Venerdì 7 Luglio 2023

ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
FINE DELLE INTERFERENZE TV CON LA CROAZIA,
TEMPI LUNGHI PER LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI RADIOFONICI,
OTTIME NOTIZIE DALL’ ALBANIA PER I 700 MHZ.

Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha organizzato ulteriori due riunioni:
la prima il 21 Marzo, dove è stato discusso solamente il problema delle interferenze FM italiane;
la seconda il 16 Maggio, dove sono state trattate anche le altre questioni (radio digitale DAB e disturbi TV).
A quest’ultimo incontro ha partecipato (per la 1′ volta in assoluto) l’ ALBANIA,
mentre la MACEDONIA DEL NORD ha presentato delle osservazioni scritte.
Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ ITALIA.
 
A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE FM
 
Dopo la riunione bilaterale dello scorso 13 Gennaio, la FRANCIA vorrebbe reincontrare l’ ITALIA
per continuare le discussioni riguardanti l’utilizzo degli 88,4 MHz dal MONTE CORBU a Bonifacio da parte di Radio Nostalgie.
L’ ITALIA s’è resa disponibile a risolvere quest’interferenza di lunga data.
 
Intanto prosegue la fase di stallo con MALTA.
 
La situazione più ingarbugliata coinvolge sempre ITALIA, SLOVENIACROAZIA.
 
Il gruppo di lavoro italiano che si occupa dei disturbi FM, in base all’articolo 50 (comma 10) del Decreto Legislativo n. 208/2021,
sta ancora lavorando e dunque non sono state diffuse nuove informazioni.
Entro la metà dell’Estate 2023 il Ministero riceverà una relazione interna completa dove verranno analizzate la situazione attuale
e diverse possibili soluzioni per eliminare o ridurre le interferenze e salvaguardare gli investimenti FM.
Le altre azioni suggerite nelle riunioni precedenti, come gli indennizzi e lo spostamento al DAB, sono ancora in fase di studio.
 
L’ ITALIA sta anche cercando di risolvere, in base all’elenco delle priorità, casi specifici d’interferenza FM
a partire da quelli apparentemente meno difficili, ma finora non sono stati compiuti dei progressi.
Ha spiegato che le stazioni interferenti sono state individuate, ma non possono essere spente,
senza fornire una soluzione alternativa che garantisca la continuazione delle trasmissioni, per evitare un effetto domino.
Eventuali possibili soluzioni saranno discusse con gli operatori per ridurre i potenziali rischi di contenzioso nei confronti del Ministero.
Alcuni potenziali risultati potrebbero essere presentati intorno a Giugno 2023,
tuttavia l’ ITALIA ha chiarito che il proprio gruppo di lavoro non può prendere decisioni di natura regolamentare.
 
SLOVENIACROAZIA hanno espresso la loro contrarietà sia per l’attuale punto della situazione italiana, sia per la fase di stallo
nella risoluzione dei principali casi d’interferenza elencati nella lista delle priorità, in particolare per la postazione croata di BIOKOVO.
La SLOVENIA ha ribadito che i disturbi italiani stanno provocando un danno economico al proprio settore radiotelevisivo.
 
Il rappresentante della Comunità Europea ha dichiarato che rimarrà vigile e spera in una risoluzione delle interferenze
nel corso dei vari incontri del RSPG, ma è pronto ad agire a livello politico e giuridico, se necessario.
In conclusione, il RSPG ha invitato l’ ITALIA a risolvere il problema in fretta e
rispettare obbligatoriamente l’articolo 45 del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche.
 
Dopo la riunione del 16 Maggio, la MACEDONIA DEL NORD ha informato il RSPG
che tutti i suoi avvisi presentati per il coordinamento FM sono stati rifiutati da GRECIA, BULGARIA e ITALIA
e s’è dichiarata disponibile alla cooperazione multilaterale/bilaterale con i Paesi confinanti
per poter raggiungere un accordo sui parametri tecnici.
 
 
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)
 
L’ultima riunione del gruppo adriatico-ionico s’è svolta a Gennaio 2023 e dunque non si segnalano miglioramenti.
È stato evidenziato che per poter firmare l’accordo DAB bisogna trovare un’intesa con la MACEDONIA DEL NORD,
sebbene non faccia parte del seguente gruppo.
 
La mancanza di progressi all’interno del gruppo adriatico-ionico per la firma dell’accordo DAB è dovuta soprattutto ai seguenti 2 motivi:
 
• problemi di coordinamento transfrontaliero tra ALBANIA e MACEDONIA DEL NORD sull’utilizzo di alcune frequenze
che condizionano la suddivisione del piano DAB nell’area adriatica-ionica;
 
• la posizione assunta dalla SLOVENIA a causa dell’assenza di un’intesa comune sulle regole ITU del Regolamento Radio
e del rifiuto dell’ ITALIA alla richiesta d’iscrizione di ulteriori postazioni slovene nel piano di Ginevra 1984.
 
Il raggiungimento di un accordo comune sui princìpi di base delle regole ITU è necessario
per evitare che i tribunali italiani continuino ad ignorare l’esistenza delle frequenze coordinate e gli accordi internazionali.
I problemi di coordinamento del piano GE84 sono dovuti ad una mancata intesa sul trattamento da riservare alle questioni FM e DAB.
 
L’ ITALIA consiglia di mantenere separati questi 2 argomenti in modo da accelerare la firma dell’accordo DAB,
lo sviluppo delle seguenti piattaforme e il miglioramento della situazione nella banda FM.
CROAZIASLOVENIA non sono d’accordo e ritengono che l’intesa DAB servirà per lo spegnimento delle frequenze FM non coordinate.
 
Nel frattempo l’ ITALIA ha comunicato d’aver discusso con la MACEDONIA DEL NORD durante il CPM23-2
e ha spiegato che il principio fondamentale dell’accordo DAB consiste nell’utilizzo più efficiente dello spettro radio
rispetto agli accordi di Ginevra 2006, sottolineando l’importanza di concentrarsi sul numero di frequenze richieste
e non su quelle preferite per l’uso, garantendo così una maggiore elasticità nel tentativo di sviluppare un piano soddisfacente
per tutti i Paesi del gruppo adriatico-ionico.
 
Dopo la riunione del 16 Maggio, la MACEDONIA DEL NORD ha dichiarato di voler entrare a far parte del gruppo adriatico-ionico,
ma non ha ottenuto il consenso degli altri Stati.
Ha chiesto informazioni sui metodi di lavoro, i criteri, i piani futuri, ecc. inerenti la banda VHF, ma senza risultati.
 La situazione attuale, dunque, impedisce di raggiungere i propri obiettivi individuali.
 
Sono state riscontrate delle difficoltà con l’ ALBANIA per le frequenze riservate al digitate terrestre ed, in assenza di un accordo,
il piano DAB non potrà essere applicato in questo Paese nonostante la buona volontà.
 
La MACEDONIA DEL NORD (che attualmente dispone di due canali per il DAB e uno per la TV), ha richiesto una terza frequenza per il DAB,
ritenendo tuttavia poco importante sapere il canale specifico.
La situazione è abbastanza complicata in quanto il Paese non è un membro del gruppo adriatico-ionico,
tuttavia potrebbe riutilizzare per la radio digitale la propria frequenza destinata alla TV.
Inoltre non ha ancora ricevuto una risposta da parte dell’ ALBANIA per il coordinamento FM e dei servizi satellitari.
 
La CROAZIA ha notato numerose piccole assegnazioni riservate alla MACEDONIA DEL NORD
nell’area settentrionale al confine con ALBANIA e SERBIA e la combinazione di alcune di esse potrebbe essere la giusta soluzione.
 
La MACEDONIA DEL NORD è disposta a raggiungere il coordinamento con tutti gli Stati del gruppo adriatico-ionico
in modo da ottenere un accesso equo ed un uso efficiente e razionale dello spettro radio.
Ha chiesto e ricevuto assistenza per risolvere le problematiche che impediscono di progredire su quest’intesa.
 
La GRECIA ha affermato che lo spettro radio risulta ben coordinato con l’ ALBANIA dopo la fine delle interferenze
che avevano caratterizzato i primi mesi del processo di liberazione dei 700 MHz dai propri segnali TV.
 
Il RSPG è disposto ad offrire il suo aiuto, in caso di bisogno, per risolvere le problematiche con la MACEDONIA DEL NORD
da una parte e ITALIA e SLOVENIA dall’altra.
 
Durante la riunione, l’assemblea ha analizzato il piano DAB italiano adottato dall’AGCOM nel 2022.
Attualmente è provvisorio, pur essendo già in linea con gli accordi di coordinamento siglati con FRANCIA, MONACO, CITTÀ DEL VATICANO,
SVIZZERA, AUSTRIA e MALTA che soddisfano il numero di canali richiesti, e diventerà definitivo dopo la firma dell’accordo DAB Adriatico-Ionico.
 
Per il versante ovest, il piano DAB italiano rispetta i trattati bilaterali stipulati con i vari Paesi.
Per l’area adriatica e ionica, invece, l’ ITALIA ha provato a utilizzare i suoi diritti di Ginevra 2006,
ma per evitare di sfruttarne altri ha dovuto ottimizzare il proprio spettro.
Questa strategia era compatibile con l’obiettivo dell’accordo DAB Adriatico-Ionico (ovvero l’aumento del numero di blocchi di frequenza
disponibili per la radio digitale), pertanto l’ ITALIA ha deciso di usare provvisoriamente i canali 7C e 7D
fino a quando non sarà siglata l’intesa per la seguente area, considerando anche che la frequenza VHF 7,
secondo il piano GE06, è stata assegnata alla propria area centro-meridionale.
 
L’ ITALIA ha confermato l’attivazione solamente del blocco 7D, mentre la SLOVENIA ha notato, in base alle sue misurazioni,
che pure il canale 7C risulta acceso dal 2022, anche se è stato riscontrato un segnale più alto sulla frequenza 7D.
 
In una riunione trilaterale svolta ad Aprile 2023, SLOVENIACROAZIA hanno espresso la loro disapprovazione 
in quanto i blocchi 7C e 7D non sono destinati all’ ITALIA né in base a Ginevra 2006, né secondo la bozza dell’intesa regionale DAB,
la quale prevede, invece, l’assegnazione di entrambi i canali ai 2 Paesi balcanici.
L’ ITALIA è stata invitata a sfruttare i propri canali DAB attualmente spenti nella zona di confine e riservati ad essa dal progetto
dell’accordo Adriatico-Ionico. A dimostrazione di ciò, le misure dello spettro radio vicino al confine hanno confermato che
la maggior parte delle frequenze DAB italiane non vengono sfruttate. Pertanto, non è stato ritenuto necessario utilizzare risorse aggiuntive,
in particolare quelle destinate alla SLOVENIA, la quale sostiene che, per eliminare le interferenze DAB, l’ ITALIA dovrebbe riposizionare
solo alcuni trasmettitori su qualsiasi frequenza già assegnata ad essa.
Quest’ultima ha respinto la proposta per evitare un effetto domino sulle proprie emittenti, insistendo sull’utilizzo temporaneo dei blocchi 7C e 7D
come rimedio contro le attuali interferenze segnalate da SLOVENIACROAZIA.
Inoltre ha sottolineato l’intenzione di utilizzare solo frequenze coordinate ottenute con la firma dei vari accordi bilaterali e multilaterali.
 
Questa situazione dimostra che l’accordo DAB Adriatico-Ionico dev’essere raggiunto in fretta.
Contemporaneamente l’ ITALIA non ha potuto applicare parte della bozza dell’intesa in quanto non ancora definitiva.
 
Nel frattempo, in linea con i diritti ottenuti attraverso i vari accordi bilaterali e il piano di Ginevra 2006, l’ ITALIA ha già inoltrato all’ITU
i dettagli delle proprie reti DAB che utilizzano le frequenze GE06 per la registrazione nel BR IFIC.
Non sono stati presentati quelli delle emittenti attive sui canali 7C e 7D, essendo considerate accensioni provvisorie.
L’ ITALIA è stata invitata a non registrare ulteriori stazioni DAB situate nella zona cuscinetto dell’ITU
fino a quando non sarà raggiunta l’intesa sul progetto definitivo dell’accordo DAB per la regione adriatica e ionica.
Dopo la firma del seguente trattato, sarà presentata all’ITU una richiesta di modifica o revoca delle stazioni GE06 italiane registrate
non incluse nel piano Adriatico.
 
La CROAZIA ha chiesto all’ ITALIA un aggiornamento sulla situazione con SAN MARINO in modo da rilasciare l’autorizzazione 
per la modifica del piano GE06 nell’area adriatica e ionica, dal momento che SAN MARINO ha ottenuto le frequenze VHF 7, 12B e 12C
in base agli accordi di Ginevra 2006.
L’ ITALIA ha risposto di essere in attesa di una conferma formale da parte di SAN MARINO sul proprio mancato utilizzo del VHF 7.
In ogni caso, dopo la firma dell’attuale accordo bilaterale, l’ ITALIA può utilizzare tutti i diritti GE06 sammarinesi in banda VHF.
 
Quest’ultima ha dichiarato che, nonostante il piano nazionale DAB sia provvisorio, lo spettro radio sarà assegnato e
le reti verranno diffuse su larga scala per consentire lo sviluppo di questa piattaforma.
 
Il RSPG ha considerato un buon piano quello adottato dall’AGCOM, tuttavia è evidente la sfiducia nei confronti dell’ ITALIA
quando si tratta di risolvere le varie interferenze, anche se bisogna considerare che l’accordo Adriatico-Ionico interessa numerosi Stati.
 L’assemblea ha ritenuto inaccettabile l’utilizzo scoordinato delle frequenze da parte dell’ ITALIA,
essendo fonte d’interferenze DAB ai danni dei Paesi vicini.
È stato spiegato che l’ ITALIA ha attivato nell’area adriatica alcuni canali non coordinati per ospitare 3 reti nazionali ed
una certa quantità di emittenti locali/regionali ed il numero dei suoi diritti GE06 non era sufficiente.
 
In conclusione, il RSPG ha invitato ITALIA, SLOVENIACROAZIA a riunirsi possibilmente entro il 15 Luglio e
ritiene fondamentale eliminare i dubbi della MACEDONIA DEL NORD sull’utilizzo di canali specifici previsti
dall’accordo DAB Adriatico-Ionico, in quanto questo problema, facilmente affrontabile a livello tecnico,
può rallentare l’esito di quest’intesa.
La SLOVENIA ha notato una preoccupante somiglianza fra le questioni DAB e FM e
ha affermato che il processo di coordinamento serve a trovare soluzioni per tutte le amministrazioni, invece,
la CROAZIA ha evidenziato i progressi compiuti nella preparazione dell’accordo DAB.
 
MALTA ha riscontrato la presenza d’interferenze DAB italiane con un livello di circa 65 dBµV/m sul blocco 12C,
assegnato ad essa in base all’accordo bilaterale con l’ ITALIA.
Quest’ultima ha ricevuto la segnalazione e incaricherà l’ufficio locale siciliano di svolgere le indagini necessarie,
 fiduciosa di risolvere il problema in breve tempo.
 
 
A LIVELLO TELEVISIVO
 
Per quanto riguarda le interferenze TV con la CROAZIA su diverse frequenze UHF, in particolare sul canale 41,
l’ ITALIA ha confermato che da Luglio 2022 tutte le proprie emittenti televisive stanno trasmettendo solo
sulle frequenze assegnate a livello internazionale in base ai vari accordi firmati con i Paesi vicini.
Gli ultimi segnali italiani sintonizzati dalla CROAZIA provengono al di fuori della zona di coordinamento dell’accordo UHF Adriatico-Ionico
e in questo caso tali disturbi non vengono considerati dannosi.
Il Paese balcanico ha dato ragione all’ ITALIA e continuerà a monitorare la situazione.
Quest’ultima ha dichiarato di aver spento immediatamente, in passato, le postazioni televisive non autorizzate
ed ha pubblicato i parametri tecnici delle proprie emittenti TV nel BR IFIC ITU in base al piano di Ginevra 2006.
Il RSPG si ritiene soddisfatto della situazione e ha deciso che il problema delle interferenze TV transfrontaliere
in banda UHF non sarà più trattato.
 
Nel frattempo l’ ALBANIA ha aggiornato la situazione che riguarda lo spegnimento TV sui 700 MHz destinati al 5G
in base alle seguenti tappe:
 
 
• Dicembre 2021 = inizio della procedura di coordinamento internazionale per la modifica del piano GE06;
 
• Gennaio 2022 = riunioni bilaterali con i Paesi vicini per trovare soluzioni tecniche alle incompatibilità
di alcune assegnazioni e velocizzare così la fine del processo.
 
Il coordinamento è stato complicato a causa della diminuzione delle frequenze TV,
del numero di multiplex in ALBANIA (ne risultano operativi 7) e delle difficoltà con CROAZIA, MONTENEGROITALIA
(per l’assegnazione di Tirana – AL005D).
Durante la procedura di coordinamento, il piano albanese è stato modificato per soddisfare le esigenze di questi 3 Stati.
Gli incontri multilaterali hanno garantito delle soluzioni ed in particolare s’è rivelata fondamentale l’assistenza dell’ ITALIA
per risolvere le varie incompatibilità, dal momento che il piano albanese era rimasto senza frequenze nell’assegnazione di Tirana (AL005D).
 
• Settembre 2022 = fine del coordinamento albanese a livello di assegnazione;
 
• Dicembre 2022 = sviluppo del piano di migrazione da effettuare entro 24 settimane dalla data d’inizio (ancora da definire).
 
L’ ALBANIA ha creato un gruppo di lavoro interistituzionale per poter coordinare la liberazione dei 700 MHz
e proporre tutte le decisioni necessarie da prendere.
I lavori sono ancora in corso per definire gli aspetti inerenti gli indennizzi per il cambio di frequenza.
Tuttavia, la conclusione è prevista entro la fine del 2023.
 
L’ ALBANIA, in coordinamento con i Paesi confinanti, ha previsto una migrazione TV momentanea
dalle frequenze UHF 50-53 ai canali UHF 54-57 per evitare interferenze 5G transfrontaliere.
Il trasloco è già cominciato a Febbraio 2023 per le assegnazioni del versante centrale e settentrionale.
Nelle altre aree d’assegnazione si procederà caso per caso, a seconda delle necessità dei Paesi vicini.
 
Infine l’ ALBANIA è stata invitata a discutere con l’ ITALIA per risolvere i disturbi segnalati dagli operatori di telefonia mobile
sui 700 MHz in Puglia.
 
La prossima riunione del RSPG è prevista il 13 Luglio in formato ibrido nella sede della Commissione a Bruxelles.
Saranno trattate le questioni DAB e FM e per l’occasione è stata invitata a partecipare la MACEDONIA DEL NORD.
 
Il successivo incontro si terrà a distanza il 27 Settembre (dalle ore 09:30 alle 12:30).