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“Il 2 Dicembre ci fanno chiudere”. E’ l’allarme lanciato da Telejato, la televisione di Partinico, diretta da Pino Maniaci, e che ha legato il suo nome ha molte battaglie contro la mafia del territorio e a tutela dell’ambiente, e, in ultimo, ha sollevato il caso della gestione dei beni sequestrati da parte del Tribunale di Palermo. Con il suo segnale, che solo da poche settimane è visibile da Palermo, disturberebbe le trasmissioni televisive di Malta. «Bisogna procedere con la rottamazione della frequenza UHF 28 che disturba Malta – dice Pino Maniaci – E per puro caso Telejato occupa l'UHF 28. Vorrei tanto capire come può un’emittente che trasmette da monte Bonifato, ad Alcamo, in provincia di Trapani, arrivare fino a Malta». «Tra domani e dopodomani – continua il direttore di Telejato – avremo la certezza sul nostro destino. Al ministero ti dicono: se vuoi rottamare ti diamo i soldi e chiudi, altrimenti ti diamo un canale alternativo. Il problema è che di canali alternativi liberi non ce ne sono, dunque, la scelta di riduce a una soluzione obbligata. Sono quelle famose leggi del ministero delle Telecomunicazioni che continua a prediligere il sistema di duopolio». Un destino che sembra segnato per Telejato, che già altre volte ha rischiato la chiusura, salvandosi anche grazie all’affetto e al supporto dei cittadini e dall’emittente promettono battaglia. «Noi non abbiamo nessuna intenzione di chiudere – conclude Maniaci – siamo disposti ad incatenarci dentro i nostri studi per non farci spegnere gli impianti. Andremo a bussare alla porta di chiunque riesca a spiegarci come mai il ministero delle Telecomunicazioni, che è quello preposto a occuparsi della questione delle frequenze, pensi che un’emittente che trasmette da monte Bonifato bassa, con una potenza di 50 watt, possa arrivare a Malta e disturbare le loro frequenze». Tratto da: http://ilmattinodisicilia.it/15456-lallarme-di-telejato-il-2-dicembre-ci-fanno-chiudere Ore 14.35 - COMUNICATO STAMPA TELEMEC: CESSIONE DI AUTORIZZAZIONI DELLE LCN 11 E 12 DI TELEDUCATO. "Telemec srl cede autorizzazioni per fornitore di servizi di media audiovisivi con associati Lcn 11 e 12 per l'Emilia-Romagna. Trattative riservate previa manifestazione d'interesse entro il 4-12-2015 sulla base del valore di perizia di stima agli atti. Per informazioni: amministrazione@pec.telemec.it. Telemec precisa che garantirà l'adempimento dei contratti già in essere". Tratto da: www.teleducato.it/news/23366/comunicato-stampa-della-societa-telemec-srl
Ore 19.30 - DAL 30 NOVEMBRE ATTIVO NUOVO RIPETITORE PER IL DIGITALE TERRESTRE A SAINT-RHEMY-EN-BOSSES (AO). Da lunedì 30 novembre 2015 verranno attivate le nuove antenne di trasmissione del segnale radiotelevisivo RAI sul nuovo traliccio, mentre quelle ad oggi presenti sulla vecchia postazione verranno spente. Si invitano i residenti e/o chiunque usufruisca del segnale radiotelevisivo in tecnica digitale ad orientare le proprie antenne riceventi in direzione dei nuovi siti, seguendo le indicazioni allegate al presente comunicato. Tratto da: www.regione.vda.it/Innovazione/Piani_infrastrutturazione_digitale_terrestre/nuove_antenne_saint_rhemyenbosses Saranno rinnovate le apparecchiature del mezzo mobile OB VAN OB8 del Centro Televisivo Vaticano, interamente equipaggiato con tecnologia 4K di Sony. ![]() Questa scelta tecnologica si inserisce in un percorso di profondo ammodernamento, che il CTV ha intrapreso da diversi anni, ponendo una sempre maggiore attenzione nei confronti dell’innovazione dei formati, in particolare del 4K (Ultra High Definition). Con il nuovo allestimento l’OB8 si presenterà come un mezzo assolutamente all’avanguardia, completamente attrezzato con tecnologia 4K. Il mezzo sarà infatti equipaggiato con prodotti della nuova generazione di soluzioni di produzione live 4K/HD di Sony. Oltre alle 8 telecamere Sony HDC-4300, dotate di sensori di immagine con risoluzione 4K reale e di ottiche broadcast 2/3 Fujinon per il 4K, avrà in dotazione un server PWS-4400, unità di archiviazione multiporta HD/4K e un mixer 4K MVS-7000X. Sarà quindi in grado di gestire riprese 4K e HDR e offrire un supporto tecnologico dalla produzione all’archiviazione senza precedenti. L’HDR rappresenta una modalità televisiva assolutamente innovativa. Come l’occhio umano riesce a catturare un’ampia dinamica delle immagini, distinguendo elementi di immagine ad alta e bassa luminosità, discriminando i contenuti anche nelle aree ad elevato contrasto, l’HDR ambisce a catturare un numero molto più elevato di informazioni. L’innovazione sta nella messa a punto di sensori ottici/elettrici avanzati, capaci di catturare le immagini in un modo che si avvicina a ciò che vede l’occhio umano come prima d’ora e processare segnali con un elevatissimo numero di campionamenti al fine di riprodurre ogni singolo livello di luminosità e di informazione colore. Questo formato si rivela quindi impattante ed efficace in particolare nelle riprese di eventi dal vivo e di grande portata, quali possono essere quelli ripresi dal Centro Televisivo Vaticano. “Siamo partiti dall’esigenza di rinnovare le infrastrutture mobili e nel contempo allineare la tecnologia agli standard qualitativi dei più avanzati broadcaster internazionali. La produzione di contenuti in 4K e HDR rappresenta quindi un ambito di grande interesse per il Centro Televisivo Vaticano, che punta molto sullo sviluppo di questa nuova tecnologia di produzione”, ha affermato Stefano D’Agostini, Direttore Tecnico del CTV. “Compito del CTV è quello di documentare tutte le attività del Papa e della santa Sede e quindi offrire un servizio, al quale attingono emittenti televisive di tutti i paesi del mondo. Per questo pone la massima attenzione alla qualità e ha l’esigenza di mantenersi aggiornato sulle più moderne e avanzate tecnologie. La capacità dell’HDR di riprendere la realtà come la vedono i nostri occhi è certamente un’opportunità importante per consentire ai fedeli e agli spettatori di tutto il mondo di partecipare agli eventi del Santo Padre in modo ancora più immersivo e coinvolgente.” ha commentato Monsignor Dario E. Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. “Da molti anni Sony collabora con il CTV, che ha raggiunto importanti traguardi tecnologici offrendo produzioni di altissima qualità. Sony è estremamente orgogliosa di aver svolto un ruolo importante nel documentare eventi storici di portata mondiale come in occasione della Beatificazione di Papa Paolo VI e la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, tutte riprese in 4K. La scelta di questo mezzo si rivela particolarmente innovativa e mirata” ha sottolineato Benito Manlio Mari, Country Sales Manager, Media Solution, Sony Professional Europe. Tratto da: www.monitor-radiotv.it/w/?p=7904
Ore 19.30 - ROMA UNO: LETTERE DI LICENZIAMENTO PER TUTTI I DIPENDENTI. Lo comunica in una nota l'Associazione stampa romana: ""Era una lettera attesa visto lo stato pressocchè nullo delle relazioni sindacali e l'assenza di un piano industriale di rilancio". Dopo mesi senza stipendio è arrivato il momento del licenziamento. Per tutti i dipendenti della tv Roma Uno è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo. A comunicarlo è l'Associazione stampa romana: "Era una lettera attesa visto lo stato pressocchè nullo delle relazioni sindacali e l'assenza di un piano industriale di rilancio dell'emittente locale" che, ricorda "fino a due mesi fa, di proprietà di Manlio Cerroni, oggi trasferita nell'intero apparato societario a Fabrizio Coscione". Così ecco che, per una voce dell'informazione che dato voce a Roma negli ultimi 12 anni, si è aperto "il capitolo più difficile e doloroso di un storia lunga dodici anni". Continua l'Associazione stampa romana: "Non solo la nuova proprietà non ha raccolto i segnali di una forte mobilitazione dal basso, della solidarietà del mondo economico, civile, sindacale e politico della Capitale ma procede con determinazione sull'unica cosa che conta: il trasferimento al "sicuro" del segnale di Roma Uno". L'Asr contesta il percorso che ha portato a questa decisione: "I nuovi amministratori non paghi dell'affitto di ramo d'azienda, che era stato fermato dal Ministero dello sviluppo economico, ci riprovano con una cessione di ramo d'azienda in cui viene trasferito il segnale di Roma Uno ad un'altra società sempre di Fabrizio Coscione. Mentre la mano destra cede alla sinistra, la società cui sono legati i lavoratori può - a nostro avviso - tranquillamente fallire". Stampa Romana e Snater promettono battaglia: "Contrastereremo in ogni sede giudiziaria il tentativo di svuotare Roma Uno" scrivono. "Apprezziamo l'intervento della Regione e dell'assessore al lavoro Valente che ieri ha convocato le parti per capire se c'era una possibilità industriale di rilancio. Capiscono l'imbarazzo dell'assessore nell'aver trovato invece sul tavolo la procedura di mobilità. I sindacati sono pronti a tornare a quel tavolo istituzionale a patto che l'azienda cestini la procedura di licenziamento collettivo e riprenda la trattativa sindacale, senza la pistola fumante sul tavolo". “Di male in peggio. Questa notizia ci dà la misura esatta di quanto sta accadendo nel sistema delle tv locali: una drammatica emorragia dei posti di lavoro e una perdita, totale, del pluralismo dell’informazione” dichiarano i segretari generali e gli uffici stampa di Cgil Lazio, Claudio Di Berardino, Cisl Roma, Mario Bertone e Uil Lazio Alberto Civica in una nota. “Un copione già visto, purtroppo, anche per altre emittenti televisive del nostro territorio ma di cui vogliamo scongiurare, in tutti i modi, il finale drammatico. Senza se e senza ma, ci schieriamo dalla parte di questi lavoratori che con passione, dedizione e professionalità si sono messi al servizio dell’informazione e del cittadino, raccontando storie belle e di malaffare, insieme ai drammi, piccoli e grandi, delle cronache quotidiane. Per tutto questo, facciamo un nuovo appello alla Regione e al commissario Tronca, affinché venga avviata una trattativa sindacale seria, e con un unico obiettivo: salvare i lavoratori, e con essi la storia di una televisione che è stata, sin dall’inizio, una voce preziosa nel panorama delle tv locali”. Tratto da: www.romatoday.it/economia/romauno-licenziamenti Ore 08.25 - FERRARA: CHIUDE RETE ALFA, DA 40 ANNI LA RADIO DELLA CITTA'. L'annuncio su Facebook, tra gli altri, di uno giornalisti e speaker radiofonIci, Nicola Franceschini. Alla base della decisione la crisi economica del settore dei media: frequenze cedute al gruppo LatteMiele. FERRARA -. Se ne va un pezzo di storia dei mezzi di comunicazione ferraresi. Chiude, o lo farà a breve, Retealfa, la radio della città che trasmette sulle frequenze 91.2 (Ferrara), 101.2 (provincia), 97.1 (Lidi). E trasmetteva dal lontano 1977 prendendo l’eredità dalle radio pioneristiche di fine anni ’70. ![]() In ballo ci sono infatti i diritti di radiocronaca della squadra cittadina che ha la fetta di pubblico tra le più allettanti dell’intero pacchetto Rete Alfa. Affari editoriali a parte, l’affezionato pubblico della radio cittadina dovrà presto accettare il fatto di non ascoltare più la voce di Nicola Franceschini che non era l’unico a lavorare al progetto radiofonico. Con lui c’erano anche Luciano Sabbatucci e Federico Barioni che lavoravano part-time a Effe Emme Italia. Ma la partita non è ancora chiusa anche se www.retealfa.it dava l’addio ai suoi ascoltatori con un comunicato ufficiale in internet. Dopo quasi quarant’anni di musica, soprattutto hits del momento con un occhio di riguardo al repertorio italiano, e tanti speaker più o meno noti della città che si sono avvicendati ai microfoni, pare proprio che il pubblico estense dovrà accettare il fatto che su quella frequenza Rete Alfa non c’è più. Alla base della scelta, comunque, c’è la grossa crisi economica che costringe il gruppo Telestense a scelte dolorose. La ricerca degli sponsor è diventata infatti sempre più difficile.
Ore 21.30 - RETE A MUX 2: INSERITO IL LOGO DI FIRE TV. UHF 27-33-42-54 RETE A Mux 2 Sul canale FIRE TV (LCN 147), veicolato da RETE A Mux 2, è stato inserito in sovraimpresione in asso a destra il logo di rete. ![]()
Ore 17.10 - MUX 7 GOLD LAZIO / MUX GOLD TV: CAMBIO DI LCN PER OK ITALIA TV 1. UHF 32 Mux 7 GOLD LAZIO UHF 46 Mux GOLD TV Cambio di numerazione LCN per il canale OK ITALIA TV 1, che trasmette la programmazione di OK ITALIA, dalla posizione 147 passa alla LCN 163. Nella regione LAZIO è sintonizzabile nel mux 7 GOLD LAZIO con l'identificativo OK ITALIA TV 1 e nel mux GOLD TV con il nominativo OK ITALIA TV1. ![]() Inoltre nel mux 7 GOLD LAZIO segnaliamo che 7 GOLD MUSICA SUD (LCN 683) non sta più trasmettendo, è a schermo nero. ![]() ![]() ![]() Ore 12.45 - AVVIO DEL DIGITALE RADIOFONICO (DAB+) IN TOSCANA: 24 RADIO LOCALI AERANTI-CORALLO HANNO COSTITUITO DUE SOCIETA’. Sono state costituite, a Firenze, due società consortili, partecipate complessivamente da ventiquattro imprese radiofoniche locali associate AERANTI-CORALLO (concessionarie per le trasmissioni radiofoniche analogiche autorizzate quali fornitori di contenuti per la radiofonia digitale terrestre in ambito locale), per l’esercizio dell’attività di operatore di rete per la radiofonia digitale terrestre (in tecnica dab+) nel territorio corrispondente al bacino delle province di Firenze, Pistoia, Prato, Arezzo e Siena nel quale verrà, a breve, avviata, come deciso dall’Agcom, la nuova tecnologia trasmissiva. Si tratta della società “Toscana Dab”, partecipata da dodici emittenti radiofoniche locali Aeranti-Corallo, e precisamente: Lady Radio-Radio Viola, Radio Bruno, Radio Effe, Radio Etruria, Radio Lady, Radio Margherita, Radio Quattro, Radio Sei Sei, Radio Sieve, Radio Studio Delta, Radio Voce della Speranza Firenze, RDF 102E7. Amministratore unico della società è stata nominata Elena Porta, che è anche coordinatore della Giunta esecutiva AERANTI. E’ stata costituita, inoltre, la società “Radio Digitale Toscana”, anch’essa partecipata da dodici emittenti radiofoniche locali Aeranti-Corallo e, precisamente: Antenna Radio Esse, Controradio, Novaradio, Radio 3 Network, Radio Alleluia. Radio Diffusione Pistoia, Radio Firenze, Radio Incontri Valdichiana, Radio Rosa, Radio Siena, Radio Siena 2, Radio Toscana. Presidente della società è stata nominata Elena Porta e Amministratore delegato Vasco Bonci. Tali società consortili costituite in base alle previsioni normative della delibera Agcom n. 664/09/CONS, chiederanno al Ministero dello Sviluppo economico l’assegnazione dei diritti di uso delle frequenze per operare in tecnica radiofonica digitale terrestre nell’ambito locale del bacino di Firenze, Pistoia, Prato, Arezzo e Siena, diffondendo i programmi delle emittenti consorziate, non appena il Ministero avrà pubblicato il relativo avviso. AERANTI-CORALLO ha già seguito, in precedenza, imprese proprie associate ai fini della costituzione di società consortili per la radiofonia digitale terrestre nei bacini nei quali l’Agcom ha già previsto l’avvio del digitale radiofonico e precisamente in Provincia di Trento, nel Piemonte occidentale (province di Torino e Cuneo) e in Umbria. AERANTI-CORALLO si attiverà, inoltre, nelle prossime settimane affinché imprese proprie associate costituiscano analoghe società consortili in provincia di L’Aquila e in Sardegna (dove, ugualmente, a breve, in base a quanto deliberato dall’Agcom verrà avviato il digitale radiofonico). Commentando la costituzione delle due società consortili toscane, l’avv. Marco Rossignoli, coordinatore AERANTI-CORALLO, ha affermato: “Con la costituzione di queste due società consortili, prosegue l’attività di AERANTI-CORALLO finalizzata a rendere le imprese radiofoniche locali protagoniste anche dei nuovi scenari digitali. Nel contesto delle trasmissioni analogiche – ha proseguito Rossignoli – la radiofonia locale ha oltre 21 milioni di ascolti lordi nel giorno medio (dal Radiomonitor 2014) e in alcune regioni, vi è una radio locale che ha più ascolti delle radio nazionali. La radiofonia locale intende mantenere tale presenza sul mercato anche attraverso le future trasmissioni digitali. E’, comunque, importante – ha concluso Rossignoli – che lo sviluppo della radiofonia digitale sia adeguatamente sostenuto dallo Stato e delle Regioni”. Tratto da: www.aeranticorallo.it/Comunicati-Stampa Ore 11.45 - RETE A MUX 2: RITORNA FIRE TV, ELIMINATA TLC ITALIA. UHF 27-33-42-54 RETE A Mux 2 Novità nel provider RETE A Mux 2, è stato eliminato TLC ITALIA dalla LCN 163, era un duplicato di GOLD TV ITALIA (LCN 128), ed è tornato FIRE TV con la numerazione LCN 147 che al momento trasmette una programmazione commerciale senza nessun logo di rete. FIRE TV, come LINEA ITALIA (LCN 140), è in onda in MPEG-4 H264, pertanto è visibile solo con tv o decoder con sintonizzatori in alta definizione e le trasmissioni di entrambi i canali sono on air solo dalle ore 07.00 alle 24.00, per lasciare spazio nel multiplex alle programmazioni notturne per adulti di Luci Rosse TV 1 (LCN 452) e Luci Rosse TV 2 (LCN 453). ![]() Ore 00.10 - COMUNICATO STAMPA: TELEGRANDA NON DEVE MORIRE. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della SLC CGIL Piemonte in merito alla difficile situazione dell'emittente cuneese TELEGRANDA. ![]()
La tv satellitare lancia a Londra nuovi decoder e interfaccia con la possibilità di vedere i contenuti registrati anche dal tablet e in mobilità. Si parte nel Regno Unito nel 2016. LONDRA - Quando il gioco si fa duro Murdoch non rimane a guardare. A poche settimane dal nuovo assalto europeo di Netflix, sbarcato in Italia lo scorso 22 ottobre, la tv satellitare mostra i muscoli (tecnologici) a Londra. Sul piatto, che verrà servito a inizio 2016 al mercato da 12 milioni di clienti di Regno Unito e Irlanda (in tutta Europa sono 21), il pacchetto SkyQ. Già pronto per il 4K, arriverà in Italia, e Germania in futuro: non c'è ancora una data precisa, ma non se ne parla sicuramente prima del 2017. Il prezzo britannico non è ancora stato comunicato. L'obiettivo del nuovo sforzo lo ha esplicitato chiaramente il direttore dei nuovi prodotti Andrew Olson: «Confermare la centralità dello schermo principale ma non limitarsi allo stesso». In parole povere, potenziare la fruizione classica dei contenuti - quella dal divano del salotto - per accontentare l'utenza più avanzata tecnologicamente (e tentata dai nuovi attori del settore) con maggiore fluidità e personalizzazione. La piattaforma SkyQ A disposizione c’è un nuovo decoder - SkyQ, decisamente più snello di quello attualmente disponibile e in grado di agire anche come hotspot wi-fi se in possesso dell’aggiuntivo Sky Q Hub - collegato alla parabola. Può contenere fino a 2TB di contenuti (due le versioni, una Silver e una base) e può registrare più di quattro canali contemporaneamente. Nel resto dell’abitazione ci si può affidare all’aggiuntivo Sky Q Mini, che fornisce il segnale wireless a un altro schermo. Sui tablet, per un massimo di 2 arrivando a un totale di 5 schermi disponibili, è l’applicazione omonima a consentire di vedere sia i contenuti in diretta o on demand, riprendendo dal punto in cui si è eventualmente messo in pausa dallo schermo televisivo (e viceversa), sia - finalmente - quelli registrati. Lo ha insegnato Amazon: permettendo di passare da un dispositivo all’altro senza perdere “il segno” si regala di fatto più tempo per fruire del contenuto. L’interfaccia Nuova anche l'interfaccia, che porta in dote un rinnovato telecomando touch per ora non ancora in grado di garantire la ricerca vocale che verrà implementata più avanti. Anch'essa all'insegna della fluidità, consente di muoversi rapidamente nel nuovo menù in cui gli aspetti da segnalare sono stanzialmente tre: la sezione My Q, che dà spazio ai contenuti selezionati in base alle precedenti scelte (e qui la pressione di Netflix si è fatta sentire particolarmente). La presenza di applicazioni e contenuti esterni all'ecosistema Sky come Youtube, Vevo, lo streaming di Spotify riproducibile dallo schermo e i servizi streaming di CondeNast, GoPro e altri. E la possibilità di trovare tutto ciò che c'è di disponibile su un determinato titolo in un'unica schermata. Offerta su più livelli Se Netflix è nel mirino per quello che riguarda il dispiegamento tecnologico, il chief marketing officer Stephen Van Rooyen non ha escluso un’eventuale futura presenza dell’app nell’ecosistema Q. Fa quindi capolino la volontà di Sky di proporsi come macro contenitore andando a stipulare accordi, come quelli sopracitati, con i vari editori. Quanto presentato mercoledì sarà dedicato, nella sua totalità, ai clienti più esigenti e con capacità di spesa maggiore (leggi: consistente): è sempre Van Rooyen a sottolineare l’intenzione di creare un’offerta a più livelli in base alle differenti necessità. Da chi si accontenta del tv di casa a chi vuole solo lo streaming passando per chi, appunto, è disposto a rompere il salvadanaio per non farsi mancare niente. Tratto da: www.corriere.it/tecnologia/15_novembre_18/risposta-murdoch-netflix-sky-lancia-piattaforma-skyq Nella Legge di Stabilità 2016 previsto lo stanziamento di un fondo da 276 mila euro destinato alla realizzazione di attività di studio, verifiche tecniche ed interventi in tema di attribuzione di frequenze aggiuntive. Ma il 2020 è dietro l’angolo e noi dobbiamo ancora partire. Qualcosa si muove, anche in Italia, in vista del passaggio alla banda larga mobile dellefrequenze 700 Mhz (i canali dal 49-60), attualmente occupati dalla televisione. Il passaggio dovrebbe avvenire in tutta Europa entro il 2020 (con una previsione di due anni di tolleranza) e l’Italia è in forte ritardo: la Germania, ad esempio, ha già attribuito le frequenze, con un ricavo per lo Stato di circa 1 miliardo di euro, mentre in Francia è appena terminata l’asta con un introito di 2,8 miliardi (300 milioni in più rispetto a quanto preventivato). In un emendamento inserito dal Governo all’articolo 10 della Legge di Stabilità 2016(quello sul Riduzione del canone RAI), viene infatti previsto lo stanziamento di un fondo da276 mila euro annui a decorrere dal prossimo, destinato alla realizzazione di “attività di studio, verifiche tecniche ed interventi in tema di attribuzione di frequenze aggiuntive a specifici servizi, propedeutiche alla liberazione del broadcasting della banda 700 Mhz e per l’armonizzazione internazionale dell’uso dello spettro”. Come verrà utilizzato il fondo – la cui copertura è assicurata mediante riduzione del fondo speciale di accantonamento del Mise – e quali attività andrà a finanziare lo stabilirà un decreto del ministero che sarà emanato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Quello che si sa è che a partire dal prossimo anno si cominceranno ad attuare studi di fattibilità, verifiche tecniche ed esami di compatibilità tra i differenti usi delle frequenze. Qualcosa, seppur molto lentamente, comincia dunque a muoversi. Un primo passo in attesa delle conclusioni della World Radio Conference di Ginevra, in seguito alla quale dovrà essere gestita la fase transitoria nel corso della quale dovranno essere attuate una serie di misure volte ad assicurare l’uso coprimario della banda 700 Mhz tra servizi mobili e televisivi. Durante questa fase, spiega il Governo, si andrà, “da un lato ad armonizzare l’introduzione di nuovi standard di compressione Tv quali il DVBT2 e, dall’altro, a verificare l’impatto della tecnologia sull’evoluzione del mercato televisivo”. A conclusione della WRC potrebbe emergere un’indicazione anche per le frequenze al di sotto dei 700 Mhz, quindi per il resto della banda UHF, strenuamente difesa dai broadcaster (dovrebbe essere preservata per le tv in digitale terrestre fino al 2030) ma altrettanto fortemente bramata dagli operatori telefonici. Gli interessi in ballo sono molto forti, così come sono diverse le difficoltà da superare per garantire un’allocazione armonizzata delle frequenze a livello globale. Il 2020, insomma, è dietro l’angolo e l’Italia ha decine di multplex da sistemare, a differenza di altri paesi che hanno uno spettro molto meno affollato. Se però non si proseguirà col percorso di transizione, accelerando la collaborazione tra le varie istituzioni coinvolte e risolvendo le diverse situazioni in sospeso (come quella delle frequenze interferenti che le tv locali dovranno liberare entro il 1° dicembre), il nostro Paese non potrà neanche sedersi al tavolo di coordinamento delle frequenze. Figuriamoci pensare di riuscire a concludere l’iter di attribuzione delle frequenze alle telco – quello che sta accadendo in queste ore in Francia – in tempo per la scadenza del 2020. Tratto da: www.key4biz.it/frequenze-700mhz-litalia-se-desta-ma-francia-e-germania-corrono Screen Service Broadcasting Technologies di Brescia: dopo 27 anni sembra non esserci più alternativa all'istanza di fallimento. Perdite accertate per 90 milioni. Il concordato preventivo prevedeva poi il passaggio di proprietà, con acquisizione della società da parte della Screen srl, azienda costituita al 40% da 3XCapital – la società del liquidatore di Screen Service, Angelo Rodolfi – e al 60% da Syes. La newco Screen si sarebbe fatta carico anche dei 27 dipendenti rimasti. Invece il destino è grigio come una densa nube. In Tribunale si attende quello che appare come l'unico esito possibile: l'istanza di fallimento. Fondata a Brescia nel 1988, Screen Service fu storica azienda del settore delle telecomunicazioni. Si occupava, anche attraverso le sue controllate, della produzione e commercializzazione di apparati per la trasmissione di segnali televisivi. Nel 2007 la società venne quotata in Borsa, a Piazza Affari; nel 2009 Screen Service completò l'acquisizione di TivuItalia, con la quale ha iniziato la propria trasmissione di segnali televisivi, sul digitale terrestre. Nel 2014 la liquidazione, poi il concordato preventivo solo tentato, ora il fallimento alle porte. Le perdite accertate? Più di 90 milioni di euro. Ore 11.50 - RETE A MUX 1: ELIMINATO IL PALLINO VERDE SU SKY TG24. UHF 32-44 RETE A Mux 1 Su Sky TG24 (LCN 27), veicolato dal mux RETE A Mux 1, non è più presente, giustamente, in sovraimpressione in basso a destra il pallino verde, che serve alla versione satellitare del canale per accedere all'interattività con il decoder Sky. ![]() UHF 47-56 TIMB Mux 1 Il canale ABC (LCN 33), veicolato nel TIMB Mux 1, in alcune fasce orarie trasmette la programmazione di JUWELO, emittente già presente su RETE A Mux 2 con la numerazione LCN 133. ![]()
Ore 22.10 - MUX TELEPACE (LOMBARDIA): MODIFICATE LE NUMERAZIONI LCN DELLE RADIO, #N1 DANCE DIVENTA ONE DANCE. UHF 39 Mux TELEPACE (LOMBARDIA) Nel mux TELEPACE (LOMBARDIA) sono variate le numerazioni automatiche dei 4 canali radiofonici. ![]() RADIONUMBERONE... passa dalla LCN 800 alle 701. ![]() RADIO BERGAMO... passa dal numero 802 al 702. ![]() RADIO MILLENOTE... abbandona la LCN 801 e si riposiziona sul 703. ![]() #N1dance... è stata rinominata One Dance... e passa dalla LCN 803 al numero 705. ![]() Inoltre Parole di Vita... (LCN 601), che in precedenza trasmetteva tutto l'evangelo e per qualche giorno è stato a schermo nero, ora è in onda con la propria programmazione. ![]() Ore 13.10 - MUX CANALE ITALIA (LAZIO): ACCESO A ROMA L'UHF 34 DA MONTE CAVO. Mux CANALE ITALIA (LAZIO) Questa mattina nel LAZIO è stato acceso un nuovo mux del provider CANALE ITALIA sulla ex frequenza di TIVUITALIA, l' UHF 34 dalla postazione di MONTE CAVO - VETTA a Rocca di Papa (ROMA). Questo multiplex, che abbiamo denominato mux CANALE ITALIA (LAZIO), contiene al momento un solo canale, CANALE ITALIA priva di numerazione LCN che trasmette la programmazione di CANALE ITALIA 83. Ricordiamo che nella zona della capitale sono già presenti i due multiplex CANALE ITALIA Mux 1, sull' UHF 39 dal sito di MONTE GENTILE ad Ariccia (Roma), e CANALE ITALIA Mux 2 (C) -NAZIONALE, sull' UHF 22 dall'impianto di GUADAGNOLO - VIA DEL REDENTORE a Capranica Prenestina (Roma). Abbiamo inoltre aggiornato la lista delle TV A ROMA. ![]() ![]() Ore 11.25 - MUX RETE 55: ARRIVA NAPOLI TIVU. UHF 42 Mux RETE 55 Segnaliamo un'altra novità che riguarda il mux RETE 55. Da ieri è stata aggiunta sulla LCN 217 NAPOLI TIVU. ![]() ![]()
Ore 20.15 - MEDIASET MUX 2 / MUX 4: LOGO LISTATO A LUTTO PER RETE 4. UHF 36-46 MEDIASET Mux 2 UHF 49-52 MEDIASET Mux 4 Rete4 (LCN 4 - MEDIASET 4), insieme alla sua versione in alta definizione Rete4 HD (LCN 504 - MEDIASET 2), commemora le vittime degli attentati di Parigi di venerdì scorso listando a lutto il proprio logo di stazione. ![]() ![]() Ore 19.15 - RETE A MUX 2: INIZIATE LE TRASMISSIONI DI WORLDNET CHANNEL. UHF 27-33-42-54 RETE A Mux 2 Il canale WORLDNETCHANNEL (LCN 246), veicolato da RETE A Mux 2, ha iniziato le proprie regolari trasmissioni, non sono più in onda i promo a loop. ![]() Ore 18.20 - MUX STUDIO 1: BARRE COLORE SU WORLDNET CHANNEL. UHF 31-35 Mux STUDIO 1 Nel mux STUDIO 1 il canale WORLDNETCHANNEL (LCN 246) da qualche giorno ha sospeso la programmazione dei promo a loop e sono presenti le barre colore. Nel RETE A Mux 2 invece la programmazione di questa emittente è sempre regolarmente on air. ![]() Ore 10.20 - MUX RETE 55: INIZIATA LA PROGRAMMAZIONE DI BABEL TV. UHF 42 Mux RETE 55 Nel mux RETE 55 sono iniziati i programmi di Babel TV che si posiziona sulla LCN 244. ![]() Ore 09.00 - SOLOPACA (BN): DA OLTRE UN MESE SENZA I CANALI RAI, IL SINDACO SCRIVE UNA LETTERA DI PROTESTA. “Da oltre un mese in paese sono scomparsi i segnali del primo, del secondo e del terzo canale della RAI. Le proteste dei cittadini, a breve distanza dal disastroso evento alluvionale che ha colpito anche Solopaca, sono forti ed innumerevoli”. A denunciarlo in una nota è Antonio Santonastaso, sindaco di Solopaca. “Tenuto conto che l'informazione RAI è servizio pubblico, pagato con i soldi dei contribuenti, - scrive il primo cittadino - ho inviato una lettera di denuncia alla presidente della RAI, al presidente della Commissione di Vigilanza RAI ed al presidente del Consiglio dei Ministri. “E’ a dir poco incredibile – aggiunge – che nell’era del digitale terrestre possa verificarsi un black out di tale portata. La rabbia e l’indignazione dei cittadini solopachesi, già fortemente provati dall’alluvione dell’ottobre scorso, è incontenibile, soprattutto se si considera che più volte è stato annunciato che la legge di stabilità per l’anno 2016 prevederà il pagamento del canone Rai sulla bolletta dell’energia elettrica. Al di là di ogni altra considerazione, è concepibile chiedere il pagamento per un servizio negato? E’ accettabile che nell’anno 2015 vi siano ancora dei comuni i quali, per ragioni a noi ignote, non ricevono il servizio pubblico di informazione? Avremmo voluto evitare – conclude Santonastaso – di fare questo appello, ma il lungo tempo trascorso dall’inizio dell’oscuramento dei canali Rai1, Rai2 e Rai3 ad oggi, in assenza di qualunque informazione in merito al problema e alla sua soluzione, ci ha costretti a rivolgerci a coloro che riteniamo abbiano il potere e il dovere di porre fine a tale incresciosa situazione”. Sei appassionato di tv e radio e vuoi collaborare inviandoci le segnalazioni e le liste della tua zona? Contattaci alla nostra mail info@litaliaindigitale.it e inizia subito a condividere le tue informazioni su L'ITALIA IN DIGITALE.
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Dopo mesi senza stipendio è arrivato il momento del licenziamento. Per tutti i dipendenti della tv Roma Uno è stata aperta la procedura di licenziamento collettivo. 





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