Domenica 8 novembre 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

Pubblicato l’ 08/11/2026 alle ore 12:00
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB+ RAI

Iniziamo parlando della radio digitale.
È stato acceso il Mux DAB+ RAI dalle seguenti postazioni:
 
sul Canale 6C da VILLA MANCINI a Fermo, nelle Marche;
 
 
sul blocco 7C da:
 
PRA’ a Ospitale di Cadore (BL), in Veneto;
 
CA’ ZINI – VIA RUVINELLO a Fiorano Modenese (MO) in Emilia-Romagna;
 
MONTE VULTURE – FONTANA DEL LUPO a Rionero in Vulture (PZ), in Basilicata;
 
 
sul Canale 10C da PICOTTA a San Giovanni a Piro (SA), in Campania.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB (SVIZZERA ITALIANA) - MUX DIG I02:
RIPRISTINATA LA POSTAZIONE PIEMONTESE DI CANNOBIO (VB)

Ci spostiamo nella Svizzera Italiana per segnalare la riaccensione del Mux DIG I02, sempre sul Canale 8A,
dal ripetitore piemontese di SAN BARTOLOMEO VALMARA a Cannobio (VB)
che era stato danneggiato da un violento temporale lo scorso agosto.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
SVIZZERA
Canale 8A (195,936 MHz)
PostazioneComuneCantone
SighignolaArognoTicino
Contrada GuastaBellinzonaTicino
Via Ronco FerriniCadenazzo – Sant’AntoninoTicino
Via Luigi FavreChiassoTicino
Canale 8C (199,360 MHz)
PostazioneComuneCantone
Cardada – CimettaAvegnoTicino
LOMBARDIA
Canale 8A (195,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte MarzioMarzioVA
Monte OrsaViggiùVA
PIEMONTE
Canale 8A (195,936 MHz)
PostazioneComuneProvincia
San Bartolomeo ValmaraCannobioVB

RADIO FM: FINE DELLE TRASMISSIONI PER RADIO ANANAS, NUOVE FREQUENZE PER RADIO BRUNO NELLE MARCHE

Per quanto riguarda la radio FM, ha chiuso i battenti RADIO ANANAS di Marotta, frazione del comune di Mondolfo (PU),
che trasmetteva sui 91.0 MHz da VIA MONTECIAPELLANO a Mondolfo (PU)
e sui 97.1 MHz da VIA SAN VITO SUL CESANO a San Lorenzo in Campo (PU).
Al suo posto è subentrata RADIO BRUNO di Carpi (MO).
L’onda libera che ha fatto ballare. Addio alla storica Radio Ananas
 
Dopo 44 anni chiude l’emittente di Marotta, anche a causa della contrazione del mercato.
L’amarcord del patron Claudio Spinaci: dalla scommessa familiare ai successi nelle piazze
 
Da lunedì sulle frequenze FM 91 e 97.1, quelle che per una vita, ben 44 anni, hanno inviato la musica e le notizie di Radio Ananas,
si ascoltano i programmi del network del nord e centro Italia Radio Bruno.
Ha smesso la propria attività e ha venduto le sue bande di trasmissione, Radio Ananas, la voce della Valcesano e del Metauro
e, sul versante anconetano, del Misa, che per oltre 8 lustri ha garantito informazione e intrattenimento.
E per tutti i 44 anni, dietro alle quinte, c’è stato lui, Claudio Spinaci, fondatore ed editore.
 
Spinaci, com’è partita l’avventura?
 
“Successe che mio padre Elio e mio fratello Paolo (che poi divenne noto con l’appellativo di Funny Dj, ndr),
nel 1982 comprarono l’emittente Radio Antenna Marotta Mondolfo, che era nata del ’76.
L’anno dopo, purtroppo, nostro padre è venuto a mancare e io ho preso in mano l’emittente, facendola tutta d’accapo,
spostando la sede da via Litoranea a via Perugia e ricostruendo tutto l’impianto esterno nuovo”.
 
 
All’epoca lei aveva meno di trent’anni?
 
“Sì avevo 29 anni, e facevo il rappresentante, guadagnando anche bene, ma mi sono tuffato nella nuova avventura”.
 
 
Una tappa fondamentale è stata nel 1986.
 
“Proprio così. In quell’anno abbiamo acceso la frequenza 97.100, che è risultata di grande rilevanza,
perché ci ha concesso di coprire di tutto l’entroterra, diventando la radio di riferimento per un’area ben più grande
e, soprattutto, estesa anche verso le coline e l’Appennino”.
 
 
Spinaci, qual sono stati i momenti più belli di questi 44 anni?
 
“Ce ne sono stati tanti, soprattutto quelli vissuti dal vivo. Nelle piazze, con le associazioni, le Pro loco,
le amministrazioni comunali e partecipando a tutte le manifestazioni più importanti del territorio.
Siamo orgogliosi di aver contribuito alla promozione di queste terre”.
 
 
E le fasi più difficili, invece?
 
“Sicuramente quelle del Covid, ma anche dopo, fino ad oggi, perché l’economia ha subito una forte contrazione,
con tanti esercizi chiusi e un’economia molto difficile. Vuole un dato? Fino al 2010 come radio avevamo più di 200 clienti,
mentre oggi eravamo ridotti alla metà”.
 
 
Terminiamo con una pagina bella. Di tutti i collaboratori che ha avuto quali vuole citare?
 
“Sarebbero da elencare tutti, perché ognuno ha dato qualcosa di importante al nostro gruppo.
Per ragioni di sentesi, mi piace evidenziare alcune voci storiche come quelle di Marina Marchetti, Gigio Alpini e Gigi Restivo”.
 

FONDO STRAORDINARIO EDITORIA 2025:
108 ASSUNZIONI AGEVOLATE NELLE RADIO E NELLE TV LOCALI

Con decreto del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2 novembre 2026
è stato approvato l’elenco dei soggetti ammessi al contributo previsto per le assunzioni a tempo indeterminato, perfezionatesi nel 2025,
di giovani under 36 con competenze nel campo della digitalizzazione editoriale, della comunicazione,
della sicurezza informatica e dei servizi online nel settore dei media.
La misura, prevista dall’art. 1 del DPCM 17 settembre 2025 nell’ambito del Fondo straordinario per l’editoria,
ha consentito di sostenere complessivamente 193 assunzioni in 97 imprese.
Di queste, ben 108 in 51 imprese (di cui 58 assunzioni in 30 imprese radiofoniche e televisive locali associate Aeranti e Associazione Corallo)
hanno riguardato emittenti radiofoniche e televisive locali,
a conferma del contributo significativo che il comparto radiotelevisivo locale continua a fornire anche sul fronte dell’occupazione qualificata
e dell’inserimento professionale delle nuove generazioni.
Il dato evidenzia il ruolo delle radio e delle televisioni locali non soltanto come presidi fondamentali di informazione e pluralismo sul territorio,
ma anche come realtà imprenditoriali capaci di creare occupazione stabile, investire in nuove professionalità
e accompagnare l’evoluzione tecnologica del sistema dei media.
Le emittenti locali, infatti, rappresentano un elemento essenziale dell’ecosistema informativo italiano,
con una presenza capillare nelle comunità e un costante impegno nell’innovazione dei propri servizi e dei propri modelli produttivi.
A questo link il decreto 2 novembre 2026.
 

AGCOM: AVVIATA CONSULTAZIONE PUBBLICA SU 4 SCHEMI DI REGOLAMENTO IN MATERIA DI SERVIZI AUDIOVISIVI E RADIOFONICI

Con la delibera n. 247/26/CONS del 21 ottobre 2026, pubblicata sul proprio sito il 3 novembre 2026,
l’Agcom ha avviato una consultazione pubblica relativa a quattro schemi di regolamento riguardanti la disciplina dei titoli abilitativi
per la fornitura di servizi di media audiovisivi e per l’attività di operatore di rete,
nonché la numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre (LCN)
e i servizi interattivi associati o di accesso condizionato.
In particolare, la consultazione riguarda:
 
il regolamento per il rilascio dei titoli abilitativi per la fornitura di servizi di media audiovisivi
e per l’attività di operatore di rete su frequenze terrestri in tecnica digitale;
 
il Piano di numerazione automatica dei canali della televisione digitale terrestre (LCN),
con le relative modalità di attribuzione dei numeri e condizioni di utilizzo;
 
il regolamento per il rilascio dei titoli abilitativi per la fornitura di servizi di media audiovisivi e radiofonici via satellite,
su altri mezzi di comunicazione elettronica, in luoghi aperti al pubblico e a richiesta;
 
il regolamento per il rilascio dei titoli abilitativi per la fornitura di servizi interattivi associati o di servizi di accesso condizionato.
 
 
Il termine per la presentazione delle osservazioni è fissato in 45 giorni dalla pubblicazione della delibera
e scadrà, pertanto, il 18 dicembre 2026.
Aeranti-Corallo predisporrà e trasmetterà all’Autorità le proprie osservazioni sui provvedimenti posti in consultazione.
A questo link la delibera n. 247/26/CONS e i relativi allegati.
 

LOMBARDIA: ANTENNA 5G AD ABBAZIA DI ALBINO (BG);
I RESIDENTI CHIEDONO SPIEGAZIONI

Un fulmine a ciel sereno, senza dubbio, nella Valle del Lujo avvolta dalla nebbiolina autunnale.
Dall’oggi al domani i residenti di via Plazza ad Abbazia di Albino, la strada che dall’Oratorio sale verso la zona collinare,
si sono trovati dei lavori in corso, in un campo privato, riguardanti l’installazione di un’antenna per la telecomunicazione 5G.
I cittadini hanno presentato nella mattinata di venerdì 6 novembre al Comune una lettera accompagnata da una raccolta di firme,
esprimendo preoccupazioni per la salute e per l’impatto sul paesaggio, chiedendo di conoscere gli atti,
tra cui il parere tecnico preventivo di ARPA Lombardia, e sollecitando un confronto con l’amministrazione.
«Il sindaco deve rispondere al più presto e convocare un’assemblea pubblica ad Abbazia –
chiedono i gruppi consiliari di minoranza In Albino, Futuro in Comune ed Energie in Albino -.
I lavori sono in corso e i cittadini hanno bisogno di informazioni chiare: quale progetto è stato presentato,
quali autorizzazioni e valutazioni sono state acquisite, quali controlli sono previsti -.
Riconosciamo l’utilità delle reti di telecomunicazione e dei servizi che le rendono possibili.
Proprio per questo vogliamo affrontare la questione senza pregiudizi ideologici e senza alimentare allarmismi.
Le preoccupazioni dei residenti però meritano ascolto e risposte documentate, fondate sulle valutazioni degli organismi competenti».
L’assemblea dovrà essere l’occasione per illustrare il progetto, chiarire gli aspetti legati alle emissioni elettromagnetiche
e approfondire l’inserimento paesaggistico dell’infrastruttura.
«Le procedure semplificate e i limiti ai poteri comunali su questi temi non esauriscono il ruolo dell’Amministrazione.
Anche quando i margini di intervento sono ridotti, resta il compito di verificare, informare e accompagnare il confronto con la comunità.
Chiediamo quindi al sindaco di dare un riscontro tempestivo alla lettera e di fissare quanto prima una data per l’incontro.
La fiducia si costruisce mettendo a disposizione informazioni comprensibili e consentendo ai cittadini di fare domande e ricevere risposte».
Il sindaco Daniele Esposito ha precisato di essersi attivato già nelle scorse ore, dopo aver ricevuto la lettera e aver incontrato alcuni residenti,
chiedendo agli uffici comunali competenti un aggiornamento: «La società che sta installando l’antenna ha presentato la pratica al Suap,
sono state chieste e fornite alcune integrazioni – riferisce -. La pratica ha il parere favorevole di Arpa;
il Comune non ha voce in capitolo, perché si tratta di un terreno privato, in una zona in cui non sono presenti particolari vincoli.
Vigileremo sul rispetto di tutte le norme durante lo svolgimento dei lavori».
 

VENETO: CANALI RAI SENZA SEGNALE TRA FREGONA (TV) E SARMEDE (TV); IL CASO FINISCE IN PARLAMENTO

L’ Onorevole Rachele Scarpa (Partito Democratico) ha depositato un’interrogazione parlamentare
lanciando un appello al Governo: «Servono verifiche e un ripristino certo»
 
«Da troppo tempo i cittadini di Fregona e Sarmede segnalano interruzioni e gravi difficoltà
nella ricezione dei canali Rai sul digitale terrestre delle loro televisioni.
Decine di segnalazioni parlano di un segnale che scompare del tutto
mentre gli interlocutori locali non sono ancora riusciti a ottenere una soluzione.
Per questo motivo la deputata trevigiana Rachele Scarpa (Partito Democratico), ha annunciato il 5 novembre
di voler presentare un’interrogazione parlamentare al Ministro delle imprese e del made in Italy.
«Ho chiesto al Governo di chiarire quali siano le cause del disservizio, quali verifiche siano state svolte da Rai e Rai Way
e con quali tempi si intenda intervenire. Le segnalazioni non riguardano soltanto Fregona e Sarmede:
arrivano anche da altri Comuni e frazioni del territorio, tra cui Vittorio Veneto, Cappella Maggiore, Colle Umberto e Cordignano.
Serve un accertamento puntuale della copertura e un confronto con gli enti locali.
La Convenzione tra lo Stato e la Rai prevede la ricezione gratuita del segnale per tutta la popolazione e la continuità del servizio –
conclude Scarpa -. Chiediamo quindi che si individuino soluzioni tecniche efficaci, si comunichino tempi certi
e si dia ai cittadini un riferimento chiaro per seguire la vicenda.
Non è accettabile che un problema segnalato da tempo resti senza una risposta verificabile».
 

EMILIA-ROMAGNA: LE FREQUENZE RIBELLI DI ALICE.
COSÌ È PARTITA LA RIVOLUZIONE DELLE RADIO LIBERE ITALIANE

Un documentario racconta l’emittente bolognese, voce del Movimento ’77
 
A mezzanotte del 9 febbraio 1976 la chitarra distorta di Jimi Hendrix lacerava l’etere bolognese
con la versione elettro-psichedelica dell’inno nazionale americano. Era l’atto di nascita di Radio Alice,
l’emittente del “movimento”, come veniva chiamato quel magma di studenti, precari e gruppi extraparlamentari
che di lì a poco avrebbe dato filo da torcere al Pci proprio nella città vetrina del comunismo all’italiana, Bologna la rossa.
Durò poco più di un anno, perché la sera del 12 marzo 1977, al termine di due giornate di scontri durissimi
seguiti all’uccisione dello studente di Lotta Continua Francesco Lorusso da parte di un carabiniere,
la polizia fece irruzione nella sede di via del Pratello, mettendo fine a un’esperienza che ha cambiato la storia della comunicazione radio in Italia.
La voce rotta dall’emozione di Valerio Minnella, lo speaker, descriveva in diretta i momenti drammatici in cui gli agenti sfondavano la porta, armi in pugno:
«Sono entrati! Sono entrati! Siamo con le mani alzate, ci stanno strappando il microfono…». Poi il silenzio.
I “compagni” di Radio Alice, Minnella compreso, vennero arrestati:
erano accusati di aver istigato gli incidenti dando indicazioni ai manifestanti con il sistema delle telefonate dei militanti messe in onda durante i disordini.
Il giorno dopo, Andrea Zanobetti e altri della radio tornarono nella sede devastata per cercare di riprendere i programmi:
«La polizia aveva sfasciato tutto e tagliato il cavo, ma noi siamo riusciti a ricollegare il trasmettitore e in qualche modo abbiamo ricominciato».
In questura ovviamente sentirono tutto e rimandarono gli agenti, ma stavolta, chi c’era, riuscì a scappare sui tetti di via del Pratello da un abbaino,
prima di trovare rifugio in Francia, inseguiti da accuse pesantissime come l’associazione sovversiva (pena: cinque anni di reclusione).
Fra loro anche Franco Berardi detto “Bifo”, cofondatore della Radio e leader del movimento bolognese.
Ed è qui che comincia la storia raccontata nel documentario inedito di François Pain, Radio Alice.
Presentato ad Archivio Aperto, il festival organizzato da Fondazione Home Movies-Archivio nazionale del film di famiglia di Bologna,
sarà proiettato a marzo prossimo: le riprese mostrano l’incontro dei redattori dell’emittente in esilio a Parigi –
Paolo Ricci (autore del libro Alice nella città), Matteo Guerrino, Ambrogio Vitali, Andrea Zanobetti e Franco Berardi –
con gli allievi di Felix Guattari, filosofo e psicoanalista francese, fra i seguaci dell’anti-psichiatria,
molto vicino ai gruppi dell’estrema sinistra dell’epoca.
L’esperienza dell’emittente rivive nelle parole dei suoi protagonisti a cominciare dalla chiusura manu militari:
«Un gruppo di intellettuali francesi guidati da Guattari si attivò per denunciare la repressione in Italia
e per riflettere sull’esperienza delle radio libere – spiega Bifo -.
Ciò portò all’appello firmato da Sartre, Deleuze, Foucault, Kristeva, Sollers e molti altri».
Con effetti immediati anche sul panorama radiofonico d’Oltralpe: «In Francia nacquero le prime radio libere,
a cominciare da Radio Tomate, animata dallo stesso Guattari e da François Pain».
Il che ci riporta in Italia e al ruolo dirompente di Alice nel nostro Paese nel 1976, l’anno dell’esplosione del fenomeno delle radio libere,
quando l’emittente bolognese sperimentava giorno dopo giorno un modo di trasmettere che non si era mai sentito prima,
nella realtà ingessata dei due canali di Stato: «Il nostro slogan iniziale era dare voce a chi non l’aveva mai avuta, “chi trasmette a chi?”.
Così mandavamo in onda le telefonate di chiunque chiamasse in radio – ricorda Minnella -.
Volevamo rovesciare lo schema classico dello speaker che parla al pubblico, della comunicazione monodirezionale».
Lo chiamavano «uso sociale e politico della radio», ma nella prassi di Alice, oltre ai programmi militanti, trovava spazio molta musica:
rock, jazz, gruppi come Stormy Six e gli Area, accorsi a Bologna per due concerti di autofinanziamento della radio,
ma anche classica e modale.
E siccome l’animo dadaista degli artefici di Alice, a cominciare da Bifo, permetteva incursioni mai sentite prima,
ecco uno scherzo telefonico clamoroso a Giulio Andreotti nel febbraio ’77,
dopo che Panorama aveva pubblicato per errore il numero della sua segreteria:
«L’abbiamo chiamato in diretta e Franco (Berardi, ndr) si è spacciato per Umberto Agnelli – racconta Minnella -.
Nessuno pensava che ce l’avrebbero passato, invece abbiamo sentito la sua vocina dire “pronto”
e Bifo è stato bravissimo a imitare il senatore Agnelli che si lamentava degli operai sempre in corteo.
Andreotti ha abboccato e Bifo ha aggiunto: “sono sotto le mie finestre, senta cosa urlano”,
al che i compagni della radio si sono messi a urlare “Andreotti tu sei pazzo, la classe operaia non pagherà più un c…”.
Lui ha capito e ha riattaccato, ma intanto l’aveva sentito tutta Bologna».
Un mese dopo era tutto finito, fra arresti e fughe in Francia, a volte avventurose:
Berardi, accusato di istigazione all’odio di classe e associazione a delinquere a mezzo stampa per un articolo uscito sulla sua rivista A/Traverso,
passa il confine grazie «a molti amici nelle valli piemontesi che conoscevano i sentieri di frontiera. Poi presi un treno da Briançon fino a Parigi».
Arrestato su richiesta del giudice che indagava sulla rivolta bolognese, esce dopo un mese di carcere speciale e resta in Francia per un anno.
A proposito del lascito di Radio Alice, parla di «eterogenesi dei fini»:
«Si aprì una finestra nella quale poté entrare da un lato la comunicazione diffusa di centinaia di radio libere,
ma dall’altro anche la privatizzazione dei media. In un certo senso Radio Alice aprì la strada a Berlusconi,
ma era inevitabile che lo spazio della comunicazione venisse sottratto al monopolio di Stato».
 

CAMPANIA: RADIO CRC SENZA PALINSESTO, ORA UN FLUSSO ININTERROTTO DI MUSICA; «VALUTAZIONI SU COME RIPARTIRE»

Finito il rapporto con il Calcio Napoli, prima l’addio dei collaboratori sportivi e poi i licenziamenti
 
Ad accendere la radio c’è solo un flusso ininterrotto di musica, nessun programma, nessun notiziario, nessuna voce di quelle che sentivi tutti i giorni.
Che cosa è successo a Radio Crc si chiedono gli ascoltatori dell’emittente, acronimo di Centro Radiodiffusione Campania,
nata dalla trasformazione di Radio Napoli Nord nei primi anni Ottanta, a sua volta erede di Radio Qualiano,
che nel 1974 già trasmetteva grazie ad una magistratura che aveva recepito i principi dell’art. 21 della Costituzione, in anticipo sulla stessa Corte Costituzionale.
Che cosa è successo a Crc? Una risposta sembra arrivare dallo sconsolato e lungo post su Facebook di Roby Maravolo,
storico speaker e dj dell’emittente, che può essere riassunto così: «Cara Radio CRC, oggi i trasmettitori si spengono,
e quel silenzio fa un rumore assordante, tagliente. Si chiude un cerchio lungo quarant’anni, un’intera vita spesa a far vibrare l’etere.
Ma tu non sparisci davvero, non puoi farlo. Perché tutto ciò che abbiamo costruito, registrato, vissuto
e amato resta inciso per sempre dentro di me, scolpito in ogni cicatrice del cuore, nel ricordo di chi ti ha fatto vivere
e nell’anima di chi ha avuto la fortuna di ascoltarti. Grazie di tutto, Radio Crc. È stato un viaggio bellissimo, doloroso e meraviglioso.
Ora il silenzio è totale. Chiudo il microfono per l’ultima volta. Con amore infinito».
Ma dall’emittente si specifica che la radio non è spenta, non è stata venduta né è in vendita, che il ripetitore è normalmente acceso.
L’assenza di palinsesto? I licenziamenti dei dipendenti che hanno fatto seguito all’addio di collaboratori eccellenti che seguivano lo sport
come Umberto Chiarello, Marco Giordano, Silvia De Martino e Massimo D’ Alessandro?
«Ci sono valutazioni in corso su come ripartire», viene risposto dalla radio, con sede ad Agnano.
La storia di Crc è travagliata come quella di molte emittenti locali, sottoposte agli alti e bassi del mercato:
negli anni si sono succeduti direttori artistici come Paolo Russo, Roberto Landi, Marco Disciuva, Gianni Simioli,
Alessandro Olandese ed Ettore Petraroli; personaggi come Lello Musella, Rosario Verde e Marco Lanzuise;
stagioni da hit radio di sola (o quasi) musica italiana e stagioni da talk radio con ampio spazio all’informazione ed alla cronaca locale e nazionale;
sino alla svolta calcistica dettata dall’acquisto da parte di Salvatore Isaia, fondatore del Gruppo Isaia nel settore socio-assistenziale e sanitario,
che ha provato a trasformarla in una piattaforma multimediale che integrava fm, televisione, web, app e dab.
Dopo aver ampliato la copertura su tutta la regione e scommesso sui programmi dedicati al calcio, è venuto il contratto con il Calcio Napoli,
di cui Crc è diventata per due stagioni, ’24-25 e ’25-26, la voce ufficiale.
Un investimento di quasi un milione e mezzo, ancora da saldare con la società di De Laurentiis, non a caso tornata ad affidarsi a Radio Kiss Kiss.
 E ora? La musica c’è, non è (ancora?) finita. Ma il futuro dell’emittente è incerto. «Ci sono valutazioni in corso su come ripartire», ci garantiscono.
Non resta di augurarsi che la ripartenza sia celere e sicura, gli addii, i licenziamenti e l’assenza di palinsesto fanno paura agli ascoltatori di Crc,
ma anche a tutti quelli che hanno a cuore il pluralismo dell’emittenza radiofonica campana, sempre più povera.
 

SPAGNA: SINTONIZZA IL NUOVO TV3 UHD E IMPOSTALO SUL 3

Il 5 novembre, un nuovo canale di TV3 ha iniziato a trasmettere in altissima definizione (UHD),
la tecnologia televisiva più avanzata e un notevole miglioramento della qualità dell’immagine.
Il nuovo canale TV3 in qualità UHD sarà in fase di test fino ad aprile
e trasmetterà gli stessi contenuti del canale in HD, ma con una qualità superiore.
Per apprezzare i miglioramenti offerti dall’UHD, è necessario disporre di un televisore con questa definizione.
In tal caso, sarà necessario risintonizzare il dispositivo.
Durante la risintonizzazione, l’ordine dei canali potrebbe cambiare.
Al termine della ricerca, rivedi l’elenco dei canali e imposta TV3 UHD sul 3.
Ricorda i tre passaggi: risintonizza, verifica di avere tutti i canali 3Cat e imposta TV3 UHD su 3.
[…]
 
Come accedere alle trasmissioni di TV3 e Catalunya Ràdio
Per accedere alle trasmissioni digitali di TV3 e Catalunya Ràdio tramite il televisore,
l’edificio deve trovarsi all’interno dell’area di copertura di uno dei centri di trasmissione DTT di 3Cat
e l’impianto di ricezione televisiva (antenna, amplificatori, cavo, connessioni e televisore)
dev’essere predisposto per la ricezione dei segnali digitali.
Maggiori informazioni sul sito web Canali DTT in Catalogna.
Per qualsiasi domanda relativa alle frequenze, è possibile contattare il servizio d’assistenza al pubblico di 3Cat.
[…]
 
Ulteriori informazioni
Dove posso chiedere aiuto?
Per informazioni sui contenuti e sui canali di 3Cat, contattare il Servizio Clienti di 3Cat.
Per informazioni generali sul DTT, risintonizzazione e ricezione, è possibile chiamare il numero 012.
 
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SPAGNA: APPROVATO IL REGIO DECRETO PER LA PROMOZIONE DELLA TECNOLOGIA DAB+ SULLA RADIO DIGITALE

L’implementazione della tecnologia DAB+ sarà semplice e non avrà alcun impatto sulla rete esistente,
poiché gli operatori di rete dovranno solo adattare la codifica del segnale,
senza la necessità di stabilire fasi di “spegnimento” per la tecnologia precedente (DAB)
 
La tecnologia DAB+ rende il segnale audio più resistente alle interferenze.
Consente inoltre formati audio avanzati e l’integrazione di nuove funzionalità, come l’ASA (Automatic Safety Alert).
 
Il Regio Decreto stabilisce che l’obbligo di introdurre la tecnologia DAB+ è limitato al livello statale
ed estende gli obblighi di copertura alla Radio e Televisione spagnola (RTVE),
che dovrà raggiungere progressivamente l’80% della popolazione entro 30 mesi,
incluso il 70% delle popolazioni con più di 25.000 abitanti.
 
Gli operatori regionali e locali potranno integrare volontariamente questa tecnologia.
Ciascuna comunità autonoma determinerà la data a partire dalla quale
tutte le trasmissioni all’interno del proprio territorio dovranno essere effettuate utilizzando il DAB+.
 
 
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Regio Decreto che dà il via all’implementazione della radio digitale terrestre in Spagna
con la tecnologia DAB+ (Digital Audio Broadcasting Plus). Il passaggio al DAB+ consente un utilizzo più efficiente dello spettro
e migliora la codifica del segnale audio, rendendolo più resistente alle interferenze.
La sua implementazione sarà semplice e non avrà alcun impatto sulla rete esistente,
poiché sarà sufficiente per gli operatori delle reti di trasmissione adattare la codifica del segnale,
senza la necessità di introdurre una nuova tecnologia di trasmissione,
né di stabilire fasi di “spegnimento” per la tecnologia precedente (DAB).
La tecnologia DAB+ consente la riproduzione di suoni multicanale o surround, un formato audio più avanzato rispetto allo stereo.
Permette inoltre l’aggiunta di nuove funzionalità, come il sistema automatico di allarme antifurto (ASA).
Questo sistema consente alle autorità di inviare avvisi urgenti e informazioni pertinenti specificamente alle aree colpite
in situazioni di emergenza, che vengono ricevute automaticamente dai ricevitori DAB+ compatibili.
Permette inoltre la trasmissione di istruzioni e informazioni aggiuntive sotto forma di testo e immagini tramite gli schermi dei ricevitori radio.
Il Regio Decreto estende gli obblighi di copertura del servizio di radiodiffusione pubblica di RTVE oltre gli attuali requisiti della tecnologia DAB.
RTVE dovrà raggiungere progressivamente l’80% della popolazione entro 30 mesi, compreso il 70% dei comuni con più di 25.000 abitanti.
Inoltre, entro lo stesso periodo di 30 mesi, dovrà coprire anche il 70% delle strade statali e autostrade.
I ricevitori più moderni integrano già questa tecnologia e le normative europee prevedono che
tutti i nuovi veicoli venduti nell’Unione Europea siano dotati di ricevitori compatibili con il DAB+.
 
Attuazione a livello locale e regionale
Nella prima fase, l’adozione del DAB+ sarà obbligatoria solo per le emittenti nazionali,
mentre le emittenti regionali e locali potranno adottarlo su base volontaria.
Successivamente, ciascuna comunità autonoma determinerà la data a partire dalla quale
tutte le trasmissioni all’interno del suo territorio dovranno essere effettuate esclusivamente in DAB+, in modo obbligatorio e sincronizzato.
 

SVIZZERA: LA SSR RIATTIVA LE FM DA METÀ NOVEMBRE

La decisione risponde alle esigenze di una parte della popolazione che desidera continuare ad ascoltare la radio in analogico
 
Da metà novembre la Società svizzera di radiotelevisione (SSR) tornerà a proporre i propri programmi radiofonici
anche sulle onde ultracorte (OUC o FM) che erano state dismesse a fine 2024.
Lo ha indicato l’azienda di servizio pubblico in una nota.
La concessione rilasciata alla SSR dall’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) è infatti cresciuta in giudicato al termine del periodo di ricorso.
L’attivazione dei primi impianti di trasmissione permetterà di raggiungere circa l’80% della popolazione,
che potrà ascoltare analogicamente i principali programmi radiofonici della SSR, tra cui le reti culturali di RSI, SRF e RTS
e, nella Svizzera tedesca, i notiziari regionali più seguiti. Il costo dell’operazione si aggira sui 6,5 milioni di franchi all’anno
e dev’essere compatibile con il programma di risparmio imposto dal Consiglio federale.
La precedente copertura completa costava 15 milioni all’anno, viene ulteriormente sottolineato.
Per chi ascolta la radio attraverso la tecnologia DAB+ e internet – che secondo il comunicato assieme concernono nove minuti d’ascolto su dieci –
l’offerta rimarrà immutata. L’azienda radiotelevisiva continuerà dunque a monitorare l’evoluzione della situazione e si dice pronta,
in base alle abitudini d’ascolto e alle condizioni quadro operative e finanziarie, ad ampliare ulteriormente la diffusione attraverso le FM.
“Le nostre ascoltatrici e i nostri ascoltatori sono al centro delle nostre priorità.
Per la SSR, la decisione del Parlamento di continuare a consentire la diffusione via FM rappresenta un mandato preciso.
Abbiamo perciò agito rapidamente e trasmettiamo di nuovo i nostri programmi in tutte le regioni linguistiche anche su FM, in aggiunta ai canali digitali. 
Per la SSR è determinante che i nostri contenuti raggiungano le persone, in modo semplice e affidabile”,
ha spiegato la direttrice generale della SSR, Susanne Wille, citata nella nota.
 
Il dietrofront del Parlamento
Dal 2020 la trasmissione via FM non è più obbligatoria per le emittenti radiofoniche.
La SSR e alcune emittenti private avevano quindi deciso di spegnere i loro ripetitori tra il 2022 e il 2023,
ma la messa in pratica era poi slittata a fine 2024.
Inizialmente anche gli altri attori privati avrebbero dovuto disattivare questa opzione entro la fine dell’anno in corso.
La protesta era però montata sia tra la popolazione, sia tra alcuni esponenti del settore,
con una raccolta firme promossa dall’imprenditore radiofonico Roger Schawinski
che nel 2021 aveva raccolto oltre 60000 firme per chiedere un passo indietro.
Lo scorso anno il Parlamento aveva accolto una mozione in tal senso.
Il termine per lo spegnimento è stato quindi prorogato almeno fino al termine del 2031 e da stabilire d’intesa con le emittenti private.
“Poiché alcune radio private intendono rimandare questo passo, la SSR non può permettersi di rinunciare ulteriormente a questa tecnologia
e quindi a una parte significativa del proprio pubblico”, aveva allora commentato la SSR.
 
I dati Mediapulse
Secondo i dati Mediapulse, nel primo semestre del 2025, subito dopo lo spegnimento,
le radio del servizio pubblico avevano perso sei punti percentuali della loro quota di mercato.
 

FRANCIA: CONFERMATA LA RILEVANZA DELLA RADIO LOCALE

L’ultima edizione della ricerca d’Oltralpe, Médiamétrie, ha rilevato il permanere dell’ascolto della radio
quale abitudine quotidiana della popolazione francese, confermando in tal modo i dati analoghi
che emergono dalle ricerche in Italia e nella maggior parte delle altre nazioni europee.
La radio francese risulta avere un ascolto medio che coinvolge 43 milioni di persone ogni giorno,
pari al 53% dei cittadini tra i 15 e gli 80 anni, con una durata media di ascolto di 2 ore e 47 minuti al giorno per ciascun ascoltatore.
Il mezzo radiofonico nei soli giorni feriali intercetta quotidianamente il 66% dei francesi,
raggiungendo una copertura mensile quasi totalitaria, pari al 96% della popolazione.
Ricordiamo che in Italia, la penetrazione del mezzo supera l’84%, con oltre 35 milioni di ascoltatori nel giorno medio,
e un ascolto medio di 245 minuti giornalieri.
 
Locali protagoniste
Nel contesto complessivo dell’ascolto in Francia, le radio locali svolgono un ruolo di primo piano,
garantendo un solido legame con le comunità e i territori.
I programmi locali registrano su base giornaliera un’audience cumulata del 14,8%
e arrivando a coprire il 61% della popolazione su arco mensile.
La penetrazione del mezzo locale evidenzia spiccate specificità regionali:
la Bretagna guida la fruizione territoriale con il 72,2% di ascoltatori quotidiani, seguita dalla Borgogna-Franca Contea al 71,7%.
Inoltre, in 55 dipartimenti almeno un’emittente locale si posiziona nella top 10 degli ascolti quotidiani,
e in 6 dipartimenti le stazioni locali conquistano la prima posizione assoluta.
 
Tendenze di consumo
Tra gli elementi di particolare rilievo emersi dalla rilevazione spicca l’affermazione dello smartphone
come primo supporto per la fruizione audio, arrivando a concentrare il 40% del volume totale di ascolto.
La trasformazione digitale della radio vede 11,3 milioni di francesi ascoltare le emittenti da dispositivi digitali ogni giorno,
con il telefono cellulare in cima alle preferenze.
Un ulteriore fenomeno innovativo riguarda l’ibridazione dei formati e l’esplosione dei podcast video:
il 47% degli ascoltatori quotidiani di podcast sceglie di fruire della versione filmata dell’emissione radiofonica,
all’interno di un mercato in cui i podcast mensili raggiungono il 48% dei francesi.
La ricerca è disponibile al seguente link: www.mediametrie.fr/en/audiences-and-results/radio/ear-national
 

IRLANDA: MINACCE A GIORNALI E TV; EVACUATE LE REDAZIONI A DUBLINO, MAIL ARRIVATA ANCHE A SKY E NOVA TV

Diverse testate giornalistiche europee sono state raggiunte da mail con minacce di attentati, rivelatesi false.
Coinvolti il gruppo radiotelevisivo irlandese Rté, Virgin Media, Newstalk, il quotidiano Irish Independent e l’emittente britannica Sky
 
Mentre proseguono in Europa gli allarmi bomba sugli aerei, con controlli finora negativi sui voli verificati,
un’email con una minaccia bomba è arrivata, prima di mezzogiorno, alle sedi dei media in Irlanda Bulgaria e Gran Bretagna,
nonché in diversi edifici in tutta Europa.
A Dublino le e-mail contenenti minacce di attentato hanno portato all’evacuazione delle sedi dell’emittente pubblica RTÉ
e del quotidiano Irish Independent, oltre ad altre redazioni radiofoniche e televisive.
Il premier Micheál Martin ha riferito che polizia, difesa e autorità competenti per cybersicurezza e aviazione stanno collaborando alle indagini.
Ha giudicato possibile un’azione coordinata, ma ha precisato che è prematuro accertare se ci sia un unico responsabile.
La polizia aveva predisposto protocolli per gli impegni della presidenza irlandese dell’Ue: Dublino ospiterà un vertice europeo il 12 e 13 novembre.
La mail è arrivata anche alla sede inglese di Sky e all’emittente bulgara Nova Tv.
 
Governo irlandese: “Allarmi bomba ai media sono falsi ma molto gravi”
“Gli allarmi bomba arrivati via email ai media irlandesi, fra cui l’emittente radiotelevisiva pubblica Rte, Virgin Media,
Newstalk e Irish Independent, erano falsi ma “molto gravi”, ha affermato il governo di Dublino in una nota.
La situazione intanto è tornata alla normalità: i dipendenti di Newstalk e dell’Irish Independent sono rientrati nelle redazioni
e negli uffici in seguito al via libera della polizia, mentre la Rte è di nuovo in onda,
dopo la sospensione della programmazione normale, grazie anche agli studi di Cork.
 
Le evacuazioni dopo le mail alle redazioni
Una mattinata di caos nelle redazioni della capitale irlandese, quella di venerdì 6 novembre.
La polizia è intervenuta presso la sede dell’emittente nazionale irlandese Rte a Dublino, dove sono stati avvistati agenti armati.
“Gli edifici della Rte sono stati evacuati a seguito di una minaccia di attentato dinamitardo”, ha dichiarato l’emittente sul proprio sito web.
Evacuato anche il personale dagli uffici del quotidiano Irish Independent,
dalle emittenti radiofoniche Newstalk e Today FM e dall’emittente televisiva Virgin Media.
Conduttori e dipendenti sono stati fatti uscire dalla sede della tv pubblica, nel quartiere di Donnybrook,
nella zona sud di Dublino, dove gli agenti sono intervenuti con l’ausilio di unità cinofile.
Per precauzione la Rte è passata a programmi preregistrati, mentre “Today” di Radio 1 è andato in onda da una regia mobile.
Anche gli uffici di Mediahuis e Independent News Media in Talbot Street, nel centro della capitale, sono stati evacuati in via precauzionale,
e ai dipendenti non ancora arrivati è stato chiesto di lavorare da casa fino al cessato allarme.
Virgin Media ha ricevuto a sua volta la minaccia, ma ha continuato a trasmettere senza evacuare gli studi.
 
Anche Sky News ha ricevuto una minaccia: “Segnalato l’accaduto alle autorità competenti”
Anche l’emittente britannica Sky ha riferito di avere ricevuto una minaccia alla sicurezza.
“Sky è stata una delle diverse organizzazioni mediatiche a ricevere una minaccia alla sicurezza.
Abbiamo effettuato una valutazione dei rischi e segnalato l’accaduto alle autorità competenti”,
ha dichiarato in un comunicato la società statunitense Comcast, proprietaria dell’emittente.
La nota è stata letta in diretta da un conduttore di Sky.
L’azienda sta collaborando con le autorità per garantire la sicurezza del proprio personale, prosegue il comunicato.
Non sono stati forniti ulteriori dettagli.
Secondo quanto riportato dall’emittente, la minaccia potrebbe provenire dallo stesso gruppo
responsabile di una serie di falsi allarmi bomba che causato disagi al trasporto aereo in tutta Europa.
 
Mail arrivata anche all’emittente tv bulgara Nova
A riferirlo la stessa rete sul suo sito web, specificando che l’autore del messaggio ha affermato
di essere uno dei leader del gruppo responsabile delle minacce di bomba contro aerei in tutta Europa.
Nova Broadcasting Group ha immediatamente attivato la procedura standard per la gestione di tali situazioni,
senza interrompere la trasmissione televisiva e radiofonica dei programmi.
L’attività lavorativa di tutti i dipendenti è ripresa dopo le necessarie verifiche da parte delle autorità competenti.
 

MAROCCO: DEMOLITE CON ESPLOSIVI LE TORRI IN ONDE LUNGHE DI MEDI 1

Le 3 torri di Medi 1 demolite con esplosivi.
Il 28 ottobre 2026, le 3 torri alte 380 metri e appartenenti all’emittente radiofonica Medi 1 (171 kHz) sono state abbattute.
Si trovavano a Salouane, vicino a Nador e al confine con l’Algeria.
La demolizione è avvenuta pochi giorni dopo la chiusura definitiva delle trasmissioni in onde lunghe dell’emittente.
Le torri sono state abbattute in totale segretezza, senza alcun preavviso alla popolazione locale.
Queste antenne erano tra le strutture più alte dell’Africa.
La pagina Facebook di Radio Magazine pubblicherà la storia completa di questa emittente franco-marocchina.
 

LOGO SPECIALE PER I 33 ANNI DI MARIA VISION ITALIA COMPIUTI LUNEDÌ 2 NOVEMBRE

STASERA ATLETICO MADRID - BARCELLONA ALLE ORE 21 SU ITALIA 1 HD

La Liga: in esclusiva in chiaro Atletico Madrid-Barcellona
 
Il grande calcio internazionale torna ad accendere la passione degli italiani.
Prosegue il successo della partnership tra Mediaset e Dazn che rafforzano la loro collaborazione, con un nuovo accordo di sublicenza,
per la trasmissione in co-esclusiva di sei tra i match più prestigiosi della LaLiga EA Sports.
Domenica 8 novembre, in diretta e in esclusiva in chiaro su Italia 1 e in live streaming su sportmediaset.it,
alle ore 21:00, nella splendida cornice del Wanda Metropolitano di Madrid andrà in scena una delle sfide più iconiche
e attese del calcio spagnolo: Atletico Madrid-Barcellona.
Il prepartita prenderà il via alle 20:45 con il collegamento dallo stadio, sempre su Italia 1.
La telecronaca sarà affidata a Massimo Callegari con il commento tecnico di Borja Valero.
In campo, grandi protagonisti e stelle assolute del calcio mondiale come Lamine Yamal, Julian Alvarez, Lookman,
Raphinha, Anthony Gordon, Koke e molti altri. L’ Atletico Madrid è secondo in classifica con 28 punti,
a sole due lunghezze dai Blaugrana di Flick, capolisti con 30 punti.
 

RTL 102.5 MARCHIO ITALIANO: RESPINTE LE DOMANDE DEI TEDESCHI DI RTL GROUP

Preuso incontestato dal ’76, poi la registrazione nel 1991. L’uso del nome è legittimo
 
Voleva togliere a Rtl 102.5 le tre lettere del nome, ottenere il dominio rtl.it e fermarne l’uso del marchio anche oltreconfine.
Rtl Group – gigante media tedesco che ha recentemente acquisito Sky Deutschland e che possiede, fra i suoi asset,
la casa di produzione Fremantle – esce invece dal Tribunale di Milano con tutte le domande respinte e vari propri marchi colpiti,
per la loro porzione italiana, da decadenza o nullità.
A deciderlo, con pronuncia del 23 luglio, pubblicata nei giorni scorsi,
è la sentenza di primo grado della sezione specializzata in materia d’impresa:
nella battaglia tra sigle uguali, la notorietà all’estero non sostituisce la prova dei diritti in Italia.
Già in aprile la Cassazione aveva respinto il ricorso di Rtl Group, confermando la coesistenza.
A Milano erano invece in discussione la validità del marchio principale di Rtl 102.5 e i diritti opposti dal gruppo.
 
La vicenda
La causa, avviata nel 2021 da Rtl Group SA, investiva nome, loghi, social e trasmissioni dell’emittente italiana.
L’ipotesi di illecito era di contraffazione, registrazioni in malafede e concorrenza sleale.
La richiesta arrivava, in subordine, a confinare l’accessibilità dei servizi entro il territorio italiano.
Il collegio milanese ha respinto l’impianto ed escluso che sia stata provata la malafede.
 
L’orientamento dei giudici
La cronologia pesa sulla bocciatura. Secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale,
Radio Trasmissioni Lombarde usa il segno da gennaio 1976 e la prima domanda di registrazione è di ottobre ’91.
Quindici anni di uso pacifico, prima del deposito, portano i giudici a riconoscervi «la legittima formalizzazione di un diritto di preuso già esistente».
Rtl Group non ha dimostrato né l’anteriorità rivendicata in Italia né l’intento lesivo attribuito alla radio.
Secondo il Tribunale, inoltre, poter ascoltare un’emittente dalla Francia o dalla Germania non basta a confonderla con una radio francese o tedesca.
Sito, app e programmi di Rtl 102.5 parlano italiano e si rivolgono a chi lo conosce.
Neppure lo slogan inglese «Very Normal People» dimostra una volontà di espansione.
Vengono invece accolte le domande riconvenzionali della radio.
Per vari marchi internazionali è dichiarata la decadenza delle porzioni italiane per mancato uso,
in assenza della prova di un utilizzo effettivo nel territorio nazionale.
«Al di là delle varie questioni giuridiche trattate – commenta l’avvocato Massimo Tavella, che ha assistito Rtl 102.5 –
è stato importante proteggere i diritti di una rilevante realtà imprenditoriale in un momento complesso,
nel quale gli asset più strategici della società, non solo il marchio ma anche l’avviamento costruito in vari decenni di attività,
sono stati ripetutamente posti sotto attacco».
 

TMC LANCIA ATV ABC TELEVISION: NASCE UN NUOVO CANALE IN LINGUA INGLESE ISPIRATO A DUE LEGGENDE DELLA TELEVISIONE BRITANNICA

Giovanni Di Stefano, presidente di TMC Telemontecarlo, annuncia un progetto
che riunisce l’eredità creativa di ATV e ABC Television in un’unica emittente internazionale.
Fiction, intrattenimento e produzioni di qualità nel segno della visione pionieristica di Sir Lew Grade
 
Un nuovo progetto televisivo internazionale
Il panorama televisivo internazionale si prepara ad accogliere una nuova realtà.
Giovanni Di Stefano, presidente di TMC Telemontecarlo, ha annunciato il lancio di ATV ABC Television,
un unico canale in lingua inglese che entrerà a far parte del Gruppo Media TMC Telemontecarlo.
Il progetto nasce dall’incontro tra due importanti nomi della storia televisiva britannica, ATV e ABC,
con l’obiettivo di raccoglierne l’eredità culturale, creativa e produttiva e riproporne lo spirito a un pubblico contemporaneo.
Il motto scelto per accompagnare questa nuova iniziativa è significativo: «Forti da soli. Straordinari insieme».
Una dichiarazione d’intenti che sintetizza la volontà di valorizzare due tradizioni televisive differenti,
riunendole in un’unica proposta editoriale dal respiro internazionale.
 
L’eredità di Sir Lew Grade e il successo di ATV e ITC
Una parte fondamentale dell’identità della nuova emittente sarà rappresentata dalla visione di Sir Lew Grade,
figura di riferimento dell’industria televisiva britannica,
il cui lavoro attraverso ATV e ITC ha contribuito alla realizzazione di alcune delle produzioni più celebri della storia dell’intrattenimento.
Tra i titoli che hanno caratterizzato quella stagione televisiva figurano Gesù di Nazareth, Il Santo, Il prigioniero, Thunderbirds,
The Muppet Show e Attenti a quei due. Produzioni capaci di conquistare il pubblico internazionale grazie a storie ambiziose,
personaggi memorabili e un approccio all’intrattenimento che ha superato i confini nazionali.
Un modello produttivo fondato sulla qualità, sull’investimento nei contenuti e sulla capacità di guardare oltre il mercato domestico,
elementi che rappresentano oggi una delle principali fonti d’ispirazione per ATV ABC Television.
 
Il contributo storico di ABC Television
Accanto alla tradizione di ATV e ITC, il nuovo canale recupererà anche l’identità creativa di ABC Television,
emittente britannica inaugurata nel 1956 e protagonista di una stagione significativa della televisione del Regno Unito.
ABC si è distinta nel corso della propria attività per produzioni di grande successo, tra cui The Avengers,
Armchair Theatre e Opportunity Knocks. Il 28 luglio 1968 segnò l’ultima trasmissione dell’emittente,
prima che le sue attività televisive contribuissero, insieme a quelle di altre realtà, alla nascita di Thames Television.
La sua esperienza rappresenta un patrimonio storico e creativo che il nuovo progetto intende recuperare,
mettendo insieme intrattenimento popolare, fiction e capacità di innovazione.
 
Giovanni Di Stefano: «Onorato di portare avanti la visione di Sir Lew Grade»
Nel presentare l’iniziativa, Giovanni Di Stefano ha voluto ricordare il rapporto personale con Sir Lew Grade
e il valore della sua filosofia imprenditoriale e televisiva.
«Avendo conosciuto personalmente Sir Lew Grade, sono onorato di portare avanti lo spirito della sua visione.
Il suo sostegno a Il Santo, aumentando il budget per episodio anziché ridimensionare le ambizioni,
esprime il nostro approccio: credere nel talento, investire nella qualità e pensare al mondo.
Quello spirito pionieristico ha contribuito a plasmare la televisione di oggi», ha dichiarato il presidente di TMC Telemontecarlo.
Parole che delineano chiaramente l’impostazione del progetto: puntare sulle competenze creative,
sostenere produzioni di qualità e sviluppare contenuti capaci di raggiungere un pubblico internazionale.
 
Fiction, intrattenimento e racconto della realtà
ATV ABC Television nasce quindi con l’intenzione di riunire le esperienze
e le ispirazioni di due importanti marchi della storia televisiva britannica, sviluppando una proposta editoriale rinnovata.
Il progetto prevede un impegno particolare nella fiction, nell’intrattenimento e nei programmi dedicati al racconto della realtà.
Non si tratta soltanto di recuperare titoli e ricordi del passato, ma di raccogliere una precisa filosofia produttiva
e trasformarla in una nuova identità televisiva.
L’ambizione è quella di coniugare il valore della tradizione con le esigenze del pubblico contemporaneo,
mantenendo una prospettiva internazionale.
 
Lancio e distribuzione: attese le prossime comunicazioni
Per conoscere nel dettaglio il progetto bisognerà attendere ulteriori comunicazioni ufficiali.
La data di lancio, le modalità di distribuzione e il palinsesto di ATV ABC Television saranno infatti annunciati successivamente.
L’annuncio di Giovanni Di Stefano rappresenta comunque un passaggio importante
nella strategia di sviluppo del Gruppo Media TMC Telemontecarlo.
Con ATV ABC Television prende forma un progetto che punta a riunire due importanti capitoli della televisione britannica
sotto un’unica identità editoriale. Una nuova iniziativa che guarda alla storia per costruire il futuro,
nel segno di una televisione capace di unire ambizione narrativa, qualità produttiva e intrattenimento internazionale.