
Lunedì 20 maggio 2024
TV DIGITALE TERRESTRE, RADIO DAB:
LE NOTIZIE FLASH DELLA SETTIMANA.
A cura di Salvatore Cambria
Bentornati al nostro appuntamento domenicale con le notizie “in breve” che riguardano la TV digitale terrestre e la radio DAB.
CAMPANIA IN DIGITALE: MODIFICATO L' IDENTIFICATIVO DI CANALE 95 NEL MUX LOCALE 3
Iniziamo parlando del digitale terrestre dalla regione Campania.
Nel Mux LOCALE 3 è stato rinominato l’identificativo di CAPRI EVENT in Caprievent canale95 sulla LCN 95.
L’emissione video risulta sempre in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard.
Per consultare la composizione completa dei multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

CALABRIA IN DIGITALE - MUX LOCALE 2 E 3: ANY FASHION TV, BUSINESS CHANNEL, TRADIZIONI TV SUD E LA GRANDE ITALIA PASSANO IN H.265 HEVC
le emittenti LA GRANDE ITALIA (LCN 115 – 254), TRADIZIONI TV SUD (LCN 118),
ANY FASHION TV (LCN 180) e BUSINESS CHANNEL hanno iniziato a trasmettere in H.265/HEVC ed in definizione standard.
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RADIO DAB: CAMBIO DI FREQUENZA IN CORSO PER IL MUX DAB ITALIA
Occupiamoci ora della Radio DAB; negli ultimi giorni il Mux DAB ITALIA ha completato il cambio di frequenza in Toscana
sostituendo il Canale 12C con il blocco 10D.
Alla luce delle seguenti novità, abbiamo aggiornato la griglia con l’elenco di tutte le postazioni.
Per consultare gli impianti attivi e la composizione completa del multiplex, cliccate sul banner qui sopra.

RADIO DAB SPAGNA: AGGIORNATA LA COMPOSIZIONE DEI MUX BCN DAB+ E HOLADAB.ES (CATALOGNA)
Ci dirigiamo in Spagna, dove abbiamo attualizzato la configurazione
dei provider sperimentali Mux BCN DAB+ e Mux HOLADAB.ES (CATALOGNA),
trasmessi rispettivamente sui Canali 7A e 12A dal ripetitore catalano di TORRE DI COLLSEROLA a Barcellona.
Per consultare la composizione completa dei multiplex, cliccate sui banner qui sotto.
Postazione di TORRE DI COLLSEROLA - Barcellona (Catalogna)
RADIO FM: RADIO SARDEGNA AL POSTO DI RADIO INTERNAZIONALE SUI 104.3 MHZ DA MONTE SERPEDDÌ
Per quanto riguarda la radio FM, l’emittente RADIO SARDEGNA, legata al gruppo RADIO SUPER SOUND con sede a Guspini,
è subentrata al posto dell’olbiese RADIO INTERNAZIONALE sulla frequenza 104.300 MHz dal ripetitore di MONTE SERPEDDÌ a Sinnai (CA).

Per l’occasione abbiamo aggiornato la lista delle emittenti FM sintonizzabili nella città di Cagliari.
TOSCANA: ATTACCO HACKER OSCURA ANTENNA 3 E LA COSTRINGE AD INTERROMPERE LE TRASMISSIONI
Attacco hacker ad Antenna 3 con criptovirus .paaa. Trasmissioni interrotte in attesa di ripristinare il sistema
Ci scusiamo se in queste ore non riuscite a vedere le nostre trasmissioni.
Purtroppo i nostri computer hanno subito un attacco hacker:
all’interno del nostro sistema di produzione è entrato un criptovirus basato sul codice ransom wear.
In altre parole, il virus con estensione PAAA – uno dei più resistenti – non è stato rilevato dai sistemi di sicurezza
ed ha criptato tutti i file memorizzati rendendoli illeggili ed inutilizzabili.
Inoltre, il funzionamento del virus prevede la richiesta di riscatto in bitcoin per la decriptazione dei files.
Per questo motivo, non riusciamo a trasmettere alcun programma e al momento il canale 99 risulta oscurato.
Come detto questo criptovirus è uno dei più complessi da eliminare, ma siamo al lavoro con i nostri tecnici informatici
e stiamo cercando di ripristinare il sistema e risolvere nel più breve tempo possibile la situazione
per poter restituire il servizio ai nostri affezionati telespettatori.
Nel frattempo, per tenervi aggiornati potete seguire il nostro sito www.antenna3.tv e le nostre pagine social Facebook e Instagram.

Ricordiamo che l’emittente con sede a Massa è veicolata in MPEG-4 H.264 ed in definizione standard,
MARCHE: DA COSTANZO A TORTORA, TV "TELECAVOCOLOR" COMPIE 50 ANNI
Venerdì 24 al Club 23 giornalisti, tecnici, impiegati e annunciatrici si ritroveranno
Era il 1974, 50 anni fa, quando da via Toscana “Telecavocolor” iniziò le prime programmazioni che arrivavano via cavo nelle abitazioni dei sambenedettesi.
Venerdì 24 allo chalet “Club 23” molti giornalisti, tecnici, annunciatrici, impiegati, si incontreranno di nuovo per ricordare il fenomeno televisivo,
patrimonio cittadino e della storia televisiva italiana.
Molti di loro abitano in varie parti della Penisola e torneranno a San Benedetto
per non mancare all’appuntamento promosso dal tecnico e regista Franco Romani, oggi residente vicino Bologna.
Attraverso un tam tam tra vecchi colleghi sono riusciti a rintracciare quasi trenta persone, tra dipendenti e collaboratori dell’emittente.
Telecavocolor fu la prima televisione libera via cavo d’Italia dopo Telebiella, che chiuse i battenti dopo qualche mese.
Nacque da un’intuizione felice del fotografo Alfredo Giammarini che all’epoca seguiva la Sambenedettese calcio.
Il professionista faceva le riprese degli incontri di calcio in trasferta, impiegando una cinepresa
e poi la sera le proiettava nei bar dove si ritrovavano centinaia di tifosi.
L’idea fu poi sviluppata dagli imprenditori Alberto Ciabattoni e Giuseppe Valeri con la collaborazione e il coordinamento di Elvio Merli
e il responsabile tecnico Pietro Pilota, purtroppo tutti scomparsi, creando una vera e propria televisione.
Fu un crescendo di collegamenti via cavo, di qualità della programmazione locale, di ascolti, di entusiasmi tra addetti ai lavori e tra la cittadinanza.
Un’emittente che, trasferitasi dopo qualche anno in studi più ampi di via Salvatore Di Giacomo, zona San Filippo Neri, divenne nota in tutta Italia
quando passò via etere sotto il nome di Tvp (Tele Video Piceno).
Attraverso una fitta rete di ripetitori riuscì a coprire un ampio territorio, dalla Puglia alla bassa Romagna e parte dell’Umbria.
Proprio a Tvp, per qualche periodo, fecero riferimento due importanti giornalisti e presentatori messi alla porta dalla Rai
per presunte appartenenze a logge massoniche o altre organizzazioni: Maurizio Costanzo prima ed Enzo Tortora poi.
Tvp, grazie anche alle prime televendite, con il “Gran Bazar” inizialmente presentato da Raffaele Pisu,
fece un grande balzo in avanti divenendo la seconda televisione più seguita del centro Italia, solo dopo Rai uno.
Divenne anche una Tv appetibile da grandi editori, tanto che fu ceduta al gruppo televisivo Fininvest oggi Mediaset di Silvio Berlusconi
che la denominò Retequattro, prima di acquistare Telemilano divenuta Canale 5.
Un’avventura affascinante che sarà ricordata venerdì 24 da un bel gruppo di allora giovanotti,
tra cui il regista sambenedettese Nando Angelini oggi 91enne.
MARCHE: TVRS SI RAFFORZA; 3 NUOVI INGRESSI, PRESENTAZIONE AD ASCOLI
Il nostro gruppo editoriale cresce e si sviluppa. Turla, Travaglini e Ubaldi nella compagine societaria al fianco del tandem Gabellini-Morosini.
Presentazione nello storico Caffè Meletti in Piazza del Popolo
Una giornata storica per la nostra emittente.
Nel campo delle comunicazioni il gruppo editoriale TVRS sta conoscendo anche un nuovo percorso
per l’impronta che hanno fortemente voluto gli attuali comproprietari, Claudio Gabellini e Mariano Morosini.
Il primo, imprenditore di lungo corso, l’altro impegnato, con successo, nell’ambito dei servizi.
Oggi, a loro si aggiungono nuove realtà imprenditoriali con l’ingresso di società di spessore del territorio piceno.
Le imprese Ubaldi, Turla e Travaglini sperimentano nuove vie di mercato: entrano infatti in società, alla guida del Gruppo Editoriale a marchio TVRS,
con la garanzia di trovare un approdo sicuro per la contemporanea presenza di partners autorevoli.
Questa operazione darà certamente un nuovo impulso anche a livello comunicativo a tutto il territorio piceno, ed alla Regione Marche.
Nella bellissima e storica location del Caffè Meletti ad Ascoli è avvenuta la presentazione a stampa e città dei nuovi ingressi societari nel mondo TVRS…
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Ricordiamo che TVRS è visibile sulla LCN 13 ed in alta definizione con la risoluzione video 1920×1080 nel Mux LOCALE 1 (MARCHE).
SICILIA: PROTESTE A SCIACCA (AG) PER L' INSTALLAZIONE DI UNA NUOVA ANTENNA TELEFONICA 5G
Nuova antenna di telefonia mobile in contrada Marchesa. Residenti già sul piede di guerra
Torna l’incubo dei tralicci di telefonia mobile di nuova installazione sul territorio di Sciacca,
per la cui collocazione pare che sia sufficiente adesso una semplicissima comunicazione di inizio lavori,
nel contesto di una procedura che va sempre più semplificandosi passando ancor di più sulla testa delle amministrazioni locali e dei cittadini.
Dovrebbe sorgere in contrada Marchesa, non si conosce ancora il nome del gestore che ne ha chiesto l’installazione,
ma già i residenti sarebbero sul piede di guerra.
Al momento, ufficialmente non è ancora stata trasmessa al comune alcuna comunicazione,
ma anche il sindaco Fabio Termine sarebbe stato messo a conoscenza di questa prospettiva.
Un tema da sempre assai delicato e controverso, da quando l’uso di telefoni cellulari e altri dispositivi è diventato capillare
e parte integrante della vita delle comunità, innescando anche la concorrenza tra le compagnie, continuamente al lavoro per potenziare il proprio segnale.
Da un lato piace a tutti avere un’ottima ricezione, dall’altro però, ogni qualvolta si parla di nuova installazione di antenne e tralicci,
esplode la protesta di cittadini, comitati di quartiere, associazioni e via dicendo.
Nessuno vorrebbe gli impianti vicino alle proprie abitazioni, temendo rischi per la salute pubblica.
Alcuni anni fa, a seguito della protesta popolare, si finì per individuare a Sciacca perfino l’area cimiteriale come sito dove ubicare una nuova antenna,
ma anche questa decisione fu contestata, posto che pure vicino il cimitero insistono tante abitazioni.
Una manifestazione di protesta, proprio qualche giorno fa, si è svolta nel piccolo comune di Aragona
che a gran voce ha detto no alla installazione di un’antenna nel centro abitato.
Sono scesi per strada a manifestare cittadini, associazioni, amministrazione comunale, mondo della chiesa per invocare un intervento del governo nazionale.
Poco cambia se l’installazione, come nel caso della città di Sciacca, è prevista in una zona di periferia.
La protesta pare sia dietro l’angolo anche se, come si diceva, è assai probabile che non servirà a nulla
alla luce di una procedura per le autorizzazioni diventata ancora più semplice e veloce.
SPORTITALIA HD S'AGGIUDICA I DIRITTI TV DELLA COPA AMERICA 2024
La Copa America 2024 in diretta su Sportitalia
La Copa America 2024 sbarca su Sportitalia. Tutte le 32 partite della 48esima edizione saranno trasmesse in diretta sul canale 60 DTT:
una manifestazione storica, visto che sarà la prima – dopo quella della eccezionale tenuta nell’anno del Centenario – con 16 partecipanti,
affiancando alle nazionali CONMEBOL anche quelle della CONCACAF.
Si gioca negli Stati Uniti dal 20 giugno al 14 luglio: partenza subito col botto, con Leo Messi e l’Argentina campione del Mondo
che affronterà il Canada dell’interista Tajon Buchanan e dell’obiettivo di mercato Jonathan David.
Nel Gruppo C, spicca la sfida tra gli Stati Uniti di Christian Pulisic, padroni di casa, e l’Uruguay di Luis Suarez e Darwin Nunez,
mentre nel Gruppo D il Brasile cerca la vendetta per la finale persa nel 2021, ma se la dovrà vedere con la Colombia dell’attaccante del Liverpool Luis Diaz.
La finale è in programma domenica 14 luglio all’Hard Rock Stadium di Miami, stadio che ospiterà anche la finalina del Mondiale 2026.
Oltre a tutti i match live, Sportitalia arricchirà la manifestazione con format dedicati, studi pre e post partita
e una serie di speciali di avvicinamento alla gara inaugurale.

MORTO MARIUSZ MARIAN SODKIEWICZ, EX DIPENDENTE RAI CHE AVEVA DENUNCIATO LA PRESENZA DELL' AMIANTO NEGLI UFFICI DI ROMA
Amianto, muore ex dipendente Rai affetto da mesotelioma: la procura di Roma indaga
Mariusz Marian Sodkiewicz, 62 anni, aveva denunciato lo scorso mese di marzo la presenza del “killer silenzioso”
negli uffici della televisione di Stato
I giudici della procura della Repubblica di Roma hanno aperto un fascicolo, affidato al sostituto procuratore Fabio Santoni,
dopo la morte di Mariusz Marian Sodkiewicz. L’ex dipendente Rai di 62 anni era affetto da mesotelioma pleurico,
forma tumorale molto grave dovuta all’esposizione all’amianto durante il suo lungo servizio nella sede romana dell’emittente televisiva pubblica.
Si indaga per il reato di lesioni personali colpose in seguito al decesso.
I pubblici ministeri hanno disposto la sospensione delle esequie per effettuare l’autopsia sul corpo di Sodkiewicz,
il quale, lo scorso mese di marzo, aveva presentato denuncia a piazzale Clodio.
La vicenda
Pochi giorni fa l’ex dipendente Rai aveva raccontato al quotidiano la Repubblica la sua storia.
Secondo Sodkiewicz la Rai sarebbe stata a conoscenza da sempre del problema,
tanto che avrebbe destinato considerevoli fondi nel corso degli anni per tentare di risolvere la delicata questione.
“Facevano regolari controlli per monitorare la quantità di fibre di amianto presenti nell’aria – ha dichiarato -.
La mia esposizione è avvenuta soltanto all’interno dell’ufficio”.
Sodkiewicz, per tutelare i propri diritti, si era rivolto al legale Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto,
da tempo impegnato a fare chiarezza sulla presenza del materiale incriminato negli edifici della televisione di Stato italiana.
Come anticipato, lo scorso mese di marzo, in qualità di rappresentante legale della famiglia,
aveva presentato una denuncia querela alla procura della Repubblica di Roma chiedendo nell’atto
“che vengano individuati e giudicati i dirigenti responsabili, per la mancata protezione dei dipendenti esposti all’amianto”.
Chi era Mariusz Marian Sodkiewicz
Sodkiewicz era nato a Lubsko, in Polonia, ma ha trascorso gran parte della sua vita lavorativa in Italia, in Rai.
A partire dal 2002, per ventidue anni, aveva svolto svariate mansioni in diverse sedi aziendali, compreso l’ufficio stampa del Prix Italia,
il progetto Digitale terrestre, la Direzione risorse umane e quella delle tecnologie.
Nel luglio del 2023, il dipendente aveva iniziato a manifestare i sintomi caratteristici del mesotelioma pleurico:
difficoltà respiratoria, tosse persistente e dolore toracico.
Successivi accertamenti clinici avevano confermato la presenza della malattia, attribuendola alla sua esposizione all’amianto.
L’allarme amianto
Il minerale, come Sodkiewicz stesso aveva riferito, sarebbe stato presente negli edifici e negli impianti dell’emittente
che, negli anni 2010-2012 aveva disposto il piano di bonifica, ma le misure di sicurezza durante il processo non avrebbero ottenuto risultati sufficienti.
I dipendenti, compreso Sodkiewicz, che aveva assistito personalmente alle attività di bonifica dell’amianto durante il suo normale orario di lavoro,
notandone anche lo sgretolamento, sarebbero stati esposti alle pericolose fibre aerodisperse durante le attività lavorative.
L’uomo, tra l’altro, aveva segnalato ai suoi referenti interni che i lavori sarebbero stati eseguiti in assenza di strumenti adeguati di prevenzione tecnica
e di protezione individuale, ma era stato costantemente rassicurato che non vi fosse alcun rischio per la sua salute
e che non erano stati superati i limiti di esposizione alle fibre di amianto.
Il caso Di Mare
Solo pochi giorni fa in audizione in Commissione vigilanza Rai, l’amministratore delegato Roberto Sergio,
intervenendo sulla questione relativa all’invio dello stato di servizio a Franco Di Mare,
aveva spiegato che sul problema amianto aveva inviato una documentazione
che attesta l’assenza di qualsiasi rischio di contaminazione in questo momento a viale Mazzini.
“Mariusz Marian Sodkiewicz ha fatto parte di una generazione di dipendenti che ha dedicato la propria vita al servizio pubblico –
ha sottolineato l’avvocato Bonanni – la sua morte, che solleva anche interrogativi sulla sicurezza sul lavoro e la responsabilità delle istituzioni,
è una delle tante e dolorose testimonianze delle conseguenze devastanti dell’esposizione all’amianto sul luogo di lavoro”.

NETWEEK COMPLETA L' ACQUISTO DI TELECITY
Il nostro gruppo editoriale Netweek ha ufficialmente concluso l’acquisizione del 100% del gruppo Telecity,
network televisivo della famiglia Tacchino, con i quattro canali in Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta,
affermandosi così sempre più leader della comunicazione locale, per un’offerta informativa e commerciale integrata con carta e web.
Netweek Spa, società quotata sul MTA di Borsa Italiana, ha firmato il contratto di acquisizione del 100% di Telecity 2 Srl,
società nella quale erano state conferite le attività televisive ed editoriali del gruppo Telecity, leader in Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta,
consolidando così il proprio posizionamento competitivo quale primo operatore nel mercato della comunicazione locale
con un’offerta integrata tra televisione, carta e web,
che permette di offrire alla comunità degli investitori pubblicitari uno strumento di comunicazione unico per capillarità,
versatilità di informazione e targetizzazione dell’utenza.
L’acquisto della partecipazione in Telecity 2 Srl è avvenuto con il supporto diretto della famiglia Sciscione e della società STI Srl
e costituisce il primo passaggio di un ulteriore consolidamento delle attività televisive di Netweek,
che pur avendo inizialmente una partecipazione di minoranza, gestirà direttamente le attività acquisite
e procederà fin da subito ad integrarle con quelle esistenti sia in termini commerciali che di prodotto editoriale.
Il prezzo pagato per il 100% di Telecity 2 è pari a 6 milioni di euro e comprende – tra le altre – le attività televisive delle quattro emittenti regionali,
la sede di Assago e circa 40 dipendenti. Netweek ha acquisito in questa prima fase il 16,66% di Telecity 2,
affidando a Simone Baronio la carica di amministratore delegato e a Marco Sciscione e Giovanni Sciscione rispettivamente la carica di presidente e di consigliere.
Il primo gruppo televisivo locale, integrato con carta e web
Commenta Marco Sciscione, amministratore delegato di Netweek: “Siamo molto soddisfatti per questa operazione conclusa con la famiglia Tacchino,
che permetterà di dotare il Gruppo Netweek di prestigiosi LCN che si potranno integrare con gli altri mezzi già controllati dal Gruppo.
Questa operazione farà nascere il primo gruppo televisivo focalizzato sui canali locali premium in grado di raggiungere direttamente oltre 30 milioni di telespettatori.
Tenuto conto degli accordi di partnership commerciale con altri primari operatori, l’offerta commerciale copre l’intero territorio nazionale
creando un’opportunità unica di visibilità per i nostri investitori pubblicitari.
Questa decisiva operazione si inserisce nel più ampio e articolato progetto di rilancio industriale e rafforzamento patrimoniale del Gruppo Netweek,
avviato nel corso degli ultimi 12 mesi con l’obiettivo di sviluppare un polo di comunicazione locale, crossmediale e multipiattaforma,
efficace nella raccolta pubblicitaria della media impresa e capillare nell’informazione locale grazie a oltre 200 giornalisti distribuiti sul territorio”.
Dopo 48 anni Tacchino lascia Telecity. Da oggi l’emittente fa parte del gruppo Netweek
17 Maggio 2024 – Da oggi la nostra emittente entra ufficialmente a far parte del gruppo Netweek.
Dopo 48 anni, Giorgio Tacchino ha infatti lasciato il timone alla famiglia di Gianfranco Sciscione,
che ha acquisito il 100 per cento della società Telecity 2.


IL DIGITALE TERRESTRE VERSO LO SPEGNIMENTO DEFINITIVO NEL REGNO UNITO?
Il digitale terrestre verso lo switch off in Uk? La BBC finirà soltanto su Internet?
Il dibattito sul futuro del digitale terrestre entra nel vivo nel Regno Unito, dove l’Ofcom delinea tre possibili scenari.
Ma intanto cresce la campagna contro lo spegnimento.
Il digitale terrestre televisivo potrebbe ben presto diventare un ricordo del passato nel Regno Unito,
dove l’Ofcom, il regolatore britannico, si interroga sul futuro di questa tecnologia in via di obsolescenza.
I broadcaster tradizionali, in particolare quelli del servizio pubblico BBC, Channel 4 e ITV, hanno fiutato l’aria
e crescono i timori di uno switch off che non sembra poi così improbabile.
La trasmissione televisiva tradizionale potrebbe ben presto doversi trasferire su Internet.
E’ quanto emerge da un’indagine condotta dall’Ofcom e pubblicata pochi giorni fa,
da cui emerge che per la prima volta i broadcaster sono sul chi vive per un passaggio che sembra sempre più imminente.
Audience anziana penalizzata?
L’elemento più forte che sta ritardando un passaggio drastico sul web è il target degli anziani,
che con un passaggio coatto alla tv su Internet rischiano “l’esclusione dalla Tv”.
[…]
Le ipotesi
La piattaforma DTT fornisce l’accesso universale alla TV utilizzando le frequenze radio.
Ofcom ha delineato tre diversi modelli per il futuro, compreso lo spegnimento del segnale terrestre.
Gli altri due modelli suggeriti erano “l’investimento in un servizio DTT più efficiente”
o la “riduzione” del servizio a servizio essenziale, con soltanto pochi canali pubblici mantenuti sul digitale.
Si prevede che la audience dei canali TV programmati tramite DTT scenderà dal 62% dei programmi nel 2023 al 22% entro il 2040.
Ma resta inteso che le emittenti del servizio pubblico, come BBC, ITV e Channel 4,
devono essere presenti sulla televisione digitale terrestre, quindi sarebbe necessaria una modifica della legge perché non sia più così.
La campagna contro lo switch off di Broadcast 2040+
Un portavoce della campagna Broadcast 2040+, che mira a “garantire il futuro” delle trasmissioni televisive e radiofoniche fino al “2040 e oltre”,
ha chiesto al governo di “proteggere a lungo termine la TV terrestre tradizionale, ricevuta gratuitamente via antenna”.
Il portavoce ha detto: “Qualsiasi dibattito sul futuro della televisione deve mettere al primo posto gli spettatori.
Milioni di persone fanno affidamento sulla TV terrestre universale e in chiaro”…
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SVIZZERA: PUBBLICATO PERSPEKTIVEN 2035, UNO STUDIO A LUNGO TERMINE SULLO SVILUPPO FUTURO DELLA RADIOFONIA
L’Associazione delle radio private svizzere (VSP) ha pubblicato il corposo studio “Perspektiven 2035” (“Prospettive 2035”, 148 pagine)
al fine di analizzare il potenziale sviluppo a lungo termine delle tecnologie per la distribuzione dei programmi radiofonici;
questo anche al fine di supportare con informazioni qualificate l’orientamento degli investimenti sul mezzo.
Un aspetto interessante è che tale studio, pur avendo come focus la confederazione elvetica e le sue peculiarità,
rappresenta anche un’interessante sintesi di tre diverse identità culturali europee: quella germanica, quella francese e quella italiana.
La struttura dello studio
Lo studio esamina, in apertura, il mercato dei dispositivi che verranno utilizzati in futuro per ascoltare la radio.
Poi si concentra, principalmente, sul comportamento d’uso da parte del pubblico durante l’ascolto della radio.
Vengono presentate le attuali tecnologie radiofoniche, ma anche, più in generale, quelle per la distribuzione audio.
Lo studio si conclude ipotizzando scenari alternativi di sviluppo della radio, ponendosi come traguardo il periodo dal 2035 in avanti.
Qualche considerazione
Per poter affrontare l’evoluzione dei mercati e quella tecnologica,
la radio ha bisogno di accesso alle diverse opportunità di distribuzione disponibili;
oggi, sostanzialmente, la radio utilizza tre tecnologie di distribuzione: OUC
(l’acronimo tedesco per onde ultracorte, con tecnica di trasmissione FM), DAB+ e IP.
Una modalità complessa che, per i relatori della ricerca, non sarà economicamente sostenibile a lungo termine.
La loro conclusione è che le imprese radiofoniche debbano urgentemente affrontare le questioni relative alle future tecnologie di distribuzione,
allo sviluppo dei modelli di business e dei quadri normativi, se vogliono rimanere competitive nel tempo.
Lo scenario europeo vede un’evoluzione non omogenea, con alcuni Paesi che sono orientati a dismettere le reti FM,
mentre altri mostrano maggiore prudenza al riguardo.
In generale, il DAB+ sta assumendo sempre più rilevanza in quanto a copertura,
ma non necessariamente accade lo stesso in termini di crescita dell’audience su quella piattaforma.
Gran Bretagna e Norvegia hanno introdotto la radio digitale prima della Svizzera, ma ad oggi l’ascolto digitale on air,
pur crescendo, non decolla, anzi in Norvegia l’utilizzo del DAB+ è stagnante.
Sono sempre più numerosi i veicoli compatibili con il DAB+,
ma l’industria automobilistica mostra di dare sempre più volentieri spazio ai sistemi di intrattenimento tramite Internet mobile.
Questo atteggiamento rappresenta una sfida per la radio tradizionale.
Aggregatori quali Radioplayer e altri analoghi stanno cercando di rimanere rilevanti nella concorrenza con i servizi di streaming
e con le altre offerte di intrattenimento in auto, ma la competizione non è certo semplice.
5G convitato di pietra
Un capitolo della ricerca è dedicato alla trasmissione terrestre tramite tecnologia 5G Broadcast,
un’opzione che andrà ad aggiungersi a quelle esistenti, forte delle sue caratteristiche,
in quanto è in grado di utilizzare sistemi di crittografia e di trasmettere in modalità SFN (Single Frequency Network).
Il 5G Broacdcast, in pratica, consente sia la trasmissione di contenuti lineari,
sia la distribuzione “uno-a-molti” di contenuti audiovisivi non lineari.
I punti chiave per ipotizzare il successo del 5G Broadcast sono piuttosto evidenti.
Lo spettro UHF, parte del quale è assegnato al 5G, resterà disponibile per la radiodiffusione anche dopo il 2031
e i prodotti annunciati per i mercati internazionali lasciano prevedere la piena penetrazione nel mercato da parte dei chipset 5G Broadcast,
in tutti i futuri dispositivi 5G e 6G.
Alcune ipotesi
Lo studio presenta alcuni scenari plausibili con le risultanze emerse.
L’utilizzo della radio non lineare continuerà ad aumentare, in particolare tra i gruppi di età più giovani,
mentre la percentuale di utilizzo della radio lineare continuerà a diminuire, soprattutto tra i gruppi di età più giovani.
Si prevede che, rispetto al mercato audio globale, l’ascolto radiofonico scenderà sotto il 50%, indicativamente tra il 2035 e il 2040.
L’audience del DAB+ crescerà progressivamente, ma abbastanza lentamente, per poi diminuire,
a vantaggio dei contenuti sonori (radiofonici e non) distribuiti con standard Internet Protocol;
la situazione di mercato cosiddetta “All-IP” (esclusivamente basata su reti distributive via Internet) è prevista a partire dal 2040 in avanti,
anno in cui si ipotizza che andranno definitivamente esaurendosi le modalità classiche di broadcasting.
Questo è atteso che accada, dallo studio, a meno che non vi sia una specifica regolamentazione per l’accesso IP
o un rallentamento nell’introduzione della trasmissione 5G Broadcast, che al momento è prevista tra il 2030 e il 2035, al più tardi.
Poiché oggigiorno la ricezione capillare della telefonia mobile è il metro di misura per gli utenti, ogni altra tecnologia di distribuzione dovrà misurarsi con essa.
Una conclusione radicale
Perspektiven 2035, in conclusione, non prevede che il broadcasting radiofonico possa effettivamente reggere come modello di business
oltre gli anni ’40 di questo secolo e questo in quanto gli utenti vanno sempre più evidentemente migrando verso il mondo “All-IP”.
Sarà anche il ricambio generazionale a determinare irreversibilmente tale fenomeno.
L’industria radiofonica è comunque vitale e sta affrontando attivamente tali sfide,
in particolare per quanto riguarda i nuovi sviluppi tecnologici e il cambiamento del comportamento di ascolto.
Nel suo proprio interesse, deve mostrare una costante volontà di gestione del proprio futuro, che sappia andare oltre il semplice adattamento all’inevitabile.
Come consultare lo studio
Perspektiven 2035 è stato realizzato e pubblicato dall’associazione VSP in collaborazione con Convergent Media di Vienna
e con Swiss Media Cast AG di Zurigo.
Gli autori sono Jürg Bachmann (già presidente della VSP, dal 2006 al 2024), Bertold Heil (di Convergent Media Vienna),
Markus Ruoss (in rappresentanza di VSP) e Bernhard Schmid (di Swiss Mediacast).
Lo studio è liberamente disponibile a questo link: www.vsp-asrp.ch/öffentlichkeit-1/studie-perspektiven-2035