_______________________________________________________________________________________ La società ha deciso di "rottamare" il suo multiplex e restituire la frequenza allo Stato. Di seguito vi mostriamo l'ultima composizione del Mux TELE GALILEO che abbiamo rilevato poco prima dello spegnimento della sua frequenza. Inseriamo di seguito un articolo tratto da UMBRIAON. Un altro duro colpo per l’informazione locale, a Terni ed in Umbria. TeleGalileo – storica emittente televisiva del territorio – ha cessato la sua attività. A confermare la notizia, è il patron Franco Allegretti. «Non c’è mercato e le leggi ci colpiscono» «Purtroppo è vero – dice Allegretti – e speriamo di mantenere in vita almeno la radio, anche se non è semplice. Abbiamo spento per restituire allo Stato le frequenze che rivuole indietro ed ottenere almeno un minimo indennizzo. Tenerle era impossibile, per tante ragioni: leggi nazionali e regionali che hanno penalizzato tremendamente il settore, territorio impoverito, assenza di risorse e di sostegni. In pratica non c’è mercato, nonostante invece gli ascolti ci siano, e ci troviamo costretti, come tante altre realtà italiane di informazione locale, ad eccezione di quelle più importanti e strutturate, a gettare la spugna. Considerate che a ‘salvarsi’ in tutto saranno un centinaio». «I territori non hanno saputo difendersi» La questione in sostanza, per Franco Allegretti, è di carattere principalmente economico e legislativo: «A causa della carenza di fondi e di una legislazione che ha finito per schiacciarci, le risorse professionali ed economiche si sono ridotte all’osso con il passare degli anni. Trent’anni fa avevano più ascolti del Tg3 regionale. Poi loro, forti dello Stato, hanno potuto assumere, investire, rigenerarsi. Le piccole realtà no. Va detto pure che i territori non hanno saputo difendere quelle faticose conquiste raggiunte nel corso del tempo». «Ora – prosegue Allegretti – è ‘grasso che cola’ se riusciamo a tenere in vita la radio. Nessuno aiuta e la stessa legge regionale impone di non essere in ritardo neppure di uno stipendio, per accedere ai contributi. Forse chi può accedervi, viste le condizioni richieste, non ne ha neppure bisogno. Andare avanti sarebbe stato impossibile, letteralmente». TeleGalileo nasce ufficialmente nel 1989, come la conosciamo oggi. Nei dieci anni precedenti aveva tenuto banco, in tutta la regione, il binomio ‘UmbriaTv – Galileo’: «Facevamo cose splendide per il tempo, con i due studi a disposizione. Dirette Terni/Perugia, collegamenti, trasmissioni. Era il boom, anche pre-Berlusconi. Poi ci siamo divisi e nell’1989 è nata TeleGalileo, diventata poi un patrimonio della città. In tutto – ricorda Allegretti – abbiamo fatto 42 anni di televisione. Scusate se è poco. Tante persone e professionalità sono cresciute con noi, i ricordi sono davvero belli». La parte televisiva così si ‘azzoppa’, quella radiofonica ancora resiste: «Circa la tv – osserva Franco Allegretti – cercheremo di diffondere contenuti attraverso il web e i social, dove siamo sempre seguiti e apprezzati. Per la radio, invece, nulla è scontato: faremo tutto il possibile. Il lavoro del ‘nucleo storico’ di Galileo è per lo più volontaristico e la preoccuazione è ovviamente per i nostri ragazzi, per chi si spende ogni giorno per informare e dare voce al territorio. In passato avevamo dovuto licenziare alcuni, a malincuore. Di certo c’è che tutto quello che faremo, sarà per mantenere il lavoro di chi oggi è con noi. Per ora restano finché Galileo resta, però è tutto da vedere. Il Ternano, è l’amara e dura realtà, offre sempre di meno». |
