Da Lunedì 18 a Domenica 24 MARZO 2013



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 24 MARZO 2013 - Domenica 

Ore 23.10 -  PIEMONTE  - MUX TELECUPOLE (PIEMONTE): AGGIUNTE IN VIDEO LE NUMERAZIONI LCN AD ALCUNI CANALI.
UHF 23-42 Mux TELECUPOLE (PIEMONTE)
Da qualche giorno al logo di TELECUPOLE, che affianca quello dei canali Telecupole Story (LCN 116) e TERRAMIA (LCN 623), sono state inserite le rispettive numerazioni LCN, come potete vedere dalle immagini in basso. Rileviamo inoltre che durante le interruzioni pubblicitarie sui canali citati, la scritta TeleCupole viene rimossa, mentre in un promo di un programma di Telecupole Story è indicata la numerazione LCN per la Lombardia: da una nostra verifica questa emittente non risulta inserita al momento in nessun multiplex lombardo. Aggiungiamo un'ultima curiosità, il programma dedicato alla musica da ballo "Musica Vera Sì o No" è realizzato in collaborazione con l'emittente livornese GRANDUCATO TV. Consulta lo z@pping tv per visualizzare tutti i canali trasmessi dal mux TELECUPOLE (PIEMONTE).





Ore 22.30 -  PIEMONTE  - MUX STUDIO NORD TV (PIEMONTE): SCHERMO GRIGIO SU 4 CANALI.
UHF 34 Mux STUDIO NORD TV (PIEMONTE)


Le emittenti RETE CANAVESE, E21 TELETORINO, TELEGRANDA, RETE ST-VINCENT, tutte prive di LCN, al momento non hanno più in onda il cartello fisso che invitava alla risintonizzazione, ma ora trasmettono una schermata grigia. Questi canali sono ora attivi nella parte occidentale del Piemonte sull' UHF 23 del mux TELEGRANDA. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping tv del mux STUDIO NORD TV (PIEMONTE).



Ore 14.20 - PAGHE-RAI, LA PAGHEREMO CARA.
Esposto Codacons alla Corte dei Conti: la Rai in 5 anni ha buttato 62 mln in compensi stellari, flop prevedibili e pubblicità mancata - Dalla Parietti (490 mila € a puntata) e ‘Balls of steel’ (1.611 euro al minuto), ai milioni di Sanremo per Bonolis, Benigni, Celentano, Vieri, le produzioni esterne di Fazio e Frizzi…
Cifre e cifre, una dietro l'altra. Tutte pesantissime per la Rai che nell'epoca pre Gubitosi non avrebbe badato a spese (tanto, come si sa, sono spese del cittadino contribuente).
Dai flop della Parietti di Wild West (490 mila euro a puntata, chiuso dopo tre) e Balls of steel (1.611 euro al minuto per un totale di 2 milioni e 900mila euro con share «deludente» per la stessa Rai) fino ai presunti 800mila euro per Jennifer Lopez al Festival del 2010, il Codacons ha impacchettato un esposto che ora è sul tavolo della Corte dei Conti del Lazio. L'oggetto è il danno erariale che la Rai avrebbe provocato in cinque anni.
Un danno da 62 milioni, euro più euro meno. Flop prevedibili e investimenti imprevedibili. Colpevole crollo della pubblicità (-17,8% da gennaio ad aprile 2012, a fronte di una media nazionale del -8,6). E appalti esterni di format o programmi che potrebbe essere realizzati senza il concorso esterno. Come nel caso di Che tempo che fa di Endemol. O in quello dei Soliti ignoti, «profumatamente pagato dalla Rai» nonostante, come segnalato anche da Striscia la Notizia, fosse sostanzialmente simile a un'idea che Gianni Ippoliti ebbe oltre vent'anni fa.
In più, nel fascicolo si fa riferimento ad arricchimenti indebiti con il televoto, come nel caso di Star Academy, sospeso dopo tre puntate (non sarebbero da considerarsi valide le singole sessioni di televoto se poi non si raggiunge la finale con la proclamazione del vincitore). Oltretutto, per il conduttore Francesco Facchinetti c'è stata anche la sbandata di RaiBoh, chiuso dopo la prima puntata con 343mila spettatori e il 3.29 per cento di share.
E addirittura nella denuncia figurano anche riferimento a «strane spartizioni di proventi Rai tra produttori e direttori». Nel dossier si legge difatti che «in alcuni settori della radiofonia si è verificato che alcuni direttori alle proposte dei produttori replicavano» che avrebbero voluto «una spartizione del ricavato». Accuse gravissime che il Codacons sarebbe in grado «di documentare» e che comunque condisce con alcuni riferimenti più o meno individuabili. Vedremo. Di certo, in un elenco di cui peraltro raramente vengono fornite fonti che non siano la stampa o i si dice, i dati sono quantomeno esorbitanti.
Ad esempio, la partecipazione di Bobo Vieri al Ballando con le stelle del 2012 avrebbe dovuto pesare sulle casse per ben 800mila euro ma poi sarebbe scesa a 600mila (per la Rai l'ex bomber costò «solo» 450mila euro). E mentre il Dante di Benigni su Raidue traccheggia intorno al 4 per cento di share (un pacchetto di 12 serate costate in tutto quasi 4 milioni di euro) e Red or Black di Raiuno annaspa attorno al 14 per cento (poco per il primo canale), il libro nero sugli sprechi di Viale Mazzini arriva alla Procura Generale Regionale della Corte dei Conti del Lazio. Pagine e pagine.
Naturalmente un capitolo ben pasciuto riguarda il Festival di Sanremo del 2009 (secondo «indiscrezioni» compensi di 1 milione per il conduttore Bonolis e per Benigni la cessione dei diritti delle sue partecipazioni sulla Rai, valutati tra i 350mila e i due milioni di euro) e quello del 2012, per il quale il danno erariale stato così con la partecipazione di Celentano che «parlando senza sosta per un'ora durante la prima serata non permise a un treno di spot da 700mila euro di andare in onda».
700mila euro come il cachet riservato a Celentano che poi l'ha devoluto interamente a Emergency e a sette sindaci. Dunque «in totale il cantante è costato un milione e 400mila euro per sole due serate», si legge nell'esposto. E poi, parlando sempre di Festival, si va indietro nell'elenco dei presunti sprechi per Sharon Stone (250mila euro), Antonio Cassano (150mila euro per un'intervista) e Mike Tyson, «premiato» all'Ariston con 90mila euro nonostante una condanna per violenza carnale.
Insomma un lunghissimo elenco che sfiora addirittura «scatole cinesi che celano legami parentali», che hanno naturalmente bisogno di tutte le dovute verifiche. Nel complesso l'esposto del Codacons, che è l'associazione per i diritti dei consumatori) è una gigantesca carrellata di presunti abusi e di sprechi inaccettabili se fossero dimostrati. Adesso ci penserà il Tar a valutarne nel merito la consistenza. In Rai attendono. Ma chi comunque è tranquillo è il nuovo direttore generale Luigi Gubitosi, che ha già fatto risparmiare venti milioni di euro: se i danni denunciati fossero accertati, a risponderne saranno comunque i manager che lo hanno preceduto.

Tratto da: http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/paghe-rai-la-pagheremo-cara


 23 MARZO 2013 - Sabato 

Ore 21.55 -  EMILIA-ROMAGNA  - PUBBLICATE LE LISTE DELLE EMITTENTI TV CHE SI RICEVONO A REGGIO EMILIA, FORLI', FIDENZA (PR) E FIORENZUOLA D'ARDA (PC).
Implementiamo la sezione EMILIA-ROMAGNA IN DIGITALE inserendo le liste delle emittenti tv che si ricevono in altre quattro località della regione. Abbiamo realizzato le pagine delle TV A REGGIO EMILIA, delle TV A FORLI' (Forlì Cesena), delle TV A FIDENZA (Parma) e delle TV A FIORENZUOLA D'ARDA (Piacenza), dove potete consultare le frequenze, le postazioni riceventi, e le composizioni dei mux nazionali e locali.


LE TV A REGGIO EMILIA / LE TV A FORLI' (FC)


LE TV A FIDENZA (PR) / LE TV A FIORENZUOLA D'ARDA (PC)


Ore 00.20 -  CALABRIA  - BRANCALEONE (REGGIO CALABRIA): PROTESTA DEI CITTADINI PER LA SCARSA RICEZIONE DEL SEGNALE RAI.
Continuano le proteste dei cittadini del Comune di Brancaleone per la scarsa ricezione del segnale RAI del digitale terrestre.
Infatti, numerose sono le lamentele dei cittadini che a causa del segnale debole si vedono privati di accedere ai servizi televisivi erogati dalla RAI e dai canali di Mediaset e TV private locali.
Nel Comune insistono coni d’ombra che non permettono la perfetta ricezione dei programmi televisivi per cui la rabbia dei cittadini monta alle stelle.
Per questi motivi, il Comune di Brancaleone, grazie all’interessamento dell’Assessore allo Sport e Politiche Giovanili, Giovanni Loris Leggio e dell’Assessore all’Ambiente Domenico Marino, aveva formulato una richiesta al Ministero dello Sviluppo
Economico-Dipartimento Comunicazione- segnalando la criticità in quanto il territorio” versa in una posizione d’ombra rispetto al segnale del digitale terrestre inerente i canali Mediaset e le TV private locali”.
In presenza di tali difficoltà, l’Amministrazione Comunale aveva chiesto al Ministero “nel rispetto della normativa vigente e al fine di non recare danno alle frequenze già esistenti ed utilizzate, l’assegnazione di frequenze libere attraverso le quali ripetere il segnale dei canali sopra menzionati con l’ausilio di un ponte-ripetitore volto a trasmettere il segnale all’interno del territorio comunale”.
La risposta del Ministero dello Sviluppo Economico non si è fatta attendere invitando l’Ispettorato Territoriale per la Calabria di Reggio Calabria di valutare la richiesta del Comune di Brancaleone per gli adempimenti consequenziali.
Purtroppo, ancora oggi, permangono i disservizi legati alla visione in chiaro dei programmi erogati dalla nuova piattaforma RAI e non è dato sapere quando potranno essere rimossi.
La RAI è presente nel territorio comunale con quattro reti televisive (RAI 1, RAI 2, RAI 3 e RAI News 24) il cui segnale non è sempre visibile costantemente.
E gli altri canali di cui dispone la RAI perché non sono visibili?
Infatti i cittadini del Comune di Brancaleone sono rimasti esclusi dalla ricezione degli altri canali RAI (Rai 4, RAI Educational, Rai Gulp, RAI Med, RAI Storia, ecc.)per i quali pagano puntualmente il relativo canone annuo per la loro visione.
Tratto da: http://corrierelocride.it/societa/item/3724-brancaleone-protesta-dei-cittadini-per-la-scarsa-ricezione-del-segnale-rai-del-digitale-terrestre


 22 MARZO 2013 - Venerdì 

Ore 23.20 -  LOMBARDIA  - MUX TELECOLOR: ARRIVA TELECOLOR TOPKAR, ELIMINATA HOLIDAY.
UHF 51 Mux TELECOLOR
Fa il suo ingresso nel multiplex lombardo TELECOLOR una nuova emittente dedicata alle vendite delle auto, moto e barche denominata Telecolor TopKar che occupa la posizione LCN 199. Consultando la guida elettronica EPG di Telecolor TopKar si visualizza un messaggio di risintonizzazione del canale Holiday che è stato eliminato, aveva la LCN 210, ora è disponibile nel mux di TELELOMBARDIA sempre con la stessa numerazione. Inoltre i canali che in precedenza avevano assunto la denominazione "Provvisorio" ora sono senza LCN, EspansioneTV Provvisorio (aveva LCN 19), EspansioneTV HD Provvisorio (aveva LCN 519), telePAVIA Provvisorio (aveva LCN 691), quest'ultima ora trasmette un cartello che invita alla risintonizzazione per ritrovare il canale nel mux TELELOMBARDIA. Infine TELECOLOR HD, in precedenza senza LCN, si sintonizza ora sulla numero 518. Risulta eliminata anche Radio Viva Fm. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping tv del mux TELECOLOR.







Ore 21.50 - BBC: SCIOPERO CONTRO IL TAGLIO DI 2000 POSTI DI LAVORO.
Giornalisti e tecnici della “zietta” fermi per 12 ore il 28 marzo. L’Unione giornalisti: “Inaccettabili le richieste dell’azienda”.
LONDRA (Gran Bretagna) – I giornalisti e i tecnici della Bbc hanno proclamato dodici ore di sciopero per il 28 marzo contro il taglio di 2mila posti di lavoro deciso dai vertici della ‘‘zietta”, come viene affettuosamente chiamata l’emittente pubblica. La maggioranza degli iscritti all’Unione nazionale dei giornalisti (Nuj) e al sindacato dei tecnici Bectu si è espressa a favore dell’agitazione, definendo “inaccettabili” le richieste dei vertici aziendali nell’ambito del programma di ristrutturazione dell’emittente.
La decisione di fermarsi nel periodo pasquale avrà ripercussioni sulla programmazione: già il 18 febbraio scorso, lo sciopero indetto dai lavoratori comportò cambiamenti al palinsesto e causò l’interruzione di diversi programmi tra cui Bbc Breakfast e Radio 4’s Today.
Da parte sua, l’azienda, in un comunicato, ha parlato di “incontri costruttivi” nelle scorse settimane con i sindacati, ribadendo tuttavia che sui licenziamenti forzati la posizione resta invariata.
“Dobbiamo continuare visti i notevoli risparmi che dobbiamo fare e lo sciopero semplicemente non lo cambierà”, ha fatto sapere il portavoce della Bbc, sottolineando che si sta “lavorando duramente per ridistribuire il personale” e finora è stato fatto con “il doppio delle persone che sono state licenziate”.

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2013/03/21/bbc-sciopero-contro-il-taglio-di-2000-posti-di-lavoro

Ore 21.40 -  LOMBARDIA  - MUX RETE 55 (LOMBARDIA): ARRIVANO CANALE ARTE, SALUTE TV E AMICI ANIMALI.
UHF 42 Mux RETE 55 (LOMBARDIA)
Sono state effettuate ulteriori modifiche ai canali diffusi dal mux RETE 55 (LOMBARDIA), di seguito le descriviamo nel dettaglio.
Sono stati eliminati ITALIA TELEVISION (LCN 182) ed EXIART (LCN 295), mentre è stato reinserito AITV sull' LCN 188 che trasmette la programmazione di CANALE ARTE. Sulle LCN 248 e 295 sono stati inseriti gli slot di due nuovi canali, denominati rispettivamente Salute Tv e Amici Animali; al momento sono a schermo nero. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping tv del mux
RETE 55 (LOMBARDIA.





Ore 20.50 - LA7: SCONCERTO PER LA SUPERLIQUIDAZIONE ALL' EX AMMINISTRATORE DELEGATO.
1,691 milioni di euro a Giovanni Stella. I giornalisti: “I segnali che arrivano dall’attuale azienda non sono incoraggianti”.
MILANO – “Grande sconcerto e sdegno per la superliquidazione all’ex amministratore delegato e per i premi economici corrisposti ai manager in seguito alla cessione de La7 a Urbano Cairo”. Li esprime l’assemblea dei giornalisti de La7 all’unanimità riunitasi dopo le notizie, diffuse la scorsa settimana, sulla liquidazione per l’ex ad di La7, Giovanni Stella, che ha ricevuto nel 2012 compensi per 2,25 milioni di euro, di cui 558 mila a titolo di retribuzione e 1,691 milioni come buonuscita.
La cessione di La7 – si legge nella nota dell’assemblea – è “un’operazione che si fatica a definire vendita, condotta attraverso il ricorso improprio allo strumento della cessione di ramo d’azienda e incomprensibile con logiche industriali e finanziarie. Un’operazione su cui saranno chiamate a pronunciarsi le autorità competenti. I bonus e le buonuscite assegnati ai vertici aziendali – a fronte di pessimi risultati economici – equivalgono peraltro a quanto sottratto negli scorsi anni ai giornalisti attraverso un contratto di solidarietà basato su presupposti illegittimi. A tutt’oggi la richiesta di incontro con il nuovo editore, avanzata attraverso la Federazione Nazionale della Stampa, è rimasta inascoltata, mentre i segnali che arrivano dall’attuale azienda non sono incoraggianti”.
“I giornalisti de La7, infatti, – prosegue la nota – sono preoccupati per l’intenzione di trasferire 60 lavoratori non giornalisti ad aziende del gruppo Telecom e per il mancato rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato, una scelta che provoca l’impoverimento della struttura tecnica e incide sulla qualità e l’organizzazione del lavoro giornalistico”.
L’assemblea “prende atto con soddisfazione delle dichiarazioni di Urbano Cairo sulla centralità dell’informazione e sulla conferma dell’attuale linea editoriale e gli chiede di illustrare al più presto un piano industriale. Al nuovo editore de La7 alla ricerca di ‘rubinetti da chiudere’ – per citare un’espressione dello stesso Cairo – consiglia di guardare innanzitutto agli appalti a prezzi spesso fuori mercato a ditte esterne per attività che poco o nulla hanno a che fare con l’attività televisiva”.
L’assemblea dei giornalisti de La7 ”vista l’indisponibilità dell’azienda a risolvere le annose questioni relative al non giustificato Contratto di solidarietà, alla non corretta applicazione del Contratto nazionale di lavoro giornalistico e degli accordi aziendali, assegna al Comitato di redazione ampio mandato per avviare immediatamente le azioni legali necessarie al rispetto delle regole e al recupero delle somme non corrisposte, a cominciare dal Trattamento di fine rapporto non correttamente accantonato”. (Ansa)

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2013/03/21/la7-sconcerto-per-la-superliquidazione

Ore 15.20 -  MUX NAZIONALI  - MEDIASET MUX 1: HOT TIME, ALLE 23 INIZIO TRASMISSIONI, IN ONDA IL CARTELLO CON I PREZZI.
UHF 52-50 MEDIASET Mux 1
Questa sera alle ore 23.00 inizieranno le trasmissioni dei tre nuovi canali di Mediaset per soli adulti Hot Time 1 - VM18 (LCN 391),  Hot Time 2 - VM18 (LCN 392) e Hot Time 3 - VM18 (LCN 393). In onda è apparso il cartello con i prezzi da pagare per vedere la programmazione di soli film, per un solo canale il costo è di 9 euro, per tutti e tre 12 euro, l'acquisto è valido solo per una sola notte. Nelle info dell' EPG tutti i dettagli e le modalità di acquisto, oltre le trame dei film. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali con i dettagli tecnici e lo z@pping TV del MEDIASET Mux 1.




Ore 14.35 - LCN: IL TASTO 9 DEL TELECOMANDO RIMANE A DEEJAY TV, AGCOM BOCCIA SKY.
La decisione dell'Agcom di confermare le prime nove posizioni dei canali. La 7, Mtv e Deejay Tv mantengono i tasti 7, 8 e 9. Sky bocciata.
La guerra del telecomando ha avuto il suo esito: La 7, Mtv e Deejay Tv manterranno, rispettivamente, i tasti 7, 8 e 9.
Con buona pace di Retecapri, Telenorba, altre tv locali e, soprattutto, Sky.
Infatti l’Agcom ha approvato all’unanimità il nuovo piano di numerazione automatica dei canali, che conferma quanto previsto dal precedente per le prime nove posizioni, e che nel 2012 era stato a sua volta azzerato da una serie di sentenze del Consiglio di Stato.
In particolare alcune emittenti avevano contestato il carattere generalista di Mtv e Deejay Tv, che però ora è stato confermato dall’Autorità guidata da Angelo Cardani a seguito di un sondaggio dell’Istituto Piepoli sulle abitudini dei telespettatori; l’indagine ha fatto emergere che meno dell’1% degli intervistati ha variato l’impostazione automatica posizionando un’emittente locale sui tasti 7, 8 e 9. Per questo motivo l’Autorità ha stabilito che gli ultimi 3 devono essere assegnati ai canali generalisti ex analogici.
Sky aspirava ad una posizione migliore per Cielo (finito al numero 26). Telenorba agognava il tasto numero 7 (Urbano Cairo aveva richiesto e ottenuto da Telecom una penale in caso la rete che ha appena acquistato fosse stata spostata), mentre Retecapri da tempo rivendica il proprio status di tv nazionale e spinge per il tasto numero 9.
I canali nazionali nativi digitali avranno i numeri da 21 a 96, mentre alle emittenti locali di qualità e radicate sul territorio sono assegnati i numeri da 10 a 19 e da 97 a 99. Tutto questo vale anche per il secondo arco (il nuovo piano è strutturato in 10 archi ognuno di 100 numeri - nel primo arco il consiglio dell’Agcom ha stabilito che non potranno trovare collocazione emittenti con programmazione prevalentemente dedicata al gioco d’azzardo). C’è anche da evidenziare che per le tv locali la posizione sul telecomando non dipenderà più dalle graduatorie Corecom ma dalla qualità e da un mix fra ascolti, storia e copertura. Inoltre le tv locali godranno di un maggior numero di posizioni: da 219 a 323.
Ora spetta al ministero dello Sviluppo economico emanare un regolamento per l’attribuzione effettiva dei canali. Fino ad allora resterà in vigore l’attuale numerazione.
Insomma, la guerra del telecomando pare essersi conclusa, ma che possano accendersi nuove battaglie, su impulso del Consiglio di Stato, non è assolutamente da escludere.
Resta beninteso che esiste la possibilità da parte dell’utente di cambiare manualmente la gerarchia.

Tratto da:
http://www.tvblog.it/post/197847/tasto-9-del-telecomando-rimane-a-deejay-tv-agcom-boccia-sky

Ore 14.25 - PIER SILVIO BERLUSCONI: "TAGLI E NUOVI PROGRAMMI PER BATTERE LA CRISI".
Mediaset sta per presentare il primo bilancio in rosso. Il vice presidente: cambiamo l’offerta delle nostre reti.
La prossima settimana Mediaset presenterà il primo bilancio in rosso della sua storia - gli analisti parlano di un passivo di circa 45 milioni -, ma Pier Silvio Berlusconi è fiducioso di aver trovato la ricetta per portare l’azienda di cui è vice presidente lontano dalle secche di una recessione aggravata, spiega, «da un’altra emergenza, l’instabilità politica».
Annuncia «una sorta di rivoluzione» per Mediaset, «che già da alcuni anni sta lavorando per innovare la propria offerta, dalla sola tv generalista a un sistema multimediale integrato per creare un gruppo più dinamico e moderno. Oggi siamo pronti a cogliere tutte le nuove opportunità che si presenteranno dopo la crisi». I dettagli del piano che cambia l’offerta televisiva li riassume in uno slogan: «Il 2013 sarà l’anno zero della nuova Mediaset».

I conti in rosso sono però un brutto colpo. E’ solo colpa della crisi o c’è stato qualche errore di strategia?

«Dipendono totalmente dalla situazione economica, dalla crisi devastante. Noi viviamo di pubblicità e il mercato pubblicitario in Italia è passato da 9 miliardi a 7 in soli due anni. Sono scomparsi 2 miliardi».
Ma non è anche che la tv generalista sta passando di moda?

«Al contrario. E’ l’unica che riesce a coinvolgere l’intero Paese, anche sui social network è al centro dell’attenzione. E, crisi a parte, ha ancora una grande forza in termini di ricavi e utili. Assieme a Internet, che però ha un’offerta iper-frammentata, la tv sarà l’unico mezzo a crescere ancora: i contenuti video sono già in grado di vivere sulle nuove piattaforme digitali. Certo, di fronte al calo di mercato che le ho citato, siamo intervenuti per tempo con un piano di trasformazione strutturale».
Parla del taglio dei costi?

«Esatto. Dopo tante iniziative di sviluppo, possiamo razionalizzare. In 3 anni, Mediaset costerà 450 milioni in meno all’anno rispetto al 2011. Abbiamo agito su tutto: strutture, costo dei diritti, dei programmi, degli studi, delle star. E’ stata dura ottenere efficienza ovunque ma ci stiamo riuscendo: per esempio le nuove fiction, a parità di qualità, costeranno il 30% in meno a serata».
Anche lei si è ridotto lo stipendio?

«Da un paio di esercizi la parte variabile delle retribuzioni dei top manager, che vale il 30% del totale, non viene erogata. Vale anche per me».
Avete ridotto anche il personale.

«Nessun licenziamento. Abbiamo fatto di tutto per non toccare l’occupazione. Parliamo al massimo di prepensionamenti e collaborazioni. E con l’accorpamento di alcuni settori da Roma a Milano, alcuni dipendenti hanno preferito non trasferirsi e negoziare soluzioni concordate con il sindacato. I nostri piani non prevedono esuberi di personale. E, me lo lasci dire, ne sono orgoglioso».
La decisione di cambiare l’offerta televisiva parte soltanto da ragioni economiche, di risparmio, o anche dal rinnegare un modello culturale? Per intenderci, il Grande Fratello resterà?

«Il nostro modello culturale è la modernità. E il Grande Fratello, rinnovato, resta eccome. Abbiamo programmato questa evoluzione partendo da un dato di fatto. La concorrenza continua a crescere: un rapporto del Consiglio d’Europa ha appena stabilito che l’Italia è primo Paese europeo per numero di reti. Il 90% di questi canali vive di film, telefilm e programmi tradotti, mentre noi vogliamo che le nostre reti generaliste offrano sempre più prodotti italiani ed esclusivi, unici in questo panorama affollato».
Qual è il primo passo?

«Partiamo da Italia 1. Punteremo con decisione sull’intrattenimento autoprodotto. Per intenderci a programmi tipo Le Iene, Colorado, Wild... Ma oseremo anche con prodotti meno sicuri sul piano degli ascolti pur di sperimentare nuovi linguaggi. Vedremo i primi effetti già in autunno».
Come cambieranno Canale 5 e Retequattro?

«Retequattro sarà sempre più ricca di informazione, talk show e approfondimenti. Primo passo: dopo Quarto grado e Quinta colonna arriverà un altro programma di attualità in prima serata».
Vi ispirate alla «formula La7», pure se con un’altra impostazione politica?
«Direi una La7 più popolare, meno radical-chic e soprattutto con costi sostenibili».
A proposito de La7, l’arrivo di Cairo cambierà il mercato tv?

«Non credo. Cairo è bravo, gli auguro di riuscire a raddrizzare le perdite di una rete posizionata bene, ma con un conto economico squilibrato».
Torniamo a Mediaset. Che ne sarà di Canale 5?

«Canale 5 è già molto forte, leader assoluta nel target commerciale. E’ la rete delle giovani famiglie. Puntiamo a mantenere elevato il tasso di qualità, quantità e modernità. Sarebbe ideale avere costantemente una settimana con 4 prime serate di intrattenimento e 2 o 3 di fiction italiana».
Con meno serie tv americane e meno film, il risultato finale non sarà un’offerta più povera?

«Al contrario. Tutte le serie tv e i film andranno di prevalenza sui nostri canali tematici. Per le generaliste saremo molto selettivi, per avere più prodotti esclusivi, ma a costi adeguati al mercato di oggi. Punteremo su prodotti destinati a diventare eventi collettivi, intesi non solo come lo show di Celentano, ma come programmi in diretta - pensi ad Amici – che diventano un appuntamento irrinunciabile per gli spettatori tv e di interazione sul web».
C’è poi la questione di Premium, la pay-tv che lei ha voluto e da molti considerata un’operazione poco riuscita.

«Sorrido quando leggo di presunte difficoltà di Premium, perché la nostra pay sta ottenendo risultati sorprendenti. Il mercato pay è per la prima volta in contrazione: i concorrenti (Sky, ndr) vedono ridursi gli abbonati, mentre Premium è stabile a quota 2 milioni. E in un anno nero come il 2012, i ricavi della nostra pay sono leggermente cresciuti. In più, Premium è la rampa di lancio ideale per i nuovi modelli di fruizione dei contenuti video pregiati».
Quali?

«Penso prima di tutto all’on-demand, i programmi che il cliente può vedere come e quando vuole senza vincoli di palinsesto. Un servizio che con Play già ci vede leader. Ora stiamo lavorando a un nuovo progetto, “Infinity”, che offrirà appunto un’infinità di contenuti on demand visibili con la massima flessibilità commerciale su tutti i device collegabili a Internet, dalle smart-tv ai tablet alle console di videogiochi. Per intenderci, una Netflix italiana».
Internet come sta condizionando l’offerta televisiva?

«Oggi siamo i primi broadcaster televisivi sul web per pagine viste con una crescita del 20% nel 2012 e, con circa 30 milioni di filmati visti al mese, siamo i primi come editori di video professionali. Vogliamo estendere sempre di più i programmi tv verso la Rete, per esempio creando contenuti ad hoc per i social network».
Vi preparate a cambiare anche la politica pubblicitaria, vero?

«Oggi siamo gli unici a poter offrire un sistema di media così vasto. I nostri clienti hanno a disposizione quello che il nuovo mercato chiede: piani di comunicazione completamente integrati che vanno dalla potenza di Canale 5 alla precisione di Internet. Con il presidente Giuliano Adreani abbiamo rafforzato la concessionaria e il nuovo ad Stefano Sala è l’uomo giusto per guidare questa trasformazione».
Sul fronte pubblicitario è possibile una fusione con la concessionaria di Mondadori?

«Una fusione oggi no, ma stiamo lavorando per sperimentare sinergie con la carta stampata».
E’ appena uscito un report di Goldman Sachs che ha migliorato le prospettive del titolo Mediaset, reduce da un anno in calo del 28%. Il mercato si aspetta novità, magari un socio?

«Mi auguro che le banche d’affari stiano capendo quanto abbiamo fatto e che nell’istante in cui la crisi si fermerà, Mediaset sarà già pronta a generare risultati con ancora più slancio. Quanto a possibili soci, siamo stati cercati da più gruppi stranieri interessati a una quota di Premium. Ma onestamente con l’instabilità politica di oggi chi entrerebbe in Italia?».
Quanto pesa questa instabilità sulla situazione economica?

«Oggi è il fattore peggiore. Trovo assurdo che in un momento così drammatico per l’economia, la politica non sia capace di dare stabilità al Paese».
La preoccupa la possibilità che un governo a guida Pd possa adottare provvedimenti che vi sfavoriscano?

«Separiamo la politica dall’azienda. Oggi l’astio degli avversari politici nei confronti di mio padre fa impressione. E la paura che questa ostilità possa estendersi a Mediaset può venire. Ma alla fine non credo sia interesse di nessuno distruggere Mediaset indebolendo ulteriormente il sistema industriale ed editoriale italiano».
Tratto da: http://www.lastampa.it/2013/03/22/economia/tagli-e-nuovi-programmi-per-battere-la-crisi

Ore 12.10 -  MUX NAZIONALI  - MUX RETECAPRI: VA VIA DINAMICA, RITORNA LA PROGRAMMAZIONE DI RETECAPRI 2.
UHF 32-57 Mux RETECAPRI
Sul canale Retecapri2 (LCN 120) non è più in onda il canale DINAMICA ma è ritornata la programmazione della seconda rete caprese Retecapri2. Ricordiamo che DINAMICA  è visibile solo nei mux locali legati all'emittente 7 GOLD con la numerazione LCN 249. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali con i dettagli tecnici e lo z@pping TV del mux RETECAPRI.





 21 MARZO 2013 - Giovedì 

Ore 20.20 IN EVIDENZA  - L'AGCOM APPROVA IL NUOVO PIANO DELLA LCN, NUMERAZIONE AUTOMATICA DEI CANALI.
Confermata l’attribuzione sul telecomando delle numerazioni 7, 8 e 9 ai canali generalisti ex analogici.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato oggi all’unanimità il nuovo Piano di numerazione automatica dei canali televisivi (Lcn). Un piano che di fatto conferma a La7, Mtv e DjTv le numerazioni 7, 8 e 9 del telecomando. In sostanza sono stati dunque recepiti i rilievi del Consiglio di Stato e le indicazioni dell’indagine sulle preferenze degli utenti. Inoltre è previsto un tavolo tecnico per definire gli standard dei decoder e per la navigazione tematica. Infine ci sarà una verifica del Piano tra due anni per valutare gli sviluppi di mercato e della tecnologia. L’approvazione – spiega una nota dell’AgCom – è avvenuta “a seguito dell’esame degli esiti della consultazione pubblica avviata il 4 ottobre 2012 e di un’indagine di mercato sulle abitudini e preferenze degli utenti svolta dall’Istituto Piepoli nel mese di gennaio 2013.
7, 8 e 9 ALLE NAZIONALI - L’impianto del provvedimento – sottolinea la nota - in primo luogo recepisce i rilievi delle sentenze del Consiglio di Stato che, nell’annullare il precedente piano (delibera n. 366/10/CONS), aveva imposto all’Autorità di ripronunciarsi sull’attribuzione dei numeri 7, 8 e 9 alle tv nazionali ex analogiche a seguito di una nuova indagine di mercato e di definire nuovi criteri per l’assegnazione dei numeri LCN alle emittenti locali, non più basati sull’utilizzo delle graduatorie dei Corecom. La nuova numerazione, in un’ottica di impiego razionale ed efficiente delle risorse e di semplicità d’uso da parte dei telespettatori, è strutturata nei seguenti archi: I arco (1-99): canali nazionali e locali; II arco (101-199): canali nazionali e locali; III arco (201-299): canali locali; IV arco (301-399): canali a pagamento; V arco (401-499): canali a pagamento; VI arco (501-599): canali nazionali; VII arco (601-699): canali locali; VIII arco (701-799): canali nazionali; IX arco (801-899): canali radiofonici e altri servizi; X arco (901-999): canali locali. La nuova indagine demoscopica – si legge ancora nella nota AgCom - condotta con metodo CATI su un campione di 23.600 unità rappresentativo della popolazione italiana e con criteri univoci in tutta Italia, ha evidenziato che, su base nazionale, meno dell’1% degli intervistati ha variato l’impostazione automatica posizionando un’emittente locale sui tasti 7, 8 e 9 del telecomando. Sulla base di queste risultanze, l’Autorità non ha potuto che confermare l’attribuzione delle numerazioni 7, 8 e 9 ai canali generalisti ex analogici, ferma restando la competenza del Ministero dello sviluppo economico circa l’effettiva attribuzione dei numeri ai soggetti richiedenti. In merito ai nuovi criteri per l’assegnazione dei numeri LCN alle emittenti locali, l’Autorità, in considerazione delle previsione di legge e delle osservazioni formulate dal Consiglio di Stato, ha individuato i seguenti indicatori: qualità della programmazione, valutata in base ai piani editoriali degli ultimi cinque anni e al numero di dipendenti impiegati in modo continuativo; preferenze degli utenti e radicamento sul territorio, valutati in base agli indici di ascolto, alla storicità e al grado di copertura del canale.
LE TV LOCALI - Nell’ottica di garantire la salvaguardia delle tv locali, assicurando a tale comparto effettive possibilità di crescita in termini di nuove offerte digitali, e nel contempo di razionalizzare la distribuzione delle risorse, l’Autorità ha assegnato tre interi archi all’emittenza locale (III, VII e X arco). Per le emittenti locali di qualità e radicate sul territorio sono assegnati i numeri da 10 a 19 e i numeri da 97 a 99 del primo arco ed i corrispondenti numeri del secondo arco. Alle televisioni locali leader nei rispettivi territori e che trasmettono lo stesso programma in più Regioni sono riservati i numeri 10, 97, 98 e 99. In conseguenza della complessiva riallocazione dell’emittenza locale, le posizioni per tale comparto saliranno da 219 a 323 numeri, corrispondenti a 6.460 posizioni su base regionale (a fronte di 4.380 nel precedente piano). Inoltre, l’Autorità ha ridefinito la composizione del primo e del secondo arco prevedendo ulteriori numeri per lo sviluppo dei canali nazionali nativi digitali, il cui spazio si era da tempo esaurito non consentendo l’ingresso di nuovi entranti. Ad essi vengono complessivamente attribuiti i numeri da 21 a 96, ripetuti anche nel secondo arco, rispetto al range minore 21-70 del precedente Piano. Per non alterare gli investimenti effettuati dalle emittenti e le abitudini degli utenti sviluppatesi sulla base del precedente Piano, le nuove numerazioni dal numero 71 al numero 96 ripropongono la successione dei generi prevista dalla legge a partire dalla categoria dei semigeneralisti. Nel primo arco non potranno trovare collocazione emittenti con programmazione prevalentemente dedicata al gioco d’azzardo.
I TEMPI - Per consentire una ordinata transizione dal vecchio al nuovo Piano, l’Autorità ha previsto che le numerazioni attualmente in uso saranno mantenute fino all’attribuzione delle nuove numerazioni da parte del Ministero, ferma restando la conferma delle numerazioni esistenti laddove compatibili con il nuovo provvedimento. Per evitare disservizi all’utenza la risintonizzazione automatica avverrà in un’unica giornata su tutto il territorio nazionale. Infine, in previsione dell’obbligo di integrazione del DVB-T2 nei decoder e nei televisori integrati a partire dal 2015, l’Autorità ha deciso di istituire un Tavolo tecnico con l’obiettivo di condividere tra gli operatori le soluzioni relative allo standard dei decodificatori e alla navigazione tematica tra i canali attraverso le guide elettroniche ai programmi (EPG). Il Piano sarà revisionato entro un biennio sulla base dello sviluppo del mercato, della tecnologia e – conclude la nota - delle abitudini degli utenti.

NUOVO PIANO NUMERAZIONE LCN


Ore 17.40 - SCRIPPS NETWORKS SBARCA IN ITALIA: RILEVA LA NUMERAZIONE LCN 49 DI COMING SOON, CONTATTI ANCHE PER I CANALI RCS.
Dopo Discovery e Viacom, partner di Telecom in Mtv, un altro broadcaster americano si appresta a sbarcare sulla televisione digitale in Italia. Il gruppo Usa Scripps Networks, secondo quanto risulta a Radiocor, ha raggiunto un accordo con la famiglia Cialfi per l'acquisto del numero 49 nel sistema di numerazione del digitale terrestre occupato attualmente da Coming Soon Television. Il canale specializzato di cinema di proprieta' degli imprenditori romani lascera' la piattaforma digitale, e al suo posto Scripps sta lavorando alla messa a punto di un canale lifestyle sulla scia di quelli proposti dal gruppo negli Stati Uniti. L'intesa con Coming Soon potrebbe non essere l'unica mossa di Scripps in Italia: da qualche mese, secondo indiscrezioni, sono stati avviati contatti con Rcs Mediagroup che hanno come oggetto i canali tematici satellitari dell'editrice milanese raggruppati nella controllata Digicast. I colloqui vertono cioe' su possibili partnership in Lei, Dove, Caccia e Pesca e Caccia e Pesca+6, trasmessi attraverso la piattaforma Sky, che nei primi nove mesi del 2012 hanno raccolto ricavi per oltre 11 milioni registrando un Ebitda di 5,4 milioni.



Tratto da: http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Economia/Scripps-Networks-sbarca-Italia-contatti-anche-canali-Rcs

Ore 11.00 -  SARDEGNA  - RADIO PRESS: NIENTE TRASMISSIONI, NE' STIPENDI.
Giornalisti senza stipendio da molti mesi e senza cassa integrazione. L’Assostampa sarda fa appello all’editore.
CAGLIARI – Da oltre quattro mesi l’emittente radiofonica cagliaritana Radio Press, ha sospeso le trasmissioni giornalistiche e non si sa quando potrà riprenderle. I giornalisti non ricevono regolarmente lo stipendio da molti mesi.
L’Associazione della stampa sarda considera davvero grave questa situazione perché, oltre al disagio dei colleghi, si è determinato un vuoto di informazione che impoverisce ulteriormente il ruolo del sistema delle emittenti radiofoniche isolane.
I giornalisti, per aiutare l’azienda a superare il difficile momento economico, hanno accettato la cassa integrazione, subordinata ad un piano di rilancio della programmazione sia radiofonica che on line. Ma non si hanno più notizie della pratica per ottenere la cassa integrazione e nessun progetto credibile di ripresa con il riassorbimento del personale è stato finora presentato dall’editore.
E’ chiaro, a questo punto, che non è solo la crisi economica a determinare il declino dell’azienda. Vi è un vuoto imprenditoriale che è urgente colmare per evitare che questa importante realtà finisca colpevolmente in silenzio.
L’Associazione della stampa sarda si rivolge dunque all’editore per una seria ed immediata ripresa del dialogo con i giornalisti, sempre disponibili a collaborare per consentire all’emittente di riprendere il ruolo informativo guadagnato in anni di lavoro e di impegno professionale.

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2013/03/20/radio-press-niente-trasmissioni-ne-stipendi

Ore 10.50 -  SICILIA  - PUBBLICATE LE LISTE DELLE EMITTENTI TV CHE SI RICEVONO AD AGRIGENTO E CASTELVETRANO (TP).
Continuiamo ad arricchire la sezione SICILIA IN DIGITALE con altre liste delle emittenti TV che si ricevono nelle città dell'isola, grazie alla collaborazione degli amici del sito Radio TV Sicilia. Oggi pubblichiamo la lista dei multiplex che si ricevono nelle località di Agrigento e di Castelvetrano in provincia di Trapani. Vai alle liste delle TV AD AGRIGENTO e delle TV A CASTELVETRANO (TP) , dove puoi consultare le frequenze, le postazioni riceventi, e le composizioni dei mux nazionali e locali.




Realizzate in collaborazione con:
Radio TV Sicilia



LE TV AD AGRIGENTO / LE TV A CASTELVETRANO (TP)



 20 MARZO 2013 - Mercoledì 

Ore 20.45 IN EVIDENZA  -  CAMPANIA  - IL MISE PUBBLICA UNA NUOVA REVISIONE DELLE GRADUATORIE DELLE EMITTENTI LOCALI DELLA CAMPANIA.
Il Ministero ha provveduto ad esaminare le osservazioni pervenute sulle graduatorie di revisione delle frequenze digitali della Campania, di cui alla delibera n. 265/12/Cons, già pubblicate a dicembre 2012, ed ha apportato le dovute variazioni laddove ha riscontrato propri errori materiali.
Inoltre sono stati recepiti gli ordini di esecuzione e di riesame delle posizioni di alcune ricorrenti pronunciati dagli organi giurisdizionali.


Revisione graduatoria EMITTENTI LOCALI CAMPANIA




Ore 20.15 IN EVIDENZA  -  LAZIO  - IL MISE PUBBLICA UNA NUOVA REVISIONE DELLE GRADUATORIE DELLE EMITTENTI LOCALI DEL LAZIO.
Il Ministero ha provveduto ad esaminare le osservazioni pervenute sulle graduatorie di revisione delle frequenze digitali del Lazio, di cui alla delibera n. 265/12/Cons, già pubblicate a dicembre 2012, ed ha apportato le dovute variazioni laddove ha riscontrato propri errori materiali.
Inoltre sono stati recepiti gli ordini di esecuzione e di riesame delle posizioni di alcune ricorrenti pronunciati dagli organi giurisdizionali.


Resta fuori posizione utile la romana SUPER 3, invece rientrano per l'assegnazione di un mux ITR SORA, NAPOLI CANALE 21 e RTR di Rieti.

Revisione graduatoria EMITTENTI LOCALI LAZIO




Ore 15.10 IN EVIDENZA  -  TOSCANA  - IL MISE PUBBLICA UNA NUOVA REVISIONE DELLE GRADUATORIE DELLE EMITTENTI LOCALI DELLA TOSCANA.
A seguito di pronuncia giurisdizionale a favore dell’emittente televisiva TV1 - Ordinanza n. 02207/2013 del Tar Lazio - il Ministero ha rivisto la graduatoria per l’assegnazione dei diritti d’uso della regione Toscana, già pubblicata a novembre 2011, alla luce dei motivi del ricorso. La suddetta rivisitazione non ha variato la posizione in graduatoria dei soggetti utilmente collocati.
Le variazioni hanno interessato i soggetti posizionatisi al 19° - 20° e 21° - posto della graduatoria e per tale motivo potrebbero essere riviste le assegnazioni rilasciate ai soggetti non utilmente collocati.
Il Ministero dello Sviluppo Economico - Dipartimento per le Comunicazioni ha adottato nel 2011 i bandi per l'assegnazione delle frequenze in tecnica digitale terrestre alle emittenti televisive locali delle regioni Toscana e Umbria, aree tecniche da digitalizzare nel corso dell'anno 2011, ai sensi dell’art. 4, del decreto legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75.

Revisione graduatoria EMITTENTI LOCALI TOSCANA



Ore 14.05 - AL JAZEERA PARLERA' SEMPRE PIU' FRANCESE E INGLESE CON UN INTERESSE ANCHE ALL'ITALIA.
Continua l’espansione della tv araba, pronta a varare un canale di informazioni targato UK e uno in lingua francese
DOHA (Qatar) – L’emittente qatara al Jazeera ha annunciato il prossimo lancio di un nuovo canale in Gran Bretagna svelando di avere in preparazione anche un canale in lingua francese.
“Attualmente stiamo lavorando al lancio di un canale di informazioni dal Regno Unito”, ha dichiarato il direttore generale dell’emittente, Ahmed bin Jassim Al Thani, da Doha, sottolineando che sarà chiamato al Jazeera UK. Al Thani ha poi aggiunto che gli studi per la realizzazione di un canale francese, volto a “gettare ponti verso altre culture e popoli” erano in una “fase avanzata”.
Al Jazeera è da anni in forte espansione. Il network che ha aperto al Jazeera Balkan a Sarajevo nel 2011 sta preparandosi a lanciare al Jazeera Turkish, ha detto sempre al Thani.
A gennaio l’emittente con base a Doha aveva siglato un accordo per comprare Current tv, il network televisivo fondato sette anni fa dall’ex vicepresidente americano Al Gore in società con l’imprenditore Joel Hyatt.
Al Jazeera ha già lanciato nel giugno 2012 in Francia BeIn Sport e a luglio BeIn Sport 2, che diffondono complessivamente sedici sport differenti. Cheikh Ahmed ha, inoltre, annunciato che al Jazeera lancerà “un canale di informazione per la Gran Bretagna”.
Secondo i responsabili dell’emittente del Qatar, il canale in Gran Bretagna farà parte di al Jazeera English, che esiste dal 2006. Le sue trasmissioni saranno realizzate e diffuse dalla Gran Bretanga per cinque ore al giorno, nelle ore di grande ascolto.
 
Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2013/03/19/al-jazeera-sbarca-in-gran-bretagna

I Gran premi della Formula 1 sono fra i prodotti più richiesti dal pubblico arabo.

Accanto a questi numeri ci sono le cifre del bilancio. Lo sforzo economico sostenuto da Sky per aggiudicarsi tutti e 19 i Gran premi - si stima una cifra vicina ai 60 milioni di dollari - non sarebbe stato coperto né dai nuovi abbonamenti né dai contratti pubblicitari, che stentano ad arrivare.
TRATTATIVA CON AL JAZEERA. Per quest’ordine di ragioni Sky avrebbe iniziato a trattare con i vertici di Al Jazeera, la potente televisione del Qatar che ha trovato nello sport il nuovo filone d’oro.
I Gran premi della Formula 1, poi, sarebbero fra i prodotti più richiesti dal pubblico arabo che passa molte ore davanti alla televisione.
Secondo le indiscrezioni raccolte da Lettera43.it, fra l’emittente del gruppo di Rupert Murdoch e i manager della Qatar Media corporation, il punto di partenza sarebbe un accordo fra soci di maggioranza e minoranza.
LE MOSSE DELL'EMITTENTE QATARIOTA. In buona sostanza l’emittente araba, presente in tutto il mondo con le sue quattro sedi strategiche (a Doha, nel Qatar, c’è la sede per Africa e Medio Oriente; a Washington opera la struttura che copre l’America; da Kuala Lumpur, in Malaysia, parte il segnale per l’Asia e, infine, la base Londra si occupa del Regno Unito e dell’Europa) porterebbe in dote a Sky liquidità e sostegno economico ottenendo, in cambio, contenuti e la possibilità di interagire sul piano dell’informazione. Ovviamente si tratta di ipotesi di lavoro, ma secondo uomini vicini a Sky le trattative sarebbero a buon punto.
Del resto Sky e Al Jazeera avrebbero incrociato la strada anche sui diritti del calcio.
IL MISTERO DEL BROKER INGLESE. A determinare il punto di contatto sarebbe stata la Premier League inglese che ha assegnato i diritti televisivi per l’Italia, per il triennio 2013-16, a Pitch International. Pare che dietro a questo broker londinese ci sia Al Jazeera e che esista già un accordo tra i due soggetti. In questo caso Sky, che ha trasmesso il campionato inglese fino a questa stagione, verrebbe tagliata fuori dopo aver rinunciato a un altro prodotto estero di rilievo come la Liga, il campionato spagnolo.
AFFARI CON GLI ARABI. L’unico modo per tornare a trasmettere il campionato britannico sarebbe un accordo con la televisione del Qatar.
Rispetto a quanto ha pagato sinora l’emittente di Murdoch, l’asta è stata assegnata con una maggiorazione del 10%. Molto meno degli incrementi che la reclamizzata Premier sta registrando negli altri Paesi, a conferma della stanchezza del mercato televisivo italiano. Non solo. Già in passato, Pitch International ha fatto affari con gli arabi.
Il connubio potrebbe ripetersi con Al Jazeera pronta a sbarcare in Italia col proprio canale sportivo, quello stesso beIn Sport che ha già conquistato la Francia a scapito di Canal+ arrivando a trasmettere le dirette di otto partite su 10 della Ligue e che è pure sbarcato negli Stati Uniti, dove offre tra l’altro gli incontri del campionato di Serie A.
I qatarioti potrebbero quindi scegliere tra il satellite e il digitale terrestre. Per questa ragione Sky si sarebbe mossa in anticipo, offrendo ad Al Jazeera il piatto forte della Formula 1.

Tratto da: http://www.lettera43.it/cultura/f1-sky-apre-al-mercato-arabo

Ore 10.45 -  LAZIO  - MUX CANALE 10: INSERITE NUOVE LCN.
UHF 42 Mux CANALE 10
Riorganizzazione delle numerazioni LCN per alcuni canali del mux dell'emittente ostiense CANALE 10. La tv musicale StandBy TV cambia posizione, dalla LCN 890 scende alla LCN 696. Sono state inserite le numerazioni ai seguenti canali, che in precedenza ne erano privi: Canale 10 HD, che è sempre a schermo nero, ora si posiziona sulla LCN 519; Radio Dance Music, versione televisiva, si sintonizza sulla LCN 890, che in precedenza era di StandBy TV, infatti in video oltre il logo, l'indirizzo internet, e l'audio della radio, appare anche un cartello del trasferimento di numerazione per StandBy TV e si invita alla risintonizzazione per continuare a riceverla; infine anche l'emittente radiofonica Easy & Italy ha la sua LCN, la numero 894. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali con i dettagli tecnici e lo z@pping TV del mux CANALE 10.










 19 MARZO 2013 - Martedì 

Ore 23.55 - VITTORIO FELTRI: CANALE 5 ERA NATA COME VIDEOCITOFONO DI LUSSO.
Feltri si toglie qualche dentino - Il boom delle tv private del Banana è frutto del lavoro di autori, giornalisti e tecnici di sinistra - Da Mentana a Ricci, da Freccero a Gori ed oggi i sinistrati gli rimproverano di aver rincitrullito gli italiani…
Fra le tante colpe che rimproverano a Silvio Berlusconi c'è quella di aver involgarito i programmi televisivi e, quindi, di aver corrotto la cultura, abbassandone il livello sotto lo zero. È un'accusa pesante quanto infondata che i cosiddetti intellettuali, un tempo organici al Pci e ora ai propri interessi, rivolgono quotidianamente al Demonio Antennuto, considerato la causa dell'imbarbarimento italiano. Da trent'anni le sataniche emittenti commerciali, prima Fininvest poi Mediaset, vengono processate e attaccate dai compagnucci mai rassegnati alla liberalizzazione dell'etere risalente al 1976.

Allora Berlusconi era un palazzinaro, per usare un'espressione romanesca. Costruiva condomini, di più: città (vedi Milano 2 e Milano 3). Quando il vecchio monopolio Rai cominciò a scricchiolare strattonato dalla proliferazione delle emittenti locali, il Dottore (come era chiamato allora l'imprenditore milanese) ebbe un'intuizione: piatto ricco mi ci ficco. Nessuno supponeva che il futuro della comunicazione fosse legato allo sviluppo, che sarebbe stato enorme, delle piccole e artigianali antenne cui era stato dato il permesso di nascere nel ristretto ambito di una provincia.
Ai primordi, si pensava che i pionieri delle tivù commerciali, alimentate solamente dalla pubblicità (niente canone), sarebbero stati costretti a portare presto i libri in tribunale e dichiarare fallimento. E in effetti molti fecero una brutta fine. Il Cavaliere, da buon ultimo arrivato nella prateria, esaminò ciò che vi accadeva ed evitò gli errori commessi da altri per insufficienza di mezzi.
Creò Telemilano affidandone la direzione a Vittorio Buttafava, già valente direttore del settimanale Oggi , una macchina da soldi. Sembrava un gioco, il soddisfacimento di uno sfizio, un'iniziativa velleitaria. I critici, tra cui c'ero anch'io, ipotizzarono una morte imminente di quello che era definito un «videocitofono di lusso».
Non avevano calcolato che il palazzinaro visionario avrebbe investito montagne di denaro, sgominando la concorrenza e imponendosi sul mercato quale unico competitor della Rai.
Egli infatti, infischiandosene dei nostri risolini ironici, si preparò il terreno per fare il botto. E lo fece col calcio; organizzò il Mundialito - sull'onda del successo degli Azzurri in Spagna, nel 1982: titolo mondiale - e mandò in onda le partite, suscitando l'entusiasmo degli appassionati di pallone. Gli ascolti crebbero a dismisura, picchi mostruosi. Nel frattempo Telemilano era diventata Canale 5. E i monopolisti politicizzati di viale Mazzini, avvezzi a pascolare indisturbati e solitari, tremarono. Si resero conto che la pacchia era finita: addio dominio statale dei teleschermi.
Berlusconi comprese che si trattava di insistere. Scucì altri quattrini, parecchi. Comprò i programmi- belli e brutti - disponibili sulla piazza. E il videocitofono si trasformò in colosso indebolendo tutte le tivù private più piccole. Non bastava. Acquistò Italia 1 da Edilio Rusconi per avere una seconda rete. Ma ce ne volevano tre, secondo i suoi piani da megalomane. Bussò pertanto alla porta della Mondadori che si era imbarcata in un'avventura folle con Rete 4 (fondata da me con alcuni amici e ceduta in attivo alla casa editrice di Segrate). L'uscio si aprì e Silvio si portò a casa la terza rete, indispensabile per completare il pacchetto e affrontare la Rai ad armi pari.
Il più era fatto. I contenitori erano pronti, mancavano i contenuti che non si potevano improvvisare, occorreva produrli. Il Cavaliere, grazie al sostegno delle banche persuase dalla bontà del progetto, assunse vari specialisti (tecnici e uomini di spettacolo) e avviò la realizzazione di alcuni programmi, rastrellandone in quantità anche di già confezionati all'estero.

Rimaneva da risolvere il problema dei problemi: come mandarli in onda alla stessa ora in tutto il Paese? Infatti, la cosiddetta interconnessione era vietata in base a una norma pasticciata che concedeva soltanto alla Rai il privilegio di essere emittente nazionale. Finin-vest era penalizzata; il potere legislativo si guardava dall'approvare nuove regole che prendessero atto della realtà televisiva mutata in conseguenza della liberalizzazione dell'etere.
C'erano forti resistenze politiche: la maggioranza dei partiti temeva che Berlusconi facesse strage di ascolti, influenzando l'opinione pubblica e, quindi, il voto, i risultati elettorali. In sostanza, i governi dell'epoca desideravano mantenere il controllo di quanto appariva sui teleschermi, lasciando pro forma ai privati soltanto le briciole. Berlusconi aggirò l'ostacolo organizzando una distribuzione capillare di videocassette (nastri dei programmi registrati) in modo che dalle Alpi alla Sicilia la sua produzione fosse in grado di essere trasmessa in perfetto orario su ogni televisore della penisola. Una furbata. Che un pretore, ovviamente d'assalto, sgamò e cercò di azzerare.
Servì l'intervento del presidente del Consiglio, Bettino Craxi, amico del Cavaliere, per annullare il decreto che azzoppava la Fininvest. Un favore o un atto di giustizia? Dipende dai punti di vista. La mossa del premier comunque aprì la strada alla cosiddetta legge Mammì che, a vent'anni dall'avvento delle antenne commerciali, mise ordine nel settore. Praticamente, il monopolio si trasformò in duopolio.
Altre emittenti (eccetto Sky, entrata in funzione in tempi recenti) non ebbero l'opportunità di sfondare. A questo punto, le tv del Biscione furono obbligate a dare spazio all'informazione: telegiornali a tutto spiano. E qui Berlusconi, per quanto bombardato dalle critiche di qualsiasi segno politico, fece un capolavoro. Affidò a un giovanissimo Enrico Mentana il Tg di Canale 5 e a Emilio Fede ( il vero iniziatore del giornalismo televisivo nelle «commerciali ») i Tg di Italia 1 e Rete 4.
Chicco rivoluzionò, col suo modo di condurre, i notiziari e ancora oggi, passato a La7, egli è giudicato il miglior talento nel suo campo. Di Mentana si potrà dire tutto tranne che sia stato asservito anche solo dieci minuti al leader del centrodestra. Nonostante ciò, per oltre 15 anni, l'informazione di Canale 5 è stata tacciata di berlusconismo.
Oggettivamente, una balla. Qualcuno obietterà che però il Tg di Fede è stato per lustri un esempio di partigianeria politica, una specie di Telesilvio. Non c'è dubbio. Come non c'è dubbio che il notiziario di Raitre sia smaccatamente progressista. Ma la polemica antiberlusconiana è violenta e trascura l'obiettività. Se un Tg è di sinistra va bene, se è di destra è uno scandalo.
Lo stesso criterio fazioso è stato adottato nel valutare ogni altro tipo di trasmissione: i varietà della Rai, per quanto pessimi, erano e sono tollerati, perfino quelli, innumerevoli e tutti uguali, di Raffaella Carrà; quelli di Mediaset sono invece indegni, alimentano la sottocultura, rimbambiscono il pubblico e lo rendono incapace di intendere e di volere, piegandolo al cattivo gusto di marca berlusconiana.
Siamo all'assurdo. Si ignora sfacciatamente che l'impronta alla produzione Mediaset è stata impressa da specialisti di sinistra: Carlo Freccero, un fuoriclasse rosso fuoco; Antonio Ricci, altro fuoriclasse di seme progressista, ideatore di Striscia la notizia e Drive in , per citare due signori autori di programmi cult.
Mi preme poi osservare che il direttore delle reti berlusconiane più duraturo è stato Giorgio Gori ovvero lo spin doctor di Matteo Renzi che, se non sbaglio, è del Pd, avendo inoltre partecipato alle primarie del partito di Pier Luigi Bersani. Contro ogni evidenza, si continua però a dire: le tv di Sua Emittenza hanno provocato un disastro etico incrementando il più bieco berlusconismo e inquinando la mentalità dei connazionali. Si sorvola anche sul particolare che l' 80% di chi lavora a Mediaset si vanta di essere anti Pdl ed è iscritto al sindacato paleolitico di stampo comunista.
Se rispondesse a verità che il Biscione ha distrutto il buon gusto dei telespettatori abituandoli al peggio, la responsabilità sarebbe della sinistra, cui appartengono tutti gli autori, gli attori, i comici (Zelig) e addirittura i tecnici delle luci, i cameramen e i truccatori pagati dal «duce» di Arcore. I più feroci oppositori di Canale 5 e affini forse non sanno che i format più diffusi utilizzati sia dalla Rai sia da Mediaset provengono dagli stessi fornitori statunitensi e inglesi. Né sanno che ormai la tv è globalizzata, per cui mezzo mondo usufruisce delle medesime immagini, dei medesimi telefilm, delle medesime schifezze seriali. Il sistema televisivo è identico in decine di Paesi e ha provocato un appiattimento peraltro inevitabile essendo dovuto all'esigenza di contenere le spese. Se ignoranza significa ancora essere disinformati e avere il cervello ottuso, mi pare che ignoranti siano dunque gli intelligentoni che attribuiscono a Mediaset di aver bacato la testa del popolo. È il contrario. Sono gli intelligentoni (cretini) a non capire dove sia la verità: si illudono di averla in tasca.

Tratto da: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tele-banana-la-fortuna-del-biscione-lha-fatta-la-sinistra



Ore 23.30 - E' CROZZA IL VERO "SANT'ORO" DE LA 7.
A La7 non è l'addio milionario dell'ex presidente Giovanni Stella, e l'arrivo del nuovo editore Urbano Cairo a monopolizzare i discorsi. Semmai si cerca di capire quali programmi vadano confermati e quali no. L'ultima settimana ha portato alla luce la performance di Maurizio Crozza, la cui puntata di venerdì scorso ha riportato ascolti record. In pratica da prima serata di Raiuno. Crozza nel paese delle meraviglie è stato visto in media da 3.603.000 telespettatori, per uno share del 12,67%.
Una manciata di persone in meno rispetto al Red or Black, il game show di Raiuno con Fabrizio Frizzi e Gabriele Cirilli (3.694.000 telespettatori per uno share del 14,65%) e a il Clan dei Camorristi di Canale 5 (4.404.000 telespettatori, per uno share del 16,55%). Crozza ha tirato la volata anche al programma andato in onda subito dopo, Zeta la commedia del potere con Gad Lerner, che ha portato a casa ascolti ben superiori a quelli dell'Infedele (1.217.000, con il 6,33% di share).
Crozza è andato meglio anche di Michele Santoro che giovedì scorso ha ottenuto con Servizio Pubblico un ascolto medio del 10,76% di share con 2.598.000 spettatori davanti al video: un milione di teste in meno rispetto a Crozza. Pertanto sorge spontanea la fatidica domanda: o Santoro comincia a stancare o è Crozza il vero Santoro de La7.
Tratto da:
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/e-crozza-il-vero-santoro-di-la-7


Ore 23.15 -  SICILIA  - MUX 7 GOLD 88 / 7 GOLD 99: ARRIVA UTELIT TV.
UHF 39 Mux 7 GOLD 88
UHF 31 Mux 7 GOLD 99
Nei due mux di 7 GOLD è stato aggiunto il canale rumeno UTELIT TV, con la numerazione LCN 246.


Ore 22.55 -  SICILIA  - MUX TELEVITA: ARRIVA RETE CHIARA SU TELE KALOS.
UHF 31 Mux TELEVITA
Rete Chiara da oggi è arrivata nel mux TELEVITA, che trasmette  sulla frequenza UHF 31. E' in onda sul canale Tele kalos, con la numerazione LCN 681, con i loghi delle delle due emittenti unificati. Inoltre continua a trasmettere anche su TELE NOVA 2, con LCN 617. Ringraziamo Popolis per averci fornito le immagini.





Ore 10.00 -  EMILIA-ROMAGNA  - PUBBLICATA LE LISTA DELLE EMITTENTI TV CHE SI RICEVONO A RIMINI.
Implementiamo la sezione EMILIA-ROMAGNA IN DIGITALE inserendo la lista delle emittenti tv che si ricevono nella località della costiera romagnola RIMINI.
Vai alla pagina delle TV A RIMINI, dove puoi consultare le frequenze, le postazioni riceventi, e le composizioni dei mux nazionali e locali.


LE TV A RIMINI



 18 MARZO 2013 - Lunedì 

Ore 12.50 -  SICILIA  - PUBBLICATE LE LISTE DELLE EMITTENTI TV CHE SI RICEVONO A TRAPANI E GELA (CL).
Continuiamo ad arricchire la sezione SICILIA IN DIGITALE con altre liste delle emittenti TV che si ricevono nelle città dell'isola, grazie alla collaborazione degli amici del sito Radio TV Sicilia. Oggi pubblichiamo la lista dei multiplex che si ricevono nelle località di Trapani e di Gela in provincia di Caltanissetta. Vai alle liste delle TV A TRAPANI e delle TV A GELA (CL) , dove puoi consultare le frequenze, le postazioni riceventi, e le composizioni dei mux nazionali e locali.


LE TV A TRAPANI / LE TV A GELA (CL)

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Radio TV Sicilia