Venerdì 16 Febbraio 2024

EMILIA-ROMAGNA, GLI ASCOLTI DELLE RADIO NELL'INDAGINE TER.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

A cura di Mauro Roffi

C’è un’anomalia evidente nel mondo radiofonico dell’Emilia-Romagna rispetto alle altre regioni. 

Si tratta di una situazione che vede non una predominanza ma un dominio assoluto e non scalfibile 

di Radio Bruno nei confronti di tutte le altre emittenti presenti in regione. 

E la cosa è ulteriormente consolidata dal ruolo da protagonista ancor più accentuato assunto dalla concessionaria di Radio Bruno, la Multiradio di Carpi.

Le cifre in questo caso parlano da sole.

 

Vediamo allora subito i dati del Giorno Medio dell’indagine TER relativi all’intero 2023

Radio Bruno ha raggiunto la clamorosa cifra di 540 (540.000 ascoltatori) in Emilia-Romagna (una larghissima fetta degli 849 complessivi) 

e – udite udite – è risultata l’emittente più ascoltata in assoluto in questa regione 

(comprese le nazionali, anche se stavolta non sono pubblicati, lo ricordiamo, i dati delle stazioni Rai). 

La cosa non è unicum (Radio Norba sembra avere un ruolo analogo in Puglia) ma diciamo che è perlomeno rarissima. 

Poi c’è appunto Multiradio e lo vedremo dopo.

 

Partiamo allora con i dati. 

Di quello di Radio Bruno abbiamo detto (le altre locali sono lontanissime ed è un eufemismo) e allora eccoci alle nazionali in Emilia-Romagna.

La prima per ascolti è Radio Deejay a 450, seguita da Radio 105 a 408. Solo terza è Rtl 102.5 a 389, mentre quarta è Virgin Radio a 328. 

Un po’ indietro qui è Rds a 237, oltretutto seguita a un passo da Radio Italia a 236. 

Dopo questo primo gruppo ci sono Radio 24 a 200, Radio Montecarlo a 164 e R101 e Radio Kiss Kiss appaiate a 153.

 Radio Capital ha 130, Radiofreccia (un po’ avvantaggiata dall’omonimo film ambientato da queste parti) 126, m2o 125, Radio Zeta solo 39.

 

Passiamo alle emittenti non della regione e ai circuiti.

Ci sono alcune ‘segnalazioni’ importanti, in questo caso. La prima è per Radio Sportiva, che si è insediata da anni, fra l’altro, 

sulla ex potente frequenza di Punto Radio a Bologna e in Emilia, conseguendo infatti ora il buon risultato di 54.

Sportiva precede Radio Subasio (da anni forte in Romagna) a 49 ma è invece preceduta da Radio Italia Anni 60 a 74; 

in quest’ultimo caso, però, si tratta di un’emittente del tutto bolognese (a parte il format), che è parte rilevante del gruppo Ferretti, 

forte in Tv con 7 Gold e ora anche con Rete 8 Qsvs – Radio Italia Anni 60 Tv, appunto.

Meglio di tutte fa però la veneta Radio Birikina a 76; Roberto Zanella si è insediato con forza da qualche tempo anche qui 

e l’operazione adesso è stata ripetuta con Radio Piterpan (come vedremo), anche se ancora non risulta dagli ascolti TER 2023.

Un certo rilancio ha avuto di recente Lattemiele (in Emilia-Romagna, dove è nata, Lattemiele è gestita da Prandi di Radio Bruno), che arriva a 43.

 

Ma vediamo le emittenti lombarde (che nell’Emilia occidentale non di rado arrivano benino): 

Dimensione Suono Soft (versione Nord) ha 2, Discoradio 3, Giornale Radio 16, Radio ’60 ’70 ’80 di Studio Più 12, Radio News 4, Number One 11, 

Radio Popolare 7, Radio Viva Fm 5 e Studio Più (molto seguita sulla riviera romagnola) 35. 

La veneta Radio Company è a 2, Radio Cuore (iscritta in Toscana) 1. Per il resto, Radionorba 3 e Italia News 24 7.

 

E torniamo ora alle emittenti dell’Emilia-Romagna vere e proprie. 

Si diceva della forza di Multiradio, concessionaria di Radio Bruno ma anche di altre emittenti importanti, che siano o meno di proprietà diretta di Gianni Prandi. Oltre a Lattemiele Emilia-Romagna, ci sono prima di tutto le altre Radio modenesi del gruppo: 

la più importante è Radio Stella (lanciata anche in Toscana), che è a 47, mentre la consolidata Modena 90 è a 25. 

C’è poi la romagnola Radio Gamma, un marchio storico e conosciutissimo a Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, 

da qualche anno legata a sua volta a Multiradio, che ha 50. 

Va specificato peraltro che da qualche tempo è stata lanciata anche una Radio Gamma Emilia, su alcune ex frequenze della storica Modena Radio City. 

Un altro marchio storico, Radio Reggio, è stato pienamente coinvolto in questo gruppo di emittenti Multiradio e ha 15.

È in concessione a Multiradio anche la più recente novità importante dell’etere radiofonico locale, 

la bolognese Radio Nettuno – Bologna Unoche ha ottenuto nel 2023 23. 

Il caso è molto particolare: si tratta della fusione di due realtà diverse, con Radio Nettuno, nome storico bolognese, 

che ci ha messo soprattutto marchio e frequenze Fm e la ‘rampante’ Bologna Uno (nata ‘digitale’) che ci ha messo soprattutto il formato tutto sportivo. 

L’unione sembra promettente e i successi del Bologna calcio e della Virtus nel basket aiutano, ovviamente.

 

Le Radio emiliano-romagnole iscritte a Ter nel 2023 sono state parecchie, nel complesso: 

si tratta di ben 19 antenne; si è iscritta anche Hot Block Radio (senza conseguire ascolti significativi), che è l’ultima iniziativa del gruppo (romano) 

Media Literacy, che peraltro non aveva avuto fortuna qui anche nella vicenda della bolognese Radio Città del Capo – Popolare Network,

la cui chiusura ha lasciato diversi rimpianti nel capoluogo regionale, peraltro dando parzialmente origine al nuovo progetto radiotelevisivo Made in Bo.

 

Chi resta fuori dal ‘gruppo Multiradio’, dunque, in Emilia-Romagna? 

Il caso più importante sembra proprio quello della romagnola Radio Studio Delta, che ha un bel 72, pur essendo decisamente meno conosciuta in Emilia.

Ci sarebbe poi Radio Pico a Mirandola, nel Modenese, che ha un ottimo 112 come ascolti complessivi. 

Peccato che in Emilia-Romagna Pico (che ha anche la seconda rete locale Pico Classic) ne raccolga solo 15, legando il resto a Veneto e Lombardia.

Sempre 15 ha la valida Radio Sound di Codigoro, nel Ferrarese, mentre l’omonima (ma non collegata) Radio Sound – Piacenza 24 ha ottenuto 7.

A Bologna c’è poi, da sempre, Radio International, che ha avuto anche momenti felici e di espansione, in passato. 

Ma quell’epoca sembra purtroppo passata e ora è stata decisa un’alleanza con il gruppo veneto Klasse Uno di Zanella, 

che ha potuto così far entrare di recente anche Piterpan in regione. Nel frattempo International nel 2023 ha ottenuto 8.

 

Un caso un po’ a parte è quello del gruppo bolognese di Paneburromarmellata 

(un nome singolare che all’origine sembrerebbe essere stato ‘ispirato’ alla concittadina Lattemiele): 

la sua forza sono le buone frequenze soprattutto fra Modena e Bologna e un buon ‘nastro musicale’ di intrattenimento; gli ascolti lo certificano con 18. 

Allo stesso gruppo appartengono Canzoni e Sorrisi (altro nome ‘particolare’, infatti) che ha però solo 1

e l’ultima nata Radio Bananache non ha ottenuto ascolti in TER.

 

Vediamo le ultime quattro emittenti in classifica.

La prima è la già citata Punto Radio (il marchio riporta a Vasco Rossi, va da sé), 

che il gruppo Ferretti – 7 Gold ha messo un po’ da parte e così ha ottenuto solo 1. 

La seconda è l’altra romagnola Radio Centrale, che ha il suo pubblico e ha ottenuto 14.

Restiamo in Romagna con i 2 di Radio Icaro, parte del gruppo televisivo cattolico riminese 

prepotentemente venuto alla ribalta dopo il ‘secondo switch-off digitale’. 

Infine, non poteva mancare Radio Parma, emittente ultra-storica e parte del gruppo televisivo e a stampa legato a Confindustria nella città emiliana, con 9.

 

Cosa resta fuori da questa graduatoria nella radiofonia dell’Emilia-Romagna? 

Tanto, naturalmente. Il primo caso che viene in mente è quello della lanciatissima Radio Immaginaria, 

emittente dei ragazzi da tempo alla ribalta in varie versioni ma nata e radicata soprattutto qui. 

Poi ci sono le ultime iniziative di Claudio Cecchetto, che da Riccione sta lanciando soprattutto la Radio digitale con il suo nome ma anche qualcos’altro. 

E non si può non citare infine il caso particolare di Radio San Marino e San Marino Classic, che in Romagna si fanno decisamente valere.

 

Vediamo adesso la situazione città per città.

A Piacenza, città emiliana molto’lombarda’, di Radio locali non c’è solo Radio Sound ma resiste anche Radio Fiore, 

mentre non ci sono notizie recenti di Radio Piacenza, che per tanti anni ha avuto un suo pubblico affezionato 

(il proprietario, un farmacista, ha resistito per anni all’intimazione di smontare la sua grande antenna di trasmissione, troppo ‘cittadina’).

Parma è stata per diverso tempo una città importante per le emittenti locali in Fm. 

Purtroppo di questa stagione (si ricordano le compiante Radio 12 e Radio Emilia, per esempio) resta poco: a parte Radio Parma, 

Malvisi Network è ancora in onda ma in zona non ha buone frequenze e l’ascolto, possibile invece a Ferrara, non sembra ‘decisivo’. 

C’è poi sempre la celebre e tradizionale Radio Monte Kanate, l’ultima a cedere la preziosa frequenza Fm, 

che sta cercando adesso di tornare alla ribalta con il digitale terrestre televisivo. 

In provincia ci sono anche le montane Radio Taro e Radio Elle, fra loro collegate.

A Reggio Emilia, detto di Radio Reggio, c’è qualche debole segnale di vita da Radio Erre, 

mentre l’iniziativa più interessante e organizzata sembra proprio quella dell’appenninica Radio Nova. 

C’è poi il caso delle tenacissime emittenti di Scandiano, con Radio Musichiere e Radio Luna e anche K-Rock.

A Modena la situazione è totalmente nelle mani di Radio Bruno, con le sue emittenti collegate, con l’importante eccezione di Radio Pico. 

Solo un recentissimo accordo, come ha informato Fm-world, ha consentito la riattivazione di una frequenza locale, 

divisa a metà fra le storiche Radio Antenna 1 e Linea Radio.

Più interessante la situazione a Bologna, dove peraltro il glorioso passato è ormai un ricordo. 

Oltre a quelle già citate, restano alcune altre realtà, fra le quali la più tenace e seguita sembra Radio San Luchino, celebre per il liscio. 

C’è poi pur sempre Radio Città Fujiko, su un versante ‘alternativo’ e ‘impegnato’, mentre l’intrattenimento musicale puro è lo scopo di Ciao Radio. 

Radio Budrio non è più in Fm ma non demorde. Radio Evangelo e Radio Voce della Speranza cercano a loro volta di resistere, 

mentre un certo fermento si è registrato di recente in Appennino: anche a Bologna si segue un po’ da sempre Radio Venere, 

ma ci sono anche Radio Dimensione Musica e la nuova ‘rampante’ Radio Fresh.

Nulla da fare – sembrerebbe – a Imola, Faenza e Forlì e anche a Ravenna, dove diversi sono stati i tentativi ma con risultati in genere modesti. 

Il nome che è rimasto nella memoria di più è quello di Ravegnana Radio a Ravenna ma la Diocesi l’ha chiusa da poco, con forte rammarico; 

stessa infausta sorte, dopo tenace resistenza, per RCB di Castelbolognese e per Radio Italia Tv (solo omonima della nazionale Radio Italia) 

che aveva provato a puntare sulla Tv e sul digitale terrestre.

A Ferrara non c’è solo Radio Sound. L’emittente locale cittadina esiste ed è Radio Dolce Vita, senza dimenticare sul versante più discotecaro Carisma.

Quanto a Rimini e dintorni, la varietà non manca di sicuro: 

delle emittenti più rilevanti abbiamo detto ma un atro nome notissimo e storico è quello di Radio Record. 

Come dimenticare poi Radio Sabbia, un nome che – verrebbe da dire – è già tutto un programma? 

Poi, per non farsi mancare niente, ci sono anche Delta Radio, la religiosa Radio Maria Santa Giustina 

e (con qualche incertezza in più sull’operatività effettiva) Radio Riviera Dolcissima.

 

Ma mi piace concludere con la formidabile realtà estiva gestita sulle spiagge, in alcuni orari quotidiani, dalla Publiphono, 

in particolare con la sigla (ora) di Radio Vacanza o Radio Vacanze: la recente morte del suo ideatore riminese Ugo De Donato 

non ha certo cancellato l’operatività della Publiphono, che resta garanzia di Radio, con la bella stagione. 

E non ci sono certamente solo i bambini smarriti e tanta pubblicità, ma anche l’intrattenimento, con la voce ultraclassica di Gilberto Gattei.

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