Domenica 26 aprile 2026

TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA

A cura di Salvatore Cambria

Pubblicato il 26/04/2026 alle ore 18:30
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI ED EURODAB ITALIA

Iniziamo parlando della radio digitale.
Il Mux DAB+ RAI è stato acceso sul Canale 7C dalle postazioni di:
 
SAN GIOVANNI – VIA DI MONTEROBBIO a Lecco, in Lombardia;
 
DOSSO CROCE a San Zeno di Montagna (VR), in Veneto;
 
MONTE SCURO a Celico (CS), in Calabria;
 
PIZZO VOLO D’ AQUILA a Palermo, in Sicilia.
Il Mux EURODAB ITALIA è stato attivato sul blocco 10A dal ripetitore ligure di SALTINCIELO – VIA TRE SCALINI a Rapallo (GE).
Per consultare gli impianti attivi e la composizione dei multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB: NUOVA ATTIVAZIONE PER IL MUX MEDIA DAB (TRENTINO-ALTO ADIGE)

Ci spostiamo in Trentino-Alto Adige per segnalare l’accensione del Mux MEDIA DAB
sul Canale 11B dalla postazione di MONTE PELLER – PRA’ DELLA SELVA a Malé (TN).
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

TRENTINO-ALTO ADIGE
Canale 11B (218,640 MHz)
PostazioneComuneProvincia
Dosso del BueAltopiano della VigolanaTN
Malga RionderaAvioTN
Monte San MartinoBleggio SuperioreTN
Monte Peller – Pra’ della SelvaMaléTN
PianacMoenaTN
Paloni – Via CaltenePrimiero San Martino di CastrozzaTN
Monte BrioneRiva del GardaTN
Monte FinonchioRoveretoTN
Noal LongheTeseroTN
Colle San Pietro – RovineTorcegnoTN
Cima PaganellaVallelaghiTN

RADIO DAB - MUX MEDIA DAB (CAMPANIA): NUOVA ATTIVAZIONE IN PROVINCIA DI SALERNO

Scendiamo in Campania, dove il Mux MEDIA DAB è stato acceso sul blocco 10B
anche dal ripetitore di PICOTTA a San Giovanni a Piro (SA).
Per consultare gli impianti attivi e la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

CAMPANIA
Canale 10B (211,648 MHz)
PostazioneComuneProvincia
MontevergineMercoglianoAV
Belvedere del Sannio – San Marco ai MontiSan Nicola ManfrediBN
Vesuvio – Villa ReginéErcolanoNA
Camaldoli – Casa NuovaNapoliNA
Via Cupa FontanaSomma VesuvianaNA
Monte FaitoVico EquenseNA
Pietrasanta – Via BonazziCava de’ TirreniSA
Villa Pizzolano – Via Caruso (OFF)FiscianoSA
Contrada San LorenzoPostiglioneSA
PicottaSan Giovanni a PiroSA
Via dei CasaliTeggianoSA
Iaconti – Poggio PianelloVietri sul MareSA

AERANTI-CORALLO: APPUNTAMENTO A ROMA GIOVEDÌ 9 LUGLIO
ALLE ORE 10:45 PER CELEBRARE I 50 ANNI DELL' EMITTENZA LOCALE

L’edizione 2026 del RadioTv Forum di Aeranti-Corallo si svolgerà a Roma, giovedì 9 luglio 2026, con inizio alle ore 10.45,
presso la Sala Orlando del Palazzo di Confcommercio (Piazza Belli n. 2), organizzazione alla quale la nostra federazione aderisce.
Hanno già confermato la propria partecipazione all’evento il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso,
il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, sen. Alberto Barachini,
la Presidente del Coordinamento nazionale dei Corecom, Carola Barbato, il Presidente di Audiradio, Antonio Martusciello,
il Segretario generale aggiunto vicario della FNSI, Domenico Affinito.
Sono inoltre attese ulteriori conferme di partecipazione da parte di rappresentanti istituzionali e del settore,
che prenderanno parte ai lavori del Forum. Per Aeranti-Corallo interverranno Marco Rossignoli e Franco Mugerli.
Il RadioTv Forum rappresenta tradizionalmente un importante momento di confronto istituzionale
e di approfondimento sulle principali tematiche che interessano il comparto radiotelevisivo locale.
L’edizione di quest’anno avrà inoltre una valenza particolarmente significativa.
Il Forum sarà infatti dedicato non solo all’analisi delle principali questioni regolamentari, tecnologiche ed economiche del settore,
ma anche alla celebrazione del mezzo secolo dalla nascita dell’emittenza locale in Italia.
Ricorre infatti nel 2026 il cinquantesimo anniversario della storica sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 della Corte Costituzionale,
con la quale è stata dichiarata l’illegittimità del monopolio statale della radiodiffusione via etere in ambito locale.
A conclusione dell’evento, alle ore 13.00 circa, avverrà la consegna di riconoscimenti alle imprese radiofoniche e televisive locali attive dal 1976.
Il programma dettagliato dell’evento verrà reso noto nei prossimi giorni.
Intanto, l’appuntamento del 9 luglio a Roma è assolutamente da segnare in agenda per tutti gli operatori del comparto radiotelevisivo locale.
 

TOSCANA: ANTENNA 5G AI CILIANI (PO),
LA PROTESTA DEI RESIDENTI: SCATTA LA RACCOLTA FIRME

Una raccolta firme per fare luce sull’installazione di una nuova antenna 5G, vicino ad abitazioni e siti sensibili.
A promuoverla sono gli abitanti della zona compresa tra via Barni, via Parrini, via Sangro e via Delfini, nel quartiere dei Ciliani-Sacro Cuore.
 

MOLISE: ANTENNA 5G A PETACCIATO (CB); IL COMITATO CHIEDE UN CAMBIO DI ROTTA

Il Comitato Cittadino per l’ Ambiente di Petacciato ha espresso la propria posizione
dopo l’assemblea pubblica convocata dal sindaco sul progetto di installazione dell’antenna 5G in via Tremiti.
Il Comitato ringrazia il primo cittadino per l’iniziativa e per l’impegno dichiarato,
ma ribadisce le proprie preoccupazioni sulla scelta del sito e richiama le possibili azioni ancora percorribili sul piano legale e civico.
«Desideriamo innanzitutto esprimere un sincero ringraziamento al sindaco per aver promosso e organizzato l’assemblea pubblica,
dimostrando attenzione e sensibilità verso le preoccupazioni della cittadinanza.
Apprezziamo inoltre il suo impegno concreto nel ricercare ogni possibile soluzione per scongiurare l’installazione dell’antenna in pieno centro cittadino,
in un’area particolarmente delicata per la presenza del plesso scolastico, del mercato ittico e ortofrutticolo, dell’ufficio postale e delle abitazioni civili.
Ancora una volta ci troviamo a rincorrere le occasioni, a cercare soluzioni e ad imprimere slancio a un percorso che sembra ripartire con lentezza.
Venuti a conoscenza solo tardivamente della sentenza del TAR, sfavorevole alla cittadinanza,
e in assenza di qualsiasi attività di opposizione fino a quel momento, ci siamo potuti attivare quando ormai oramai in prossimità della scadenza dei termini.
Nonostante ciò, stiamo cercando possibili soluzioni e ribadiamo la nostra ferma opposizione a una costruzione
che rischia di rappresentare uno scempio per l’intero paese.
Non siamo mai stati contrari alla modernizzazione delle strutture, né all’innovazione tecnologica.
Lo diventiamo, però, quando queste vengono proposte in luoghi inadeguati,
incompatibili con la presenza di siti sensibili e con le caratteristiche urbanistiche del contesto.
Le opere pubbliche dovrebbero avere la capacità di migliorare il tessuto sociale:
non basta che producano benefici legati alle loro specifiche funzioni,
se al contempo finiscono per impoverire il territorio sotto il profilo sociale, della sicurezza e della salute.
Spetta all’amministrazione comunale il compito di preservare questi equilibri e promuovere il benessere collettivo.
Un benessere che non si esaurisce nella semplice copertura del servizio fornito dall’antenna multifunzionale 5G su tutto il territorio urbano,
ma che richiede la capacità di armonizzare interventi e proposte con le esigenze complessive della comunità.
Esistono ancora margini per presentare ricorso al Consiglio di Stato
e, come emerso dall’assemblea pubblica, anche per contestare sotto il profilo legale la sentenza di primo grado del TAR.
Nel corso dell’incontro cittadino, il sindaco, da sempre contrario al posizionamento dell’antenna in via Tremiti,
si è impegnato personalmente a valutare tutte le possibili azioni, sia sul piano legale sia su quello dell’opinione pubblica.
Ha inoltre annunciato che, già nella mattinata del 18 aprile, erano in corso confronti con l’amministrazione e con i legali per definire le iniziative da intraprendere.
Da parte nostra, continueremo a offrire un contributo, sollecitando un movimento di opinione
e cercando di dare forza alle azioni che verranno intraprese con la nostra presenza e partecipazione.
Resta tuttavia la convinzione che il ruolo principale debba essere assunto dal primo cittadino, insieme all’intera amministrazione comunale.
La realizzazione di articoli, la distribuzione di volantini e manifesti, rientreranno tra le nostre iniziative condivise con il sindaco,
finalizzate ad arricchire la sensibilità della cittadinanza.
L’obiettivo è quello di rafforzare una consapevolezza diffusa sulla necessità di individuare
una collocazione più idonea e rispettosa del contesto urbano per l’installazione dell’antenna.
Siamo fiduciosi che l’attività che il sindaco metterà in capo,
insieme all’amministrazione comunale, potrà condurci al risultato auspicato, nell’interesse dell’intera comunità».
 

CAMPANIA: ANTENNA 5G SPEZZATA DAL VENTO. DISAGI DA SETTIMANE PER I RESIDENTI

Senza connessione da 18 giorni
 
Sono ancora persistenti i disagi dell’antenna 5G abbattutasi giovedì santo (2 aprile) a causa del forte vento e non ancora ripristinata.
L’episodio si è verificato a Tuoro frazione di Sessa Aurunca. Dopo 18 giorni senza connessione parte di cittadini è sul piede di guerra:
“Non ne possiamo più, siamo costretti a spostarci in periferia o in una frazione del paese anche solo per lavorare”, sottolineano i residenti.
La città di Sessa Aurunca è esattamente divisa in due: parte alta e centro senza connessione, parte bassa con connessione.
Centinaia le segnalazioni da parte dei residenti alle compagnie telefoniche per segnalare il problema
ma ad oggi la situazione è ancora in stallo.
Disagi notevoli per le attività commerciali, costretti a dire ai clienti “qui non c’è connessione, non possiamo fare nulla”.
“Non possiamo pagare neppure le bollette al tabacchino, non funziona nulla”,
affermano alcuni cittadini che si vedono costretti a raggiungere i luoghi periferici.
 
 

CALABRIA: IL TAR DÀ IL VIA LIBERA ALL' ANTENNA 5G;
IL COMUNE DI CASALI DEL MANCO (CS) VALUTA IL RICORSO AL CONSIGLIO DI STATO

La sentenza del TAR Calabria accoglie il ricorso di INWIT per l’impianto in località Scalzati.
L‘Amministrazione esprime preoccupazione per i vincoli urbanistici e annuncia possibili azioni legali:
“A rischio anche Serra Pedace e Pedace”
 
Antenna 5G a Casali del Manco: il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Calabria,
che ha accolto il ricorso presentato dalla società INWIT S.p.A.,
autorizzando di fatto l’installazione di un impianto in località Scalzati.
Una decisione che ha scatenato la “forte contrarietà” dell’Amministrazione comunale di Casali del Manco,
la quale vede ora limitati i propri poteri di governo del territorio a causa delle normative nazionali legate al PNRR.
 
Il TAR e le deroghe PNRR: “Comuni con le mani legate”
La sentenza della Seconda Sezione del TAR Calabria mette in luce un nodo giuridico complesso.
Secondo i giudici, gli interventi di digitalizzazione finanziati dal PNRR godono di una corsia preferenziale.
Nello specifico, il D.L. 60/2024 introduce disposizioni derogatorie che permettono la realizzazione di infrastrutture di telecomunicazione
anche in deroga agli strumenti urbanistici locali.
Questo significa che il “Piano Antenne” recentemente adottato dal Comune di Casali del Manco risulta, nei fatti, depotenziato fino al 31 dicembre 2026.
La normativa nazionale considera infatti tali impianti come opere di pubblica utilità prioritarie,
necessarie per coprire le cosiddette aree a “fallimento di mercato”.
 
Rischio nuove installazioni a Serra Pedace e Pedace
L’Amministrazione comunale ha espresso profonda preoccupazione non solo per il caso di Scalzati, ma per il possibile effetto domino.
Esiste infatti il rischio concreto che ulteriori impianti 5G vengano installati in altre zone del comune, specificamente nelle località di Serra Pedace e Pedace.
Secondo quanto emerge dalla sentenza, la localizzazione delle antenne è vincolata a specifici “pixel” (aree di copertura) individuati a livello ministeriale.
Questo toglie ogni margine di discrezionalità agli enti locali, che non possono proporre siti alternativi
se questi non garantiscono la medesima efficacia di copertura tecnica stabilita dal Ministero.
 
Antenna 5G: il Comune valuta il ricorso al Consiglio di Stato
Sul fronte della tutela della salute, la sentenza precisa che la competenza sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici resta esclusivamente statale.
Nel caso specifico di località Scalzati, i valori previsti dall’impianto INWIT risultano comunque inferiori alle soglie di legge vigenti.
Nonostante queste rassicurazioni tecniche, il Comune non intende arrendersi.
“Stiamo valutando con attenzione la possibilità di proporre ricorso al Consiglio di Stato”, fanno sapere dall’Amministrazione.
L’obiettivo è difendere le prerogative pianificatorie dell’Ente e garantire uno sviluppo del territorio che sia “equilibrato e sostenibile”.
L’Amministrazione ha infine ribadito l’impegno a mantenere la massima trasparenza con la cittadinanza,
assicurando una vigilanza costante sul rispetto delle normative ambientali e sanitarie.
Sulla questione dell’Antenna 5G l’opposizione aveva chiesto chiarezza all’amministrazione comunale.
 

CROAZIA / MARCHE: FREQUENZE OLTRE CONFINE;
RADIO DALMAZIA SEMPRE PIÙ PRESENTE NELL' ENTROTERRA PICENO

Negli ultimi giorni, tra le colline dell’entroterra piceno, c’è un fenomeno che non è passato inosservato agli appassionati di radio e a molti cittadini:
la presenza sempre più stabile e nitida delle frequenze di Radio Dalmazia.
Dalle zone collinari fino ai piccoli centri tra Rotella e Ripaberarda,
diversi ascoltatori segnalano una ricezione sorprendentemente chiara dell’emittente proveniente dalla costa adriatica orientale.
Un segnale che, in alcune fasce orarie, sembra addirittura sovrapporsi o competere con quello delle radio locali.
Non solo HRT già presente da tempo, ora anche Dalmacija che si sovrappone sulla frequenza locale di Radio24.
Un fatto che si aggiunge anche a quello della programmazione TV del digitale terrestre
che nella zona di Montalto da tempo trova diversi canali in lingua croata.
Chi conosce il mondo della radiofonia sa che non si tratta di una novità assoluta.
La propagazione delle onde FM, soprattutto lungo l’Adriatico, può favorire l’arrivo di segnali dall’altra sponda, in particolare dalla Croazia.
Tuttavia, ciò che colpisce in questi giorni è la continuità e l’intensità del fenomeno.
Non più episodi sporadici, ma una presenza costante che sta incuriosendo anche i meno esperti.
Le condizioni atmosferiche giocano un ruolo chiave.
In particolare, il cosiddetto fenomeno della propagazione troposferica permette alle onde radio di viaggiare
per distanze molto più lunghe del normale, sfruttando particolari stratificazioni dell’aria.
Per gli appassionati di radio, è quasi un piccolo evento: una finestra aperta su un’altra realtà culturale e linguistica,
senza bisogno di internet o streaming. Ma per il sistema radiofonico locale, il fenomeno può anche rappresentare una criticità.
In alcune aree, infatti, il segnale estero potrebbe interferire con quello delle emittenti italiane, creando sovrapposizioni o disturbi.
Il fatto che il fenomeno si stia verificando con questa intensità già in primavera lo rende ancora più interessante.
In un’epoca dominata dallo streaming e dalle piattaforme digitali,
episodi come questo ricordano quanto il mondo della radio conservi ancora una componente quasi “magica”.
Basta una manopola, una frequenza, e all’improvviso si è catapultati a centinaia di chilometri di distanza.
E nelle colline del Piceno, per qualche giorno, quella distanza sembra essersi accorciata.
 

SPAGNA: DIVINITY COMPIE 15 ANNI

Divinity celebra il suo 15° anniversario con il rilancio del suo palinsesto,
un’ambiziosa serie di prime visioni e “El punto Divinity”, la sua nuova campagna di immagine
 
In concomitanza con il suo 15° anniversario, Divinity inaugura una nuova fase che rafforza la sua essenza
e il suo impegno per l’intrattenimento di qualità, con una profonda ristrutturazione del palinsesto,
un forte ampliamento dell’offerta di contenuti e nuove sinergie con gli altri canali del gruppo e con il mondo digitale.
La prima in chiaro della serie “Ritorno a Las Sabinas”; nuovi drammi internazionali come “Elsbeth”, “Infiltrada” 
e “La mia vita è un omicidio”; l’arrivo di programmi documentaristici come “Ristrutturazioni Zombie” e “Gli Scott: Ristrutturazione Sotto Pressione”;
programmi di intrattenimento, come quelli con Dulceida, Marta Díaz e la famiglia Pombo;
e i riassunti della vita quotidiana in “Sopravvissuti 2026”, saranno alcune delle novità di questa nuova stagione.
Per celebrare il suo anniversario e il suo rilancio, Mediaset España lancerà “El punto Divinity”,
una potente campagna d’immagine con protagonisti principalmente i presentatori del gruppo,
articolata in due spot e diversi bumper che saranno trasmessi su tutti i canali
e includeranno anche una campagna pubblicitaria in radio e al cinema.
[…]
 
Ristrutturazione della rete
A partire da questo lunedì, Divinity intraprenderà un’importante riorganizzazione del suo palinsesto,
 ridefinendo la sua offerta nelle fasce orarie principali.
Dal lunedì al venerdì, la programmazione diurna è incentrata su fiction internazionali,
che sostituiscono i documentari immobiliari con titoli come “New Amsterdam”,
“Chicago Med” e “Chicago Fire” tra le 9:00 e le 21:00.
Nel frattempo, i programmi di attualità sul settore immobiliare, insieme ai nuovi format che debuttano in questo genere
e ai nuovi programmi con personaggi famosi, si spostano nella fascia oraria diurna del fine settimana,
mentre il prime time del sabato e della domenica sarà occupato dalle fiction internazionali.
[…]
 
Nuove uscite
La nuova fase di Divinity è inoltre strutturata attorno a un’ambiziosa programmazione di prime visioni
che rafforzerà il suo impegno verso contenuti distintivi, combinando emozioni, intrattenimento e grandi storie di diversi generi.
[…]
 
15 anni di costruzione della propria identità
Il 1° aprile 2011, l’industria audiovisiva spagnola ha accolto Divinity, un nuovo canale al femminile
che, nel tempo, non solo ha consolidato il proprio spazio,
ma è diventato uno dei marchi più riconoscibili e solidi della televisione tematica del nostro Paese,
nonché un efficace laboratorio di innovazione di format e commerciale.
Divinity ha fatto irruzione sulla scena con un’identità ben definita, una propria proposta di contenuti
e un modo unico di entrare in contatto con un pubblico femminile urbano ed esigente,
consolidando infine un universo di marca inconfondibile all’interno dell’ecosistema audiovisivo di Mediaset Spagna.
Fin dalla sua nascita, la sua evoluzione è stata legata a una programmazione dinamica, connessa all’attualità e aperta alla sperimentazione,
capace di costruire un rapporto stretto, duraturo e riconoscibile con il suo pubblico.
Il suo ruolo pionieristico come primo canale nato da un sito web ha ulteriormente rafforzato la vocazione digitale
che l’ha accompagnata lungo tutta la sua storia e ha reso la sinergia con l’ambiente online una delle sue caratteristiche distintive.
Le principali serie televisive internazionali , la creazione di blocchi di programmazione propri,
l’introduzione di nuovi generi e il suo ruolo di spazio per l’innovazione in formati come i branded content
hanno definito un approccio unico alla televisione tematica.
A ciò si aggiunge il suo costante legame con la moda, la musica, la cultura e le tendenze,
in un approccio aperto, inclusivo e pluralistico che considera la diversità e la modernità due dei suoi principali punti di forza.
 
CONTINUA A LEGGERE LA NEWS COMPLETA CLICCANDO IL SEGUENTE LINK QUI IN BASSO
 

SPAGNA: TELECINCO SI STA PREPARANDO PER IL 4K
SUL DIGITALE TERRESTRE CHE CAMBIERÀ ALLA FINE DEL 2026

La televisione digitale terrestre (TDT) in Spagna si sta avvicinando a uno dei cambiamenti più significativi della sua storia recente.
In questo contesto di evoluzione tecnologica, le principali emittenti televisive si stanno già muovendo in previsione di una trasformazione
che consentirà agli spettatori di guardare i canali con una qualità nettamente superiore, senza dover modificare le modalità di accesso.
 
Mediaset España ha già compiuto un passo in questa direzione con la richiesta di attrezzature tecniche
per prepararsi alle future trasmissioni in 4K su Telecinco,
una mossa che si inserisce nella riorganizzazione dello spettro che segnerà il futuro della televisione in chiaro.
 
Un nuovo scenario UHD sul digitale terrestre
Il cambiamento principale sarà l’adozione dello standard DVB-T2, un’evoluzione del sistema attuale
che consente la trasmissione di un maggior numero di canali con una qualità superiore all’interno dello stesso spettro radio.
In pratica, ciò si tradurrà in un sistema di televisione digitale terrestre (TDT) in grado di offrire trasmissioni 4K stabili e capillari.
In questo nuovo scenario, il modello definito nel Piano Tecnico Nazionale per il DTT prevede la coesistenza di quattro segnali ad altissima definizione:
La 1 UHD, Antena 3 UHD, Telecinco UHD ed un secondo canale RTVE, presumibilmente Teledeporte UHD.
Tutti i programmi saranno trasmessi simultaneamente con le loro attuali versioni HD, che rimarranno disponibili,
consentendo una transizione graduale senza penalizzare gli spettatori che non dispongono di televisori o decoder compatibili con il 4K.
Attualmente, La 1 UHD è l’unico canale consolidato in questo formato all’interno del digitale terrestre,
mentre gli altri fanno parte di un’evoluzione già definita che segnerà il salto definitivo dall’alta definizione al 4K.
L’avvio delle trasmissioni UHD, così come la riorganizzazione dei canali all’interno dei diversi multiplex,
coinciderà con ogni probabilità con il lancio del nuovo canale DTT che il Governo dovrà assegnare,
un’operazione inizialmente prevista per l’ultimo trimestre del 2026.
 
Mediaset inizia a preparare il terreno
In questo contesto, Mediaset ha richiesto specifiche apparecchiature tecniche per il suo reparto di continuità,
una fase preliminare standard nella preparazione di nuove trasmissioni.
Questi sistemi consentono il monitoraggio del segnale, la gestione di trasmissioni simultanee in diversi formati
e la garanzia della stabilità del segnale.
Sebbene l’apparecchiatura non sia ancora stata installata, la richiesta conferma che il gruppo sta già lavorando alla pianificazione tecnica
necessaria per una futura implementazione dell’altissima definizione.
Il passo successivo, logico, sarà quello di condurre test di trasmissione simultanea,
replicando il segnale 4K di Telecinco insieme alla sua attuale trasmissione HD, una fase comune prima di qualsiasi lancio in chiaro.
 
La televisione digitale terrestre (TDT) si prepara al suo più grande salto di qualità
L’arrivo del 4K sulla televisione digitale terrestre (TDT) porterà un cambiamento strutturale nel modo in cui la televisione in chiaro viene fruita in Spagna.
Finora, l’altissima definizione ha avuto una presenza limitata, ma il passaggio al nuovo standard ne consentirà un’implementazione più ampia e stabile.
Con RTVE all’avanguardia grazie a La 1 UHD e con il graduale ingresso di Atresmedia e Mediaset,
il panorama televisivo si sta avviando verso una nuova fase in cui il miglioramento della qualità dell’immagine sarà uno dei protagonisti principali.
 

SVIZZERA: ATTRIBUZIONE DELLE CONCESSIONI FM PER LE RADIO A PARTIRE DAL 2027

L’ Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha definito la procedura di attribuzione delle concessioni radio FM
per la diffusione di programmi radiofonici a partire dal 2027.
La SSR e le emittenti radio private con mandato di prestazioni possono, su richiesta, continuare a utilizzare le loro frequenze attuali.
Le frequenze rimanenti saranno riattribuite. La diffusione FM continua a rimanere volontaria.
Se più parti interessate si candidano per le stesse frequenze, sarà indetta un’asta.
 
Nel dicembre 2025, il Parlamento ha deciso di rendere possibile la diffusione di programmi radio sulle FM
anche dopo la scadenza delle attuali concessioni FM che avverrà nel 2026.
Su incarico del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni,
l’ UFCOM ha elaborato l’attribuzione delle concessioni FM a partire dal 2027 fino al 2034,
basandosi sulla durata delle attuali concessioni radiofoniche delle emittenti.
La SSR e le 25 emittenti radio concessionarie con mandato di prestazioni possono quindi utilizzare le frequenze attuali nella loro zona di copertura.
A tal fine, devono presentare una domanda all’ UFCOM.
Le frequenze che non saranno state assegnate entro la fine del 2026 potranno essere messe a concorso dall’ UFCOM nel 2027.
Tutte le altre frequenze FM, attribuite finora a radio senza un mandato di prestazioni,
saranno offerte nella loro forma attuale come pacchetti di frequenze (“cluster”): tutte le emittenti radiofoniche possono presentarvi domanda.
L’ UFCOM prevede di pubblicare i cluster sul suo sito web nella primavera 2026; le candidature possono essere inviate sino a fine giugno.
Se più emittenti sono interessate a un cluster, l’ UFCOM prevede di tenere un’asta nell’autunno del 2026.
La diffusione FM rimane volontaria.
Tramite questa procedura, una parte essenziale dello spettro di frequenze disponibile rimane riservata per i programmi del servizio pubblico,
in modo che le loro emittenti possano trasmetterli anche via FM.
Con la definizione di queste condizioni quadro per la futura diffusione via FM,
l’ UFCOM attua la mozione 25.3950 “Nuova gara pubblica per le concessioni FM a partire dal 1° gennaio 2027”,
adottata dal Parlamento a dicembre 2025.
 

SVIZZERA: ASSEGNAZIONE DELLE CONCESSIONI RADIO FM

L’ Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) rilascia le concessioni di radiocomunicazione FM su richiesta
in base alla decisione del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC).
 
Punti chiave del processo di attribuzione per le emittenti radiofoniche
 
Il DATEC ha definito le seguenti condizioni quadro:
 
Le attuali frequenze della SSR rimangono riservate per la SSR.
 
Le attuali frequenze delle emittenti radiofoniche con concessione e mandato di prestazioni rimangono per loro riservate.
 
Tutte le altre frequenze sono raggruppate in cluster per coprire determinate regioni geografiche e sono attribuite dall’ UFCOM su richiesta.
I cluster di frequenze corrispondono in gran parte alle attuali concessioni di radiocomunicazione FM.
 
Le frequenze non utilizzate della banda riservata potranno essere oggetto di un bando a partire dall’inizio del 2027.
 
 
Informazioni per la SSR e le emittenti radiofoniche con concessioni nella loro zona di copertura
Le frequenze della SSR e quelle nella zona di copertura delle emittenti concessionarie con mandato di prestazioni non vengono messe a concorso.
La SSR o le emittenti radiofoniche concessionarie possono presentare all’ UFCOM una domanda per una concessione di radiocomunicazione FM.
L’assegnazione dei cluster di frequenze è di competenza dell’ UFCOM.
 
Informazioni per le emittenti radiofoniche notificate
La pubblicazione dei cluster di frequenze per le emittenti notificate è prevista per il primo semestre del 2026.
Le emittenti radiofoniche notificate in Svizzera possono presentare una domanda per una o più concessioni di radiocomunicazione FM.
Per ogni cluster di frequenze viene rilasciata una concessione.
La domanda deve contenere almeno la denominazione del cluster di frequenze desiderato
e la prova dell’adempimento dei requisiti secondo l’articolo 27 OUS.
Se vengono presentate più richieste per lo stesso cluster di frequenze, si terrà un’asta nell’autunno del 2026.
Le relative regole saranno comunicate a tempo debito.
 
Tasse
Per la partecipazione alla procedura di aggiudicazione viene richiesta una tassa amministrativa unica (art. 18 cpv. 1-3 OTST).
Questa è calcolata in base a una tariffa oraria di 210 franchi (art. 6 cpv. 2 OTST) ed è addebitata a ogni emittente che partecipa al processo di aggiudicazione.
A titolo indicativo si può presupporre una tassa amministrativa di circa 1500 franchi,
che è dovuta indipendentemente dall’esito dell’aggiudicazione.
La tassa di concessione di radiocomunicazione viene riscossa annualmente presso le emittenti non concessionarie
e ammonta ad almeno 10 000 franchi (art. 51 OTST).
Le emittenti con mandato di prestazioni sono esenti dal pagamento di tale tassa (art. 39 LTC)
ma pagano una tassa di concessione ai sensi dell’articolo 22 LRTV calcolata in base agli introiti pubblicitari e di sponsorizzazione.
Se la concessione di radiocomunicazione viene restituita, la relativa tassa viene riscossa per il periodo effettivo di utilizzo.
La tassa amministrativa ricorrente viene riscossa annualmente e ammonta a 40 franchi per 1000 persone nella zona di diffusione;
le radio locali concessionarie beneficiano di una riduzione del 60 per cento (16 fr./1000),
mentre per le radio concessionarie non commerciali la tassa è ridotta a 8 franchi/1000 (art. 28 lett. a, art. 36 cpv. 1 e art. 36 cpv. 3 OTST).
Se la concessione viene restituita, la tassa di concessione di radiocomunicazione viene riscossa per il periodo effettivo di utilizzo.
Se viene indetta un’asta, l’autorità preposta al rilascio della concessione definisce l’offerta minima.
Il suo limite inferiore è calcolato in particolare basandosi sulla tassa di concessione per l’intera durata della concessione
(stimata in base al tasso di interesse usuale nel settore per le relative scadenze).
L’importo dell’aggiudicazione deve essere pagato in un unico versamento, subito dopo il rilascio della concessione.
Il rimborso è escluso se la concessione è limitata, sospesa, revocata, ritirata o restituita prima della sua scadenza.
 
Altre condizioni quadro
Obbligo di fornitura: per ogni cluster di frequenze deve essere messo in funzione almeno il sito principale.
A tal fine le nuove emittenti hanno 90 giorni di tempo dal rilascio della concessione.
La tecnica FM rimane volontaria: le concessioni radio FM possono essere restituite in qualsiasi momento.
Un programma diffuso via FM deve essere trasmesso anche in DAB+ almeno in questa zona e con contenuti identici.
Le concessioni di radiocomunicazione FM sono valide fino al 31 dicembre 2034.
 
 

SVIZZERA: LA SSR CAVALCA «L' ONDA»; PUÒ TORNARE SULLE FM GIÀ A LUGLIO

Berna ha dato il via all’attribuzione delle concessioni per le radio a partire dal 2027, ma l’emittente pubblica potrà trasmettere già prima
L’azienda: «L’obiettivo è procedere il più rapidamente possibile con la riattivazione dei primi impianti di trasmissione»
 
Lunga vita alle FM. O almeno, fino al 2034. Le trasmissioni radio sulle onde ultracorte continueranno anche in futuro:
il crollo di ascoltatori della SSR, che aveva deciso di spegnere i ripetitori alla fine di dicembre del 2024, è stato un chiaro segnale.
Le emittenti private, che avrebbero dovuto fare la stessa cosa alla fine del 2026, hanno lanciato l’allarme.
E il Parlamento federale ha deciso di fare dietrofront. A dicembre, infatti, ha prolungato la vita del segnale analogico,
permettendo anche alla SSR di tornare a trasmettere attraverso le frequenze FM.
L’emittente pubblica può ora cavalcare questa «onda». E potrà farlo prima del previsto. Già a partire dal primo luglio.
 
Fino alla fine del 2034
Pochi giorni fa, l’ Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha definito la procedura di attribuzione delle concessioni radio FM
per la diffusione di programmi radiofonici a partire dal 2027.
Ciò significa che le emittenti radio private con mandato di prestazioni possono, su richiesta, continuare a utilizzare le loro frequenze attuali.
Potrà farlo anche la SSR: ciò significa per la RSI che anche Rete 1, Rete 2 e Rete 3 possono tornare a trasmettere sulle «vecchie» frequenze.
Le attuali concessioni FM scadranno infatti proprio quest’anno.
Dopo il «sì» delle Camere federali alla mozione che chiedeva di non spegnere definitivamente la radio analogica a modulazione di frequenza,
l’ UFCOM ha fatto i compiti: ha elaborato l’attribuzione delle concessioni FM a partire dal 2027 fino al 31 dicembre 2034.
La diffusione attraverso le FM, sottolineano le autorità federali, continua a rimanere volontaria.
 
«Può avvenire anche prima»
Anche dall’anno prossimo, le emittenti radiofoniche «con concessione e mandato di prestazioni» (come Radio3i e Radio Ticino)
potranno continuare a trasmettere sulle stesse frequenze di oggi. Non solo.
«Le attuali frequenze della SSR rimangono riservate per la SSR».
L’emittente pubblica può pertanto tornare a diffondere la radio sulle stesse frequenze che occupava prima dello spegnimento delle antenne a fine 2024.
«Le frequenze della SSR e quelle nella zona di copertura delle emittenti concessionarie con mandato di prestazioni
non vengono messe a concorso», chiarisce l’ UFCOM.
La possibilità che la SSR potesse tornare sulle FM già dall’estate è stata anticipata dal Blick.
Dal canto suo, in un documento sul proprio sito, l’ Ufficio federale delle comunicazioni conferma che le concessioni di radiocomunicazione FM 
«saranno in linea di massima valide dal 1. gennaio 2027 fino al 31 dicembre 2034; il rilascio nell’ambito riservato può avvenire anche prima».
La liberazione delle frequenze entra in vigore già in estate.
«La base legale permette alla SSR di tornare a trasmettere dal 1. luglio», ci spiega Silvia Canova, responsabile della comunicazione dell’ UFCOM,
ricordando tuttavia che a livello tecnico spetta alla SSR valutare quando riattivare le antenne FM, spente il 31 dicembre 2024.
 
Pronta la domanda formale
«Sulla base della decisione di principio adottata nel dicembre scorso di valutare un ritorno alla diffusione in FM,
in questi giorni la SSR sta presentando una domanda formale di concessione», indica al Corriere del Ticino Stefano Pedrazzini, portavoce della SSR,
confermando che l’obiettivo dell’azienda «è procedere il più rapidamente possibile con la riattivazione dei primi impianti di trasmissione»,
senza tuttavia fornire indicazioni precise su tempistiche, costi e estensione dell’offerta.
Non è pertanto ancora noto se torneranno sulle FM tutte e tre le radio della RSI. E se ciò possa avvenire già a luglio.
 
Leader di mercato
La SSR, pur con il calo di ascoltatori, continua a essere leader di mercato.
Stando ai dati Mediapulse forniti dall’azienda, tra il primo semestre 2024 (con le antenne FM ancora attive) e il primo semestre 2025,
la quota di mercato è però scesa di sei punti percentuali, passando dal 59 al 53%.
L’impatto è stato particolarmente pesante per la RSI, con una flessione della penetrazione netta –
che misura quante persone ascoltano un determinato programma radiofonico almeno una volta al giorno –
del 27% nei primi sei mesi dopo l’addio alle FM.
 
Obbligo di trasmettere in DAB+
Ora, il mercato potrebbe cambiare. E tutte le altre radio?
Le frequenze che rimangono libere (oltre alla SSR ci sono altre 25 emittenti radio concessionarie con mandato di prestazioni)
saranno riattribuite dal 2027. Inoltre, se ci sono più radio candidate per le stesse frequenze, sarà indetta un’asta.
Dalla decisione della SSR di spegnere le antenne, tuttavia, una buona fetta di ascoltatori si è rivolta alle radio italiane
che trasmettevano e continuano a trasmettere in FM. Per loro ci sarà più spazio nella nuova concessione?
«Le radio possono fare richiesta per ricevere determinate frequenze se l’emittente è annunciata in Svizzera
e se trasmette anche in DAB+», spiega Canova. Berna impone infatti una condizione:
«Un programma diffuso via FM deve essere trasmesso anche in DAB+ almeno in questa zona
(ad esempio nel Mendrisiotto, ndr) e con contenuti identici».
Tuttavia, a oggi, nessuna radio italiana ha compiuto questo passo.
Il motivo per il quale, dal Ticino, si possano sentire le emittenti italiane è semplice.
«Perché le frequenze non si fermano al confine», ricorda Canova, precisando che alcune radio italiane sono già presenti sul DAB+.
 
L’addio alle FM valutato già nel 2014
Nel 2014, l’ UFCOM, le radio private e la SSR hanno iniziato a pianificare il passaggio dalla radio analogica a quella digitale.
Hanno deciso di spegnere le FM e dare la priorità alla diffusione tramite DAB+ e internet.
Per permettere questa transizione (dal 2020 non c’è più l’obbligo di diffondere via FM),
la Confederazione ha investito in questi anni circa 84 milioni di franchi.
Nel frattempo, la decisione di disattivare queste antenne è stata prorogata due volte.
Il Governo aveva stabilito come termine ultimo il 31 dicembre 2026.
In accordo con i privati, la SSR ha fatto il primo passo a fine 2024. Ma ci si è presto resi conto che si è trattato di un passo falso.
Da lì la richiesta politica, poi accolta, di non spegnere le FM a fine 2026.
 

PRIMA TV, VA IN ONDA IL RIASSETTO. GLI IMPRENDITORI BEN AMMAR
E SAWIRIS METTONO IL RAMO D' AZIENDA DEL MUX IN UNA NEWCO

Nel 2024 il canale televisivo ha registrato in Italia perdite per 18,5 milioni di euro e ricavi in calo a 13 milioni.
A pesare l’addio a Sky e il mercato pubblicitario incerto
 
Riassetto per il business televisivo in Italia dell’accoppiata tra il finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar e l’imprenditore egiziano Naguib Sawiris.
I due sono soci (con Ben Ammar in maggioranza all’80% e che ricopre la riconfermata carica di presidente) nella Prima Tv
che serve il 95,2% della popolazione del nostro Paese con la rete Mux 3DFree in tecnica digitale su frequenze terrestri.
Qualche settimana fa la società guidata dall’amministratore delegato Andrea Goretti ha costituito la newco Dfree,
di cui amministratore unico è stato nominato Giovanni Matteo Ferro Luzzi.
Alla newco è stato conferito mediante un aumento di capitale nominale di 50 mila euro con un sovrapprezzo di 2,25 milioni
il ramo d’azienda del Mux con il marchio Dfree, operatore di rete nazionale su frequenze terrestri,
composto fra l’altro da tutti gli impianti di trasmissione presenti sull’intero Paese.
Il valore del ramo d’azienda è stato certificato da una perizia del commercialista Federico Rossi che ha fissato una forchetta fra i 3,5 milioni
(stimato con il metodo discounted cash flow in base al business plan di sviluppo),
i 2,6 milioni dello stesso metodo ma su uno scenario di business base e i 2,7 milioni del metodo patrimoniale complesso,
giungendo infine a un valore di almeno 2,5 milioni.
 
I conti di Prima Tv
Il bilancio del 2024 di Prima Tv s’è chiuso con una perdita di oltre 18,5 milioni di euro dopo il passivo di 11 milioni del precedente esercizio,
a fronte di ricavi diminuiti anno su anno da 16,6 milioni a 13,1 milioni
di cui 2,2 milioni sono la quota di competenza del rimborso erogato dal Mise per investimenti effettuati nel 2021 e 2022.
L’ebitda è stato negativo per 2,4 milioni (positivo per 964mila euro nel 2023)
mentre l’ebit negativo è peggiorato anno su anno da -17 milioni a -21 milioni.
La perdita deriva dal contributo negativo della gestione proprio del Mux 3DFree riconducibile alla cessazione di alcuni contratti
(con Sky Italia) in un contesto di mercato pubblicitario incerto.
Il rosso del 2024 è stato comunque interamente ripianato attingendo alle riserve
e con esso altri 11 milioni di disavanzo proveniente da precedenti esercizi.
 

PARAMOUNT METTE LE MANI SU WARNER BROS

Finalizzata, dopo il ritiro di Netflix, l’acquisizione della major cinematografica e televisiva
Un accordo da 110 miliardi di dollari
 
Warner Bros passa sotto il controllo di Paramount.
È ora ufficiale, dopo un voto con cui gli azionisti della Warner, giovedì, si sono pronunciati in maggioranza a favore dell’acquisizione.
L’esito dell’assemblea era ormai atteso dopo il ritiro a fine febbraio di Netflix.
La società di distribuzione in streaming, che era stata a lungo in lizza, non ha poi rilanciato dopo l’ultima offerta d’acquisto di Paramount:
110 miliardi di dollari per la Warner Bros, comprese le passività.
L’acquisizione deve ora passare al vaglio di FCC, l’ente statunitense di regolamentazione delle telecomunicazioni,
e delle autorità europee della concorrenza.
Il rilevamento da parte di Paramount segna una nuova tappa di un processo di concentrazione in atto a Hollywood,
che è accelerato dal declino della televisione tradizionale e dall’indebolimento del modello del cinema nelle sale.
 

EDITORIA, IL NORD EST SI RIMETTE IN MOTO. QUESTA VOLTA TRA RADIO E TELEVISIONI LOCALI

Il gruppo Nem (quello del Messaggero Veneto) punta le radio Birikina, Piterpan e Bellla & Monella, forti sul territorio.
Athesis (quello del quotidiano Arena di Verona) studia il futuro di Telearena
 
Il Nord Est si riposiziona ancora nell’editoria e, questa volta, è il turno delle radio e delle televisioni.
Così Nem-Nord Est multimedia di Enrico Marchi mette nel mirino l’acquisizione di Radio Birikina, Radio Piterpan e Radio Bellla & Monella,
tutte appartenenti allo stesso polo, quello di Klasse Uno network della famiglia Zanella.
Sempre secondo quanto risulta a ItaliaOggi, poi, Nem è in via di finalizzazione dell’acquisizione di Telefriuli.
In parallelo, non sembra voler rimanere immobile l’altro principale gruppo editoriale del Nord Est:
Athesis, che studia il matrimonio tra la veronese Telearena e la vicentina TVA (ma senza alcuna decisione al momento).
 
Lo scacchiere tra carta, tv e radio
Carta stampata, radio e televisioni diventano così sempre più sinergiche a Nord Est,
considerando che Nem pubblica i giornali Corriere delle Alpi, Mattino di Padova, Messaggero Veneto,
Nuova di Venezia e Mestre, Piccolo di Trieste e Tribuna di Treviso più Nordest Economia.
Invece Athesis si muove in edicola con l’ Arena di Verona, il Giornale di Vicenza, BresciaOggi e la Gazzetta di Mantova.
Il gruppo confindustriale di Verona e Vicenza (e pure di Mantova, dopo l’acquisizione della locale Gazzetta da Gedi)
controlla anche Radioverona, Telemantova e Telechiara tramite Confindustria Vicenza
che, tra l’altro, è presente anche in Nem, motivo per cui in passato si era ipotizzato un apparentamento tra Athesis e Nem.
 
Mosse e contro-mosse del recente passato
Sta di fatto che, oggi, Nord Est multimedia guidata dal presidente di Banca Finint e presidente e a.d. di Save
presidia tutti i principali centri urbani della macro-area. Fanno eccezione proprio Verona e Vicenza.
Da non dimenticare infine che, nello scacchiere nazionale (non solo locale a Nord Est),
Nem era tra i candidati a rilevare pure la Stampa di Torino, sempre dal gruppo all’epoca Gedi-Repubblica della famiglia Elkann.
Di contro, Athesis ha preferito diversificare la sua presenza regionale in Lombardia comprando la Gazzetta di Mantova nel settembre 2023,
anche in questo caso da Gedi, dopo che Nem aveva preso i sei quotidiani locali del Nord Est di Gedi nel marzo del 2023.
 
L’editoria tradotta in numeri
Radio Birikina, Radio Bellla & Monella e Radio Piterpan sono emittenti locali molto seguite sul territorio.
Stando alle ultime rilevazioni Audiradio sull’intero anno 2025, Radio Birikina registra 957 mila ascolti nel giorno medio,
Radio Bellla & Monella altri 232 mila e Radio Piterpan ancora 543 mila.
Sempre a proposito di dati di mercato, guardando agli ultimi dati Ads sullo scorso mese di febbraio,
il Gazzettino muove una diffusione totale pagata di 34,2 mila copie.
Invece, nel complesso di tutte le testate pubblicate, Nem segna una diffusione pagata complessiva pari a 54.732 copie.