Domenica 6 settembre 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

Pubblicato il 06/09/2026 alle ore 12:20
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ABRUZZO: LUTTO IN TV; ADDIO A MAURIZIO D'AGUÌ, AVEVA 49 ANNI

Storico operatore e regista, ha lavorato per Rete8 e TvSei. Giovedì 3 settembre i funerali
 
Lutto nel mondo delle televisioni abruzzesi: è morto per un malore a 49 anni Maurizio D’Aguì,
storico operatore, tecnico e regista che ha fatto parte anche della famiglia di Rete8.
Lo piangono, oltre ai familiari – il compagno Daniele, la sorella Sabrina, il cognato Rino, Sveta,
gli zii, i cugini e gli amici – i colleghi e i professionisti dell’informazione delle principali emittenti locali.
Nel corso della sua carriera, infatti, aveva lavorato per TvSei, Tele9, Tvq, La Tv dell’ Adriatico-Rete8,
ricoprendo ruoli fondamentali nella realizzazione delle trasmissioni.
Particolarmente lungo il rapporto professionale con TvSei. D’ Aguì aveva lavorato nell’emittente dal 2007 al 2011, per poi tornarvi nel 2014.
Per undici anni era stato capotecnico e regista delle principali trasmissioni, diventando un punto di riferimento per giornalisti, tecnici e collaboratori.
«Un tempo lungo nel quale abbiamo apprezzato non solo le sue straordinarie qualità lavorative e la sua dedizione per questa realtà
ma anche e soprattutto il suo lato umano», si legge in un commosso ricordo che l’emittente ha affidato ai social,
parlando di «un giorno tristissimo» perché «una notizia ci ha sconvolto, di quelle che non vorresti mai ricevere».
«Quel carattere a volte spigoloso e burbero», ricordano i colleghi, «ma buono tanto da lasciare solidi legami con i suoi colleghi.
È rimasto un riferimento per tutti noi anche quando ha scelto di andare via quasi un anno e mezzo fa,
per intraprendere una nuova sfida professionale, lontano dal mondo della televisione dove era sempre stato. Lascia in tutti noi un vuoto incolmabile».
I funerali di Maurizio D’Aguì si sono celebrati giovedì 3 settembre alle ore 10, nella chiesa di San Camillo De Lellis, a Villa Raspa di Spoltore.
 

VENETO: CONTINUANO I DISSERVIZI TV A CHIOGGIA (VE)

Il sindaco Armelao sollecita la Regione Veneto 
 
Problemi di ricezione del segnale televisivo nelle ore serali, proteste dei cittadini e un carteggio istituzionale che ora arriva fino a Venezia.
A Chioggia la questione del digitale terrestre torna al centro dell’attenzione pubblica dopo le nuove sollecitazioni del sindaco Mauro Armelao,
che nei giorni scorsi ha chiesto alla Regione Veneto di prendere in carico il dossier
e di valutare il coinvolgimento del Corecom e degli altri organismi competenti.
Da settimane, in diverse zone della città (dal centro a Sottomarina, fino alle frazioni) numerosi residenti segnalano disservizi
nella ricezione dei canali televisivi, con disturbi ricorrenti soprattutto tra le 20 e le 23.30.
Una situazione che l’amministrazione comunale ha iniziato a monitorare già a inizio agosto,
trasmettendo una prima relazione tecnica all’ Ispettorato territoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy,
chiamato a verificare la qualità del segnale radioelettrico e delle frequenze utilizzate per la radiodiffusione.
Il Ministero ha risposto il 18 agosto con una nota che individua una possibile causa del problema:
fenomeni di autointerferenza del segnale irradiato dall’impianto Rai di Monte Venda,
dovuti alla sovrapposizione con altri impianti situati a sud del Veneto e aggravati da condizioni di propagazione anomala tipiche dell’estate.
Due giorni dopo, la direzione generale per il digitale e le telecomunicazioni ha comunicato al Comune
che la segnalazione è stata inoltrata alla concessionaria del servizio pubblico per ulteriori valutazioni
e per l’eventuale avvio degli interventi tecnici necessari.
Alla luce di questi riscontri, il sindaco Armelao ha deciso di coinvolgere anche la Regione Veneto,
chiedendo che la problematica venga seguita a livello istituzionale più ampio
e che si valuti un coordinamento con il Corecom e gli altri soggetti competenti.
“Non si tratta di episodi isolati o di problemi legati ai singoli impianti domestici – spiega il primo cittadino –
ma di un fenomeno che interessa una parte significativa del territorio e che si manifesta con continuità”.
Il Comune chiede che venga mantenuta alta l’attenzione sul caso, verificando il seguito dato alla segnalazione già trasmessa alla Rai
e sollecitando gli interventi tecnici necessari a garantire la regolare ricezione del servizio televisivo pubblico e degli altri canali coinvolti.
“Ringrazio il Ministero per il primo riscontro – aggiunge Armelao – ma è necessario proseguire fino alla risoluzione definitiva del problema.
Per questo abbiamo chiesto alla Regione di attivarsi, così da arrivare a un coordinamento efficace degli interventi”.
Nel frattempo, l’amministrazione continuerà a raccogliere le segnalazioni dei cittadini,
mettendo a disposizione degli organismi tecnici tutte le informazioni utili: zone interessate, orari dei disservizi, canali coinvolti.
“La possibilità di usufruire regolarmente del servizio televisivo – conclude il sindaco – è un’esigenza che non può essere trascurata
quando un disservizio si ripete e coinvolge una parte consistente della città.
Continueremo a seguire la vicenda con l’obiettivo di arrivare a una soluzione nel più breve tempo possibile”.
 

TRENTINO-ALTO ADIGE: ORF 1 E ORF SPORT VERSO ALTRI TRE ANNI IN TRENTINO;
PARTE L' ITER PER IL RINNOVO

Conferenza delle Minoranze ha approvato la volontà di estendere l’affidamento a EI Towers.
L’obiettivo è garantire la diffusione dei due canali austriaci oltre il 15 ottobre 2026 e fino all’aprile 2029
 
Primo passo per garantire la presenza di Orf1 e Orf Sport sul digitale terrestre in tutto il Trentino per altri tre anni.
La Conferenza delle Minoranze linguistiche ha approvato la volontà di estendere il contratto di affidamento a EI Towers,
avviando così l’iter per proseguire le trasmissioni oltre l’attuale scadenza del 15 ottobre 2026 e fino al 30 aprile 2029.
La decisione si inserisce nelle politiche provinciali per la tutela delle minoranze linguistiche
e per rafforzare i rapporti culturali all’interno dell’ Euregio.
«Riuscire a capirsi tra le varie zone della nostra Euregio è fondamentale», ha sottolineato l’assessore Simone Marchiori,
ricordando che la diffusione dei programmi in tedesco nasce dalle esigenze delle comunità germanofone,
ma offre anche a tutta la popolazione uno strumento per avvicinarsi alla lingua.
Il percorso arriva dopo un passaggio già concluso:
lo scorso aprile la Giunta regionale ha infatti approvato il rinnovo triennale della convenzione
tra Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, GECT Euregio e ORF. Ora l’iter riguarda invece l’affidamento a EI Towers,
operatore che consente la diffusione del segnale sull’intero territorio provinciale,
superando i precedenti limiti legati al ripetitore del Monte Paganella.
I canali resterebbero il 75 per Orf1 e il 76 per Orf Sport, compresi programmi informativi come “Südtirol Heute”.
Durante la Conferenza Marchiori ha ricordato anche gli appuntamenti per gli 80 anni dell’ Accordo De Gasperi-Gruber.
Il 12 settembre a Luserna si parlerà della tutela delle minoranze linguistiche;
il 27 e 28 ottobre al Castello del Buonconsiglio sarà affrontato il tema della cooperazione territoriale europea.
L’11 novembre, infine, a Trento è previsto un incontro dedicato al diritto alla lingua e alle prospettive future delle minoranze.
 

TRENTINO-ALTO ADIGE: RAS APPROVA LE LINEE GUIDA E IL PROGRAMMA 2026-2029

Seduta del nuovo Consiglio d’amministrazione: al centro sviluppo, sicurezza e continuità dei servizi
nonché moderne infrastrutture radiotelevisive e di telefonia mobile
 
Il nuovo Consiglio d’amministrazione della Radiotelevisione Azienda Speciale RAS, presieduto da Vera Malleier,
ha approvato le linee guida e il programma per il periodo 2026-2029.
Al centro vi sono la modernizzazione delle reti radiofoniche e televisive, lo sviluppo di postazioni trasmittenti condivise,
il miglioramento della copertura di telefonia mobile nelle aree remote
e l’incremento della sicurezza delle infrastrutture strategiche di trasmissione.
Attualmente la RAS diffonde 22 programmi televisivi e 39 programmi radiofonici, raggiungendo un grado di copertura del 99,6 per cento.
Nei prossimi anni è prevista la conversione delle reti televisive agli standard DVB-T2 e HEVC,
nonché il proseguimento dello sviluppo della radio digitale DAB+.
Parallelamente saranno sperimentate nuove tecnologie di trasmissione, come il 5G Broadcast e l’ UHD.
La streaming-app della RAS sarà ulteriormente sviluppata per consentire la ricezione dei programmi televisivi su smartphone e tablet.
Inoltre, sarà introdotta la possibilità di visualizzare in differita i programmi già trasmessi.
Un ulteriore obiettivo prioritario è la realizzazione di postazioni ricetrasmittenti condivise per i servizi radiotelevisivi pubblici e privati,
i servizi radio provinciali e gli operatori di telefonia mobile.
L’utilizzo condiviso delle infrastrutture esistenti consentirà di creare sinergie e di evitare ulteriori interventi sull’ambiente e sul paesaggio.
Elevata priorità viene attribuita alla sicurezza delle postazioni trasmittenti strategiche.
Ulteriori gruppi elettrogeni di emergenza, sistemi di alimentazione elettrica senza interruzioni
e sistemi ridondanti contribuiranno ad aumentare la resilienza e l’affidabilità delle infrastrutture.
A Plan de Corones è inoltre prevista la realizzazione di un playout per il disaster recovery.
Particolare attenzione è rivolta alla copertura delle aree remote e finora non servite, nonché delle gallerie, con servizi di telefonia mobile.
A tale scopo sarà impiegata in misura crescente la tecnologia DAS (Distributed Antenna System).
L’obiettivo è garantire una copertura mobile efficiente e la possibilità di effettuare chiamate di emergenza in modo affidabile anche nelle aree periferiche.
Parallelamente, la RAS amplia ulteriormente la propria attività in qualità di operatore di rete.
Attraverso le proprie infrastrutture saranno diffusi su tutto il territorio provinciale ulteriori programmi radiofonici e televisivi privati.
La RAS offre inoltre a terzi servizi di progettazione e consulenza, nonché il trasporto di segnali.
“Con il programma 2026-2029 intendiamo sviluppare in modo mirato l’infrastruttura tecnica della RAS
e renderla ancora più sicura. Reti radiotelevisive moderne, una migliore copertura di telefonia mobile anche nelle aree remote
e postazioni trasmittenti condivise sono presupposti fondamentali per garantire all’ Alto Adige una copertura affidabile e orientata al futuro”,
afferma la presidente della RAS, Vera Malleier.
 

UMBRIA: STOP A NUOVE ANTENNE 5G,
IL COMUNE DI UMBERTIDE (PG) NE ORDINA LA RIMOZIONE

Il Comune di Umbertide ordina la rimozione delle antenne installate su sito protetto.
La decisione accolta con favore dal Comitato dei cittadini
 
Il Comune di Umbertidedice “no” al potenziamento della stazione radio base di via dei Patrioti
 e dispone lo smantellamento dei nuovi impianti già installati.
Con la determinazione dirigenziale n. 37/57 firmata il 3 settembre dal responsabile del Settore Assetto e Pianificazione del Territorio,
Lorenzo Antoniucci, l’amministrazione ha annullato d’ufficio in via di autotutela la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)
presentata da TIM S.p.A. lo scorso giugno, ordinando al gestore la rimozione delle tre nuove antenne 5G
e il ripristino dello stato dei luoghi entro 60 giorni.
 
Terreno dove sorge traliccio è sito protetto
L’intervento di TIM, presentato come una semplice riconfigurazione, prevedeva nei fatti un ampliamento con tre nuovi pannelli 5G.
Dagli accertamenti comunali è emerso cheil terreno/particella di via dei Patrioti rientra espressamente tra i siti protetti 
dall’articolo 74 del Regolamento Edilizio Comunale, che ne vieta la destinazione ad impianti di telefonia cellulare.
A supporto della propria decisione, il Municipio ha richiamato le precedenti sentenze favorevoli del TAR Umbria e del Consiglio di Stato,
nonché la recentissima pronuncia del TAR (n. 582/2025) che aveva già respinto un ricorso analogo avanzato da Vodafone sullo stesso traliccio.
Poiché i termini per il potere inibitorio ordinario erano scaduti a luglio, l’ufficio tecnico ha attivato l’annullamento in autotutela, 
notificando a TIM l’avvio del procedimento a cui la società non ha opposto controdeduzioni.
 
La soddisfazione del Comitato
L’atto è stato accolto con viva soddisfazione dal “Comitato per lo spostamento del ripetitore TIM di Via dei Patrioti”.
Il presidente Alessandro Vestrelli ha ricordato come la vicenda fosse “emersa a metà agosto proprio grazie al monitoraggio degli umbertidesi,
che avevano notato e documentato i lavori sul traliccio sollecitando l’intervento immediato del Comune”.
“È un risultato importante ottenuto grazie alla vigilanza dei cittadini”, sottolinea Vestrelli a nome del comitato,
dando atto all’amministrazione di aver approfondito la questione e assunto un provvedimento chiaro e conseguente a tutela del territorio. 
Il comitato riconosce che la partita potrebbe riservare uno strascico giudiziario- TIM ha infatti 60 giorni di tempo per ricorrere al TAR
o 120 per un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica –
e garantisce che “continuerà a vigilare affinché l’ordine di smantellamento venga eseguito”.
La rimozione dei tre nuovi pannelli non chiuderà però la vertenza principale:
l’obiettivo dei residenti resta la delocalizzazione definitiva dell’antenna, presente nel quartiere da oltre 20 anni.
 

MARCHE: DOMENICA 6 SETTEMBRE AD ASCOLI PICENO LA FESTA DEI 50 ANNI DELLE RADIO LOCALI

“Nate libere, ma libere veramente” è il titolo della manifestazione che si svolgerà domenica 6 settembre,
nella splendida cornice di Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, per ricordare i 50 anni della sentenza n. 202 del 28 luglio 1976,
con la quale la Corte costituzionale pose fine al monopolio statale sulle frequenze di radiodiffusione in ambito locale.
Quella sentenza rappresenta infatti la data ufficiale di inizio dell’emittenza radiotelevisiva privata in ambito locale.
Dalle 10 alle 24, emittenti radiofoniche locali provenienti da diverse parti d’ Italia si alterneranno in una lunga diretta radiofonica corale,
trasformando Piazza del Popolo in un vero e proprio studio a cielo aperto.
Saranno le radio locali, con le loro voci, i loro programmi e le loro storie, a essere protagoniste della giornata:
una presenza continua che consentirà di riportare al centro dell’attenzione il ruolo che l’emittenza locale ha avuto
e continua ad avere nel raccontare i territori e le comunità.
Per quattordici ore la piazza ascolana sarà quindi attraversata da conduttori, giornalisti e operatori radiofonici,
con le diverse emittenti che si succederanno nella trasmissione, in una sorta di grande staffetta dell’etere.
«I cinquant’anni delle radio libere – ha detto il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti – rappresentano un traguardo
che Ascoli Piceno è orgogliosa di celebrare.
La libertà di informazione e il pluralismo sono alla base della nostra democrazia
e dare voce ai territori è un valore da custodire e rinnovare ogni giorno.
Questo evento è un modo per ricordare le nostre radici e, allo stesso tempo, per guardare al futuro della comunicazione libera».
Il momento centrale della manifestazione sarà il talk show delle ore 19, condotto da Paolo Notari,
dedicato alla storia e all’evoluzione della radiofonia italiana e al ruolo delle emittenti locali.
Al talk porterà il proprio saluto anche Marco Rossignoli, coordinatore Aeranti-Corallo,
a sottolineare il valore dell’appuntamento e il ruolo dell’emittenza locale nel sistema della comunicazione italiana.
Il programma vedrà la partecipazione di esponenti e protagonisti del mondo radiofonico e giornalistico
e comprenderà anche un momento dedicato alla storia delle radio libere del Piceno,
per ricordare le esperienze che hanno caratterizzato il territorio nei cinquant’anni trascorsi dalla sentenza del 1976.
Domenica 6 settembre, dunque, dalle 10 alle 24, Ascoli Piceno sarà al centro di una grande festa della radiofonia:
quattordici ore di diretta per raccontare cinquant’anni di libertà dell’etere
e, soprattutto, per dare voce alle radio che ogni giorno continuano a raccontare l’ Italia dei territori.
 

MARCHE: ASCOLI CELEBRA I 50 ANNI DELLE RADIO LIBERE;
IL 6 SETTEMBRE EMITTENTI DA TUTTA ITALIA IN PIAZZA DEL POPOLO

Dalle 10 alle 24 una lunga diretta e alle 19 il talk con protagonisti della radiofonia.
Previsto anche un collegamento con l’ Argentina
 
Piazza del Popolo diventerà per un’intera giornata una piazza della comunicazione per celebrare i 50 anni delle Radio Libere.
L’appuntamento è per domenica 6 settembre, quando ad Ascoli Piceno arriveranno emittenti radiofoniche da tutta Italia
per una manifestazione dedicata alla storia della radio e al suo ruolo nell’informazione e nella società.
La giornata si svilupperà dalle 10 alle 24, con le radio ospiti protagoniste di una lunga diretta da Piazza del Popolo.
Le emittenti porteranno nel centro della città voci, racconti ed esperienze maturate negli ultimi cinquant’anni.
È previsto anche un collegamento con Cnn Rosario Argentina, che trasmetterà l’evento per i marchigiani residenti all’estero.
«I cinquant’anni delle radio libere – ha detto il sindaco Marco Fioravanti – rappresentano un traguardo che Ascoli Piceno è orgogliosa di celebrare.
La libertà di informazione e il pluralismo sono alla base della nostra democrazia e dare voce ai territori è un valore da custodire e rinnovare ogni giorno.
Questo evento è un modo per ricordare le nostre radici e, allo stesso tempo, per guardare al futuro della comunicazione libera».
Uno dei momenti centrali sarà il talk show delle ore 19, condotto da Paolo Notari, con esperti, operatori e rappresentanti del mondo radiofonico.
Parteciperanno la conduttrice Federica Gentile, storica direttrice di Rtl e attualmente ospite e conduttrice di programmi musicali Rai,
il giornalista Dario Salvatori, autore del Dizionario della musica mondiale,
Amedeo Goria, giornalista sportivo che ha mosso i primi passi nelle radio libere piemontesi,
Sergio Menghini, già direttore artistico di Radio Subasio, e Alvin Crescini, storica voce delle radio libere marchigiane.
Il confronto sarà dedicato all’importanza delle radio libere, al loro contributo alla diffusione dell’informazione,
alla costruzione delle comunità e alla valorizzazione delle voci dei territori.
Durante il talk sarà inoltre ripercorsa brevemente la storia delle radio libere del Piceno,
con particolare attenzione alle emittenti che hanno operato nel territorio.
«Portare in Piazza del Popolo il mondo delle radio libere italiane – ha aggiunto l’assessore agli Eventi, Gianni Silvestri –
è un’occasione unica per la città, che per un’intera giornata diventerà il palcoscenico nazionale della radiofonia.
Un evento di grande richiamo, capace di unire cittadini, appassionati e professionisti del settore in un clima di riflessione e condivisione,
che conferma la vocazione di Ascoli ad ospitare manifestazioni culturali di respiro nazionale».
Sul significato dell’iniziativa è intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale, Alessandro Bono:
«Nella cornice di Piazza del Popolo, Ascoli Piceno si prepara a vivere una giornata di celebrazione e memoria,
un tributo alle radio libere che, in cinquant’anni, hanno saputo dare voce a storie e avvenimenti, creando un legame profondo con le comunità».
Bono ha aggiunto: «Non è solo un’occasione per festeggiare e riconoscere il significato di queste emittenti nel panorama comunicativo italiano,
ma anche un’opportunità per riflettere sul valore di una informazione libera e pluralista, che continua a essere fondamentale per la nostra democrazia».
Paolo Notari, ideatore e coordinatore artistico dell’evento, ha ricordato il ruolo svolto dalle emittenti nella società italiana:
«Mezzo secolo fa chi voleva avere voce in politica, nel sociale, nella cultura, non aveva altro spazio se non quello delle radio libere,
che hanno quindi dato possibilità di espressione a chi voleva emergere e far conoscere la propria opinione».
L’appuntamento del 6 settembre sarà quindi dedicato a cinquant’anni di radiofonia libera attraverso dirette, musica,
testimonianze e confronto, con Piazza del Popolo al centro della manifestazione per quattordici ore, dalle 10 alle 24.
 

ABRUZZO: ANCARANO (TE), DISATTIVATA L' ANTENNA 5G NEL CENTRO STORICO; RIMOZIONE AL VIA DAL 15 SETTEMBRE

Ancarano. L’antenna 5G installata nel centro storico di Ancarano è stata disattivata.
A comunicarlo è Iliad, che ha indicato nel 31 agosto la data di spegnimento della frequenza.
Dal prossimo 15 settembre, inoltre, dovrebbero iniziare le operazioni per la rimozione dell’impianto
 
La vicenda rappresenta l’ultimo capitolo di una battaglia portata avanti da cittadini e amministrazione comunale
contro la presenza dell’antenna nel cuore del paese.
A ricostruire il percorso è Aurelio Vittorii, promotore di un comitato spontaneo
nato con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sui temi della salute, dell’ambiente e della tutela del centro storico.
Vittorii ricorda di aver avviato pubblicamente la mobilitazione nell’estate dello scorso anno,
organizzando un comizio e raccogliendo oltre 400 firme.
Un’iniziativa che, secondo il promotore, ha contribuito ad accendere l’attenzione della comunità sulla questione.
Il passaggio decisivo è arrivato con il ricorso presentato dal Comune di Ancarano al Consiglio di Stato,
che ha accolto le ragioni dell’amministrazione contro l’installazione dell’antenna.
Restava tuttavia da verificare quando e come la decisione sarebbe stata concretamente applicata.
Ora, secondo quanto riferito da Vittorii, è arrivata la conferma attesa:
l’impianto ha cessato di trasmettere dal 31 agosto e le operazioni di rimozione dovrebbero partire il 15 settembre.
“Il risultato è stato raggiunto grazie agli sforzi congiunti dei cittadini e dell’amministrazione comunale», sottolinea Vittorii,
evidenziando come la vicenda dimostri, a suo giudizio, l’importanza di mettere al centro le esigenze del territorio al di là delle appartenenze politiche.
Un ringraziamento particolare viene rivolto al sindaco Angelo Panichi,
che ha seguito la vicenda sul piano istituzionale e ha promosso l’azione davanti al Consiglio di Stato.
Una decisione considerata da Vittorii significativa anche per altri Comuni chiamati ad affrontare problematiche analoghe.
La conclusione della vicenda viene quindi indicata come un possibile punto di partenza
per una più ampia riflessione sulla gestione degli impianti di telecomunicazione e sulla tutela dei centri abitati.
“Questo deve essere un punto di lancio per una nuova vivibilità del territorio»,
è il messaggio rivolto da Aurelio Vittorii alle amministrazioni comunali della Val Vibrata,
affinché possano affrontare in maniera coordinata le questioni legate alla presenza degli impianti e alla qualità della vita dei cittadini.
 

PUGLIA: ALTRE DUE PROPOSTE PER L' ACQUISTO DI TELENORBA.
E I LADISA PRONTI A COMPRARE IL 6% DALLA EX POPBARI

Non si è chiusa la trattativa con la Ledi dei fratelli baresi che intanto offrono 500mila euro per il pacchetto di azioni in mano a Bdm Banca
 
La proposta vincolante di acquisto presentata dalla Ledi dei fratelli Ladisa è scaduta il 30 luglio e non si è concretizzata.
Ma la trattativa per la vendita di Telenorba ai due imprenditori baresi non è del tutto accantonata.
Anche perché, nel corso dell’estate, sul tavolo della presidente dell’emittente di Conversano sono arrivate altre due manifestazioni di interesse.
Schermate – per ora – da altrettanti studi legali.
La principale tv privata pugliese
(la seconda tv locale d’ Italia per ascolti nel minuto medio, in base ai dati Auditel) è quindi ufficialmente sul mercato.
E una indicazione di massima sul suo valore può essere ricavata, indirettamente, dalla cessione del 6,4% in pancia a BdM Banca.
Nelle scorse settimane la ex Popolare di Bari ha infatti comunicato l’esistenza di un’offerta da 500mila euro
per l’acquisto del suo pacchetto da parte dei Ladisa, assegnando un termine per l’esercizio del diritto di prelazione:
è molto probabile che gli azionisti di riferimento di Telenorba, i fratelli Marco e Simonetta Montrone
(che hanno in mano personalmente il 19,1% ciascuno più il 49,1% attraverso la Ligam spa), provvederanno a rilevare la quota.
La banca ha evidentemente sottoposto l’offerta avanzata dai Ladisa per il suo 6,4% a esame di congruità,
e dunque si può supporre che la società di Conversano possa essere valutata a circa 7,8 milioni.
L’offerta della Ledi (assistita dal professor Vincenzo Chionna e dal professor Michele Lobuono con l’advisor finanziario Ignazio Pellecchia)
ammonta a circa 17 milioni, e si basa su una complessa architettura finanziaria
che mira alla valorizzazione delle proprietà immobiliari di Telenorba (assistita da un pool di avvocati dello studio Polis di Bari)
e che avrebbe portato al consolidamento delle attività editoriali dei Ladisa in un’unica sede.
La proposta datata maggio 2026 non è comunque stata ritenuta congrua, su diversi aspetti, e sono emerse anche criticità segnalate dall’acquirente:
le porte non sono del tutto chiuse e la proprietà di Telenorba appare disponibile a tornare al tavolo se ce ne saranno le condizioni.
Nel frattempo sono spuntate le altre due manifestazioni di interesse che verranno sondate nei prossimi giorni,
previa presentazione dell’identità degli interessati che al momento non è nota.
Sembrerebbe, però, che almeno una delle due offerte faccia riferimento a una cordata di imprenditori pugliesi.
Telenorba ha 120 dipendenti (di cui sei dirigenti) e ha chiuso il bilancio 2025 con perdite per poco più di 8 milioni e debiti per 11,7 milioni.
Il fatturato è sceso dai 14 milioni del 2024 ai 12 del 2025, mentre i costi di esercizio sono saliti da 13,5 a 15,5 milioni.
Il risultato negativo è stato causato dalla contrazione del mercato pubblicitario locale,
ma anche dalla cancellazione dei crediti residui sui contributi statali del 2015 e del 2016.
La società lo scorso anno ha effettuato rivalutazioni per 10 milioni sulla sede storica di Conversano,
e il patrimonio netto è positivo per 8 milioni.
 

SLOVENIA: RTV CAPODISTRIA, LA CAN COSTIERA: "INACCETTABILE RIDURRE I PROGRAMMI ITALIANI A SEMPLICI CONTENUTI"

La Comunità autogestita costiera della nazionalità italiana esprime «profonda preoccupazione e apprensione»
per la situazione di RTV Capodistria e torna a chiedere garanzie concrete per l’autonomia, la stabilità finanziaria e il futuro dei programmi
 
Il presidente della CAN Costiera critica l’attuale dirigenza dell’ente radiotelevisivo,
accusandola di non tenere sufficientemente conto della storia e della missione dei programmi italiani
e parla di un “disegno” volto a danneggiare la CNI.
 
A preoccupare in particolare la CAN Costiera è la proposta avanzata dal Consiglio di amministrazione della RTV
di modificare l’articolo 3 della Legge sulla RTV, sostituendo la definizione di “programmi” in lingua italiana
con quella, ritenuta molto più generica, di “contenuti”.
Per la comunità italiana si tratterebbe di un cambiamento tutt’altro che formale,
che potrebbe aprire la strada a un ridimensionamento dei palinsesti e delle produzioni
e avere conseguenze sull’intera struttura dei programmi italiani, comprese le redazioni, la produzione e le figure professionali.
“Questa è, secondo me, la cosa più assurda che il CdA potesse fare”, afferma il presidente della CAN Costiera, Alberto Scheriani.
“Da una parte si chiedono i soldi con i quali il governo finanzia i programmi italiani, e poi questi vengono ridotti a contenuti saltuari”.
La CAN Costiera considera i programmi italiani di Radio e TV Capodistria un patrimonio fondamentale di pluralismo culturale
e ritiene che i diritti della comunità debbano essere tutelati sulla base della Costituzione,
delle leggi che regolano il settore radiotelevisivo e dei diritti acquisiti nel corso degli anni.
Scheriani parla di una situazione che, a suo giudizio, si trascina ormai da troppo tempo.
“Quello che sta succedendo negli ultimi due o tre anni con la radio e la tv di Capodistria ormai non è più normale”, sostiene;
annunciando la preparazione di un documento che sarà trasmesso al governo e ai ministeri competenti
per denunciare quello che definisce “l’andazzo che va avanti da qualche anno” e chiedere una soluzione definitiva.
Al centro delle richieste della CAN Costiera ci sarebbero soprattutto l’autonomia dei programmi
e la possibilità di disporre del personale necessario, oltre a una maggiore stabilità finanziaria.
Scheriani chiede inoltre che il Comitato dei programmi, del quale è presidente,
possa tornare ad avere piena voce sulle questioni che riguardano la programmazione italiana.
“I programmi di Radio e TV Capodistria devono averla libertà di poter assumere il personale che serve
e la stabilità finanziaria per svolgere serenamente il proprio lavoro”, afferma.
E aggiunge: “È ora di finirla con questo modus operandi e di dare sicurezza ai nostri programmi”.
La CAN Costiera fa sapere di essere al lavoro insieme al deputato della comunità italiana e ai dirigenti di Radio e TV Capodistria
per arrivare a una soluzione che garantisca il rispetto dei diritti della minoranza. Un percorso che, secondo Scheriani, non è semplice.
“Sino ad ora ogni volta che abbiamo trovato dei compromessi e siamo riusciti in qualche modo a far quadrare il cerchio,
il giorno dopo è sempre saltato fuori qualcosa di nuovo”, racconta.
Un altro nodo riguarda la gestione delle risorse finanziarie destinate ai programmi italiani.
Scheriani sostiene che i fondi messi a disposizione dal governo non sarebbero sempre utilizzati
esclusivamente per le necessità dei programmi della comunità italiana,
ma nonostante ciò la dirigenza pretenderebbe da questi continui tagli.
Secondo la CAN Costiera, il problema non riguarda quindi soltanto la possibile modifica della terminologia contenuta nella legge,
ma un quadro più ampio nel quale sarebbero progressivamente venute meno quelle garanzie
che dovrebbero assicurare la continuità e l’autonomia dell’informazione radiotelevisiva in lingua italiana.
Scheriani ricorda inoltre il lavoro svolto negli ultimi anni per evitare la perdita di posti di lavoro
e lamenta che gli sforzi della comunità italiana e gli accordi sottoscritti dai vari governi con il deputato della minoranza non avrebbero trovato piena attuazione.
“Questa è una cosa che davvero non si può capire”, afferma il presidente della CAN Costiera,
secondo il quale dietro la situazione attuale potrebbe esserci “un disegno” da parte di alcuni attori politici e non solo
spinti dalla volontà di colpire la comunità italiana e la missione dei programmi di Radio e TV Capodistria.
La CAN Costiera annuncia dunque nuove iniziative presso tutti gli organismi competenti.
L’obiettivo dichiarato è fermare qualsiasi processo di ridimensionamento
e garantire che Radio e TV Capodistria possano continuare a svolgere il proprio ruolo,
assicurando alla comunità italiana del territorio una presenza stabile, autonoma e adeguatamente finanziata nell’informazione radiotelevisiva pubblica.
 

RADIO DAB (CROAZIA): APERTE LE OFFERTE PER LE ASSEGNAZIONI NEL MUX OIV CROATIA DAB+

Lo scorso mercoledì 26 agosto il Vijeće za elektroničke medije (in italiano Consiglio dei media elettronici)
ha aperto le offerte ricevute per la concessione di servizi radiofonici digitali.
 
Assegnazioni DAB+
 
Regioni digitali: Mux 1 (Repubblica di Croazia)bravo cbc doo;
 
DB0-DC0 (Regioni del Međimurje, di Varaždin, di Koprivnica e Križevci, parte della Regione di Bjelovar e della Bilogora,
Regione di Krapina e dello Zagorje, città di Zagabria, Regione di Zagabria, parte della Regione di Sisak e della Moslavina,
Contea di Karlovač e parte della Regione litoraneo-montana) – nessuna offerta ricevuta;
 
DD0 (parte della Regione litoraneo-montana, Istria, parte della Regione della Lika e di Segna) –
EXTRA FM ZAGABRIA doo, ANTENA ZAGABRIA doo;
 
DE0 (parte della Regione della Lika e di Segna, Regioni di Zara, di Sebenico e Tenin) – nessuna offerta ricevuta;
 
DF0 (Regione spalatino-dalmata e parte della Contea raguseo-narentana) – EXTRA FM ZAGABRIA doo
 
DG0 (parte della Regione raguseo-narentana) – nessuna offerta ricevuta
 

"TG5 BREVE LIS", AL VIA DAL 7 SETTEMBRE L' EDIZIONE IN LINGUA DEI SEGNI ITALIANA

Andrà in onda dal lunedì al venerdì alle ore 10:50
 
A partire dal 7 settembre, dal lunedì al venerdì alle ore 10:50 circa, andrà in onda il TG5 Breve LIS.
Il progetto è stato pensato per ampliare l’accesso all’informazione in Lingua dei Segni Italiana,
rivolgendosi in particolare alle persone sorde.
Il servizio nasce come primo passo concreto, professionale e continuativo,
con un team di interpreti LIS selezionati sulla base di competenze linguistiche, esperienza,
qualificazione professionale e adeguatezza al contesto giornalistico televisivo.
Il TG5 Breve LIS non sostituisce altri strumenti di accessibilità, come i sottotitoli,
ma aggiunge un canale specifico e complementare per favorire l’accesso alle notizie in LIS.
 

RTL 102.5, COSÌ LA GUERRA TRA I FRATELLI SURACI STA DANNEGGIANDO LA RADIO

Lorenzo e Virgilio insieme hanno fondato e guidato il gruppo.
Ma ora è scoppiato il conflitto, tra incarichi persi, bilanci contestati e carte bollate.
Con ricadute in termini di immagine e sugli investimenti pubblicitari
 
È ormai guerra totale tra i fratelli Lorenzo e Virgilio Suraci, che insieme hanno fondato
e guidato per anni il gruppo radiofonico RTL 102.5 da 58 milioni di euro di fatturato consolidato nel 2025.
Uno, Lorenzo, nato a Vibo Valentia nel 1952, si è trasferito a Bergamo quando aveva 19 anni, è tuttora presidente di RTL 102.5
e per l’esercizio 2025 si è dato un compenso di 702.908 euro.
L’altro, Virgilio, nato a Bergamo e di una ventina di anni più giovane,
si è occupato per 30 anni della concessionaria pubblicitaria Open Space, fino al 2023,
quando ha perso la carica di amministratore delegato, entrando in conflitto col fratello.
Una litigiosità tra soci che si sta trascinando negli anni, creando non pochi problemi nella gestione del gruppo,
che comprende non solo RTL 102.5 (prima radio per ascolti nel giorno medio), ma pure Radiofreccia e Radio Zeta.
 
La vicenda del contestato bilancio del 2022
E infatti l’esercizio 2025 si è chiuso con perdite per 1,48 milioni di euro, rispetto ai 3,6 milioni di rosso del 2024,
mentre a livello consolidato il deficit si è fermato a 846 mila euro dopo un milione di perdite nel 2024.
Ma cosa è successo? Virgilio Suraci, una volta estromesso dalla sua carica di ad della concessionaria,
ha impugnato la delibera dell’assemblea dei soci che approvava il bilancio 2022 di RTL 102.5.
Forte della sua quota del 21,7 per cento di RTL, e appoggiato da Alfonso Suraci (3 per cento) e Paola Cinzia Cavazzana (4,5 per cento),
ha iniziato una guerra durissima contro la gestione del fratello Lorenzo.
E dopo anni di carte bollate, il tribunale di Brescia, il 18 marzo 2026, ha in effetti dato ragione a Virgilio,
annullando la delibera di approvazione del bilancio 2022.
Quindi l’assemblea dei soci ha dovuto riapprovare quel bilancio, con opportune modifiche.
Inoltre Virgilio Suraci ha pure fatto causa a RTL 102.5 davanti al giudice del lavoro del tribunale di Monza,
con un procedimento che si è concluso con una conciliazione che ha comportato il versamento, da parte di RTL 102.5,
di 456 mila euro a Virgilio Suraci a titolo di incentivo all’esodo.
 
Guai per l’immagine e la redditività aziendale
Come sottolineano gli amministratori del gruppo radiofonico,
permane comunque una «conflittualità in seno alla compagine sociale di RTL e di Open Space, gravata da iniziative giudiziali.
Detta conflittualità ostacola e condiziona il sereno svolgimento delle attività gestionali nel loro complesso.
Senza trascurare la rilevanza che la percezione all’esterno della litigiosità fra i soci, e di tutti gli accadimenti che ne derivano,
possa avere, in particolare modo nei confronti degli investitori pubblicitari e della concorrenza,
a sicuro discapito dell’immagine e della redditività aziendale».
 

IL 4 SETTEMBRE 1998 NASCE GOOGLE,
DAL GARAGE DI MENLO PARK ALLA RIVOLUZIONE DEL WEB

Ventotto anni fa Larry Page e Sergey Brin fondavano la società destinata a cambiare per sempre il modo di cercare
e organizzare le informazioni su Internet
 
Ventotto anni fa, il 4 settembre 1998, nasceva ufficialmente Google Inc.,
la società fondata da Larry Page e Sergey Brin che avrebbe trasformato un’idea nata tra i banchi dell’ Università di Stanford
in uno dei protagonisti assoluti della rivoluzione digitale. La storia di Google, però, era cominciata qualche anno prima.
Page e Brin si erano conosciuti nel 1995 a Stanford e, nel 1996, avevano iniziato a collaborare a un progetto
dedicato alla ricerca delle informazioni presenti sul World Wide Web.
Il loro primo motore di ricerca si chiamava BackRub e aveva un’intuizione innovativa:
valutare l’importanza delle pagine anche sulla base dei collegamenti che ricevevano dalle altre pagine.
Era un approccio diverso da quello dei motori di ricerca dell’epoca.
Invece di limitarsi a individuare le parole contenute in una pagina,
il sistema cercava di capire quali fossero le informazioni più rilevanti osservando la struttura dei collegamenti presenti nella rete.
Da questa ricerca sarebbe nato il principio alla base del PageRank,
uno degli elementi che contribuirono al successo del nuovo motore di ricerca.
 
Dal progetto universitario alla società
Il nome BackRub venne presto abbandonato a favore di Google, un termine ispirato a “googol”,
il nome matematico attribuito al numero 1 seguito da 100 zeri.
La scelta richiamava l’ambizione dei fondatori: riuscire a organizzare una quantità enorme di informazioni e renderle facilmente accessibili.
La svolta arrivò nell’agosto del 1998, quando Andy Bechtolsheim, cofondatore di Sun Microsystems, investì 100.000 dollari nel progetto.
L’assegno era intestato a “Google Inc.”, una società che a quel momento doveva ancora essere formalmente costituita.
Il 4 settembre arrivò quindi la nascita ufficiale dell’azienda. I primi passi furono tutt’altro che quelli di una multinazionale.
Page e Brin si trasferirono in un garage di Menlo Park, in California, che divenne il primo ufficio della nuova società.
Computer ingombranti, una moquette blu e persino un tavolo da ping-pong fecero da sfondo ai primi mesi di lavoro.
 
Un nuovo modo di cercare sul web
La forza di Google stava soprattutto nella capacità di fornire risultati di ricerca che gli utenti percepivano come più pertinenti.
Nel 1998 Page e Brin descrivevano già il loro prototipo come un motore progettato per esplorare
e indicizzare il Web in modo efficiente, sfruttando la struttura dei collegamenti ipertestuali.
In pochi anni il progetto universitario si trasformò in un’impresa globale.
Nel 2000 arrivò anche AdWords, il sistema pubblicitario destinato a diventare una componente fondamentale del modello economico di Google.
Nello stesso periodo il motore di ricerca consolidò rapidamente la propria posizione nel panorama mondiale.
Google non sarebbe rimasta soltanto una casella in cui digitare una domanda.
Nel corso degli anni l’azienda ha sviluppato e acquisito servizi che sono entrati nella vita quotidiana di miliardi di persone:
da Gmail ad Android, da Google Maps a YouTube, fino agli strumenti dedicati alla produttività e alle nuove tecnologie di intelligenza artificiale.
 
Ventotto anni dopo, una storia ancora in evoluzione
C’è anche una curiosità legata a questa data. Sebbene Google Inc. sia stata costituita il 4 settembre 1998,
per molti anni l’azienda ha celebrato il proprio compleanno il 27 settembre, una tradizione accompagnata dagli ormai celebri Doodle.
La stessa Google ha riconosciuto pubblicamente questa curiosità,
definendo la data della propria fondazione una questione non del tutto semplice da ricostruire.
Dal piccolo garage californiano del 1998 sono passati 28 anni:
quella che era nata come una ricerca universitaria per mettere ordine nell’informazione disponibile online
è diventata una delle infrastrutture più importanti della società digitale contemporanea.
La vera eredità di Page e Brin, tuttavia, non è soltanto il motore di ricerca.
È l’idea che trovare un’informazione possa diventare semplice, immediato e alla portata di chiunque.
Un’idea che, nel 1998, sembrava ambiziosa e che oggi è diventata una parte quasi invisibile della nostra quotidianità.