
Domenica 11 agosto 2024
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CAMPANIA IN DIGITALE: NUOVAMENTE ELIMINATO CANALE 95 NEL MUX LOCALE 3
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Campania.
Nel Mux LOCALE 3 è uscito di scena, per l’ennesima volta, CANALE 95 (LCN 95) che era identificato Canale 95 event.
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SLOVENIA IN DIGITALE - MUX RTV SLOVENIJA (A):
I 5 CERCHI OLIMPICI SOTTO IL LOGO DI SLO 2 HD
Ci spostiamo in Slovenia per una curiosità televisiva.
Nel Mux RTV SLOVENIJA (A), recentemente sintonizzato a San Marino con ottimo segnale sulla frequenza UHF 27,
abbiamo notato sotto il logo di SLO2 HD (LCN 2), sempre veicolata in H.264 HD con la risoluzione video 1920×1080,
la presenza dei 5 cerchi olimpici in riferimento alla manifestazione sportiva parigina che si concluderà proprio nella data odierna.
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| SLOVENIA | |||
| UHF 27 (522,0 MHz) | |||
| Postazione | Comune | Area | Pol. |
| Antignano | Albaro Vescovà | Ovest | o |
| Monte Santo | Britovo | Ovest | o |
| Tersteli | Montespino | Ovest | o |
| Croce Bianca | Pirano | Ovest | o |
| Monte Nanos | San Vito di Vipacco | Ovest | o |
RADIO DAB (SPAGNA): ACCESO IL MUX TELTOWER 7A
NELL' AREA DI MAIORCA, CENSITA LA COMPOSIZIONE
Occupiamoci ora della Radio DAB.
Nella nostra sezione dedicata alla Spagna abbiamo appena inserito la griglia dei canali del bouquet radiofonico Mux TELTOWER 7A,
recentemente attivato sul Canale 7A dal ripetitore dei MONTI ALFABIA a Bunyola nell’isola di Maiorca.
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FREQUENZE E POSTAZIONI
| SPAGNA | ||
| Canale 7A (188,928 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Comunità |
| Monti Alfabia | Bunyola (Maiorca) | Baleari |
Inoltre dal medesimo impianto spagnolo, sul Canale 9D, è cambiata la composizione
del Mux MF1 che risulta denominato Mux MF1 TEST.
del Mux MF1 che risulta denominato Mux MF1 TEST.
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| SPAGNA | ||
| Canale 9D (208,064 MHz) | ||
| Postazione | Comune | Comunità |
| Monti Alfabia | Bunyola (Maiorca) | Baleari |
LOMBARDIA / PIEMONTE: DOVE NON SI VEDE LA TV.
PARTE IL CENSIMENTO DELLE ZONE DI MONTAGNA SENZA SEGNALE
L’Unione delle Comunità Montane ha lanciato un censimento per mappare le zone impervie dove il segnale non arriva o arriva disturbato.
Costringendo i residenti a dotarsi di impianti per ricezione satellitare e connessione wifi
«Qui il cellulare non prende e la tv non si vede».
Capita di tanto in tanto, in montagna, di sentirselo dire: ci sono zone “oscurate”, senza segnale.
E altre dove invece è la vicinanza al confine a complicare le cose, con le interferenze che vengono dagli impianti stranieri.
Una situazione che riguarda anche Varesotto e zona dell’Ossola, per orografia e per vicinanza alla Svizzera
Ma di quante località parliamo?
Lo vuole capire l’Uncem, l’Unione delle Comunità Montane, che ha lanciato un censimento partecipato – con adesione volontaria –
per capire dove ricevere il segnale televisivo è complicato.
«I recenti cambi di frequenza hanno complicato non poco la vita a chi vive in montagna o a chi possiede una “seconda casa” –
dicono i responsabili di Uncem – costringendo a comprare parabole e decoder, installarle sulle case per vedere la televisione».
Il satellitare è ad esempio necessario in val Veddasca, ripida valle tra il Lago Maggiore e la Svizzera:
«Noi abbiamo la parabola e i decoder satellitari, perché con il digitale terrestre non c’è un buon segnale» racconta il signor Raffaele,
che vive a Gorgonzola, nell’Est Milano, ma è villeggiante nei periodi di ferie a Graglio, uno dei quattro paesini dell’alta valle.
«Col maltempo ovviamente la ricezione satellitare peggiora un po’, ma è la scelta migliore».
Altri scelgono invece, dove possibile, di sfruttare la rete di connessione wi-fi, che ripete il segnale sulla televisione.
Uncem sottolinea comunque che si tratta di «un aggravio di costi non banale, un danno economico notevole»,
specie per i residenti stabili, se si considera che spesso le aree di montagna sono anche a basso reddito.
L’Unione Comunità Montane sta lavorando con la Rai, le società delle torri di ripetizione e i Ministeri,
ma proprio per questo vuole ampliare al massimo il censimento. «Il dialogo esiste, è vivo. Ma occorre uno scatto.
Capire dove la TV non si vede – come per i telefoni che non prendono – e intervenire.
Con azioni della politica – investimenti in primis – e interventi dei broadcaster».
È il secondo censimento partecipato condotto da Uncem, dopo quello sulla copertura della rete della telefonia mobile:
nel 2019 furono 1450 le e-mail, ma la consultazione è stata rinnovata ancora lo scorso anno.
LOMBARDIA: TELEBOARIO, L' ULTIMA ERA INIZIATA 20 ANNI FA. "RACCONTIAMO IL TERRITORIO"
Teleboario celebra i 20 anni dall’inizio della sua ultima fase:
la gestione da parte di una cordata di imprenditori guidati da Rolando Pellegrinelli: “Raccontiamo il territorio e la sua gente”

UMBRIA: L’ ANTENNA 5G DI SAN VALENTINO DELLA COLLINA SCATENA PROTESTE
L’opposizione del Comune e dei residenti non ferma l’installazione dell’antenna 5G
San Valentino della Collina, un idilliaco villaggio situato tra la valle del Tevere e quella del Nestòre,
è diventato il fulcro di un acceso dibattito sulla tecnologia 5G.
Nonostante l’opposizione del Comune di Marsciano e dei residenti locali, i lavori per l’installazione di un’antenna 5G sono iniziati.
L’antenna, che misura otto metri per otto di base e 34 di altezza, è stata posizionata su un terreno elevato nel centro del villaggio.
I residenti, che sostengono di aver scoperto solo di recente l’esistenza del progetto, sono contrari all’installazione dell’antenna.
Essi sostengono di non essere stati adeguatamente informati e avrebbero preferito essere coinvolti prima nell’intero processo decisionale.
Il Comune di Marsciano si era precedentemente opposto all’installazione dell’antenna.
Tuttavia, nonostante l’opposizione, l’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) ha rilasciato un nulla osta, permettendo così l’avvio dei lavori.
Questo perché l’installazione delle antenne 5G è considerata di interesse strategico e, pertanto, non rientra più nella competenza degli enti locali.
Attualmente, sia il Comune che la comunità locale stanno esplorando possibili alternative all’installazione dell’antenna.
Tuttavia, al momento, non è stato possibile avviare un dialogo costruttivo.
Le proteste contro l’antenna 5G a San Valentino della Collina evidenziano la crescente preoccupazione dei cittadini
riguardo all’implementazione di questa nuova tecnologia. Mentre da un lato vi è l’entusiasmo per le potenzialità offerte dal 5G,
dall’altro vi è la preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla salute e sull’ambiente.
In conclusione, la situazione a San Valentino della Collina rappresenta un caso emblematico del dibattito più ampio sulla tecnologia 5G.
Mentre i lavori per l’installazione dell’antenna procedono, resta da vedere come si svilupperà la situazione
e quali saranno le ripercussioni per la comunità locale.
MARCHE: PROTESTE A PESARO PER 2 ANTENNE 5G INSTALLATE VICINO ALLE SCUOLE
Maxi torri 5G in viale, sale la rabbia: “Sono troppo vicine alle scuole”
Due enormi impianti tra La Nuova Scuola e la Dante Alighieri. L’ira delle mamme, raccolta firme al via
Da una parte La Nuova Scuola, dall’altra la “Dante Alighieri” e i gonfiabili di “Gigilandia”.
Nel mezzo due “torri di Sauron”, che partono da terra e svettano oltre il centro Benelli.
Sono due ripetitori 5G per la telefonia mobile, in fondo a viale Trieste, poco prima del porto:
uno in area demaniale, l’altro dietro lo “Scalo Zero Tre”, ex Corto Maltese.
Difficile non notarli, e sicuramente non sono passati inosservati ad alcuni genitori i cui figli frequentano la scuola Dante Alighieri,
nell’edificio che un tempo era Pesaro Studi, e che ora ospita temporaneamente i ragazzi della scuola “Mascarucci” di Soria,
nell’attesa che sia realizzata la nuova struttura in via Gattoni.
“Ci eravamo già messi in allarme quando abbiamo visto spuntare la prima antenna, gigantesca, nell’area demaniale, intorno ad aprile –
spiega Chiara Baronciani, a nome di altri genitori i cui figli frequentano la Dante Alighieri –.
Adesso ne vediamo spuntare un’altra, a pochi metri dalla prima, altrettanto impattante e anch’essa a nostro avviso decisamente troppo vicina alla scuola.
Crediamo che la salute dei nostri figli possa esserne compromessa”.
Proprio ieri in viale, a decine di metri di altezza, erano al lavoro i tecnici che stavano allestendo l’antenna di Iliad,
proprio di fronte all’altra, che invece sarebbe della Tim.
Poco importa, alle famiglie, che la collocazione dei loro figli in viale Trieste 296, sia solo temporanea e che quindi presto o tardi,
almeno per i ragazzi della Alighieri, il problema dell’esposizione ai campi elettromagnetici si risolverà da solo.
“Per quello che sappiamo – prosegue Baronciani –, al momento i lavori a Soria sono molto indietro
e comunque ci vorranno diversi anni prima che l’edificio sia terminato.
Anni durante i quali i nostri figli continueranno ad essere esposti alle emissioni, di cui lo stesso professor Veronesi, un luminare in questo campo,
si è occupato parlando di possibili danni ai tessuti cerebrali. D’altronde i bambini lamentano mal di testa e ci dicono che sentono fischiare le orecchie”.
Al momento la raccolta firme, appena iniziata e relativa solo alla prima antenna, quella in area demaniale, conta poco più di una decina di sottoscrizioni:
“Ma andremo avanti – promette la mamma – e la prossima mossa che faremo sarà andare a parlare con tutti, dagli amministratori comunali alle autorità portuali.
Chiederemo di smantellare le antenne, perché in quel punto non possono stare.
So che esistono delle distanze minime da mantenere per installare impianti del genere vicino alle scuole, e dubito che siano state rispettate”.
CALABRIA: IL VALZER CAOTICO DEI CANALI (LCN) DELLE TV LOCALI
E LA GIRANDOLA DI RICORSI E DICHIARAZIONI
In Calabria, il MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) dà letteralmente i numeri e si affida ai criteri:
«chi prima arriva, prima alloggia» e «chi tiene santi va in paradiso» ed a queste latitudini si sa, un “santino” non si nega a nessuno.
Accade però che qualcuno, durante la baraonda di spegnimenti e la scomparsa e (ri)comparsa di marchi calabresi dal 10 al 19,
chieda conto al dicastero competente, confidando nel rispetto delle norme che regolano il sistema radiotelevisivo.
Ma come nella commedia degli equivoci goldoniana – si consumano improbabili “curiosi accidenti” –
che inevitabilmente provocano la girandola di ricorsi – approdati al Tar ed in Consiglio di Stato.
E ancora che il MIMIT – come se non fosse già abbastanza chiaro a tutti il concetto di caos prodotto – spariglia nuovamente la numerazione
senza aspettare il pronunciamento dei giudici, fissato ad ottobre.
Ma cerchiamo di spiegare ai telespettatori calabresi, sbigottiti e ignari, quanto sta accadendo – dal 29 aprile 2024 –
Ma cerchiamo di spiegare ai telespettatori calabresi, sbigottiti e ignari, quanto sta accadendo – dal 29 aprile 2024 –
nella cosiddetta Area Tecnica 16 con le graduatorie ministeriali (qui quella resa nota il 29 aprile 2024,
che aggiorna la precedente del 30 ottobre 2023) che modificano, sbrigativamente, numeri e destini.
Tutto parte dal numero karmico, dal 13, assegnato dal MIMIT al marchio Telemia
Tutto parte dal numero karmico, dal 13, assegnato dal MIMIT al marchio Telemia
per il mancato rinnovo dell’«autorizzazione a trasmettere» di Calabria TV –
entro i 30gg consentiti dall’AGCOM, per scongiurare «l’estinzione».
Manco a dirlo succede anche al 17, a LaC On Air, ma la superstizione dei numeri non c’entra perché la motivazione non cambia.
Manco a dirlo succede anche al 17, a LaC On Air, ma la superstizione dei numeri non c’entra perché la motivazione non cambia.
Nel caso del 17 il dicastero (ri)assegna però allo stesso marchio (sarà stata la paura della sfiga?).
E non cambia numero il 14, il marchio RTI, che prima ricorre al Tar, poi al Consiglio di Stato che rimanda al Tar.
In quella che è, per usare la definizione di Curzio Malaparte, «la patria del diritto e del rovescio» le due decisioni sono ancora del tutto interlocutorie.
Il Tar rileva, infatti, nella sentenza che «in base all’art. 6 della delibera n. 353/11/CONS l’autorizzazione di cui si discute è rilasciata per una durata di dodici anni
E non cambia numero il 14, il marchio RTI, che prima ricorre al Tar, poi al Consiglio di Stato che rimanda al Tar.
In quella che è, per usare la definizione di Curzio Malaparte, «la patria del diritto e del rovescio» le due decisioni sono ancora del tutto interlocutorie.
Il Tar rileva, infatti, nella sentenza che «in base all’art. 6 della delibera n. 353/11/CONS l’autorizzazione di cui si discute è rilasciata per una durata di dodici anni
ed è rinnovabile per periodi successivi di uguale durata, previa domanda da presentare almeno trenta giorni prima della scadenza dell’autorizzazione medesima».
Sulla base di ciò i giudici amministrativi di primo grado – non accogliendo le motivazioni proposte dalla ricorrente (marchio RTI) –
Sulla base di ciò i giudici amministrativi di primo grado – non accogliendo le motivazioni proposte dalla ricorrente (marchio RTI) –
stabiliscono che «il dies a quo dal quale decorre il termine di efficacia dell’autorizzazione vada correttamente individuato nel 28 aprile 2012
(con scadenza al 28 aprile 2024), data in cui il Ministero ha comunicato all’istante (marchio RTI) l’adozione del provvedimento
e che, pertanto, il termine ultimo per il rinnovo era il 29 marzo 2024, con conseguente tardività della relativa istanza formulata solo in data 24 aprile 2024».
La decisione del Consiglio di Stato non fornisce una diversa interpretazione ma, più semplicemente, stabilisce:
La decisione del Consiglio di Stato non fornisce una diversa interpretazione ma, più semplicemente, stabilisce:
«ritenuto che, nel bilanciamento degli opposti interessi, alla luce della particolare pregnanza del dedotto periculum in mora,
impregiudicata ogni valutazione in ordine al fumus boni iuris (e ferma la necessità che il giudice di primo grado valuti approfonditamente, in alternativa tra loro,
le tesi della difesa erariale – che vuole il dies a quo per il computo del termine in quello di rilascio del titolo
– e della odierna appellante – che individua lo stesso nell’effettivo switch off), va accolto l’appello e, per l’effetto, in riforma della ordinanza impugnata,
– e della odierna appellante – che individua lo stesso nell’effettivo switch off), va accolto l’appello e, per l’effetto, in riforma della ordinanza impugnata,
va accolta la domanda cautelare in primo grado».
In buona sostanza, ed al netto dei tecnicismi giuridici, Palazzo Spada in ordine al dies a quo (il giorno a partire dal quale l’autorizzazione ha efficacia),
al periculum in mora (il danno economico) ed al fumus boni iuris (e cioè l’apparenza di un buon diritto) rimandano al Tar per approfondire.
Detto più semplicemente, la giustizia non ha trionfato, perché ancora deve entrare nel merito e nella sostanza.
La materia è fin troppo tecnica per essere accolta dalle grida di giubilo che provengono da taluni personaggi,
Detto più semplicemente, la giustizia non ha trionfato, perché ancora deve entrare nel merito e nella sostanza.
La materia è fin troppo tecnica per essere accolta dalle grida di giubilo che provengono da taluni personaggi,
la cui bramosia di controllo (e di acquisto) del sistema informativo regionale è ormai parossistica
e di altri la cui storia “editoriale” (e di vendite) nelle stanze del Ministero è ben conosciuta e segnata da ben più gravi provvedimenti.
Sta allo studio Morcavallo vincere l’ignoranza, l’arroganza e la menzogna. Ai giudici far prevalere la verità e la certezza del diritto.
SICILIA: 5G, A QUARTARELLA È STATA ISSATA L' ANTENNA DELLA DISCORDIA
Storia infinita quella della antenne 5G a Modica e in contrada Quartarella in particolare;
i residenti si sono svegliati con l’antenna issata, nonostante i lavori fossero stati sospesi nemmeno tre settimane fa.
L’amministrazione di Palazzo San Domenico sta valutando in che maniera agire.
Erano tranquilli i residenti di contrada Quartarella in merito all’installazione dell’antenna 5g;
i lavori erano stati sospesi a fine luglio dopo la convocazione urgente di un tavolo tecnico
a cui avevano presto parte l’assessore al ramo, Tino Antoci, Polizia Locale e il Presidente del Comitato di Quartarella, Mike Cannizzaro.
Ma è proprio quest’ultimo che stamattina si è accorto che l’antenna è stata issata; fino a ieri i lavori erano fermi, oggi l’amara sorpresa.
Cannizzaro è intenzionato a chiedere l’accesso agli atti;
nei giorni scorsi, il Sindaco aveva incontrato i portavoce dei comitati cittadini spontanei sostenuti da Assoutenti
ed era stato chiesto che venisse accelerato il percorso per la definizione di un Piano di regolamentazione.
Al momento è stato convocato un tavolo tecnico interno a Palazzo San Domenico;
le prossime ore saranno decisive per capire in che modo l’amministrazione dovrà agire.
FRANCIA: ULTIMI MESI SUL DIGITALE TERRESTRE PER C8 E NRJ12. IN ARRIVO I NUOVI OF TV E RÈELS TV DA MARZO 2025
Fine di C8 e NRJ12: quali saranno i nuovi canali del digitale terrestre?
L’annuncio ha fatto molto rumore nei media: i canali C8 e NRJ12 perderanno la loro frequenza TNT nel 2025 a favore di due nuovi canali.
Ecco tutto ciò che c’è da sapere su questo cambiamento che sconvolgerà il panorama audiovisivo francese.
Quali canali spariranno dal digitale terrestre?
Il 24 luglio 2024, l’Arcom ha annunciato in un comunicato stampa che le candidature delle emittenti C8 e NRJ12 non erano state accettate
per la riassegnazione delle frequenze TNT nel 2025. La notizia ha avuto l’effetto di un fulmine a ciel sereno nel settore dei media.
E per una buona ragione: significa che queste due emittenti scompariranno puramente e semplicemente dalla TNT!
In totale, 24 progetti erano in gara per l’assegnazione delle 15 frequenze TNT che scadranno nel 2025.
La posta in gioco era alta per i grandi gruppi mediatici in Francia, poiché il 18,4% delle famiglie francesi dotate di un televisore
riceve esclusivamente la televisione tramite la TNT.
Quali sono le ragioni della chiusura di C8 e NRJ12?
A titolo di promemoria, l’Arcom è l’autorità di regolamentazione della comunicazione audiovisiva e digitale.
Questo “gendarme dell’audiovisivo” è nato nel 2022 dalla fusione tra il CSA e Hadopi.
In particolare, ha la missione di garantire il rispetto degli obblighi legali e regolamentari nei settori dell’audiovisivo e del digitale.
Questa autorità regolatrice richiama regolarmente all’ordine i canali televisivi che non rispettano la pluralità delle opinioni in onda.
Al termine di diverse settimane di audizione, l’Arcom ha reso il suo verdetto il 24 luglio 2024
e ha dichiarato di aver basato la sua decisione su “l’interesse di ciascun progetto per il pubblico in relazione all’imperativo prioritario del pluralismo”.
Con la decisione di estromettere C8, questa autorità di regolamentazione ha sanzionato questo canale del gruppo Canal+
per “le ripetute deviazioni del suo conduttore di punta Cyril Hanouna”.
Il canale C8, che ha accumulato “quasi 7,5 milioni di euro di multe” negli ultimi otto anni, temeva questa decisione
al punto di impegnarsi a trasmettere il programma Touche pas à mon poste con un ritardo fino a 45 minuti per evitare nuovi eccessi in diretta.
Ma questo segno di buona volontà non è bastato.
Per quanto riguarda il canale NRJ12, è stato escluso dalla TNT a causa del “suo fragile equilibrio economico”.
Infatti, il contenuto dei programmi non è l’unico criterio preso in considerazione dall’Arcom.
Anche la solidità finanziaria e gli impegni di copertura del territorio contano,
così come l’onestà dell’informazione per i canali specializzati in questo ambito.
Quali saranno i nuovi canali sul digitale terrestre nel 2025?
La riassegnazione delle frequenze della TNT favorirà nuovi arrivati e porterà un vento di cambiamento nel panorama audiovisivo francese.
Due candidature hanno ottenuto una frequenza e andranno a sostituire i canali C8 e NRJ12:
• un canale del gruppo di stampa regionale Ouest-France, chiamato OF TV.
• un canale del gruppo media CMI, appartenente al miliardario ceco Daniel Kretinsky, chiamato Réels TV.
OF TV si presenta come “il canale della vita vera e delle persone vere” e si rivolge a un pubblico di giovani adulti
che vivono fuori dai centri urbani e dalla capitale.
Réels TV è annunciato come un canale generalista destinato a “riconciliare i francesi con la realtà”.
Il suo palinsesto darà ampio spazio a documentari, dibattiti e intrattenimenti.
Questo nuovo canale della TNT prevede di trattare 5 grandi tematiche: società, storia, scienza, arte e cultura, scoperta.
La scomparsa di C8 e NRJ12 a favore di questi nuovi canali sarà effettiva il 1º marzo 2025.
Da questa data, le nuove arrivate OF TV e Réels TV saranno autorizzate a trasmettere i loro programmi sulla TNT per dieci anni.


Ricordiamo che C8 (LCN 8) e NRJ12 (LCN 12) sono entrambe veicolate in H.264 HD con la risoluzione video 1920×1080
rispettivamente nei Mux TNT R2 e Mux TNT R6.
Per consultare la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sotto.
Qui di seguito pubblichiamo i seguenti link tratti dal sito dell’ARCOM:

CROAZIA: RADIO SPALATO COMPIE 70 ANNI
70 anni di Radio Spalato
Radio Spalato fu annunciata per la prima volta il 22 aprile 1945
e dal 27 luglio 1954 iniziò a trasmettere un programma di tre ore che crebbe continuamente, fino a diventare, a partire dal 1995,
un programma giornaliero che è oggi il più diffuso ed influente programma regionale in Croazia.
Abbiamo festeggiato il nostro grande compleanno sabato, 27 luglio, con un programma adeguato condotto in studio da Vedrana Dedić e Rodoljub Jović.
Radio Spalato è, insieme a Radio Dubrovnik, il più antico media pubblico elettronico della Croazia meridionale.
Radio Split venne trasmessa per la prima volta il 22 aprile 1945, quando il programma venne mandato in onda da Villa Dekaris.
Tuttavia, alla fine della seconda guerra mondiale, le apparecchiature radiofoniche e le attrezzature dell’epoca furono presto portate a Zagabria,
quindi dovettero trascorrere ben 9 anni prima che Radio Spalato iniziasse a trasmettere regolarmente i suoi programmi.
Words Here Radio Zagabria – Studio Spalato; furono pronunciate per la prima volta il 27 luglio 1954 e
la prima canzone trasmessa fu la canzone popolare All the Birds from Above.
Dopo alcuni mesi Marinko Bojić ha preso il posto di Zvonka Letica nella direzione editoriale.
Il primo redattore musicale è stato il maestro Vinko Lesić.
Il programma di Radio Spalato, creato nella Villa Ruža a Meja con sei collaboratori professionisti,
sebbene trasmesso in onde medie con apparecchi modesti, è stato ascoltato in quasi tutti i paesi del Mediterraneo,
come testimoniano le lettere degli ascoltatori e dei marinai croati. Il programma è andato in onda tre ore e mezza al giorno,
durante la mattinata in cui non veniva trasmesso il programma principale da Zagabria.
All’inizio degli anni ’60 Radio Spalato divenne indipendente e fondò una propria piccola orchestra di intrattenimento,
la quale, insieme al redattore musicale Ivica Bašić, organizzò programmi di intrattenimento estivo lungo l’Adriatico,
dando così inizio al Festival della musica di intrattenimento di Spalato.
Viene stabilita la collaborazione con i primi corrispondenti dalla Dalmazia, principalmente su tutta l’isola di Brač.
Tuttavia, poiché il comune di Spalato non poteva più finanziare il lavoro della stazione, nel 1966 Radio Spalato si fuse nuovamente con Radio Zagabria.
Nel 1968 Radio Spalato si trasferì a Villa Ferić, sempre a Meje.
Negli anni ’70 Radio Spalato ampliò la propria rete di corrispondenti e iniziò a trasmettere programmi sulle frequenze UKV.
Per 35 anni di lavoro ininterrotto Radio Spalato ha ricevuto nel 1979 il Premio Città di Spalato.
Durante l’organizzazione degli VIII° Giochi sportivi del Mediterraneo a Spalato nel 1979,
sulla passeggiata 24 A di Mažuranić è stato costruito un nuovo edificio del Centro RTV, dove all’inizio del 1980 si è trasferita Radio Spalato.
La moderna attrezzatura del nuovo edificio è stata la base per la nuova decollo della programmazione.
Dall’inizio della trasmissione fino al 1983, Radio Spalato trasmetteva dalle 3 alle 4 ore del proprio programma al giorno.
Investendo in trasmettitori su BIOKOVO, LABINŠTICA e VIDOVA GORA, e aumentando l’udibilità dei programmi di Radio Spalato in tutta la Dalmazia nella zona UKV,
nel 1983 Radio Spalato ha esteso il suo programma a 5 ore al giorno (da 12:00-19:00).
Nel 1989 furono introdotte altre 4 ore di programma mattutino e l’anno successivo, nel 1990, il programma iniziò a essere trasmesso un’ora prima, dalle 7 in punto.
Nel periodo precedente alle prime elezioni democratiche, Radio Spalato, aprendo la porta della libertà di parola pubblica agli ex dissidenti,
ha svolto un ruolo importante nei cambiamenti democratici. Quell’anno RTV Zagabria venne ribattezzata HTV,
mentre anche la stazione radio di Spalato prese un nuovo nome: radio Hrvatski – Stazione radio Spalato.
Nell’estate del 1991, questa nuova atmosfera croata nelle onde radio di Spalato disturbò molti ufficiali jugoslavi a Spalato,
che minacciarono pubblicamente di bombardare la città di Marul dal cacciatorpediniere JRM – Split, cosa che fecero il 15 novembre 1991.
Radio Spalato ha svolto un ruolo importante nello spezzare il blocco mediatico in Dalmazia e Bosnia-Erzegovina durante la Guerra Patriottica,
hanno riferito i suoi giornalisti da tutti i fronti, per il quale ha ricevuto numerosi premi.
Grazie soprattutto ai giornalisti e ai tecnici di Radio Spalato, il 6 agosto 1995 si udì per la prima volta da Knin “Hrvatski radio Knin is here”.
Dal giugno 2000 Radio Spalato trasmette il proprio programma 24 ore su 24.
A metà degli anni ’90 a Spalato iniziarono ad operare diverse radio locali, il che portò ad una forte concorrenza nelle trasmissioni,
ma secondo ripetuti test di ascolto il programma di Radio Spalato è sempre tra i più ascoltati, raggiungendo fino al 40% del pubblico totale
e oggi è il programma regionale più influente in Croazia.
Frequenze della HRT – Radio Spalato:
BIOKOVO: 102 MHz
HVAR (LESINA): 100.2 MHz
KOMIŽA (COMISA): 88.4 MHz
LABINŠTICA: 101 MHz
DUGOPOLIE: 105.3 MHz
BRAČ (BRAZZA): 104.5 MHz
VRLIKA (VERLICCA): 105.8 MHz

A tal proposito, nei giorni scorsi in Abruzzo, abbiamo sintonizzato in FM proprio l’emittente HRT RADIO SPALATO (in croato RADIO SPLIT),
identificata HRT-ST, in località Mirastelle sul Monte Majella nel comune di Pretoro (CH) sui 101.0 MHz dal ripetitore di LABINŠTICA
e a Roseto degli Abruzzi (TE) sui 102.0 MHz proveniente dalla postazione di MONTE BIOKOVO – SVETI JURE a Makarska.
ADDIO AD UGHETTA LANARI, EX ANNUNCIATRICE E CONDUTTRICE RAI, EX DIPENDENTE DI RDS - RADIO DIMENSIONE SUONO E NON SOLO
Il mondo della radio perde Ughetta Lanari: era una voce storica della RAI e Dimensione Suono
Si è spenta Ughetta Lanari: messaggi di cordoglio e gratitudine per la giornalista maestra di dizione che iniziò come “Signorina buonasera”
Si è spenta nella serata di mercoledì 7 agosto, Ughetta Lanari, giornalista, scrittrice, doppiatrice, presentatrice
e voce straordinaria dal timbro inconfondibile, della radio e della televisione italiana.
Tantissimi i messaggi di cordoglio per la scomparsa di questa grande professionista, che ha arricchito da vera esperta di fonetica e dizione,
il mondo della radio e della TV, e dell’editoria specializzata, con le sue pubblicazioni, e formando diverse generazioni di speaker e giornalisti.
Aveva iniziato la sua carriera come una “signorina buonasera”, entrando nel 1968 in RAI prima come voce radiofonica
poi in TV come annunciatrice e conduttrice dallo straordinario talento.
Una lunga carriera, che nel 1986, proseguì con il passaggio a Radio Dimensione Suono e sulle reti locali del gruppo fino al 2007,
ma con tante e variegate incursioni anche nel mondo del doppiaggio, che l’aveva voluta come perfetta voce narrante di documentari
e trasmissioni giornalistiche di approfondimento, come il programma di grande successo “Sfide”,
condotto in studio anche dall’ex pilota automobilistico e campione Alex Zanardi.
Divenne, forse non intenzionalmente, anche una delle regine del doppiaggio di film e cartoni animati,
donando ad ogni ripresa il grande valore dell’emozione che la sua voce sapeva suscitare,
risultato di anni di studio e perfezionamento della dizione.
Con questa dote coltivata, Ughetta Lanari divenne anche insegnante di dizione, dando una chance anche a chi,
nella professione giornalistica, aveva un pessimo rapporto con il microfono.
Tra i suoi contributi in questa scienza, il “Manuale di dizione e pronuncia” – edito da Giunti,
mentre a ricordarne la bravura di persona in queste ore, ci sono tanti amici, colleghi e allievi della giornalista,
che si stanno alternando con parole di cordoglio sui social.
Gli amici e colleghi della radio
Tutto il mondo della radio si è fermato per salutare con un pensiero e un ricordo questa voce splendida e storica
che ha attraversato la storia della radio e Tv lasciando anche una decisa ed elegante impronta.
Uno dei primi ad arrivare appena appresa la notizia, è l’addio di Enzo Mauri, mentre sui social,
sono le sue colleghe storiche a riservare all’amica e preziosa maestra di dizione. Le parole più belle:
“Riposa in pace grande donna. Grazie per tutta la stima che hai avuto per me.
Ti porterò sempre nel cuore illustre professionista storica che sei stata.
Storica voce della RAI di Dimensione Suono, di tanti documentari e del tg5 prima pagina” –
il ricordo social della conduttrice radiofonica Silvia Giansanti.
“Una grande signora della radio, e non solo. Una voce clamorosamente bella, una classe infinita e un talento e una professionalità rari.
Un privilegio averti conosciuta e averti avuta come collega. Che la terra ti sia lieve” – scrive la conduttrice Rosaria Renna.
“Un’altra triste notizia d’agosto… Ci lascia Ughetta Lanari, doppiatrice, speaker, un mito della radio dalla voce inconfondibile.
Una delle prime persone che ho incontrato appena arrivata a Dimensione Suono, ricordo con tanto affetto la sua grazia, la gentilezza e la simpatia.
Le sue lezioni di dizione erano preziosissime” – il messaggio social di Prisca Civitenga.

