Venerdì 14 Gennaio 2022

ROTTAMATO E SPENTO DEFINITIVAMENTE IL MUX SOVERATO UNO NOTIZIE.

Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ITALIA.
 
Per la banda VHF è previsto a breve un nuovo incontro del gruppo Adriatico e Ionio ed ITALIA, SLOVENIA
e CROAZIA hanno spiegato che manca poco per la firma dell’accordo.
I Paesi adriatici hanno verificato le conseguenze con altri Stati confinanti e resta da risolvere solo un caso
per mancata corrispondenza tra il Piano Adriatico e.
 
L’AGCOM di conseguenza sarebbe in grado di sviluppare un piano per la banda VHF rispettando i diritti
internazionali dei Paesi confinanti all’ITALIA.
 
Nel frattempo sono state discusse alcune misure per garantire il funzionamento del DAB+ senza
interferenze sui canali gestiti dalla SLOVENIA ed in quelli utilizzati per il lancio di operazioni
commerciali in CROAZIA dal 16 Novembre.
 
La SLOVENIA ha registrato ancora qualche disturbo, nonostante lo spostamento di alcuni trasmettitori
italiani dal blocco 12C al 7C, dunque sarebbe necessario il trasloco temporaneo di ulteriori ripetitori sul 7C.
Tutti i dettagli sono stati inoltrati all’ITALIA che verificherà quali saranno i trasmettitori da riconvertire
sulla nuova frequenza e fornirà al più presto possibile i risultati di tale analisi.
 
Contemporaneamente l’ITALIA si è impegnata a spostare il blocco 10A sul 10D in UMBRIA e sta verificando
se la modifica è stata efficace.
 
Ad inizio Ottobre la CROAZIA ha concesso le licenze sulle frequenze 10C e 11A, 11D. Su questi canali
non risultano interferenze ed è importante matenere la situazione inalterata in futuro.
Per le altre frequenze, secondo i risultati delle misurazioni preliminari della CROAZIA, risultano ancora attivi
numerosi trasmettitori italiani non coordinati sui blocchi 10A, 12A, 12B, 12C e 12D (Mux DAB+RAI).
 
Per le interferenze FM, nessun progresso è stato compiuto con SLOVENIA e CROAZIA neanche per i casi
prioritari identificati da questi 2 Paesi.
In particolare la CROAZIA ha affermato che non sono stati affrontati i casi prioritari 5 anni dopo
averli individuati, compreso quello principale di BIOKOVO, mentre la SLOVENIA ha ricordato di aver
presentato misurazioni complete di disturbi FM 18 anni fa (oltre 100 segnalazioni di interferenze dannose).
 
L’ ITALIA ha dichiarato che a breve progredirà sui casi prioritari.
 
Sono state discusse le potenziali soluzioni a medio termine:
 
garantire che l’AGCOM definisca un piano solo per la banda FM sulla base dei propri diritti internazionali;
 
possibilità di spostare un numero adeguato di programmi FM verso la piattaforma DAB, che dunque
dovrà avere capacità sufficiente, considerato l’elevato numero di emittenti FM attuali.
 
L’ ITALIA è obbligata per legge ad autorizzare nuove trasmissioni solo sui canali dove ha diritti internazionali,
in modo da non disturbare la CROAZIA. Inoltre deve rispettare i regolamenti ITU, gestire ed utilizzare lo
spettro radio in modo efficiente ed evitare interferenze dannose transfrontaliere in conformità con il
nuovo CECE (Codice europeo delle comunicazioni elettroniche).
Una legge in discussione al Parlamento italiano permetterebbe al Ministero di intraprendere azioni
utili a migliorare l’uso della frequenza, in particolare per eliminare le interferenze transfrontaliere.
 
Solo con queste garanzie, SLOVENIA e CROAZIA saranno sicure di negoziare un piano FM basato su un
funzionamento privo di interferenze e sul principio dell’accesso equo.
 
Per quanto riguarda MALTA, la situazione è in stallo. I risultati delle misurazioni estive inviati all’ITALIA
dovrebbero permettere una corretta analisi delle stazioni interferenti da parte dell’ITALIA.
 
Con la FRANCIA è in atto una discussione per risolvere un’interferenza che riguarda il canale radiofonico
francese Radio Nostalgie. L’ ITALIA ha suggerito di attivare i 107.8 MHz, considerando l’attuale posizione
dell’emittente ed il trasloco sul MONTE CORBU a Bonifacio (CORSICA). La proposta italiana è stata declinata,
in quanto i 107.8 MHz sono già utilizzati nella vicina località di Porto-Vecchio ed inoltre la FRANCIA ha affermato
di aver misurato a Bonifacio un livello di interferenza fino a 80 dBµV/m sui 107.9 MHz provenienti dalla SARDEGNA.
L’ITALIA verificherà l’uso di questa frequenza che non era incluso nel suo studio.
 
L’ ITALIA ha spiegato le difficoltà da affrontare con il passaggio al DVB-T2 HEVC per garantire l’acquisto
di televisori da parte della popolazione. Troppe famiglie non sono ancora attrezzate per questa codifica,
nonostante l’esistenza di un “bonus” di 100 € stanziato dal governo italiano per l’acquisto di un nuovo televisore,
indipendentemente dal reddito ed in cambio di un’apparecchiatura incompatibile al DVB-T2 HEVC.
Il passaggio alla nuova codifica è stato posticipato al 2023 con una transizione intermedia all’MPEG-4.
 
L’ ITALIA ha annunciato che il riassetto televisivo avverrà nelle regioni adriatiche settentrionali
dal 3 Gennaio al 15 Marzo 2022, mentre in quelle del Centro-Sud dall’1 Marzo al 15 Maggio 2022.
 
La CROAZIA ha già ricevuto un reclamo da un operatore mobile nel blocco 703-713 MHz e
comunicato alla riunione di Settembre di non aver notato nessun miglioramento in base ai
risultati delle misurazioni preliminari effettuate sulle frequenze 470 – 694 MHz e sui 700 MHz nel periodo
Giugno – Settembre. Sono stati eseguiti dei rilevamenti sui 4 canali dell’intera banda uplink 703-733 MHz,
così come ulteriori misurazioni a Ottobre/Novembre su alcuni punti di prova. I risultati sono difficili da
confrontare con quelli precedenti per le diverse configurazioni di rilevamento.
 
L’ ITALIA ha descritto la nuova situazione sulle frequenze UHF 50 – 53:
 
UHF 50: tutti i trasmettitori high power high tower italiani sono stati riconvertiti su una frequenza
sotto i 700 MHz prima del 7 Ottobre 2021. Secondo le misurazioni croate, la situazione è migliorata,
anche se risulta qualche interferenza residua (fino a 54 dBµV/m).
L’ ITALIA ha confermato che alcuni ripetitori di potenza inferiore sono ancora attivi su questo canale;
 
UHF 51: SAN MARINO ha disattivato la frequenza il 29 Ottobre (sia nel proprio territorio che in quello italiano).
La CROAZIA ha notato dei miglioramenti, malgrado la persistenza di qualche disturbo. L’ ITALIA ha risposto che
non ci sono più trasmettitori accesi su questo canale.
 
UHF 52: era previsto un trasferimento temporaneo su una frequenza più alta, ma non è stato possibile.
La CROAZIA ha riscontrato un livello di disturbo superiore a 60 dBµV/m;
 
UHF 53: questa frequenza è ora completamente spenta, compresa la precedente fonte d’interferenza
residua individuata dal Paese balcanico.
 
L’ ITALIA deve mostrare l’elenco dei trasmettitori disattivati (con parametri tecnici in formato ITU),
così come i restanti ripetitori in funzione nell’area di coordinamento, per permettere alla CROAZIA
di analizzare meglio la fonte del rimanente disturbo.
 
La CROAZIA ha ricordato che, secondo il punto 3.2 dell’opinione RSPG, tutti i segnali TV italiani presenti
sui canali 50, 51, 52 e 53 dovevano essere disattivati nell’area di coordinamento entro il 15 Agosto 2021.
Pertanto, è intollerabile per il Paese balcanico attendere lo spegnimento dell’UHF 52 fino a Maggio 2022,
in quanto l’interferenza su questa frequenza coinvolgerebbe 2 operatori (5 MHz nel blocco 713-723 MHz
e 3 MHz nel blocco 723-733 MHz) fino alla data del rilascio.
 
I partecipanti della riunione hanno discusso il motivo per il quale l’operatore di rete italiano ha rifiutato
il trasloco su una frequenza temporanea superiore: mancanza di offerta per i combinatori a causa
del SARS Cov 2.
I dubbi nascono dal fatto che nello stesso periodo molti Paesi stanno effettuando la transizione senza
difficoltà. Non è chiaro se i combinatori avessero dovuto subire modifiche se il canale temporaneo
è sufficientemente vicino (es. UHF 57).
 
L’emittente italiana potrebbe rifiutare di cambiare 2 volte la frequenza a causa di costi aggiuntivi
(come quello del personale), ma per la CROAZIA sarebbe un limite per l’attivazione del 5G sui 700 MHz.
L’ ITALIA cercherà di risolvere il problema ed il RSPG ha suggerito che sarebbe consigliabile un cambio di
frequenza almeno sui ripetitori high power high tower per l’operatore di rete attualmente attivo sull’ UHF 52.
 
L’ ITALIA ha dichiarato che la frequenza 52 è assegnata di diritto in base agli accordi di Ginevra 2006
fino a Giugno 2022 e che il calendario è stato concordato con le emittenti, in anticipo rispetto a tale scadenza,
proprio per accontentare le esigenze internazionali.
 
La CROAZIA ha replicato che tutti i propri canali elencati nell’opinione RSPG devono essere immediatamente
liberati dall’ITALIA.
 
L’ ITALIA ha indicato di aver spostato su frequenze temporanee alternative alcune emittenti che disturbavano
la CROAZIA sulla banda 470-694 MHz e di aver lanciato una 3° finestra per il rilascio volontario
(dopo quelle di Maggio 2020 e Marzo 2021). Le emittenti locali avevano 30 giorni di tempo, dalla data di
pubblicazione, per spegnere e chiedere un indennizzo anticipato, dimostrando di aver effettivamente
disattivato il proprio segnale.
Un discreto numero di canali ha partecipato alla procedura, ma quasi nessuno nell’area adriatica, pertanto
la CROAZIA non ha notato miglioramenti significativi e ha sottolineato che questo disturbo di lunga durata
dev’essere risolto al più presto possibile.
 
L’ ITALIA ha evidenziato le potenziali difficoltà:
 
costi di riconfigurazione;
 
necessità di nuove attrezzature per le emittenti;
 
diversi canali diventeranno semplici fornitori di contenuti alla fine dello switch-off.
 
Inoltre ha ricordato che, con il diritto nazionale esistente, i Tribunali Amministrativi Regionali danno
spesso ragione ai canali che rifiutano il cambio frequenza. La Commissione ha risposto che sarebbe stato
vantaggioso il pagamento anticipato di un indennizzo che comunque verrebbe corrisposto al termine ultimo.
Secondo la CROAZIA, l’ITALIA non ha garantito un incentivo sufficiente in rapporto alle interferenze causate
dalle proprie emittenti. La Commissione si è rammaricata del fatto che non potrebbe essere fornito un ulteriore
indennizzo, in quanto l’ITALIA ha già avuto difficoltà a reperire dei fondi in un tempo limitato.
 
Il RSPG ha ringraziato l’ITALIA:
 
sia per i progressi sulle frequenze UHF 50, 51 e 53, anche se lo spostamento dello switch-off a Marzo/Maggio
2022 peggiorerebbe la situazione soprattutto per il canale 52;
 
sia per la nuova possibilità di rottamazione spontanea dei canali locali.
Tuttavia sarebbe necessario trovare frequenze alternative per i restanti trasmettitori interferenti.
 
L’ ITALIA ha registrato a sorpresa dei progressi con il NORD AFRICA e nello specifico con TUNISIA e LIBIA
per quanto riguarda il coordinamento transfrontraliero. I 3 Paesi hanno tenuto un incontro a Giugno con MALTA.
La TUNISIA ha comunicato di aver già liberato i 700 MHz dalle proprie trasmissioni tv, mentre la LIBIA ha
confermato l’utilizzo di queste frequenze per i servizi mobili, ma la tempistica è incerta.
MALTA ed ITALIA non prevedono difficoltà nemmeno per il piano di radiodiffusione sotto i 694 MHz.
Inoltre fra il 24 e il 28 Gennaio ci sarà la possibilità di affrontare eventuali problemi sulle frequenze
transfrontaliere con i 2 Stati nord-africani durante un incontro organizzato dall’ITU sull’ottimizzazione del
piano GE84.
Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ITALIA.
 
Per la banda VHF è previsto a breve un nuovo incontro del gruppo Adriatico e Ionio ed ITALIA, SLOVENIA
e CROAZIA hanno spiegato che manca poco per la firma dell’accordo.
I Paesi adriatici hanno verificato le conseguenze con altri Stati confinanti e resta da risolvere solo un caso
per mancata corrispondenza tra il Piano Adriatico e.
 
L’AGCOM di conseguenza sarebbe in grado di sviluppare un piano per la banda VHF rispettando i diritti
internazionali dei Paesi confinanti all’ITALIA.
 
Nel frattempo sono state discusse alcune misure per garantire il funzionamento del DAB+ senza
interferenze sui canali gestiti dalla SLOVENIA ed in quelli utilizzati per il lancio di operazioni
commerciali in CROAZIA dal 16 Novembre.
 
La SLOVENIA ha registrato ancora qualche disturbo, nonostante lo spostamento di alcuni trasmettitori
italiani dal blocco 12C al 7C, dunque sarebbe necessario il trasloco temporaneo di ulteriori ripetitori sul 7C.
Tutti i dettagli sono stati inoltrati all’ITALIA che verificherà quali saranno i trasmettitori da riconvertire
sulla nuova frequenza e fornirà al più presto possibile i risultati di tale analisi.
 
Contemporaneamente l’ITALIA si è impegnata a spostare il blocco 10A sul 10D in UMBRIA e sta verificando
se la modifica è stata efficace.
 
Ad inizio Ottobre la CROAZIA ha concesso le licenze sulle frequenze 10C e 11A, 11D. Su questi canali
non risultano interferenze ed è importante matenere la situazione inalterata in futuro.
Per le altre frequenze, secondo i risultati delle misurazioni preliminari della CROAZIA, risultano ancora attivi
numerosi trasmettitori italiani non coordinati sui blocchi 10A, 12A, 12B, 12C e 12D (Mux DAB+RAI).
 
Per le interferenze FM, nessun progresso è stato compiuto con SLOVENIA e CROAZIA neanche per i casi
prioritari identificati da questi 2 Paesi.
In particolare la CROAZIA ha affermato che non sono stati affrontati i casi prioritari 5 anni dopo
averli individuati, compreso quello principale di BIOKOVO, mentre la SLOVENIA ha ricordato di aver
presentato misurazioni complete di disturbi FM 18 anni fa (oltre 100 segnalazioni di interferenze dannose).
 
L’ ITALIA ha dichiarato che a breve progredirà sui casi prioritari.
 
Sono state discusse le potenziali soluzioni a medio termine:
 
garantire che l’AGCOM definisca un piano solo per la banda FM sulla base dei propri diritti internazionali;
 
possibilità di spostare un numero adeguato di programmi FM verso la piattaforma DAB, che dunque
dovrà avere capacità sufficiente, considerato l’elevato numero di emittenti FM attuali.
 
L’ ITALIA è obbligata per legge ad autorizzare nuove trasmissioni solo sui canali dove ha diritti internazionali,
in modo da non disturbare la CROAZIA. Inoltre deve rispettare i regolamenti ITU, gestire ed utilizzare lo
spettro radio in modo efficiente ed evitare interferenze dannose transfrontaliere in conformità con il
nuovo CECE (Codice europeo delle comunicazioni elettroniche).
Una legge in discussione al Parlamento italiano permetterebbe al Ministero di intraprendere azioni
utili a migliorare l’uso della frequenza, in particolare per eliminare le interferenze transfrontaliere.
 
Solo con queste garanzie, SLOVENIA e CROAZIA saranno sicure di negoziare un piano FM basato su un
funzionamento privo di interferenze e sul principio dell’accesso equo.
 
Per quanto riguarda MALTA, la situazione è in stallo. I risultati delle misurazioni estive inviati all’ITALIA
dovrebbero permettere una corretta analisi delle stazioni interferenti da parte dell’ITALIA.
 
Con la FRANCIA è in atto una discussione per risolvere un’interferenza che riguarda il canale radiofonico
francese Radio Nostalgie. L’ ITALIA ha suggerito di attivare i 107.8 MHz, considerando l’attuale posizione
dell’emittente ed il trasloco sul MONTE CORBU a Bonifacio (CORSICA). La proposta italiana è stata declinata,
in quanto i 107.8 MHz sono già utilizzati nella vicina località di Porto-Vecchio ed inoltre la FRANCIA ha affermato
di aver misurato a Bonifacio un livello di interferenza fino a 80 dBµV/m sui 107.9 MHz provenienti dalla SARDEGNA.
L’ITALIA verificherà l’uso di questa frequenza che non era incluso nel suo studio.
 
L’ ITALIA ha spiegato le difficoltà da affrontare con il passaggio al DVB-T2 HEVC per garantire l’acquisto
di televisori da parte della popolazione. Troppe famiglie non sono ancora attrezzate per questa codifica,
nonostante l’esistenza di un “bonus” di 100 € stanziato dal governo italiano per l’acquisto di un nuovo televisore,
indipendentemente dal reddito ed in cambio di un’apparecchiatura incompatibile al DVB-T2 HEVC.
Il passaggio alla nuova codifica è stato posticipato al 2023 con una transizione intermedia all’MPEG-4.
 
L’ ITALIA ha annunciato che il riassetto televisivo avverrà nelle regioni adriatiche settentrionali
dal 3 Gennaio al 15 Marzo 2022, mentre in quelle del Centro-Sud dall’1 Marzo al 15 Maggio 2022.
 
La CROAZIA ha già ricevuto un reclamo da un operatore mobile nel blocco 703-713 MHz e
comunicato alla riunione di Settembre di non aver notato nessun miglioramento in base ai
risultati delle misurazioni preliminari effettuate sulle frequenze 470 – 694 MHz e sui 700 MHz nel periodo
Giugno – Settembre. Sono stati eseguiti dei rilevamenti sui 4 canali dell’intera banda uplink 703-733 MHz,
così come ulteriori misurazioni a Ottobre/Novembre su alcuni punti di prova. I risultati sono difficili da
confrontare con quelli precedenti per le diverse configurazioni di rilevamento.
 
L’ ITALIA ha descritto la nuova situazione sulle frequenze UHF 50 – 53:
 
UHF 50: tutti i trasmettitori high power high tower italiani sono stati riconvertiti su una frequenza
sotto i 700 MHz prima del 7 Ottobre 2021. Secondo le misurazioni croate, la situazione è migliorata,
anche se risulta qualche interferenza residua (fino a 54 dBµV/m).
L’ ITALIA ha confermato che alcuni ripetitori di potenza inferiore sono ancora attivi su questo canale;
 
UHF 51: SAN MARINO ha disattivato la frequenza il 29 Ottobre (sia nel proprio territorio che in quello italiano).
La CROAZIA ha notato dei miglioramenti, malgrado la persistenza di qualche disturbo. L’ ITALIA ha risposto che
non ci sono più trasmettitori accesi su questo canale.
 
UHF 52: era previsto un trasferimento temporaneo su una frequenza più alta, ma non è stato possibile.
La CROAZIA ha riscontrato un livello di disturbo superiore a 60 dBµV/m;
 
UHF 53: questa frequenza è ora completamente spenta, compresa la precedente fonte d’interferenza
residua individuata dal Paese balcanico.
 
L’ ITALIA deve mostrare l’elenco dei trasmettitori disattivati (con parametri tecnici in formato ITU),
così come i restanti ripetitori in funzione nell’area di coordinamento, per permettere alla CROAZIA
di analizzare meglio la fonte del rimanente disturbo.
 
La CROAZIA ha ricordato che, secondo il punto 3.2 dell’opinione RSPG, tutti i segnali TV italiani presenti
sui canali 50, 51, 52 e 53 dovevano essere disattivati nell’area di coordinamento entro il 15 Agosto 2021.
Pertanto, è intollerabile per il Paese balcanico attendere lo spegnimento dell’UHF 52 fino a Maggio 2022,
in quanto l’interferenza su questa frequenza coinvolgerebbe 2 operatori (5 MHz nel blocco 713-723 MHz
e 3 MHz nel blocco 723-733 MHz) fino alla data del rilascio.
 
I partecipanti della riunione hanno discusso il motivo per il quale l’operatore di rete italiano ha rifiutato
il trasloco su una frequenza temporanea superiore: mancanza di offerta per i combinatori a causa
del SARS Cov 2.
I dubbi nascono dal fatto che nello stesso periodo molti Paesi stanno effettuando la transizione senza
difficoltà. Non è chiaro se i combinatori avessero dovuto subire modifiche se il canale temporaneo
è sufficientemente vicino (es. UHF 57).
 
L’emittente italiana potrebbe rifiutare di cambiare 2 volte la frequenza a causa di costi aggiuntivi
(come quello del personale), ma per la CROAZIA sarebbe un limite per l’attivazione del 5G sui 700 MHz.
L’ ITALIA cercherà di risolvere il problema ed il RSPG ha suggerito che sarebbe consigliabile un cambio di
frequenza almeno sui ripetitori high power high tower per l’operatore di rete attualmente attivo sull’ UHF 52.
 
L’ ITALIA ha dichiarato che la frequenza 52 è assegnata di diritto in base agli accordi di Ginevra 2006
fino a Giugno 2022 e che il calendario è stato concordato con le emittenti, in anticipo rispetto a tale scadenza,
proprio per accontentare le esigenze internazionali.
 
La CROAZIA ha replicato che tutti i propri canali elencati nell’opinione RSPG devono essere immediatamente
liberati dall’ITALIA.
 
L’ ITALIA ha indicato di aver spostato su frequenze temporanee alternative alcune emittenti che disturbavano
la CROAZIA sulla banda 470-694 MHz e di aver lanciato una 3° finestra per il rilascio volontario
(dopo quelle di Maggio 2020 e Marzo 2021). Le emittenti locali avevano 30 giorni di tempo, dalla data di
pubblicazione, per spegnere e chiedere un indennizzo anticipato, dimostrando di aver effettivamente
disattivato il proprio segnale.
Un discreto numero di canali ha partecipato alla procedura, ma quasi nessuno nell’area adriatica, pertanto
la CROAZIA non ha notato miglioramenti significativi e ha sottolineato che questo disturbo di lunga durata
dev’essere risolto al più presto possibile.
 
L’ ITALIA ha evidenziato le potenziali difficoltà:
 
costi di riconfigurazione;
 
necessità di nuove attrezzature per le emittenti;
 
diversi canali diventeranno semplici fornitori di contenuti alla fine dello switch-off.
 
Inoltre ha ricordato che, con il diritto nazionale esistente, i Tribunali Amministrativi Regionali danno
spesso ragione ai canali che rifiutano il cambio frequenza. La Commissione ha risposto che sarebbe stato
vantaggioso il pagamento anticipato di un indennizzo che comunque verrebbe corrisposto al termine ultimo.
Secondo la CROAZIA, l’ITALIA non ha garantito un incentivo sufficiente in rapporto alle interferenze causate
dalle proprie emittenti. La Commissione si è rammaricata del fatto che non potrebbe essere fornito un ulteriore
indennizzo, in quanto l’ITALIA ha già avuto difficoltà a reperire dei fondi in un tempo limitato.
 
Il RSPG ha ringraziato l’ITALIA:
 
sia per i progressi sulle frequenze UHF 50, 51 e 53, anche se lo spostamento dello switch-off a Marzo/Maggio
2022 peggiorerebbe la situazione soprattutto per il canale 52;
 
sia per la nuova possibilità di rottamazione spontanea dei canali locali.
Tuttavia sarebbe necessario trovare frequenze alternative per i restanti trasmettitori interferenti.
 
L’ ITALIA ha registrato a sorpresa dei progressi con il NORD AFRICA e nello specifico con TUNISIA e LIBIA
per quanto riguarda il coordinamento transfrontraliero. I 3 Paesi hanno tenuto un incontro a Giugno con MALTA.
La TUNISIA ha comunicato di aver già liberato i 700 MHz dalle proprie trasmissioni tv, mentre la LIBIA ha
confermato l’utilizzo di queste frequenze per i servizi mobili, ma la tempistica è incerta.
MALTA ed ITALIA non prevedono difficoltà nemmeno per il piano di radiodiffusione sotto i 694 MHz.
Inoltre fra il 24 e il 28 Gennaio ci sarà la possibilità di affrontare eventuali problemi sulle frequenze
transfrontaliere con i 2 Stati nord-africani durante un incontro organizzato dall’ITU sull’ottimizzazione del
piano GE84.