_________________________________________________________________________________________________ Martedì 10 Aprile 2018 AGCOM: AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER L' ADOZIONE DEL NUOVO PIANO NAZIONALE DI ASSEGNAZIONE DELLE FREQUENZE IN DVB-T2. ![]() Entro il mese di Maggio 2018 sarà redatto il Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze (abbreviato in PNAF) che riscriverà totalmente l'attuale assetto delle frequenze TV. Nel frattempo iniziano ad emergere alcune novità ed anticipazioni, che descriviamo di seguito in questo articolo. A partire dal 2022 le frequenze UHF per la TV occuperanno una minore porzione dello spettro frequenziale. In banda UHF saranno a disposizione della TV i canali che vanno dal 21 al 48 ovvero dal MHz 470 a 694; la porzione restante (dall'UHF 49 al 60) sarà destinata esclusivamente allo sviluppo della telefonia 5G. Resta invariato lo spettro della banda VHF composto da 7 canali. Contestualmente a tale riorganizzazione, le emissioni televisive avverranno esclusivamente nella modalità DVB-T2 con la modulazione 256-QAM code rate 2/3. Ogni multiplex avrà a disposizione 40 Mbit/s con un incremento della capacità trasmissiva (rispetto allo standard attuale) del 10%. Le frequenze sono state assegnate di comune accordo con gli stati confinati per risolvere definitivamente l'annoso problema delle interferenze. Ecco una prima bozza di come dovrebbe essere la riorganizzazione frequenziale televisiva dei prossimi anni. Nel nuovo PNAF l'Italia è stata suddivisa in 17 aree tecniche come da mappa: * * CI SARANNO UN TOTALE DI 15 MULTIPLEX * * Sono previsti un totale di 15 multiplex: 1 (in banda VHF) andrà al mux regionale della RAI. 10 saranno assegnati ai provider nazionali (in banda UHF). 4 (in UHF) saranno destinati ai provider locali per ogni area tecnica. La Rai dovrebbe ottenere un totale di 3 multiplex (comprensivo del mux regionalizzato). Mediaset e Persidera dovrebbero vedersi assegnare 3 mux a testa mentre un altro sarà destinato al mux Cairo Due. L'undicesimo multiplex andrà ad un altro provider nazionale (al momento non ancora definito). Di seguito elenchiamo le frequenze VHF che saranno utilizzate dal RAI Mux 1 (regionalizzato) che conterrà oltre alla versione locale del di Rai 3 TGR, anche alcune emittenti locali. Facciamo alcuni esempi: in Piemonte sarà assegnato il VHF 05 mentre la Lombardia utilizzerà il VHF 07, il Lazio il VHF 09 e via di seguito. Considerando che molti utenti non sono provvisti di antenna per ricevere il segnale in terza banda (VHF), questo multiplex utilizzerà una delle 4 frequenze in banda UHF che sul PNAF sono destinate all'emittenza locale. Alcune di queste frequenze le elenchiamo qui sotto: Lombardia UHF 28 dai siti di monte Penice (PV) e Valcava (LC), Piemonte UHF 27 da Torino Eremo. Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia UHF 37. Marche sud, Abruzzo, Puglia, Molise (fascia adriatica) UHF 42. Calabria e Sicilia UHF 28 - 32 - 37 - 42. Sardegna UHF 27 - 41 - 43. Mux REGIONALIZZATO IN VHF VHF 05 - 06 - 07 - 08 - 09 - 10 - 11 Dovrebbe essere assegnato alla RAI per il Mux 1 Elenchiamo di seguito l'ipotesi di come dovrebbero essere assegnate le altre 10 frequenze UHF destinate ai mux nazionali. Come potete vedere dalle cartine, alcuni di essi utilizzeranno un'unica frequenza, altri si appoggeranno su differenti canali in base all'area.
Con l'ausilio di due griglie riepiloghiamo in base alle aree le frequenze VHF - UHF che dovrebbero essere assegnate. Come detto le emittenti locali si avvarranno di n°4 frequenze per ogni area tecnica. Per venire incontro all'utenza che risiede nelle zone sprovviste delle antenne VHF di 3° banda, uno di questi 4 canali (in UHF) sarà destinato alla trasmissione del RAI Mux 1 che a sua volta trasporterà anche alcune emittenti locali (sarà redatta una graduatoria).
Nella tabella in basso schematizziamo la totalità delle frequenze che dovrebbero essere assegnate, suddivise per le 17 aree. Con le lettere N1 - N2 - N3, ecc. indichiamo i 10 mux nazionali denominati NAZIONALE 1 - NAZIONALE 2 - NAZIONALE 3, ecc. Con le lettere L1 - L2 - L3 - L4 indichiamo i 4 mux locali denominati LOCALE 1 - LOCALE 2 - LOCALE 3 - LOCALE 4. Facciamo un ulteriore esempio: Milano che fa parte dell'AREA 3 utilizzerà le frequenze elencate nella terza riga dello schema. Per Torino occorre consultare la riga AREA 1, per Roma la riga AREA 12, per Napoli la 13 e via di seguito.Facendo ancora rifermimento al capoluogo lombardo, i 4 mux locali avranno assegnate le frequenze UHF 21 - 22 - 28 - 34. Nella seconda tabella riepiloghiamo le frequenze VHF del mux regionalizzato della RAI che denominiamo NAZIONALE 11 . Come detto esso utilizzerà in alcune aree, anche frequenze aggiuntive in banda UHF che in gergo tecnico si chiamano "cerotto" che al momento non inseriamo in questa griglia (saremo più precisi in un prossimo articolo). Analizziamo ora le tempistiche della transizione al DVB-T2 e alla liberazione delle frequenze. In alcune aree i canali dall'UHF 50 al 52 vanno liberati con maggiore sollecitudine e saranno sostituiti con altre risorse temporanee (UHF 58 e altri) utilizzate solo per il periodo di transizione. La prima area comprende la Liguria, la Toscana e il Lazio tirrenico e le province di Oristano e Sassari; la seconda quasi tutta la Lombardia, il Piemonte settentrionale, la provincia di Piacenza e una parte dell’Alto Adige. La quarta comprende buona parte della Sicilia e le province di Reggio di Calabria e Catanzaro. La restante è formata dal resto d’Italia, in cui questa misura temporanea non si applica. Si inizierà da gennaio 2020 e ci sarà la prima parte della transizione che avverrà per aree geografiche; le operazioni si concluderanno alla fine del 2022. Restituiranno le frequenze prima gli operatori locali, il concessionario pubblico RAI e gli operatori di rete sui canali dal 50 al 52. La seconda parte della rottamazione sarà invece per tutti gli altri. |



