Domenica 24 maggio 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

Pubblicato il 24/05/2026 alle ore 11:50
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE

CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2 / 4:
SCAMBIO DI FREQUENZA TRA TELITALIA 2 E TELITALIA 4

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Calabria.
TELEITALIA 4 (LCN 190), che in precedenza era veicolata nel Mux LOCALE 4,
ha traslocato nel Mux LOCALE 2 con la medesima numerazione denominata TELITALIA 4.
Ha effettuato il percorso inverso TELITALIA 2 (LCN 299),
ora disponibile nel Mux LOCALE 4 sulla stessa numerazione e con l’identificativo TELEITALIA 2.
Entrambe le emittenti trasmettono sempre in H.264 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

SICILIA IN DIGITALE: NUOVO LOGO PER WEST SICILY NEL MUX LOCALE 2

Ci spostiamo in Sicilia, dove la trapanese West Sicily (LCN 99), veicolata nel Mux LOCALE 2, ha adottato un nuovo logo.
L’emissione video risulta in alta definizione con la risoluzione 1280×1088.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

A sinistra il logo nuovo, a destra quello precedentemente utilizzato

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER IL MUX DAB+ RAI

Occupiamoci ora della radio digitale.
Il Mux DAB+ RAI è stato acceso sul Canale 6D dalla postazione di COLBUCCARO a Corridonia (MC), nelle Marche.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB - MUX VENETO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE IN PROVINCIA DI PADOVA

Ci spostiamo in Veneto, dove è stato acceso il Mux VENETO DAB
sul blocco 8D dal ripetitore di MONTE CERO a Baone (PD).
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
VENETO
Canale 8D (201,072 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Col VisentinBellunoBL
Monte FavergheraBellunoBL
FaloriaCortina d’AmpezzoBL
Monte CeroBaonePD
TerranegraPadovaPD
Via delle MimoseCastelfranco VenetoTV
Via GardisserePortogruaroVE
Monte Berico – Ca’ 7 VentiVicenzaVI
Spiazzi – Forte CimoCaprino VeroneseVR
Monte CalvarinaRoncàVR
Via ChiodaVeronaVR

AGCOM: SINTESI DELLA CONSULTAZIONE PUBBLICA AVVIATA CON LA DELIBERA N. 317/25/CONS

Qui di seguito riportiamo una sintesi delle posizioni espresse e delle informazioni fornite dai rispondenti
alla consultazione pubblica di cui alla delibera n. 317/25/CONS concernente la pianificazione
e successiva assegnazione delle frequenze in banda UHF (470-694 MHz) provenienti dalla ex rete nazionale televisiva n. 12.
 
 
 
Allegati
 
 
 
 
 
 
 
 
 

TOSCANA: NUOVE ANTENNE "5G". UNA ANCHE IN SAN PAOLINO

L’assessore Cristina Consani ha presentato nelle assemblee il piano completo.
Entro l’anno impianti in arrivo a Tramonte e a Nozzano, ecco le previsioni
 
Il campanile della chiesa di San Paolino è tra le “aree preferenziali” che potrebbero ospitare nuove antenne per la telefonia mobile.
Nel piano 2026-2027-2028 presentato in questi giorni nelle varie assemblee pubbliche – fino a martedì,
bisogna dire, sistematicamente disertate dai cittadini – dall’assessore all’ambiente Cristina Consani
le nuove aree sono 7 compresa appunto piazza San Pierino ovvero il campanile della chiesa di San Paolino.
Le altre sono via di Tramonte a Ponte a Moriano (cositing, ovvero un sito condiviso da più antenne),
un nuovo possibile impianto in via Balestrieri nell’area industriale di Ponte a Moriano, uno al cimitero di San Vito sulla via Pesciatina,
uno sulla via di Tiglio (cimitero dell’Arancio), al Belvedere di Maggiano-Arliano,
e in via della Billona all’altezza del laghetto e dell’azienda Puccetti.
“Queste sette aree preferenziali si aggiungono a quelle che sono state recepite nel tempo nei vari piani comunali per la telefonia mobile,
che servono per dar ordine e impedire un insediamento selvaggio degli impianti – ha spiegato l’assessore Consani -.
Ad oggi sono complessivamente 38 ma il fatto che si chiamino aree preferenziali non significa che diventeranno antenne.
Rappresentano i piani tecnici di sviluppo delle varie compagnie, che possono semplicemente non realizzarsi o mirare al “cositing”,
ovvero a creare un sito condiviso”. Un fatto certo sono due prossimi “arrivi” di nuove antenne di telefonia.
Spunteranno a Tramonte (Ponte a Moriano) e a Nozzano in via della Stazione entro l’anno,
come hanno fatto sapere i tecnici del Comune durante l’ultima assemblea avvenuta in centro storico.
La domanda diretta è arrivata dal capogruppo Pd, Vincenzo Alfarano:
“So che i Comuni hanno ben poco potere per fermare l’avanzata delle antenne, quindi saremo soggetti a un’espansione continua?”.
A rispondere è stato l’ingegner Francesco Pugliese, consulente del Comune.
“In effetti è così perchè i gestori cercano di rispondere in questo modo ai problemi di copertura di una zona
oppure alla richiesta di traffico dati in continuo aumento. Dove fino a qualche tempo fa si mandava un sms ora si invia un messaggio.
Dove si inviava un messaggio ora si ricorre a un video. E mi riferisco al privato ma anche al mondo business, iperconnesso”.
Altre aree potenzialmente “vocate” indicate nel centro storico dai piani per la telefonia mobile varati in passato, ma ancora in auge,
sono il Complesso Galli Tassi (“candidato” nel 2018), piazza del Carmine e la Palestra Bacchettoni.
 

LAZIO: ROMA, INCONTRO PUBBLICO SU 5G ED INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO PER LA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA

Alessandro Ieva, capogruppo M5S X Municipio: “Serve una riforma moderna
che metta realmente al centro la salute pubblica come interesse primario, trasparenza e territori.
Coinvolgere le Asl territorialmente competenti nel rilascio delle autorizzazioni a nuovi impianti 
 
“L’incontro pubblico che si è svolto in Campidoglio, organizzato dal Movimento 5 Stelle,
sul tema dell’inquinamento elettromagnetico e del 5G ha rappresentato un momento di confronto estremamente importante,
costruttivo e partecipato.
Desidero ringraziare i consiglieri capitolini Linda Meleo e Daniele Diaco e le consigliere municipali Federica Festa e Carla Canale
per aver condiviso insieme questo importante appuntamento dedicato ad approfondire una tematica sempre più centrale nel dibattito pubblico.
L’obiettivo del confronto al quale hanno partecipato anche le asociazioni ed i Cdq, non è fermare la tecnologia,
ma governarla con equilibrio, responsabilità e trasparenza, evitando imposizioni calate dall’alto sui territori e sui cittadini.
Serve una riforma moderna che metta realmente al centro la salute pubblica come interesse primario.
È necessario restituire autonomia decisionale e capacità di programmazione ai Comuni,
rivedere i parametri di monitoraggio passando dalla media sulle 24 ore a quella sui 6 minuti
e istituire un organismo indipendente capace di supportare le decisioni del Governo attraverso valutazioni scientifiche autorevoli e trasparenti.
È inoltre fondamentale realizzare un portale nazionale pubblico e trasparente che consenta ai cittadini
di consultare informazioni costantemente aggiornate sulle emissioni elettromagnetiche,
sulla localizzazione delle stazioni radio base e sui processi autorizzatori relativi agli impianti presenti nei territori.
Allo stesso modo, è necessario prevedere il coinvolgimento delle ASL territorialmente competenti
nei pareri delle conferenze dei servizi istruite dai Comuni per il rilascio o meno delle autorizzazioni relative ai nuovi impianti
o agli ammodernamenti di quelli esistenti.
Le Soprintendenze devono inoltre poter esprimere pareri vincolanti al fine di tutelare il paesaggio,
il patrimonio storico, culturale e gli spazi pubblici dei nostri territori.
Tutto questo, però, sarà possibile soltanto costruendo un percorso realmente partecipato.
È fondamentale il contributo delle istituzioni, del mondo scientifico, delle associazioni, degli amministratori locali e dei cittadini.
Le grandi trasformazioni non possono essere imposte dall’alto: devono essere condivise e costruite insieme.
Abbiamo oggi la responsabilità di immaginare un futuro digitale che non lasci indietro nessuno,
che protegga la salute delle persone e che restituisca centralità ai territori.
Solo così sarà possibile costruire un Paese davvero innovativo, ma anche più giusto, più trasparente e più vicino ai cittadini.
Il lavoro nato dal confronto di ieri può diventare un importante punto di riferimento nazionale
e trasformarsi in una proposta concreta, seria e credibile da portare all’interno del dibattito politico dei prossimi anni.”
Lo dichiara Alessandro Ieva, Capogruppo del Movimento 5 Stelle Municipio Roma X
 

PUGLIA: CRESCE LA PROTESTA CONTRO L' ANTENNA 5G A POGGIARDO (LE); "PAURA PER LA SALUTE DEI RESIDENTI"

Nuove tensioni nel Salento sul tema delle antenne per la telefonia mobile e, in particolare, sugli impianti legati alla rete 5G.
Dopo il recente caso di Aradeo, dove cittadini e amministrazione comunale si sono mobilitati contro l’avvio di un cantiere
per l’installazione di un’ antenna, una nuova segnalazione è giunta allo sportello “Dillo a TeleRama”, questa volta da Poggiardo.
A scrivere è un residente della zona tra via Generale Cadorna e via Capitano Baracca,
che denuncia da anni la presenza di un’antenna Linkem 5G installata su un terrazzo a ridosso delle abitazioni.
Una vicenda che, secondo il cittadino, avrebbe provocato crescente preoccupazione tra i residenti,
non soltanto per l’impatto sul decoro urbano ma soprattutto per i timori legati alla salute pubblica.
Nella lunga segnalazione inviata alla nostra redazione emergono paura, rabbia e senso di abbandono.
Il cittadino racconta di avere più volte chiesto interventi al Comune nel corso degli anni, senza però ottenere risposte concrete.
A pesare, soprattutto, sarebbe la convinzione che nella zona si siano verificati negli ultimi tempi diversi casi di gravi patologie,
anche in famiglia, sottolinea il cittadino, circostanza che ha alimentato allarme e sospetti tra chi vive nei pressi dell’impianto.
Una preoccupazione che oggi coinvolge sempre più comunità locali. Il caso di Aradeo ne è l’ennesima dimostrazione:
qui la contrarietà all’installazione di un’antenna 5G ha portato cittadini e istituzioni a una forte presa di posizione culminata in un’ordinanza comunale.
Ma anche in passato, sempre ad Aradeo, si erano registrati tentativi di bloccare nuovi impianti attraverso provvedimenti amministrativi
poi finiti davanti ai giudici amministrativi che di fatto annullarono l’ordinanza del primo cittadino.
Ma al di là degli aspetti tecnici e normativi, il nodo centrale resta però la preoccupazione dei cittadini:
il timore per possibili effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici continua infatti a generare tensioni sociali,
specialmente quando gli impianti sorgono a pochi metri dalle abitazioni.
 

SICILIA: ASSOSTAMPA TRAPANI INCONTRA GIORNALISTI
E TECNICI DELLA NUOVA EMITTENTE CORE TV

Nuova realtà televisiva siciliana.
La segreteria provinciale di Assostampa Trapani ha visitato i nuovi locali dell’emittente
che partirà nelle prossime settimane sul digitale terrestre e coprirà sei province siciliane
 
Core TV nuova emittente locale in Sicilia
Core TV nuova emittente locale pronta a partire nelle prossime settimane sul digitale terrestre.
La segreteria provinciale di Assostampa Trapani ha visitato i nuovi locali della televisione, che coprirà sei province della Sicilia.
All’incontro erano presenti il segretario provinciale Vito Orlando e la tesoriera Mariza D’Anna.
I rappresentanti del sindacato hanno incontrato il direttore Nicola Baldarotta, la vice direttrice Chiara Conticello,
giornalisti e tecnici soci della cooperativa. Baldarotta e Conticello sono entrambi iscritti ad Assostampa.
Inoltre, il progetto editoriale nasce con una formula particolare: gli stessi operatori sono editori dell’emittente,
perché si sono costituiti in cooperativa aderente a Confcooperative.
La visita ha rappresentato quindi un momento di confronto sul futuro dell’informazione locale e sulle prospettive della nuova realtà televisiva.
 
Core TV nuova emittente locale, il valore della cooperativa
Il modello scelto da Core TV punta sul coinvolgimento diretto di giornalisti e tecnici.
Questo aspetto è stato evidenziato con soddisfazione dai dirigenti di Assostampa Trapani.
Quando gli operatori diventano editori di se stessi, infatti, il progetto assume un valore diverso.
L’obiettivo non è solo costruire un palinsesto, ma anche rafforzare il rapporto con i cittadini e con il territorio.
La nuova emittente si prepara a proporre una programmazione strutturata.
Secondo quanto comunicato, sono previste anche dirette televisive già dalla mattina.
Di conseguenza, Core TV punta a garantire una presenza informativa costante e ampia.
L’iniziativa arriva in una fase delicata per il settore televisivo locale.
Alcune tv della provincia, da Trapani a Mazara del Vallo fino ad Alcamo, stanno infatti spegnendo il segnale del digitale terrestre.
Per questo motivo, una nuova esperienza editoriale assume un significato ancora più rilevante.
 
Assostampa Trapani e il contratto Aeranti Corallo-Fnsi
Assostampa Trapani ha espresso soddisfazione anche per la decisione di applicare il contratto collettivo di lavoro Aeranti Corallo-Fnsi.
Si tratta di un passaggio importante per la tutela dei teleradiogiornalisti. Il contratto tutela i lavoratori sotto il profilo normativo ed economico.
Inoltre, rappresenta un riferimento essenziale per garantire condizioni professionali chiare e dignitose nel settore dell’informazione radiotelevisiva locale.
La scelta di Core TV viene quindi letta dal sindacato come un segnale positivo.
Infatti, in un contesto complesso per l’editoria, l’applicazione di un contratto collettivo rafforza la qualità del lavoro giornalistico e tecnico.
Per approfondire il ruolo del sindacato unitario dei giornalisti italiani, è possibile consultare il sito della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
 
Informazione locale e presidio democratico
La nascita di Core TV nuova emittente locale viene vista da Assostampa Trapani come una notizia positiva per il pluralismo dell’informazione.
Il sindacato sottolinea infatti che nuove iniziative editoriali possono dare voce ai territori e rafforzare il diritto dei cittadini a essere informati.
L’informazione locale svolge un ruolo essenziale. Racconta comunità, problemi, storie e decisioni che incidono sulla vita quotidiana.
Inoltre, offre spazio a temi che spesso non trovano visibilità nei circuiti nazionali.
Per questo motivo, il pluralismo resta un presidio di libertà e di democrazia.
Una televisione locale che nasce con una struttura cooperativa può rappresentare uno strumento utile
per dare spazio a più voci e raccontare il territorio con continuità.
La copertura prevista su sei province siciliane amplia ulteriormente il valore del progetto.
Core TV si candida così a diventare una presenza nuova nel panorama dell’informazione regionale.
 
Giornalisti e tecnici al centro del progetto
Il comunicato di Assostampa Trapani mette in evidenza soprattutto un elemento:
la centralità di giornalisti e tecnici nel nuovo progetto editoriale. La cooperativa, infatti, nasce dagli operatori stessi.
Questa impostazione può favorire un rapporto più diretto tra chi produce informazione e chi la riceve.
Inoltre, può rafforzare il senso di responsabilità verso cittadini e spettatori.
La visita nei locali di Core TV ha quindi avuto anche un valore simbolico.
Da un lato, ha segnato l’attenzione del sindacato verso una nuova esperienza professionale.
Dall’altro, ha confermato l’importanza di tutelare il lavoro giornalistico e tecnico in una fase di trasformazione del settore.
Il territorio ha bisogno di voci autonome, competenti e presenti.
Per questo, la partenza di una nuova emittente locale rappresenta un segnale di vitalità.
E, in un momento di difficoltà per molte realtà televisive, assume anche il valore di una sfida.
L’auspicio è che Core TV possa contribuire a rafforzare l’informazione siciliana,
offrendo ai cittadini un racconto attento, plurale e vicino alle comunità.
 

SPAGNA: IL GOVERNO RITARDA IL RILASCIO DELLA NUOVA LICENZA DTT
E POSTICIPA L'ARRIVO DEL NUOVO CANALE

L’arrivo di un nuovo canale televisivo digitale terrestre nazionale è stato nuovamente rimandato
e il tanto atteso lancio, che avrebbe dovuto segnare una nuova era per la televisione spagnola in chiaro, è entrato in un’altra fase di incertezza.
Ciò che solo poche settimane fa sembrava destinato a risolversi prima dell’estate si è ora trasformato in un processo costellato di ritardi,
dubbi e attività bloccate nel settore audiovisivo
 
Secondo El Confidencial Digital, il governo non ha più una data certa per l’assegnazione della nuova licenza nazionale per la televisione digitale terrestre 
(TDT) e la decisione potrebbe essere rinviata fino a ottobre, esaurendo così i termini di legge per la procedura.
Questo scenario stravolge completamente i piani per il lancio del nuovo canale.
 
Il lancio del nuovo canale televisivo digitale terrestre è stato nuovamente posticipato
Il piano iniziale del governo prevedeva di concludere la procedura di gara entro giugno,
in modo da consentire al futuro gestore di iniziare le trasmissioni in tempo per l’inizio della nuova stagione televisiva a settembre.
Tuttavia, secondo quanto riportato, tale tabella di marcia si è complicata nelle ultime settimane
e ora la tempistica è di nuovo completamente incerta.
Nel settore audiovisivo, si ha la sensazione che il progetto fosse già in una fase molto avanzata
e che numerose mosse interne dipendessero esclusivamente dall’assegnazione definitiva della licenza.
 
Il governo sta già considerando ottobre come data per risolvere la questione delle licenze
La nuova licenza nazionale per la televisione digitale terrestre (TDT),
promossa dal Ministero per la Trasformazione Digitale e la Pubblica Amministrazione, avrà una durata di quindici anni, con possibilità di proroga.
L’operatore vincitore avrà inoltre sei mesi di tempo per iniziare le trasmissioni una volta annunciata ufficialmente la decisione.
Moncloa giustifica il ritardo con “problemi burocratici”, sebbene le fonti consultate dal suddetto organo di stampa parlino di relazioni in sospeso,
discrepanze amministrative e procedure ancora da definire.
Il nuovo rinvio cambia completamente anche lo scenario previsto solo pochi mesi fa,
quando il settore riteneva praticamente certo che la nuova mappa televisiva sarebbe stata definita prima dell’estate.
 
Silvia Intxaurrondo e Javier Ruiz sono stati presi in considerazione per il progetto
Una delle candidature più discusse è quella promossa dal consorzio guidato da Andrés Varela Entrecanales,
legato agli azionisti spagnoli di PRISA e alleato con il gruppo argentino Telefé.
La proposta prevede un canale incentrato su notizie politiche e attualità, con programmi di analisi, dibattiti e notiziari.
Secondo quanto riportato dalla stampa, negli ultimi mesi sono stati presi contatti con giornalisti di spicco
come Silvia Intxaurrondo e Javier Ruiz per valutare possibili integrazioni al futuro canale.
L’obiettivo era quello di costruire un network che fosse riconoscibile fin dal primo giorno e che includesse volti noti della televisione spagnola.
 
La nuova rete stava preparando i contenuti per iniziare le trasmissioni
L’attività legata al progetto si era intensificata negli ultimi mesi.
Andrés Varela Entrecanales è stato addirittura avvistato a gennaio al mercato audiovisivo Content Americas di Miami,
dove ha incontrato distributori e produttori internazionali per negoziare l’acquisizione di contenuti già realizzati.
Questa pratica, nota nel settore come “acquisto di contenuti preconfezionati”,
consente a una nuova rete di riempire rapidamente il proprio palinsesto senza dover affrontare lunghi processi di produzione propri.
Molti professionisti del settore avevano interpretato queste mosse come un segnale che l’appalto era praticamente assegnato
e che l’inaugurazione del canale era imminente. Tuttavia, il nuovo rinvio ora blocca gran parte di quei preparativi.
 
La televisione digitale terrestre (TDT) si trova ad affrontare una nuova trasformazione tecnologica
Il ritardo giunge inoltre in un momento particolarmente importante per la televisione in chiaro in Spagna.
La riorganizzazione dello spettro radio, l’avanzamento dello standard DVB-T2 e il consolidamento definitivo delle trasmissioni in alta definizione
stanno trasformando completamente l’attuale struttura della televisione digitale terrestre (TDT).
L’imminente assegnazione del nuovo canale è destinata a diventare uno degli sviluppi audiovisivi più importanti degli ultimi anni,
in quanto non solo modificherà gli equilibri tra le principali reti nazionali, ma aprirà anche una nuova battaglia per la quota di pubblico
nel contesto della continua guerra tra televisione tradizionale, piattaforme di streaming e consumo digitale.
 

SVIZZERA: LA TELEVISIONE CAMBIA CANALE: IL 61% DEGLI SVIZZERI SI SPOSTA ONLINE

Il nuovo rapporto di Zattoo mostra come oltre sei svizzeri su dieci guardino ormai la televisione tramite Internet,
mentre cala l’uso di cavo e satellite
 
La televisione tradizionale continua a perdere terreno in Svizzera, mentre cresce il consumo di contenuti televisivi via internet.
È quanto emerge dal nuovo «TV Streaming Report 2025 Switzerland» pubblicato dalla piattaforma di streaming televisivo Zattoo
e realizzato in collaborazione con YouGov.
Secondo il rapporto, il 61% degli svizzeri utilizza oggi modalità di ricezione televisiva basate su internet, tra IPTV e streaming.
La televisione via internet resta il sistema più diffuso per accedere ai programmi TV,
confermando una trasformazione ormai strutturale delle abitudini di consumo.
Il rapporto evidenzia inoltre come oltre la metà delle persone intervistate riuscirebbe a immaginare un futuro
in cui la televisione venga fruita esclusivamente online, senza ricorrere ai tradizionali collegamenti via cavo o satellite.
 
Tecnologie classiche in calo
Parallelamente continua infatti il calo delle tecnologie classiche di ricezione televisiva.
Secondo Zattoo, sempre meno utenti ritengono sufficiente la TV tradizionale,
mentre diminuiscono anche le diffidenze legate ai servizi di streaming,
in particolare per quanto riguarda la stabilità della connessione internet o i costi.
Tra i dispositivi più utilizzati per lo streaming televisivo dominano le smart TV,
presenti nel 58% delle economie domestiche intervistate.
Seguono smartphone (43%), computer portatili o PC (38%) e tablet (24%).
Il rapporto segnala però anche un nuovo elemento critico:
per la prima volta il 12% degli intervistati indica come problema il numero crescente di applicazioni
e abbonamenti necessari per accedere ai contenuti digitali.
Lo studio si basa su un sondaggio realizzato da YouGov tra il 13 e il 20 gennaio 2025 su un campione di 1.021 persone residenti in Svizzera.
 

RADIO DAB (MONTENEGRO): I PROGRAMMI DI RADIO MONTENEGRO SONO DISPONIBILI ANCHE TRAMITE TECNOLOGIA DAB+

Radio Crne Gore (RCG) ha compiuto il primo passo verso la digitalizzazione del suo segnale.
I programmi del servizio pubblico montenegrino sono disponibili anche tramite tecnologia DAB+ nell’area della capitale.
Si tratta di un moderno sistema di trasmissione che offre una migliore qualità del suono e informazioni aggiuntive agli ascoltatori
 
Ad oggi, i canali di Radio Montenegro vengono trasmessi, oltre che sulle frequenze FM,
anche tramite segnale digitale DAB+ nella zona di Podgorica.
“Il DAB+ è un nuovo sistema di trasmissione del segnale radio, utilizzato nella maggior parte dei paesi europei,
e in alcuni di essi ha già superato in diffusione il segnale FM a cui siamo abituati. Il DAB+ sta quindi debuttando in Montenegro.
Si tratta di un segnale di prova e i nostri ascoltatori potranno ascoltare il primo programma di Radio Montenegro e Radio 98,
ovvero il secondo programma di Radio Montenegro”, ha dichiarato il direttore di Radio Montenegro, Vuk Perović.
Il DAB+ offre una migliore qualità del suono, una ricezione del segnale più stabile, un maggior numero di canali radio
e informazioni multimediali aggiuntive, che gli ascoltatori possono seguire tramite ricevitori digitali.
“Ottima qualità del suono, molto migliore rispetto alla radio FM.
Inoltre, chi ha un ricevitore in auto potrà ottenere diversi altri dati utili durante la guida,
ma certamente anche per ciò che sta ascoltando in quel momento”, ha aggiunto Perović.
Il Centro di Radiodiffusione, insieme a RTCG, ha partecipato al progetto.
Affermano che si tratta di un significativo passo avanti tecnologico,
con il quale il Montenegro si allinea agli standard dei moderni sistemi mediatici europei
ed entra nel processo di modernizzazione della radiodiffusione.
La completa implementazione tecnica del progetto è stata curata dal Centro di Radiodiffusione (RDC).
 
FREQUENZE E POSTAZIONI

MONTENEGRO
Canale 11C (220,352 MHz)
PostazioneComune
SjenicaPodgorica

CATANZARO - MONZA SARÀ VISIBILE IN CHIARO E GRATIS: DA TV8 A SKY, DA DAZN A LAB CHANNEL, I CANALI TV E STREAMING DELLA FINALE

La finale d’andata dei playoff di Serie B non sarà visibile solamente su DAZN e LaB Channel,
piattaforme detentrici dei diritti del torneo, ma anche su Sky.
E pure TV8 metterà a disposizione la visione della partita.
 
Catanzaro e Monza hanno eliminato rispettivamente Palermo e Juve Stabia in semifinale,
qualificandosi per la finale playoff di Serie B. E ora solo una delle due otterrà l’accesso in A,
facendo compagnia al Venezia e al Frosinone.
La gara d’andata si giocherà al Ceravolo domenica 24 maggio, con calcio d’inizio fissato per le ore 20.
Con una novità per quanto riguarda la distribuzione dei diritti televisivi ai broadcaster che la trasmetteranno.
Catanzaro – Monza, infatti, sarà visibile anche in chiaro e gratuitamente per chi non è in possesso di alcun abbonamento.
 
Catanzaro – Monza su TV8
A trasmettere in diretta tv la partita tra la formazione calabrese e quella brianzola sarà infatti TV8,
emittente completamente gratuita presente al canale numero 8 del Digitale Terrestre.
Per quanto riguarda la diretta streaming della partita, si potrà assistere sempre gratuitamente sul sito di TV8.
 
Anche su Sky: i canali
Non solo: i diritti di Catanzaro – Monza sono stati acquistati da Sky,
che ha deciso appunto di mettere a disposizione la visione della gara del Ceravolo anche gratuitamente tramite TV8.
Per quanto riguarda i canali satellitare in cui si potrà vedere la finale d’andata dei playoff di Serie B, si tratta di Sky Sport Uno e Sky Sport 254.
E in streaming? Gli abbonati a Sky potranno disporre di SkyGo, app senza costi aggiuntivi scaricabile
e utilizzabile su qualsiasi dispositivo mobile. Un’ulteriore alternativa è NOW, sempre tramite abbonamento.
 
Confermate DAZN e LaB Channel
Confermata inoltre la trasmissione “classica” per quanto riguarda la Serie B:
Catanzaro – Monza sarà visibile in diretta streaming su DAZN e LaB Channel, in questo secondo caso tramite Prime Video o OneFootball, o
scaricando l’app su un moderno televisore o su un qualsiasi dispositivo mobile, con l’alternativa dell’accesso al rispettivo sito ufficiale.
 

PROVE DI TV TARGATE ANTENNA E NUOVA GEDI. SI COMINCIA CON DAZN, POI DISCOVERY

La nuova proprietà greca del gruppo editoriale al lavoro su una proposta televisiva centrata sull’informazione.
Il primo passo sarà in streaming, su Dazn, replicando in parte il modello già sperimentato in Grecia.
Mentre si studia il successivo passaggio sul digitale terrestre, con Discovery
 
Sta per partire la proposta televisiva di Gedi, tarata sull’informazione. Su Dazn, per cominciare.
Sia lato proprietà greca sia da parte dei nuovi vertici del gruppo si ritiene importante che in una offerta complessiva di contenuto crossmediale,
oltre alla radio, a Repubblica e la sua proposta video e assieme al resto degli asset, ce ne sia a tutti gli effetti una di tipo televisivo.
Del resto Henning Tewes, Group Chief Executive Officer di Antenna, prima di questo incarico e fino al 2024
ha lavorato per molti anni in RTL Group, ricoprendo posizioni dirigenziali di alto livello in diverse divisioni, tra cui la strategia aziendale.
Niente di strano che ai vertici italiani quando si pensa ad una nuova articolazione dell’offerta si consideri questa opzione,
anche se nel nostro mercato si fa fatica a immaginare la nascita di una neo-televisione di questi tempi, specie nel nostro contesto saturato dagli attuali attori.
La scelta di cominciare con Dazn come partner non è anomala.
La piattaforma sportiva in streaming, infatti, l’anno scorso è entrata nel mercato greco appoggiandosi ad Antenna Group,
uno dei principali gruppi media del Paese, usando ANT1+ come piattaforma locale di distribuzione.
L’accordo è stato annunciato nel giugno 2025 ed è partito con il FIFA Club World Cup 2025.
In Italia – così, invece, in qualche misura replicando l’esperienza – la collaborazione dovrebbe partire con la Coppa
che impegna le Nazionali di 48 Paesi in Usa, Messico e Canada.
 
Le tessere del mosaico non sono tutte a posto
Continuano, comunque, gli incontri con gli head hunter per definire chi possa essere il general manager di questa nuova costola media della nuova Gedi.
Da qualche mese lavora all’impresa, comunque, Gianluca Foschi, ex manager de La7 (era vicedirettore e si occupava di palinsesto e acquisti).
Ma attiva sarebbe all’interno una sorta di task force che comprende anche un consulente inglese ex BBC
ed altri professionisti impegnati a definire i contorni del progetto.
Il coinvolgimento ed il marchio di Repubblica Tv sono in questo momento il tema più delicato da sciogliere prima di annunciare il varo dell’offerta.
Che intanto dovrebbe partire in streaming, senza versione broadcast e lineare, ospitata da una Dazn
che allarga così ancora una volta il fronte dei contenuti distribuiti.
La piattaforma guidata da Stefano Azzi e coordinata da Michele Dalai nella parte dei contenuti editoriali – come detto –
ha sì finito di trasmettere il campionato di Serie A ma si riaccenderà, a partire dall’11 giugno, proprio con i Campionati Mondiali di calcio.
Andrà on air in streaming una trama fitta e vod di programmi d’informazione, una griglia ambiziosa, non ancora una vera e propria,
completa, emittente tematica d’informazione ma qualcosa di molto simile,
per la costruzione della quale in Gedi si pensa ad attingere anche a collaborazioni esterne.
La fase due, prossimamente, dovrebbe essere quella più propriamente televisiva.
E potrebbe avere come carrier un canale free del digitale terrestre oggi in dotazione a Discovery.
Le trattative sarebbero già in fase avanzata.
 

ANTENNA TRATTA CON WARNER BROS DISCOVERY LA CNN ITALIANA

Per il gruppo greco, che ha acquisito la Repubblica, più avanzate le trattative con Dazn per partire con un servizio news durante il Mondiale di calcio
 
Un canale all news, con il marchio Cnn per l’Italia.
È questo, a quanto risulta al Sole 24 Ore, il tema delle discussioni fra Antenna –
il gruppo greco nuovo proprietario di Repubblica e degli altri asset Gedi,
esclusi quelli che è previsto entrino nel novero della Sae di Alberto Leonardis – e Warner Bros Discovery.
Non è detto che si arrivi a dama, ma le discussioni sarebbero abbastanza serrate e all’interno di una strategia della nuova Gedi che guarda alla televisione.
E lo fa partendo dall’informazione, terreno considerato strategico dalla proprietà greca di Antenna Group, controllato da K Group della famiglia Kyriakou,
che dopo l’acquisizione degli asset del gruppo editoriale italiano sta lavorando a una estensione dell’offerta anche sul versante video e streaming.
Una strategia che al momento appare articolata. Come riportato ieri anche dal sito online di Prima Comunicazione, Antenna sarebbe in trattativa con Dazn.
E, oltre a questo, nel mirino c’è uno sbarco sul digitale terrestre per il quale il gruppo greco sarebbe al lavoro su vari fronti.
Quanto a Dazn, l’ipotesi è quella di una proposta informativa integrata dentro la piattaforma sportiva.
L’idea allo studio è un bollettino quotidiano di news confezionato da Antenna, con responsabilità editoriale diretta del gruppo greco
e un linguaggio coerente con il modello di consumo digitale della piattaforma guidata in Italia da Stefano Azzi.
Un prodotto pensato per allargare il tempo di permanenza degli utenti in app
e intercettare una fascia di pubblico giovane abituata a consumare contenuti fra streaming, social e clip video.
L’obiettivo temporale, a quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, sarebbe quello di partire in coincidenza con il Mondiale di calcio
al via a giugno negli Stati Uniti, Canada e Messico. Una finestra considerata strategica per il traffico sulla piattaforma,
che dopo la Serie A riaccenderà l’offerta editoriale proprio attorno alla competizione Fifa.
Di certo, seppur inedita, questa possibile collaborazione va nella direzione sempre più importante – e riconosciuta – di intercettare il pubblico dei giovani.
Dall’ultima ricerca di CeRTA sul consumo di notizie è infatti emerso come Instagram e TikTok siano le piattaforme preferite dalla Gen Z per tenersi aggiornati.
E la possibile intesa non si configurerebbe, inoltre, come un precedente isolato.
È di inizio anno infatti l’annuncio della Bbc di un accordo senza precedenti con Youtube per la produzione di contenuti inediti
che possano spaziare tra intrattenimento, informazione e sport.
Lo stesso direttore generale uscente della Bbc, Tim Davie, aveva commentato sottolineando che l’accordo avrebbe permesso alla Bbc 
di connettersi con il pubblico emergente di spettatori sempre più orientato alle piattaforme digitali.
In Italia, l’accordo tra Antenna e Dazn potrebbe quindi fare in un certo senso da apripista dopo quello in Uk tra la Bbc e Youtube,
e quello in Francia tra Netflix e Tf1. La fase successiva, se matureranno le discussioni fra Antenna e Warner Bros Discovery,
che non commentano l’indiscrezione, potrebbe essere più “televisiva” in senso stretto. Qui torna l’ipotesi Cnn. Con tutto il peso del suo marchio.
 

PIRATERIA TV, LA FINANZA SCOPRE UNA NUOVA APP: OLTRE 100 PERQUISIZIONI. CONTROLLI ANCHE IN SICILIA

Il sistema consentiva ai “clienti” di accedere ai contenuti audiovisivi a pagamento di Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify
 
Maxi operazione della Guardia di finanza di Ravenna (denominata «Tutto chiaro») contro la pirateria audiovisiva:
oltre 100 perquisizioni e sequestri in Italia, Francia e Germania e migliaia di soggetti coinvolti.
Nel mirino degli investigatori, una tecnologia innovativa, mai scoperta prima, che grazie ad una applicazione (“Cinemagoal”)
installata sui propri device consentiva ai “clienti” di accedere ai contenuti audiovisivi a pagamento di Sky, Dazn, Netflix, Disney+ e Spotify.
Un sistema sofisticato che inibiva la tracciabilità dei pagamenti degli “abbonamenti” clandestini –
dai 40 ai 130 euro l’anno, secondo il “pacchetto” scelto – perchè effettuati in criptovalute.
Secondo le prime stime fatte con l’aiuto delle società danneggiate, negli anni il sistema è costato almeno 300 milioni di diritti non riscossi.
Quanto ai prime mille “abbonati” identificati, stanno per vedersi notificare sanzioni che vanno dai 154 ai 5.000 euro.
Alle perquisizioni delegate dalla Procura di Bologna hanno collaborato i Nuclei speciali tutela privacy e frodi tecnologiche e numerosi reparti del Corpo.
L’operazione, che nasce da un’attenta attività di monitoraggio dei social media,
ha consentito di accertare come “Cinemagoal” permettesse di connettere i device a un server estero per decriptare i contenuti audiovisivi scelti:
sul territorio nazionale sono state allocate delle macchine virtuali che lavoravano 24 ore su 24 con il compito di captare (ogni tre minuti)
e ritrasmettere istantaneamente i codici originali di abbonamenti leciti, ma intestati a soggetti fittizi (parte dei quali ora identificati),
così da inviare un segnale “in chiaro” agli “abbonati”.
«Un sistema altamente avanzato e fino ad ora mai riscontrato – confermano le fiamme gialle –
che garantiva il vantaggio non solo di dribblare i blocchi di sicurezza apprestati dalle piattaforme,
ma anche di migliorare la qualità della visione, riducendo la possibilità che gli utenti finali potessero essere intercettati dal sistema dei controlli:
l’accesso all’applicazione, infatti, non determinava l’utilizzo di una connessione associabile direttamente a un determinato indirizzo IP,
schermando maggiormente l’utente finale». Tale funzionalità era specificamente pubblicizzata dagli oltre 70 “rivenditori”
che avevano il compito di distribuire il “prodotto” sul territorio e che riscuotevano un abbonamento annuale tramite pagamenti
eseguiti (preferibilmente) con strumenti non facilmente tracciabili, in criptovaluta o su conti di appoggio esteri e/o fittiziamente intestati.
L’autorità giudiziaria, avvalendosi della cooperazione con Eurojust, ha disposto, di conseguenza, anche il sequestro dei supporti informatici esteri
nei quali sono custoditi i dati necessari a decodificare i segnali audiovisivi protetti, nonchè il codice sorgente del programma.
Nello stesso contesto investigativo, è stato riscontrato come venisse utilizzato anche il sistema più tradizionale della cosiddetta Iptv,
meglio conosciuto come “pezzotto”.
Cospicuo il materiale sequestrato: dal suo esame potranno essere tratti ulteriori elementi utili a identificare tutti i coinvolti, compresi gli acquirenti finali,
nonchè determinare con esattezza i profitti illeciti complessivamente conseguiti in relazione alle ipotesi di reato di “pirateria audiovisiva”,
“accesso abusivo a sistemi informatici” e “frode informatica”.