Domenica 10 maggio 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

Pubblicato il 10/05/2026 alle ore 11:15
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE

VENETO IN DIGITALE - MUX LOCALE 1: RITORNO IN H.264
E PASSAGGIO IN HD PER TELEVENEZIA

Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Veneto.
Nel Mux LOCALE 1 l’emittente Televenezia (LCN 80) ha abbandonato la modalità video H.265 HEVC ed è tornata in MPEG-4 H.264.
Contemporaneamente ha iniziato a trasmettere in alta definizione con la risoluzione 1280×720.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sui banner qui sopra.

SICILIA IN DIGITALE: ELIMINATO TELE 8 NEL MUX LOCALE 2

Scendiamo in Sicilia, dove prosegue lo svuotamento del Mux LOCALE 2.
Questa volta è toccato a TELE 8 (LCN 91) di Mazara del Vallo (TP) abbandonare il relativo provider televisivo.
L’emittente era veicolata in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard.
Attualmente sta trasmettendo regolarmente sul proprio sito web all’indirizzo www.tele8tv.it
dopo aver lasciato il digitale terrestre.
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RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI ED EURODAB ITALIA

Occupiamoci ora della radio digitale.
 È stato acceso il Mux DAB+ RAI:
 
sul blocco 6C (anzichè sul pianificato 7C) dalle postazioni di COLLE SAN MARCO ad Ascoli Piceno
e CONTRADA MONTESECCO a Grottammare (AP), nelle Marche;
 
sul Canale 7C da CIMITERO – VIA TIMPONE a Trecchina (PZ), in Basilicata.
Il Mux EURODAB ITALIA è stato attivato sul blocco 6A dal ripetitore marchigiano di PIAN DEI CONTI a Cingoli (MC).

Postazione di PIAN DEI CONTI a Cingoli (MC)

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RADIO DAB - MUX DAB SICILIA: RINOMINATA RTM

Ritorniamo in Sicilia per segnalare che nel Mux DAB SICILIA
R.T.M., acronimo di Radio Trasmissioni Modica, con sede nell’omonima località ragusana,
ha modificato il proprio identificativo in * RTM *.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI
SICILIA
Canale 9A (202,928 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte PellegrinoPalermoPA
Canale 10D (215,072 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Contrada Carminello – Via Michele ScammaccaValverdeCT

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (SICILIA) A: ELIMINATA RPL 708090

Sempre in Sicilia, inoltre, nella versione A del Mux MEDIA DAB è stata tolta RPL 708090 di Adrano (CT)
che resta ascoltabile con il medesimo identificativo nel Mux DAB SICILIA.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.
FREQUENZE E POSTAZIONI

SICILIA
Canale 8D (201,072 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Monte CammarataSan Giovanni GeminiAG

È MORTO TED TURNER, FONDATORE DELLA CNN. CAMBIÒ PER SEMPRE LE NOTIZIE IN TELEVISIONE

Imprenditore visionario e spesso controverso,
ha rivoluzionato l’informazione televisiva creando nel 1980 il primo canale di notizie attivo 24 ore su 24
 
È morto a 87 anni Ted Turner, il visionario imprenditore americano che fondò la CNN e rivoluzionò il modo in cui il mondo consuma le notizie.
Con lui scompare una delle figure più eccentriche, influenti e controverse della storia dei media moderni,
un uomo capace di trasformare un’intuizione considerata folle in una delle idee più potenti del XX secolo.
Turner non è stato soltanto il fondatore del primo canale all-news attivo 24 ore su 24.
È stato un imprenditore capace di anticipare il futuro della televisione, un magnate dello sport, un ambientalista,
un filantropo e una personalità pubblica che non ha mai avuto paura di dire ciò che pensava.
Per decenni è stato il simbolo di un capitalismo americano aggressivo e visionario, tanto ammirato quanto discusso.
La notizia della sua morte è stata confermata da Turner Enterprises.
Da tempo le sue condizioni di salute erano peggiorate, nel 2018 aveva annunciato di soffrire di demenza a corpi di Lewy,
una malattia neurodegenerativa progressiva simile all’Alzheimer.
All’inizio del 2025 era stato ricoverato per una forma lieve di polmonite, dalla quale si era successivamente ripreso.
 
L’uomo che inventò le news senza interruzioni
Prima della CNN, il mondo dell’informazione televisiva era completamente diverso.
Negli Stati Uniti i grandi network trasmettevano telegiornali soltanto in fasce orarie precise, soprattutto la sera.
L’idea di un canale che parlasse di notizie ventiquattr’ore su ventiquattro sembrava economicamente insostenibile e persino inutile.
Ted Turner, però, vedeva più lontano degli altri. Nel 1980 lanciò ufficialmente la CNN, Cable News Network.
All’inizio molti osservatori la consideravano una scommessa destinata al fallimento.
Turner investì enormi risorse personali nel progetto, convinto che il pubblico avrebbe voluto seguire gli eventi del mondo in tempo reale.
Aveva ragione. La CNN cambiò completamente il linguaggio televisivo e il ritmo dell’informazione globale.
Guerre, elezioni, crisi internazionali, disastri naturali, tutto poteva essere raccontato in diretta, nel momento stesso in cui accadeva.
La svolta definitiva arrivò durante la Guerra del Golfo del 1991, quando milioni di persone seguirono i bombardamenti su Baghdad
attraverso le immagini trasmesse continuamente dalla CNN. Da quel momento la televisione non fu più la stessa.
Mark Thompson, presidente e CEO di CNN Worldwide, lo ha ricordato con parole di grande impatto:
“Ted era un leader profondamente coinvolto e determinato, impavido, senza paura
e sempre disposto a seguire il proprio istinto e il proprio giudizio. Era e sarà sempre lo spirito guida della CNN.”
E ancora: “Ted è il gigante sulle cui spalle ci troviamo oggi,
e tutti noi ci fermeremo per riconoscere il suo impatto sulle nostre vite e sul mondo.”
 
Da Cincinnati all’impero televisivo
Robert Edward Turner III nacque il 19 novembre 1938 a Cincinnati, in Ohio.
Crebbe in una famiglia benestante, il padre possedeva una società di cartellonistica pubblicitaria.
Dopo un periodo alla Brown University, lasciò gli studi e iniziò a lavorare nell’azienda di famiglia.
La sua vita cambiò drasticamente nel 1963, quando il padre si tolse la vita.
Turner, ancora molto giovane, si trovò improvvisamente alla guida dell’azienda.
Da quel momento iniziò una crescita imprenditoriale rapidissima.
Acquistò stazioni radiofoniche e successivamente una piccola emittente televisiva di Atlanta.
Fu tra i primi imprenditori a capire il potenziale delle trasmissioni via satellite,
intuizione che gli permise di espandere il segnale televisivo a livello nazionale.
Nacque così il concetto di “superstation”, una rete locale capace però di raggiungere tutto il Paese via cavo.
Da quell’esperimento si sviluppò il colosso Turner Broadcasting System.
Negli anni successivi Turner lanciò canali destinati a entrare nella cultura popolare mondiale:
TBS, TNT, Cartoon Network e Turner Classic Movies.
 
Il soprannome “Captain Outrageous”
Ted Turner non era soltanto un imprenditore brillante. Era anche un personaggio ingestibile, provocatorio, spesso sopra le righe.
Parlava senza filtri, faceva dichiarazioni incendiarie e amava sfidare apertamente il potere politico, economico e mediatico.
Per questo venne soprannominato “Captain Outrageous”. Lui stesso descriveva così il proprio modo di comunicare:
“Non ho idea di quello che dirò. Dico quello che mi passa per la testa”.
Quel carattere impulsivo gli causò numerose polemiche nel corso degli anni, soprattutto su temi religiosi e geopolitici.
Ma contribuì anche a costruire il suo mito pubblico, Turner era percepito come un uomo impossibile da controllare.
 
La sua cultura pop
Turner capì molto presto che televisione e sport potevano diventare un binomio potentissimo.
Acquistò gli Atlanta Braves nel baseball e gli Atlanta Hawks nell’NBA, trasformandoli in marchi nazionali grazie alla visibilità televisiva.
Definì i Braves “America’s Team”, sfruttando la diffusione nazionale delle sue emittenti.
Nel 1995 la squadra vinse le World Series sotto la sua proprietà.
Parallelamente costruì un enorme archivio cinematografico acquistando MGM/UA Entertainment.
Questa operazione gli consentì di controllare migliaia di film storici hollywoodiani.
Una delle sue idee più contestate fu la colorizzazione dei film in bianco e nero.
Molti registi e critici considerarono quel progetto un sacrilegio culturale.
Il celebre critico Roger Ebert scrisse che la versione colorata di “Casablanca” rappresentava “uno dei giorni più tristi della storia del cinema”.
Le proteste furono tali che Turner finì per abbandonare gradualmente il progetto.
[…]
 
La vendita del suo impero
Nel 1996 Turner Broadcasting System venne acquisita da Time Warner per circa 7,5 miliardi di dollari.
Turner rimase vicepresidente del gruppo, ma il controllo diretto del suo impero iniziò lentamente a sfuggirgli.
L’ulteriore fusione con AOL nel 2001 segnò definitivamente la fine della sua centralità nel mondo dei media. Due anni dopo lasciò l’azienda.
Negli ultimi anni aveva espresso più volte preoccupazione per l’eccessiva concentrazione del potere mediatico nelle mani di pochi grandi conglomerati.
“In qualsiasi settore, le grandi aziende sono importanti, ma lo sono anche quelle piccole e innovative.
Quando perdi le piccole imprese, perdi le grandi idee”, scrisse in un saggio pubblicato nel 2004.
[…]
 
Un’eredità che ha cambiato il mondo
Con la morte di Ted Turner si chiude un’epoca della televisione americana.
Nel bene e nel male, il suo impatto sulla comunicazione globale è stato gigantesco.
Oggi il flusso continuo di notizie ci sembra normale, smartphone, notifiche, dirette, aggiornamenti in tempo reale.
Ma quell’idea, la convinzione che il pubblico volesse sapere tutto subito, in ogni momento, è nata grazie alla sua intuizione.
Senza Turner probabilmente non esisterebbero il moderno ciclo continuo delle news,
i canali all-news globali e buona parte dell’ecosistema informativo contemporaneo.
 
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AGCOM: PUBBLICATO L' ELENCO DEFINITIVO DEI SERVIZI AUDIOVISIVI E RADIOFONICI DI INTERESSE GENERALE DISTRIBUITI ONLINE DI CUI ALLA DELIBERA N. 250/25/CONS

L’ Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato, nel proprio sito internet, la delibera n. 97/26/CONS
e il relativo Allegato A contenente la lista dei servizi audiovisivi e radiofonici di interesse generale
distribuiti online (SIG) di cui alla delibera Agcom n. 250/25/CONS recante le linee guida in materia di prominence.
Tale lista fa seguito a quella “provvisoria”; pubblicata dalla stessa Agcom in data 19 gennaio 2026
(con riferimento alla quale era possibile chiedere l’eventuale rettifica nei quindici giorni successivi a tale data).
Il nuovo elenco è suddiviso in otto sezioni e riporta (in accordo a quanto previsto dalle Linee guida SIG) i servizi di interesse generale
distribuiti on line che saranno presenti nelle applicazioni previste dalle linee guida stesse,
accessibili tramite icone o riquadri presenti nella home page dei dispositivi tv connessi a internet
(televisori connettibili  a internet, decoder tv terrestri e satellitari, dongle e box TV)
dopo l’icona di cui al Regolamento icona DTT (relativa alla ricezione broadcast).
In particolare, le prime cinque sezioni corrispondono alle cinque applicazioni dei fornitori dei servizi generalisti nazionali
(punto 25.i delle Linee guida SIG) e corrispondono a Rai, Reti Televisive Italiane, La7, Sky Italia e Discovery.
Le stesse sono posizionate in ordine di attribuzione del primo numero LCN del servizio diffuso in digitale terrestre
(i servizi di media in ogni sezione sono riportati nella lista in ordine alfabetico a mero fine di elencazione).
 
La sesta sezione corrisponde all’applicazione “Tv locali” (punto 25.ii. delle Linee guida SIG);
i servizi di media sono riportati nella lista in ordine alfabetico in accordo alla denominazione del fornitore a mero fine di elencazione.
L’ Agcom specifica infatti che, al riguardo, resta fermo quanto previsto dalle Linee guida SIG
circa la disposizione degli stessi nell’applicazione realizzata dall’aggregatore intermediario
in ordine di attribuzione del numero LCN del servizio diffuso in digitale terrestre.
 
La settima sezione corrisponde all’applicazione “Tv nazionali” (punto 25.iii. delle Linee guida SIG);
i servizi di media sono riportati nella lista in ordine alfabetico in accordo alla denominazione del fornitore a mero fine di elencazione –
resta fermo quanto previsto dalle Linee guida SIG circa la disposizione degli stessi nell’applicazione realizzata dall’aggregatore intermediario
in ordine di attribuzione del numero LCN del servizio diffuso in digitale terrestre
e, a seguire, per gli eventuali servizi che non hanno LCN, in ordine alfabetico).
 
L’ottava sezione corrisponde all’applicazione “Radio” (punto 25.iv. delle Linee guida SIG);
i servizi di media sono riportati nella lista in ordine alfabetico in accordo alla denominazione del servizio).
Nella lista sono presenti sia le emittenti diffuse in ambito locale, sia le emittenti diffuse in ambito nazionale.
Le applicazioni di cui ai punti 25.ii), iii) e iv) sono realizzate, gestite ed aggiornate dai soggetti aggregatori intermediari.
I soggetti destinatari delle disposizioni regolamentari, individuati al paragrafo 5 delle Linee guida SIG,
inseriscono le applicazioni dei servizi di interesse generale in home page appena le stesse risultano disponibili.
 
Evidenziamo, altresì, che la lista dei servizi di media audiovisivi e radiofonici di interesse generale
di cui all’Allegato A alla delibera Agcom n. 97/26/CONS entra in vigore all’atto della pubblicazione
(avvenuta il 4 maggio 2026) ed è aggiornata con cadenza annuale.
L’ Agcom specifica, altresì, che in accordo a quanto previsto dalle Linee guida SIG,
i fornitori dei servizi di media inclusi nella lista sono tenuti a comunicare tempestivamente all’ Autorità,
tramite il modulo disponibile sul sito web dell’ Agcom (al link: https://modulistica.agcom.it/form/webform-per-comunicazione-serviz),
eventuali variazioni rispetto a quanto precedentemente dichiarato con la richiesta di inserimento nella lista
(anche circa l’eventuale estinzione del titolo abilitativo o del rapporto con l’operatore di rete che trasporta il contenuto),
riportando nel campo “note” del modulo esplicita indicazione delle informazioni oggetto di variazione.
Tale modulo sarà utilizzabile anche per l’aggiornamento annuale della lista dei servizi di interesse generale,
trascorso un anno dalla data di pubblicazione della lista stessa.
L’avvio della procedura di aggiornamento annuale sarà comunicato
tramite un avviso pubblicato nella sezione preposta del sito web dell’Agcom.
 
Infine per quanto riguarda i servizi di media radiofonici nazionali e locali distribuiti gratuitamente in broadcasting (FM, DAB+ e AM)
evidenziamo che gli stessi sono già qualificabili come servizi di interesse generale
(per tale attività broadcasting non occorreva presentare istanza per rientrare nell’elenco SIG).
Ai fini della relativa ricezione i produttori di dispositivi idonei alla ricezione di segnali radiofonici prevedono sulle interfacce utente
dei dispositivi atti alla ricezione di contenuti sonori in tecnologia DAB+, AM e FM installati nei veicoli
e sulle interfacce utente delle radio domestiche e delle radio portatili,
un unico punto di accesso ai servizi di media radiofonici in broadcasting DAB+, AM e FM di interesse generale
immediatamente e chiaramente visibile (realizzabile con una icona nella schermata principale della home page
o della dashboard del dispositivo, ossia nel primo livello di offerta dell’utente,
di dimensioni non inferiori alle analoghe icone nella stessa schermata, unitamente in via opzionale, a un apposito comando vocale).
I produttori possono altresì prevedere in aggiunta anche la presenza di un tasto meccanico immediatamente e chiaramente visibile.
 
Delibera Agcom n. 97/26/CONS e il relativo allegato A contenente la lista dei SIG.
 

LIGURIA: TANTI AUGURI, RADIO BABBOLEO! 50 ANNI DI STORIA

Radio Babboleo, dove la Liguria si ascolta e si racconta da cinquant’anni
 
Siamo nel 1973, Genova piazza Portello. Al posto del vecchio locale “Preti” apre un club dal design avveniristico:
luci che cambiano colore, moquette verde prato e un nome, Babboleo,
che in città comincia presto a circolare come un sussurro curioso.
Dietro ci sono due fratelli poco più che ventenni, Walter e Gianni Miscioscia, con un’idea semplice:
mettere musica, far ballare la gente e magari guadagnare due lire per le vacanze.
Nasce così la discoteca Babboleo – da “babbo Leo”, soprannome familiare nato dall’affetto dei figli per il padre, Leonardo Miscioscia.
Walter e Gianni non sanno nulla di licenze, impianti o burocrazia, ma hanno una certezza: vogliono fare musica.
Così, nel 1974, con pomeriggi che iniziano alle tre e finiscono a mezzanotte,
prende il via una storia che, cinquant’anni dopo, continua a scriversi.
 
L’intuizione dei Fratelli Miscioscia
Nel 1975 arrivano anche a Genova i primi echi delle radio libere, soprattutto dall’Emilia-Romagna.
E Walter, il più visionario dei due fratelli, si fa una domanda: “perché non creare una radio per raccontare la discoteca?”.
È il 1976 quando Radio Babboleo comincia a trasmettere da una torretta del Castello Mackenzie.
Le pareti vengono rivestite con cartoni delle uova per insonorizzare la stanza, i soci comprano giradischi di fortuna,
i vinili si prendono in prestito dai DJ della discoteca, i telefoni squillano senza sosta per le “dediche” – allora richiestissime –
e le notizie arrivano dalla linea SIP. È l’inizio di una piccola rivoluzione.
Genova, fatta di saliscendi e silenzi dopo le sei di sera, trova all’improvviso un suono che le somiglia.
In poco tempo Radio Babboleo diventa il sottofondo di un’intera generazione: giovani, ventenni, sogni grandi e pochi ritegni.
 
Babboleo, un modo di essere
Nel 1978 arriva La febbre del sabato sera e anche la Liguria si riempie di pantaloni a zampa, brillantina e voglia di ballare.
Mentre in tutta Italia le radio libere si moltiplicano, i fratelli Miscioscia capiscono di aver creato qualcosa che va oltre la musica.
Babboleo non è più soltanto un nome, una discoteca o una radio: è un modo di essere, un linguaggio che parla soprattutto ai giovani.
Negli anni Settanta, “essere Babboleo” significava anche assomigliarle. Le basette alla Tony Manero,
i capelli tagliati come quelli dei DJ della radio – “il taglio alla Babboleo”, che qualcuno forse ricorderà ancora.
Ma significava soprattutto appartenere a un mondo che parlava il linguaggio dell’ironia, della leggerezza e della condivisione.
 
Una radio libera
Da lì, passo dopo passo, la radio comincia a crescere.
Cambia sede più volte – dal Castello Mackenzie a piazza Portello, poi Sottoripa, fino al Porto Antico, dove si trova ancora oggi –
e nel frattempo diventa una palestra per giornalisti, conduttori e tecnici destinati a fare strada anche oltre la Liguria.
Tra gli anni Ottanta e Novanta, mentre la legge prova a mettere ordine nel caos delle radio libere,
Babboleo sceglie di restare fedele alla propria natura: indipendente e senza padroni.
Dai primi esperimenti con l’informazione alle dirette con i sindaci – la prima nel 1995 –
la radio diventa un punto di riferimento per la città, non solo musicale ma anche informativo.
Chi allora aveva trent’anni oggi ne ha sessanta, e continua a riconoscersi in quella voce familiare che accompagna ancora le giornate.
Nel tempo Babboleo si è trasformata, si è moltiplicata – con Babboleo News, Babboleo Suono, Babboleo Lab –
ma ha conservato qualcosa di impalpabile e raro: la fiducia.
 
Le voci di chi l’ascolta
Da mezzo secolo Babboleo si infila nelle giornate con la naturalezza delle cose di casa.
Una voce che non pretende attenzione, ma resta lì: mentre si lavora, si guida, si studia.
E oggi, insieme alla radio, riaffiorano anche i ricordi degli ascoltatori.
Sandro la ricorda fin dall’inizio: “ero uno dei ragazzi della discoteca in piazza Portello.
Un giorno i proprietari scesero nei fondi e dissero che avrebbero messo in piedi una radio.
Noi ci mettemmo a registrare jingle, sigle, voci. L’abbiamo vista nascere e crescere.
Cinquant’anni dopo, è ancora accesa nella mia cucina”.
William invece pensa al nonno: “lavorava in sartoria, con il ferro da stiro acceso e la radio sintonizzata su Babboleo.
Le notizie le prendeva da voi, la musica pure. Io allora ero un bambino, oggi ho cinquantatré anni e quella radio è rimasta.
È come se quella voce non se ne fosse mai andata”.
C’è poi la signora di corso Sardegna, che ricorda un momento di paura: “durante l’alluvione del Ferreggiano eravamo bloccati in macchina,
con l’acqua che saliva e i telefoni muti. Sentivamo solo voi, che spiegavate cosa stava succedendo. Quelle voci ci hanno tenuti lucidi”.
E poi Anna, che da studentessa non spegneva mai la radio: “Mia madre non capiva come potessi studiare con Babboleo in sottofondo.
Ma mi serviva. Mi faceva sentire nel mondo. Forse mi ha insegnato a concentrarmi sulla vita mentre facevo altro”.
 
Cinquant’anni dopo
Le storie cambiano, gli anni passano, ma la sostanza resta: nata da un piccolo gruppo di amici è diventata una grande comunità.
Cinquant’anni di musica, voci, idee e cambiamenti. Ma soprattutto cinquant’anni di persone:
di chi ha parlato davanti a un microfono e di chi, dall’altra parte, in macchina, a casa o al lavoro, ha continuato ad ascoltare.
Tanti auguri, Radio Babboleo!
 

PUGLIA: MEZZO SECOLO "DENTRO" TARANTO;
STUDIO 100 COMPIE 50 ANNI E CONTINUA A ESSERE LA VOCE DEL TERRITORIO

Cinquant’anni di storia, di lavoro e di emozioni: è una giornata speciale per tutta la nostra redazione, perché è il nostro compleanno.
Studio 100 festeggia mezzo secolo di attività, un percorso iniziato nel 1976 e cresciuto insieme alla città di Taranto e al suo territorio.
Un legame forte, costruito nel tempo, che ha fatto di questa emittente un punto di riferimento per generazioni di spettatori.
 
STUDIO 100 è in onda in definizione standard nel Mux LOCALE 2 (PUGLIA) sulla LCN 98
e per l’occasione ha sostituito il logo di rete, posizionato in basso a destra,
con il simbolo di 50 ANNI STUDIO 100 1976 – 2026.

PUGLIA: NUOVO STOP AL CANTIERE PER L' ANTENNA 5G AD ARADEO (LE)

Mattinata di protesta in via Elsa Morante dove la ripresa dei lavori per l’installazione di una antenna 5G
ha innescato la rivolta dei residenti e portato il sindaco a firmare un’ordinanza urgente per motivi di sicurezza e ordine pubblico.
Gli operai incaricati dalla società Inwit si sono presentati di buon’ora con camion e mezzi meccanici
per riavviare gli scavi finalizzati all’installazione dell’infrastruttura, lavori già sospesi lo scorso settembre
con un precedente provvedimento del primo cittadino, Giovanni Mauro.
Sul posto, però, erano già presenti alcuni residenti e in pochi minuti la notizia ha richiamato decine di cittadini.
Alla mobilitazione hanno partecipato famglie, anziani e bambini, determinati a impedire l’avvio del cantiere e a rivendicare il diritto alla tutela della salute.
La protesta si è subito intensificata: striscioni e cartelli contro l’antenna, clacson e segnali acustici di dissenso.
Un pulmino scolastico è stato simbolicamente posizionato nei pressi dell’ingresso dell’area interessata dai lavori.
Sul posto sono intervenuti anche il sindaco e diversi amministratori comunali.
I toni si sono fatti sempre più accesi tra manifestanti e responsabili del cantiere,
fino a rendere necessario un intervento per evitare il degenerare della situazione.
Su segnalazione della polizia locale, il sindaco Mauro ha quindi emanato un’ordinanza contingibile e urgente
“per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana”, determinando di fatto un nuovo stop ai lavori.
Nei mesi scorsi, lo stesso sindaco aveva interessato la Prefettura
chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto tra amministrazione, cittadini e società proponente.
«Non c’è alcun divieto generalizzato al 5G – ha chiarito il primo cittadino -.
Altri operatori hanno condiviso con il Comune le installazioni su siti comunali lontani dalle abitazioni,
garantendo comunque un’efficace copertura del servizio. Non si comprende perché ciò non possa avvenire anche in questo caso».
Il nodo resta infatti la localizzazione dell’impianto: l’antenna, prevista su un terreno privato a ridosso delle abitazioni,
è al centro delle contestazioni nonostante il Comune abbia indicato un sito alternativo pubblico,
distante poche centinaia di metri e ritenuto tecnicamente idoneo alla copertura del segnale.
La proposta progettuale aveva già suscitato forti reazioni tra i residenti, sfociate nella nascita del comitato “No antenne in via Morante”,
sostenuto anche da associazioni nazionali come ISDE (Medici per l’ Ambiente),
Associazione Italiana Elettrosensibili e realtà impegnate nella lotta all’elettrosmog.
«Qui vivono bambini, anziani e persone fragili – spiegano dal comitato -.
Sarebbe auspicabile un confronto con il Comune per individuare soluzioni condivise, senza imporre scelte calate dall’alto».
Dalla sua, l’amministrazione ribadisce la disponibilità al dialogo: «Il Comune di Aradeo è aperto a un’intesa bonaria con Inwit
– conclude Mauro -. Abbiamo proposto un sito alternativo che garantisce copertura e maggiore distanza dalle abitazioni.
Ci auguriamo che, alla luce di quanto accaduto oggi, prevalga la volontà di tutte le parti di avviare un tavolo conciliativo».
 

PUGLIA: RIMOSSA ANTENNA 5G A TERLIZZI (BA),
LA SODDISFAZIONE DI RESIDENTI E ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE

Una crescente mobilitazione civica ha preso forma nel quartiere Via Mazzini a Terlizzi,
dove un gruppo di residenti ha deciso di opporsi all’installazione di un’antenna 5G
su un immobile rientrante tra gli “edifici e complessi di valore monumentale”.
Il cuore della vicenda non riguarda solo la preoccupazione per l’esposizione prolungata dei residenti ai campi elettromagnetici –
e quindi l’impatto sulla qualità della loro vita per la esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche -,
ma anche l’impatto ambientale e paesaggistico di tale installazione.
A guidare il gruppo di cittadini l’avv. Annaluisa De Lucia, residente nella zona, che ha coordinato un’azione che ha unito abitanti,
professionisti e associazioni come “Puliamo Terlizzi Aps” e Legambiente Circolo di Terlizzi “Amici di Vito e Clara”
tra istanze formali, accesso agli atti e dialogo con le istituzioni interessate.
«Il nostro obiettivo non è mai stato quello di opporci al progresso tecnologico,
ma di garantire che l’innovazione si concili con la tutela dei beni storici,
dell’ambiente e del paesaggio nel rispetto delle regole e del contesto urbano
e che il diritto alla connettività si bilanci con l’articolo 32 della Costituzione sulla tutela della salute».
La vicenda solleva interrogativi sul bilanciamento tra sviluppo infrastrutturale e tutela della salute pubblica e del patrimonio storico,
ambientale e paesaggistico, un tema sempre più attuale per le città italiane, in un equilibrio che richiede rigore normativo,
trasparenza amministrativa e dialogo con le comunità locali.
Proprio per questo, mentre il quartiere accoglie con soddisfazione la decisione di smantellare l’antenna,
si fa strada anche l’esigenza di costruire un confronto più strutturato tra cittadini, istituzioni e operatori.
L’installazione di impianti per la telefonia mobile innesca una particolare attenzione da parte dei cittadini e delle Amministrazioni
per il forte impatto sociale che questo fenomeno ha sul territorio; sarebbe pertanto auspicabile che il Comune di Terlizzi,
al pari di altri comuni virtuosi, adotti un “Piano Antenne” cioè uno strumento finalizzato alla corretta pianificazione urbanistica,
che regoli l’installazione di ripetitori di telefonia mobile (inclusi i siti 5G) con lo scopo principale di governare la localizzazione dei nuovi impianti
e minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici, privilegiando siti comunali o esistenti e tutelando luoghi sensibili.
Resta l’impegno del gruppo nel continuare a vigilare e promuovere un dialogo costante tra istituzioni, tecnici e residenti,
affinché il progresso tecnologico proceda di pari passo con la tutela della salute pubblica e del patrimonio collettivo
avendo sicuramente dato esempio di come l’impegno personale e la collaborazione tra cittadini possano incidere concretamente sulle scelte
che riguardano il territorio comune.
 

SICILIA: NASCE NEL TRAPANESE CORE TV;
UNA NUOVA EMITTENTE INDIPENDENTE SUL TERRITORIO

È stata formalmente costituita nei giorni scorsi, davanti al notaio Saverio Camilleri, la cooperativa MEDIA CORE,
promossa da otto ex dipendenti della storica emittente Telesud, con l’obiettivo di avviare un nuovo progetto televisivo indipendente,
radicato nel territorio e orientato a un’informazione libera e partecipata.
I soci fondatori sono: Nicola Baldarotta, Ivan Barraco, Chiara Conticello, Mirko Ditta, Maurizio Macaluso,
Guido Novara, Nicola Rach e Nicola Vassallo.
L’iniziativa nasce dalla volontà dei soci fondatori di non disperdere competenze e professionalità maturate nel settore,
dando continuità a un presidio informativo locale attraverso un modello cooperativo aperto e inclusivo.
Il progetto è stato avviato grazie al supporto di Confcooperative, realtà alla quale la società ha formalmente aderito.
CORE TV si propone come un progetto editoriale autonomo, con una linea orientata alla valorizzazione del territorio
e delle sue dinamiche sociali, economiche e culturali. Nei prossimi mesi, completato l’iter burocratico ministeriale,
CORE TV avvierà le trasmissioni sul digitale terrestre.
Alla nuova realtà editoriale e ai suoi protagonisti va un augurio sincero di buon lavoro e di un futuro ricco di soddisfazioni,
con l’auspicio che CORE TV possa diventare un punto di riferimento solido e credibile per l’informazione del territorio.
Ecco la lettera aperta dei soci fondatori alla cittadinanza, che illustra visione, obiettivi e valori del progetto:
C’è un momento in cui lamentarsi non basta più. Un momento in cui scegliere di restare a guardare significa arrendersi.
E poi c’è un altro momento, più raro e più coraggioso: quello in cui si decide di agire. Noi siamo otto ex dipendenti di Telesud.
Quattro giornalisti e quattro tecnici. Professionisti, ma prima ancora persone profondamente legate a questa terra.
Quando, dopo quasi quarant’anni di storia, quella voce si è spenta, non abbiamo voluto accettare il silenzio.
Abbiamo scelto di fare la nostra parte. Abbiamo messo insieme le nostre competenze, tutti i nostri risparmi, la nostra dignità professionale.
Abbiamo ascoltato il territorio, i cittadini, le comunità che ci chiedevano di non lasciare un vuoto così grande.
E da quella richiesta, sincera e potente, è nata una scelta: creare una nuova emittente televisiva.
Nasce così una cooperativa, un progetto libero, indipendente, costruito dal basso.
Un progetto che non risponde a interessi esterni, ma solo al bisogno autentico di raccontare la Sicilia per quello che è:
complessa, viva, piena di energie e di futuro. La nostra cooperativa è aperta. Aperta a chi crede in un’informazione libera.
Aperta a chi vuole investire, anche con un piccolo contributo, in un bene comune.
Aperta a chi ha a cuore il destino di questa terra e vuole contribuire a scriverne una pagina nuova.
Perché oggi più che mai c’è bisogno di prendere di petto le sfide della Sicilia.
Di raccontarle senza filtri, senza padroni, senza secondi fini.
Di costruire insieme una narrazione che sia finalmente all’altezza delle potenzialità di questa terra. Noi ci siamo.
Non abbiamo aspettato che qualcuno lo facesse al posto nostro.
E a breve, completate tutte le formalità burocratiche, nascerà CORE TV: un’emittente fatta di persone, di storie, di territorio.
Un’emittente fatta col cuore. A chi legge diciamo: questa non è solo la nostra sfida. È una sfida collettiva.
Se credete anche voi che il territorio meriti una voce libera, se pensate che sia arrivato il momento di sostenere concretamente un progetto
che nasce dal basso, allora questo è il momento di esserci. Perché il futuro di una terra non si aspetta. Si costruisce. Insieme.
 
Firmato: Nicola Baldarotta, Ivan Barraco, Chiara Conticello, Mirko Ditta, Maurizio Macaluso,
Guido Novara, Nicola Rach e Nicola Vassallo
 

REPUBBLICA DI SAN MARINO: ROBERTO SERGIO RACCONTA IL RILANCIO DI SAN MARINO RTV. "IL PERCORSO È SOLO ALL' INIZIO"

Il direttore generale Rai e San Marino RTV ripercorre la trasformazione dell’emittente del Titano tra nuovi studi,
grandi firme e il successo del San Marino Song Contest. Poi l’appello sulla Rai: “È il momento della responsabilità e del dialogo”
 
“Quando sono arrivato ho trovato una situazione oggettivamente molto complessa”.
Roberto Sergio, direttore generale Rai e San Marino RTV, racconta così a “Terzo Millennio”,
programma di approfondimento di Lazio TV, lo stato dell’emittente del Titano al momento del suo insediamento.
Una realtà, spiega, segnata da difficoltà economico-finanziarie, infrastrutture tecnologiche obsolete
e una programmazione composta prevalentemente da repliche di vecchi programmi italiani.
Da qui la scelta di avviare “un lavoro profondo di trasformazione”, inserito in un piano industriale triennale presentato circa sei mesi fa.
Tra gli interventi principali, la creazione di una forte riconoscibilità editoriale attorno al canale 550
e un’importante modernizzazione tecnologica: nuovi studi televisivi, uno studio virtuale e, a breve, anche il nuovo studio del telegiornale.
Secondo Sergio, accanto all’innovazione tecnica è stata completamente ripensata anche la linea editoriale,
con l’obiettivo di costruire “una televisione riconoscibile, con una propria identità”,
capace di rivolgersi sia al pubblico sammarinese sia a quello italiano.
San Marino RTV, aggiunge, si presenta oggi come “un canale semigeneralista moderno”,
sempre più orientato su produzioni originali, approfondimenti e grandi eventi.
Tra gli esempi del rilancio viene citato il San Marino Song Contest, che – considerando il percorso verso l’Eurovision 2026 di Vienna –
potrebbe superare i 200 milioni di contatti complessivi.
Sergio sottolinea inoltre come il rafforzamento editoriale abbia attirato investitori pubblicitari italiani e multinazionali,
contribuendo alla crescita dei ricavi e della visibilità internazionale.
Nel palinsesto trovano spazio nomi come Dario Fabbri, Paolo Mieli, Corrado Augias,
Simona Ventura, Roberto Giacobbo, Giovanni Terzi e Red Ronnie.
“San Marino RTV sta dimostrando di essere uno spazio di libertà editoriale e creativa”, afferma Sergio,
convinto che sempre più professionisti sceglieranno di unirsi al progetto.
L’intervista si sposta poi sulla Rai. Sullo stallo relativo alla presidenza dell’azienda,
Sergio parla di una situazione “difficilmente sostenibile” e auspica una riapertura del confronto politico:
“Credo sia arrivato il momento della responsabilità e del dialogo”.
Difende infine il piano immobiliare della Rai, spiegando che non nasce per coprire debiti
ma per accompagnare la trasformazione dell’azienda in una moderna “Digital Media Company”,
attraverso nuovi poli produttivi e la riqualificazione delle sedi storiche.
Guardando al futuro personale, Sergio conferma il forte legame costruito con l’emittente sammarinese
e si dice disponibile a proseguire il lavoro avviato almeno fino al completamento del piano industriale previsto per il 2028.
“Credo fortemente nel progetto costruito insieme. Un percorso che è soltanto all’inizio”.
 

SLOVENIA: TV KOPER-CAPODISTRIA FESTEGGIA 55 ANNI DI ATTIVITÀ

L’ 8 maggio 1971, andò in onda la prima trasmissione di TV Koper-Capodistria:
il Notiziario quotidiano, dedicato alla comunità nazionale italiana.
Con questo traguardo, celebriamo 55 anni di attività di uno dei più importanti organi di informazione nella zona di confine e transfrontaliera
 
In oltre mezzo secolo di attività, TV Koper-Capodistria ha segnato in modo significativo il panorama al crocevia tra Slovenia, Italia e Croazia.
Pioniera del multiculturalismo, è diventata un mezzo di comunicazione fondamentale in un contesto in cui si intrecciano lingue e identità diverse,
contribuendo in modo determinante alla preservazione e allo sviluppo della lingua, della cultura e dell’identità della comunità nazionale italiana.
Fin dai suoi esordi, il programma televisivo di Koper-Capodistria si è distinto per modernità, innovazione e apertura.
Superando i confini locali, si è presto rivolto al più ampio panorama mediatico,
diventando un ponte tra paesi e culture e un importante co-creatore dello spazio comune europeo.
Tra le tappe più significative spicca la prima trasmissione a colori,
con la quale la televisione di Koper ha superato persino la RAI, la televisione nazionale italiana.
Nel corso della sua storia, TV Koper-Capodistria ha realizzato numerosi progetti pionieristici,
tra cui il primo programma sportivo specializzato in Europa e trasmissioni di alto profilo di importanti eventi sportivi.
Durante la guerra d’indipendenza slovena, ha svolto un ruolo importante nell’informare il pubblico straniero sugli eventi nel paese.
Oggi il programma è disponibile tramite piattaforme digitali, sistemi via cavo, satellite e internet,
e gli spettatori possono anche trovare contenuti on demand sul portale www.rtvslo.si/tv-capodistria.
In 55 anni, TV Koper-Capodistria ha prodotto decine di migliaia di ore di programmi propri, che spaziano in un’ampia gamma di generi:
da programmi informativi, di attualità e di analisi a contenuti culturali, educativi, documentari, per bambini, musicali e sportivi.
TV Koper-Capodistria rimane una parte importante del panorama mediatico pubblico
ed è impegnata nella missione di connettere, includere e preservare la diversità culturale e linguistica.
 

ALBANIA: RTSH CELEBRA IL SUO 66° ANNIVERSARIO,
L' UNICA EMITTENTE PUBBLICA AD AVER AVVIATO LA FASE DI TRASFORMAZIONE

La Radio Televisione Albanese celebra il 66° anniversario dell’inizio delle sue trasmissioni, una pietra miliare nella storia nazionale,
al servizio dell’informazione pubblica, della conservazione della cultura e dell’arricchimento artistico.
Nel 1960, RTSH iniziò a trasmettere solo per un territorio limitato, per poi espandersi all’intero Paese,
coprendo oggi la più ampia area geografica tra tutti i media audiovisivi albanesi.
In oltre sei decenni, RTSH ha prodotto programmi che si sono sempre prefissati l’obiettivo di essere esaustivi,
con particolare attenzione all’informazione, all’educazione e all’intrattenimento.
In occasione del 66° anniversario della nascita e dell’istituzione dell’unica emittente pubblica della Repubblica d’Albania,
guidata dalla direttrice generale Eni Vasili, la prima donna a dirigere un mezzo di comunicazione pubblico,
Radio Television Shqiptar prosegue il suo percorso con dedizione.
Con l’impegno e la visione di rendere questo mezzo di comunicazione il più vicino possibile al pubblico, di maggiore qualità e professionalità,
Radio Television Shqiptar ha ufficialmente avviato un processo di trasformazione.
Tale decisione è stata presa nella riunione del Consiglio direttivo di pochi giorni fa, dove, dopo uno studio durato 9 mesi,
è stata approvata all’unanimità la ristrutturazione dell’istituzione in conformità ai principi dell’Unione europea delle emittenti pubbliche.
RTSH, nel suo 66° anniversario di fondazione, vanta centinaia di programmi tematici, documentari, serie televisive e film,
concerti, recital, festival musicali nazionali, senza tralasciare il genere teatrale.
Oggi, RTSH è orgogliosa di celebrare e onorare decine di giornalisti, musicisti, artisti, sceneggiatori, tecnici,
cameraman e dipendenti della produzione televisiva che hanno dato un prezioso contributo all’arricchimento della programmazione.
RTSH si propone di progredire di pari passo con gli sviluppi tecnologici e con le sfide che questi comportano nel campo dei media audiovisivi.
RTSH è la televisione della storia dell’Albania e la sua missione continua…
 

RADIO DAB (SPAGNA): IB3 RÀDIO, IL GOIB E CELLNEX HANNO PRESENTATO AD ALFABIA LA PRIMA RETE RADIO DIGITALE AUTONOMA DAB+ IN SPAGNA

IB3 Ràdio lancia la piattaforma ib3.org/musica, la sezione audiovisiva di IB3 Música, già presente come canale DAB+
 
IB3 Ràdio, il Governo delle Isole Baleari, IB Digital e Cellnex hanno presentato ufficialmente il progetto
per la realizzazione della prima rete radio digitale DAB+ autonoma in Spagna.
L’evento si è svolto martedì pomeriggio presso l’emblematico centro di telecomunicazioni di Alfabia a Bunyola
e rappresenta una tappa fondamentale nella roadmap digitale delle Isole e nella modernizzazione dell’ecosistema audiovisivo delle Baleari.
Questa iniziativa congiunta, frutto della collaborazione tra enti pubblici e privati, consolida la posizione delle Isole Baleari
e dell’Ente pubblico radiotelevisivo delle Baleari come leader nella modernizzazione del settore radiotelevisivo.
All’evento hanno partecipato Daniel Barjacoba, direttore di IB3 Radio;
Esteban Ramón, direttore della Comunicazione e dei Media Digitali di IB3;
Xisco Cánovas, direttore generale della Strategia Digitale e dello Sviluppo Tecnologico del Governo delle Baleari,
e Alfonso Álvarez, amministratore delegato di Cellnex Iberia.
La nuova rete DAB+, tecnicamente realizzata da Cellnex e IB Digital, rappresenta una significativa evoluzione rispetto alla FM tradizionale.
Grazie a questa tecnologia, IB3 Ràdio ha potuto iniziare le sue trasmissioni digitali dal 1° marzo,
diventando così la prima emittente radiofonica autonoma dello Stato a trasmettere in DAB+ sul proprio territorio.
Ciò si traduce in una migliore esperienza di ascolto per l’utente, senza interferenze
e con la possibilità di ricevere informazioni visive associate al contenuto sonoro sugli schermi dei ricevitori tramite metadati.
Daniel Barjacoba, direttore di IB3 Ràdio, ha ricordato che
“il lancio della rete DAB+ ci permette di compiere un salto di qualità nel servizio radiofonico pubblico:
migliore qualità del suono, maggiore capacità per nuovi canali e servizi informativi associati,
e una copertura pensata per crescere in modo ordinato in tutto l’arcipelago”.
Sempre oggi, IB3 Música ha lanciato la sua piattaforma ib3.org/musica,
la sezione audiovisiva con cui completa l’offerta musicale già proposta dal canale IB3 Música tramite la rete DAB+.
Interviste, concerti, articoli specializzati, contenuti transmediali e una selezione musicale 24 ore su 24, 7 giorni su 7,
faranno parte di questa nuova proposta digitale in cui la musica ha trovato il suo spazio all’interno della struttura di IB3 Ràdio.
Da qui, la nuova piattaforma sonora creerà spazi per dare ancora più risalto alla musica isolana, sia visivamente che acusticamente,
oltre che attraverso la scrittura. Un nuovo punto di incontro per la scena musicale delle Isole Baleari,
che offrirà alla creazione musicale isolana un ulteriore portavoce per presentare le proprie proposte.
 

APPUNTAMENTO CON LA STORIA SU RETE 4:
BARCELLONA - REAL MADRID PUÒ ASSEGNARE IL TITOLO SPAGNOLO

Basta un punto ai catalani per il trionfo numero 29, ma la squadra di Hansi Flick vuole centrare anche quota 100 punti
 
C’è un appuntamento con la storia e Mediaset è presente.
Domenica 10 maggio in diretta su Rete 4 alle 21 c’è Barcellona-Real Madrid,
il Clasico più importante di questi ultimi anni. Per un motivo molto semplice:
mai, proprio mai, il titolo della Liga è stato assegnato da uno scontro diretto tra le due superpotenze.
Stavolta, quasi sicuramente, sarà così. Barcellona primo a 88 punti, Real Madrid secondo a 77.
Basta un punto ai catalani per trionfare a tre giornate dalla fine.
Il Real ha solamente una possibilità per provare almeno a rinviare la festa dei rivali di sempre:
deve vincere al Camp Nou. Già, se fosse facile.
[…]
 
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SKY: «ABBIAMO SCELTO DI TENERE IN CASA I DIRITTI IN CHIARO DEGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS DI ROMA»

L’ Evp Giuseppe De Bellis: «La nostra è stata una precisa scelta strategica.
Che non impedisce che nei prossimi anni si possano fare accordi con Rai o altri editori»
 
«La nostra è stata una precisa scelta strategica.
Che non impedisce che nei prossimi anni si possano fare accordi con Rai o altri editori.
Ma quest’anno abbiamo volutamente scelto di tenere in casa anche i diritti in chiaro degli Internazionali di Tennis di Roma».
Così Giuseppe De Bellis, Executive Vice President Sport, News and Entertainment di Sky Italia,
durante la presentazione al Foro Italico del Tennis e l’Estate di Sky Sport sembra mettere un punto fermo:
Sky – che ha i diritti pay per la manifestazione – ha scelto di tenere in casa i diritti in chiaro.
Non si è trattato insomma di un epilogo dovuto alla mancanza di accordo commerciale con altri broadcaster.
A quanto ricostruito dal Sole 24 Ore, in caso contrario – se cioè Sky avesse voluto puntare a rivendere la parte in chiaro dei diritti –
i contatti più avanzati sarebbero stati quelli con Mediaset.
Ma, alla fine, è stata una precisa decisione strategica quella che ha portato quest’anno a interrompere il sodalizio esistente
(in essere fino allo scorso anno) con Rai.
«I nostri canali in chiaro stanno facendo benissimo, in particolare Tv8 che è sull’ottava posizione del telecomando.
Gli Internazionali, con il loro valore, rappresentano un’opportunità che abbiamo voluto considerare».
Sky, dunque, userà Tv8 per adeguarsi al dettami sulla parte free da parte di Atp:
una partita al giorno del torneo maschile, in diretta e in chiaro,
mentre sulla piattaforma pay il Foro Italico avrà il trattamento da grande evento nella sua interezza.
Tredici giorni di sfide live, oltre 500 ore di diretta e fino a sei canali dedicati, con Sky Sport Tennis al centro e, per la prima volta a Roma,
anche Diretta Tennis: una regia continua del torneo, con partite, aggiornamenti e collegamenti dai campi.
È l’effetto Sinner, certo. Ma non solo. «Il tennis su Sky – sottolinea De Bellis – continua a crescere in modo significativo,
con ascolti in aumento di oltre il 25% rispetto allo scorso anno nei tornei Atp trasmessi finora». La febbre azzurra fa il resto.
Il tennis è diventato un prodotto televisivo pregiato. E Sky prova a capitalizzare il momento,
tenendo in casa quella quota di pubblico generalista che negli anni passati passava dalla Rai. Il pacchetto è pesante.
Dopo Roma arriveranno oltre 40 tornei Atp e Wta tra maggio e settembre, con Wimbledon e Us Open in esclusiva.
Tutto questo a preludio e completamento di una estate multisport: quattro Europei tra nuoto (a Parigi dal 31 luglio al 16 agosto),
atletica (dal 10 al 16 agosto a Birmingham) e pallavolo (dal 21 agosto al 6 settembre quelli femminili e dal 10 al 26 settembre quelli maschili),
il Mondiale femminile di basket (dal 4 al 13 settembre in Germania), Formula 1, MotoGP, golf, rugby,
Diamond League (a Bruxelles, a settembre), playoff del basket, coppe europee
insieme a programmi come “Calciomercato – l’ Originale” dall’1 giugno e alle nuove Produzioni Originali Sky Sport,
tra le quali la docuserie sul cinquantenario dello Scudetto del Torino nel 1976.
«Sarà la migliore estate che io ricordi per l’offerta multisport», afferma il direttore di Sky Sport, Federico Ferri.
I numeri parlano di novanta appuntamenti e più di 6.800 ore in diretta.
E in questo quadro gli Internazionali di Roma, senza Rai e senza Mediaset, in Sky daranno il “la” alla strategia chiave:
trasformare l’onda lunga del tennis italiano in fedeltà televisiva.
 

SKY RINNOVA, SARÀ LA CASA DELLA FORMULA 1 FINO AL 2032

È arrivata pochi minuti fa la conferma che Sky Sport Italia sarà la casa della Formula 1 fino al 2032.
Ad annunciarlo in diretta a Sky Sport 24 è stato in prima persona la “voce italiana della F1” Carlo Vanzini.
Nel comunicato ufficiale diramato sul sito dell’emittente si legge:
“Sky e Formula 1 annunciano un’estensione pluriennale della loro partnership,
che garantirà agli spettatori di Sky Sport in Italia, nel Regno Unito e in Irlanda
l’accesso esclusivo a tutte le gare di Formula 1 per il prossimo decennio.
In particolare, Sky Italia manterrà i diritti esclusivi fino al 2032″.
“In Italia, su Sky e in streaming su NOWsarà quindi possibile continuare a seguire tutte le sessioni di prove, qualifiche,
le gare sprint e i Gran Premi del Mondiale di F1, con alcuni GP live anche in chiaro su TV8″.
Oltre alla categoria regina, sul 207 vedremo anche tutte le gare di Formula 2, Formula 3, Porsche Mobil1 Supercap e F1 Academy.
Dopo l’annuncio Dana Strong, Group CEO di Sky ha dichiarato:
“L’estensione della nostra partnership con la Formula 1 arriva in un momento entusiasmante, mentre entriamo insieme in una nuova era.
Per i nostri clienti non c’è mai stato un momento migliore per seguire questo sport,
con più talento britannico che mai sulla griglia di partenza e con la prossima generazione di stelle,
come l’italiano Kimi Antonelli, che sta già lasciando il segno.
Siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo svolto nel sostenere la crescita dello sport attraverso uno storytelling di livello mondiale,
l’innovazione e investimenti a lungo termine. Questo accordo consolida la posizione di Sky come casa della Formula 1″.
Andrea Duilio, CEO di Sky Italia ha poi aggiunto: “Siamo molto soddisfatti di questo nuovo accordo,
che conferma la solidità della nostra partnership pluriennale con la Formula 1, in Italia sinonimo di tradizione e passione uniche.
Continueremo a valorizzarla al meglio, come solo Sky sa fare, offrendo ancora per molti anni grandi sfide raccontate con la qualità editoriale
e tecnologica che ci contraddistingue per far vivere agli appassionati italiani tutte le emozioni della pista”.
Oltre alle parole dei due CEO del gruppo Sky ha commentato questo rinnovo
anche l’amministratore delegato della Formula 1 Stefano Domenicali dicendo:
“Sky è sempre stato un partner dedicato, affidabile e appassionato sin dall’inizio della nostra collaborazione –
dice Stefano Domenciali, Presidente e Ceo di F1 – molti anni fa.
Il loro approccio all’avanguardia a livello mondiale per le trasmissioni in diretta, la creazione di contenuti e le analisi dietro le quinte,
guidate da un gruppo di talenti televisivi davvero straordinari, ha fatto la differenza nel continuare a far crescere il nostro sport
nel Regno Unito, in Irlanda e in Italia, e sono lieto che la nostra partnership si protrarrà per il prossimo decennio.
Voglio ringraziare Dana e tutto il team di Sky per la determinazione dimostrata nel concludere questo accordo
e nel continuare a portare l’emozione della Formula 1 ai nostri appassionati”.
 

SKY, VERSO TIM E DAZN UNA RICHIESTA DANNI DI 1,9 MILIARDI DI EURO PER LA SERIE A

La richiesta si fonda sul riconoscimento di un’intesa restrittiva per la concorrenza sui diritti 2021-24
 
Il lungo scontro sulla Serie A, transitata dal satellite allo streaming, entra ora nella fase più delicata: quella dei danni economici.
Dopo anni di istruttorie, segnalazioni (anche da altri operatori che vanno da Fastweb, a Vodafone, a Wind Tre, Open Fiber),
ricorsi e sentenze amministrative, Sky ha deciso di portare Tim e Dazn davanti al Tribunale di Milano con una richiesta di risarcimento,
che può arrivare fino a 1,9 miliardi, per l’intesa sui diritti della Serie A del triennio 2021-24.
Quell’accordo è stato sanzionato dall’Antitrust come «grave intesa restrittiva della concorrenza».
Da qui la richiesta di risarcimento danni, come rilanciato da Reuters, che arriva al termine di un lungo iter amministrativo e giudiziario.
L’ Autorità guidata da Roberto Rustichelli, infatti, da ultimo con il provvedimento del 22 dicembre 2025 pubblicato il 12 gennaio 2026,
ha confermato l’esistenza dell’infrazione e la durata della condotta anticoncorrenziale, quantificata in un anno e sette mesi.
Al centro del procedimento c’è il “Deal Memo Distribution” sottoscritto il 27 gennaio 2021 da Tim e Dazn,
cioè prima della gara per l’assegnazione dei diritti televisivi della Serie A
che hanno portato il massimo campionato tra le braccia della piattaforma streaming
che ancora oggi ne ha i diritti di trasmissione in esclusiva per tutte le 10 partite settimanali
(con Sky in co-esclusiva su tre match).
Quel patto, secondo l’ Antitrust, finiva per non essere derubricabile a un semplice accordo commerciale.
Tim si impegnava a sostenere economicamente Dazn nella corsa ai diritti, garantendo un importante minimo annuo garantito
e Dazn, in cambio, accettava vincoli che, ha stabilito l’ Agcom, ne riducevano autonomia commerciale e libertà distributiva.
Il risultato, stabilità dall’ Authority, fu la limitazione della possibilità, per la piattaforma sportiva,
di stringere partnership con operatori concorrenti, favorendo dall’altra parte l’integrazione esclusiva della Serie A nelle offerte Timvision
e restringendo la concorrenza nel mercato. Il procedimento si è trascinato per anni.
Primo pronunciamento dell’ Antitrust nel 2023, ricorsi al Tar del Lazio nel 2024 e poi al Consiglio di Stato nel 2025.
Tutti i giudizi hanno confermato l’impianto dell’infrazione. A gennaio 2026 è arrivata anche la rideterminazione delle sanzioni:
3,6 milioni a Dazn e 760.776 euro a Tim (contro i 7,2 milioni di euro e gli 800mila euro inizialmente decisi).
Le società coinvolte non commentano. Ora però il confronto cambia dimensione.
Perché la causa civile punta a tradurre in danno economico gli effetti dell’intesa contestata.
Secondo quanto emerge, Sky chiede circa un miliardo di euro per mancati profitti.
La cifra può arrivare fino a 1,9 miliardi considerando interessi e danni legati alla svalutazione del marchio.
 

PARAMOUNT ITALIA SENZA VERTICI: COSA STA SUCCEDENDO E I TIMORI DEI DIPENDENTI

Paramount Italia è rimasta senza guida: manager in fuga, trattative sindacali bloccate e 30% di tagli al personale.
Cosa succederà entro fine giugno e nell’autunno 2026
 
C’è qualcosa di surreale nell’immagine attuale di Paramount Italia:
una delle realtà televisive più riconoscibili del panorama mediatico italiano si ritrova di fatto priva di una guida.
Dal mese di maggio appena iniziato, la sede italiana del gruppo è sostanzialmente senza vertici aziendali,
al punto che persino le trattative sindacali per la gestione dei tagli al 30% del personale faticano a decollare,
proprio per la mancanza di interlocutori all’interno del gruppo televisivo.
Un paradosso che la dice lunga su quanto rapidamente si stia smontando la struttura italiana di un’azienda
che, fino a pochi anni fa, era un punto di riferimento nel settore.
 
L’esodo dei manager: chi è uscito e perché conta
Come ricostruisce dettagliatamente Italia Oggi, la lista di chi ha lasciato Paramount Italia negli ultimi mesi è significativa non solo per i nomi, 
ma per il peso specifico delle funzioni che rappresentavano. Non c’è più il presidente e country manager Alberto Carrozzo.
Sono usciti Antonella Dominici, senior vice president streaming per Europa del Sud, Medioriente e Africa di Paramount+ e Pluto;
Luca De Gennaro, andato in pensione a dicembre dopo trent’anni nel gruppo,
dove ricopriva il ruolo di vice president talent & music per Sud Europa, Turchia e Medioriente;
Claudia Loda, senior vice president communications di Paramount International, con vent’anni di storia interna alle spalle;
e Chiara Giacoletto Papas, communications & pr senior director per Italia e Francia. Non si tratta di semplici avvicendamenti:
è un’intera classe dirigente che si dissolve, portando con sé competenze,
relazioni e memoria aziendale difficilmente sostituibili nel breve periodo.
 
Il nodo sindacale e le trattative incagliate
La situazione si complica ulteriormente sul fronte delle relazioni industriali.
Tra i circa trenta dipendenti incentivati all’uscita nell’ambito del piano di tagli erano inclusi anche i tre rappresentanti sindacali interni.
Il risultato è che le trattative, già rallentate dall’assenza di manager con cui confrontarsi,
si sono impantanate anche per la mancanza di figure sindacali operative all’interno di Paramount Italia.
Una vertenza aperta nell’autunno 2025 che ora rischia di trascinarsi in un limbo istituzionale,
con lavoratori che attendono risposte da un’azienda che non riesce a indicare con chiarezza chi abbia il mandato per fornirle.
 
Fine giugno, orizzonte della vertenza: poi si riparte da settanta dipendenti
L’accordo sindacale dovrebbe trovare una definizione entro la fine di giugno.
A fine 2023 i dipendenti di Paramount Global Italia erano 125, scesi a 122 nel dicembre 2024 e a 115 a fine 2025;
con l’uscita di 29 dipendenti e cinque dirigenti prevista dal piano di tagli, più altre dimissioni volontarie,
l’organico si riduce ben sotto la soglia degli ottanta. A chiusura della vertenza,
la sede italiana si presenterà con poco più di settanta persone,
un numero che fotografa plasticamente il ridimensionamento di un’azienda
che un tempo poteva contare su oltre il doppio delle risorse umane.
 
Tutto si sposta nel Regno Unito
Parallelamente alla contrazione dell’organico, cambia anche la geografia del potere decisionale.
Le operazioni italiane – i canali pay distribuiti su Sky e lo streaming di Paramount+ – saranno controllate sempre più da Londra.
I vertici aziendali hanno ricevuto un sostanziale azzeramento, con molte operazioni spostate alla sede londinese.
Sul versante dell’offerta, il canale in chiaro Super! chiuderà i battenti e la frequenza lcn 47 del digitale terrestre sarà ceduta.
Una scelta che segna la fine di un’era per la presenza televisiva generalista di Paramount nel nostro paese.
 
L’organigramma da (ri)scrivere
C’è anche l’incognita della struttura interna: chi comanda, chi fa cosa, chi assumerà un interim,
come verranno distribuite le deleghe tra i manager rimasti.
Le responsabilità di chi è ancora in azienda sono già profondamente cambiate rispetto al passato,
ma il nuovo assetto non è ancora stato formalizzato.
È il tipico vuoto organizzativo che si crea nelle fasi di transizione più acute,
quando le decisioni strategiche arrivano dall’esterno ma la loro traduzione operativa sul territorio rimane sospesa.
 
I timori per l’autunno
Se la situazione attuale è già complessa, le preoccupazioni più profonde riguardano quello che verrà.
Le fonti sindacali si concentrano soprattutto sull’autunno 2026,
quando inizieranno anche in Italia i primi passi formali relativi all’integrazione con Warner Bros. Discovery,
acquisita da Paramount a livello mondiale.
La chiusura dell’operazione globale è attesa per il terzo trimestre del 2026,
subordinata alle autorizzazioni regolatorie e all’approvazione degli azionisti di WBD.
Sul fronte italiano, le attività di Warner Bros. Discovery restano ancora divise fra due società:
quelle televisive fanno capo a Discovery Italia, che a fine 2025 contava 262 dipendenti complessivi.
La storia delle grandi fusioni mediatiche insegna che le duplicazioni di funzioni vengono eliminate con tagli sistematici al personale.
Una Paramount Italia già ridotta all’osso si troverà a confrontarsi con una realtà più grande e strutturata,
in un processo di integrazione che potrebbe rivelarsi ancora più traumatico dell’attuale fase di smantellamento.
Per i lavoratori rimasti, e per chi ancora spera in un futuro del marchio sul territorio italiano,
l’autunno 2026 si preannuncia come il capitolo più difficile di una storia già segnata da troppe pagine amare.
 

1986 - 2026: BUON COMPLEANNO WEB ITALIANO

Entrare negli anta e non sentirli. Anzi migliorare con il passare del tempo e diventare sempre più preciso, qualificato e principalmente veloce.
Era il 30 aprile 1986 quando dal CNUCE del CNR di Pisa, l’Italia stabiliva il suo primo collegamento alla rete ARPANET, l’antenata di Internet.
Siamo stati il quarto Paese in Europa a connettersi, dopo Norvegia, Regno Unito e Germania.
Un primato che oggi, dopo quattro decenni, ci invita a riflettere su quanto siamo cambiati.
Il percorso degli ultimi 40 anni è stato una scalata rapidissima verso una realtà sempre più interconnessa passando dagli anni 90 con l’era del modem,
agli anni 2000 tempo di Adsl e Web 2.0 per poi lasciare spazio agli anni 2010 con lo smartphone e infine gli anni 2020 con la fibra e il Cloud.
E questo cambiamento è stato raccontato l’ 8 maggio in un convegno organizzato dal Rotary Club Marsala,
con il patrocinio del Comune di Marsala, suddiviso in due momenti:
la mattina al teatro Impero per gli studenti degli istituti superiori e il pomeriggio per i soci.
“InternetGenesi Italia. Il giorno… cui l’Italia si connesse al Mondo” il titolo dell’evento con un ospite d’eccezione,
il “padre italiano” del primo segnale di connessione, il Prof. Luciano Lenzini.
Insieme a lui ci saranno il Prof. Giuseppe Anastasi, docente dell’Università di Pisa,
e la Prof.ssa Alessandra De Paola, docente dell’Università di Palermo,
che si confronteranno con i ragazzi sulle evoluzioni più recenti dell’era digitale, dalla cybersecurity all’intelligenza artificiale.
L’appuntamento del pomeriggio sarà ancora una volta un’occasione di confronto con il professor Luciano Lenzini,
insieme al professor Giuseppe Anastasi e ad autorevoli voci del territorio per approfondire le ricadute della rete su settori strategici della vita moderna.