Domenica 3 novembre 2024

LA NUOVA RICERCA DI AERANTI-CORALLO:
I DATI ECONOMICI DELLE RADIO LOCALI,
IL PERSONALE GIORNALISTICO NELLE EMITTENTI.
IL PUNTO DI MAURO ROFFI.

A cura di Mauro Roffi

In questa terza puntata di una piccola serie iniziata alcuni giorni fa il nostro collaboratore Mauro Roffi continua

ad esaminare la ricerca sulle emittenti locali (dal semplice titolo ‘L’emittenza radiofonica e televisiva locale in Italia’) diffusa poche settimane fa da Aeranti-Corallo.

 

Ricordiamo che Mauro Roffi è stato responsabile giornalistico della notissima rivista di settore ‘Millecanali’

dalla fine degli anni ’80 fino al settembre 2015, continuando poi a collaborare, 

fino alla chiusura di ‘Millecanali’ nel 2018.

Concludo in questo terzo articolo della serie l’esame della ricerca di Aeranti-Corallo sull’emittenza radiotelevisiva locale in Italia nel 2024.

 

Torniamo per prima cosa sulle Radio locali, occupandoci del tema dei dipendenti.

Quanti sono, nel complesso del settore, e quanti sono i giornalisti?

 

Delle 442 società di capitali e cooperative individuate dalla ricerca (per la precisione 350 società di capitali editrici di imprese radiofoniche locali 

a carattere commerciale e 92 cooperative editrici di imprese radiofoniche locali a carattere commerciale o comunitario), 

avevano depositato il bilancio 2022, alla data del 15 gennaio 2024, 310 soggetti. 

Questi ultimi hanno sostenuto, in base ai bilanci 2022, costi per il personale dipendente per complessivi 39,4 milioni di euro.

Stimando, in via teorica, che un dipendente di un’impresa radiofonica locale comporti un costo medio annuo di 27.000 euro, 

Aeranti-Corallo ha stimato i dipendenti delle suddette imprese radiofoniche locali in 1.459

Inoltre, “sulla base di una stima dei dipendenti delle 132 società di capitali e cooperative che non risultavano invece aver depositato il bilancio 2022

si è valutato in almeno 212 il loro numero”.

 

Ci sono poi i dipendenti delle società di persone editrici di imprese radiofoniche locali a carattere commerciale (una possibilità prevista per le Radio). 

Facendo riferimento alle 123 società di persone (esercenti 147 marchi) individuate dalla ricerca, 

“è possibile stimare che le stesse impieghino non meno di 246 dipendenti”.

 

E infine ci sono i dipendenti dei soggetti esercenti imprese radiofoniche locali a carattere comunitario, 

che esistono, pur non essendoci alcun obbligo in merito. 

Dalla graduatoria allegata al Decreto del settembre scorso sulle richieste di contributi pubblici 2024, 

emerge che tra i 314 soggetti (titolari di 364 emittenti) che hanno ottenuto il riconoscimento dei contributi stessi, 

“vi sono 110 soggetti che hanno un punteggio relativo ai dipendenti. 

È quindi possibile ipotizzare una dato complessivo di circa 165 dipendenti per tali 110 soggetti”.

 

Tiriamo le somme e scopriamo che il totale dei dipendenti delle imprese radiofoniche locali viene stimato in 2.082 persone

con l’avvertenza, anche per le Radio, che “tale stima è relativa a dipendenti a tempo pieno. 

In presenza di dipendenti part time, il loro numero sarebbe superiore”.

 

Passiamo adesso ad un altro aspetto del mondo radiofonico, che è quello degli impianti di trasmissione (analogici) Fm

che in questo settore sono ancora importanti.

 

Sulla base dei Dati del Catasto (in sigla CNF) di queste apparecchiature gestito dell’Agcom, la ricerca Aeranti-Corallo informa 

che, a settembre 2023, sono stati dichiarati, in tutta Italia, 16.917 impianti di diffusione operativi sulla banda Fm

Di tali impianti, 10.156 vengono eserciti da imprese radiofoniche nazionali (Rai e emittenti radiofoniche nazionali private), pari al 60,03% del totale, 

6.761 vengono utilizzati da imprese radiofoniche locali (commerciali e comunitarie), pari al 39,97% del totale. 

Inoltre, vi sono 112 impianti in Trentino Alto Adige che fanno capo alla nota RAS, ente pubblico della Provincia Autonoma di Bolzano 

che si occupa di diffondere i programmi radiotelevisivi esteri provenienti dall’area tedesca e ladina.

Infine, i citati 6.761 impianti eserciti dalle imprese radiofoniche locali diffondono il segnale di 1.594 marchi.

 

Torniamo adesso alle 310 società di capitali e cooperative esercenti l’attività radiofonica in ambito locale 

che alla data del 15 gennaio 2024 avevano depositato il bilancio 2022 (pari al 70,1% del totale di questa ‘categoria’). 

Ebbene, fra queste 310 “ve ne sono 287 con patrimonio netto positivo.

Di tali 287 imprese, ve ne sono 182 con patrimonio netto tra 0 e 200.000 euro; 74 con patrimonio netto tra 200.000 e 1.000.000 di euro; 

23 con patrimonio netto tra 1 e 5 milioni di euro; 7 con patrimonio netto oltre 5 milioni di euro”.

Come per le Tv, anche per queste Radio i dati di bilancio non sono poi così preoccupanti, almeno al momento. 

Infatti, il numero delle società di capitali e cooperative che ha conseguito un utile nell’esercizio 2022 è di 180 (su 310), pari al 58% del totale, 

mentre il numero delle imprese che nello stesso esercizio ha subito una perdita è di 130, 

ovvero il 42% del totale (un dato rilevante ma non maggioritario, dunque).

Sempre in questa categoria, 112 società presentano ricavi delle vendite e delle prestazioni 

(in gran parte, dunque, ricavi pubblicitari) tra 100.000 e 500.000 euro, 34 hanno ricavi tra 500.000 e 1 milione di euro, 

21 hanno ricavi tra 1 e 10 milioni di euro, mentre 143 società presentano ricavi inferiori a 100.000 euro.

Complessivamente, il totale dei ricavi sempre di queste 310 società è di 130.496 (dati in migliaia di euro).

 

C’è poi, anche per le Radio, la voce di bilancio ‘Altri Ricavi e Proventi’, che comprende tutti i componenti positivi 

di reddito non finanziari riguardanti l’attività accessoria, sia ordinaria che straordinaria. 

In tale voce, rientrano, fra l’altro, gli importanti contributi pubblici, nonché le plusvalenze delle operazioni straordinarie 

relative alla cessione di rami d’azienda con i relativi impianti/frequenze. 

I dati in questo caso sono però meno rilevanti rispetto alle Televisioni locali 

e ammontano complessivamente (per 310 società) a 34.671 (dati sempre in migliaia di euro).

 

Chiusa questa parte sulle sole Radio, veniamo a un tema prima già accennato, 

ovvero la presenza di personale giornalistico nelle emittenti radiotelevisive locali.

 

Ecco, testualmente, come analizza la questione la ricerca Aeranti-Corallo:

“Per approfondire quale sia la presenza di giornalisti nelle redazioni delle imprese radiofoniche e televisive locali, 

è possibile fare riferimento ai dati forniti ad Aeranti-Corallo dall’Inpgi…, 

suddivisi per tipologia di azienda (imprese radiotelevisive locali, emittenti nazionali, carta stampata ecc.) e aggiornati a giugno 2022, 

ultimo periodo in cui l’Inpgi ha svolto le funzioni previdenziali per i giornalisti titolari di rapporto di lavoro subordinato (poi passate all’Inps; N.d.R)”.

Dai dati Inpgi emerge che, al giugno 2022, i giornalisti operanti nell’emittenza locale, titolari di un rapporto di lavoro subordinato, 

erano 2.235 (una fetta molto rilevante del totale dei dipendenti di Radio e Tv locali, pari a 5.524 persone, dunque). 

Siamo – e per qualcuno può essere una sorpresa – al secondo posto in termini di personale giornalistico impiegato, 

dopo i quotidiani e prima, tra l’altro, della Rai e delle Radio e Tv nazionali.

Non pare contestabile allora la nota che “lo sviluppo dell’occupazione giornalistica nel settore è stata favorita dal contratto collettivo nazionale di lavoro 

stipulato in data 3 ottobre 2000 tra Aeranti-Corallo e la Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) e rinnovato, da ultimo, in data 16 novembre 2022. 

In base ai dati Inpgi, tale contratto, che era applicato a 127 giornalisti nell’anno 2000, è applicato a giugno 2022 a 1.802 giornalisti contrattualizzati”.

 

Un’ultima nota sulle rilevazioni d’ascolto, che, come si sa, è in fase di transizione per le Radio (tornerà la sigla Audiradio dal 2025), 

mentre attualmente la ricerca RadioTER viene ancora effettuata dalla società ERA – Editori Radiofonici Associati srl. 

L’indagine RadioTER è tuttora condotta su un campione di 120.000 interviste distribuite nell’arco dell’anno, 

rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 14 anni. 

La rilevazione è effettuata con sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche). 

Le emittenti radiofoniche locali iscritte all’indagine RadioTER nel 2024 sono 269

In cinque regioni italiane la Radio più ascoltata, tra tutte le Radio nazionali e quelle locali, è stata una Radio locale.

L’indagine relativa agli ascolti televisivi Auditel è effettuata invece attraverso un panel di 15.930 famiglie. 

Il campione è suddiviso in 5.666 famiglie People Meter Panel (PMP) e in 10.264 famiglie Set Meter Panel (SMP). 

Le emittenti televisive locali iscritte all’indagine Auditel a luglio 2024 erano 173.

 

Chiudo questa analisi con un elemento sfizioso, un confronto di qualche dato sull’occupazione 

con quelli di un’analoga ricerca sulle emittenti locali di Aeranti-Corallo realizzata nel 2018.

Nel 2018 erano stati stimati, complessivamente, 4.606 lavoratori dipendenti in questo settore, 1.760 in Radio e 2.846 in Tv

Dal confronto emerge quindi che il numero degli addetti stabilmente occupati dalle emittenti locali è aumentato del 19,9% in sei anni, 

passando nelle Radio dai citati 1.760 a 2.082 dipendenti (+ 18,3%), in Tv da 2.846 a 3.442 dipendenti (+ 20.9%).

Per Aeranti-Corallo questi dati fanno emergere “il quadro di un settore che non solo si impegna per resistere alle molte sfide economiche e tecnologiche 

che deve gestire, ma che lo fa anche assumendo nuovo personale, così da accrescere e modernizzare le proprie competenze”.