda settimana di Luglio anche con ALBANIA, GRECIA e SERBIA.
Sono stati effettuati passi in avanti sulle varie questioni in sospeso ed è fiduciosa che verranno trovate soluzioni reciproche.
La GRECIA ha confermato d’aver analizzato la richiesta della MACEDONIA DEL NORD ed è disponibile a tenere colloqui bilaterali
per discutere in merito al piano di distribuzione dei canali VHF ed alle richieste di coordinamento delle frequenze FM.
Si stanno affrontando anche discussioni su situazioni in cui una stazione al di fuori della zona di coordinamento potrebbe causare interferenze ad altri Paesi
all’interno della relativa area. È da tenere in considerazione il fatto che questa zona è molto più ampia sul versante italiano rispetto a quello orientale,
motivo per cui quest’interferenza potrebbe presentarsi in modo asimmetrico, affliggendo in misura maggiore l’ ITALIA.
Nonostante l’esistenza d’un accordo generale, secondo cui le nuove assegnazioni verranno registrate nell’Accordo GE06,
il gruppo sta ancora discutendo la possibilità di depennare i diritti GE06 esistenti che non sono conformi al piano Adriatico e Ionico.
GRECIA e ITALIA non sono d’accordo con questa proposta principalmente per ragioni legate ai Paesi vicini.
La GRECIA, inoltre, ha intenzione d’intrattenere colloqui bi/multilaterali con gli Stati limitrofi per risolvere tutte le questioni aperte.
La CROAZIA ritiene importante che l’ accordo tra SAN MARINO e ITALIA sull’utilizzo della banda VHF sia condiviso con il gruppo Adriatico-Ionico.
Ha sostenuto, inoltre, che serviva il consenso esplicito di SAN MARINO sul futuro piano delle frequenze,
nonostante il parere positivo espresso attraverso una lettera in merito alla revisione del piano GE06 nella regione,
e ha sottolineato che qualsiasi utilizzo da parte di SAN MARINO di alcuni canali VHF non comporterà l’obbligo di restrizioni
ai Paesi situati nel versante orientale del Mar Adriatico e Ionio, a causa della disposizione esclusiva di tali canali.
La CROAZIA ha anche suggerito d’inoltrare l’accordo VHF Adriatico-Ionico, una volta firmato, al RSPG e all’ITU
per informarli sulle future azioni che verranno intraprese dai vari Stati della relativa area di coordinamento.
In conclusione, il RSPG ha accolto con favore i progressi compiuti nello sviluppo dell’accordo Adriatico-Ionico per il DAB
e ha ringraziato le parti interessate per la disponibilità a sistemare questa faccenda complicata entro Settembre.
Inoltre, è stato auspicato un esito positivo sul coordinamento bilaterale delle frequenze tra GRECIA e MACEDONIA DEL NORD.
A LIVELLO TELEVISIVO
Il RSPG ha trattato i casi d’interferenza da parte dalle trasmissioni TV albanesi
ai danni delle reti di comunicazione elettronica a banda larga senza fili di GRECIA, ITALIA, MONTENEGRO e MACEDONIA DEL NORD.
A tal proposito, GRECIA ed ITALIA hanno presentato dei rapporti all’ ALBANIA utilizzando i moduli dell’ Appendice 10 dei Regolamento Radio ITU.
La GRECIA ha riscontrato problemi in varie zone dell’area occidentale sulle frequenze UHF 52 e 53 e forse su altri canali non specificati
e ha chiesto all’ ALBANIA d’intervenire il prima possibile dopo aver inoltrato, al momento senza esito positivo, numerose segnalazioni.
L’ ITALIA ha notato interferenze principalmente in Puglia sulle frequenze UHF 53, 56, 57 e 59 e la situazione, di per sé già complicata,
potrebbe peggiorare ulteriormente in estate a causa delle condizioni di propagazione più favorevoli.
Il MONTENEGRO ha segnalato un’interferenza sul canale UHF 51.
La MACEDONIA DEL NORD continua ad avere problemi sulle frequenze UHF 52 e 53 ed a tal proposito ha dichiarato
che i propri operatori di telefonia mobile hanno chiesto al governo un risarcimento finanziario.
È stato ipotizzato per l’ ALBANIA un potenziale spostamento dell’attuale UHF 53 al nuovo UHF 57,
mentre è stato concretizzato un accordo transitorio che riguarda le trasmissioni TV albanesi sul canale UHF 51.
L’ ALBANIA ha confermato l’intenzione di destinare i 700 MHz per il 5G,
tuttavia sta riscontrando difficoltà nel riposizionamento dei suoi 7 multiplex televisivi nazionali a causa della carenza di frequenze disponibili.
Il rappresentante della CE ha richiesto all’ ALBANIA un piano chiaro per la liberazione dei 700 MHz,
visto l’imminente adesione all’UE e pertanto dovrà adeguarsi alla legislazione europea che obbliga l’utilizzo di questa banda per il 5G già da tempo.
Il Paese balcanico ha replicato che stabilirà presto una data precisa per lo spegnimento delle attuali trasmissioni TV
e l’attuale ritardo è dovuto, non per motivi politici, ma per i processi governativi nella fase di migrazione,
nonostante il piano tecnico per il rilascio dei 700 MHz risulti già disponibile.
Il prossimo incontro del RSPG è previsto virtualmente il 22 Ottobre (ore 09:30-12:30).