Giovedì 18 Febbraio 2021 ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO: PERSISTONO LE INTERFERENZE TELEVISIVE E RADIOFONICHE ITALIANE. Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha effettuato due riunioni via web, una il 14 Gennaio e l'altra il 10 Febbraio per ridiscutere la situazione dello spettro radiotelevisivo dei Paesi dell'Unione Europea. Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l'ITALIA. A LIVELLO TELEVISIVO Per quanto riguarda le interferenze TV i problemi permangono sempre e solamente con la CROAZIA. L'ITALIA ha fornito al Paese balcanico e al RSPG il 3
novembre 2020 l'elenco dei trasmettitori che sono stati spenti. Tuttavia
l'interferenza italiana al di sotto dei 694 MHz è
ancora presente, nonostante lo spegnimento di 200 trasmettitori italiani
nel mese di agosto, secondo quanto riportato dall'ITALIA. La CROAZIA ha liberato i 700 MHz entro il 12 Novembre 2020, come
da programma, e ha dismesso lo standard DVB-T. Con il lancio del DVB-T2 sono stati attivati nuovi
canali al di sotto dei 694 MHz, come ad esempio l'UHF 23 nella regione D5, l'UHF 22 e 35 in D7 e l'UHF 21 in D9. Molte famiglie croate hanno lamentato problemi di ricezione sia in ISTRIA che DALMAZIA. E' stato richiesto all'ITALIA di spegnere i canali segnalati (21, 22, 23, 27, 28, 29, 33, 34, 35,
39, 41, 43 e 45) lungo la costa adriatica. L'ITALIA ha spiegato
che, come già previsto nella precedente riunione del “good offices”, entrerà in vigore nei prossimi giorni uno speciale decreto per le emittenti locali che rilasceranno in
anticipo i canali Una volta entrato in vigore il Decreto, le emittenti regionali che decidono di partecipare al regime di compensazione avranno 60 giorni di tempo per disattivare le frequenze. Tuttavia la CROAZIA e il rappresentante
della CE, hanno sottolineato che questo è un processo volontario e pertanto non è sicuro che verrà garantito un numero sufficiente di spegnimenti. I potenziali
trasmettitori TV rimanenti saranno disattivati solo a metà del 2022. L'ITALIA
ha dichiarato di essere abbastanza ottimista sul successo del processo e si aspetta una cospicua partecipazione. La CROAZIA ha chiesto all'ITALIA di fornire
informazioni precise sui trasmettitori che verranno
spenti e i relativi canali interessati in modo da valutare l'interferenza. A LIVELLO RADIOFONICO INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE) Per l'interferenza DAB, l'AGCOM svilupperà un piano DAB non appena
sarà firmato l'accordo Adriatico, possibilmente in estate; tutti gli
altri accordi erano già stati siglati (FRANCIA, CITTA' DEL VATICANO e PRINCIPATO DI MONACO, SVIZZERA, AUSTRIA, MALTA).
L'ITALIA utilizzerà solo i diritti GE06 e le risorse aggiuntive
concordate con i paesi vicini e, nel frattempo, verranno applicate
alcune soluzioni provvisorie per ridurre l'emissione verso CROAZIA e
SLOVENIA. Il gruppo Adriatico e Ionico si è riunito il 4 dicembre
2020. Entro il 21 dicembre 2020, i paesi interessati hanno scambiato alcuni dati essenziali con l'obiettivo di effettuare una condivisione
automatica dei blocchi in fascia III. Una matrice di compatibilità e
proposta di nuovo piano è sotto sviluppo. Il prossimo incontro online
dovrebbe avvenire a breve, ma la firma finale è più probabile per
l’estate, visto anche gli effetti domino da analizzare individualmente
nei paesi. Il nuovo progetto di MONTE PORZUS in provincia di Udine, fornito dall'ITALIA è
stato convalidato e accettato dai 2 Paesi balcanici e l'emittente italiana l'ha già
messo in atto sul blocco 7C. Inoltre, a causa di interferenze provenienti dall'UMBRIA, il 17 novembre 2020 l'ITALIA ha chiesto il permesso a CROAZIA e
SLOVENIA di sostituire la frequenza 10A con il blocco 10D in 4 trasmettitori umbri. I 2 Paesi balcanici hanno accettato la proposta e l'emittente italiana attiverà
il blocco 10D a breve. La SLOVENIA ha registrato disturbi sul canale 12C con livelli di interferenza
superiori ai 70 dBuV/m, in base alle segnalazioni inoltrate all'ITALIA a novembre. Anche la CROAZIA ha segnalato lo stesso livello di interferenze dannose sui blocchi 10A, 12A, 12B, 12C e 12D e questo è un grosso problema in vista dell'accensione del DAB commerciale prevista per maggio/giugno 2021. l'Italia dovrà studiare soluzioni per ridurre le
emissioni verso i 2 Paesi balcanici. INTERFERENZE FM L'ITALIA ha riferito che: - sono ancora in corso le discussioni con la FRANCIA per il caso di Bonifacio (CORSICA). - ha studiato la possibile riduzione di potenza dei trasmettitori FM in direzione di MALTA. I risultati
delle misurazioni maltesi sono in fase di analisi e l'ITALIA vorrebbe
avere anche alcune misurazioni nel periodo invernale per capire l'impatto stagionale. - non ci sono stati molti progressi in terra adriatica. Per quanto riguarda il caso giudiziario in cui
un'emittente televisiva italiana si è lamentata di subìre interferenze dalla SLOVENIA su un canale sloveno 88,6 MHz (GE-84), il Paese balcanico ha
ufficialmente confermato che vorrebbe trovare qualsiasi soluzione conforme agli accordi internazionali. Nè la SLOVENIA, nè la CROAZIA
hanno registrato progressi per i casi FM
prioritari. La situazione è ancora in stallo per il ripetitore di MONTE BIOKOVO sugli 89,7 MHz e nessuna
interferenza è stata ancora eliminata nonostante durante gli incontri precedenti sia stato stabilito che i due trasmettitori co-canali FM (l'abruzzese Play Capital e la partenopea Radio Kiss Kiss) devono essere spostati su un’altra frequenza o spenti. Il rappresentante della CE ha
ricordato agli Stati membri di
rispettare gli accordi internazionali, che includono GE84 e le normative
radio, mentre la SLOVENIA ha sottolineato che i regolamenti radio
dell'ITU stabiliscono che qualsiasi frequenza riportata nel registro
principale deve essere presa in considerazione e protetta. CROAZIA e
SLOVENIA hanno chiesto all'ITALIA se i diritti di GE84 saranno rispettati dopo lo sviluppo del piano VHF DAB, ma non è stata garantita alcuna certezza . È stato sottolineato che è necessario
definire un percorso chiaro per risolvere questo problema di lunga
durata, rilevando il rischio di azioni legali. Sulla base della
discussione precedente e sull'esempio della banda VHF, l'incontro ha
considerato l'insieme delle possibili azioni: • l'ITALIA deve
includere nella propria legge interna, analogamente alla banda VHF, che
l'AGCOM definisca un piano per la banda FM esclusivamente basato sui
diritti internazionali italiani; equo e l’ottimizzazione della capacità per ogni paese; • il Piano comporterà il passaggio di alcune emittenti FM alla piattaforma DAB L'Italia indagherà su questa possibile via da seguire e riferirà al prossimo incontro del RSPG. La FRANCIA ha qualche dubbio sulla fattibilità di questo
progetto dal punto di vista amministrativo, dal momento che la location si trova in una zona storica e altre emittenti hanno dovuto traslocare da
questo sito. La situazione sarà valutata dall'editore (gruppo NRJ). MONTE CORBU (nuova localizzazione del sito) per valutare la copertura in
Corsica e il livello di sforamento in SARDEGNA. L'ITALIA ha rifiutato la proposta ad ottobre 2020 e dunque le amministrazioni francesi stanno aspettando la risposta
del gruppo NRJ su quali potrebbero essere i prossimi
passi per le due opzioni. L'ITALIA vuole sapere come si evolverà la situazione. COORDINAMENTO IN VISTA DEL 5G L'ITALIA ha comunicato che il processo di spegnimento
nella banda dei 700 MHz per quanto riguarda i canali UHF 50-53 prosegue in
modo soddisfacente nelle Regioni settentrionali. Il 17 novembre 2020, il
MISE ha pubblicato la roadmap relativa allo spegnimento delle frequenze UHF 50-53 nelle province siciliane di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani La dismissione dev'essere effettuata tra l'1 e il 30 giugno 2021
e la procedura è stata concordata con MALTA. La liberazione dei 700 MHz sarà eseguita entro il 31 dicembre 2021 in FRIULI VENEZIA GIULIA, VENETO, La CROAZIA ha sottolineato che, con i canali UHF 50 e 52 ancora attivi in ITALIA così come gli altri della banda dei 700
MHz, il livello di intensità del campo interferente è compreso tra 60 e
80 dBuV/m. Per questo motivo, c'è preoccupazione per
l'interferenza nella banda uplink dei 700
MHz, soprattutto quando gli Operatori di
telefonia mobile inizieranno la diffusione dopo che le
autorizzazioni saranno concesse a giugno 2021. Per ridurre questi disturbi l'ITALIA potrebbe: • diminuire la potenza del trasmettitore, ad esempio quella delle rimanenti postazioni regionali; • effettuare dei cambi di frequenza, in particolare i canali dal 54 al 60 presentano un rischio inferiore di interferenza alle reti mobili dei 700
MHz (gap centrale e banda downlink) Per quanto riguarda i disturbi ai danni dei mux croati, il RSPG ha deciso che l'ITALIA
dovrà far sapere se
il processo di compensazione consentirà lo spegnimento di tutti i trasmettitori interferenti e, in caso contrario, dovrà proporre soluzioni alternative per risolvere le interferenze. Per quanto riguarda i disturbi sulla banda dei
700 MHz, l'ITALIA dovrà elaborare un piano
per spostare su altre frequenze i ripetitori che utilizzano i canali UHF
50-53. |

