
Domenica 6 luglio 2025
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Pubblicato il 06/07/2025 alle ore 14:25
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CROAZIA IN DIGITALE - HRT MUX M2: LOGO SPECIALE PER I 20 ANNI DI CMC TV
Iniziamo parlando del digitale terrestre per segnalare una novità dalla Croazia.
Nelle 9 versioni del provider nazionale HRT Mux M2, trasmesso nella modalità video DVB-T2,
la musicale CMC HD (LCN 13), acronimo di CROATIAN MUSIC CHANNEL e con sede nella capitale Zagabria,
ha modificato il proprio logo in alto a destra in occasione dei 20 anni di trasmissione.
L’emissione video risulta in H.265 HEVC HD con la risoluzione 1920×1080.

RADIO DAB: NUOVE ATTIVAZIONI PER I MUX DAB+ RAI E DAB ITALIA
Occupiamoci ora della radio digitale.
Il Mux DAB+ RAI ha recentemente acceso ben 7 ripetitori:
sul blocco 9B da TRIANGIA – VIA PRADELLA a Sondrio, in Lombardia, e SA SCROCCA MANNA a Sant’Antioco (SU), in Sardegna;

Il Mux DAB ITALIA, invece, ha attivato il Canale 7D dal ripetitore di MONTE PURGESSIMO a Cividale del Friuli (UD), in Friuli-Venezia Giulia.

Alla luce delle ultime novità, abbiamo riaggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni
dei bouquet radiofonici nazionali Mux DAB+ RAI e Mux DAB ITALIA.
Per consultare la composizione dei multiplex, cliccate sui banner qui sopra.


RADIO DAB: CAMBIO DI FREQUENZA PER IL MUX GO DAB (VENETO)
Ci spostiamo in Veneto per comunicare che, dallo scorso venerdì 4 luglio,
Per consultare la composizione del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

FREQUENZE E POSTAZIONI
| VENETO | ||
| Canale 5D (180,064 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Terranegra | Padova | PD |
RADIO DAB - MUX DAB SICILIA: ELIMINATA RADIO CITY
Scendiamo in Sicilia per segnalare l’uscita di scena di !Radio City di Paternò (CT) dal Mux DAB SICILIA.
Per consultare la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

FREQUENZE E POSTAZIONI
| SICILIA | ||
| Canale 10D (215,072 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Provincia |
| Contrada Carminello – Via Michele Scammacca | Valverde | CT |
VENETO: ADDIO A PAOLO DALLA CHIARA, PIONIERE VICENTINO DELLE TELECOMUNICAZIONI E DELLA COMUNICAZIONE D' IMPRESA
Si è spento a 82 anni il fondatore di Pentastudio e figura centrale nello sviluppo della televisione satellitare in Italia.
Con visione e coraggio ha segnato cinquant’anni di innovazione tra industria, spazio e cultura
È scomparso domenica 29 giugno Paolo Dalla Chiara, tra le figure più rappresentative dell’imprenditoria vicentina del secondo Novecento.
Classe 1942, originario di Altavilla Vicentina, Dalla Chiara ha attraversato cinquant’anni di trasformazioni
portando nel tessuto industriale locale – e oltre – uno sguardo pionieristico, capace di coniugare marketing, scienza, tecnologia e cultura.
Dopo la laurea in Scienze Statistiche all’Università La Sapienza di Roma e una specializzazione in matematica applicata,
che gli fornirà un approccio razionale ma creativo al mondo del lavoro, avvia la sua carriera come docente,
prima di fondare, nei primi anni ’70, Pentastudio, una delle prime agenzie di comunicazione e marketing del Veneto.
Ne diventerà amministratore unico nel 1980, guidandola per oltre quattro decenni.
Sotto la sua direzione, l’agenzia accompagnerà al successo centinaia di piccole e medie imprese italiane ed europee,
diventando un motore invisibile ma decisivo del boom economico del Nord Est.
Nel 1984 dà vita a Vioro Magazine e cura lo sviluppo editoriale delle testate specializzate dell’Ente Fiera di Vicenza nel settore orafo,
contribuendo anche in questo ambito alla crescita e all’internazionalizzazione di un comparto strategico per il territorio.
Negli anni ’90, Dalla Chiara rivolge la sua attenzione al settore delle telecomunicazioni satellitari.
Nel 1996 diventa responsabile delle relazioni esterne in Italia per Eutelsat, colosso europeo del settore.
Da lì in avanti il suo nome sarà legato a doppio filo all’innovazione tecnologica applicata alla comunicazione:
fonda l’associazione ASAS nel 2004 e l’HD Forum Italia nel 2006,
dove sarà uno dei protagonisti dello switch off televisivo da analogico a digitale,
della diffusione della TV satellitare in Italia e della rivoluzione digitale nel cinema.
Tra le sue esperienze più significative anche la presidenza, fino al 2005, di Videomedia Spa – TVA Vicenza,
emittente di riferimento per il territorio, che guidò verso la sperimentazione del digitale terrestre.
Dalla Chiara fu ideatore di eventi di rilievo internazionale, tra cui Sat Expo e gli Hot Bird TV Awards,
e fondatore di OpenSky, la prima azienda italiana a offrire connettività internet via satellite.
Nel 2024 l’HD Forum Italia ha voluto rendergli omaggio nominandolo membro onorario,
suggellando una carriera costruita sull’intuito, la ricerca e una passione per l’innovazione sempre al servizio delle persone.
Alla famiglia e a tutti coloro che con lui hanno condiviso un pezzo di strada, l’abbraccio della comunità vicentina.
Con la scomparsa di Paolo Dalla Chiara se ne va un costruttore di futuro.
PUBBLICATA LA DELIBERA AGCOM 170/25/CONS CHE RIASSEGNA LE FREQUENZE IN BANDA UHF NON PIÙ DESTINATE ALLA RETE NAZIONALE N. 12
L’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la delibera n. 170/25/CONS del 25 giugno 2025,
pubblicata il 4 luglio 2025 nel proprio sito web, ha avviato il procedimento per:
– l’integrazione del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze da destinare al servizio televisivo digitale terrestre,
di cui alla delibera n. 39/19/CONS e s.m.i., mediante la pianificazione delle frequenze in banda 470-694 MHz
rese disponibili dall’eliminazione della Rete nazionale televisiva n. 12;
– la disciplina delle procedure per il rilascio dei diritti d’uso delle frequenze in banda 470-694 MHz di cui al precedente punto.
Il responsabile del procedimento è l’ing. Mauro Martino, dirigente dell’Ufficio Radio Spettro della Direzione reti
e servizi di comunicazioni elettroniche dell’Agcom.
Il termine di conclusione del procedimento è di 180 giorni dalla data di pubblicazione della delibera sul sito web dell’Autorità
(quindi è il 31 dicembre 2025).

EUROSPORT E DISCOVERY CHANNEL ESCONO DI SCENA DA SKY
Eurosport esce di scena su Sky dopo 27 anni
Con il mese di luglio 2025 si apre una nuova fase per il panorama televisivo italiano:
dopo quasi tre decenni, Eurosport 1 e 2 e Discovery Channel non sono più disponibili su Sky.
La decisione arriva in seguito al mancato rinnovo dell’accordo tra Sky e Warner Bros. Discovery,
ponendo fine a una collaborazione storica che durava da 27 anni.
Alla base della rottura, secondo fonti vicine alle trattative, ci sarebbero divergenze economiche e strategie sempre più distanti.
Sky avrebbe considerato troppo elevate le richieste economiche di Warner Bros. Discovery,
anche alla luce della crescente disponibilità in chiaro di molti contenuti sportivi prima esclusivi,
come le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, le gare di ciclismo e gli sport invernali.
Una delle conseguenze più immediate per gli appassionati riguarda il tennis:
gli abbonati Sky non potranno più seguire l’Australian Open e il Roland Garros,
detenuti in esclusiva da Eurosport in Italia rispettivamente fino al 2031 e al 2030.
Tuttavia, altri eventi sportivi coperti da Eurosport non scompaiono del tutto:
continueranno a essere accessibili tramite altre piattaforme come Discovery+, DAZN e TIMVision.
L’addio a Sky rappresenta un passaggio rilevante anche in termini di ascolti.
Si stima che circa il 70% dell’audience italiana di Eurosport provenisse proprio dalla piattaforma di Comcast.
Inoltre, sempre a partire da luglio, i canali non saranno più rilevati da Auditel, rendendo più difficile misurarne l’impatto sul pubblico.
Dal canto suo, Sky sta già correndo ai ripari per rafforzare la propria offerta sportiva.
Dopo aver acquisito i diritti per la Nations League e le qualificazioni ai Mondiali 2026,
la pay TV sembra intenzionata a rinnovare quelli per la Bundesliga e Wimbledon, con trattative in fase avanzata.
Non manca l’interesse per la MotoGP e il basket, a conferma della volontà di colmare il vuoto lasciato dall’uscita dei canali Warner Bros. Discovery.
Nel frattempo, quest’ultima si prepara a un ulteriore cambiamento: nel 2026 è atteso anche in Italia il debutto di Max,
la nuova piattaforma di streaming premium che integrerà Discovery+ e i contenuti ex Warner Media, tra cui i film Warner Bros e le serie HBO.
Sky detiene ancora i diritti esclusivi di questi contenuti fino alla fine del 2025,
ma l’arrivo di Max potrebbe sancire un ulteriore ridimensionamento dell’offerta di contenuti pregiati per gli abbonati Sky e NOW, salvo nuovi accordi.
Discovery Channel in chiaro
Inoltre, Discovery Channel si prepara a un importante cambiamento in Italia:
dall’autunno 2025 sarà trasmesso gratuitamente sul digitale terrestre.
Questa transizione segna una svolta storica per un canale che, per quasi quarant’anni, è stato disponibile solo a pagamento.
Negli anni Discovery Channel si è certamente trasformato, diventando un canale sempre più accessibile che,
pur mantenendo una propria identità, ha arricchito l’offerta per rivolgerla sempre più al grande pubblico.
Il canale si presenterà con una nuova veste grafica e un palinsesto rinnovato,
con l’obiettivo di consolidarsi come punto di riferimento per l’intrattenimento documentaristico nel panorama televisivo gratuito.


DISCOVERY CHANNEL SBARCA SUL DIGITALE TERRESTRE GRATUITO
Dal prossimo autunno il canale factual di Warner Bros. Discovery sarà disponibile in chiaro.
Durante l’estate, alcuni contenuti saranno anticipati su discovery+
Discovery Channel si appresta a debuttare in chiaro sul digitale terrestre.
Il canale simbolo del gruppo Warner Bros. Discovery, lanciato negli Stati Uniti il 17 giugno 1985,
sarà visibile gratuitamente per tutti in Italia a partire dal prossimo autunno.
La decisione segna una svolta significativa nella strategia distributiva del marchio,
che per decenni è stato accessibile esclusivamente in modalità pay.
Con questo passaggio, Discovery Channel punta ad ampliare il proprio pubblico,
proponendosi con una nuova veste grafica e un’offerta rinnovata.
La scelta è anche la conseguenza del mancato rinnovo del contratto tra Warner Bros. Discovery e Sky Italia,
che ha permesso sino ad oggi a Discovery Channel di essere visibile via satellite (così come Eurosport).
Il palinsesto manterrà l’impronta caratteristica del canale, fondata su contenuti factual e documentaristici,
spaziando tra avventura, storia, natura, mistero e docu-reality.
Saranno presenti serie storiche del brand, accanto a nuove produzioni unscripted pensate per un’audience più ampia.
L’obiettivo è offrire “una programmazione stimolante e pop, con centinaia di titoli iconici”, si legge nel comunicato stampa.
In attesa del debutto in autunno, alcuni contenuti saranno disponibili on demand durante l’estate sulla piattaforma discovery+,
che accompagnerà il lancio anche con iniziative sui canali social e digitali.

MARATONA TV DI "NON È LA RAI" SU MEDIASET EXTRA HD A 30 ANNI DALLA FINE DEL PROGRAMMA CULT
Mediaset Extra celebra l’evento domenica 6 luglio, dalle 13 alle 18.30, con una selezione di puntate storiche
Trent’anni fa terminava “Non è la Rai”,
lo storico programma con il quale Gianni Boncompagni ha rivoluzionato il linguaggio televisivo italiano.
Mediaset Extra celebra l’evento domenica 6 luglio, dalle 13 alle 18.30, con una selezione di puntate storiche,
che si concluderà con quella del 30 giugno 1995:
una finale sulle note di “T’appartengo” e la presenza di alcune delle showgirl più note delle varie edizioni.
Il programma cult
Il teen-show, autentico fenomeno di costume degli anni Novanta ed oltre,
è stato trasmesso in diretta dal 9 settembre del 1991, dallo Studio 1 del Centro Palatino di Roma.
Nel varietà pomeridiano – andato in onda per quattro edizioni, prima su Canale 5 e poi su Italia 1 -,
una moltitudine di giovani popolava il palcoscenico e intratteneva il pubblico con giochi, musica e balletti.
Dalla Bonaccorti a Ambra
La prima stagione fu condotta da Enrica Bonaccorti, la seconda da Paolo Bonolis e le ultime due da Ambra Angiolini.
A cura di Boncompagni, le scenografie e – soprattutto – la regia.
Il primo programma d’intrattenimento quotidiano delle allora Reti Fininvest ha lanciato una serie di personaggi femminili
la cui carriera è poi esplosa nel mondo del cinema, come per Claudia Gerini e Sabrina Impacciatore,
o proseguita sul piccolo schermo, come per Alessia Mancini, Alessia Merz, Miriana Trevisan, Laura Freddi e Antonella Elia.

Ricordiamo che, sul digitale terrestre, Mediaset Extra HD trasmette sulla doppia LCN 55 e 556
ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080 nel MEDIASET Mux 3.
TRENTINO-ALTO ADIGE: GLI ALLEGATI DELLA FESTA DEI 50 ANNI DELLA RAS
In allegato i media per la festa dei 50 anni della RAS presso PLAN DE CORONES

LAZIO: 5G A ROMA, TUTTO DA RIFARE? ECCO COSA STA SUCCEDENDO
Dopo nove mesi dall’approvazione del nuovo regolamento comunale per l’installazione delle antenne,
non piacciono le “coperture” scelte per abbattere l’impatto paesaggistico.
Allo studio un “catalogo” da cui scegliere le migliori soluzioni quartiere per quartiere. Con costi extra e tempi che si dilatano
Cosa sta succedendo con il 5G a Roma? L’Urbe doveva diventare la capitale italiana del 5G, un “laboratorio” unico nel suo genere.
E probabilmente diventerà davvero unico nel suo genere considerato che in città ci si è impantanati sulla questione dell’estetica delle antenne.
A 9 mesi dall’approvazione del nuovo Regolamento comunale per gli impianti di telefonia mobile (era il 27 settembre 2024) –
dopo anni di battaglie a colpi di contenziosi legali da parte degli operatori di telefonia per i reiterati ostruzionismi delle varie giunte capitoline,
anni che hanno comportato un ritardo abnorme della città sul mobile – ci si ritrova a un pericoloso punto di partenza.
Il tutto mentre è stato annunciato in pompa magna il progetto da 100 milioni
(di cui 72,2 milioni in project financing e 20 milioni dalle Risorse Giubileo 2025) per disseminare di small cell oltre 1500 fra piazze,
strade, metropolitane e aree “nevralgiche” per un potenziale complessivo di 6000 punti di propagazione di segnale,
trasformando persino le insegne della metropolitana in access point wi-fi e 5G. E nel piano anche circa 850 punti in wi-fi 6.
Un’infrastruttura mobile in grado di abilitare lo sviluppo di una rete di 5000 telecamere e 6400 sensori IoT.
Il tutto da completare – ha auspicato il sindaco Roberto Gualtieri appena qualche settimana fa – entro il prossimo anno.
5G a Roma, quel pasticciaccio delle “mascherature”
Ma fra il dire e il fare ci si mette… l’estetica. Nonostante il via libera ai nuovi “modelli” di antenne da parte della Conferenza dei servizi
dopo una serie di pareri frutto di mesi e mesi di incontri e interlocuzioni con tutti i soggetti in campo
(assessorati competenti, rappresentanti del Dipartimento per la trasformazione digitale, operatori di Tlc, tower company
e non ultime le sovrintendenze capitolina e quella a speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio)
che hanno sortito la decisione di applicare “mascherature” alle antenne per renderle più in linea con la bellezza di Roma,
più di qualcuno storce il naso e per sintetizzarla le mascherature sono antiestetiche, addirittura qualcuno dice più antiestetiche delle antenne “nude”.
E allora che si fa? Si convocano incontri, tavoli e si riparte dai pareri e c’è chi pensa che debbano essere coinvolti persino i cittadini,
tanto per complicare le cose. E il 30 giugno, in occasione della riunione della Commissione Roma Capitale congiunta con la Commissione VIII Urbanistica,
è stato annunciato che sarebbe addirittura auspicabile rimettere mano al Regolamento.
In una nota congiunta Riccardo Corbucci, presidente della Commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione tecnologica,
e Tommaso Amodeo, presidente della Commissione Urbanistica dichiarano testualmente che “è urgente-aggiornare il Regolamento comunale
e le Norme Tecniche di Attuazione del piano regolatore, per garantire una pianificazione trasparente
attraverso il ripristino del piano di localizzazione degli impianti, il coinvolgimento effettivo dei municipi nella scelta dei siti preferenziali
e una validazione obbligatoria da parte di Roma Capitale degli elementi di arredo e mascheramento delle antenne,
soprattutto nei contesti urbani vincolati e nei siti sensibili”.
I test al Celio e San Saba
Sarebbero stati i “test” nei quartieri Celio e San Saba – “casi emblematici”, sostengono i firmatari della nota, “impattanti e non concordate col territorio” –
a far saltare sulla sedia gli esperti paesaggistici. E in occasione della seduta l’assessora allo Sviluppo economico, Monica Lucarelli,
ha detto che bisogna “continuare a convocare un tavolo tecnico con tutti gli attori coinvolti, dagli uffici comunali alle Soprintendenze,
dalle aziende di telefonia ai comitati dei cittadini, per armonizzare gli strumenti normativi con le nuove esigenze della rete,
senza rinunciare a regole certe per il governo del territorio”.
Il tutto sottolineando “l’importanza di sistema di mascheramento architettonico omogeneo, che eviti soluzioni improvvisate
e renda gli impianti compatibili con il contesto paesaggistico”.
E già nella seduta del 16 maggio Lucarelli aveva dichiarato che “Roma è una città complessa, stratificata,
con un patrimonio culturale e paesaggistico unico al mondo:
non possiamo permetterci soluzioni improvvisate o esteticamente impattanti”.
Spunta un catalogo con “modelli” da selezionare quartiere per quartiere
A tal proposito si ipotizza addirittura una sorta di “catalogo” da sfogliare di volta in volta per scegliere la soluzione ottimale,
quartiere per quartiere, sito per sito. E nel catalogo vanno messe anche le antenne “nude” –
possono avere il loro perché in quartieri più “moderni” (le periferie?).
Naturalmente dovranno essere gli operatori a farsi carico dei costi.
E saranno contenti di sapere che quelle mascherature su cui avevano lavorato non piacciono nonostante “bollinate”.
Soldi e tempo buttati all’aria. E si procede con l’istituzione di due tavoli tecnici permanenti:
uno con la Sovrintendenza, “per costruire linee guida condivise che orientino già in fase di progettazione le scelte formali, visive e materiche”
– ha spiegato Lucarelli – l’altro per “definire un vero e proprio piano di localizzazione delle antenne su scala urbana,
capace di ridurre conflitti, minimizzare l’impatto e assicurare copertura in modo pianificato e trasparente”.
E l’obiettivo è arrivare entro fine anno alla definizione di strumenti operativi condivisi. Entro fine anno?
Siamo sicuri, sindaco Gualtieri, che la Roma 5G si farà entro il 2026?
SICILIA: ANTENNA RAI DI CALTANISSETTA, IL PRESIDENTE DEL COMITATO PARCO SANT'ANNA: "PER ADESSO È SALVA, VENTI GIORNI DI RESPIRO CHE VANNO USATI BENE"
Per adesso l’Antenna è salva. Almeno sino al 18 di luglio, data dell’udienza nel merito al Tar Palermo.
Il Comitato e l’Associazione Parco Antenna Sant’Anna celebrano con gioia questo risultato,
che dimostra come una città, i suoi attivisti, i suoi amministratori, se uniti, possono raggiungere in tempi ristrettissimi i risultati più improbabili.
I lavori di demolizione, già avviati, devono essere sospesi immediatamente e vanno poste in essere le misure di sicurezza atte a prevenire possibili rischi.
Questi venti giorni di respiro, vanno usati bene. Noi chiediamo al Comune di disporre senza indugio una controperizia tecnica che possa,
al di là di possibili esagerazioni di parte, stabilire con obiettività le reali condizioni della torre strallata
e la possibilità di intervenire con una manutenzione straordinaria senza demolizione.
Nel contempo, offriamo la nostra collaborazione all’ufficio legale del Comune per difendere le ragioni della permanenza del vincolo,
atteso il perdurare delle ragioni storiche e culturali che determinano il pregio del bene e per sfatare la presunta impossibilità giuridica di procedere
– nell’eventualità in cui la demolizione dovesse rivelarsi inevitabile – alla sua fedele ricostruzione.
L’esame del testo unico dei beni culturali rivela che l’eventualità della ricostruzione di un bene culturale è tutt’altro che vietata –
checché ne possa pensare l’Avvocatura dello Stato – considerato che la demolizione e ricostruzione di beni culturali o situati in aree vincolate,
come centri storici o aree di interesse paesaggistico, è regolamentata dal Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/2001)
e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.lgs. 42/2004).
Non si comprende dunque come possa essere giustificabile la posizione della Soprintendenza illustrata nel corso del Consiglio Comunale monotematico del 19 u.s.,
che ritiene incompatibile l’ipotesi della ricostruzione con la permanenza del vincolo e addirittura ne giustificherebbe la revoca al fine di consentirne la demolizione.
Lotteremo dunque, come facciamo da 13 anni, per dimostrare il diritto di esistere dell’Antenna Rai a Caltanissetta
e per valorizzarne le sue potenzialità in termini di attrattività turistica e di ricadute economico sociali per la nostra città
e per tutto il territorio dell’entroterra siciliano.
Lotteremo per dimostrare che Rai Way non ha il diritto di essere esonerata dal vincolo culturale
dopo che per lunghissimi anni ha omesso i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla torre strallata,
compromettendone, in violazione degli obblighi di legge, la sua conservazione.
Lotteremo per difendere l’ultimo dei primati di Caltanissetta, sede della antenna più alta d’Italia,
di un bene che non è soltanto una preziosa testimonianza della storia delle telecomunicazioni
ma che anche, come evidenziato da illustri artisti, una vera e propria opera d’arte.
Insieme ad essa difenderemo l’idea del parco urbano di 13 ettari, per il quale il Comune ha avviato le procedure per il ripristino del vincolo urbanistico,
e della creazione del museo delle telecomunicazioni analogiche, nella sede ideale della Stazione Rai.
E questo sarà soltanto un punto di partenza.
Il presidente e portavoce del Comitato Parco Antenna Sant’Anna
Renato Mancuso

IL 2 LUGLIO 1897 GUGLIELMO MARCONI BREVETTAVA LA RADIO
Questo brevetto segnò l’inizio di una carriera che portò Marconi a vincere il Premio Nobel per la Fisica nel 1909
Il 2 luglio 1897 è una data storica per le comunicazioni moderne:
Guglielmo Marconi, giovane inventore italiano, brevettava a Londra il suo rivoluzionario sistema di telegrafia senza fili, la radio.
Questo evento rappresenta un punto di svolta nella storia della tecnologia e della comunicazione globale.
Marconi, partendo dall’idea di trasmettere segnali attraverso onde elettromagnetiche senza bisogno di fili,
sviluppò un sistema capace di inviare messaggi a distanza, superando i limiti della telegrafia tradizionale.
Il brevetto inglese gli conferì il riconoscimento ufficiale per l’invenzione che avrebbe trasformato per sempre il modo di comunicare nel mondo.
La radio permise per la prima volta di trasmettere informazioni, musica e notizie in tempo reale,
abbattendo le barriere geografiche e rivoluzionando settori come il giornalismo, la difesa e i trasporti.
L’invenzione di Marconi fu il precursore di un’era in cui la comunicazione diventava istantanea e globale.
Questo brevetto segnò l’inizio di una carriera che portò Marconi a vincere il Premio Nobel per la Fisica nel 1909,
riconosciuto come il padre della radiofonia.
Oggi, più di un secolo dopo, la radio rimane una delle tecnologie più influenti e diffuse grazie all’ingegno e alla visione di un innovatore italiano.
5G IN CRISI: PIANO ITALIA A RISCHIO FLOP
Il piano Italia 5G non decolla.
È passato poco più di un anno da quando avevamo messo in evidenza gli ostacoli per lo sviluppo della rete di quinta generazione.
Da allora, le difficoltà restano. A maggio 2024 la copertura era dell’11,5%.
Oggi ha raggiunto il 38% ma mancano quasi 12 mesi alla scadenza fissata nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
A tre anni dall’avvio dei lavori i nodi restano e sarebbero a rischio 345 milioni di euro del PNRR
che però, ricordiamo, è rappresentato prevalentemente da prestiti.
Lo sviluppo del 5G rientra negli obiettivi indicati dall’Unione Europea.
In Italia, i lavori sono stati affidati a società come Inwit
(controllata da Vodafone, fino agli immancabili fondi di investimento come i francesi di Ardan).
5G Italia: l’opposizione di cittadini e amministrazioni
Il piano si scontra con la protesta dei territori.
Comitati e cittadini hanno manifestato tutte le loro perplessità sulla diffusione delle antenne 5G,
denunciando possibili rischi per salute, specie nei centri abitati.
Emblematico anche il caso di Palermo: nel quartiere Baida, una zona della città già priva di istituti scolastici,
Il dibattito è arrivato nel Parlamento siciliano, mentre in altri Comuni italiani sono stati numerosi i ricorsi ai TAR,
che in alcuni casi hanno bocciato la realizzazione degli impianti 5G.
Con alcune amministrazioni locali lo scontro è anche burocratico ed economico.
Il decreto Coesione ha fissato un canone di 800 euro per antenna, a prescindere dal valore del sito:
una cifra che ha scontentato molte amministrazioni locali.
Per accelerare e rispettare la scadenza del piano Italia 5G del 31 dicembre 2026,
il governo aveva approvato un emendamento di Fratelli d’Italia, sempre nel decreto Coesione,
che avrebbe consentito di superare i veti comunali, installando le antenne nelle aree bianche,
quelle in cui nessun privato ha mostrato interesse a investire.
Il sottosegretario all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, prova a confutare il dato del 38%.
Secondo Butti sarebbe stato completato l’80% dei lavori.
Ma il dato includerebbe tuttavia i siti ancora in lavorazione, che rappresenterebbero il 40,57%, sottolinea il Fatto Quotidiano.