Giovedì 23 Giugno 2022

ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
DIMINUITE LE INTERFERENZE TV ITALIANE IN CROAZIA, TEMPI LUNGHI PER LA BANDA FM E DAB.

Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha tenuto 2 riunioni telematiche, una il 23 Marzo, l’altra il 19 Maggio 2022.
Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ ITALIA.
 
A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE FM
 
CROAZIA, SLOVENIA, FRANCIA e MALTA continuano a subìre interferenze italiane.
L’ ITALIA ha dichiarato di voler intervenire sui casi considerati prioritari attraverso soluzioni a breve, medio e lungo termine,
anche temporanee, ma non è riuscita a stabilire una data entro la quale avrebbe eliminato definitivamente i disturbi FM.
Anche il RSPG ha riconosciuto che trascorrerà tanto tempo prima della risoluzione del problema.
 
Nel frattempo l’ ITALIA ha fornito degli aggiornamenti sull’applicazione dell’articolo 50 del Decreto Legge n. 208/2021
che affronta le interferenze transfrontaliere FM, affermando che è stato creato un gruppo di lavoro nazionale composto da
membri del Ministero delle Comunicazioni (MISE) e dell’Autorità per le Comunicazioni (AGCOM).
Questo gruppo si occuperà di eliminare / ridurre le interferenze transfrontaliere e permettere l’uso efficiente dello spettro radio,
la tutela degli investimenti e la promozione dell’innovazione.
Saranno esaminate le normative pertinenti per determinare in che misura sono allineate con i quadri giuridici internazionali
e verrà valutata l’attuale situazione seguita da un esercizio di razionalizzazione.
Non sono state fissate scadenze in merito al lavoro che sarà svolto, ma l’intenzione è quella di stabilire tempistiche diverse
per ciascuna area italiana coinvolta.
 
Il gruppo di lavoro ha già riconosciuto che la banda FM è sovraffollata e ritiene necessario trovare un equilibrio.
A tal proposito l’ ITALIA vorrebbe individuare delle soluzioni con i Paesi confinanti, come la raccolta dei loro requisiti di trasmissione,
l’identificazione dei vincoli e lo sviluppo di un algoritmo di ottimizzazione per determinare se è possibile una migliore distribuzione
o riorganizzazione delle frequenze.
È in corso di valutazione uno studio di fattibilità per un’area specifica in modo da individuare nuove frequenze
che in futuro potrebbero essere coordinate per il proprio uso, evitando così potenziali interferenze.
L’ ITALIA ha suggerito che questo studio dovrebbe inizialmente includere il Friuli-Venezia Giulia, la parte occidentale della SLOVENIA,
e l’ISTRIA in CROAZIA. Saranno considerate le emittenti FM attualmente in funzione.
L’ ITALIA valuterà anche la possibilità di ridurre il numero delle stazioni effettive (es. attraverso schemi di compensazione, migrazione al DAB, ecc.),
ma ha sottolineato che non può spegnere tutte le emittenti non registrate negli accordi di Ginevra 1984,
pur avendo riconosciuto che le stazioni dei paesi limitrofi sono registrate a GE84.
L’ ITALIA considera questo studio vantaggioso anche per i paesi partecipanti perché potrebbe ottimizzare la banda FM
ed individuare eventuali stazioni ridondanti.
 
La SLOVENIA ha reputato la proposta italiana come un esercizio di riprogettazione della banda FM e, ritenendo difficile raggiungere gli obiettivi,
ha suggerito di rispettare la situazione attuale per ospitare il maggior numero di stazioni all’interno dello spettro esistente.
Ha proposto le seguenti soluzioni:
  • sistemazione di nuove frequenze applicando l’articolo 4 degli accordi di GE84 e considerando solo le stazioni esistenti.
Il Paese balcanico ha ribadito che attualmente non può attivare nuove frequenze perché lo spettro radiofonico è piuttosto affollato.
  • Risoluzione delle attuali interferenze seguendo le disposizioni della Costituzione e Convenzione ITU e del Regolamento Radio fornite all’ ITALIA.
La SLOVENIA è disposta a collaborare una volta raggiunta l’intesa sulle regole e i princìpi di base.
 
Anche la CROAZIA nutre le stesse perplessità della SLOVENIA e considera assolutamente prioritario il rispetto da parte dell’ ITALIA
del Regolamento Radio e degli accordi di GE84 nel risolvere i disturbi FM presenti da decenni.
L’ ITALIA ha promesso che cercherà di risolvere almeno i casi prioritari di interferenza.
 
La CROAZIA non è d’accordo con lo studio di fattibilità italiano perchè le proprie stazioni rispettano gli accordi di GE84.
Sarà piuttosto difficile trovare una soluzione visto che risultano registrate a GE84 rispettivamente circa 800 stazioni croate e ben 5.000 italiane.
Inoltre in ITALIA sono attualmente attive circa 16.000 postazioni.
 
Per quanto riguarda i disturbi FM tra ITALIA e FRANCIA, è stata confermata l’intenzione di effettuare una campagna di misurazioni in Sardegna
 tra fine giugno e inizio luglio per verificare se il segnale di Radio Nostalgie dal MONTE CORBU a Bonifacio sugli 88,4 MHz
possa avere un impatto sul territorio italiano e se possa essere utilizzata una nuova frequenza da questa postazione francese.
La FRANCIA ha notato ancora interferenze italiane a Bonifacio e ritiene necessaria una riduzione di potenza da parte dell’ ITALIA.
Inoltre ha osservato che il progetto italiano presentato è a lungo termine e spera in una risoluzione del disturbo FM a Bonifacio il prima possibile.
 
La FRANCIA ha promosso lo studio di fattibilità italiano e ha deciso di aiutare l’ ITALIA per trovare delle soluzioni.
 
Il presidente del RSPG ha risposto alla lettera presentata da uno studio legale italiano per conto di un gruppo di reti italiane
che riguarda contenziosi tra emittenti italiane e slovene sull’utilizzo dello spettro radio FM.
In questa lettera s’afferma che le stazioni slovene stanno interferendo quelle italiane.
Il RSPG ha risposto che si occupa delle difficoltà di coordinamento transfrontaliero e delle interferenze dannose tra gli Stati membri
e non di controversie giudiziarie o richieste presentate dagli operatori.
 
Per quanto riguarda la proposta del RSPG di riservare una quotà nel piano DAB ad alcuni programmi FM che causano interferenze
 transfrontaliere, l’ ITALIA ha risposto che questa soluzione non era prevista dalla legge e quindi non può essere inclusa nell’accordo multilaterale.
La SLOVENIA, pur sottolineando l’importanza del piano DAB per risolvere i disturbi FM, ha dichiarato che l’obiettivo fondamentale
del gruppo di lavoro italiano dev’essere l’eliminazione totale delle interferenze.
 
Il rappresentante della Comunità Europea è preoccupato soprattutto perché l’ ITALIA deve adeguarsi al diritto internazionale ed europeo.
Inoltre considera le trasmissioni FM uno strumento per la diffusione della diversità culturale nazionale e regionale
e ciascun Stato membro dovrebbe avere la possibilità di trasmettere senza subire interferenze.
 
 
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)
 
È stato definito il piano di assegnazione delle frequenze DAB nell’area adriatica e ionica e rivisto il testo dell’accordo.
Restano da risolvere, però, alcune potenziali incompatibilità con MACEDONIA DEL NORD, ALBANIA, BOSNIA-ERZEGOVINA e MONTENEGRO,
in quanto devono ancora concordare i modelli di simulazione da adottare e l’elenco dei punti di prova.
Inoltre la SLOVENIA è piuttosto sfiduciata per diversi motivi:
  • timore nei confronti dell’ ITALIA su un potenziale mancato rispetto dell’accordo DAB;
  • l’ ITALIA non sta rispettando il Regolamento Radio causando varie interferenze;
  • l’ ITALIA sta sfruttando i diritti dell’Accordo di Ginevra 1984, ma senza rispettare i propri obblighi a causa della mancata ratifica;
  • la mancata adesione dell’ ITALIA alle normative internazionali viene considerata come incapacità di rispettare l’accordo DAB.
L’ ITALIA ha confermato la volontà di rispettare quest’accordo ed è piuttosto contrariata per la dichiarazione della SLOVENIA.
Ha aggiunto che il piano DAB nazionale può aiutare a risolvere i disturbi FM transfrontalieri e questa soluzione non potrà più essere considerata
se l’accordo DAB Adriatico-Ionico non è concluso.
 
La CROAZIA ha notato dei passi in avanti significativi per l’accordo DAB e sperava in una conclusione.
L’obiettivo è ottenere una miglior distribuzione delle frequenze che aumenterebbe il numero di blocchi DAB per l’ ITALIA,
eliminare le attuali interferenze italiane e garantire il funzionamento per tutti i paesi dell’area adriatica e ionica senza subire disturbi.
 
Nonostante le varie difficoltà, l’ ITALIA spera di raggiungere l’intesa entro la metà del 2022
ed ha preso in considerazione l’opzione di sfruttare il DAB per risolvere alcune interferenze FM visto il sovraffollamento dello spettro radiofonico.
 
Nel frattempo, con il quasi completamento dello spegnimento dei 700 MHz ed il contestuale rilascio della banda VHF III,
il 19 Maggio l’ AGCOM italiana ha deciso di preparare il piano DAB nazionale, basato sulle frequenze che l’ ITALIA può utilizzare
secondo gli accordi di coordinamento sottoscritti con AUSTRIA, SVIZZERA, MALTA, FRANCIA, MONACO e CITTA’ DEL VATICANO.
Queste intese offrono un miglior utilizzo delle frequenze. Nelle aree di coordinamento in cui non esiste ancora un accordo aggiornato,
verranno usati i canali assegnati all’ ITALIA in base agli Accordi di Ginevra 2006.
Questo piano dev’essere completato entro l’estate 2022 e sarà difficile modificarlo una volta attuato.
 
Intanto la SLOVENIA ha riportato che è stata risolta l’interferenza sul blocco 12C dopo lo spostamento dell’emittente italiana sul canale 7C.
 
La CROAZIA ha piacevolmente notato che la situazione è tranquilla sui canali 11A, 11D e 10C, concessi ad un operatore DAB commerciale,
ma non ha riscontrato miglioramenti sui blocchi 12A12B12C e 12D, mentre per il canale 10A è previsto lo spostamento della
stazione interferente italiana sul blocco 10C.
L’ ITALIA ha risposto che il progetto riservato per questo spostamento è stato approvato e verificherà se il cambio frequenza è avvenuto.
Il Paese balcanico spera in una risoluzione a breve termine di questi disturbi ed il RSPG ha nuovamente sottolineato che
l’ ITALIA dovrebbe trovare soluzioni, anche temporanee, in attesa della firma definitiva dell’accordo DAB nella regione Adriatica – Ionica.
 
 
A LIVELLO TELEVISIVO – COORDINAMENTO IN VISTA DEL 5G
 
Per quanto riguarda le problematiche transfrontaliere in banda UHF, il RSPG ha ringraziato l’ ITALIA per aver ridotto le proprie interferenze.
 
Sono stati presentati i progressi italiani in merito al parere del RSPG sull’applicazione dell’articolo 28, paragrafo 3 del CECE
(Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche).
 
a) Interferenze delle emittenti televisive italiane sui 700 MHz che saranno utilizzati dagli operatori mobili in CROAZIA da Luglio 2021
  • L’ ITALIA ha spento definitivamente le frequenze UHF 50-53 (banda uplink mobile 700 MHz), 54 e 56;
  • i canali UHF 55 (banda di guardia tra uplink e downlink) e 57 verranno disattivati entro il 30 Giugno 2022;
  • gli operatori mobili croati sui 700 MHz non subiscono più interferenze televisive italiane.
L’ ITALIA ha confermato che lo spegnimento delle proprie trasmissioni televisive sui 700 MHz sta procedendo secondo la tabella di marcia nazionale
ed ha già ultimato la ripianificazione nelle regioni settentrionali ed adriatiche, dove le emittenti TV stanno già trasmettendo nel rispetto
dei diritti internazionali assegnati all’ ITALIA.
Hanno beneficiato di queste disattivazioni anche gli operatori mobili della SLOVENIA precedentemente disturbati, compreso quello acceso sull’ UHF 54.
 
 
b) Soluzione coordinata per le interferenze delle emittenti televisive italiane ai canali tv croati
 
La CROAZIA ha notato una riduzione dei disturbi in ISTRIA. Inizialmente subiva interferenze residue provenienti da sud
sulle frequenze UHF 23, 28, 33, 34, 35 e 43, in quanto non era stata ancora completata la ripianificazione nell’area adriatica italiana.
Terminata la migrazione televisiva, non sono stati più riscontrati disturbi italiani e per i seguenti canali è stata completamente attuata
la soluzione coordinata descritta nel parere RSPG 21-029.
Persistono, invece, alcune interferenze italiane occasionali sui canali 21, 22, 27, 29, 31, 39, 41, 4550, 52, 55 e 57
e l’ ITALIA verificherà l’origine delle interferenze.
La CROAZIA ha riassunto la situazione che riguarda le seguenti frequenze:
  • Canali 21, 41, 45: 34-37 dBµV/m misurati in ISTRIA;
  • Canale 22: 64 dBµV/m (probabilmente un segnale proveniente dalle MARCHE);
  • Canale 27: 50 dBµV/m (presumibilmente dalla direzione di SAN MARINO);
  • Canali 27, 29, 39: 45-49 dBµV/m rilevati in CROAZIA centrale;
  • Canali 55-57: 55-85 dBµV/m
Qui di seguito è riportata la tabella delle rilevazioni effettuate dal Paese balcanico:
L’ ITALIA ha ribadito che, secondo l’Accordo Adriatico per la banda UHF, può utilizzare 14 frequenze televisive
e ha sottolineato che non sono le stesse su tutto il territorio nazionale.
Questa situazione potrebbe comportare per lCROAZIA interferenze provenienti da ripetitori italiani non inclusi nell’area di coordinamento.
Il Paese balcanico, invece, ritiene che siano ancora accesi dei segnali all’interno della suddetta zona sulle frequenze UHF 22, 27 e 31.
L’ ITALIA ha promesso che indagherà sui seguenti casi.
 
 
Altre questioni di coordinamento transfrontaliero per la banda UHF
 
FRANCIA e MALTA hanno confermato di non subire interferenze televisive italiane.
 
L’ ITALIA ha dichiarato che intende introdurre il DVB-T2 nel 2023, anche se la tempistica esatta dev’essere ancora definita, in quanto
vorrebbe trovare un equilibrio tra l’uso più efficiente dello spettro radio e la percentuale dei televisori in grado di ricevere segnali in questa modalità.
 
La SLOVENIA ha notato interferenze televisive italiane sui canali 49 e 57. Tuttavia queste frequenze saranno spente entro il 30 Giugno 2022.
Entrambi i Paesi intendono utilizzare l’ UHF 49 per il PPDR (comunicazioni di protezione pubblica e soccorso in caso di calamità).
Per quanto riguarda il canale 57, è stato chiesto all’ ITALIA di ridurre la potenza di 10 dB.
 
La SLOVENIA ha notato che alcune proprie frequenze televisive sono ancora utilizzate dall’ ITALIA.
Sono stati richiesti dei chiarimenti su quali canali sono coinvolti dal momento che
dopo la ripianificazione non sono più presenti emittenti attive sulle frequenze slovene sotto i 700 MHz.
Il Paese balcanico si riferisce nello specifico all’ UHF 31, ma l’ ITALIA non aveva rilevato nessun segnale il 31 Marzo.
Successivamente è stato sintonizzato e spento il Mux TVM che aveva mantenuto attivo il proprio segnale
anche dopo la riorganizzazione delle frequenze in Friuli-Venezia Giulia.
 
LCROAZIA ha chiesto quando saranno spenti l’ UHF 31 e le frequenze sopra i 700 MHz.
L’ ITALIA ha risposto che questi canali verranno disattivati entro fine Giugno 2022.
 
A Marzo la SLOVENIA ha presentato all’ ITALIA una richiesta riguardante 4 assegnazioni televisive
previste fuori dall’area di coordinamento sotto i 700 MHz.
L ITALIA ha sottolineato che la questione sarà esaminata per evitare eventuali interferenze da postazioni ad alta potenza della suddetta zona.
In questi casi potrebbe essere necessario un accordo di coordinamento separato.
La SLOVENIA è rimasta perplessa dalle osservazioni italiane e ha ricordato che l’Accordo Adriatico per la banda UHF stabilisce l’uso di tutte le frequenze
al di fuori dell’area di coordinamento senza vincoli nei confronti dell’ ITALIA.
Anche la CROAZIA ha condiviso le stesse preoccupazioni della SLOVENIA su questa questione.
 
Nel frattempo l‘ ITALIA guarda con interesse alle recenti attività di coordinamento di alcuni Stati limitrofi.
 
MALTA ha incontrato TUNISIA e LIBIA per discutere della banda FM. Inoltre la LIBIA intende utilizzare i 700 MHz per le reti mobili
e queste frequenze sono già libere da trasmissioni televisive.
 
Anche l’ ALBANIA vuole concedere i 700 MHz agli operatori mobili e sta attualmente discutendo con la CROAZIA per evitare disturbi.
L’ ALBANIA vuole utilizzare le frequenze UHF 21, 22, 28 e 45 nell’area di Tirana (assegnazione n. AL005), ma la CROAZIA ha rifiutato
la richiesta per evitare potenziali interferenze, come sta già succedendo sul canale 21 attivo a Dubrovnik.
I 2 Paesi stanno discutendo della situazione insieme al MONTENEGRO.
 
La prossima riunione del RSPG è prevista online il 18 Ottobre 2022.