Domenica 11 Febbraio 2024

SI E' CHIUSO IL FESTIVAL: AMADEUS SI FERMERA' QUI?
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

A cura di Mauro Roffi

Tutto come previsto, più o meno.

Audience stratosferiche, apprezzamento generale e ringraziamenti davvero sentiti da parte dell’alta dirigenza Rai, che aveva un gran bisogno di giornate così. L’ennesimo Festival di Sanremo di Amadeus si è chiuso ieri sera in gloria e diciamo che si poteva immaginare già alla vigilia che sarebbe andato bene, 

anzi molto bene, per i motivi che avevo illustrato alla vigilia.


Rispetto al mio ultimo articolo ci sono state diverse presunte novità, che però non hanno fatto che confermare l’analisi già sviluppata. 

La principale – sterilizzati i trattori con un comunicato ‘condiviso’ letto da Amadeus che tuttavia diceva veramente poco – 

è stata quella del famigerato ballo del qua qua di Travolta, Amadeus e Fiorello nella serata di mercoledì. Lo scivolone – diciamo così – è giunto come cacio 

sui maccheroni per giornalisti alla ricerca spasmodica di qualcosa di controverso su cui scrivere e di scandali e polemiche di qualunque tipo da raccontare. Amadeus si è proprio spazientito in conferenza stampa e un po’ aveva ragione. 

Era proprio il caso di farne un evento molto significativo del Festival 2024?

La faccia di Travolta – che non poteva non essere stato informato della gag prevista, un’altra ipotesi sembrerebbe surreale – e il rifiuto di indossare 

il cappellino erano già tutto un programma di come sarebbero poi andate le cose. 

Un momento che voleva essere comico e ironico si è così trasformato in una sgangherata scenetta, 

il cui protagonista era il primo a non essere convinto di quel che stava facendo, gli altri due, magari un po’ tardino, 

l’hanno capito e temevano il piccolo disastro (si ricordi la frase profetica di Fiorello). 

E il caso delle scarpe e della presunta pubblicità occulta ha finito per ricordare quello, assai più pesante, di Instagram l’anno scorso, 

anche se il marchio delle calzature non era molto noto al pubblico e non è stato citato (ma solo mostrato in un primo piano dei piedi di Travolta).

Brutta gag e misteri poco simpatici del mondo della pubblicità. 

Ma la Rai non farebbe meglio a rendere del tutto pubblici i conti di Sanremo e della pubblicità raccolta, compresi gli utili conseguiti (se ci sono)? 

Sarebbe un bel contributo a vanificare molte critiche ed è pienamente nella logica di un’azienda di servizio pubblico 

(ammesso che la Rai lo svolga davvero ed è meglio lasciar perdere il discorso, per carità di patria). 

Aspettiamo gli eventi ma temiamo che questa possibile operazione di trasparenza non ci sarà…


Superato anche questo infortunio, Amadeus si è comunque  riscattato con una terza serata meglio congegnata 

e poi ha messo in campo una giornata dei duetti con momenti davvero eccellenti, grazie anche alla presenza di ‘mostri sacri’ come Vecchioni o Cocciante; l’emozione si è percepita tutta, sia in sala che a casa, e le scelte, non sempre azzeccate ma talora felicissime, degli stessi cantanti in tema di abbinamenti 

e canzoni note da arrangiare e reinterpretare, hanno alla fine fatto il pieno di ascolti e apprezzamenti.

Sul finale i fischi al verdetto a favore di Geolier, a loro volta, sono stati un po’ sgradevoli ma hanno fatto ulteriormente discutere 

e hanno contribuito a fare del Festival il tema di conversazione quasi unico delle scorse giornate.


La serata finale ha visto finalmente Fiorello ufficialmente sul palco come co-conduttore 

(anche qui Amadeus ha indovinato le sue scelte, da Mengoni a Giorgia, alla Mannino e a Lorella Cuccarini), anche se alcune delle sue gag, 

all’Ariston e non solo all’Aristonello, erano già state formidabili prima, tipo il finto ballerino spagnolo apparso a sorpresa accanto a Lorella.

La vittoria di Angelina Mango, anche se era nei pronostici, non era poi così scontata e ha contributo a tenere alti gli ascolti in attesa del verdetto. 

Poi, decretata la vincitrice, nella notte, Amadeus e Fiorello hanno lasciato l’Ariston su una carrozza, come due innamoratini.


Sul tema musicale ci sarebbe molto da dire ma non è la mia specialità e ne parlo solo per sottolineare come le canzoni 

e i cantanti siano stati quest’anno assai diversi rispetto al passato: poche le vecchie glorie (a parte Loredana Bertè e qualcun altro), 

poca musica d’autore o ‘impegnata’, tanti ragazzi e giovani in scena, tanta dance, tanto rap o similrap e poca melodia. 

I nostalgici non saranno contenti, personalmente non sono certo entusiasta ma diciamo che se l’idea era di riavvicinare al Festival i giovani 

(che poi sono quelli che contano per il mondo musicale e i discografici) sarebbe stato difficile fare meglio. 

E il coinvolgimento totale delle Radio, che hanno il polso del pubblico, ha fatto il resto.


Se proprio si vogliono fare appunti o evidenziare situazioni negative nel Festival 2024 di Amadeus, qualcosa da dire c’è, in effetti. 

Era il caso di arrivare a ben 30 cantanti e canzoni, portando la durata delle serate a una lunghezza quasi insostenibile 

e dando la linea a Fiorello a un orario che portava rapidamente all’alba? 

E quel PrimaFestival, pur affidato parzialmente a Paola e Chiara, deve per forza essere così banale e, francamente, un po’ insulso? 

Non si può proprio introdurre meglio il Festival?


Saranno problemi del prossimo direttore artistico, però, ormai, perché fra oggi e domani si torna alla normalità 

e anche questa pazza settimana del Carnevale 2024 verrà consegnata agli archivi. 

Si prevedono pressioni e anche preghiere ad Amadeus perché ci ripensi e continui la sua esperienza a Sanremo ma stavolta è possibile, 

se non probabile, che vengano rimandate al mittente. 

E la Rai entro breve dovrà trovare un’alternativa, compito che non si preannuncia certo facile.


Nel complesso, tutto intensissimo, terribilmente coinvolgente, ma anche decisamente folle e con molti aspetti davvero ‘al limite’. 

Sanremo è tutto per una settimana in Italia e promette di esserlo sempre più, anche a dispetto di ogni logica e per l’ulteriore scandalo dei pochi eletti che, insediati stabilmente sulla loro torre d’avorio, non capiscono proprio e inorridiscono ogni anno di più.

Malgrado loro, il bilancio totale è però stato molto positivo, si diceva all’inizio, 

e la Rai può riprendere ad esaminare i suoi molti problemi con un po’ più di ‘leggerezza’.


All’Ariston oggi è già tempo di Mara Venier, che – lei sì, eccome – ha ricreato un clima di revival totale nelle scorse settimane 

(si è visto, per esempio, un Tony Dallara un po’ stranito a causa dell’età veneranda) e ha rievocato ben altri Festival e ben altre epoche.

Al Festival 2024 si è rivista invece Gigliola Cinquetti, che tuttora ‘non ha l’età’…

La folla da oggi sparirà, l’Ariston tornerà lentamente a essere una piccola multisala cinematografica della provincia ligure, 

gli abitanti di Sanremo tireranno un sospiro di sollievo e si prometteranno di nuovo fra loro: 

‘Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta e ne siamo usciti. 

Io però l’anno prossimo nei giorni del Festival mi sa che vado in Francia…’.