_______________________________________________________________________________________ ARCHIVIO NEWS PIEMONTE OTTOBRE - NOVEMBRE - DICEMBRE 2015
Ore 11.55 - MUX TELECUPOLE: ATTIVATO L'UHF 32 DA CANELLI (AT), ELIMINATA LA LCN A RADIO BECKWITH. UHF 32-42 Mux TELECUPOLE (PIEMONTE) Continuano nel sud della provincia di Asti le attivazioni della frequenza "cerotto" del mux TELECUPOLE (PIEMONTE) sull' UHF 32. Dopo aver acceso qualche mese fa dal sito di VAL VALLERO nel comune di Incisa Scapaccino (AT), l'emittente cuneese ha attivato il suo provider sempre sull' UHF 32 anche dalla postazione di BAUDA - VIA BASSANO a Canelli (AT). Tale sito serve la cittadina spumantiera di Canelli e aree limitrofe compresi i comuni di Santo Stefano Belbo (CN) e Calamandrana (AT). Postazione di BAUDA - VIA BASSANO - Canelli (Asti) Per le foto si ringrazia FEDERICO. Per quanto riguarda la composizione del mux TELECUPOLE (PIEMONTE) rileviamo che RADIO BECKWITH è ora priva di numerazione automatica, in precedenza occupava la LCN 71. ![]() ![]() Ore 11.20 - MUX QUARTARETE: INSERITA AB CHANNEL. UHF 24 Mux QUARTARETE Occupiamoci della sezione PIEMONTE IN DIGITALE dove da qualche giorno nel mux QUARTARETE sulla LCN 216 è stata inserita l'emittente abruzzese AB Channel, identificata Show TV - AB Channel. ![]() In precedenza su questo slot era presente la tv musicale For Music che resta sempre in onda sulla LCN 613 identificata For Music - prove tecniche trasmissione. ![]() ![]()
Il
provvedimento ha causato il licenziamento di 14 dipendenti. La notizia è
stata diffusa ieri con un con un comunicato dall’editore Mauro
Pagliero, che accusa «mancata applicazione delle norme e il mancato
rispetto delle leggi da parte di alcuni pubblici funzionari che ha
spudoratamente privilegiato solo alcune emittenti locali, magari
sponsorizzate dal “politico di turno”, sacrificando gli sforzi e gli
investimenti di molti altri imprenditori indipendenti». E ancora: «Soltanto quattro pubblici funzionari hanno gestito riconoscimenti dei diritti analogici, l’assegnazione delle frequenze e la decisione su chi dovesse avere l’assegnazione delle “migliori” e delle “peggiori” in termini di copertura. In più, sono state arbitrariamente assegnate frequenze non previste dalla competente autorità nel piano nazionale e non assegnabili alle emittenti locali». Gli stessi quattro personaggi «hanno gestito anche la distribuzione degli indennizzi previsti dalla legge per il rilascio delle frequenze». Su questa vicenda, lo stesso Pagliero ha sottoscritto un esposto inviato alla procura generale della Corte dei Conti e un altro finito in procura a Torino e inviato a Roma per competenza territoriale. Oltre a questo, c’è un problema economico. «La mancata erogazione degli indennizzi» previsti «che avrebbero consentito di valutare l’opportunità di rivolgersi a terzi operatori per il noleggio di banda trasmissiva indispensabile per veicolare l’attività di “fornitore di contenuti media audiovisivi” nelle regioni ove è risultata esclusa dalle graduatorie in conseguenza all’assegnazione di frequenze». Sulla questione, interviene anche il sindacato dei giornalisti: «L’Associazione Stampa Subalpina esprime innanzitutto solidarietà ai lavoratori licenziati e sottolinea che la chiusura del gruppo StartUp è l’ennesimo episodio di una crisi che sta falcidiando l’emittenza regionale - dice il segretario Stefano Tallìa -. E rilancia la necessità di una riforma tempestiva della legge regionale sull’editoria. Questo avviene a poco più di tre giorni dall’incontro sul tema in Regione con gli assessori al Lavoro, Attività Produttive e Cultura». Tratto da: www.lastampa.it/2015/12/24/cronaca/chiudono-nove-emittenti-a-casa-dipendenti ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() STOP ALLE TRASMISSIONI DI RETE CANAVESE: IL NATALE TRISTE DELL'INFORMAZIONE LOCALE. Altre quattro emittenti storiche del Piemonte e Valle d’Aosta spariscono dal panorama televisivo locale. Dalla mezzanotte del 31 dicembre Rete Canavese, Editrice 21 Network, Studio Nord, e Rete St Vincent sospendono le loro trasmissioni, e lo stesso sarà per Tele Torino e Aujourd’hui Vallée. Un Natale quindi molto triste per l'informazione locale. Con l'auspicio che la sospensione delle trasmissioni di Rete Canavese sia solo temporanea. «Che a partire dal 2010, la transizione dalla tecnologia televisiva analogica a quella digitale avrebbe privilegiato le emittenti nazionali era chiaro - dice l'editore Mauro Pagliero - era però altrettanto chiaro che il Ministero dello Sviluppo Economico e l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni avrebbero dovuto, secondo criteri pubblici, obiettivi, trasparenti e non discriminatori, garantire a tutte le emittenti locali indipendenti la tutela del loro diritto alla prosecuzione di un'attività avviata tra gli anni '70 e '80. Purtroppo, la mancata applicazione delle norme ed il mancato rispetto delle leggi da parte di alcuni Pubblici Funzionari che agiscono senza controllo e troppo spesso al servizio di pochi, ha spudoratamente privilegiato solo alcune emittenti locali, sacrificando così gli sforzi e gli investimenti di molti altri imprenditori indipendenti». «Se è vero che “la giustizia è lenta ma inesorabile”, è altrettanto vero che noi non siamo più nella condizione di affrontare la gestione di un'attività in perdita. In attesa che, nelle competenti sedi giudiziarie, vengano individuati ed allontanati i soggetti responsabili sia delle violazioni di legge sia degli evidenti abusi del potere loro attribuito dallo Stato, e pur auspicando una celere definizione dei contenziosi in essere, si rende ormai improrogabile una temporanea ma tempestiva sospensione di ogni attività con effetto a partire dalle ore 24 del 31 dicembre». «La notizia della sospensione a fine anno delle trasmissioni di Rete Canavese è diventata ufficiale con il comunicato dell’Editore - dicono dalla redazione di Castellamonte - dell’opportunità o meno di continuare a trasmettere si discute con l’Editore almeno dall’estate dello scorso anno, con alterni stati d’animo e d’umore, ma la volontà dell’Editore è sempre stata quella di resistere fino alla fine (delle possibilità e delle risorse, soprattutto). Ora l’Editore ci ha comunicato che intende sospendere le trasmissioni dalla mezzanotte del dicembre, mettendo fine (almeno per adesso) a quasi 40 anni di una tv che fin dal suo esordio si è votata al servizio del territorio. Ne prendiamo atto, ringraziamo l’Editore per aver fino all’ultimo lottato per scongiurare questa evenienza, e ci prepariamo al futuro da dare a questi quasi quarant’anni di informazione televisiva in Canavese. Perché un futuro comunque glielo vogliamo dare». Parole confermate dal direttore Elso Merlo. «Che il binario sul quale stavamo facendo la nostra strada fosse un binario morto lo abbiamo capito un anno e mezzo fa. Ci siamo guardati negli occhi, tutti, ci siamo detti tutti che sarebbe stato più conveniente per ciascuno di noi scendere e andare ognuno per la sua strada, che almeno così non ci avremo rimesso tempo e denaro, ma l’Editore è stato irremovibile, e non ha voluto mollare. In questi diciotto mesi lo abbiamo visto sputare sangue, bruciare letteralmente nella caldaia della locomotiva tutte le sue risorse, professionali ed economiche. E ci siamo detti che sarebbe stato da codardi mollare, scendere e lasciarlo solo sarebbe stata una vigliaccheria, e siamo andati con lui fino in fondo al nostro binario, con la “schiena diritta”, con la fierezza di chi sa che è una battaglia impari, ma che vale comunque la pena di combatterla. Siamo arrivati in fondo: ora scendiamo dal treno il nostro piano A, ce lo carichiamo sulle spalle, facendo gruppo come sempre, e andiamo per la nostra nuova strada, che sarà ancora Tv, sarà in Canavese e per il Canavese, sarà ancora la Tv del Canavese e della Città Metropolitana della quale fa parte, e sarà la nostra nuova frontiera, la partita che con la stessa fierezza e dignità ci giocheremo. E se (e quando) l’Editore vorrà rimettersi in gioco, il suo posto in squadra c’è, siamo pronti a tornare a giocare anche sul suo terreno di gioco, a condividere ancora le sue battaglie: il suo numero di maglia, il numero 1, non lo diamo a nessuno, lo teniamo per lui». ![]() L'annuncio dell'ultimo TG di RETE CANAVESE. www.facebook.com/TorinoeCanavese.Tv
Ore 12.05 - TELEGRANDA: L'ULTIMO TG ANDRA' IN ONDA IL 18 DICEMBRE. Pubblichiamo un comunicato direttamente dal sito della tv cuneese TELEGRANDA. ![]() Il 18 di dicembre andrà in onda l'ultimo telegiornale di TELEGRANDA poi ci sarà la chiusura dell'emittente. Grazie di cuore a tutti nostri numerosi telespettatori che ci hanno seguito in questi anni.
Ore 15.50 - MUX TELESTAR (PIEMONTE) / MUX TELESTAR (LOMBARDIA): VA VIA ORLER CHANNEL, ARRIVA ARTE MODA. UHF 41 Mux TELESTAR (PIEMONTE) UHF 41 Mux TELESTAR (LOMBARDIA) Nella versione piemontese e lombarda del mux TELESTAR sulla LCN 168, al posto della programmazione di ORLER CHANNEL, è ora on air arte moda. ![]() Ricordiamo che ORLER CHANNEL (ORLER TV) è ora presente nel TIMB mux 2 sulla LCN 75 sul canale identificato TELECAMPIONE. ![]()
Ore 18.40 - MUX TELESTAR (PIEMONTE): ELIMINATA LA NUMERAZIONE A TELECITY 7GOLD AL, CAMBIO DI LCN PER OKITALIA TV1. UHF 41 Mux TELESTAR (PIEMONTE) Aggiorniamo la composizione del mux TELESTAR (PIEMONTE) segnalando che Telecity 7Gold AL è attualmente veicolata senza numerazione automatica. Ricordiamo che quest'ultima emittente in PIEMONTE è sempre veicolata sul numero 10 dei telecomandi dal mux CITY RADIO TV e dalla locale versione del mux TELECITY. ![]() Da alcune settimane OKITALIA TV1 ha cambiato numerazione automatica, è passata dalla LCN 147 alla LCN 163. ![]() ![]()
Ore 00.10 - COMUNICATO STAMPA: TELEGRANDA NON DEVE MORIRE. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della SLC CGIL Piemonte in merito alla difficile situazione dell'emittente cuneese TELEGRANDA. ![]()
Ore 17.45 - ORMAI CERTA LA CHIUSURA DI TELEGRANDA: ADDIO AD UNA TESTATA STORICA DEL TERRITORIO CUNEESE. "Che ci fossero problemi si sapeva, ma la notizia è stata comunque improvvisa: lasceremo in video un messaggio di commiato per tutti gli affezionati telespettatori" ha detto Daniela Bianco. "E'
ufficiale: venerdi' 18 dicembre andrà in onda l'ultimo telegiornale di
TeleGranda, vorrei ringraziare tutti i telespettatori che ci hanno
dimostrato tanto affetto e ringraziare colui che mi ha fatto conoscere
questo mondo a me molto caro, Don Mariano Tallone. 25 anni con
TeleGranda e ora tutto finisce..."E' con queste parole che Mariano Giraudo, regista storico dell'altrettanto storico canale televisivo TeleGranda, annuncia sulla propria pagina facebook la chiusura dello stesso, a seguito della riunione dei dipendenti tenutasi nella giornata di ieri (13 novembre). Si dicono frastornati i 6 dipendenti che, da anni ormai, portavano avanti il canale televisivo con passione e con impegno; che ci fossero dei problemi si sapeva bene, ma la sicurezza era che fossero soltanto "tecnici", legati alle frequenze, strascico del buio periodo in cui nelle case italiane è arrivato il famigerato digitale terrestre. "Non pensavamo proprio si arrivasse a chiudere" dice Daniela Bianco, direttore di Telegranda. "Anzi, negli ultimi tempi avevamo potenziato i servizi del giornale e imbastito importanti progetti per il futuro." "Chiudere significa cancellare una testata storica della provincia di Cuneo, ma specialmente un riferimento diretto per tutto il territorio; di fatto, presto un gran numero di telespettatori saranno orfani di una delle possibilità più importanti di far sentire la propria voce. Telegranda era ben radicata nel territorio e questo è sempre stato motivo di vanto per ciascuno di noi." "Con la chiusura, ovviamente, alla perdita dal punto di vista affettivo si aggiunge quella dal lato socio-economico: di fatto, noi rimaniamo senza lavoro. Siamo intenzionati a lasciare, dopo l'ultimo giorno di messa in onda, un comunicato video di commiato, così che anche più avanti i (sicuramente tanti) nostalgici potranno ricordarsi di quello che è stato." Tratto da: www.targatocn.it/2015/11/14/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/ormai-certa-la-chiusura-di-telegranda-addio-a-una-testata-storica-del-territorio-cuneese
Ore 12.40 - MUX CITY RADIO TV: AGGIORNATA LA GRIGLIA DEI CANALI. UHF 51 Mux CITY RADIO TV Nella sezione PIEMONTE IN DIGITALE aggiorniamo la composizione del mux CITY RADIO TV. Rispetto alla nostra precedente rilevazione, segnaliamo che è stata inserita sulla LCN 611 Telestar Canale 77. ![]() ![]()
Ore 16.10 - MUX TELESUBALPINA: ARRIVA CHIESA TV. UHF 59 Mux TELESUBALPINA Nel mux TELESUBALPINA al numero 195 non è più presente TELENOVA 3, che a sua volta trasmetteva con il logo SPORTACTION, sulla medesima numerazione è ora on air CHIESA TV. ![]() Sulla LCN 298 al posto di Telenova 3, che trasmetteva con il logo di SPORTACTION, è ora on air TELENOVA 4, già presente in questo multiplex sulla LCN 663 con Telenova 4. ![]()
Una situazione ormai al limite dell'accettabile di cui si fa portavoce il presidente dell'Unione dei Comuni della Valle Cervo Maurizio Piatti: «E' ridicolo: i nostri abitanti o acquistano di tasca propria un’antenna satellitare oppure si scordano di vedere i canali Rai. Nonostante questo però, sono obbligati a pagare il canone. Ormai vivere in montagna è un lusso: i servizi sono sempre più ridotti all'osso e tutto a costi esagerati rispetto alla pianura. Vengono tolte le scuole, eliminati gli uffici postali e ci costringono ad utilizzare il metano con costi proibitivi. Ora anche il canone Rai: o si compra una parabola o niente telegiornale. Qui non si rispetta più la Costituzione italiana che prevede che tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti: per noi gente di montagna vivere in questi paesi è sempre più difficile». Vero è che la situazione non è sempre stata così critica. Alcuni anni fa i ripetitori della Rai trasmettevano con il segnale analogico e la ricezione era garantita su tutto il territorio. Da quando si è passati al digitale, i ripetitori non sono stati adeguati e il servizio è svanito: o si acquista una parabola satellitare o niente Rai. «Pagare il canone è vergognoso di per sé, se si aggiunge il fatto che in alcune zone il segnale è assente questo pagamento è illecito e scandaloso - dice il sindaco di Andorno, Davide Crovella -. La Rai dovrebbe rappresentare un servizio pubblico mentre ora è a livello di una televisione commerciale che vive di pubblicità. Agli abitanti di Andorno che non ricevono il segnale consiglio di avvalersi di tutte le strade legali affinchè il servizio venga ripristinato senza essere costretti ad acquistare di tasca propria una parabola». «Potremmo decidere tutti di non pagare il canone come forma di protesta - suggerisce Giancarlo Machetti, sindaco di Quittengo -. Vero è che, quello della Rai è solo uno dei mille problemi del vivere in montagna: scuola, poste, negozi e smaltimento neve. Ci si lamenta, si fanno proteste ma alla fine non si ottiene mai nulla. Personalmente sono molto deluso e sfiduciato». A favore degli abitanti delle Terre Alte giunge una pronuncia del garante del contribuente del Friuli: l’Autorità ha dichiarato infondata la richiesta presentata dalla Rai, andando contro a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate. Tratto da: www.lastampa.it/2015/10/18/edizioni/biella/rai-invisibile-sciopero-del-canone
«Ridateci il
segnale Rai». Anche il Vco deve fare i conti con disagi nella ricezione
del digitale terrestre ed è un problema che si fa sentire in particolare
nel Cusio, anche e soprattutto a Omegna. Tratto da: www.lastampa.it/2015/10/19/edizioni/verbania/cronaca/il-cusio-senza-segnale-rai-il-problema-dura-da-mesiE così come capita sempre più spesso la protesta viaggia sui social network, con la pagina Facebook di «Sei di Omegna se» che raccoglie segnalazioni e lamentele «perché sono centinaia le famiglie che non vedono i canali da mesi» come scrive qualcuno. Un disagio - quello della copertura e della corretta ricezione del segnale - destinato a far discutere ancora di più visto il recente annuncio del governo di voler inserire il canone Rai direttamente nella bolletta della luce. Chi se lo può permettere aggira il problema della mancanza di segnale con il decoder per i canali tv a pagamento e quindi si affida al satellite; chi non può farlo deve arrendersi, con canali all’oscuro e un servizio pubblico non erogato. Interferenze dei telefoni Dal punto di vista tecnico si tratta di problemi legati a interferenze con le frequenze attivate per la connessione Internet ad alta velocità sui telefonini. «La zona del Cusio è una delle più problematiche, lavorando anche in altre parti riscontriamo alcuni problemi tecnici, ma qui ce ne sono di più» dice Enrico Limonta della Radiotecnica Limonta e Piana di Casale Corte Cerro, voce di uno degli operatori del settore presenti sul territorio. «Il segnale che viene rimandato dal ripetitore Rai che si trova sul Mottarone funziona meglio e con meno problema - aggiunge -. Il problema per il quale si verificano zone d’ombre o continue mancanze di segnale a Omegna e nei comuni circostanti è dovuto a guasti che si verificano al ripetitore che si trova ad Egro (frazione di Cesara, ndr), sul quale molto spesso ci sono spegnimenti o problemi a causa del maltempo. È un impianto che è diretto anche verso Pettenasco». «Abbiamo raccolto diverse segnalazioni sulla nostra pagina Facebook, qualcuno ha anche ipotizzato una petizione per risolvere il problema ma non so quanto sia percorribile e che efficacia possa avere» dice Luca Grazioli, uno dei promotori e animatori del gruppo Facebook «Sei di Omegna se». «Sono lamentele condivisibili e anch’io riscontro i problemi ad Omegna - conclude Grazioli - dove abito in via Matteotti (la strada che da piazza Beltrami sale verso Cireggio e lo stadio Liberazione, ndr) che è una zona centrale ad esempio il segnale Rai va e viene in continuazione».
Ore 16.00 - SEGNALE RAI FANTASMA, IN PIEMONTE SCATTA LA PROTESTA: "NON PAGHIAMO PIU' IL CANONE". Petizioni,
scioperi minacciati, rabbia. La Rai che c’è, ma che si vede solo quando
bisogna pagare il canone, ha scatenato la rivolta in Piemonte. Dalle
Alpi cuneesi fino al Val Curone, in provincia di Alessandria, tante le
zone montane e collinari dove il segnale Rai non arriva da anni. E dove,
se non hai la parabola, la tv te la scordi. Tratto da: www.lastampa.it/2015/10/19/edizioni/alessandria/segnale-rai-fantasma-in-piemonte-scatta-la-rivolta-non-paghiamo-pi-il-canoneI primi a ribellarsi sono stati i cuneesi di Pradleves, in Valle Grana, dove in 150 (su 300 abitanti) hanno firmato una petizione per chiedere alla Rai di fare il suo dovere di tv pubblica. Altrimenti il canone non si paga. «Siamo stufi di versare soldi per un servizio inesistente - dice il sindaco Marco Marino -. E ora pretendono anche di farcelo pagare nella bolletta della luce? Dodici dei 15 canali Rai non si vedono, spesso riceviamo a singhiozzo anche Rai Uno, Due e Tre. Sparisce il Tg regionale e non serve nemmeno potenziare le antenne». A Pradleves non vogliono fare gli evasori: ormai il canone 2015 è andato. Per il prossimo si accantoneranno i soldi su un conto corrente bancario: «Pagheremo quando avranno sistemato le cose», giura il sindaco Marino. Ma la sollevazione ha toccato anche San Michele Mondovì, Ceva, Cortemilia. Tutte zone «oscurate», così come altre parti del Piemonte: la Val Curone in provincia di Alessandria, alcune aree del Verbano-Cusio. Più fortunato l’Astigiano, dove la Rai è «fantasma» solo a spot: nel Canellese, ad esempio. Mentre in Valle d’Aosta solo alcune frazioni o case isolate non ricevono il segnale. Hanno rimediato con l’antenna satellitare. Molti sindaci hanno scritto alla Rai, alla Regione, all’Agcom (l’Agenzia per le comunicazioni). Perfino al governo. «Ci considerano cittadini di serie B», lamenta il sindaco di San Michele Mondovì, Domenico Michelotti. E tali si sentono anche gli abitanti della Valle Cervo, nel Biellese. Un’intera vallata dove la Rai, dopo il passaggio al digitale terrestre, non s’è praticamente più vista. Gli anni felici dell’analogico, quando le antenne captavano, sembrano lontanissimi. «Pagare il canone è vergognoso di per sé, se si aggiunge il fatto che in alcune zone il segnale è assente questo pagamento è illecito e scandaloso - dice il sindaco di Andorno, Davide Crovella -. Agli abitanti che non ricevono il segnale consiglio di percorrere tutte le strade legali affinchè il servizio venga ripristinato». «Dovremmo decidere tutti di non pagare il canone per protesta - suggerisce Giancarlo Machetti, sindaco di Quittengo nel Biellese -. Quello della Rai è solo uno dei mille problemi delle Terre Alte: qui ci tagliano le poste, le scuole, i servizi. È ora di finirla e di dare una mano davvero a chi vive nelle zone di montagna».
Ore 12.35 - MUX TELECITY (PIEMONTE): NUOVO LOGO ED IDENTIFICATIVI MODIFICATI PER FIRE TV, OK ITALIA E TELEITALIA. UHF 45 Mux TELECITY (PIEMONTE) A - ALESSANDRIA UHF 45 Mux TELECITY (PIEMONTE) B - TORINO Anche nelle due versioni A e B del mux TELECITY (PIEMONTE) i canali prevalentemente commerciali FIRE TV (LCN 147), OK ITALIA (LCN 170) e TELEITALIA (LCN 225) hanno modificato il proprio logo di rete. A sinistra il nuovo logo, a destra quello precedentemente usato. ![]() ![]() Nella versione TELECITY (PIEMONTE) A - ALESSANDRIA è stata aggiunta sulla LCN 510 Telecity 7Gold HD che trasmette la programmazione dell'omonima emittente in standard definition, già presente sulla LCN 10 con l'identificativo Telecity 7Gold AL-. ![]() ![]()
Ore 12.30 - MUX TELESTAR (PIEMONTE): NUOVO LOGO ED IDENTIFICATIVI MODIFICATI PER FIRE TV, OK ITALIA E TELEITALIA; REINSERITA LA LCN A TELECITY 7GOLD AL. UHF 41 Mux TELESTAR (PIEMONTE) Anche nel mux TELESTAR (PIEMONTE) i tre canali prevalentemente commerciali FIRE TV (LCN 147), OK ITALIA (LCN 170) e TELEITALIA (LCN 225) hanno modificato il proprio logo di rete. A sinistra il nuovo logo, a destra quello precedentemente usato. ![]() ![]() Telecity 7Gold AL, a cui dalla scorsa primavera era stata eliminata la numerazione automatica, torna ad essere presente sulla LCN 10. ![]() E' stata eliminata Telecity 7Gold HD (LCN 510) che trasmetteva la programmazione in standard definition dell'omonima emittente. ![]()
Ore 23.10 - MUX TELECUPOLE (PIEMONTE): ATTIVATO L'UHF 32 DA INCISA (ASTI), AGGIORNATA LA GRIGLIA DEI CANALI. UHF 42 Mux TELECUPOLE (PIEMONTE) Nei giorni scorsi c'è stata un'attivazione di frequenza del mux TELECUPOLE (PIEMONTE) nella zona sud della regione. La frequenza utilizzata è l' UHF 32 dal ripetitore di INCISA SCAPACCINO, località del sud astigiano. L'area servita è il comprensorio di NIZZA MONFERRATO. Tale frequenza in quest'area è (sarebbe) assegnata a RETE 7 PIEMONTE che infatti giungeva in questa zona con il suo segnale irradiato sia dal MONTE RONZONE nell'alessandrino e sia con l'impianto principale torinese del COLLE DELLA MADDALENA. Ora dopo l'attivazione del mux TELECUPOLE in quest'area del sud Piemonte è particolarmente difficoltoso ricevere il provider RETE 7 PIEMONTE, anche se all'interno dei due multiplex sono presenti sia Telecupole e sia RETE 7. Approfittiamo pertanto ad aggiornare la composizione del mux TELECUPOLE (PIEMONTE) da cui è stata eliminata Sestarete2 hi end c (LCN 71). Su tale numerazione è stata ambiguamente inserita un'emittente radiofonica RADIOBECKWITH che era già presente in questo multiplex senza numerazione e con un diverso identificativo RADIO BECKWITH EVANGELICA. ![]() Mentre effettuavamo questa rilevazione Telecupole Music (LCN 271) era a schermo nero. ![]() ![]() Ore 12.00 - MUX QUARTARETE: TERMINA LA PROGRAMMAZIONE DEL CANALE 3D, PROGRAMMAZIONE IN SIMULCAST IN HD CON 4RETE. UHF 24 Mux QUARTARETE Nel mux QUARTARETE il canale in alta definizione 4Rete 3D - prove tecniche trasmissione (LCN 511) ha modificato il proprio identificativo e la sua programmazione. Ora la si sintonizza come 4Rete HD e non trasmette più una sua programmazione, ma quella in HD della tv ammiraglia 4Rete (LCN 11 e 611). Originariamente su questo canale erano in onda anche dei test di un canale 3D, progetto accantonato dalla tv locale piemontese. A tal proposito vi inviatiamo a leggere l'articolo del 2011 proprio sull'introduzione della tecnologia 3D di QUARTARETE. La collaborazione tra Sisvel Technology, Quartarete e CSP ha consentito di avviare in Piemonte le prime trasmissioni televisive in 3D, in chiaro e in soluzione retrocompatibile con il 2D. È stata la prima sperimentazione condotta in Italia e la prima nel mondo fra le emittenti locali. A partire dallo scorso 21 dicembre sono iniziate le prove tecniche in 3D da parte dell’emittente Quartarete. Ora l’emittente torinese sta lavorando e costruendo veri e propri format televisivi in 3D, su specifiche aree tematiche che ben si prestano alle riprese in stereoscopia come, per esempio: luoghi e territori, eventi sportivi e opere teatrali. In occasione del CES di Las Vegas sono state realizzate alcune produzioni che costituiscono un palinsesto composto da 10 puntate di circa 10/12 minuti ciascuna comprensive (ad oggi soltanto un paio ma successivamente tutte) di un commento audio che accompagna le riprese. Il programma si chiama “Las Vegas in 3D” mentre i titoli delle puntate sono: Las Vegas di notte, la Valle del Fuoco, Voci e Personaggi di Las Vegas, il Deserto, il Gran Canyon, Las Vegas vista dal cielo, la Fiera Internazione sulla Consumer Electronics, il Red Rock Canyon, i Matrimoni, la Natura e la Città Vecchia (downtown). Ad oggi, oltre alle puntate su Las Vegas, sono in onda due video su Torino, un’opera teatrale, due incontri di Thai Boxe (uno femminile e uno maschile), il campionato di Moto Cross Acrobatico, la sfilata di Krizia donna, un concerto degli Ottoni, un primo esperimento di pubblicità in 3D e, prossimamente, il Carnevale di Venezia e molto ancora. Ma non è tutto: oltre dieci importanti negozi specializzati di Torino hanno realizzato dei veri e propri 3D corner, dove i visitatori possono godersi le immagini in 3D trasmesse da Quartarete e richiedere, senza oneri economici, di entrare a far parte del panel degli sperimentatori, cui sarà assegnato un decoder che permetterà di fruire dei contenuti in 3D e di interagire con essi. Continua a leggere qui: www.sistemi-integrati.net/articoli/quartarete-in-3d-con-la-tecnologia-di-sisvel-technology ![]() ![]() ![]()
Ore 20.15 - CANELLI (AT): TORNA ON AIR LA STORICA RADIO VEGA. Interessante novità nel settore della radiofonia piemontese. Da qualche giorno ha ripreso la sua attivita RADIO VEGA una storica emittente radiofonica che modula dalla cittadina astigiana di Canelli. RADIO VEGA ha riattivato infatti l'altrettanto storica frequenza FM 88.5 MHz dalla postazione di BRICCO DELLE FORCHE a Loazzolo, piccola località dell'astigiano. Le disgrazie della piccola radio cominciarono nel 2009 quando fu oggetto di un esproprio dell'antenna di trasmissione. Di seguito vi inviatiamo a leggere un articolo proprio del 2009 tratto da zipnews. La storica emittente di Canelli, Radio Vega, nata nel 1975, rischia di chiudere. La colpa è una causa con il Comune di Loazzolo per la mancata concessione di un terreno per collocare l’antenna necessaria per garantire le trasmissioni. L’avvocato Maurizio La Matina, legale di Radio Vega, in una conferenza stampa ha annunciato il rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Loazzolo Giovanni Satragno e di quello attuale Oscar Grea. I due sono accusati il primo di abuso d’ufficio ed il secondo di omissione di atti d’ufficio. Alla richiesta di ottenere dall’amministrazione comunale l’esproprio e la concessione dello spazio, i due sindaci che si sono susseguiti dal 1997 non hanno ottemperato le disposizioni di legge (legge Mammì). Il processo è stato fissato per il 26 ottobre. Secondo l’avvocato Aldo Mirate che tutela gli interessi dei due sindaci le accuse sarebbero infondate, l’esproprio non era un atto dovuto e inoltre c’era la tutela della salute dei cittadini. www.zipnews.it/2009/07/asti-stop-alle-trasmissioni-per-radio-vega A causa della disattivazione della principale frequenza di RADIO VEGA, negli anni successivi la piccola emittente aveva provato a continuare la sua attività modulando sulle sue altre due frequenze, gli 88.3 Mhz da Acqui Terme (AL) e i 91.4 per la zona di Alba (CN). Da tempo pertanto erano stati disattivati anche questi due impianti e la radio aveva cessato definitivamente le sue trasmissioni. Ora con la riattivazione della frequenza principale, che al momento pare modulare con una discreta potenza, RADIO VEGA è tornata in onda nelle provincia di Asti e in buona parte delle zona meridionale del Piemonte. Ore 18.45 - MUX VIDEOGRUPPO PIEMONTE: ARRIVA CASA MIA TV (VIDEONORD), ELIMINATA AZZURRAVIDEONORD. UHF 35 Mux VIDEOGRUPPO PIEMONTE Nella sezione PIEMONTE IN DIGITALE aggiorniamo la composizione del mux VIDEOGRUPPO PIEMONTE. E' stata inserita sulla LCN 174 CASA MIA TV che trasmette VIDEONORD. ![]() Sulla LCN 19 è stata eliminata AZZURRAVIDEONORD che in alcune fasce orarie trasmetteva i programmi di VIDEONORD e in altre quella di AZZURRA TV emittente del Verbano Cusio Ossola. In alcuni orari erano in onda anche i programmi della TV SVIZZERA RSI. Ora AZZURRAVIDEONORD non è più veicolata nelle provincie di Torino, Cuneo ed Asti da nessun provider. I canali SUPERCINEMA1 (LCN 673) e SUPERCINEMA2 (LCN 119) sono sempre in onda con il cartello COMING SOON. ![]() ![]() ![]() |









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provvedimento ha causato il licenziamento di 14 dipendenti. La notizia è
stata diffusa ieri con un con un comunicato dall’editore Mauro
Pagliero, che accusa «mancata applicazione delle norme e il mancato
rispetto delle leggi da parte di alcuni pubblici funzionari che ha
spudoratamente privilegiato solo alcune emittenti locali, magari
sponsorizzate dal “politico di turno”, sacrificando gli sforzi e gli
investimenti di molti altri imprenditori indipendenti». 
















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