https://sites.google.com/site/litaliaindigitale/croaziaindigitale

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2017-07 - NEWS LUGLIO 2017



Sabato 3 Luglio 2021


ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
SITUAZIONE SEMPRE PIU' DELICATA TRA ITALIA E CROAZIA.

Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha effettuato 4 riunioni via web in data 18 Marzo, 20 Aprile, 6 e 25 Maggio
per rispondere alla richiesta della CROAZIA ai sensi dell'articolo 28
del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (CECE).

La riunione del 6 Maggio ha riguardato anche gli altri argomenti del “good offices”
(altre interferenze italiane, banda dei 700 MHz al confine UE).

https://lh3.googleusercontent.com/1we7egrrNxX3bUE6M3LUVkGE3vkevAA1qmVQ1k_o8iItZWUUByK9S_2ye-8zdShj6mMCYK-FCAV4BomxDJ2cYm4tNo9eIErBUFWeUhyIm1xpegR7IoOdBpe6xhtuSa2PHVLS7VeNsGytqCyM-SUX--dY4NIf1osdg2Jnpjdl040ztfkQJX1qnYfEJnyZBhrxxpE7vOWlKH-yixd154RS15uR5qbGclgGHg5XQRFsCMTLvQILJXxaUg-REykvaeXAkmtgvHRo0dsGK3guoUuBRRs28JwrkZEX-47HOPCS55I2ZLhqBSQPaoaNFEF6_zdqo7U2rczz8xQQV3V4IzCEY_vok5LqscHZFKVdeBj1MJ38aQ_XdT19xFWV5h-eUbWn654WH7Fc17f3sWW_HHB8W7T8odRN05ApAIduiJtMENWmdS-iQFWQwbSq5a4OrkmWCuxl0zerHvwrKllS2nsIHVCRkpEZYJp2enV9GrlReJPWjBpKlybkN99MBVyjlfq5kEX4oHm7tt5jt33lxaFC-tANYppUqC3BYQ-PC53j_-Ld2oaWDMCON35yDpsKSPA5_RO53IpxYo-NecQh9swikRzDGoHLE_hP_RXFK9y0bM8E3nS8jhLuZpwQKZGoxaqL9tBiRcvB3LyD6UcHSb0n9x4KNzVVHMCl_cB-WI_X9j7T_u9E4nxrv9KR=w143-h150-no

Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l'ITALIA.

A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)


Per la banda VHF è fissato un ulteriore inontro per ultimare e siglare un accordo durante l'estate.
Successivamente l'ITALIA definirà il proprio piano VHF che rispetterà quelli firmati con gli altri Paesi confinanti.

INTERFERENZE FM

Per i problemi sulla piattaforma FM, la situazione è sempre in stallo fra ITALIA e CROAZIA, SLOVENIA e MALTA.

La CROAZIA non ha notato miglioramenti nè sugli 89,7 MHz dal ripetitore di MONTE BIOKOVO, nè per gli altri casi.
L'ITALIA non ha suggerito nulla a causa di cambiamenti di personale interno e ha chiesto di poter organizzare un confronto
con le emittenti croate e italiane per trovare più facilmente delle soluzioni.
L'ITALIA ha chiarito che le licenze FM non hanno scadenze limitate.

La CROAZIA ha ricordato che già a Maggio 2020 era stata individuata come unica soluzione il cambio di
frequenza dei 2 trasmettitori co-canale FM (l'abruzzese Play Capital e la partenopea Radio Kiss Kiss),
per cui è responsabilità dell'amministrazione italiana individuare i canali alternativi.

L'ITALIA ha ammesso di avere difficoltà a trovare nuove frequenze per le stazioni FM autorizzate, a causa
della propria banda FM sovraffollata, ma ha garantito il massimo sforzo.

E' stato suggerito che in caso di mancanza di frequenze alternative, è necessario il trasferimento verso la piattaforma DAB.

E’ stata ricordata la soluzione a medio termine della precedente riunione:

• l'ITALIA includerà nella propria legge interna, analogamente alla banda VHF, che l'AGCOM definisca un piano per la
banda FM esclusivamente basato sui diritti internazionali italiani;

CROAZIA, SLOVENIA e ITALIA devono negoziare un nuovo accordo nella banda FM garantendo un accesso equo
e l’ottimizzazione della capacità per ogni paese;

• il Piano italiano comporterà il passaggio di alcune emittenti FM alla piattaforma DAB per risolvere le interferenze
dannose segnalate da CROAZIA e SLOVENIA da parte di trasmettitori italiani non coordinati

L'Italia ha indicato che, da Gennaio 2020, è obbligatorio per legge vendere apparecchiature radio che permettono
la ricezione di segnali audio digitali per facilitare il rapido sviluppo del mercato DAB.

Per quanto riguarda la soluzione a medio termine, AGCOM è vincolata dalla legge vigente per creare il piano FM
solo dopo che il mercato DAB si è diffuso. Tuttavia, la Direttiva AVMS potrebbe consentire all'AGCOM di definire
il Piano FM insieme a quello DAB.

L'ITALIA ha sottolineato che per creare il piano FM è necessaria la disponibilità di frequenze coordinate e quindi
ciò conferma il bisogno di discutere un accordo adeguato con i paesi vicini.

La CROAZIA ha dichiarato che il nuovo piano DAB italiano dovrebbe ridurre in modo significativo le interferenze dannose
in banda FM e prevede il massimo impegno italiano.

Il rappresentante della CE ha ricordato che l'articolo 45 del CECE obbliga gli Stati membri a rispettare gli accordi
internazionali (GE84 e Regolamenti Radio) e sottolineato che l'articolo 18 del CECE consente all'amministrazione italiana di
modificare i diritti dell'emittente per ragioni giustificate e in modo proporzionato, perciò ha chiesto un piano concreto all’ITALIA.

La SLOVENIA ha espresso la propria preoccupazione, in quanto queste possibili soluzioni potrebbero essere già in pericolo
a causa di molti nuovi programmi presenti sul DAB italiano, ma non sulla banda FM,
il che può impedire lo spostamento fra le 2 piattaforme radio.

E' stato chiesto all'ITALIA di trovare una soluzione concreta
(ad es. preparare la legge, avviare il coordinamento con i confinanti)
senza più aspettare e presentare una tabella di marcia per l'attuazione di questa soluzione a medio termine.

MALTA non ha notato miglioramenti e sta riprogettando la banda FM basandosi su diversi parametri tra cui coordinamento,
interferenze, campi elettromagnetici, esigenze, ecc. Tuttavia sarà molto importante che l'ITALIA garantisca il rispetto delle
caratteristiche concordate per evitare il ritorno delle interferenze.
MALTA ha anche preso atto dell'attuale ottimizzazione del piano FM dei paesi africani con l'assistenza dell'ITU,
il che può condizionare questa situazione.

Secondo la FRANCIA, l'ITALIA deve spegnere il segnale di Radio Deejay sugli 88,2 MHz, non corrispondenti
ad alcun diritto italiano, e che interferisce con il diritto francese sugli 88,3 MHz, oppure accettare la proposta francese di
valutare con una campagna di misurazione congiunta l'impatto di un'emissione co-canale fra il trasmettitore di MONTE CORBU
e quello della RAI di SAN TEODORO con copertura sugli 88,4 MHz.

Secondo le simulazioni francesi, l'interferenza sugli 88,4 MHz in SARDEGNA rimarrebbe limitata, in base al calcolo del C/I,
invece, secondo quelle italiane, ci sarebbe un impatto dell'emissione dal MONTE CORBU rispetto al trasmettitore RAI
di SAN TEODORO sugli 88,4 MHz iscritti a GE-84.
Si rendono necessarie le analisi dei risultati delle rilevazioni che si stanno effettuando.

La FRANCIA ha risposto che le caratteristiche di emissione iniziali erano vicine a quelle di GE-84, anche con antenne
d'altezza inferiore e dovrà trasmettere le precise caratteristiche di MONTE CORBU per la proposta degli 88,4 MHz
insieme all'analisi delle interferenze in base al C/I e ai criteri di GE-84.

L'ITALIA valuterà la possibilità di una misurazione congiunta,
apprezzata anche dal RSPG affinchè si possa risolvere questa situazione.

A LIVELLO TELEVISIVO - COORDINAMENTO IN VISTA DEL 5G

Per quanto riguarda le interferenze TV i problemi rimangono sempre e solamente con la CROAZIA.

https://support.oiv.hr/reception/dtt.aspx

A Gennaio 2021 il Radio Spectrum Policy Group (RSPG) ha ricevuto dal Paese balcanico una richiesta per avviare la procedura
prevista dall'articolo 28 del codice europeo delle comunicazioni elettroniche (CECE), che riguarda i problemi di interferenza
transfrontaliera con l'ITALIA.
Il paragrafo 3 del seguente articolo afferma che: "al fine di garantire il rispetto del paragrafo 1, qualsiasi Stato membro interessato
può chiedere al RSPG di utilizzare il suo good offices per affrontare qualsiasi problema o controversia in relazione al coordinamento
transfrontaliero o alle interferenze dannose transfrontaliere. Se appropriato, il RSPG può emettere un parere proponendo
una soluzione coordinata riguardo a tale problema o controversia”.

La richiesta croata è duplice:

• risolvere le interferenze delle emittenti televisive italiane sulle frequenze (21, 22, 23, 27, 28, 29, 33, 34, 35, 39, 41, 43 e 45) per le
quali la CROAZIA gode di diritti internazionali (GE06), tenendo conto del nuovo piano croato utilizzato nell'Ottobre 2020 per lo
spostamento dei programmi TV sotto i 700 MHz.

• risolvere le interferenze dei canali televisivi italiani attivi nella banda dei 700 MHz, che sarà autorizzata per l'uso da parte
degli operatori mobili in CROAZIA nel Luglio 2021.

Nelle precedenti discussioni del “good offices", l'obiettivo era risolvere i disturbi sui canali TV attivi nei paesi limitrofi.
Negli ultimi anni, l'ITALIA ha spento i trasmettitori TV non coordinati situati in alcune regioni e attivi su frequenze
utilizzate anche in CROAZIA secondo il piano GE06.
Ciò ha provocato una significativa riduzione dell'interferenza dannosa, anche se il Paese balcanico ha continuato a
segnalare disturbi residui sulle proprie frequenze TV coordinate in attività.

A Dicembre 2017, a seguito della Decisione UE sull’UHF, l'ITALIA ha iniziato a stabilire una tabella di marcia per il
rilascio dei 700 MHz. La scadenza finale è stata fissata per il 30 Giugno 2022.

Dunque, per allinearsi alla decisione UE sull’UHF, la Croazia ha lberato i 700 MHz da Ottobre 2020. Il nuovo piano
televisivo croato include alcuni canali GE06 (21, 22, 23, 35) nell'area di coordinamento (assegnazioni croate D5, D7, D8, D9)
con interferenze dannose significative  da parte di ripetitori italiani.

Assegnazione CroaziaD5D7D8D9





Frequenza
28213321
23222322
29352929
34454345
43273434
39414128

In funzione - canali utilizzati da ottobre 2020 (in precedenza non utilizzati)
In attività
Non in uso - inizio attività da dicembre 2021
Licenza concessa ma attualmente non in uso a causa di interferenze significative da parte dell'Italia
#HAKOM ha ricevuto interesse per 2 multiplex aggiuntivi

Tabella 1: Piano croato nell'area di coordinamento da ottobre 2020

In tutti i canali GE06 croati (21, 22, 23, 27, 28, 29, 33, 34, 35, 39, 41, 43 e 45), l'ITALIA non ha diritti nell'area di coordinamento,
ma ha concesso autorizzazioni alle emittenti regionali. L'attuale roadmap italiana prevede di spegnere queste frequenze tra
Settembre e Dicembre 2021 nella parte settentrionale della regione adriatica (Area 3)
e tra Aprile e Giugno 2022 per la parte meridionale (Area 4).

Per ridurre l'interferenza ai danni della CROAZIA, l’ITALIA ha attivato un meccanismo per incentivare il rilascio anticipato di
queste frequenze, che è stato applicato 2 volte (Maggio 2020 e Febbraio-Marzo 2021).
Il numero dei richiedenti non era tuttavia sufficiente per disattivare completamente questi canali, nonostante lo spegnimento di
393 assegnazioni (cioè 1 canale in una provincia), di cui 73 nell'area di coordinamento con la CROAZIA.
Sono ancora attivi su queste frequenze ben 765 ripetitori italiani,
di cui 211 con una potenza superiore a 1kW nell'area di coordinamento.

Malgrado la riduzione dell'interferenza, il problema è ancora presente ed in alcuni casi è critico.
Il livello di interferenza è misurato a 10 metri (sopra il livello del suolo) e varia tra i canali:

• superiori a 70 dBuV/m (in particolare sulle frequenze 22 e 35) sui canali croati attualmente in funzione e che non lo erano in precedenza.
La situazione è particolarmente delicata perché nella maggior parte dei casi c'erano meno disturbi prima del processo migratorio.

• Livelli di interferenze superiori a 70 dBuV/m sono presenti anche sui canali 29 e 43, che la CROAZIA intende attivare da Dicembre 2021.
Anche la frequenza 27 potrebbe essere accesa dopo l’1 Dicembre 2021. Sul canale 34, le interferenze raggiungono livelli fino a 60 dBuV/m.

• i disturbi raggiungono livelli fino a 65 dBuV/m sulle frequenze (28, 34, 39, 41).

L'ITALIA ha garantito che, da Giugno 2022 autorizzerà l'uso dei canali TV solo dove ha diritti internazionali,
come definito dall'accordo multilaterale UHF Adriatico-Ionico.



2122232728293133343539414345
Area 3
Friuli Venezia-Giulia



2


1




Veneto

1










Emilia-Romagna (parzialmente)

2
1






2
Area 4
Marche11


1







Abruzzo



1




2


Molise1

3

2






Basilicata (solo Matera)
22
1
2





1
Puglia














Figura 1: Emittenti televisive italiane che operano sui canali televisivi croati (verde = 0, verde chiaro = fino a 3, arancione = più di 3)

Per la CROAZIA, attendere lo switch-off del giugno 2022 significherebbe un ulteriore anno di interferenza.
Per questo motivo ha avanzato alcune richieste:

a) per i trasmettitori interferenti in funzione sui canali utilizzati da Ottobre 2020 e non precedentemente usati, è stato chiesto di risolvere
la situazione prima dell'estate 2021 a causa del rischio di propagazione eccezionale che peggiorerebbe il già elevato livello di interferenza.
La situazione più critica riguarda la frequenza 35 e, in misura minore, il canale 22.
Tuttavia, alcuni spostamenti dovrebbero essere possibili verso alcuni canali italiani o, con l'accordo dell'amministrazione croata:

• sulla frequenza 31, non attiva in CROAZIA e poco utilizzata in ITALIA;

• sul canale 27 croato che non sarà operativo prima di Dicembre 2021, oppure

• verso altri canali croati dove è sufficiente la separazione geografica (es. nord Italia per una frequenza utilizzata solo nel sud
della costa croata o nel sud Italia solo per un canale utilizzato nel nord della costa croata).

La tabella 2 fornisce il numero dei trasmettitori italiani interferenti ad alta potenza (>1 kW) nel rispetto di ogni canale croato, anche se si tratta di
un'approssimazione sommaria dei ripetitori coinvolti. Alcuni di questi trasmettitori ad alta potenza possono avere una buona discriminazione nei
confronti della CROAZIA, mentre altri con potenza inferiore possono anche interferire con il Paese balcanico.
L'ITALIA sta realizzando un’analisi più dettagliata per dare priorità ai trasmettitori da spostare, basandosi sui risultati delle misurazioni della CROAZIA.

b) Per altri canali in esercizio o che saranno operativi da Dicembre 2021, la Croazia chiede lo spegnimento entro Dicembre 2021.
La situazione più critica riguarda i canali 29 (D8/D9) e 43 (D8), che saranno in funzione a fine 2021, mentre la frequenza 34 in D5 è potenzialmente
interessata da trasmettitori situati in Nord Italia (Area 3) che verranno spenti a Dicembre 2021.

CH
21
22
23
27
28
29
33
34
35
39
41
43
45
ERP massimo >= 1 kW
Assegnazione
D5

2 (N) + 1 (CS)
3 (CS)4 (CS)
11 (N)
0
12 (N) + 11 (CS)
D707 (N) + 6 (CS)
4 (N) + 14 (CS)



13 (N) + 15 (CS)
6 (N) + 1 (CS)
0
D8

1 (CS)

13 (CS)00

1 (CS)22 (CS)
D906 (CS)

113 (CS)
0



0

Tabella 2: Trasmettitori italiani ad alta potenza che utilizzano canali croati nell'area di coordinamento (N = area3, CS = area4)

La tabella di marcia italiana prevede lo spostamento completo delle trasmissioni al di sotto dei 694 MHz nel Giugno 2022
sul versante Adriatico-Ionico. Tuttavia, notando che l'interferenza televisiva ha un impatto decisamente maggiore nella
banda di ricezione della stazione base dei cellulari, ovvero sui canali UHF 50-53, l’ITALIA ha deciso di anticipare lo
spegnimento di questi canali tra Settembre e Dicembre 2021.
L'uso prolungato delle frequenze 50-53 fino a questa data è dettagliato nella figura 3.


50515253
Friuli Venezia-Giulia
2

Veneto
1

Emilia-Romagna (parzialmente)



Marche


1
Abruzzo



Molise


1
Basilicata (solo Matera)313
Puglia




Figura 3: Emittenti televisive italiane nei canali 50-53 (verde = 0, verde chiaro = fino a 3, arancione = più di 3)

L'autorizzazione agli operatori di telefonia mobile croata sarà concessa nel Luglio 2021 e ciò potrebbe provocare una potenziale
situazione di interferenza dannosa per un periodo compreso tra 2 e 6 mesi.
Pertanto, la CROAZIA ha chiesto all'ITALIA di sospendere le trasmissioni sui canali 50-53 entro Luglio 2021.

I canali 50 e 52 sono diritti GE06 italiani mentre i canali 51 e 53 sono diritti GE06 croati.

La situazione più critica è sulle frequenze 50 e 52, utilizzate da emittenti nazionali. L’ITALIA ha sottolineato il rischio di anticipare
il rilascio dei 700 MHz, a causa del cambiamento di tecnologia (DVB-T2 / MPEG4 e in alcuni casi DVB-T2 / HEVC) che potrebbe
ripercuotersi sui telespettatori.

D'altra parte, il canale 53 è già quasi privo di interferenze.

La frequenza 51 è un caso particolare: questo è un diritto GE06 di SAN MARINO che non fa parte dell’Unione Europea e quindi
non deve attenersi alla decisione UE sull’UHF. Il problema dell'interferenza in CROAZIA causata dal trasmettitore situato nel
territorio sanmarinese deve essere discussa in negoziati bilaterali tra i 2 Paesi.
Tuttavia un accordo tra ITALIA e SAN MARINO garantisce un'estensione di copertura a SAN MARINO con ripetitori sul territorio
italiano, quindi di competenza dell'amministrazione italiana, e non coordinati con la CROAZIA secondo le procedure GE06.

Il Paese balcanico ha chiesto dunque all'ITALIA di spegnere le trasmissioni sul canale 51 dal proprio territorio entro luglio 2021.
Non è ancora chiaro se la CROAZIA è più disturbata dai ripetitori in territorio italiano oppure da quello principale sammarinese.

Sono in corso trattative bilaterali tra ITALIA e SAN MARINO e l'accordo da definire riguarderà, tra l'altro, il tema della diffusione televisiva.
La proposta attualmente sotto discussione è che SAN MARINO spegnerà tutti i ripetitori e perciò è previsto il completo rilascio del
canale 51 sul lato occidentale della regione adriatica entro la fine del 2021.

Le frequenze 50 e 52 sono attualmente utilizzate da operatori nazionali italiani, preoccupati per l'anticipazione della migrazione
al DVB-T2 che comporta il passaggio a un canale sotto i 700 MHz.
Per consentire lo spegnimento di queste frequenze in anticipo rispetto alla scadenza (fissata dalla legge italiana nel dicembre 2021),
l'ITALIA valuterà lo spostamento temporaneo di alcuni ripetitori verso i canali 54, 55, 56, 58 e 60 (altri diritti GE06 dell'Italia), a seconda
dello spazio disponibile.
Se necessario, potrebbero essere utilizzati anche i canali croati 57 e 59 per lo stesso scopo, previo accordo della Croazia.

È riconosciuto che l'interferenza temporanea nella banda di ricezione del terminale dei 700 MHz non dovrebbe essere problematica.
I terminali sono meno sensibili alle interferenze, hanno un guadagno d'antenna più basso e un'altezza dell'antenna inferiore.
Ci possono essere casi in cui i ripetitori vicino al confine potrebbero influenzare la buona ricezione del terminale in alcune aree,
ma questi dovrebbero essere identificati e trattati individualmente, sulla base dei dati del trasmettitore forniti dall'Italia.

E' stata suggerita la seguente soluzione coordinata che ITALIA e CROAZIA dovranno aggiornare fino a Giugno 2022.

• L’ITALIA dovrebbe spegnere tutti i trasmettitori che disturbano la CROAZIA sui canali 21, 22, 23 e 35 prima dell’1 Luglio 2021,
accordo che di fatto non è ancora stato attuato.

• L’ITALIA dovrebbe continuare a identificare i ripetitori interferenti rimanenti in altri canali attualmente autorizzati dalla CROAZIA
per poterli disattivare dall’1 Dicembre 2021.

• L’ITALIA dovrebbe spegnere tutti i propri trasmettitori TV non coordinati nella banda 470 - 694 MHz ed attenersi all'Accordo UHF Adriatico
al più tardi entro Giugno 2022.

In attesa di Giugno 2022, per ridurre le interferenze, secondo la CROAZIA:

• l’ITALIA deve spegnere tutti i trasmettitori dell'area di coordinamento sui canali 50, 51 (compresi i programmi di SAN MARINO),
52 e 53, prima del 15 Agosto 2021.

• l’ITALIA deve trattare con SAN MARINO la disattivazione della frequenza 51 e riferire lo stato della trattativa nel Settembre 2021.

ITALIA e CROAZIA dovrebbero considerare individualmente il caso dei trasmettitori TV che possono creare forti interferenze ai
canali 57-60 (cioè banda ricevente terminale), entro Dicembre 2021.

Diritti italo/croati secondo l'accordo GE06 e l'accordo Adriatico UHF.

GE06 CroaziaGE06 Italia
2124
2225
2326
2730
2832
2936
3137
3338
3440
3542
3944
4147
4348
4549
4650
5152
5354
5755
5956
6158
6460
6662
6763
6865

69

Nota: il canale 46, diritto GE06 croato, è stato convertito in diritto italiano nell'accordo Adriatico
al fine di mantenere l'equilibrio, rilevando che l'Italia ha perso più canali nella banda dei 700 MHz

NumeroAccordo Adriatico Croazia e parte orientale dell’AdriaticoAccordo Adriatico Italia
12124
22225
32326
42730
52832
62936
73137
83338
93440
103542
113944
124146
134347
144548

Pur riconoscendo il diritto della CROAZIA di richiedere l'applicazione dell'articolo 28, l’ITALIA ha chiaramente risposto
di non poter risolvere questa situazione che non è in linea con il calendario stabilito dalla legge italiana,
ma ha garantito il massimo sforzo per soddisfare le scadenze corrispondenti e migliorare la situazione.

L' ITALIA ha inoltre proposto dopo l'ultimo incontro di sostituire la dicitura “soluzione coordinata” con “soluzione proposta
nella sezione 3 del parere in modo da chiarire che

•  il parere finale presenterà alla CE una "soluzione proposta" per conto del RSPG, rappresentando tutti i risultati attesi e le tempistiche;

l’ITALIA cercherà di onorarlo entro i limiti di ciò che è realisticamente possibile (cioè un approccio del "miglior sforzo").

L'ITALIA non può impegnarsi a rispettare i termini fissati nel par. 3 “Proposta soluzione coordinata” spiegandolo con le seguenti motivazioni:

la futura adozione del nuovo standard digitale terrestre (DVB-T2 / HEVC) consentirà di soddisfare le esigenze delle emittenti tv utilizzando
meno frequenze ed inoltre sarà possibile liberare tutte le frequenze assegnate alla CROAZIA.

Per raggiungere questo obiettivo, l'ITALIA ha stabilito per legge dal 2018 una tabella di marcia per il passaggio al DVB-T2 / HEVC e
il rilascio simultaneo di tutti i canali interessati. La scadenza è fissata a Giugno 2022, in conformità con la decisione (UE) 2017/899, che ha
consentito a ciascun Stato membro un ritardo di massimo 2 anni rispetto alla prima scadenza del 30 Giugno 2020 per il rilascio dei 700 MHz.
Parte dei risultati (in particolare lo spegnimento dei canali UHF 50-53 e la liberazione dei canali televisivi croati nel nord Italia) sono previsti
entro Dicembre 2021: questo anticipo è stato deciso per accontentare i paesi vicini.

Per questo motivo, l'ITALIA ritiene praticamente impossibile accorciare ulteriormente le scadenze, in particolare per problematiche legali:
la modifica delle singole autorizzazioni degli operatori radiotelevisivi da parte dell’Amministrazione provocherebbe la reazione degli operatori
che si rivolgerebbero ai tribunali (nello specifico: i Tribunali Amministrativi Regionali), con elevate possibilità di avere ragione od ottenere almeno
un ritardo nell'adempimento. Ciò è già avvenuto in passato in casi simili.
Pertanto, l'amministrazione italiana vuole convincere gli operatori a cambiare frequenza, anzichè spegnere.

L’ITALIA lamenta la mancanza di proporzionalità rispetto agli obiettivi da raggiungere. Ora l'obiettivo principale per la CROAZIA è avere
frequenze libere da interferenze dannose, soprattutto quando sono effettivamente in funzione.

Se queste considerazioni sono ritenute accettabili, l'ITALIA propone di modificare il Progetto di parere come segue:

• aggiungere la frase “o quantomeno rimuovere qualsiasi interferenza dannosa” dopo la parola “switch-off” utilizzata ovunque nei punti del par. 3
(ricordando che in ogni caso lo spegnimento avrà luogo al più tardi secondo le scadenze della tabella di marcia italiana);

• modificare le attuali scadenze per renderle più proporzionate ai reali obiettivi da realizzare, basandosi anche sulle possibilità estremamente
limitate di anticipare il calendario della roadmap italiana.

Il prossimo incontro è previsto telematicamente il 20 Settembre.

Tratto da: http://rspgspectrum.eu