
Venerdì 20 marzo 2026
ANALISI EUROPEE PER LO SPETTRO RADIOTELEVISIVO ITALIANO:
SITUAZIONE SEMPRE DIFFICILE PER L’ ITALIA IN BANDA FM,
PROGRESSI LIMITATI PER LA FINE DELLE INTERFERENZE TV ALBANESI,
NUOVE COMPLICAZIONI PER LA FIRMA DELL' ACCORDO DAB
NELL' AREA ADRIATICA-IONICA
Pubblicato il 20/03/2026 alle ore 09:20
Tutti i diritti riservati @L’ITALIA IN DIGITALE
Il RSPG (Radio Spectrum Policy Group) ha organizzato un nuovo incontro via web il 15 gennaio.

Qui di seguito analizziamo esclusivamente ciò che riguarda l’ ITALIA.
A LIVELLO RADIOFONICO
INTERFERENZE FM
Nel novembre 2025 la Commissione Europea ha inviato all’ ITALIA una lettera formale di messa in mora,
dando inizio ad una procedura d’infrazione e chiedendo misure decisive e generali da adottare
per risolvere le persistenti interferenze dannose che colpiscono i Paesi confinanti.
L’ ITALIA ha comunicato di stare preparando la sua risposta formale da presentare entro la fine di gennaio.
Nella lettera si fa riferimento ad una sintesi del contesto giuridico ed alle numerose lamentele presentate negli ultimi anni dai Paesi limitrofi.
Dopo aver ricevuto la lettera, l’ ITALIA ha deciso di modificare l’approccio nella risoluzione delle interferenze,
riconoscendo che il problema non può essere affrontato caso per caso, ma in maniera generale.
Il sistema di compensazione volontaria e le relative procedure sono stati sospesi a causa delle incertezze sulla sua efficacia.
Tuttavia, il fondo di 20 milioni di €, inizialmente stanziato per la rottamazione spontanea, resta ancora a disposizione
per eventuali misure tecniche obbligatorie che potrebbero comportare un indennizzo a favore degli operatori interessati.
L’ ITALIA ha affermato che tutti i propri operatori trasmettono in base ad autorizzazioni nazionali
e pertanto qualsiasi modifica ha bisogno di un esplicito mandato legale
che sarà incluso in uno strumento legislativo da presentare e far approvare al Parlamento.
L’obiettivo è quello di definire i princìpi guida ed una strategia generale nell’applicazione di azioni correttive
ed a tal proposito si sta valutando la possibilità di velocizzare l’approvazione e l’adozione dello strumento giuridico proposto.
Le procedure, le tempistiche e le misure dettagliate saranno stabilite dal Ministero attraverso decreti attuativi che verranno pubblicati prossimamente.
Inoltre, in questa proposta di legge potrebbe essere considerato il potenziale ruolo della piattaforma DAB.
Per affrontare in modo completo la questione delle interferenze FM, l’ ITALIA sta pensando di adottare una strategia divisa in 2 fasi.
La prima consisterebbe nella riduzione della potenza di trasmissione, applicabile a tutte le emittenti, se necessario,
mentre la seconda fase coinvolgerebbe solo le stazioni responsabili d’interferenze residue.
In questo contesto, si tornerebbe a parlare del regime di compensazione come conseguenza dell’obbligo legale di risarcire gli operatori
a causa delle modifiche imposte alle loro attività di trasmissione.
Gli operatori italiani sono già stati informati della situazione. L’ ITALIA prevede possibili ricorsi legali di fronte ai tribunali amministrativi
e per questo motivo l’intero processo dev’essere il più possibile solido e flessibile dal punto di vista giuridico.
L’ ITALIA ha inoltre spiegato che diversi operatori, in particolare quelli nazionali, ritengono prematuro l’utilizzo esclusivo del DAB,
visto che viene considerato come una tecnologia ancora in via di sviluppo e pertanto potrebbe provocare una riduzione degli ascolti,
con potenziali ricadute negative per i ricavi pubblicitari.
Invece una minoranza di emittenti, soprattutto quelle locali, hanno mostrato una maggior apertura a quest’ipotesi.
La CROAZIA ha ribadito il proprio scetticismo in merito all’efficacia del regime di compensazione italiano
come soluzione autonoma al problema delle interferenze
e ha chiesto se fossero possibili dei miglioramenti concreti entro l’estate.
L’ ITALIA ha risposto che, pur essendo consapevole della delicatezza della situazione,
al momento non può fornire nè dettagli nè tempistiche certe,
visto che la questione è attualmente in fase di discussione a livello politico.
L’adozione e la relativa applicazione degli strumenti giuridici necessari richiederanno del tempo,
tuttavia l’ ITALIA spera di fornire chiarimenti durante la prossima riunione generale del RSPG.
tuttavia l’ ITALIA spera di fornire chiarimenti durante la prossima riunione generale del RSPG.
La FRANCIA ritiene che bisognerebbe considerare diverse opzioni per affrontare le interferenze
e ha chiesto all’ ITALIA di puntualizzare ulteriormente l’approccio in 2 fasi menzionato nella sua presentazione.
La CROAZIA ha dichiarato d’aver inoltrato all’ ITALIA ben 965 segnalazioni d’interferenze FM lo scorso ottobre.
Per quanto riguarda il caso di MONTE BIOKOVO – SVETI JURE sugli 89.7 MHz, l’Autorità di regolamentazione croata (HAKOM)
e l’ufficio locale italiano competente hanno effettuato una campagna di misurazioni congiunte durante una finestra temporale concordata.
Queste rilevazioni sono state considerate molto utili e hanno permesso di individuare momenti
in cui l’operatore radiofonico italiano stava trasmettendo fino a 10-15 dBμV/m oltre la soglia di potenza autorizzata.
Durante le misurazioni, è stata identificata un’emittente italiana interferente secondaria,
diventata rilevabile solo dopo la disattivazione di quella principale.
Quest’ultima s’è impegnata a presentare una proposta per un progetto che, a suo avviso,
avrebbe risolto il problema delle interferenze.
La CROAZIA è in disaccordo con l’emittente italiana ed ha ricordato che nei precedenti incontri,
compresi quelli del RSPG, non era stata individuata una soluzione tecnica efficace.
È stato dichiarato che la campagna di rilevazioni simultanee ha rafforzato la posizione del Ministero italiano
in caso di critiche da parte degli operatori.
La CROAZIA, invece, ha ricordato che le misurazioni sono state effettuate durante il periodo invernale
e, pertanto, bisogna considerare le condizioni climatiche nella valutazione della situazione delle interferenze.
Dopo i buoni risultati ottenuti con la CROAZIA, l’ ITALIA vorrebbe effettuare delle misure simultanee anche con la FRANCIA
in relazione all’interferenza sui 106.4 MHz dal ripetitore di PUNTA DELLA VARRA a Porto Vecchio (Corsica).
Questa proposta è attualmente al vaglio dell’Autorità di regolamentazione francese.
La FRANCIA ha chiesto la condivisione del protocollo tecnico di misurazione utilizzato durante la collaborazione tra CROAZIA ed ITALIA.
Quest’ultima ha dichiarato d’aver condiviso la relativa bozza con la FRANCIA.
Quest’ultima ha dichiarato d’aver condiviso la relativa bozza con la FRANCIA.
È rimasta in fase di stallo la situazione che interessa gli 88.3 MHz dalla postazione di MONTE CORBU a Bonifacio (Corsica).
Le proposte transalpine sono ancora in corso di valutazione da parte del Ministero italiano.
Sono stati compiuti progressi, invece, nella gestione delle richieste di coordinamento delle frequenze FM presentate all’ ITALIA
per la registrazione delle stazioni francesi nel Piano di Ginevra 1984 (GE84).
Entrambi gli Stati hanno concordato d’applicare la metodologia e le condizioni tecniche attraverso un accordo bilaterale
che la FRANCIA intende compilare e trasmettere a tempo debito.
Per quanto riguarda l’intesa relativa all’isola d’Elba, necessaria per regolarizzare le emittenti francesi attive sul suolo italiano
(Ici Radio Corsica Frequenza Mora sugli 88.2 MHz, France Culture sui 92.3 MHz, France Inter sui 96.8 MHz e France Musique sui 99.8 MHz),
manca solamente la firma. L’ ITALIA sta attualmente completando le procedure interne per identificare i firmatari autorizzati
e fornirà i relativi dettagli per permettere la sottoscrizione della bozza d’accordo prima del prossimo incontro bilaterale.
La SLOVENIA ha ribadito che i propri operatori radiofonici continuano a subire danni economici a causa delle persistenti interferenze italiane.
Ha fatto riferimento a casi giudiziari in cui le emittenti italiane cercano di proteggere, davanti ai tribunali nazionali,
le frequenze non coordinate dalle stazioni slovene autorizzate.
In precedenti sentenze i tribunali italiani non avevano considerato gli obblighi previsti dagli accordi ITU
e la SLOVENIA ha chiesto se la nuova legislazione avrebbe affrontato questa situazione.
L’ ITALIA ha risposto di voler rafforzare il proprio quadro giuridico nazionale
e per ottenere una soluzione generale serve la collaborazione dei paesi limitrofi,
in modo da consentire ai propri operatori la possibilità di continuare a trasmettere.
L’aumento del numero di stazioni italiane coordinate è stato ritenuto fondamentale per garantire il rispetto degli obblighi internazionali.
La SLOVENIA ha confermato la propria disponibilità a collaborare, se necessario,
a patto che l’ ITALIA rispetti le norme ed i regolamenti dell’ITU.
MALTA ed ITALIA si sono incontrate bilateralmente lo scorso ottobre per una discussione generale sulla questione delle interferenze.
Ulteriori riunioni faccia a faccia sono previste nel corso del 2026.
INTERFERENZE DAB (RADIO DIGITALE)
Il gruppo Adriatico-Ionico s’è portato avanti con i lavori per la firma dell’accordo DAB.
Tuttavia, diverse questioni sulla concessione delle frequenze sono ancora irrisolte,
nonostante la stabilità della bozza d’accordo che prevedeva un elenco di emittenti
proposte sia per la registrazione sia per l’eliminazione dal piano GE06
in seguito alle discussioni incentrate sulla suddivisione dei blocchi di frequenze,
accompagnate da questioni relative alla loro assegnazione ed all’allineamento con l’accordo GE06.
accompagnate da questioni relative alla loro assegnazione ed all’allineamento con l’accordo GE06.
L’ ITALIA ha mostrato preoccupazioni in merito ad alcune stazioni radiofoniche di CROAZIA e SLOVENIA
che potrebbero potenzialmente interferire il territorio italiano al di fuori delle zone di coordinamento concordate.
Una questione importante riguarda non solo le disposizioni generali che regolano la registrazione delle assegnazioni nel piano GE06,
ma anche il grado e le modalità di allineamento tra le voci GE06 e quelle del piano DAB Adriatico-Ionico.
L’ ITALIA ritiene più giusta la suddivisione delle frequenze stabilita dall’accordo GE06 rispetto alla futura intesa DAB del gruppo Adriatico-Ionico.
La CROAZIA ha ricordato che, in base alle linee guida dell’ITU, l’accordo GE06 prevale sulle intese bilaterali e multilaterali
e pertanto, in caso di conflitto, le varie amministrazioni mantengono il diritto di utilizzare le proprie voci GE06.
Il MONTENEGRO ha affermato che l’esistenza di 2 quadri normativi divergenti sarebbe controproducente,
in quanto provocherebbe confusione in merito a diritti ed obblighi anche nelle Nazioni non facenti parte dell’accordo Adriatico-Ionico.
Sono emerse opinioni contrastanti sull’opportunità di collegare la risoluzione delle interferenze FM con lo sviluppo della piattaforma DAB.
La CROAZIA vuole mantenere questo legame, a differenza dell’ ITALIA, la cui posizione è riportata nella lettera di infrazione della Commissione Europea,
la quale sostiene che bisogna risolvere le interferenze FM indipendentemente dallo sviluppo del DAB.
Secondo l’ ITALIA, il DAB potrebbe perdere importanza nel tempo e la banda VHF potrebbe essere riutilizzata per scopi alternativi.
Per quanto riguarda le attività di coordinamento, il MONTENEGRO ha confermato di non avere problemi in sospeso con le amministrazioni limitrofe.
L’ ALBANIA ha condiviso, lo scorso dicembre, il suo piano d’assegnazione con i Paesi confinanti ed è in attesa di commenti.
La MACEDONIA DEL NORD ha già rilasciato il proprio resoconto, mentre la GRECIA prevede di fornirlo a breve.
A sua volta l’ ALBANIA sta esaminando i rispettivi piani d’assegnazione DAB ricevuti da GRECIA e MACEDONIA DEL NORD
e fornirà il suo riscontro a tempo debito.
e fornirà il suo riscontro a tempo debito.
La MACEDONIA DEL NORD non ha più problemi in sospeso con BULGARIA e GRECIA,
mentre proseguono i negoziati bilaterali con l’ ALBANIA.
Inoltre si prevede l’inizio di nuove attività di coordinamento nella banda VHF con la SERBIA con revisione del relativo piano.
Sono state pianificate ulteriori riunioni del gruppo Adriatico-Ionico,
la prossima delle quali era prevista lo scorso 13 febbraio per approfondire le questioni rimaste in sospeso.
A LIVELLO TELEVISIVO
Proseguono i disturbi televisivi albanesi ai danni di alcune frequenze sotto i 700 MHz,
Per quanto riguarda la liberazione TV sui 700 MHz, l’ ALBANIA ha dichiarato che l’ Autorità per i Media Audiovisivi (AMA)
sta collaborando con gli operatori radiotelevisivi per ottimizzare i livelli di potenza di trasmissione ed i modelli d’antenna
con l’obiettivo di limitare le potenziali interferenze ai danni dei Paesi limitrofi.
L’ AMA ha inoltre indetto un incontro con le emittenti nazionali pubbliche e private per esaminare il progetto di legge,
incluse le relative conseguenze tecniche e finanziarie,
dopo la fine della consultazione pubblica sul disegno di legge relativo al rilascio dei 700 MHz.
Il Ministero competente ha richiesto all’ AMA una valutazione d’impatto completa che comprenda la strategia di migrazione proposta ed i relativi costi.
Tale analisi si baserà sulla modalità sviluppata dai consulenti dell’UE prendendo spunto da un progetto d’assistenza tecnica del 2022.
Uno dei consulenti coinvolti in questo progetto continua a supportare l’ ALBANIA nel processo di valutazione d’impatto,
compresa la stima dei costi dovuti allo spegnimento TV dei 700 MHz ed alla quantificazione degli indennizzi.
La valutazione è considerata necessaria a causa dei cambiamenti che hanno coinvolto le emittenti negli ultimi 3 anni,
compreso l’impatto diretto sulle ipotesi finanziarie, e dovrebbe concludersi entro febbraio 2026.
Successivamente si passerà all’adozione di legge da parte del Parlamento.
Per quanto riguarda le interferenze TV albanesi sui 700 MHz, la CROAZIA ha riscontrato forti disturbi sull’ UHF 56.
Il MONTENEGRO è preoccupato dalla durata del periodo di transizione albanese per la liberazione dei 700 MHz
e dall’assenza di scadenze stabilite nel disegno di legge.
La GRECIA continua a subire interferenze sulle frequenze UHF 51, 53, 54 e 56, in particolare nell’area occidentale.
La MACEDONIA DEL NORD ha confermato la presenza di disturbi sulle frequenze UHF 51, 55 e 57.
Sono terminate dallo scorso 10 dicembre, invece, le interferenze sull’ UHF 54,
giusto in tempo per l’imminente assegnazione delle restanti licenze sui 700 MHz.
L’ ITALIA, invece, non ha più segnalato interferenze. Ulteriori verifiche saranno effettuate dall’ufficio regionale in Puglia.
Sotto i 700 MHz, la CROAZIA ha confermato forti interferenze albanesi sulle frequenze UHF 21, 22, 28 e 45
dopo aver effettuato misurazioni sul campo.
Ciò significa che le emittenti albanesi coinvolte non stanno trasmettendo
in conformità né con i parametri tecnici concordati nell’intesa bilaterale, né con quelli dell’accordo GE06.
Non essendo stato possibile identificare in modo definitivo le fonti specifiche di disturbo,
La violazione dei parametri GE06 sta provocando disturbi anche sulle frequenze UHF 23 e 29
(quest’ultima attualmente non in servizio in CROAZIA).
Il MONTENEGRO vorrebbe risolvere con l’ ALBANIA, tramite corrispondenza ufficiale,
alcune questioni irrisolte inerenti la rimodulazione del piano GE06 sotto i 700 MHz.
Infine la GRECIA non ha più riscontrato interferenze sull’ UHF 41 dallo scorso novembre.
Il prossimo incontro del RSPG è previsto virtualmente il 15 Aprile (ore 09:30-12:30).