
Domenica 25 ottobre 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
Pubblicato il 25/10/2026 alle ore 09:45
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
HBBTV - MUX DFREE: ARRIVA REGGIO TV SU MOMENTO TV
Iniziamo dall’HbbTV (la TV ibrida che funziona tramite connessione ad internet).




REGGIO TV SBARCA IN TUTTA ITALIA SUL CANALE 251
Reggio TV amplia i propri orizzonti e approda in HBBTV, rendendo la propria programmazione accessibile in tutta Italia
attraverso il canale 251 di Momento Tv, al posto del canale Media Eventi.
Si tratta di un’importante opportunità per estendere la presenza dell’emittente sul territorio nazionale
e avvicinarsi a un pubblico sempre più ampio, sfruttando le potenzialità della televisione connessa a Internet.
Come vedere Reggio Tv
Accedere alla programmazione è semplice e immediato. Una volta sintonizzati sul canale 251 di Momento Tv,
si avvia automaticamente il mosaico con i canali disponibili.
A questo punto, è sufficiente selezionare Reggio Tv per iniziare la visione. Non sono necessari passaggi complicati:
bastano pochi gesti con il telecomando per accedere ai contenuti dell’emittente.
Smart TV connessa a Internet e funzione HBBTV attiva
Per usufruire correttamente del servizio, è importante verificare che il televisore soddisfi due requisiti fondamentali:
Connessione a Internet: la Smart TV deve essere collegata alla rete.
Funzione HBBTV attiva: nelle impostazioni del televisore deve essere abilitata la funzionalità HBBTV,
che consente di accedere ai servizi televisivi interattivi.
Se il mosaico dei canali non compare automaticamente, è consigliabile controllare le impostazioni del televisore
e verificare che la funzione HBBTV sia supportata e attivata.
Reggio Tv sempre più vicina ai telespettatori
L’arrivo in HBBTV rappresenta un’ulteriore occasione per Reggio Tv di consolidare la propria presenza
e rendere i propri contenuti raggiungibili da un numero crescente di telespettatori, superando i confini del territorio di riferimento.
Reggio Tv è sul canale 251 di Momento Tv, in tutta Italia. Sintonizzati, seleziona Reggio Tv dal mosaico dei canali disponibili
e guarda la programmazione: bastano una Smart TV connessa a Internet e la funzione HBBTV attiva.
RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX CR DAB (PIEMONTE)
Occupiamoci adesso della radio digitale.
È stato acceso il Mux CR DAB (PIEMONTE) sul blocco 6C dal ripetitore di VIA LEONOTTI a Mombaruzzo (AT)
e sul Canale 10B dall’impianto di COLLE DELLA MADDALENA – STRADA DELLA VETTA a Moncalieri (TO).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

| PIEMONTE | ||
| Canale 6C (185,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Via Leonotti | Mombaruzzo | AT |
| Canale 10B (211,648 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Strada vicinale del Bandito – San Bernardo | Corio | TO |
| Colle della Maddalena – Strada della Vetta | Moncalieri | TO |
Per l’occasione abbiamo riaggiornato l’elenco dei provider DAB+ sintonizzabili nelle città di Nizza Monferrato (AT) e Torino.
RADIO DAB - MUX NORD EST DAB+ (VENETO): NUOVA ATTIVAZIONE IN PROVINCIA DI VERONA
dal ripetitore di SPIAZZI – FORTE CIMO a Caprino Veronese (VR).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

| VENETO | ||
| Canale 8C (199,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Col Visentin | Belluno | BL |
| Viale della Navigazione Interna | Padova | PD |
| Spiazzi – Forte Cimo | Caprino Veronese | VR |
| Monte Calvarina | Roncà | VR |
| Via Chioda | Verona | VR |
| LOMBARDIA | ||
| Canale 8C (199,360 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Località Monte Mario | Desenzano del Garda | BS |
È MORTO ROBERTO BERNABAI: ADDIO ALLO STORICO VOLTO DELLO SPORT DI TELEMONTECARLO E LA7
Giornalista e telecronista, aveva raccontato le Olimpiadi di Barcellona 1992 e i Mondiali di calcio negli Stati Uniti e in Francia
Dopo una breve malattia ci ha lasciato Roberto Bernabai, collega prima a Telemontecarlo e poi a La7 per oltre 30 anni.
È stato caporedattore della redazione sportiva e volto noto di molti programmi, oltre che conduttore della prima edizione del telegiornale.
Protagonista di tutti gli eventi sportivi più importanti della nostra rete, dalle storiche Olimpiadi di Barcellona del 1992
ai mondiali di calcio negli Stati Uniti e in Francia, in veste di telecronista.
Roberto è stato e continuerà ad essere per tutti noi un punto di riferimento, un grande professionista, esemplare.
Ma, oltre alla sua competenza e al suo rigore, ci rimarrà per sempre indelebile il ricordo di un uomo garbato, onesto,
vecchio stampo, nel senso più rispettabile del termine.
Ai suoi cari, le nostre più sincere condoglianze.
Roberto Bernabai aveva 70 anni, era nato a Roma il 6 febbraio 1956.
Ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1975 collaborando con vari periodici,
quindi dal 1985 al 1990 diviene radiocronista e conduttore in emittenti televisive regionali laziali.
Per sei stagioni è stato, assieme a Francesco Izzi, uno dei telecronisti delle partite di Liga spagnola
trasmesse in diretta su TMC2 e TMC in coppia con Giancarlo De Sisti.
Era conduttore dal 1992 dei telegiornali sportivi e dei programmi sportivi, per TMC/LA7.
Dalla stagione 2006-2007 è stato per due anni conduttore di Area Gol,
che viene trasmesso prima e dopo le partite di Serie A trasmesse sui canali del digitale terrestre Cartapiù,
oltre che degli studi pre e post partita della Coppa UEFA.
ADDIO A CHRISTIANA RUGGERI, GIORNALISTA DEL TG2 E SCRITTRICE
Professionista della Rai dal 2000, era alla guida della redazione Scienze dal maggio 2025.
Nel corso della carriera ha firmato reportage internazionali, libri e iniziative dedicate all’ambiente e agli animali
È morta a 57 anni Christiana Ruggeri, giornalista del Tg2 e dal maggio 2025 caporedattrice della redazione Scienze.
Nata a Roma, aveva costruito una lunga carriera nel servizio pubblico,
distinguendosi per il rigore professionale e la versatilità del suo percorso giornalistico.
Laureata in Lettere moderne all’Università La Sapienza di Roma, aveva iniziato l’attività professionale negli anni Novanta
collaborando con diverse emittenti radiofoniche e televisive della Capitale.
Nel 2000 era approdata al Tg2, dove avrebbe svolto gran parte della sua carriera.
Nel corso degli anni era stata impegnata nella redazione Esteri, seguendo temi internazionali e realizzando numerosi reportage.
Parallelamente aveva maturato una significativa esperienza alla conduzione.
Il debutto come volto del telegiornale risaliva al 2005 con la rubrica “Tg2 Mistrà”.
Successivamente aveva condotto per quattro stagioni “Tg2 Costume e Società” e diverse edizioni del weekend del notiziario.
Oltre all’attività giornalistica, Ruggeri si era dedicata anche alla scrittura.
Autrice di saggi, nel febbraio scorso aveva pubblicato una biografia dedicata a Ferdinand Porsche.
Grande appassionata di fotografia, aveva affiancato all’impegno professionale una costante attenzione al sociale e all’ambiente.
Per vent’anni aveva fondato e presieduto la onlus “Il Rifugio delle Code Felici”, impegnata nella lotta al randagismo,
ed era vicepresidente di Greenaccord, associazione di giornalisti attiva sui temi ambientali.
Con la sua scomparsa il Tg2 perde una professionista stimata,
che nel corso degli anni ha contribuito con competenza e passione al racconto dell’attualità, della società e della divulgazione scientifica.
Al cordoglio per la scomparsa di Ruggeri si è unita anche Unirai Figec, che ha espresso vicinanza alla famiglia della giornalista,
rivolgendo un pensiero particolare alla figlia. Il sindacato ha ricordato soprattutto la sensibilità umana della collega,
l’attenzione verso il sociale e la tutela degli animali, oltre al profondo legame con il Friuli Venezia Giulia,
territorio al quale aveva recentemente dedicato una puntata di Tg2 Dossier in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì la regione.
Il cordoglio della Rai
“La Rai esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Christiana Ruggeri, caporedattrice della redazione Scienze del Tg2,
giornalista, scrittrice e autrice di reportage e approfondimenti che hanno saputo raccontare con sensibilità
e competenza temi di grande rilevanza” si legge in una nota alla notizia della scomparsa, a 57 anni, della giornalista.
“Nel corso della sua lunga attività professionale, prima nella redazione Esteri e poi alla guida della redazione Scienze,
ha contribuito con passione e professionalità al lavoro del Tg2, distinguendosi anche per l’attenzione ai temi sociali,
alla tutela degli animali e alla valorizzazione dei territori. La Rai si stringe con commossa partecipazione alla redazione del Tg2,
ai colleghi che hanno condiviso con lei il percorso professionale e ai suoi familiari,
ai quali rivolge le più sentite condoglianze, con un pensiero particolare alla figlia”.

LOMBARDIA: NUOVA ANTENNA 5G A BRESCIA, È ALTA 30 METRI; PIÙ DI 50 RESIDENTI SUL PIEDE DI GUERRA
Convocata un’assemblea urgente dopo l’installazione di una nuova antenna 5G, alta più di 30 metri, al Villaggio Prealpino di Brescia
La nuova antenna 5G al Villaggio Prealpino
Al Villaggio Prealpino c’è una nuova antenna per il 5G: alta circa 30 metri, è stata installata all’interno di una proprietà privata.
Impossibile non vederla: i lavori si sono conclusi in questi giorni e sono stati parecchio “attenzionati” dai residenti,
anche sui social con immagini quasi in tempo reale. Alla posa del nuovo impianto è però seguita l’immediata mobilitazione di chi abita il quartiere.
L’assemblea
La scorsa settimana è stata infatti convocata un’assemblea spontanea alla quale hanno partecipato più di 50 persone:
tra loro anche alcuni esponenti del Consiglio di quartiere Prealpino-Stocchetta.
Dal consesso è emersa la volontà di costituire un comitato in grado di fare “massa critica” (e magari raccogliere qualche firma)
per chiedere lumi sul nuovo impianto al Comune di Brescia e alle autorità competenti.
Anche il Consiglio di quartiere avrebbe già avanzato richieste specifiche agli uffici comunali: lo stesso hanno fatto alcuni residenti,
tra quelli che hanno partecipato all’assemblea, e altri ancora hanno scritto pure ad Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
La normativa
L’installazione di impianti di ricezione e trasmissione per la telefonia mobile, tra cui le antenne 5G,
è normata dal nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche, inizialmente approvato con Dlgs 259/2003
e poi appunto modificato con le disposizioni del Dlgs 48/2024.
La novità maggiormente rilevante è rappresentata dall’introduzione di una nuova modulistica unificata
(e quindi semplificata) per la presentazione delle istanze.
Le modifiche impongono la presentazione dell’adempimento attraverso il portale utilizzato dal Suap/Sue,
gli sportelli unici per le attività produttive o l’edilizia: resta confermato l’onere, a carico delle imprese interessate,
di invio della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) anche ad Apra e a tutti gli enti interessati.
Il procedimento può concludersi con o senza Conferenza dei servizi: il Comune o l’Arpa, per i profili di rispettiva competenza,
possono comunque far pervenire provvedimenti di diniego o pareri negativi.
Gli operatori di telefonia mobile sono infine tenuti a segnalare a Comune e Arpa l’attivazione dell’impianto entro il 15° giorno dall’effettiva messa in esercizio.
VENETO: SEGNALE TV A CHIOGGIA (VE), IL MINISTERO ANNUNCIA NUOVE VERIFICHE
Il Comune continuerà a raccogliere segnalazioni dei cittadini sui disservizi del digitale terrestre e a sollecitare gli enti competenti
Il Comune di Chioggia prosegue l’azione di sollecito nei confronti delle istituzioni e degli organismi competenti
per risolvere i problemi di ricezione del segnale televisivo digitale terrestre che da mesi interessano numerosi cittadini del territorio.
Con una comunicazione del 13 ottobre scorso, l’Ispettorato territoriale del Veneto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
ha annunciato l’intenzione di effettuare misure di campo elettromagnetico per approfondire le cause del fenomeno
e verificare se i disservizi siano riconducibili alle condizioni atmosferiche del periodo estivo oppure ad altre ragioni tecniche.
Le richieste del Comune
Si tratta di un nuovo passaggio nell’attività avviata dal sindaco Mauro Armelao, che nelle scorse settimane ha portato la problematica
all’attenzione delle sedi istituzionali competenti, chiedendo verifiche tecniche e interventi concreti per ripristinare una corretta ricezione dei segnali televisivi.
Già ad agosto, dopo aver raccolto numerose segnalazioni provenienti da Chioggia, Sottomarina e da alcune frazioni,
il sindaco aveva interessato l’Ispettorato territoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy,
chiedendo una verifica tecnica e strumentale del segnale radioelettrico e delle frequenze utilizzate per la televisione digitale terrestre.
Con una nota del 18 agosto, il Ministero aveva fornito una prima valutazione tecnica,
indicando che i problemi relativi al segnale irradiato dall’impianto RAI di Monte Venda potevano essere riconducibili a fenomeni di autointerferenza,
provocati dai segnali di altri impianti RAI situati nelle aree a sud del Veneto, associati a fenomeni di propagazione anomala tipici della stagione estiva.
Il 20 agosto, la Direzione generale per il Digitale e le Telecomunicazioni aveva inoltre comunicato al Comune di aver inoltrato la segnalazione
alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per le opportune valutazioni e per l’eventuale adozione delle azioni necessarie.
Il sindaco Armelao aveva quindi coinvolto anche la Regione del Veneto, chiedendo di mantenere alta l’attenzione sul problema
e di valutare il coinvolgimento del CORECOM Veneto e degli altri organismi competenti,
affinché fosse garantito un coordinamento efficace delle verifiche e degli eventuali interventi.
La dichiarazione di Armelao
“Fin dall’inizio abbiamo seguito questa vicenda con determinazione, raccogliendo le segnalazioni dei cittadini
e attivandoci nelle sedi competenti per chiedere risposte e interventi concreti – dichiara il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao -.
Non ci siamo limitati a prendere atto del problema: abbiamo interessato il Ministero, sollecitato il coinvolgimento della Regione
e chiesto che venissero approfondite le cause dei disservizi, che hanno riguardato diverse zone del territorio, soprattutto nelle ore serali.
Accogliamo positivamente la disponibilità dell’Ispettorato territoriale a procedere con nuove verifiche strumentali,
perché è fondamentale arrivare a una valutazione tecnica puntuale. Ringrazio gli uffici ministeriali per il riscontro ricevuto,
ma il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a seguire la questione e a sollecitare tutti i soggetti coinvolti
affinché agli approfondimenti seguano, se necessari, gli interventi risolutivi.
I cittadini hanno diritto a usufruire regolarmente del servizio televisivo, a partire da quello pubblico,
e il Comune continuerà a fare la propria parte fino a quando non sarà individuata una soluzione concreta”, conclude il sindaco.
Le prossime verifiche
Nella comunicazione del 13 ottobre, l’Ispettorato ha inoltre chiesto al Comune di trasmettere le segnalazioni ricevute
e ogni ulteriore elemento utile per consentire un’analisi preliminare del fenomeno
e valutare eventuali verifiche mirate anche presso le abitazioni di un campione significativo di utenti.
L’ Amministrazione comunale continuerà pertanto a raccogliere le segnalazioni dei cittadini e a collaborare con gli organismi competenti,
mettendo a disposizione le informazioni sulle aree interessate, gli orari dei disservizi e i canali televisivi coinvolti,
con l’obiettivo di contribuire all’individuazione delle cause e alla risoluzione delle criticità.
VENETO: TELECOMUNICAZIONI; NUOVE PROCEDURE PER LE ANTENNE, PIÙ CONTROLLI E AUTORIZZAZIONI SEMPLIFICATE
La Giunta regionale aggiorna le modalità per installare gli impianti di telefonia mobile e radiotelevisivi
Procedure più semplici per autorizzare gli impianti di telecomunicazione, documenti tecnici uniformi
e un sistema di monitoraggio che continuerà a essere affidato ad ARPAV.
È questa la direzione scelta dalla Regione Veneto,
che ha approvato un provvedimento per aggiornare le modalità di presentazione delle richieste
relative alle installazioni di telefonia mobile e radiotelevisive.
L’intervento recepisce i modelli unificati definiti a livello nazionale e punta a rendere più omogeneo il lavoro di operatori e amministrazioni,
riducendo le differenze nelle procedure e aggiornando la documentazione richiesta per le autorizzazioni.
«L’obiettivo è rendere più semplici e uniformi le procedure amministrative, mantenendo gli strumenti di verifica tecnica previsti»,
spiega l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini. «L’evoluzione delle reti di telecomunicazione richiede regole aggiornate,
procedure efficienti e un sistema di monitoraggio capace di accompagnare lo sviluppo delle infrastrutture».
Il provvedimento riguarda in particolare la documentazione da allegare alle istanze,
comprese le schede tecniche relative agli impianti di telefonia mobile e radiotelevisivi.
L’adeguamento consentirà di utilizzare modelli standardizzati, in linea con le disposizioni nazionali.
Resta confermato anche il ricorso a NirWeb, il sistema informativo regionale gestito da ARPAV attraverso il quale vengono raccolti
e aggiornati i dati tecnici e geografici degli impianti soggetti agli obblighi previsti.
Uno strumento che permette di organizzare le informazioni sulle installazioni e supportare le attività di verifica sul territorio.
Accanto alla semplificazione delle pratiche, la Regione mantiene quindi il sistema di controllo ambientale e tecnico.
ARPAV continuerà a svolgere il proprio ruolo di supporto e monitoraggio, con un ulteriore adempimento previsto dal provvedimento:
la trasmissione annuale alla struttura regionale competente di un rapporto sulle attività di controllo degli impianti di telecomunicazione.
«Semplificazione amministrativa e tutela ambientale devono procedere insieme», conclude Venturini.
L’aggiornamento delle procedure, sottolinea l’assessore, punta a migliorare il lavoro degli operatori e delle amministrazioni
senza ridimensionare la funzione tecnica dell’agenzia regionale.
La Regione interviene così su un settore in continua evoluzione, cercando di conciliare lo sviluppo delle infrastrutture di comunicazione
con procedure amministrative più uniformi e un monitoraggio organizzato degli impianti presenti sul territorio veneto.
LAZIO: COMUNICATO STAMPA DI LONGEVI TV
LONGEVI TV, DAL 1° OTTOBRE SUL CANALE 89 DEL DIGITALE TERRESTRE NEL LAZIO: «LA DIGNITÀ NON HA ETÀ»
Nasce una nuova televisione dedicata alla longevità, al benessere e alla qualità della vita.
Dall’esperienza personale del direttore editoriale Emanuele Latagliata, un progetto che guarda agli anziani,
alle persone fragili e alle loro famiglie. Centrale il dialogo e la collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi.
Dal 1° ottobre 2026 LongeviTV è presente sul canale 89 del digitale terrestre nel Lazio.
Una nuova realtà televisiva che nasce con una missione precisa: dare voce alle persone mature,
raccontare il mondo della terza età e promuovere una cultura della longevità fondata sul benessere,
sulla partecipazione, sull’assistenza e, soprattutto, sulla dignità della persona.
LongeviTV non vuole essere soltanto un canale televisivo rivolto al pubblico over 60,
LongeviTV non vuole essere soltanto un canale televisivo rivolto al pubblico over 60,
ma uno spazio di informazione, incontro e sensibilizzazione sui temi che riguardano milioni di famiglie:
invecchiamento, fragilità, disabilità, riabilitazione, prevenzione, assistenza e diritto a una vita dignitosa.
Il progetto è promosso nell’ambito delle attività editoriali di Babel TV ETS
Il progetto è promosso nell’ambito delle attività editoriali di Babel TV ETS
e vede Emanuele Latagliata, giornalista dal 1990, alla direzione editoriale, con l’obiettivo di mettere l’esperienza professionale
e la comunicazione televisiva al servizio di una causa di grande rilevanza sociale.
Un progetto che nasce dal cuore e da un’esperienza personale
LongeviTV nasce anche da una vicenda familiare che ha profondamente segnato il suo direttore editoriale.
LongeviTV nasce anche da una vicenda familiare che ha profondamente segnato il suo direttore editoriale.
Il padre di Emanuele Latagliata, colpito da un ictus, vive da circa un anno in una residenza per anziani, allettato e bisognoso di assistenza.
Un’esperienza che porta a interrogarsi sul valore della cura, sulla qualità dell’assistenza e sul rispetto dovuto a ogni persona,
Un’esperienza che porta a interrogarsi sul valore della cura, sulla qualità dell’assistenza e sul rispetto dovuto a ogni persona,
soprattutto quando la malattia e la perdita dell’autonomia rendono più difficile la vita quotidiana.
«Quando la fragilità entra nella tua famiglia, inizi a guardare il mondo con occhi diversi.
«Quando la fragilità entra nella tua famiglia, inizi a guardare il mondo con occhi diversi.
Comprendi quanto siano importanti l’attenzione, la vicinanza, l’assistenza e il rispetto.
Ti rendi conto che dietro ogni persona anziana o non autosufficiente c’è una storia, una vita,
una dignità che non possono essere dimenticate.
Da questa esperienza personale è nata l’esigenza di realizzare un progetto
che potesse trasformare una sensibilità privata in un messaggio rivolto a tutta la società».
Da questa consapevolezza prende forma il principio che accompagnerà l’identità editoriale della nuova emittente:
Da questa consapevolezza prende forma il principio che accompagnerà l’identità editoriale della nuova emittente:
«La dignità non ha età»
Una frase che rappresenta la filosofia di LongeviTV: una persona non perde il proprio valore quando invecchia,
Una frase che rappresenta la filosofia di LongeviTV: una persona non perde il proprio valore quando invecchia,
quando si ammala o quando diventa dipendente dagli altri.
Al contrario, è proprio nei momenti di maggiore fragilità che una società deve dimostrare la propria capacità di essere umana e solidale.
Il pensiero di Don Carlo Gnocchi e il valore della cura
Un riferimento importante per la nascita e lo sviluppo del progetto è rappresentato dal pensiero di don Carlo Gnocchi,
Un riferimento importante per la nascita e lo sviluppo del progetto è rappresentato dal pensiero di don Carlo Gnocchi,
la cui opera ha posto al centro l’attenzione verso le persone più fragili e il valore concreto della solidarietà.
La riflessione sulla condivisione della sofferenza e sulla vicinanza a chi vive condizioni di difficoltà
La riflessione sulla condivisione della sofferenza e sulla vicinanza a chi vive condizioni di difficoltà
costituisce una fonte d’ispirazione per la visione editoriale di LongeviTV.
In questo percorso assume particolare rilievo il dialogo e la collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi,
In questo percorso assume particolare rilievo il dialogo e la collaborazione con la Fondazione Don Gnocchi,
realtà impegnata nella riabilitazione, nell’assistenza e nella cura delle persone con disabilità e delle persone fragili.
LongeviTV intende valorizzare le esperienze e le competenze di chi opera quotidianamente in questi ambiti,
LongeviTV intende valorizzare le esperienze e le competenze di chi opera quotidianamente in questi ambiti,
dando spazio agli operatori sanitari e sociosanitari, alle famiglie, ai professionisti
e alle organizzazioni che contribuiscono al miglioramento della qualità della vita.
L’obiettivo è promuovere una corretta informazione, sensibilizzare l’opinione pubblica
L’obiettivo è promuovere una corretta informazione, sensibilizzare l’opinione pubblica
e contribuire a una maggiore consapevolezza dei bisogni delle persone anziane e non autosufficienti.
Canale 89: una televisione vicina al territorio e alle famiglie
La presenza sul canale 89 del digitale terrestre nel Lazio rappresenta il punto di partenza di un progetto televisivo
La presenza sul canale 89 del digitale terrestre nel Lazio rappresenta il punto di partenza di un progetto televisivo
che vuole raggiungere direttamente il pubblico, portando nelle case informazioni, testimonianze e contenuti dedicati alla vita quotidiana.
Il palinsesto di LongeviTV si propone di affrontare temi che spaziano dalla salute e dalla prevenzione all’alimentazione,
Il palinsesto di LongeviTV si propone di affrontare temi che spaziano dalla salute e dalla prevenzione all’alimentazione,
dal turismo accessibile alla cultura, dalla musica all’intrattenimento, fino ai servizi per le famiglie, all’assistenza e alla riabilitazione.
Un’attenzione particolare sarà riservata alle difficoltà che le persone anziane e con disabilità possono incontrare durante un viaggio,
Un’attenzione particolare sarà riservata alle difficoltà che le persone anziane e con disabilità possono incontrare durante un viaggio,
nell’accesso ai trasporti e nelle strutture ricettive, promuovendo il confronto tra utenti, istituzioni e operatori del settore.
Accanto all’informazione troveranno spazio programmi musicali, incontri, rubriche, testimonianze,
Accanto all’informazione troveranno spazio programmi musicali, incontri, rubriche, testimonianze,
giochi e iniziative capaci di coinvolgere il pubblico in modo positivo e partecipativo.
LongeviTV vuole raccontare gli anziani non soltanto attraverso le difficoltà, ma anche attraverso le passioni, le esperienze,
LongeviTV vuole raccontare gli anziani non soltanto attraverso le difficoltà, ma anche attraverso le passioni, le esperienze,
i ricordi, le competenze e il desiderio di continuare a essere protagonisti della società.
Una nuova cultura della longevità
«Non possiamo limitarci a parlare di quanto si vive: dobbiamo cominciare a parlare di come si vive,
«Non possiamo limitarci a parlare di quanto si vive: dobbiamo cominciare a parlare di come si vive,
di come si viene assistiti quando si diventa fragili e di come una società si prende cura delle persone che hanno più bisogno»,
dichiara Emanuele Latagliata, direttore editoriale di LongeviTV.
«La televisione può contribuire a far emergere questi temi, dare voce alle famiglie e valorizzare chi opera quotidianamente nel mondo dell’assistenza.
«La televisione può contribuire a far emergere questi temi, dare voce alle famiglie e valorizzare chi opera quotidianamente nel mondo dell’assistenza.
LongeviTV nasce con questo obiettivo: mettere la persona al centro, senza distinzione di età o condizione.
La dignità non può dipendere dalla salute, dall’autonomia o dalla capacità di essere produttivi. Deve essere riconosciuta sempre».
Con il suo debutto sul canale 89 del digitale terrestre nel Lazio, LongeviTV avvia un percorso volto a sviluppare relazioni con fondazioni,
istituzioni, associazioni, professionisti e imprese interessati a contribuire a una società più attenta alle persone e ai loro bisogni.
Perché la longevità non è soltanto una questione anagrafica: è una responsabilità collettiva.

MARCHE: CASO ANTENNE A OSIMO (AN), SI SPINGE PER I MONITORAGGI
Dopo la sentenza del Consiglio di Stato in Aula la mozione per rivedere il piano comunale. Il Comitato chiede verifiche per la salute
Il caso antenne torna alla ribalta, anzi, a dir la verità il dibattito sul tema non si è mai sopito
soprattutto dopo che il Consiglio di Stato ha deciso, poche settimane fa, che l’antenna 5G di via Tonnini rimarrà al suo posto.
Con una sentenza pubblicata di recente infatti il Consiglio ha definitivamente respinto i ricorsi e i blocchi imposti dal Comune di Osimo,
dichiarando illegittimi l’atto di sospensione dei lavori e l’ordine di demolizione precedentemente emessi dall’amministrazione comunale.
I giudici amministrativi in pratica hanno riaffermato che le infrastrutture di telecomunicazione mobile rappresentano beni primari e opere di pubblica utilità.
Di conseguenza, i regolamenti o i veti comunali non potrebbero impedirne l’installazione. La situazione però è più complessa di quello che sembra.
Giovedì sera approda in Consiglio comunale una mozione dei consiglieri di Progetto civico Osimo 2030 e Fratelli d’Italia
per chiedere la revisione e l’aggiornamento del piano comunale delle antenne alla luce di quella sentenza.
Nel contempo il comitato “Uniti per la tutela e la valorizzazione del quartiere”, che rappresenta il territorio di San Biagio, Aspio,
Santo Stefano e Monte Santo Pietro, torna a farsi sentire.
Con una nota formale indirizzata per mail al Consiglio di quartiere e all’Amministrazione comunale,
i coordinatori sollecitano l’attuazione del piano di monitoraggio continuo dei campi elettromagnetici della rete 5G per le altre antenne,
quelle situate in zona San Biagio appunto, richiamando con fermezza quanto promesso pubblicamente nel corso dell’ultima assemblea di quartiere.
“Il monitoraggio dei campi elettromagnetici della rete 5G è fondamentale per garantire la trasparenza e tutelare la salute pubblica – dicono -.
L’utilizzo di centraline di monitoraggio continue rappresenta lo strumento più efficace
perché consente di registrare i livelli di campo elettromagnetico nell’arco delle 24 ore, intercettando i picchi di traffico dati.
La comunità attende quindi l’imminente inizio dei monitoraggi,
ritenendo la trasparenza dei dati e l’applicazione del principio di precauzione due passaggi non più rinviabili per il benessere di San Biagio
e di tutte le frazioni limitrofe”.
SPAGNA: GLOSSARIO DEL NUOVO DTT; COSA SIGNIFICANO DVB-T2, H.265, UHD, MUX E ALTRI TERMINI CHIAVE
I cambiamenti che interesseranno la televisione digitale terrestre a novembre porteranno con sé acronimi,
concetti tecnici e nomi che possono creare confusione a chi desidera semplicemente accendere la TV
e continuare a guardare i propri canali abituali.
DVB-T2, UHD, HEVC, H.264, multiplex e risintonizzazione sono alcuni dei termini
che compaiono nei report su questa nuova fase del DTT, ma non tutti hanno lo stesso significato,
né implicano necessariamente la necessità di cambiare televisore.
Per comprendere cosa sta succedendo con le trasmissioni di RTVE, Atresmedia, Mediaset e altri canali, è utile ripassare alcuni concetti fondamentali.
Questa guida illustra i termini più importanti per capire come vengono trasmessi i canali, perché alcuni cambiano frequenza,
la differenza tra alta definizione e 4K e cosa devono fare gli spettatori per aggiornare la propria lista canali.
TDT: Televisione Digitale Terrestre
La televisione digitale terrestre (TDT) è il sistema che permette di ricevere i canali televisivi tramite un’antenna terrestre,
senza bisogno di abbonarsi a un servizio di pay-TV. È così che milioni di famiglie guardano La 1, Antena 3, Telecinco, La Sexta e altri canali.
Il segnale viaggia dai centri di trasmissione all’antenna ricevente e, da lì, al televisore o al ricevitore ad essa collegato.
La tecnologia utilizzata per trasmettere questo segnale può evolversi,
così come la qualità dell’immagine e il numero di servizi che possono essere trasmessi nello spettro radio disponibile.
Pertanto, parlare di un aggiornamento alla televisione digitale terrestre non significa necessariamente che la televisione tradizionale in chiaro scomparirà.
I cambiamenti potrebbero riguardare le modalità di trasmissione dei canali, la loro qualità dell’immagine, la loro collocazione o l’organizzazione delle trasmissioni.
Mux o multiplex: lo spazio condiviso da più canali
Uno dei termini più frequentemente utilizzati nei notiziari riguardanti la televisione digitale terrestre è MUX, abbreviazione di multiplex.
Si riferisce a un gruppo di trasmissioni digitali che condividono la stessa frequenza di trasmissione.
Invece di dedicare una frequenza diversa a ciascun canale, la tecnologia digitale consente di raggruppare più segnali all’interno dello stesso multiplex.
Ogni segnale mantiene la propria identità e programmazione, ma tutti condividono la larghezza di banda disponibile.
In Spagna esistono diversi multiplex, identificati con nomi come RGE 1, RGE 2, MPE 2, MPE 3, MPE 4 e MPE 5.
Ciascuno ha un’organizzazione e una capacità specifiche, e i canali televisivi e altri servizi vengono distribuiti tra di essi.
Ogni multiplex ha una capacità limitata di trasmissione dati. Questa capacità è suddivisa tra i servizi che trasmette
e dipende da fattori quali lo standard di trasmissione, la configurazione tecnica e i requisiti di ciascun segnale.
RGE e MPE: cosa significano questi acronimi?
I nomi dei multiplex ci permettono di identificare i diversi spazi di trasmissione del digitale terrestre.
Sebbene a prima vista possano sembrare codici tecnici, sono importanti per comprendere come è organizzata la programmazione televisiva.
RGE 1 e RGE 2 sono multiplex collegati alla RTVE. Il primo fa parte della distribuzione dei canali dell’emittente pubblica,
mentre il secondo sta acquisendo particolare importanza con l’integrazione della tecnologia DVB-T2 e le trasmissioni UHD previste per novembre 2026.
MPE 2, MPE 3, MPE 4 e MPE 5 sono invece multiplex utilizzati per la distribuzione di canali televisivi privati a diffusione nazionale.
Nell’ambito delle modifiche annunciate per novembre, Atresmedia e Mediaset stanno riorganizzando alcune delle loro trasmissioni,
mentre MPE 5 ospiterà anche nuove trasmissioni in alta definizione.
DVB-T: lo standard di trasmissione ancora utilizzato da gran parte della televisione digitale terrestre
Il DVB-T è il sistema di trasmissione digitale terrestre tradizionalmente utilizzato in Spagna.
Consente la trasmissione di più segnali televisivi all’interno di un multiplex e la loro ricezione tramite antenna.
L’avvento dell’alta definizione non ha di per sé sostituito il DVB-T.
È stato infatti possibile trasmettere canali HD utilizzando questo standard di trasmissione in combinazione con H.264/AVC.
Questa combinazione spiega perché un televisore può ricevere i canali HD attuali senza avere il DVB-T2:
la ricezione di queste trasmissioni si basa su DVB-T e H.264/AVC.
La transizione tecnologica prevista per novembre 2026 non eliminerà il DVB-T dall’intera rete da un giorno all’altro.
Nella sua prima fase, il passaggio al DVB-T2 interesserà RGE 2, mentre gli altri multiplex continueranno a utilizzare il DVB-T.
DVB-T2: l’evoluzione della trasmissione terrestre
Il DVB-T2 è una versione più efficiente dello standard di trasmissione terrestre.
Consente un migliore utilizzo dello spettro radio e offre una maggiore capacità di trasmissione dei canali.
In questa nuova fase della televisione digitale terrestre, il DVB-T2 viene utilizzato per le trasmissioni UHD integrate nel Mux RGE 2.
L’obiettivo è sfruttare questa capacità aggiuntiva per offrire immagini a risoluzione più elevata
e ospitare nuove trasmissioni all’interno dello spettro radio disponibile.
HD e UHD: differenze nella qualità dell’immagine
Queste iniziali si riferiscono alla risoluzione dell’immagine, ovvero al numero di pixel che compongono ciascuna immagine.
Maggiore è il numero di pixel, maggiore è il livello di dettaglio che lo schermo può visualizzare,
sebbene la qualità finale dipenda anche da altri fattori, come la compressione e la qualità del segnale originale.
L’ HD si riferisce generalmente a una risoluzione di 1920×1080 pixel. È comune nei televisori e nei contenuti ad alta definizione,
sebbene non tutte le trasmissioni HD utilizzino necessariamente tale risoluzione.
L’ UHD (Ultra High Definition), comunemente nota come 4K in ambito domestico, offre in genere una risoluzione di 3840×2160 pixel.
Ciò equivale a quattro volte il numero di pixel di un’immagine Full HD.
MPEG-2: lo standard video delle vecchie trasmissioni SD
MPEG-2 è una tecnologia di compressione video che ha svolto un ruolo fondamentale nelle prime fasi della televisione digitale,
sia terrestre, satellitare che via cavo. È stata anche ampiamente utilizzata nei DVD.
In Spagna, per la televisione digitale terrestre, MPEG-2 era principalmente associato alle vecchie trasmissioni in definizione standard (SD).
La Spagna ha completato lo spegnimento di queste trasmissioni nel febbraio 2024
e l’offerta nazionale DTT è ora distribuita in alta definizione o, per alcuni servizi, in altissima definizione.
H.264, AVC e MPEG-4 AVC: il formato video HD per il digitale terrestre
H.264, AVC e MPEG-4 AVC sono tutti nomi utilizzati per riferirsi allo stesso standard di codifica video.
La sua funzione è quella di comprimere le immagini in modo che possano essere trasmesse ad alta qualità
senza occupare più spazio di archiviazione del necessario.
In Spagna, H.264/AVC è il formato video utilizzato per le trasmissioni in alta definizione sulla televisione digitale terrestre.
Pertanto, quando si controllano le specifiche di un televisore, non basta cercare la dicitura “HD”:
è importante anche verificare che sia in grado di decodificare H.264/AVC.
MPEG-4 è una famiglia di standard che comprende diverse tecnologie.
In questo contesto, MPEG-4 AVC si riferisce a H.264, non a un sistema di trasmissione come DVB-T.
La differenza è importante: H.264 definisce come il video viene compresso e codificato,
mentre DVB-T stabilisce come il segnale viene trasmesso via etere. Entrambi lavorano insieme, ma per scopi diversi.
H.265 e HEVC: come vengono compressi i video UHD
H.265 e HEVC sono due nomi per lo stesso standard di compressione video.
Il suo principale vantaggio è quello di consentire una riduzione della quantità di dati necessari per trasmettere un’immagine,
mantenendo al contempo un’elevata qualità.
Questo sistema è particolarmente utile per la trasmissione di immagini ad alta risoluzione, come l’UHD,
senza richiedere un aumento proporzionale della capacità di trasmissione. Per l’utente, la conseguenza è chiara:
un televisore può avere uno schermo 4K e non essere comunque in grado di ricevere una trasmissione UHD dalla televisione digitale terrestre
se non dispone di un sintonizzatore e di un decoder compatibili. È importante ricordare le differenze:
H.264/AVC è utilizzato nelle trasmissioni HD, mentre H.265/HEVC è il formato destinato alla nuova generazione di trasmissioni UHD.
La compatibilità con uno non garantisce automaticamente la compatibilità con l’altro.
HDR: maggiori dettagli nelle alte luci e nelle ombre
HDR è l’acronimo di High Dynamic Range (ampia gamma dinamica).
Si tratta di una tecnologia di elaborazione delle immagini che consente di visualizzare una gamma più ampia di livelli di luminosità
e, quando il contenuto e lo schermo lo permettono, migliora la percezione dei dettagli nelle aree più luminose e più scure.
HDR e UHD non sono sinonimi. UHD si riferisce principalmente alla risoluzione,
mentre HDR descrive una caratteristica relativa alla luminosità e alla resa dell’immagine.
Una trasmissione può essere UHD senza utilizzare l’HDR
e possedere un televisore compatibile con HDR non garantisce la ricezione di nuove trasmissioni UHD tramite DTT.
La compatibilità con DVB-T2 e HEVC deve essere verificata separatamente.
Cosa dovrebbero controllare gli spettatori prima della replica del 5 novembre?
Per comprendere le differenze senza perdersi negli acronimi, ecco le combinazioni fondamentali:
HD DTT: trasmissione DVB-T e video codificato in H.264/AVC. In Spagna, tutti i canali sono disponibili in HD.
La televisione digitale terrestre in UHD entra in una nuova fase: trasmissione DVB-T2 e video codificato in H.265/HEVC.
Dal 5 novembre, il DTT spagnolo offrirà cinque canali nazionali in UHD
(La 1, La 2, Atresmedia, Telecinco e il canale di test UHD Spain, a seconda della regione).
Televisione digitale delle generazioni precedenti:
nelle vecchie trasmissioni in definizione standard si utilizzava il formato MPEG-2, ora disattivato in Spagna.
Gamma di luminosità migliorata: l’HDR può migliorare una trasmissione compatibile, ma non è necessario per tutte le trasmissioni UHD.
Il primo passo è verificare quale apparecchiatura si sta utilizzando e quali trasmissioni si desidera ricevere.
Se si riceve la televisione tramite un’antenna terrestre, è consigliabile eseguire una scansione automatica dei canali
per aggiornare l’elenco dopo eventuali modifiche. Se si desidera guardare una trasmissione UHD che utilizza DVB-T2,
è necessario verificare anche che il televisore o il ricevitore siano compatibili con tale standard e con HEVC.
C’è un ultimo punto da chiarire: per questi aggiornamenti della televisione digitale terrestre,
non è necessario chiamare un installatore o una ditta, cambiare l’antenna o apportare modifiche all’infrastruttura dell’edificio.
Gli aggiornamenti dei canali si effettuano tramite il menu del televisore o del ricevitore.
Tuttavia, l’apparecchiatura deve essere compatibile con le trasmissioni che si desidera ricevere.
Comprendere questi termini aiuta a capire meglio la nuova fase del digitale terrestre
e a evitare di confondere un miglioramento della risoluzione con un cambiamento tecnologico,
uno spostamento di canali con la scomparsa di un canale, o una risintonizzazione con la necessità di acquistare un nuovo televisore.
SPAGNA: ATRESMEDIA STA PREPARANDO LA SEXTA UHD;
IL CANALE TRASMETTERÀ ANCHE IN ALTISSIMA DEFINIZIONE
Il 5 novembre porterà importanti cambiamenti alla televisione spagnola.
L’arrivo delle trasmissioni in altissima definizione permetterà agli spettatori di godersi alcuni dei principali canali con una qualità d’immagine superiore.
Atresmedia sta inoltre preparando un’innovazione che amplierà i suoi piani per questa tecnologia e interesserà un’altra delle sue principali reti.
Come confermato in esclusiva da Mundoplus.tv, La Sexta inizierà a trasmettere anche in altissima definizione (UHD).
L’emittente avrà un canale dedicato chiamato La Sexta UHD, che si affiancherà al già esistente Antena 3 UHD,
ampliando ulteriormente l’impegno del gruppo mediatico verso questo formato.
L’aggiunta di La Sexta rappresenta un ulteriore passo nei piani di Atresmedia,
che mirano ad estendere le trasmissioni UHD ai suoi due principali canali generalisti, con programmazione e pubblico differenti.
La Sexta UHD sarà disponibile anche su Atresplayer, il servizio di pay TV
Una delle novità è che La Sexta UHD sarà disponibile su atresplayer, il servizio di streaming di Atresmedia,
tramite il quale gli spettatori potranno accedere al nuovo segnale in altissima definizione utilizzando dispositivi compatibili.
La sua distribuzione si estenderà anche a diverse piattaforme di pay-TV, che aggiungeranno La Sexta UHD alla loro offerta di canali.
In questo modo, il nuovo segnale potrà raggiungere gli spettatori attraverso diverse modalità di ricezione,
senza dipendere esclusivamente dalla televisione terrestre. Gli operatori che inizialmente trasmetteranno il canale,
così come i requisiti tecnici e i dispositivi necessari per la ricezione delle trasmissioni, devono ancora essere definiti.
Alcuni, come Orange TV, sono già stati confermati.
Atresmedia amplia i suoi piani per l’Ultra Alta Definizione
La conferma di La Sexta UHD arriva dopo che Atresmedia ha iniziato a promuovere l’arrivo dell’altissima definizione,
in concomitanza con la riorganizzazione della televisione digitale terrestre (DTT) prevista per il 5 novembre.
L’azienda aveva annunciato questo aggiornamento attraverso una campagna pubblicitaria in cui affermava:
“Potrai goderti Atresmedia con una qualità audio e video superiore grazie alla nuova Ultra High Definition.
Il 5 novembre, Atresmedia, come mai prima d’ora.”
Il lancio di Antena 3 UHD e La Sexta UHD permette di comprendere meglio la portata di tale promozione
e conferma che i piani del gruppo coinvolgono i suoi due principali marchi televisivi.
e conferma che i piani del gruppo coinvolgono i suoi due principali marchi televisivi.
Sebbene i nuovi canali saranno identificati come UHD, resta da vedere quale parte della loro programmazione sarà offerta in UHD nativo
e quale contenuto proverrà da fonti HD convertite in UHD.
Questa distinzione sarà particolarmente rilevante per valutare l’effettivo miglioramento dell’immagine nei notiziari,
nei programmi di intrattenimento e nelle trasmissioni in diretta.
Il 5 novembre è stata fissata come data di inizio della nuova fase della televisione digitale terrestre UHD.
Nel caso di La Sexta UHD, il calendario di lancio e i dettagli definitivi sulla distribuzione sono ancora in fase di definizione.

SPAGNA: IMMAGINI DELLA PRIMA TRASMISSIONE IN 4K DI ANTENA 3 SUL DIGITALE TERRESTRE
Il 5 novembre, Antena 3 inizierà a trasmettere in altissima definizione tramite televisione digitale terrestre (TDT),
ma la storia del canale con il 4K è iniziata molto prima. Dobbiamo tornare indietro di quasi un decennio,
a una sera di giugno del 2017, quando milioni di spagnoli erano incollati allo schermo per seguire la finale di Champions League.
Quel giorno, mentre il Real Madrid cercava la sua dodicesima Coppa dei Campioni, Antena 3 trasmetteva già in 4K utilizzando il DVB-T2,
la stessa tecnologia che ora le permetterà di passare regolarmente all’altissima definizione.
Il 3 giugno 2017, il Real Madrid di Zinedine Zidane ha affrontato la Juventus di Massimiliano Allegri al Millennium Stadium di Cardiff.
Cristiano Ronaldo, autore di una doppietta, Casemiro e Marco Asensio hanno regalato al Real Madrid una vittoria per 4-1,
consentendo alla squadra di conquistare il dodicesimo titolo di Champions League
e diventando la prima a vincere due edizioni consecutive della competizione nel suo formato attuale.
Quella finale rivestì un significato particolare anche per la televisione spagnola.
Atresmedia, che all’epoca deteneva i diritti di trasmissione in chiaro della Champions League,
sfruttò l’incontro per realizzare una trasmissione sperimentale in 4K tramite televisione digitale terrestre.
Grazie a un accordo con Cellnex Telecom, la partita fu trasmessa in altissima definizione in tre città spagnole: Madrid, Barcellona e Siviglia.
Si trattava di una trasmissione separata dal segnale standard di Antena 3,
distribuita tramite i multiplex sperimentali allora utilizzati per testare le possibilità della televisione di nuova generazione.
Una finale storica con Matías Prats, Manu Sánchez e Antonio Esteva
La trasmissione di Antena 3 ha visto la partecipazione di un nutrito team di professionisti giunti a Cardiff.
Matías Prats e Manu Sánchez hanno condotto il pre-partita, iniziato alle 19:15, mentre Antonio Esteva ha commentato l’incontro,
con Marcos López e Iván Helguera a fornire l’analisi tecnica.
La squadra era completata da Susana Guasch a bordo campo, Josep Pedrerol nel palco VIP e Carlota Reig nell’area VIP.
Dopo la partita, Pedrerol ha continuato la copertura su Mega con un’edizione speciale di El Chiringuito dedicata al titolo del Real Madrid.
Per portare la finale nelle case in 4K, la UEFA ha fornito un feed internazionale ripreso con 22 telecamere native 4K,
a cui Atresmedia ne ha aggiunte altre dieci di proprietà.
In totale, 32 telecamere hanno partecipato a una produzione che ha permesso una trasmissione dedicata in altissima definizione.
La copertura includeva anche esperienze di realtà virtuale con telecamere a 360 gradi posizionate in diversi punti dello stadio,
come le panchine e le porte.
Antenna 3 4K: un segnale che utilizzava già DVB-T2 e HEVC
L’aspetto più sorprendente di quella trasmissione è che Antena 3 utilizzava già nel 2017 gli standard DVB-T2 e HEVC,
proprio quelli che consentiranno la distribuzione dei nuovi canali UHD della televisione digitale terrestre in Spagna.
Il segnale sperimentale, identificato come Antena 3 4K, offriva una risoluzione di 3840×2160 pixel, quattro volte superiore al Full HD.
Per riceverlo, era necessario un televisore o un ricevitore compatibile con DVB-T2, HEVC e risoluzione 4K,
nonché la copertura da uno dei centri di trasmissione partecipanti ai test.
La trasmissione poteva essere sintonizzata sulle seguenti frequenze:
Madrid: Canale 32, da Torrespaña.
Barcellona: Canale 43, da Collserola.
Siviglia: Canale 36, da Valencina.
La potenziale copertura delle trasmissioni raggiungeva circa 10 milioni di abitanti,
sebbene la ricezione effettiva dipendesse dalle caratteristiche di ciascun impianto e dalla compatibilità delle apparecchiature.
Oltre alla trasmissione terrestre, Antena 3 ha offerto la finale in 4K gratuitamente tramite il suo sito web,
consentendo agli spettatori di seguire la partita da qualsiasi luogo in Spagna utilizzando una connessione internet e un dispositivo compatibile.
Una tecnologia che era in fase di sperimentazione in Spagna da anni
La trasmissione della finale di Cardiff faceva parte di un più ampio programma sperimentale
che Cellnex stava sviluppando in collaborazione con diversi operatori e produttori.
I multiplex utilizzati per trasmettere la partita avevano ospitato anche dimostrazioni dei contenuti UHD di RTVE
e altri test relativi alla televisione ad altissima definizione.
In realtà, la tecnologia DVB-T2 aveva già dimostrato il suo potenziale in Spagna da tempo.
Nel novembre 2016, Cellnex era riuscita a trasmettere simultaneamente tre flussi di contenuti 4K su un singolo canale DTT,
utilizzando HEVC e tecniche di multiplexing statistico.
Lo scopo di questi esperimenti era quello di testare come utilizzare in modo più efficiente lo spettro radio,
aumentando la capacità di trasmissione e consentendo risoluzioni più elevate rispetto a quelle offerte dallo standard DVB-T
utilizzato dalla televisione digitale terrestre convenzionale.
Dall’esperimento del 2017 ad Antena 3 UHD nel novembre 2026
La differenza fondamentale tra quell’esperienza e il lancio di Antena 3 UHD il 5 novembre risiede nella natura delle trasmissioni.
Nel 2017, Antena 3 4K era un canale temporaneo, limitato ad alcuni centri di trasmissione e legato a uno specifico evento sportivo.
Il nuovo Antena 3 UHD verrà integrato nell’offerta regolare della televisione digitale terrestre, all’interno del Mux RGE 2,
che passerà allo standard DVB-T2.
Nell’ambito della riorganizzazione prevista per quella data, il canale condividerà la capacità con altri segnali ad altissima definizione,
tra cui La 1 UHD, La 2 UHD e Telecinco UHD .
Per accedere alle trasmissioni UHD, gli spettatori avranno bisogno di un televisore o ricevitore compatibile con DVB-T2 e HEVC.
I televisori 4K più vecchi, sprovvisti di questi sistemi, potrebbero richiedere un decoder esterno,
mentre Antena 3 continuerà a essere disponibile in HD per garantire la ricezione con le apparecchiature attuali.
La distribuzione di Antena 3 UHD è prevista anche tramite atresplayer e diverse piattaforme televisive,
ampliando le possibilità di ricezione oltre l’antenna terrestre.
A quasi nove anni e mezzo dalla finale di Cardiff, Antena 3 utilizzerà nuovamente una tecnologia già testata con successo
su milioni di potenziali spettatori. La trasmissione sperimentale del 2017 fu legata a una notte storica per il Real Madrid;
la trasmissione di novembre 2026 è destinata a entrare a far parte della programmazione regolare del canale.

CROAZIA: PUBBLICATE LE OFFERTE PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI RADIOFONICHE IN BANDA FM E DI CONCESSIONI TELEVISIVE NELL' HRT MUX M2 (D03), (D04) E (D06)
Lo scorso giovedì 22 ottobre il Vijeće za elektroničke medije (in italiano Consiglio dei media elettronici)
ha aperto le offerte per la concessione delle assegnazioni per la fornitura di servizi televisivi e radiofonici in banda FM.
Concessioni radiofoniche FM:
Isola di Pago (L-PG) – RADIO PAG doo;
territorio più ampio della città di Donja Stubica (città di Donja Stubica e di Oroslavje,
comuni: Gornja Stubica, Stubičke Toplice e Marija Bistrica) (L-DT) – RADIO STUBICA doo;
area più ampia delle città di Čazma e Bjelovar (città di Čazma e di Bjelovar, comuni di Štefanje e Farkaševac) (L-CZ) –
CENTRO INFORMAZIONI – STAZIONE RADIO CROATA ČAZMA doo;
città di Vinkovci (L-VK) – NEWS doo;
città di Zara (L-ZD) – ASSOCIAZIONE RADIO MARIJA
Concessioni televisive:
D3, D4 e D6 (Regioni del Međimurje, di Varaždin, di Koprivnica e Križevci, parte della contea di Bjelovar e della Bilogora,
Regione di Krapina e dello Zagorje, città di Zagabria, contea di Zagabria, parte della Regione di Sisak e della Moslavina,
contea di Karlovac, parte della Regione della Lika e di Segna e di quella litoraneo-montana) – LAUDATO TV doo

Per consultare gli impianti attivi e la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.
RADIO DAB (SLOVENIA): GARA D' APPALTO PUBBLICA PER L' ASSEGNAZIONE DEI DIRITTI DI TRASMISSIONE DI PROGRAMMI RADIOFONICI IN DIGITALE IN TUTTA LA REPUBBLICA E NELL' AREA DI LUBIANA
L’ Agenzia pubblica la Decisione sull’introduzione di una gara d’appalto pubblica per l’assegnazione di 12 diritti di trasmissione
di programmi radiofonici in tecnologia di trasmissione digitale su tutto il territorio della Repubblica di Slovenia
e di 10 diritti di trasmissione di programmi radiofonici in tecnologia di trasmissione digitale nel territorio di Lubiana,
nonché la documentazione di gara, che include anche le istruzioni per la presentazione delle offerte.
Per agevolare la preparazione delle offerte, l’Agenzia ha predisposto separatamente dei moduli che sono già inclusi nella documentazione di gara.
Gli offerenti interessati sono invitati a presentare le proprie offerte entro le ore 12:00 del 1° dicembre 2026.
In conformità al punto 4.1 della documentazione di gara, l’Agenzia pubblicherà le risposte alle richieste di informazioni aggiuntive
e chiarimenti da parte degli offerenti in modo continuativo.
e chiarimenti da parte degli offerenti in modo continuativo.
Il termine per la presentazione delle richieste è il 20 novembre 2026, alle ore 12:00.
Documenti

BARCELLONA-REAL MADRID STASERA ALLE ORE 21 SU ITALIA 1 HD
Il grande calcio internazionale torna ad accendere la passione degli italiani.
Prosegue il successo della partnership tra Mediaset e Dazn che rafforzano la loro collaborazione,
con un nuovo accordo di sublicenza, per la trasmissione in co-esclusiva di sei tra i match più prestigiosi della LaLiga EA Sports.
Domenica 25 ottobre, in diretta e in esclusiva in chiaro su Italia 1 e in live streaming su sportmediaset.it, alle ore 21:00,
nella splendida cornice del Camp Nou di Barcellona andrà in scena una delle sfide più iconiche e attese del calcio spagnolo e mondiale:
il Clasico “Barcellona-Real Madrid”. Il prepartita prenderà il via alle 20:45 con il collegamento dallo stadio, sempre su Italia 1
La telecronaca sarà affidata a Riccardo Trevisani, con il commento tecnico di Borja Valero.
[…]
[…]
CONTINUA A LEGGERE LA NEWS COMPLETA CLICCANDO IL SEGUENTE LINK QUI IN BASSO

MARTELLI BESTEMMIA IN DIRETTA SU RAI 3. GELO IN STUDIO. MONTELEONE: "NON SIAMO AL GRANDE FRATELLO"
L’imprecazione dell’ex ministro durante il confronto con Di Pietro sulle stragi di mafia. Il conduttore basito: “Mamma mia”
Una bestemmia in diretta televisiva, l’imbarazzo del conduttore e lo stupore degli ospiti in studio.
È quanto accaduto nel corso dell’ultima puntata di “Filorosso”, il programma di approfondimento di Rai 3 condotto da Antonino Monteleone.
Protagonista dell’episodio Claudio Martelli, ex ministro della Giustizia ed esponente di primo piano del Psi ai tempi di Bettino Craxi.
L’episodio si è verificato durante un confronto tra Martelli e Antonio Di Pietro sulle stragi di mafia del 1992 e sui presunti depistaggi legati a quella stagione.
Nel pieno della discussione, l’ex Guardasigilli si è lasciato sfuggire una bestemmia, pronunciata davanti alle telecamere e inevitabilmente finita in onda.
Immediata la reazione di Antonino Monteleone, che ha cercato di riportare la situazione sotto controllo non senza qualche imbarazzo.
“No, no, no, qui non siamo al Grande Fratello e non verrà espulso. Facciamo rispondere Di Pietro, però… mamma mia”,
ha commentato il giornalista, portandosi una mano alla fronte.
Visibilmente sorpreso anche Di Pietro, che stava cercando di riprendere la parola dopo l’imprecazione dell’ex ministro.
Qualche istante di evidente disagio, prima del tentativo del conduttore di riportare il confronto sui temi al centro della trasmissione.
La scena non è passata inosservata, anzi. Il filmato della bestemmia pronunciata da Martelli è stato rapidamente pubblicato sui social,
dove numerosi utenti hanno condiviso lo spezzone della trasmissione di Rai 3, facendo circolare le immagini dell’incidente televisivo.

RENZO ARBORE DONA AL MUSEO RADIO E TV RAI LA PRIMA RADIO DELLA SUA COLLEZIONE
Un pezzo raro che impreziosisce il nuovo allestimento
La prima radio della grande collezione di Renzo Arbore: una Fada model 1000 statunitense degli anni ’40.
Un pezzo prezioso, generosamente donato da lui, che va ad arricchire il nuovo allestimento del Museo della Radio e della Tv di Torino,
presentato martedì 20 ottobre negli spazi di via Verdi 16, con lo stesso Arbore in collegamento, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo,
il professor Umberto Broccoli, il direttore del Centro di Produzione Tv di Torino Guido Rossi e il direttore del Museo Alberto Allegranza.
La radio donata dal grande showman è caratterizzata dal design Art Déco ed è la prima della sua grande collezione.
Arbore se ne innamorò durante un viaggio a Los Angeles e ne trovò un esemplare in un mercatino vintage di New York, dove l’acquistò.
Ora, esposta al Museo, rappresenta un ponte tra memoria e futuro, nel segno della curiosità, della creatività e dell’amore per la radio,
così bene incarnate da Arbore.
Nel nuovo allestimento, inoltre, la grande stagione del varietà rivive attraverso gli abiti originali delle gemelle Kessler per Milleluci (1974),
di Mina per Canzonissima (1968), di Patty Pravo per Stasera Patty Pravo (1969) e di Corrado per Su e giù (1968).
A questi si aggiungono i costumi di Heather Parisi per Fantastico 5 (1984) e di Lorella Cuccarini per Fantastico 7 (1986),
entrambi firmati da Luca Sabatelli, e un abito di scena di Rita Pavone per Che combinazione! (1979).
Il percorso si arricchisce inoltre di un jukebox, che rievoca l’atmosfera musicale di quegli anni.
Ma il passato non si limita a essere osservato: torna a vivere attraverso apparecchi storici funzionanti,
dalle radio ai televisori d’epoca, che permettono di riscoprire suoni, immagini ed emozioni.
Tra le novità tecnologiche, il registratore magnetico Lorenz del 1936, a nastro d’acciaio, riportato alla piena funzionalità sia nella riproduzione
sia nella registrazione audio grazie all’intervento di AIRE Piemonte, Associazione Italiana Radio d’Epoca.
La collaborazione con AIRE Piemonte si arricchisce anche con la prima presentazione al pubblico della ricostruzione della “radio a gavetta”,
che si affianca a Radio Caterina, alla “radio a lametta” e a Radio Mimma nel percorso dedicato alle Radio della speranza,
apparecchi che raccontano l’ingegno degli internati militari italiani durante la Seconda guerra mondiale.
Un’importante evoluzione riguarda anche l’accessibilità, con nuove esperienze sviluppate dal Centro Ricerche Rai in collaborazione con Rai Pubblica Utilità.
Due nuovi avatar in Lingua dei Segni Italiana (LIS) accompagnano i visitatori alla scoperta della nascita della radiofonia e della televisione,
rendendo il racconto storico più coinvolgente e accessibile. A questi si aggiungono tre nuovi video con performer LIS,
che interpretano Mille lire al mese, Nel blu dipinto di blu e Almeno tu nell’universo.
Lo sguardo del Museo si apre inoltre al futuro attraverso un’area rinnovata, nella quale i visitatori possono diventare protagonisti della televisione,
cimentandosi come cantanti, inviati di un telegiornale spaziale o conduttori di programmi immaginari.
Il rinnovamento coinvolge infine il rapporto con Torino: il nuovo ingresso, la maggiore riconoscibilità dell’accesso
e una nuova insegna luminosa rendono il Museo più visibile, accogliente e aperto alla città.
NASCE SKY VOICES, IL PRIMO CANALE DEDICATO AI VIDEO PODCAST
Dal 2 novembre su Sky e NOW debutta Sky Voices, il primo canale interamente dedicato ai video podcast.
Il nuovo spazio riunisce produzioni digitali Sky Original e contenuti realizzati da partner come Corax, OnePodcast, Vois e BSMT,
con protagonisti del podcasting italiano tra cui Pablo Trincia, Mariangela Pira, Mia Ceran, Stefania Andreoli e Gianluca Di Marzio
Arriva il primo canale interamente dedicato ai video podcast: nasce Sky Voices, dal 2 novembre su Sky (canale 118) e su NOW.
Un nuovo spazio che riunisce le produzioni digitali Sky Original e i più rilevanti contenuti realizzati da altri protagonisti del settore,
portando in TV alcune tra le voci più interessanti del panorama del podcasting italiano.
Talent, autori e professionisti affermati, con esperienze e punti di vista differenti daranno vita a un’offerta che attraversa generi e linguaggi,
mettendo al centro storie, idee e temi capaci di raccontare il presente.
Un nuovo spazio per i video podcast
In un universo del podcasting sempre più ricco e articolato, Sky Voices offre un nuovo spazio in cui fruire i video podcast,
mettendo a disposizione del pubblico una selezione editoriale che riunisce le voci che meritano di essere ascoltate in un unico palinsesto.
Il canale prende forma proprio dall’incontro tra la varietà dei contenuti e la capacità di Sky di valorizzarli
e organizzarli in un’offerta coerente, riconoscibile e accessibile.
Cronaca e attualità, sport, crime, economia, cultura, società e intrattenimento sono i principali temi che animeranno Sky Voices,
con uno sguardo trasversale sui fatti, i fenomeni e le passioni che attraversano la contemporaneità.
Le voci e i partner del progetto
A guidare il pubblico saranno personalità con competenze e sensibilità differenti:
dal racconto della cronaca di Pablo Trincia all’analisi economica di Mariangela Pira,
dall’approfondimento dell’attualità di Mia Ceran alle riflessioni di Stefania Andreoli sulla salute mentale,
fino al mondo del calcio con Gianluca Di Marzio e Stefano Borghi.
Il canale nasce da una stretta collaborazione tra Sky e alcuni dei principali player del settore digitale,
tra cui Corax, OnePodcast, Vois e BSMT, e propone un’offerta che combina produzioni digitali Sky Original e contenuti selezionati dai partner.
I contenuti dei partner portano in palinsesto altri protagonisti del podcasting italiano, da Luca Casadei a Gianluca Gazzoli,
da Giacomo Poretti a Giorgia Surina, tra grandi interviste, racconti di vita, ironia e approfondimento.
L’evoluzione dell’offerta Sky
Con Sky Voices, Sky amplia la propria offerta con un progetto che porta i video podcast in una nuova dimensione di fruizione,
destinato ad arricchirsi nel tempo con nuove proposte e collaborazioni.

LORENZO SURACI: "VENDEVO GIORNALINI AL LICEO, POI L' IDEA DELLA DISCOTECA E DI RTL 102.5"
Il fondatore della radio al Corriere della Sera: «Ho provato a prendere dj Albertino, ma sarebbe costato troppo»
Il prossimo anno Lorenzo Suraci festeggerà 40 anni alla guida di Rtl 102.5.
Classe 1952, origini calabresi e una vita trascorsa nel profondo nord, lascia l’Università negli anni Settanta per affiancare lo zio,
agente teatrale nel tempo libero. Gli inizi sono quelli di una lunga gavetta, tra libri venduti per mantenersi e orchestre da ingaggiare:
«Nella vita ho sempre avuto fame, mai stato con le mani in mano». Da primogenito, racconta, ha dovuto aiutare la famiglia: «Ho tirato la carretta».
Una scelta professionale non semplice da far accettare al padre, che lo avrebbe voluto ingegnere: «È stata dura fargli capire che anche quello era un lavoro».
Dopo l’esperienza nell’organizzazione delle feste di piazza in Calabria,
Suraci apre la discoteca Capriccio di Arcene insieme all’architetto Giancarlo Tebaldi.
«Così siamo partiti e ci siamo inventati prima la discoteca e poi la radio», ricorda.
Nel 1987 arriva la decisione di acquistare un’emittente,
in un panorama radiofonico ancora caratterizzato da frequenze che si sovrappongono e segnali instabili.
Suraci intuisce che la soluzione è ottenere un’unica frequenza su tutto il territorio nazionale:
«Ho battuto l’Italia in lungo e in largo per acquisire le frequenze ed è stata la mossa giusta, l’elemento scatenante del nostro successo».
La crescita di Rtl 102.5 passa anche dalla capacità di innovare i contenuti e il rapporto con il pubblico.
L’emittente è tra le prime a sperimentare la radiovisione, entrando nelle case degli italiani, e punta su informazione,
intrattenimento e notizie locali. «Una radio vicina alla gente, realizzata con il contributo dei nostri ascoltatori», sottolinea Suraci,
ricordando anche il successo delle dirette dal Capriccio e del Crazy Club, il programma notturno.
Una formula che ha contribuito a consolidare il rapporto con il pubblico e a portare l’emittente ai vertici degli ascolti.
Oggi, con oltre sei milioni di ascoltatori al giorno, la sfida è quella di confrontarsi con le piattaforme digitali e i cambiamenti nelle abitudini del pubblico.
«La nostra concorrenza oggi è il mondo digitale, che si colloca sul mercato con la prepotenza e la forza della novità»,
ammette Suraci, che tuttavia resta ottimista sul futuro della radio.
Alla guida dell’azienda continua a essere presente, seguendo da vicino il lavoro quotidiano: «Sono molto presente.
D’altronde la radio ce la siamo costruita così. Giorno dopo giorno, esperienza dopo esperienza ci siamo inventati un modello».
La soddisfazione più grande resta quella di garantire il lavoro ai suoi dipendenti: «Pagare a fine mese tutti i 250 stipendi».
E sulla possibilità di fermarsi, non ha dubbi: «Mai. Mi fermerò quando me ne andrò al Creatore, solo allora sarà finita».

100 LICENZIAMENTI E CANALI SPENTI:
LA SCURE PESANTISSIMA DELLA BBC (MA È SOLO L' INIZIO)
La direttrice Rachel Jupp annuncia il piano di risparmi da 5,5 milioni di sterline: Bbc Three e Bbc Scotland passano solo su iPlayer
La scure dei tagli al bilancio si abbatte – di nuovo – sul principale broadcaster pubblico mondiale.
La Bbc, infatti, ha formalizzato un piano di riorganizzazione della divisione News che prevede l’eliminazione di oltre 100 posti di lavoro
tra giornalisti e personale di produzione. La manovra, firmata dalla nuova direttrice della testata Rachel Jupp,
punta a generare risparmi diretti per 5,5 milioni di sterline (circa 6,5 mln di euro),
inserendosi all’interno di una strategia di contenimento costi più ampia che punta a 2mila esuberi complessivi nell’intera azienda
entro il ciclo di rinnovo della Royal Charter. Jupp ha inviato una mail interna allo staff nei giorni scorsi sulle decisioni prese dal management.
Un intervento che cambia tutto
L’intervento non colpisce soltanto gli organici della redazione, ma ridisegna l’offerta televisiva e radiofonica dell’emittente britannica.
L’azienda ha deliberato lo stop alle trasmissioni lineari sul digitale terrestre e via cavo per i canali Bbc Three e Bbc Scotland,
la cui fruizione verrà spostata esclusivamente online sulla piattaforma di streaming Bbc iPlayer.
Sul fronte radiofonico è stata annunciata la chiusura definitiva di Radio 4 Extra.
In Scozia si registra inoltre la cancellazione dello storico notiziario d’approfondimento News at Seven.
I motivi della crisi
I tagli arrivano in una fase finanziaria complessa per l’emittente di Broadcasting House.
Il modello basato sul canone televisivo ordinario soffre la svalutazione reale causata dall’inflazione
e il progressivo calo delle utenze tradizionali a favore dei servizi on-demand, come Netflix.
A questo si sommano le crescenti tensioni politiche ed editoriali attorno al rinnovo della concessione
e i recenti avvicendamenti al vertice dell’azienda.
Le reazioni dei sindacati
Dura la reazione dei sindacati. La National Union of Journalists (Nuj) ha denunciato come la progressiva smobilitazione delle frequenze terrestri
rischi di alimentare un vero e proprio “digital divide”. Secondo la segretaria generale del sindacato, Laura Davison,
lo spostamento forzato dei canali su iPlayer penalizza le fasce di popolazione più anziane e vulnerabili,
compromettendo “il mandato di universalità dell’informazione pubblica garantito dalla Bbc”.
Il sindacato ha contestato anche i tempi della decisione, chiedendo un intervento finanziario d’urgenza al governo britannico
in vista della prossima manovra di bilancio.
NETFLIX, IL WOKE PRESENTA IL CONTO: LA CRISI DEL GIGANTE DELLO STREAMING
Licenziamenti, prezzi alle stelle e pochi grandi successi. E nel mirino finisce anche l’ossessione per l’inclusività
Il woke non basta a riempire i cataloghi. E soprattutto non basta a convincere gli spettatori a rinnovare l’abbonamento.
Netflix perde colpi e, mentre Wall Street aspetta i risultati finanziari del terzo trimestre 2026 – in programma dopo la chiusura della Borsa americana –
nel quartier generale del colosso dello streaming iniziano a cadere le prime teste.
La società ha annunciato il taglio di circa mille posti di lavoro, il 6% del personale, mentre ai vertici dei contenuti è in corso una vera rivoluzione.
Dopo l’uscita della responsabile globale Bela Bajaria, sostituita dall’ex dirigente Disney Peter Rice,
è arrivato anche l’addio di Dan Lin, numero uno della divisione cinematografica.
Un terremoto che fotografa le difficoltà di un gigante abituato a dominare il mercato. I numeri raccontano una situazione tutt’altro che rassicurante.
Il titolo Netflix ha perso circa il 26% dall’inizio dell’anno, mentre la crescita del tempo trascorso dagli utenti sulla piattaforma mostra segnali di affaticamento.
Non significa che l’azienda sia sull’orlo del fallimento, tutt’altro: i ricavi continuano ad aumentare e gli abbonati superano quota 325 milioni.
Ma il vento è cambiato. La concorrenza di Youtube e TikTok, capaci di catturare l’attenzione con contenuti gratuiti, si fa sempre più aggressiva.
Secondo i dati Nielsen citati da Reuters, negli Stati Uniti il pubblico trascorre su YouTube quasi il doppio del tempo dedicato a Netflix.
A complicare il quadro ci sono gli abbonamenti sempre più cari: negli Usa il piano Premium ha raggiunto i 26,99 dollari mensili.
E poi c’è il problema dei contenuti. Netflix investe miliardi, sforna produzioni a ritmo industriale,
ma fatica a replicare con continuità fenomeni globali come Stranger Things e Squid Game.
Un’offerta sterminata che non sempre si traduce in qualità. Ed è proprio qui che entra in gioco un’altra questione, quella dell’ossessione woke.
Perché negli ultimi anni il colosso ha attirato pesanti critiche per la presenza di messaggi ideologici, rappresentazioni identitarie
e scelte editoriali giudicate da una parte del pubblico più attente all’agenda inclusiva che alla forza delle storie.
Il rischio è evidente: quando una sceneggiatura diventa un manifesto, l’intrattenimento finisce in secondo piano.
E lo spettatore, che paga per divertirsi e non per ricevere lezioni, può decidere di guardare altrove.
Le polemiche, del resto, non sono mancate. Nell’ottobre 2025 Elon Musk aveva invitato a boicottare Netflix
per i contenuti transgender destinati ai più giovani, prendendo di mira la serie animata “Dead End: Paranormal Park”.
E nel giugno scorso la questione è arrivata perfino all’assemblea degli azionisti,
con una proposta che chiedeva di valutare i rischi economici e reputazionali delle scelte editoriali considerate politicizzate.
La mozione è stata bocciata a larghissima maggioranza, ma il dibattito è ormai aperto.
Sia chiaro: attribuire al woke tutte le responsabilità della crisi sarebbe una forzatura.
Ma liquidare le contestazioni come semplici capricci conservatori sarebbe altrettanto comodo.
Il pubblico chiede grandi storie, personaggi memorabili e prodotti all’altezza dei prezzi richiesti.
Non sermoni confezionati in forma di serie televisiva.
Adesso Netflix prova a cambiare passo, tra licenziamenti, nuovi dirigenti e una strategia editoriale tutta da ripensare.
I conti trimestrali diranno quanto è profonda la frenata. Una cosa, però, è già chiara:
nell’industria dell’intrattenimento non basta sentirsi dalla parte giusta della storia. Bisogna anche saperne raccontare una.
