
Domenica 13 settembre 2026
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA
Pubblicato il 13/09/2026 alle ore 17:25
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
HBBTV - MUX DFREE: ARRIVA ITALIA UNLIMITED TV SU ADN PLAY
Iniziamo dall’HbbTV (la TV ibrida che funziona tramite connessione ad internet).
Sintonizzandosi nel Mux DFREE e sulla LCN 254 occupata da ADNPLAY,
all’interno della relativa applicazione interattiva è stata aggiunta l’inedita ITALIA UNLIMITED TV.



Nasce Italia Unlimited TV: l’Italia raccontata in inglese dal cuore di Londra
Italia Unlimited TV debutta nell’offerta di ADN PLAY come primo canale della piattaforma interamente in lingua inglese.
Nato a Londra, il progetto punta a valorizzare il Made in Italy e le eccellenze nazionali parlando direttamente il linguaggio del pubblico internazionale.
Sede e fondatori: il canale è stato avviato a Londra da Sal Sparace, Riccardo Este e Manuel Marazzi.
Contenuti: programmazione su cultura, turismo, enogastronomia, moda, arte, musica, innovazione e imprenditoria.
Distribuzione: oltre alla piattaforma digitale ADN PLAY (web, app mobile, Smart TV),
il canale sarà disponibile sul digitale terrestre in Italia al canale 254 e su dispositivi come Amazon Fire TV Stick.
Obiettivo editoriale: superare la barriera linguistica per raggiungere spettatori non italiani
e promuovere l’Italia come destinazione culturale e produttiva a un pubblico globale.
Prospettive: il progetto punta anche a creare collaborazioni con istituzioni, enti del turismo,
aziende e media partner per amplificare la promozione delle eccellenze italiane.
Italia Unlimited TV si propone quindi non solo come vetrina per chi già conosce l’Italia,
ma come finestra per chi desidera scoprirla senza conoscere la lingua italiana.
RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI
Occupiamoci ora della radio digitale.
È stato acceso il Mux DAB+ RAI dalle seguenti postazioni:
sul blocco 7C da:
FONTANELLA a Muggia (TS), in Friuli-Venezia Giulia;
RUDERI FORTEZZA – VIA PALAZZO ad Archi (CH), in Abruzzo;
CONTRADA GUARDIALTO PICCOLO – VIALE MONTEGRAPPA a Gravina in Puglia (BA), in Puglia;
MONTE PORO – CONTRADA GURNA a Spilinga (VV), in Calabria;

Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
RADIO DAB (CROAZIA): NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX OIV CROATIA DAB+ (D)
sul blocco 11D dal TUNNEL DI MARJAN a Spalato.
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

| CROAZIA | ||
| Canale 11A (216,928 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Regione |
| Monte Sergio | Dubrovnik (Ragusa) | DG0 |
| Uljenje | Giuliana | DG0 |
| Canale 11D (222,064 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Regione |
| Vidova Gora (Monte San Vito) | Bol (Vallo della Brazza) | DF0 |
| Orlovača | Dizmo | DF0 |
| Labinštica | Labin | DF0 |
| Monte Biokovo – Sveti Jure | Makarska | DF0 |
| Strada statale D76 – Galleria di Sant’Elia | Rastovac | DF0 |
| Rota | Sabbioncello | DF0 |
| Tunnel di Marjan | Spalato | DF0 |
| Gomila | Vergoraz | DF0 |
La radio digitale ora disponibile nel tunnel di Marjan a Spalato
OIV, in collaborazione con Telemach, ha attivato la copertura radio digitale di OIV DAB+ nel tunnel di Marjan a Spalato,
uno dei principali corridoi di trasporto della città.
Il progetto migliora ulteriormente l’esperienza di ascolto in Dalmazia
e prosegue l’espansione della rete radio digitale nazionale nelle infrastrutture di trasporto.
Il sistema, realizzato in collaborazione con TEB Inženjering dd, ritrasmette il segnale DAB+ esterno all’interno della galleria di 870 metri,
garantendo la ricezione ininterrotta dei programmi radio digitali per gli automobilisti.
Secondo Davor Ilijaš, esperto di sistemi radio dell’OIV, il progetto ha previsto le fasi di pianificazione,
progettazione e approvvigionamento delle apparecchiature tra marzo e aprile 2026, seguite da test e collaudo a maggio.
L’obiettivo era garantire una ricezione affidabile del segnale DAB+ MUX 1 in quest’area ad alta densità di traffico.
L’iniziativa è stata in principio proposta da Telemach, con l’approvazione ottenuta dal Comune di Spalato
dopo le valutazioni e le misurazioni preliminari.
L’installazione è stata effettuata durante i lavori di manutenzione della galleria nel novembre 2024.
Oltre a migliorare l’ascolto quotidiano, il progetto ha anche una dimensione di sicurezza,
consentendo la trasmissione di avvisi importanti e informazioni di servizio quando necessario.
Rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo continuo della rete DAB+ di OIV
e nella sua missione di rendere la radio digitale accessibile lungo le principali vie di trasporto.
INTERVENTI PER INVESTIMENTI IN TECNOLOGIE INNOVATIVE RELATIVI ALL' ANNO 2025 DEL FONDO STRAORDINARIO EDITORIA. PRESENTATE 147 DOMANDE
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato i dati relativi alla conclusione della fase di presentazione delle domande
per il contributo 2025 destinato agli investimenti in tecnologie innovative,
previsto dal D.P.C.M. adottato il 17 settembre 2025 nell’ambito del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria.
Il provvedimento ha previsto, per l’anno 2025, uno stanziamento complessivo di 34 milioni di euro per l’emittenza radiofonica e televisiva.
In particolare, il citato D.P.C.M. prevede che le risorse destinate all’emittenza radiofonica e televisiva siano attribuite per le seguenti finalità e ai seguenti soggetti:
a) una quota, pari a 20 milioni di euro, è destinata agli investimenti dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) nazionali
titolari di Logical Channel Numbers (LCN), attribuiti secondo quanto previsto dalla delibera AGCOM 116/21/CONS,
con esclusione dei soggetti a partecipazione pubblica e dei soggetti titolari di LCN destinati esclusivamente alla diffusione di programmi di televendite;
b) una quota, pari a 10 milioni di euro, è destinata agli investimenti dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) operanti in ambito locale
che, all’esito delle procedure adottate in attuazione dell’art. 1, comma 1034, della legge 27 dicembre 2017, n. 205,
abbiano avuto accesso alla capacità trasmissiva nelle Aree tecniche di cui alla delibera AGCOM 39/19/CONS;
c) una quota, pari a 4 milioni di euro, è destinata agli investimenti dei titolari di concessioni radiofoniche,
dei fornitori di contenuti radiofonici digitali e dei consorzi di imprese editoriali operanti in tecnica DAB, previsti dalla delibera AGCOM 664/09/CONS.
Il contributo è concesso sotto forma di rimborso, in misura pari al 70 per cento delle spese sostenute e documentate,
per la realizzazione degli investimenti effettuati nell’anno 2025 e dichiarati nella domanda, entro i limiti dei rispettivi stanziamenti.
Qualora il totale dei contributi richiesti per ciascuna delle finalità previste risulti superiore alle risorse rispettivamente disponibili,
si procede al riparto proporzionale tra i soggetti aventi diritto, ai sensi dell’articolo 3, comma 2,
del decreto del Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria del 20 maggio 2026.
Inoltre, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del medesimo decreto del 20 maggio 2026,
nell’ambito dello stanziamento complessivo destinato ai contributi a favore del settore radiotelevisivo,
qualora le risorse destinate a una o più categorie di cui all’articolo 2, comma 3, lettere a), b) e c), del decreto
risultino eccedenti rispetto al fabbisogno richiesto, si procede alla loro ripartizione tra i beneficiari delle altre categorie del medesimo settore,
in misura proporzionale all’eventuale rispettivo fabbisogno non coperto.
Le domande presentate, a quanto reso noto dal MIMIT, sono state complessivamente 147:
9 per le TV nazionali, 61 per le TV locali e 77 per le radio.
Il contributo verrà erogato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, previa istruttoria del Ministero sulle domande presentate.
PIEMONTE: VERSO UN' UNICA VOCE;
LE RADIO DELLA PROVINCIA DI CUNEO FANNO RETE IN CONFCOMMERCIO
Le emittenti della Granda uniscono le forze per affrontare insieme trasformazioni del settore e sfide
Le emittenti radiofoniche della provincia di Cuneo uniscono le forze per affrontare insieme le trasformazioni del settore editoriale
e le sfide del mercato. Nella sede di Confcommercio provincia di Cuneo si sono riuniti i rappresentanti di Radio Alba,
Radio Cuneo Nord, Radio Piemonte Sound, Radio Stereo 5, Amica Radio, Radio Savigliano, Radio Valle Belbo e Radio Canelli Monferrato.
L’incontro ha gettato le basi per la costituzione di un coordinamento unitario
pensato per affrontare in modo compatto le problematiche del comparto.
Dalle frequenze al digitale: l’evoluzione delle emittenti locali
La comunicazione radiofonica contemporanea sta vivendo una profonda evoluzione.
Accanto alle storiche frequenze analogiche, la tecnologia DAB (digitale) permette oggi di estendere il raggio d’ascolto
a tutto il territorio regionale, perfezionando la fruizione a bordo dei veicoli.
Allo stesso tempo, il suono si integra con i video sui canali social, i podcast, le app dedicate e i siti web,
trasformando le emittenti in vere e proprie “media company” locali.
Questa capillarità rende le radio uno strumento cruciale per veicolare i messaggi pubblicitari delle piccole
e grandi imprese del commercio e dell’industria del territorio.
In questo contesto, “fare sistema” diventa la chiave per garantire stabilità, sviluppo e nuove prospettive al settore.
Il supporto delle istituzioni di categoria
L’iniziativa ha trovato il pieno sostegno dei vertici di Confcommercio provincia di Cuneo.
Il Presidente Danilo Rinaudo e il Segretario Generale Luigi Barbero hanno accolto positivamente la nascita del nuovo gruppo di lavoro:
“Siamo lieti di dare il benvenuto a questa nuova sezione, confermando fin d’ora il pieno appoggio alle necessità di un settore particolare
come quello dell’emittenza radiofonica locale, grazie alla capillarità della nostra presenza provinciale.”
L’avvio di questo coordinamento rappresenta un passo fondamentale per dare voce e rappresentanza a una realtà centrale
nell’informazione e nell’economia della provincia di Cuneo.
EMILIA-ROMAGNA: RADIO BRUNO, CINQUANT' ANNI DI EMOZIONI; UNA MOSTRA PER RITROVARSI NEI RICORDI
Gli esordi in una casa di campagna, i protagonisti, la musica.
Ma soprattutto il legame con il territorio, gli eventi, l’informazione e l’affetto di milioni di persone per “la loro/nostra radio”.
Radio Bruno celebra il 50esimo compleanno con la mostra “50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia”,
in programma da venerdì 4 a domenica 13 settembre nel Cortile d’Onore e nella Sala ex Poste di Palazzo Pio.
Cinquant’anni di musica, informazione, spettacolo e, soprattutto, di ricordi condivisi.
Perché ci sono canzoni che bastano a riportare alla mente un’estate lontana, una voce che fa riaffiorare un viaggio,
un jingle capace di evocare in un istante persone, luoghi ed emozioni.
È proprio questo patrimonio di memoria collettiva che Radio Bruno celebra con la mostra 50 anni di Radio Bruno – 1976/2026 – La nostra storia,
allestita nel Cortile d’Onore e nella Sala Ex Poste di Palazzo dei Pio di Carpi e aperta al pubblico dal 5 al 13 settembre (ingresso libero).
Più che una ricostruzione cronologica della storia dell’emittente, l’esposizione invita i visitatori a ripercorrere anche la propria storia personale
attraverso quella della radio che, per mezzo secolo, ha accompagnato la quotidianità di milioni di ascoltatori.
Il concept, l’allestimento e il progetto espositivo sono firmati da 21 Make It Count,
che ha immaginato un percorso immersivo capace di trasformare la visita in un viaggio tra emozioni, musica e memoria.
“Quest’anno – ha sottolineato il sindaco Riccardo Righi – ricorre un anniversario che non poteva non essere festeggiato.
Per Carpi è un orgoglio aver visto nascere e crescere, fino a raggiungere risultati straordinari, Radio Bruno.
È la dimostrazione di come un sogno, quando ci si crede davvero, possa diventare una grande e solida realtà”.
Da qui la scelta di ospitare la mostra proprio nel cuore della città, a pochi passi da via Ciro Menotti, dove l’emittente mosse i suoi primi passi.
“Gianni Prandi è stato entusiasta di questa mia proposta – ha aggiunto il sindaco –
e sono felice di vedere uno spazio tanto prestigioso popolato di musica e passione”.
“È un sogno che vivo ancora ogni giorno, da cinquant’anni”, ha sorriso lo storico conduttore Enrico Gualdi.
“Siamo davvero riusciti a creare qualcosa di bellissimo e importante”.
Il filo conduttore dell’esposizione è racchiuso nel concept Ritrovarsi. Infiniti ricordi.
Il percorso prende forma attraverso cinque grandi stazioni tematiche che raccontano il legame costruito negli anni tra Radio Bruno e i suoi ascoltatori:
dalle testimonianze del pubblico al rapporto con il territorio, dai momenti di solidarietà alle estati italiane, fino ai viaggi,
ai primi amori e alle canzoni che hanno fatto da colonna sonora a intere generazioni.
Installazioni immersive, scenografie, portali sonori e contenuti multimediali accompagneranno il visitatore lungo un’esperienza
pensata per coinvolgere tutti i sensi.
Nelle sale della Ex Poste troveranno spazio un’Immersive Room con un grande Ledwall dedicato alla storia dell’emittente
e una sezione espositiva con documenti, fotografie e oggetti originali che raccontano mezzo secolo di radio.
Tra registratori Revox, microfoni d’epoca, fotografie in bianco e nero e vinili ormai introvabili,
spicca anche lo storico mixer degli Anni Settanta utilizzato da Radio Bruno e reso celebre dal film Radiofreccia di Luciano Ligabue.
Accanto ai cimeli trovano spazio anche le immagini dei grandi concerti organizzati dall’emittente fin dai primi Anni Ottanta,
con artisti come Vasco Rossi, Claudio Baglioni e Gianni Morandi, e il ricordo delle iniziative di solidarietà,
a partire da Teniamo Botta, nato dopo il terremoto del 2012.
“Siamo nati a pochi metri dalla piazza – ha ricordato l’editore Gianni Prandi -.
Per noi è un piacere poter allestire una mostra in un luogo iconico della nostra città come Palazzo dei Pio”.
Ma, precisa, “non sarà una mostra celebrativa. Al centro ci saranno infatti gli ascoltatori, chiamati non soltanto a osservare, ma a partecipare.
Due studi radiofonici ricostruiti permetteranno ai visitatori di mettersi per qualche istante nei panni degli speaker,
facendo girare i dischi e provando l’emozione di condurre una trasmissione.
Uno dei due riprodurrà fedelmente lo studio del 1976, con le stesse attrezzature utilizzate anche per il film Radiofreccia.
Il percorso si concluderà sotto il portico di Palazzo dei Pio, dove una cabina di registrazione inviterà il pubblico a completare la frase Ero con Radio Bruno quando…
Le testimonianze raccolte diventeranno un archivio di memorie destinato a vivere anche dopo la chiusura della mostra,
trasformandosi in nuovi contenuti radiofonici e mantenendo vivo il dialogo tra l’emittente e la sua comunità.
Nei giorni dell’esposizione saranno inoltre presenti gli speaker di Radio Bruno per accogliere i visitatori” ha concluso l’editore.
A rendere ancora più significativo il progetto è anche l’attenzione alla sostenibilità.
“Il nostro lavoro è trasformare i momenti che contano in esperienze memorabili”, ha spiegato Edoardo Turrini,
responsabile della comunicazione di 21 Make It Count.
La società, certificata ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi, “misurerà l’impatto ambientale della mostra
e ne compenserà le emissioni attraverso la piantumazione di alberi”.
Organizzata con il sostegno di Sinergas, CMB e del Comune di Carpi, che concede anche il patrocinio,
la mostra sarà accompagnata dalla pubblicazione del volume Radio Bruno. Chiamala per nome! 1976-2026 (Giunti),
che ripercorre la storia dell’emittente attraverso immagini, testimonianze e aneddoti.
Un libro e una mostra che guardano al passato senza nostalgia,
trasformando cinquant’anni di radio in un patrimonio condiviso di emozioni, ricordi e identità collettiva.

TOSCANA: SVELATA LA NUOVA VESTE DI NOI TV
Il Marco Polo Sport Center ha ospitato la presentazione delle novità che renderanno il via il 14 settembre,
con nuovi orari, nuovi programmi e un palinsesto tutto rinnovato
Noi Tv ha presentato la sua nuova veste, con i nuovi palinsesti e le nuove produzioni che prenderanno il via da lunedì 14 settembre
per quella che, a tutti gli effetti, si presenta come l’emittente di riferimento per la Toscana Nord ovest
ma con l’obiettivo, grazie al canale 12 del digitale, di abbracciare un territorio regionale sempre maggiore
senza però perdere il radicamento con il suo territorio di riferimento.
A presentare il palinsesto di questa stagione – al Marco Polo Sport Center – il neo direttore Carlo Fontana,
che ha illustrato le novità sia per quanto riguarda l’informazione che per i programmi di approfondimento e intrattenimento.
Tra le novità principale il ritorno dell’informazione della prima mattina, con Buongiorno con Noi,
una rassegna stampa dedicata con approfondimenti in diretta e ospiti,
un cambiamento radicale nel tg che diventerà un unico grande contenitore di notizie con 9 edizioni
che culmineranno con quella delle 20.30 che sarà la vera ammiraglia dell’informazione locale.
Approfondimenti e talk show a carattere politico, economico sociale per parlare del nostro territorio.
Durante la serata, a cui hanno preso parte amministratori locali e imprenditori,
sono stati presentati tutti i programmi di informazioni e le novità come Casa pappagallo e la telenovela top Model,
film, dirette ,conduttori e nuovi volti. Dal 14 settembre la nostra prima serata partirà alle 21 dopo i Tg.
Noi TV è la prima emittente provinciale Toscana, con un divario, secondo i dati auditel del doppio dei telespettatori, rispetto alle concorrenti.
Un rinnovato impegno nei confronti dell’emittente testimoniato anche dalle parole di Andrea Marcucci,
nella doppia veste di editore e co-conduttore del programma storico Monitor Italia.
Una serata che si è conclusa con il toccante omaggio alla vedova del compianto direttore Giulio Del Fiorentino recentemente scomparso
e al quale verrà intitolata la redazione principale del telegiornale all’interno del polo tecnologico di Lucca.

MARCHE: ASCOLI PICENO CELEBRA I 50 ANNI DELLE RADIO LOCALI
Domenica 6 settembre 2026 si è svolta nella Piazza del Popolo di Ascoli Piceno la manifestazione “Nate libere, ma libere veramente”,
organizzata dal Comune di Ascoli Piceno, giornata di celebrazione per i 50 anni delle radio locali.
La giornata ha voluto ricordare i 50 anni della sentenza n. 202 del 28 luglio 1976,
con la quale la Corte costituzionale pose fine al monopolio statale sulle frequenze di radiodiffusione in ambito locale.
Quella sentenza rappresenta infatti la data ufficiale di inizio dell’emittenza radiotelevisiva privata in ambito locale.
Dalle 10 alle 24, emittenti radiofoniche locali provenienti da diverse parti d’Italia si sono alternate in una lunga diretta radiofonica corale,
trasformando Piazza del Popolo in un vero e proprio studio a cielo aperto.
Per quattordici ore la piazza ascolana è stata attraversata da conduttori, giornalisti e operatori radiofonici,
con le diverse emittenti che si sono succedute nella trasmissione, in una sorta di grande staffetta dell’etere.
Nel pomeriggio si è poi svolto un talk show condotto da Paolo Notari,
dedicato alla storia e all’evoluzione della radiofonia italiana e al ruolo delle emittenti locali,
cui ha portato il proprio saluto anche il coordinatore di Aeranti-Corallo, Marco Rossignoli.
L’appuntamento di Ascoli Piceno ha rappresentato così l’occasione per ripercorrere una svolta
che ha profondamente modificato il panorama dell’informazione e del costume italiano,
coinvolgendo anche alcuni dei protagonisti più rappresentativi della radiofonia nazionale:
il giornalista Amedeo Goria, gli speaker Federica Gentile e Alvin Crescini,
lo scrittore Dario Salvatori e Sergio Menghini, storico direttore artistico di Radio Subasio.
Particolarmente significativo è stato il ricordo dell’esperienza maturata nel territorio ascolano e fermano.
In quei primi anni, e successivamente per diversi decenni, sono state oltre cinquanta le emittenti radiofoniche
che si sono sviluppate nei diversi centri del territorio, dando vita a una stagione di grande vivacità culturale e comunicativa.
Il capoluogo ascolano è stato uno degli epicentri del fenomeno, con 14 emittenti,
mentre numerose altre realtà erano sorte a San Benedetto del Tronto, Grottammare, Cupra Marittima, Spinetoli,
Maltignano, nei centri dell’entroterra e nel territorio fermano.
Una diffusione particolarmente significativa se rapportata alle dimensioni relativamente contenute del territorio.
Quelle radio non furono soltanto strumenti attraverso i quali ascoltare musica e programmi di intrattenimento.
Diventarono luoghi di informazione, aggregazione e partecipazione, capaci di raccontare la vita delle comunità,
dare spazio a nuove voci e sperimentare linguaggi e formule che avrebbero poi trovato spazio anche nelle grandi emittenti nazionali.
Furono inoltre protagoniste di manifestazioni, spettacoli e iniziative musicali di grande seguito,
contribuendo a creare una nuova cultura dell’intrattenimento e rappresentando una straordinaria palestra professionale per conduttori, giornalisti e speaker.
Non pochi dei protagonisti emersi da quella stagione avrebbero successivamente acquisito notorietà anche a livello nazionale.
La manifestazione “Nate libere, ma libere veramente” ha quindi voluto celebrare non soltanto una ricorrenza storica,
ma anche il ruolo svolto dalle radio locali in cinquant’anni di informazione, cultura e partecipazione,
rendendo omaggio all’eccezionale patrimonio di esperienze maturato nel territorio.
A questo link sono pubblicati il videomessaggio di saluto del coordinatore Aeranti-Corallo Marco Rossignoli,
la locandina della manifestazione e alcune fotografie dell’evento.
SARDEGNA: IL GOVERNO ACCELERA SULLA RETE 5G.
ECCO IL PIANO PER CONNETTERE STRADE, OSPEDALI E AREE INTERNE
Il presidente della Commissione Trasporti Deidda annuncia importanti investimenti nell’ Isola:
pronta la mappatura georeferenziata delle infrastrutture mobili, l’istituzione di un tavolo tecnico permanente tra enti e operatori,
e la definizione entro 90 giorni di un piano di priorità per coprire strade strategiche, zone costiere, aree interne, porti, aeroporti e ospedali
Il divario digitale e le zone d’ombra che ancora penalizzano i trasporti e i territori della Sardegna finiscono al centro dell’agenda dell’esecutivo nazionale.
A margine del vertice operativo tenutosi nel capoluogo sardo tra il Sottosegretario all’ Innovazione tecnologica Alessio Butti
e l’onorevole Salvatore Deidda, Deputato di Fratelli d’ Italia e Presidente della Commissione Trasporti della Camera,
è stato tracciato il nuovo piano d’azione per imprimere una sterzata decisiva alla diffusione della fibra ottica
e delle reti 5G nell’area metropolitana di Cagliari e in tutta l’ Isola.
Il potenziamento delle reti ultraveloci non viene più considerato una semplice questione tecnica,
ma una leva strategica per modernizzare e mettere in sicurezza i sistemi di mobilità,
garantendo servizi essenziali alle imprese, ai residenti e alla filiera turistica.
Le cinque direttrici operative per colmare il digital divide
Il piano strategico proposto dal Governo per Cagliari e i 70 Comuni della Città metropolitana si articola su interventi precisi
volti a superare la frammentazione degli interventi del passato.
La prima misura riguarda una mappatura georeferenziata e aggiornata di tutte le infrastrutture mobili presenti sul territorio,
fornendo un quadro dettagliato di siti, proprietà, tecnologie installate e stato operativo reale.
A supporto di questo monitoraggio nasce un tavolo tecnico permanente che vedrà sedere allo stesso tavolo la Regione Sardegna,
la Città metropolitana, i Comuni interessati, Infratel Italia, l’Arpas e i principali operatori di telecomunicazioni.
L’organismo si occuperà di far rispettare la tabella di marcia che prevede, entro 90 giorni,
la redazione di un piano delle priorità mirato a portare la connettività veloce dove oggi mancano coperture adeguate.
Completano l’architettura della riforma la condivisione delle infrastrutture passive,
misura pensata per evitare la proliferazione inutile di impianti e garantire parità di accesso sul mercato,
e l’avvio di un sistema pubblico di controllo.
Quest’ultimo verificherà sul campo non soltanto la copertura teorica dichiarata dalle compagnie,
ma la velocità effettiva di navigazione, la continuità del segnale e l’efficienza nella risoluzione dei guasti.
Le arterie viarie e i territori interessati
L’attenzione dell’intervento si concentrerà in modo particolare lungo i corridoi viari nevralgici per la mobilità dell’ Isola,
spesso soggetti a cadute di linea drammatiche per la sicurezza degli automobilisti e per il lavoro dei mezzi di soccorso.
Tra le direttrici viarie inserite nel piano figurano la Statale 130, la Statale 131 e la Statale 554.
Sul fronte dei territori, l’accelerazione riguarderà tanto i comprensori interni quanto quelli a forte vocazione agricola e turistica,
tra cui il Campidano, il Sarrabus-Gerrei, la Trexenta, il Parteolla e il Sarcidano,
oltre alle fasce costiere maggiormente esposte ai picchi stagionali di traffico dati.
I presidi strategici come ospedali, strutture portuali e scali aeroportuali riceveranno una corsia preferenziale di adeguamento.
I dati del recente rapporto europeo sul Decennio Digitale 2026 confermano la progressione nazionale sul fronte delle reti,
con l’ Italia che registra il 99,82% di copertura 5G per le famiglie e il 77,56% di penetrazione della fibra.
L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni è ora quello di tradurre queste medie nazionali in interventi concreti nelle aree interne e rurali sarde,
trasformando la connettività capillare in un diritto garantito a tutto il tessuto sociale ed economico della regione.
SPAGNA: IL MARCHIO LA SÉPTIMA AVEVA GIÀ UN PROPRIETARIO
E ORA STA CREANDO PROBLEMI AL NUOVO CANALE TELEVISIVO DEL DIGITALE TERRESTRE
Il lancio di La Séptima ha incontrato un nuovo ostacolo a soli due mesi dalla data di inizio prevista.
Il nome scelto per il nuovo canale televisivo è ora oggetto di una controversia presso l’Ufficio spagnolo dei brevetti e dei marchi (OEPM)
dopo che il titolare di un marchio identico ha presentato opposizione alla sua registrazione.
Francisco Villandiego Granado, un imprenditore di Gran Canaria, afferma di essere proprietario del marchio La Séptima dal 2023
e ha presentato due opposizioni amministrative contro la registrazione richiesta dai responsabili della nuova rete televisiva del digitale terrestre nazionale.
Marchio registrato dal 2023
L’opposizione è stata presentata il 4 settembre, tre giorni prima che La Séptima facesse la sua presentazione ufficiale ai media durante il FesTVal di Vitoria-Gasteiz.
Il conflitto è particolarmente rilevante perché la precedente registrazione non si limita a un’attività del tutto estranea al mondo audiovisivo.
Il marchio di proprietà di Villandiego comprende, tra le altre, le classi 38 e 41,
corrispondenti ai servizi di telecomunicazione e alle attività di istruzione, formazione, intrattenimento e cultura.
Si tratta proprio di due ambiti che possono entrare in diretto conflitto con le attività di un’emittente televisiva.
L’imprenditore gode inoltre di tutela per le classi 35 e 42, relative alla pubblicità e alla gestione commerciale,
nonché alla progettazione e allo sviluppo di hardware e software.
Il proprietario conferma l’opposizione
In seguito alle informazioni inizialmente pubblicate da The Objective, Atlántico Hoy ha contattato direttamente Francisco Villandiego,
il quale ha confermato il deposito delle opposizioni presso l’OEPM.
Secondo lui, si tratta di un procedimento amministrativo contro la registrazione del marchio richiesta dal nuovo canale
e, fino a martedì, non aveva ricevuto alcun contatto dai responsabili dell’emittente.
L’azienda, che già opera con il nome La Séptima, sviluppa dalle Isole Canarie attività legate all’e-learning, al commercio elettronico,
al design, ai social network, al marketing, alla SEO, alla fotografia, alla produzione audiovisiva e alla formazione.
Inoltre, esistono documenti pubblici che attestano l’utilizzo del nome per diversi anni.
Il profilo professionale di Villandiego menziona il suo legame con La Séptima e i progetti sviluppati con tale marchio,
tra cui iniziative di formazione e contenuti digitali.
La nuova emittente può perdere il suo nome?
Presentare un’opposizione non significa automaticamente che la nuova emittente televisiva dovrà cambiare nome.
L’ Ufficio spagnolo dei brevetti e dei marchi dovrà analizzare le registrazioni,
le attività protette e il potenziale rischio di confusione tra i due marchi prima di pronunciarsi sulla questione.
Tuttavia, l’esistenza di un marchio precedente con lo stesso nome, registrato per attività legate alle telecomunicazioni e all’intrattenimento,
introduce un problema che i responsabili del canale dovranno risolvere.
Tra i possibili scenari figurano la possibilità che l’OEPM consenta la coesistenza dei marchi, il raggiungimento di un accordo tra le parti,
oppure la necessità per il nuovo canale di modificare la propria denominazione, in tutto o in parte, qualora non ottenga la protezione richiesta.
Al momento, non è disponibile alcuna risposta pubblica da parte di La Séptima alle obiezioni presentate.
La Sép7ima, un’alternativa che è già stata sul tavolo
Qualora la controversia sul nome La Séptima dovesse intensificarsi, il progetto ha un’alternativa, presentata pubblicamente già mesi fa:
La Sép7ima, sostituendo la lettera t con il numero 7. Non si tratta di una semplice ipotesi nata dalla disputa in corso.
Alla fine di giugno, numerosi media avevano ipotizzato che questo sarebbe stato il nome definitivo del nuovo canale,
pubblicando persino il logo e il dominio lasep7ima.es, che all’epoca risultava essere una pagina in costruzione.
Il nome è apparso addirittura collegato a una registrazione da parte di Servicios Integrados Entretenimiento Televisivo, SL.
La domanda di registrazione del marchio figurativo, consultabile presso l’Ufficio spagnolo dei brevetti e dei marchi,
corrisponde al numero di fascicolo M4388764, depositata per le classi 38 e 41, nello specifico quelle relative ai servizi di telecomunicazione e intrattenimento.
Il design registrato utilizza un grande numero 7 e la parola “SEP7IMA “, integrando il numero stesso nel nome.
Anche dal punto di vista della registrazione, la formula non è nuova.
Esiste già un marchio registrato denominato LA SEP7IMA, richiesto nel 2015 da West Islands Food & Beverages SL,
in cui la lettera t è espressamente sostituita dal numero 7. Tale marchio è stato concesso per attività legate alla formazione culinaria,
quindi il suo ambito di applicazione è diverso da quello dell’attuale progetto televisivo,
sebbene dimostri che questa particolare ortografia era già stata utilizzata e protetta in precedenza.
In effetti, per diverse settimane La Sép7ima è stato presentato come il nome ufficiale del canale.
La sua identità visiva è stata svelata il 30 giugno e diverse pubblicazioni hanno affermato che il canale sarebbe stato lanciato con quel nome.
Successivamente, il progetto si è evoluto fino ad adottare pubblicamente La Séptima,
il nome con cui è stato presentato ufficialmente al FesTVal.
Mundoplus.tv aveva già riportato a luglio l’incertezza che aleggiava sui due nomi.
Pertanto, il rilancio di La Sép7ima potrebbe rappresentare una via d’uscita per i responsabili del nuovo canale
qualora l’opposizione a La Séptima dovesse avere successo o se le due parti non riuscissero a raggiungere un accordo.
Per ora, tuttavia, non vi è alcuna conferma che l’emittente stia prendendo in considerazione l’abbandono del nome attuale,
quindi rimane solo un’ipotesi che acquista rilevanza in virtù della storia del progetto, sia dal punto di vista della registrazione che da quello commerciale.
Un nuovo fronte prima della première
Il conflitto nasce proprio mentre il nuovo canale ha appena effettuato la sua presentazione ufficiale.
La Séptima dovrebbe iniziare le trasmissioni in chiaro il 5 novembre,
con José Miguel Contreras come principale promotore del progetto e Javier Ruiz alla guida della direzione editoriale.
Durante il FesTVal è stata presentata una squadra composta da Javier Ruiz, Rocío Delgado, Alba Carrillo, Marta Márquez,
Héctor de Miguel, Luján Argüelles, Sarah Santaolalla, Noor Ben Yessef e Verónica Sanz,
all’interno di un programma che si concentrerà principalmente su trasmissioni in diretta, attualità e intrattenimento.
La controversia sul nome si aggiunge al ricorso legale già presentato contro la concessione della licenza per la televisione digitale terrestre (TDT).
Vox ha impugnato dinanzi alla Corte Nazionale l’accordo con cui il Governo ha assegnato la nuova frequenza nazionale
a Servicios Integrados de Entretenimiento Televisivo SL (SIETE), sebbene la data di lancio del progetto rimanga per ora invariata.
Pertanto, a meno di due mesi dall’inizio delle trasmissioni, La Séptima si trova ad affrontare un’altra sfida che incide direttamente
su uno degli elementi su cui ha costruito l’intera campagna di lancio negli ultimi mesi: il suo stesso nome.
SLOVENIA: PREOCCUPAZIONE PER LE SORTI DEI PROGRAMMI ITALIANI DI RADIO E TV CAPODISTRIA
Assemblea dei giornalisti e dei dipendenti dei programmi italiani di Radio e Tv Capodistria
per esprimere preoccupazione per il costante ridimensionamento
e le inaccettabili limitazioni al ruolo delle due emittenti da parte dei vertici di RTV Slovenia
I dipendenti chiedono piena autonomia finanziaria, editoriale e organizzativa.
Sul futuro dei programmi incombono inoltre l’incertezza legata alle annunciate modifiche alla Legge sulla RTV
e il referendum consultivo sull’abolizione del canone
I giornalisti e dipendenti dei programmi italiani di Radio e Tv Capodistria hanno espresso la volontà ferma di reagire
e far sentire la propria voce nei confronti della dirigenza di RTV di Slovenia per una situazione diventata oramai insostenibile
e chiedono che il Cda dell’ente radiotelevisivo si assuma la responsabilità per la mancata firma del contratto con il governo
per i mezzi aggiuntivi per tramite dell’Ufficio nazionalità che sta avendo delle ripercussioni anche sulla programmazione delle due emittenti.
Particolarmente colpita TV Capodistria che a causa dei tagli ha dovuto rinviare di due settimane l’inizio del palinsesto autunnale.
In concreto si parla di tagli ai finanziamenti e riduzione del personale con il mancato turn over, delle proposte avanzate
alla nuova legge sulla RTV da parte di alcuni membri del Cda che fa riferimento ai contenuti e non più ai programmi minoritari,
oltre alle incertezze dovute al referendum sull’abolizione del canone, che rischiano di portare a un forte ridimensionamento del ruolo delle due testate,
che sono un importante punto di riferimento non solo per la CNI ma per tutto il territorio transfrontaliero.
I dipendenti si dicono molto preoccupati per la difficile situazione che si protrae da anni ed è ulteriormente peggiorata negli ultimi 6 mesi.
Il rappresentante dei dipendenti al Comitato RTV per i programmi italiani e promotore della riunione Damian Fischer:
“È vero, siamo preoccupati, ma c’è anche questa ferma posizione di tutti i colleghi, amici, dipendenti di agire in modo più incisivo,
di utilizzare anche una retorica più forte per tentare di ottenere dei risultati chiari, concreti.
In questo caso dovremmo mettere da parte la nostra tradizionale diplomazia in questi contesti e andare giù pesante, se voglio essere proprio diretto.
In sostanza una bozza di documento che era stata preparata come delle linee guida verrà poi trasformata, arricchita con anche dei messaggi chiari.
Posso già annunciare che questo documento uscirà domani.
E in questo documento si chiederà in modo fermo e deciso al consiglio di amministrazione di Lubiana di assumersi le proprie responsabilità
per la mancata firma del contratto, da qui poi di tutte le ripercussioni che ci sono state sui nostri programmi.
Come seconda cosa, sicuramente è la volontà di respingere qualsiasi imposizione che viene da dalla da Lubiana,
per cui è un discorso centralizzato, imposizioni, dicevo, sui nostri programmi,
perché noi le vediamo come un’ingerenza fondata esclusivamente su parametri nazionali,
si ignora completamente la specificità di quello che noi siamo, di quello che noi facciamo nella nostra missione.”
SLOVENIA: MENO PERSONALE, MENO PROGRAMMI, PIÙ INCERTEZZA; COSÌ SI INDEBOLISCE RADIO E TV CAPODISTRIA
Presa di posizione dei giornalisti e dipendenti di Radio e TV Capodistria sulla situazione nell’ente
Fondi vincolati alla Comunità nazionale italiana:
la dirigenza di RTV Slovenia chiarisca la mancata firma del contratto e si assuma la responsabilità delle conseguenze.
I giornalisti e i dipendenti dei programmi italiani di Radio e TV Capodistria, riuniti l’8 settembre,
esprimono forte preoccupazione per il costante ridimensionamento delle trasmissioni
e per le limitazioni al ruolo dei programmi italiani delle due emittenti prospettate dai vertici della RTV Slovenia.
I giornalisti e i dipendenti protestano per il clima di incertezza che da troppo tempo grava sul futuro dei programmi radiotelevisivi
della Comunità nazionale italiana e che ha assunto nuovi motivi di preoccupazione con l’avvio della riforma della Legge sulla RTV
e con il referendum consultivo sull’eliminazione del canone radiotelevisivo.
In questo quadro è necessario definire garanzie chiare per la continuità e lo sviluppo dei programmi italiani.
I giornalisti e i dipendenti considerano irricevibili le proposte di modifica dell’articolo 3 dell’attuale Legge sulla RTV
che prevedono di sostituire il concetto di “programmi” delle comunità nazionali autoctone con quello, più generico e riduttivo, di “contenuti”,
indebolendo così le garanzie legislative relative ai programmi e ai Centri radiotelevisivi regionali nei quali vengono realizzati.
Chiediamo invece che siano garantite la piena autonomia dei programmi per la Comunità nazionale e le condizioni finanziarie
e operative necessarie ad assicurarne continuità e sviluppo, nel rispetto dei diritti acquisiti, del ruolo giuridicamente
e costituzionalmente riconosciuto ai media delle minoranze e del patrimonio professionale e culturale costruito negli anni da Radio e TV Capodistria.
La funzione di Radio e TV Capodistria non può essere valutata esclusivamente secondo parametri quantitativi riferiti alla dimensione nazionale del servizio pubblico.
La nostra missione nasce e si sviluppa in una terra di frontiera, non semplicemente lungo un confine:
uno spazio storico nel quale comunità, lingue e culture si intrecciano tra Slovenia, Croazia e Italia.
Per questo non possiamo accettare che il futuro e l’ampiezza dei nostri programmi vengano determinati
esclusivamente sulla base di parametri nazionali e centralistici, senza tenere conto della specificità del servizio pubblico minoritario e transfrontaliero.
esclusivamente sulla base di parametri nazionali e centralistici, senza tenere conto della specificità del servizio pubblico minoritario e transfrontaliero.
Le nuove proposte di tagli e il ridimensionamento dei programmi radiotelevisivi per la Comunità nazionale italiana si inseriscono inoltre
in un quadro di costante riduzione delle risorse delle redazioni italiane e di mancato turn-over e ricambio dei giornalisti e del personale tecnico,
una situazione che sta compromettendo la capacità produttiva dei programmi.
I giornalisti e i dipendenti protestano inoltre per il fatto che le proposte di ridimensionamento siano state formulate
senza coinvolgere adeguatamente le redazioni e i loro responsabili,
il Comitato di programma per i programmi per la Comunità nazionale italiana di RTV Capodistria e le altre principali istituzioni della minoranza italiana.
Chiediamo al Consiglio di amministrazione della RTV Slovenia di assumersi la responsabilità delle decisioni
che hanno determinato la mancata sottoscrizione del contratto relativo ai finanziamenti aggiuntivi e vincolati destinati dal Governo sloveno,
tramite l’Ufficio per le nazionalità, ai programmi delle comunità nazionali,
e di chiarire pubblicamente le conseguenze che tale situazione sta producendo sul funzionamento
e sullo sviluppo dei programmi per la Comunità nazionale di RTV Capodistria.
I giornalisti e i dipendenti dei programmi italiani di Radio e TV Capodistria chiedono:
– che sia assicurata la piena autonomia organizzativa, propositiva e finanziaria dei programmi radiotelevisivi per la Comunità nazionale italiana
con l’istituzione di un’unità di produzione autonoma;
– che siano garantite, nell’ambito di un quadro legislativo chiaramente definito, le risorse finanziarie necessarie ad assicurare il corretto funzionamento,
l’ampiezza, la diffusione, la continuità e lo sviluppo dei programmi italiani,
garantendo certezza sul futuro dell’emittenza radiotelevisiva della Comunità nazionale italiana;
– che sia previsto il completo finanziamento pubblico, dal bilancio statale, dei programmi italiani, con criteri vincolanti e precisi sull’ammontare delle risorse,
tenendo conto dei costi effettivi, delle esigenze dei programmi e delle loro necessità di sviluppo, fatti salvi eventuali contributi provenienti dal canone radiotelevisivo.
Tra le soluzioni può essere prevista un’apposita Convenzione tra lo Stato e la RTV Slovenia per il finanziamento dei programmi della CNI,
sull’esempio della soluzione adottata per i programmi radiotelevisivi RAI della minoranza slovena nella Regione Friuli Venezia Giulia;
– che sia garantito un preciso piano di ricambio e rinnovamento dei quadri professionali e giornalistici e di sviluppo dei programmi radiotelevisivi italiani;
– che siano assicurati gli strumenti operativi, finanziari e giuridici necessari alla piena diffusione e visibilità delle trasmissioni di Radio e TV Capodistria,
in virtù del loro ruolo transfrontaliero, nell’intera area di insediamento storico della Comunità nazionale italiana e nelle vicine regioni italiane.
“Chiediamo garanzie per il futuro dei programmi radiotelevisivi della Comunità nazionale italiana.”
I giornalisti e i dipendenti dei programmi per la Comunità nazionale italiana di RTV Koper-Capodistria


WORLD DAB E BROADCAST NETWORKS EUROPE CHIEDONO CHE LA RADIODIFFUSIONE SIA GARANTITA SUI NUOVI VEICOLI AI SENSI DEL DIGITAL NETWORKS ACT
WorldDAB e Broadcast Networks Europe (BNE) invitano i responsabili politici dell’UE a utilizzare il Digital Networks Act (DNA)
per garantire che la radiodiffusione rimanga disponibile sui nuovi mezzi di comunicazione in tutta Europa.
Mentre il DNA avanza nell’iter legislativo europeo, le due organizzazioni sollecitano i responsabili politici a rafforzare le disposizioni
ereditate dal Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (CECE).
Le due organizzazioni approfondiranno questi temi all’IBC2026 di Amsterdam nella loro sessione congiunta,
“Il momento della radiodiffusione: resiliente, rilevante, insostituibile”, domenica 13 settembre, dalle 14:30 alle 16:00 nella sala E102,
seguita da un momento di networking e un rinfresco offerti congiuntamente da WorldDAB e BNE.
CLAUDIO CECCHETTO: "RADIO DEEJAY OGGI È MOLTO DIVERSA, CHI L'HA COMPRATA AVEVA ALTRE NECESSITÀ.
GLI 883? LA MIA PATERNITÀ RIMANE PER SEMPRE"
Tra la radio e il liscio, Claudio Cecchetto non si ferma mai:
l’ultima scommessa del talent scout è rivolta ai social ma guarda sempre al suo primo amore.
E, sugli 883, non ha rimpianti
Di passato, di futuro e di intuizioni che cambiano le regole del gioco.
Perché se è vero che esistono personaggi che hanno legato il proprio nome alla storia dei media e della musica italiana,
Claudio Cecchetto, quella storia, l’ha letteralmente inventata, scritta e rivoluzionata.
Talent scout dal fiuto leggendario – l’uomo dietro le carriere di Jovanotti, degli 883, di Fiorello e di un’intera generazione di artisti -,
Cecchetto non ha mai amato guardare lo specchietto retrovisore.
Anche oggi, con lo sguardo rivolto al futuro, la sua ultima scommessa si chiama Radio Cecchetto,
un sistema digitale e “social” costruito come una piattaforma totalmente al servizio dei contenuti degli utenti.
Ma il presente del produttore e conduttore fa tappa anche in Romagna, terra di cui è Visit Ambassador:
in concomitanza con l’attesissimo debutto del Festival San Liscio (il 10 settembre a Gatteo Mare), sotto la direzione artistica di Moreno Conficconi,
abbiamo intervistato Cecchetto che ci ha concesso una lunga chiacchierata a tutto campo.
Dai temi sulla recente serie TV dedicata agli 883 al destino della radio generalista,
fino all’avvento della trap e dell’intelligenza artificiale: ecco cosa ci ha raccontato.
Carriera luminosa alle spalle e tanti progetti, ma con un presente che guarda sempre al futuro. Com’è nato il progetto di Radio Cecchetto?
Io non sono nostalgico, però il passato è ciò che ti forma e ti dà le indicazioni per il domani.
Con la radio ho dato vita a due network importanti; poi mi sono dedicato anche ad altro, ma la radio resta il mio primo grande amore.
È una voce, un’idea che puoi utilizzare per creare qualcosa che senti dentro e che ancora non esiste.
Non ho dato vita a Radio Cecchetto per imitare le emittenti che ho già creato: quelle fanno il loro corso e brillano di luce propria.
Sto cercando di fare una radio diversa, allineata con i tempi. Il grande fenomeno degli anni 2000 sono i social,
la cui vera differenza rispetto agli altri media è che sono piattaforme a disposizione dei contenuti creati dagli utenti.
Sto realizzando una radio che ragioni allo stesso modo, una piattaforma al servizio del pubblico.
Se hai voglia di prenderti i famosi cinque minuti di celebrità di Andy Warhol, se hai voglia di esprimerti, io ti do la possibilità di farlo.
È un processo lungo, perché le persone sono ancora legate al concetto di radio tradizionale.
La mia invece è una “radio social”, tanto che sto creando degli spazi chiamati personal radio,
affidati a persone che vogliono mettersi alla prova e sperimentare questo mezzo.
A proposito di contenuti digitali, oggi ascoltiamo moltissimi podcast. Citando il tuo passato è impossibile non pensare a Radio DEEJAY:
nei prodotti di oggi ritrovi la stessa “fame” che avevate voi in quegli anni o lo scenario attuale è più arido?
Quella dei podcast oggi è una vera e propria moda e solo il tempo farà una selezione naturale. Ora chiunque può aprirne uno.
Io sono cresciuto con la radio e la preferisco perché ha una forte componente musicale, una caratteristica che ai podcast manca.
Vedo che vanno forte e che molti miei amici li seguono, ma dai podcast dobbiamo trarre un insegnamento:
le persone che ascoltano hanno voglia di sapere, di approfondire.
Nella mia radio vorrei unire la buona musica a informazioni interessanti, che vadano oltre le notizie di Google che trovi ovunque.
I podcast rappresentano un ottimo stimolo per l’evoluzione della radio, ricordandoci che c’è bisogno di contenuti,
ma non dobbiamo dimenticare che la radio resta il mezzo più consono per trasmettere la musica.
Pensi quindi che la vecchia FM non morirà mai a favore del digitale?
Tecnicamente la FM spegnerà le frequenze, perché il futuro di tutte le radio è sul web. Ma la radio come mezzo non morirà mai.
Ha solo bisogno di continui aggiornamenti e di vivere il presente. E siccome il presente è social, anche le radio devono diventarlo.
Nella Radio DEEJAY di oggi rivedi lo spirito con cui l’hai fondata o la trovi cambiata?
La trovo abbastanza diversa. La mia missione era farla diventare la radio numero uno, la madre di tutte le radio, e ci sono riuscito,
anche se oggi le cose sono cambiate. Ho fatto un buon lavoro, se pensi a quanto resiste ancora sul mercato.
Anche il brand che ho creato credo sia insuperabile. All’inizio venni molto criticato per quel nome:
mi dicevano che chiamare un’emittente “Radio DEEJAY” fosse un controsenso, come battezzare una lavatrice “ferro da stiro”.
Poi, col tempo, hanno capito quanto quel marchio fosse potente.
Oggi la radio va avanti sulla scia dei miei insegnamenti, ma per come la vedo io avrebbe dovuto continuare a dettare la linea a tutte le altre.
Sono dinamiche diverse dalle mie: io sono un direttore artistico, mentre chi l’ha acquistata aveva altre necessità.
Credi che la figura tradizionale del direttore artistico sia superata o è ancora fondamentale per fare della buona radio?
Non è affatto superata, serve in ogni settore, persino nei negozi.
Il problema è che a volte, oggi, il direttore artistico è poco artistico e molto commerciale.
Rimanendo in tema, come giudichi l’evoluzione del direttore artistico del Festival di Sanremo?
Tu lo hai condotto per tre edizioni: com’è cambiato quel ruolo?
Oggi, siccome il volto principale del Festival è il conduttore, la direzione artistica viene generalmente affidata a lui.
Un bravo professionista, però, sa che deve circondarsi di persone valide.
Si tratta di un vero e proprio staff artistico rappresentato dal conduttore.
In RAI, e in particolare a Sanremo, lavora un ottimo gruppo di lavoro già da diversi anni.
Questo “staff giusto”, però, a volte non rischia di penalizzare gli artisti in gara a causa di dinamiche e pressioni esterne?
Fare la cosa giusta è sempre difficile: qualunque scelta tu faccia, ci sarà sempre qualcuno pronto a criticarla.
Alla fine contano i risultati, che sono di due tipi.
C’è quello immediato, ovvero l’audience, perché ormai siamo abituati a pretendere milioni di telespettatori ogni sera.
Poi, dopo qualche mese, arriva il verdetto discografico: si guarda dove sono i brani presentati e se hanno avuto successo.
Sono questi ultimi dati a decretare se il Festival sia stato o meno un trionfo.
Quindi sono gli ascoltatori a decidere il successo?
Sicuramente. Io ho sempre lavorato per il pubblico, per gli ascoltatori e per i telespettatori.
Devi accontentare loro e intercettare la maggioranza delle persone che ti stanno seguendo.
Dietro al successo di Sanremo, che ormai è un vero e proprio fenomeno di costume,
le radio mantengono un ruolo centrale per l’affermazione dei brani?
Sì, hanno ancora un peso importante, anche se oggi dividono la scena con i social, con TikTok e con i Reel di Instagram.
Per fortuna, dietro ai social ci sono ancora le persone e non solo gli algoritmi.
Se fai la scelta giusta, le persone la recepiscono e la rilanciano, anche per una questione di tendenza.
Le radio, comunque, restano fondamentali.
[…]
Tu hai inventato tappe fondamentali dell’intrattenimento come Radio DEEJAY e Deejay Television.
Perché oggi la televisione generalista fatica così tanto a parlare ai giovani?
Perché chi fa la televisione oggi non pensa a loro. Ho creato Deejay Television perché avevo firmato con Canale 5
e c’era un editore illuminato come Berlusconi che mi ha dato fiducia. All’epoca avevo meno di trent’anni.
Se non si dà spazio e fiducia ai giovani, non possiamo pensare di intercettarli.
Bisognerebbe chiedere direttamente ai vertici della televisione attuale perché li escludano dai loro pensieri.
Manca forse un appuntamento cult come il Festivalbar? Oggi la musica in TV sembra quasi penalizzata e si vive molto di nostalgia.
Manca il Festivalbar, ma ci sono i suoi eredi spirituali, come Battiti Live, i Tim Summer Hits e altre rassegne estive.
La differenza è che all’epoca il Festivalbar era un punto di riferimento unico che concentrava il meglio della musica.
Oggi i talenti sono frammentati e, se guardi i programmi musicali, ruotano sempre intorno ai soliti nomi.
Da come parli, comunque, non sembri affatto un nostalgico.
No, assolutamente. Ricordo il passato con piacere perché è da lì che è partito tutto –
lo stesso modello dei vari Battiti Live e dell’estate in musica nasce dal Festivalbar -, ma non guardo indietro con malinconia.
Cambiamo completamente prospettiva. Di recente ho intervistato Moreno Conficconi, direttore artistico di “San Liscio”
(in programma il 10 settembre a Gatteo Mare). Lui guarda molto all’Europa e alla world music. Com’è nata la tua scommessa sul liscio?
Da quattro anni sono Visit Ambassador per la Romagna, quindi vengo spesso interpellato per valorizzare il territorio.
La Romagna ha una forte identità musicale, un po’ come Napoli: la musica napoletana nasce in un luogo specifico
ma è considerata patrimonio della musica italiana nel mondo. La Romagna ha questo sound unico e inconfondibile che è il liscio.
Visto il successo che riscuote in tutta Italia – perché ormai ha superato i confini regionali ed è fortissimo in Piemonte,
Veneto e Lombardia attraverso le balere -, l’obiettivo è portarlo all’estero.
La Romagna vive di turismo ed è importante attrarre pubblico internazionale, mostrando che siamo una terra in cui ci si diverte.
E ballare è la cosa più divertente del mondo.
Credi che possa diventare un brand internazionale? Moreno è davvero ottimista a riguardo.
Sicuramente. Vogliamo uscire dall’Italia e il genere ha tutte le carte in regola per farcela.
Lo si nota dai turisti stranieri: quando assistono a una serata di liscio, si divertono moltissimo.
Il pubblico è cambiato nel tempo o l’approccio al liscio è rimasto lo stesso?
Il pubblico è cambiato e oggi ci sono molti giovani che si stanno avvicinando.
Il liscio è un ballo impegnativo e faticoso, ma ai ragazzi piace ballare.
Il vero cambiamento ce lo aspettiamo da loro, proprio come è successo in tutto il mondo della danza.
Un tempo i ballerini ripetevano sempre le stesse sequenze; oggi si muovono in modi completamente diversi.
È un’evoluzione che avevo intuito negli anni Ottanta con la Crazy Gang…
Ricordo.
Ecco, vedendo quel gruppo diretto da Mustafà a Roma capii dove saremmo arrivati oggi.
Anche il liscio ha bisogno di un upgrade, e questa evoluzione può nascere solo dalla fantasia delle nuove generazioni.
Questa evoluzione del ballo è merito della televisione o si tratta di una percezione errata?
La televisione ha un grandissimo merito perché amplifica e diffonde i fenomeni.
Se mostri qualcosa a un pubblico vasto, è molto probabile che nascano degli imitatori.
Vale il vecchio detto: la pubblicità è l’anima del commercio, e la TV fa pubblicità a ciò che trasmette.
Parlando sempre di giovani e dell’anima dirompente della Romagna:
pensi che l’avvento dell’intelligenza artificiale possa spegnere la creatività musicale di una realtà come quella
o rappresenti una nuova opportunità?
Faccio sempre l’esempio della calcolatrice.
Quando ero a scuola, un giorno la professoressa di matematica si presentò in classe con l’aria affranta dicendo: “Purtroppo hanno inventato la calcolatrice”.
Io, al contrario, ne fui felice. I calcoli servono per arrivare a un risultato, che sia risolvere un problema o progettare un ponte,
e la calcolatrice accelera solo quel processo.
L’intelligenza artificiale per me è la stessa cosa: uno strumento, come lo è stato il computer,
che ti permette di raggiungere più velocemente i tuoi obiettivi. L’ IA va sempre guidata dall’uomo.
Se poi un giorno l’uomo creerà macchine più intelligenti di lui capaci di superarlo, si vedrà, ma non credo accadrà.
Mi sono sempre appoggiato alla tecnologia per ottimizzare il mio lavoro e sono felice di averlo fatto.
Quindi la accogli positivamente?
Sì, ma sempre con attenzione. Se la ignoriamo rischiamo di non saperla gestire,
se invece la studiamo e la mettiamo al nostro servizio diventa una risorsa straordinaria.
[…]
Un’ultima domanda prima di lasciarti andare.
Hai rivoluzionato la radio, la TV e la discografia: c’è un’ultima idea nel cassetto o ti ritieni soddisfatto?
La mia ultima scommessa editoriale è proprio Radio Cecchetto. Sto concentrando tutte le mie energie su questo progetto.
È uno spazio mio, libero dalle rigide regole del mercato,
che mi servirà per sperimentare e capire cosa poter fare domani che non sia ancora stato fatto.
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PIÙ DI 11 MILIONI DI ITALIANI GUARDANO LA TELEVISIONE VIA SATELLITE
Sono 11 milioni e 500 mila gli italiani che guardano la televisione attraverso il satellite,
distribuiti in poco meno di 5 milioni di famiglie, come emerge da un’elaborazione dello Studio Frasi (dati gennaio-agosto 2026).
Si tratta di cifre che confermano il ruolo della tv satellitare nel panorama audiovisivo italiano e che si spiegano attraverso vantaggi concreti:
una copertura capillare dell’intero territorio nazionale, un’elevata qualità delle immagini, fino al 4K, e un’ampia scelta di canali italiani e internazionali.
Uno dei principali punti di forza del satellite è la possibilità di ricevere il segnale televisivo anche nelle aree in cui il digitale terrestre arriva con maggiore difficoltà.
La visione, inoltre, non dipende dalla disponibilità o dalla qualità della connessione internet domestica,
garantendo continuità e semplicità di accesso ai programmi anche in territori meno serviti dalle reti terrestri.
Per gli utenti di tivùsat “si aggiunge il vantaggio della gratuità – si legge in una nota -:
non è previsto alcun abbonamento per accedere all’offerta televisiva della piattaforma satellitare.
Sono disponibili oltre 70 canali in HD e 4K, che permettono di sfruttare le potenzialità dei televisori di ultima generazione,
oltre a numerose emittenti nazionali e internazionali. Un’offerta che punta quindi a unire qualità tecnologica,
varietà dei contenuti e accessibilità – sottolinea tivùsat -.
In un mercato sempre più caratterizzato dalla diffusione dello streaming e dei contenuti on demand,
il satellite mantiene una propria funzione specifica. Le due modalità di fruizione possono convivere e integrarsi,
senza obbligare lo spettatore a scegliere una sola strada.
Per la visione lineare dei canali televisivi, il satellite conserva infatti un vantaggio essenziale:
la ricezione non è legata alla velocità della rete internet di casa né al consumo di banda”.
Il dato degli oltre 11 milioni di italiani raggiunti “racconta così qualcosa di più di un risultato numerico – conclude tivùsat -.
Indica il valore di una televisione capace di arrivare sull’intero territorio, coniugando innovazione, qualità, accessibilità e facilità d’uso.
Una proposta che amplia le possibilità di scelta per il pubblico senza aumentare le complicazioni
e che continua a trovare spazio accanto alle nuove forme di consumo audiovisivo”.
L' INCHIESTA: LE SMART TV LG REGISTRANO VOCI E DATI ANCHE QUANDO SONO SPENTE
Il vostro televisore Lg potrebbe spiarvi, persino quanto è spento.
Un’indagine condotta sul campo ha svelato un complesso ecosistema di tracciamento basato sulla tecnologia Acr
(Automated Content Recognition). Come disattivare le registrazioni
Il vostro televisore Lg potrebbe spiarvi, persino quanto è spento.
Un’indagine condotta condotta da Gamers Nexus, in collaborazione con Level1Techs e ricercatori indipendenti di sicurezza,
ha svelato un complesso ecosistema di tracciamento basato sulla tecnologia Acr (Automated Content Recognition).
Questo sistema acquisisce impronte digitali di audio e video ogni sei secondi per identificare ciò che l’utente sta guardando,
trasformando le abitudini di visione in profili da vendere agli inserzionisti.
Sorveglianza vocale e scansione della casa
La raccolta dati si estende ben oltre lo schermo.
Sfruttando i microfoni integrati e le funzioni vocali, il televisore trascrive le conversazioni ambientali in testo e le archivia nei file di registro interni.
Parallelamente, la Tv effettua scansioni automatiche della rete locale (Lan), mappando dispositivi estranei come smartphone,
PC, stampanti 3d e condizionatori. Rileva persino i dati delle reti Wi-Fi dei vicini di casa,
utilizzandoli per geolocalizzare la TV e la casa dell’utente.
L’illusione del funzionamento “offline”
Scollegare il cavo di rete non garantisce affatto la privacy.
Quando la TV è disconnessa, continua ad analizzare audio e contenuti memorizzando le impronte nella memoria interna.
Nel momento in cui il dispositivo viene ricollegato a Internet, la mole di dati accumulata viene mandata verso i server aziendali.
Inoltre, il televisore può connettersi autonomamente a reti Wi-Fi aperte o hotspot pubblici forniti dagli Isp nella zona.
“Dark pattern” e burocrazia contrattuale
L’utente che cerca di difendersi si imbatte in un’architettura progettata per ostacolarlo (dark pattern).
I termini di servizio superano le 50mila parole complessive, mentre le interfacce utilizzano “dark pattern” evidenziando di default la casella “Seleziona tutto”.
L’opzione “Non vendere le mie informazioni personali” è disattivata all’origine.
Se si riesce a completare l’opt-out, il sistema invia comunque un’ultima “istantanea” con la maggior parte dei dati raccolti fino a quel momento
e continua a inviare segnali di presenza all’avvio. Clausole di arbitrato forzato limitano infine la possibilità di intraprendere azioni legali.
Limitazioni e contromisure
Per limitare i danni è possibile disattivare l’Acr, rifiutare gli accordi opzionali e spegnere i microfoni dai menu di sistema.
Va ricordato che l’interruttore fisico spegne soltanto il microfono incorporato,
lasciando attive altre sorgenti come il telecomando o webcam Usb.
Per questa ragione, i ricercatori raccomandano l’unica vera soluzione risolutiva: scollegare permanentemente la Smart TV da qualsiasi rete.
Per finire alcuni consigli pratici per difendersi dall’invadenza dei tv Lg
1) Disattivare la vendita dei dati e il tracciamento pubblicitario:
Nel menu Privacy e Termini (Privacy & Terms), cerca l’opzione “Do Not Sell My Personal Information”
(Non vendere le mie informazioni personali) e attivarla, poiché di norma è disattivata di default.
Disattiva le impostazioni relative all’ACR (Automated Content Recognition) e al tracciamento pubblicitario,
come la limitazione del tracciamento degli annunci e i cookie di frequenza pubblicitaria.
2) Evitare di accettare tutti i contratti in blocco:
Quando installi o apri le app, evita di cliccare su “Seleziona tutto” (Select All).
Lg mostra spesso fino a sei accordi contemporaneamente evidenziando “Seleziona tutto” di default;
per usare le app è sufficiente accettare solo i termini di servizio e la politica sulla privacy di base,
lasciando deselezionati gli accordi opzionali sul tracciamento visivo o vocale.
3) Gestire i comandi vocali e il microfono:
Rifiuta l’accordo sulle informazioni vocali (Voice Information Agreement) per evitare l’elaborazione e l’invio delle registrazioni vocali.
Se la Tv dispone di un interruttore fisico per il microfono, spostalo su Off;
considera tuttavia che questo disattiva soltanto il microfono integrato nella Tv,
mentre il sistema può continuare a catturare l’audio tramite altre sorgenti collegate come il telecomando,
una webcam USB o gli ingressi Hdmi.