Da Lunedì 8 a Domenica 14 LUGLIO 2013










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Potete utilizzare questa mail anche per dare una risposta, consiglio o parere sulle discussioni di questo sito.















 AVVISO: CONSIGLI SU COME RICEVERE TOPCRIME SUL CANALE (LCN) 39 

UHF 36 (Sardegna UHF 46) MEDIASET Mux 2
Molti nostri lettori ci scrivono che non riescono a vedere TOPCrime sul canale (LCN) 39. Ecco come fare.

Per poter ricevere TOPCrime (numerazione automatica LCN 39 - frequenza di trasmissione UHF 36) si consiglia di cancellare la attuale lista canali, effettuare una nuova risintonizzazione, controllare dal menu del decoder o tv se è attiva la numerazione automatica; controllare sempre dal menu il livello di segnale sulla frequenza UHF 36 (594.0 Mhz) del mux MEDIASET 2. Inoltre controllate nell'elenco dei canali se ricevete Cartoonito posizionato al numero 46, emittente trasmessa dallo stesso provider (mux) e quindi sulla stessa frequenza. Se ricevete Cartoonito allora dovete ricevere per forza anche TOPCrime. E' possibile che in diversi modelli di tv o decoder non si vada a posizionare sul numero 39 ma in un'altra numerazione pertanto controllate tutta la lista dei canali.
Il mux
MEDIASET 2 è trasmesso in quasi tutte le postazioni dove è attivo il mux MEDIASET 4 UHF 49 (698.0 Mhz), che contiene le emittenti generaliste Rete4 (LCN 4), Canale5 (LCN 5) e Italia1 (LCN 6).
La differenza è che il mux
MEDIASET 2 (UHF 36) è trasmesso in BANDA IV UHF (21>37), mentre il mux MEDIASET 4 (UHF 49) è trasmesso in BANDA V UHF (38>69). In molte zone, in particolare nella zona di Milano, gli impianti di antenna e di conseguenza le centraline, sono predisposti per ricevere i canali "privati" in quinta banda (si trattava di una disposizione in uso ai tempi della tv analogica) pertanto la frequenza UHF 36 viene tagliata fuori. In questi giorni stiamo ricevendo da tutta Italia e in particolar modo dalla Lombardia numerosissime mail di utenti che lamentano il medesimo problema. In ultima analisi potete provare a chiedere (se siete in un condominio con impianto centralizzato) ai vostri vicini di casa se loro lo ricevono, ma se non c'è verso di vederlo dovreste chiamare un tecnico antennista specializzato che aggiorni l'impianto di antenna.
Questi i canali trasmessi insieme a TOPCrime nel mux MEDIASET 2:
27 - ClassTV MSNBC
32 - QVC
34 - Mediaset Extra
35 - Mediaset Italia Due
39 - TOPcrime
40 - Boing

46 - Cartoonito
49 - Coming Soon Television

Se prima vedevate For you sul 39 con ottimo segnale è perchè era trasmesso su un'altra frequenza (nel mux RETE A 1) e non in quella di TOPCrime (mux MEDIASET 2).
Alcuni utenti, crediamo pochissimi, potrebbero avere ancora attivi dei vecchi registratori VHS, non fate passare il cavo di antenna in questi apparecchi, poichè di solito erano tarati per essere visti appunto sulla frequenza UHF 36 e potrebbero annullare il segnale del mux MEDIASET 2. Aggiungiamo inoltre per gli utenti della Lombardia che se vedete BOING (LCN 40) scritto tutto maiuscolo, non è detto che riceviate anche TOPcrime, visto che BOING è trasmesso anche dal provider (mux) TELECITY (LOMBARDIA) sull' UHF 45 in quinta banda appunto.
Infine ricordiamo che in Sardegna il mux
MEDIASET 2 è trasmesso in quinta banda, sulla frequenza UHF 46 (674,0 Mhz), la medesima banda del mux MEDIASET 4 UHF 52 (722.0 Mhz).
Sulla nostra pagina Facebook è attiva la discussione degli utenti sulla
ricezione di TOPcrime.

Ulteriori consigli da parte di Massimo di Cavriago (Reggio Emilia): per esperienza personale avevo lo stesso problema citato da diversi utenti. Ho provato in due modi: fare un reset di fabbrica con LCN attivato. L'altro modo è: alcuni decoder o TV hanno come opzione "lista canali rimossi nel cestino", controllare che all'interno di questa opzione non ci sono canali e se ci sono cancellarli. Se all'interno del cestino esiste 39 For you anche facendo una scansione TOPcrime non risultera' mai, in quanto il decoder mantiene in memoria il vecchio 39 For you . Bastera' cancellarlo poi fare una scansione manuale sulla frequenza UHF 36.



Clicca sulle immagini per vederle ingrandite


 14 LUGLIO 2013 - Domenica 

Ore 21.00 -  ABRUZZO  - PESCARA SAN SILVESTRO: CONTINUA LO SCIOPERO DELLA FAME DEI RESIDENTI (CON VIDEO RAI TGR ABRUZZO).


Per il video ringraziamo Francesco di Vasto (Chieti).

Ore 20.00 - ADDIO A TONINO ACCOLLA, VOCE DI HOMER SIMPSON E EDDIE MURPHY.
ROMA - È morto oggi a Roma, dopo una lunga malattia, Tonino Accolla, grande doppiatore italiano ma anche dialoghista e direttore del doppiaggio di innumerevoli film oltre che regista teatrale.
Mitica voce (e risata) di Eddie Murphy, Mickey Rourke, Kenneth Branagh, di Homer Simpson e di innumerevoli altri celebri personaggi, grande direttore di doppiaggio (da Titanic a Braveheart ai maggiori successi degli ultimi 30 anni) nonché attore teatrale e televisivo. Originario di Siracusa, 64 anni, era noto al grande pubblico per aver doppiato Eddie Murphy in quasi tutta la filmografia del comico afroamericano. Il connubio con l'attore, però, si è interrotto con il film Tower Heist - Colpo ad alto livello del 2011. Accolla viene sostituito da Sandro Acerbo e Eddie Murphy perderà (in Italia) il suo marchio di fabbrica: la sua celebre risata. Tra i personaggi a cui ha prestato la sua voce, va ricordato anche Homer nella versione italiana dei Simpson. Nella stessa serie tv animata è stato direttore del doppiaggio della maggior parte degli episodi trasmessi in Italia.
Ma il suo successo è dovuto anche al doppiaggio di molte tra le star hollywoodiane più in voga: da Tom Hanks a Mickey Rourke, da Hugh Grant a Jim Carrey, passando per Ben Stiller, Tim Curry e Gary Oldman (Léon e Il quinto elemento), nonché il personaggio Timòn nei film d'animazione della serie 'Il Re Leone' e Mike nel film 'Monsters & Co'. Ha inoltre prestato la sua voce a Mushu nel film 'Mulan 2' del 2004. E' stato direttore del doppiaggio di vari film fra cui Borat, Hot Shots!, Il Silenzio degli Innocenti, BraveHeart, Crush, Titanic e Avatar. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti nella carriera anche il Nastro d'argento per il miglior doppiaggio eseguito nel 1991 per la parte dell'attore Kenneth Branagh nell'Enrico V.
Zio della doppiatrice Natalia Accolla, lascia un figlio, Lorenzo, che ha seguito le orme paterne e anche lui oggi è doppiatore.

Tratto da: http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2013/07/14/news/addio_a_tonino_accolla_regista_e_doppiatore_voce_di_homer_simpson_e_eddie_murphy


Ore 17.00 -  IN EVIDENZA  - ARRIVA WWW.LITALIAINDIGITALE.IT, SALVALO NEI TUOI SITI PREFERITI !
L'ITALIA IN DIGITALE è on line dal 2009, tutto iniziò con MONTEROTONDO IN DIGITALE, ma già dopo poco questa denominazione ci stava un po' stretta e così, dato il periodo che stavamo attraversando di switch over e switch off, abbiamo dato il via a L'ITALIA IN DIGITALE.
Poi la strada è stata tutta in salita perchè dovevamo creare uno spazio web che non doveva assolutamente essere una copia di qualcosa che poteva essere già in rete, pertanto ci siamo prefissati una determinata mission: realizzare un sito sulla TV digitale terrestre unico nel suo genere, che parlasse un linguaggio semplice e che potesse aiutare l'utente a casa a ritrovare la bussola delle frequenze in modalità numerica.
Così abbiamo pensato alla sua struttura: con la sezione news, la suddivisione regionale, la classificazione dei mux nazionali e locali e in particolar modo perfezionare la sezione SPORTELLO TV DIGIT@LE,
che in alcuni giorni di switch off dello scorso anno, è risultata anche la pagina più cliccata del nostro sito.
Poi sono arrivate le griglie dei canali dei multiplex nazionali e locali, quindi è stata la volta degli z@pping TV che hanno immediatamente dato al sito un'impronta differente,  con i loghi delle emittenti rieditati in alcuni casi, appositamente da noi.
Il vostro seguito è stato un crescendo di soddisfazioni. Dalle 100 visite quotidiane, fino ad arrivare ai picchi di 5 mila nel periodo switch off, che si sono assestate a 3-4 mila un anno dopo.
Oltre 800 mi piace sul nostro Facebook e quasi 3 mila follower su twitter, un numero di collaboratori che ci informano sui cambiamenti nelle regioni, da ogni capoluogo di provincia, in particolar modo con la preziosa collaborazione di Radio TV Sicilia.
Numerose emittenti televisive si informano consultando questo sito, non a caso Mediaset TGCOM 24 ha scelto
L'ITALIA IN DIGITALE lo scorso anno per un'intervista in diretta di 30 minuti sul termine delle operazioni di switch off in Italia, mentre il Corriere della Sera e altre testate online hanno più volte citato in diversi articoli che parlavano del digitale terrestre proprio L'ITALIA IN DIGITALE.
Più recentemente lo scorso giugno, siamo stati partner ufficiale di Comunicare Digitale, il forum Europeo sulla comunicazione.


L'ITALIA IN DIGITALE SU TGCOM 24





Una curva in ascesa di soddisfazioni, nonostante i limiti imposti dal server google sites su cui ci appoggiamo, sia di indicizzazione che di realizzazione grafica.
Pertanto abbiamo provveduto a registrare il nostro nuovo dominio
www.litaliaindigitale.it un altro piccolo passo avanti che ci porta ad una maggiore visibilità e ad una migliore identità.
Sono attive anche le sezioni regionali, che si raggiungono digitando www.litaliaindigitale/piemonteindigitale oppure lazioindigitale ecc.

Sono già attive le nuove mail per comunicare con noi:
per lo sportello la casella attiva è sportello@litaliaindigitale.it
per tutte le altre informazioni potete utilizzare info@litaliaindigitale.it

Il nostro invito è ora quello di salvare nei vostri siti preferiti del vostro PC, Mac, smartphone e tablet 
www.litaliaindigitale.it per raggiungerci in maggiore comodità, un altro passo in avanti nella nostra breve storia, mentre guardiamo già al futuro con le nuove sfide che ci attendono già nei prossimi giorni, mentre ci stiamo espandendo anche in Europa, con la nuova sezione SPECIALE FRANCIA IN DIGITALE, e le nuove che realizzeremo a breve di MALTA IN DIGITALE e SPAGNA IN DIGITALE, passando per SPECIALE PROPAGAZIONE - AFRICA IN DIGITALE, che ha riscosso un notevole successo di visualizzazioni.

© L'ITALIA IN DIGITALE 2009 > 2013
By Andrea Pomilio & Riccardo Gaffoglio

Ore 13.40 - ADDIO MR. BOSE, SCIENZIATO VISIONARIO CHE HA CAMBIATO L'HI-FI.
Molto compatto, molto fedele, molto realistico e soprattutto emozionante. Secondo il grande, visionario imprenditore-scienziato Amar G.Bose, indio-americano, fondatore della Bose Co., morto ieri a 83 anni, così doveva essere l'impianto hi fi per la casa, la barca e l'auto. Amar G.Bose nel 1964 insegnava ingegneria elettrica ed elettronica al mitico Mit, quando, ascoltando un impianto hi-fi di grande qualità acustica, si arrabbiò molto poiché, pur avendolo pagato parecchio, la resa audio gli sembrava decisamente lontana dalla realtà sonora dell'ascolto in originale. Si mise a studiare lo stretto rapporto tra la musica e l'effetto emotivo, fisico e psichico sull'uomo e nel 1968 lanciò il primo sistema di altoparlanti che riuscivano –secondo gli appassionati e gli esperti audio- a riprodurre quasi interamente l'"ambiente" (o "ambienza") sonoro originale.
Seguirono ricerche sofisticate per il ministero della Difesa americano con un casco speciale che risolveva gran parte dei gravi problemi causati ai piloti dell'aeronautica dai fortissimi rumori degli aerei, problemi che provocavano danni ingenti al ministero oltre che effetti devastanti sull'udito. Ma è sulla scelta di costruire altoparlanti e componenti dei sistemi audio e home theatre sempre più compatti, sempre più piccoli e con un design raffinato, che Bose –che continuava a insegnare al Mit-costruì il successo mondiale della sua azienda, la Bose Corporation.
Questa costante ricerca –che lo appassionava ancora- per componenti e device super-compatti andava di pari passo con la ricerca di una resa musicale "emozionante" anche in quegli ambienti, come l'auto e le imbarcazioni, che hanno condizioni critiche e instabili di ascolto e resa. I suoi altoparlanti (alcuni dei quali stanno in una mano)hanno anche trovato accoglienza nei luoghi di cultura più illustri, come la Cappella Sistina, proprio perché non invasivi, di design raffinato e al tempo stesso in grado di rendere morbidamente gradevole l'ascolto.

Studiò per primo in modo sistematico la tecnologia delle onde acustiche, per dare altoparlanti senza filo e per primo realizzò un sistema di simulazione della resa acustica di un sistema audio per progettisti di locali pubblici in modo da predisporre, ancor prima della realizzazione dell'edificio, un‘ambienza corretta e su misura di gusti, articolazione spaziale, tipologia della musica e degli effetti da creare. Bose è stato uno dei più interessanti esempi di quella mentalità molto americana, di imprenditoria diffusa in ogni strato sociale, anche nel rarefatto mondo della ricerca pura come il Mit, che ha dato origine a illustri start-up. Un legame che rimane sempre così stretto che Amar donò parte delle azioni dell'azienda proprio al Mit dal quale, nel lontano 1968 ebbe non solo incoraggiamenti ma anche finanziamenti offerti da colleghi entusiasti delle sue idee.

Tratto da: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-07-13/casse-bose


 13 LUGLIO 2013 - Sabato 

Ore 19.30 -  FRANCIA  - SPECIALE FRANCIA IN DIGITALE (ULTIMA PUNTATA): I CANALI DEL MUX TNT 6 CON TELEMONTECARLO.
Mux TNT 6
Settima ed ultima puntata del nostro reportage dalla FRANCIA, oggi completiamo infatti la composizione del mux TNT 6 che trasporta 9 canali, di cui 4 TV free, 2 TV pay e 2 canali dati.


Mux TNT 6




    1 - TF1
    7 - ARTE
  10 - TMC
  12 - NRJ12

  46 - TF6 (canale pay)
  48 - LCI
(canale pay)
  49 - Eurosport
(canale pay)
  - noname 1791
  - noname 1792



TF1 (LCN 1)  www.tf1.fr
TF1 è un canale televisivo generalista privato francese. È il primo canale televisivo francese per ascolti. La proprietà è del francese Bouygues, proprietario fra l'altro di Eurosport. Trasmette solo due notiziari al giorno, anch'essi i più seguiti in Francia. TF1 (nota in passato come Télévision Française 1) è la più vecchia televisione generalista francese che nacque il 13 febbraio 1932 come Radio PTT-Vision, per poi passare a TF1 dal 1975. Nel 1932 nacque Radio PTT-Vision che trasmetteva immagini e suoni a livello sperimentale, nel 1939 cambiò denominazione in Radiodiffusion Nationale Television. Nel 1940 la Francia venne invasa dai nazisti, che si appropriarono di questa stazione e la chiamarono Fernsehen Paris; chiuse le trasmissioni nel 1944, dopo la liberazione del paese. Nel 1946 riprese le trasmissioni come Television française de la R.D.F. e trasmetteva dodici ore alla settimana. Il 4 febbraio 1946 iniziarono ufficialmente le trasmissioni televisive, e il canale divenne R.T.F., il 29 giugno venne fatto il primo telegiornale. Nel 1963 nacque la seconda televisione pubblica francese, perciò il canale diventò Première chaîne. Nel 1975 l'ORTF fu sciolto da Jacques Chirac e i canali pubblici francesi diventarono autonomi tra loro e cambiarono nome, il primo divenne TF1. Nel 1987 Jacques Chirac, allora primo ministro, ordina la privatizzazione di un canale per liberalizzare il mercato; non potendo privatizzare FR3 perché regionalizzata, sembrava orientato a vendere Antenne 2, ma era la tv più vista, e la scelta ricadde su TF1, venduta nel 1987. Dal 1991 è la rete tv più seguita in Francia, con uno share medio del 25%. Nel 2008 venne creata la versione in alta definizione di TF1 (TF1 HD).


ARTE (LCN 7)  www.arte.tv/fr
Arte (acronimo di Association Relative à la Télévision Européenne, Associazione Relativa alla Televisione Europea) è un canale culturale franco-tedesco a vocazione europea di servizio pubblico, nato nel 1992 da un trattato fra lo Stato francese ed i Länder tedeschi. Ha succeduto La Sept (Société d'édition de programmes de télévision, Società di edizione di programmi di televisione) lanciata nel maggio 1989. Si tratta di un Gruppo Europeo di Interesse Economico (GEIE) i cui due membri sono in parità: Arte France (France 3, Stato francese, Radio France e INA) e Arte Deutschland (ARD e ZDF). Le trasmissioni di arte sono iniziate nel maggio 1992 e in seguito alla fine delle trasmissioni di La Cinq (l'emittente di Silvio Berlusconi), il Conseil Supérieur de l'Audiovisuel (CSA) ha attribuito ad Arte, su domanda del governo francese, le frequenze analogiche lasciate vacanti sul quinto canale terrestre nazionale francese. A partire dal 28 settembre 1992, il canale culturale è stato trasmesso su questa rete dalle 19:00 all'1:00, fascia poi estesa fino alle 3:00. Arte è associata ad altri canali pubblici europei: RTBF in Belgio, SRG SSR in Svizzera, TVE in Spagna, TVP in Polonia, ORF in Austria, YLE in Finlandia, NPS nei Paesi Bassi, BBC in Gran Bretagna e SVT in Svezia. Arte è diffusa simultaneamente in diverse lingue in tutta Europa dalla sua sede di Strasburgo.


TMC (LCN 10)  www.tmc.tv
Télé Monte Carlo, nota anche con l'acronimo TMC, è la televisione nazionale del Principato di Monaco. Pochi sanno che TMC è il più vecchio canale televisivo privato d'Europa, nato nel 1954 e inaugurato dal Principe Ranieri III di Monaco. Come molti altri canali televisivi europei, la sua prima importante trasmissione fu legata alla famiglia Reale della nazione, in questo caso il matrimonio del Principe Ranieri III con Grace Kelly. Nel 1974 comincia a diffondere i suoi programmi in italiano ma qui lo scrittore Lucarelli direbbe: "Questa è un'altra storia". Negli anni '80 come risultato di un accordo tra Ranieri III e il presidente francese Francois Mitterrand, è in grado di trasmettere fino a Montpellier, triplicando la sua copertura (3 milioni di potenziali spettatori). Tra il 1988 ed il 1993 la sua programmazione viene ridotta a poche ore, mentre durante il resto della giornata vengono diffusi i programmi dei canali M6 (1988-1989) e MCM (1989-1993). La copertura aumente, diventando disponibile ai telespettatori francesi anche via satellite e via cavo. A partire dal 1993 il canale viene rilanciato torna ad una programmazione giornaliera. Successivamente, dal 2001, il canale assume un nuovo formato che ne riduce la connotazione di rete monegasca. Nel 2005 diviene disponibile attraverso il digitale terrestre su tutto il territorio francese e ad oggi risulta il sesto canale francese con il maggiore ascolto in Francia. Télé Monte Carlo ha un programmazione generalista. Il palinsesto negli ultimi anni si è concentrato su telefilm e serie televisive, mentre rispetto al passato è diminuito il numero di programmi autoprodotti. Tra essi si annoverano comunque notiziari, programmi di cucina e salotti d'intrattenimento, tra i quali: SUD, una trasmissione culturale che si concentra sul Principato di Monaco e sul sud della Francia. Monacoscope: Una trasmissione che presenta le ultime notizie di politica, sport e sulla famiglia reale monegasca. Notre Région: un contenitore informativo che si concentra su notizie politiche, culturali ed economiche della regione francese di Provenza-Alpi-Costa Azzurra.


NRJ12 (LCN 12)  www.nrj12.fr
Originariamente chiamato "NRJ TV". Il progetto di questa televisione è stato per anni solo un'idea del gruppo NRJ che non si era rassegnata al fallimento del suo primo tentativo nel 1986 con il canale musicale TV6 la sesta rete analogica terrestre, nata nel febbraio dello stesso anno e che cesso' l'attività sabato 28 Febbraio 1987 a mezzanotte, dopo l'annullamento da parte del governo di Jacques Chirac della concessione che nel frattempo se l'era aggiudicata la nuova entrante M6. Con l'arrivo del digitale terrestre nelle case francesi nel 2005, venne quindi lanciato questo nuovo canale, figlioccio della più famosa radio NRJ che esiste dal 1981. Sono trasmessi molti programmi musicali, serie tv, cartoni animati, reality e giochi; il suo principale target infatti è 11-35 anni.


TF6 (LCN 46 - Canale pay www.tf6.fr
TF6 è un'emittente di intrattenimento generalista. Nasce nel dicembre 2000 da TF1 e M6, il nome è dato dall'unione delle due sigle : M6 Progetto Famiglia e il progetto TFX per TF1. Questa fusione porta i due gruppi a creare una joint venture al 50% che unisce TF6 e Série Club (un altro canale TV). In questo modo il nuovo canale può attingere da un ampio catalogo di titoli cinematografici e serie tv. TF6 è in onda sul digitale terrestre dal novembre 2005, mentre TF6 HD è disponibile su CanalSat dal 24 gennaio 2012.




LCI (LCN 48 - Canale pay http://lci.tf1.fr
La Chaine Info, più noto con l'acronimo LCI, è una televisione a pagamento di news h24 del gruppo TF1 ( i colori del logo ricordano infatti quelli di TF1) fondata il 24 giugno 1994. Il target specifico è quello di fascia alta; i suoi concorrenti diretti sono i> Télé e BFM TV.





Eurosport (LCN 49 - Canale pay www.eurosport.fr
Eurosport è il più grande network televisivo di sport su satellite,cavo e DTT dell'Europa disponibile in 54 paesi e 18 differenti lingue. Eurosport trasmette in molti paesi dell'Europa, con i commenti in lingua locale. Eurosport nasce nel 1989 come joint-venture tra l'European Broadcasting Union (EBU) e Sky Television di Rupert Murdoch. Il canale viene rilanciato nel 1991 con il nome di "Eurosport International", quando la tv del magnate australiano si unisce con BSB e crea la piattaforma BSkyB. BSkyB si focalizza sugli asset di BSB, creando "The Sports Channel", che verrà poi rinominata in Sky Sports. Eurosport viene successivamente acquistato da un consorzio francese, formato dal gruppo di TF1, Canal Plus e Havas Images. Oggi è posseduta al 100% da TF1.


  SPECIALE - Settima ed ultima puntata

 A cura di Andrea Pomilio & Riccardo Gaffoglio

 © L'ITALIA IN DIGITALE - Luglio 2013



Ore 11.40 -  VENETO   FRIULI  - CHIUDE LA REDAZIONE DEL FRIULI DI TV7 TRIVENETA.
TRIESTE – L’Assostampa Fvg denuncia la chiusura della redazione regionale dell’emittente Tv7 Triveneta ed è al fianco dei tre giornalisti licenziati.
La situazione: agenzia stampa Ansa staccata, ferie forzate per tutti e lettera di licenziamento a far data dal 30 settembre. Chiude la redazione di Tv7 Triveneta FVG, la televisione del gruppo Triveneta che fa capo alla famiglia padovana di Ermanno Chasen.
L’esperienza di un telegiornale tutto dedicato al Friuli Venezia Giulia, iniziata nel settembre del 2011, termina a meno di due anni dal suo avvio.
Tre i giornalisti che perdono il posto di lavoro: la direzione della società Teleprogrammi (gruppo Triveneta), dove i tre giornalisti erano assunti, ha comunicato con lettera datata 3 luglio il licenziamento e la contemporanea messa in ferie fino a esaurimento delle stesse. A Padova, sede del gruppo, in settembre, 10 tecnici – dopo un periodo di cassa integrazione – saranno lasciati a casa.
Nella sede padovana, tuttavia, sono stati allestiti nuovi studi e si parla di nuovi investimenti con espansione in Lombardia e Trentino Alto Adige.
L’informazione dal Friuli Venezia Giulia era inserita nel tg Nordest delle 13.30 (diretta) e aveva una sua edizione regionale alle 19.45 con repliche su altri canali del gruppo a orari diversi.
Il gruppo Triveneta aveva acquistato alcuni anni fa l’ex Canale55, a Pordenone, rilevandone gli uffici (non disdetti per l’affitto fino a questo momento) e le attrezzature. Dal settembre 2011 erano partiti i lavori di sistemazione degli studi, lasciati a metà dopo un paio di mesi, ed era stato potenziato il sistema di collegamento Fvg-Padova per consentire i collegamenti in diretta.
Il programma redazionale non è mai stato realizzato e prevedeva un canale all-news con tg in diretta, trasmissioni settimanali di vario genere e talk-show. Da tempo non erano più presenti due giornalisti staccati dalla sede centrale di Padova, che erano stati mandati a rimpolpare la scarsa redazione, consentendo la copertura di Trieste e Udine.
Nessuna possibilità di reintegro, al momento, è stata data ai tre giornalisti licenziati. Il gruppo Triveneta – anche grazie alla presenza dei tre giornalisti in Friuli Venezia Giulia che fanno punteggio in graduatoria ministeriale – ha goduto di cospicui contributi pubblici e risulta terzo nell’attuale graduatoria per la concessione dei contributi statali anche per il 2012. In questi giorni, nonostante sul video sia rimasta la scritta “Friuli Venezia Giulia”, il tg manda in onda notizie dal Veneto; sono stati trasmessi anche servizi dal Friuli Venezia Giulia realizzati da persone esterne al gruppo.

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2013/07/12/chiude-tv7-triveneta-licenziati-3-giornalisti


 12 LUGLIO 2013 - Venerdì 

Ore 23.10 - ORLER CHANNEL TV INSERISCE UN NUOVO LOGO.
ORLER CHANNEL
L'emittente ORLER CHANNEL ha modificato il proprio logo in onda; ora è presente anche la scritta in video ch. 168. ORLER CHANNEL infatti è trasmessa in differenti provider italiani sulla LCN 168, anche se in alcuni mux è anche disponibile su altre numerazioni o con differenti denominazioni. Qui in basso potete vedere il nuovo logo di ORLER CHANNEL.







Ore 18.55 -  SICILIA  - MUX TELESICILIA: ARRIVA AZZURRA CHANNEL, REALIZZATO LO Z@PPING TV.
UHF 53 Mux TELESICILIA
E' stato aggiunto un nuovo canale AZZURRA CHANNEL, con la numerazione LCN 664, nel mux dell'emittente palermitana TELESICILIA, che trasmette sulla frequenza UHF 53, con la copertura della città di Palermo e della provincia, dalle postazioni del Monte Pellegrino a Palermo e di Cozzo di Castro ad Altofonte (PA). Il multiplex è composto da 5 emittenti tv, qui sotto potete vedere l'attuale lista canali. Abbiamo aggiornato la griglia, con i loghi e i dettagli tecnici, e abbiamo realizzato con le immagini lo z@pping TV del mux TELESICILIA.






Mux TELESICILIA - Z@pping TV


Ore 15.20 -  ABRUZZO   MARCHE   MOLISE   PUGLIA   CAMPANIA  - MUX TELE A / MUX TELE A+ / MUX TV CAPITAL: NUOVO LOGO PER TELE A SHOP.
UHF 41 Mux TELE A (ABRUZZO)
UHF 21 Mux TELE A (MARCHE)
UHF 31 Mux TELE A (PUGLIA)

UHF 53 Mux TELE A+ (MOLISE)
UHF 31 Mux TV CAPITAL (CAMPANIA)
Tele A Shop, il canale commerciale disponibile in differenti numerazioni a seconda delle regioni, ha effettuato un restyling del proprio logo. Ricordiamo che Tele A Shop è disponibile nel mux TELE A nelle Marche sulla LCN 623, in Abruzzo sulla LCN 691, in Puglia sulla LCN 272, in Campania sulla LCN 117 nel mux TV CAPITAL, che non è attualmente disponibile nel nostro database, mentre in Molise è in onda nel mux TELE A+ sulla numerazione LCN 629. Abbiamo aggiornato le rispettive griglie e z@pping TV dei mux TELE A (MARCHE), TELE A (ABRUZZO), TELE A+ (MOLISE) e la griglia del mux TELE A (PUGLIA).








Ore 12.25 - RAI: ECCO A CHI VANNO I DUE MILIARDI DI EURO ALL'ANNO DI APPALTI.
In un documento segreto di 20 pagine, consegnato dal dg Gubitosi alla Commissione di Vigilanza, ci sono i nomi delle 2400 società che si sono divise la torta: dall'ex dalemiano Velardi ai fratelli 'berlusconiani' Casella, per finire a Dino Vitola, 'protetto dall'ex An Rositani.
Le pagine, venti. Le società, 2400. Le scatole, infinite. Il denaro, 2 miliardi di euro. Ogni anno, a ogni sussulto di canone che rispetta l’inflazione, la Rai distribuisce centinaia di appalti e commesse per le serie televisive e per la ristorazione, per i varietà e i trasporti. Un documento di viale Mazzini, che il Fatto Quotidiano ha visionato e la Commissione di Vigilanza dovrà esaminare, prova a servire la trasparenza: le tabelle, in ordine alfabetico, sembrano un elenco telefonico. Ma di nome e in nome, di sigla in sigla, si scoprono le aziende che lavorano con i migliori contratti.


I fratelli Casella, Losito e Mediaset
Per fare impresa in viale Mazzini, società pubblica che può apparire inespugnabile, non occorrono grossi capitali: una società a responsabilità limitata, 10mila euro per cominciare, un preventivo, un progetto. I fratelli Casella, Cristian e Marco, avevano esperienza. Il minore Marco ha in carriera sette anni e mezzo nell’ufficio stampa di Silvio Berlusconi e un incarico nei giovani per la libertà. Il maggiore Cristian, l’amministratore, aveva gestito la televisione di propaganda berlusconiana. Il passato di rilievo, seppur politicamente non imparziale, fa scorrere il cancello di viale Mazzini. Qualche sospetto e qualche accusa nascono presto e finiscono ancora prima. I ragazzi sono cresciuti e, in questa stagione, possono vantare un programma (costato 600mila euro, una parte ai fratelli) su Rai1 condotto da Paola Perego e i 10mila euro di 2B Team Group valgono ancora di più.
La presenza di amici al quadrato di Silvio Berlusconi non è un’ossessione per la Rai, anzi, è quasi una prassi, una tradizione che si rinnova e si amplifica. Quando Teodosio Losito, rinomato ammiratore e produttore di Gabriel Garko e Manuela Arcuri su Canale 5, ha incassato un paio di commesse per la televisione pubblica, subito il pensiero è volato a Mediaset, a Cologno Monzese. Proprio a Cologno Monzese, Losito ha residenza: una curiosità, nulla più. Perché fra i soci di Ares Film c’è Rti, acronimo di Reti televisive italiane, una controllata di Mediaset. Losito non si è fatto impressionare, non ha mai commentato né smentito, finché la quota di Rti è scesa al 5 per cento. Non si è mai mossa dal 10 per cento, né un passo avanti né un passo indietro, l’ex compagna di Paolo Berlusconi, Patrizia Marrocco. La Luxvide di Ettore Bernabei e figli non è mai la novità, né in negativo né in positivo: la torta per la fiction si riduce di qualche milioni di euro, ma i santi e i poeti raccontati non perdono spazio né puntate. Anche se il franco-tunisino Tarak Ben Ammar, da sempre alleato di Berlusconi, vorrebbe vendere il 18 per cento del pacchetto azionario che detiene attraverso Prima Tv. L’ennesima edizione di Don Matteo, il prete interpretato da Terence Hill, sarà pronta al prezzo di oltre 15 milioni di euro. E la presenza di Banca Intesa fra i soci trasforma la Luxvide in un colosso multinazionale, non soltanto per le propaggini che si estendono sino a Londra.
Fiduciarie anonime e scatole cinesi
Ecco, per rintracciare un committente di spessore, per la quantità dei prodotti offerti, vale la pena fare un salto nella capitale inglese. E magari, però non sarà facile, capire chi si nasconde (o non vuole farsi riconoscere) dietro la fiduciaria Reynolds Advisor Limited, azionista di maggioranza relativa (40%) di Albatros Entertainment di Maurizio Momi e Alessandro Jacchia, entrambi italianissimi, entrambi riferimenti costanti per i palinsesti di viale Mazzini. Albatros ha un’estrazione di centro più destra, molte volte si è speso (a parole, sia chiaro) l’ex ministro Maurizio Gasparri. L’esterofilia può farci sbarcare persino in Olanda. Paypermoon Italia fu un’invenzione di Claudio Velardi, all’epoca reduce dagli anni di Palazzo Chigi con Massimo D’Alema. Il referente italiano di Paypermoon, che realizza serie televisive con i vari Neri Marcorè e Anna Valle, si chiama Mauro Mari. Le quote italiane sono divise in tre pezzi: il 3% sta a Londra, il 37% fa capo ad Aislin Italia e il restante a un’omonima olandese.
La parte italiana, però, è di proprietà olandese: leggendo l’ultimo bilancio disponibile, dichiara 714 euro di utile. Sarà che le buone idee premiano e così, nonostante una finanzia non certo multinazionale, la Paypermoon ha tante serate da girare e occupare per circa 8 milioni di euro. Ci sono produttori che non beccano una voce di spesa da anni e colleghi che non mancano mai. I direttori apprezzano la fantasia (e il successo) di Lorenzo Mieli, che non va legato soltanto a Fremantle Italia. Wildside, uffici in viale Mazzini, raccoglie giovani di talento e cognomi, il bravo regista figlio di Maurizio Costanzo, Saverio; l’esegeta di Notte prima degli esami, Fausto Brizzi e Mario Gianani, da poco marito di Marianna Madia, deputata Pd.
I grandi affari dei soliti noti
Il calabrese Dino Vitola si è ritrovato in mezzo a una polemica sterminata perché durante il suo Canzoni e Sfide, al teatro Politeama di Catanzaro, in sala c’era il camorrista Gaetano Marino (poi ammazzato) che ascoltava la figlia cantare. Il nome di Vitola figura ancora fra i fornitori di viale Mazzini, quelli che, esaminati e vagliati, possono partecipare a una gara. Per vicinanza territoriale, di origine, s’intende, il consigliere d’amministrazione Guglielmo Rositani l’ha sempre difeso in Cda. In ascesa, va segnalata la Tunnel Produzioni di Ferdinando Mormone che, per Rai2, ha confezionato il contenitore di satira Made in Sud con Elisabetta Gregoraci, moglie di Flavio Briatore. Il fallimento di soldi pubblici per Barbarossa, Umberto Bossi protagonista di un cameo, non ha stroncato il rapporto fra il regista Renzo Martinelli e viale Mazzini. Roberto Sessa ha cambiato tanto, ma non ha smarrito la sintonia con la Rai e ritorna operativo con Picomedia.
Di Benedetto & C. passato di ritorno
L’ex direttore generale Agostinò Saccà ha preso il largo, non senza qualche imbarazzo interno (ha i suoi amici e i suoi nemici) e, da ex capo di tutto in viale Mazzini, fa lievitare la Pepito. C’è un gruppo storico, plasmato nelle ultime stagioni, che conferma la presenza. C’è sempre la Goodtime di Gabriella Buontempo, ex moglie di Italo Bocchino. Come la Titania di Ida Di Benedetto, consorte di Giuliano Urbani. La Itc di Beppe Caschetto va bene anche con la cinepresa. E l’agente Lucio Presta, Arcobaleno 3, presidia sempre il territorio. Questa settimana, i parlamentari in Vigilanza Rai avranno le venti pagine che il dg Gubitosi – dopo aver iniziato a ripulire l’albo – ha consegnato al presidente Roberto Fico: può annoiare e ricordare un elenco telefonico, ma ci sono notizie e incroci che possono aiutare la televisione pubblica a sconfiggere brutti sprechi e cattive abitudini.

Tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/08/rai-ecco-a-chi-vanno-due-miliardi-di-euro-allanno-di-appalti


 11 LUGLIO 2013 - Giovedì 

Ore 22.10 - LE RADIO LOCALI AMMESSE AI CONTRIBUTI 2011.
ROMA – Pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico, sulla Gazzetta Ufficiale n. 158 dell’8 luglio 2013, la graduatoria delle emittenti radiofoniche locali ammesse al contributo per l’anno 2011, ai sensi della legge 448/2001 e approvata Decreto direttoriale Dgscer del 22 maggio 2013.
Le norme per la concessione dei benefici alle emittenti radiofoniche locali sono disciplinate dal Regolamento recante modalità e criteri di attribuzione del contributo previsto dall’articolo 52, comma 18, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, per le emittenti radiofoniche locali emanato con decreto ministeriale n. 225 del 1 ottobre 2002 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15 ottobre 2002 – dove vengono stabiliti modalità e criteri di attribuzione ed erogazione.
Possono beneficiare delle misure di sostegno previste per le emittenti radiofoniche locali le emittenti legittimamente esercenti alla data di entrata in vigore della legge 448/2001, secondo quanto previsto all’art. 52, comma 18, nella misura complessivamente non superiore ad un decimo dell’ammontare globale dei contributi stanziati.
La domanda dovrà essere presentata entro il 30 ottobre di ciascun anno a cui il contributo si riferisce.
Le misure di sostegno alla radiofonia vengono distribuite per sei dodicesimi sulla base di una graduatoria cui accedono le emittenti che godono delle provvidenze editoria e che, quindi, sono impegnate sul fronte dell’’informazione. Gli altri sei dodicesimi vengono attribuiti per il 50 percento in misura uguale tra le emittenti radiofoniche commerciali e per l’’altro 50 percento a tutte le emittenti radiofoniche comunitarie che ne hanno fatto richiesta.
Commentando la pubblicazione del decreto direttoriale, l’’avv. Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo ha espresso “soddisfazione per l’’ottimo lavoro svolto dagli uffici della Divisione IV della Dgscer del Ministero, in quanto la stessa sta recuperando il forte ritardo che era stato accumulato. In particolare - ha aggiunto Rossignoli – – in questi giorni è iniziata la liquidazione delle somme spettanti alle emittenti per l’anno 2009, che erano andate in perenzione amministrativa, e ora è stata pubblicata la graduatoria 2011. Manca solo la graduatoria relativa all’anno 2012 per riportare la situazione in pari”.”
““Le misure di sostegno –- ha poi aggiunto Rossignoli – premiano in particolare l’’impegno informativo e occupazionale delle imprese radiofoniche locali mediante un meccanismo di assegnazione di punteggi crescenti in graduatoria in funzione del numero di dipendenti e del fatturato dell’’emittente. Dai dati contenuti nella graduatoria –- ha proseguito Rossignoli – emerge la capacità delle imprese radiofoniche locali Aeranti-Corallo in termini di occupazione, di fatturato e di impegno editoriale nel campo dell’informazione. Infatti, tra le prime dieci emittenti in graduatoria, otto sono associate Aeranti-Corallo, e tra le prime cinquanta, oltre il sessanta per cento fa parte della nostra associazione”.”

Tratto da: http://www.giornalisticalabria.it/2013/07/10/le-radio-locali-ammesse-ai-contributi-2011

GRADUATORIA RADIO 2011 A
GRADUATORIA RADIO 2011 B
GRADUATORIA RADIO 2011 C

Ore 20.55 -  AFRICA   SICILIA  - SPECIALE PROPAGAZIONE: NUOVO MUX TUNISINO RICEVUTO SULLE COSTE SICILIANE.

Castelvetrano (Trapani), 11 Luglio 2013
Quarta puntata

Appuntamento numero quattro per lo spazio de L'ITALIA IN DIGITALE denominato SPECIALE PROPAGAZIONE - AFRICA IN DIGITALE, dove inseriamo le ricezioni sulle coste siciliane delle emittenti TV provenienti dal nord Africa.

Oggi il multiplex è stato intercettato nella località di Castelvetrano nel trapanese, con l'antenna puntata in polarizzazione verticale in direzione di Capo San Marco a Sciacca mentre era off l'impianto locale di ANTENNA SICILIA sull' UHF 41.

I corrispondenti di Radio TV Sicilia ci riferiscono che dovrebbe trattarsi di un mux tunisino (TUNISIE Mux 1 o Mux 2) proveniente dal Jebel Trozza (Jebel ovvero monte a quota 997 m.s.l.m.) in Tunisia appunto.

Ecco le immagini della postazione, con la mappa dei trasferimenti di segnale in tutta la Tunisia.



Il mux tunisino dell' UHF 41 è composto da 9 canali, tra cui NATIONAL 1, NATIONAL 2, TV2, RAI 1 e 5 canali test, tutti privi di numerazione LCN.

- NATIONAL 1
- NATIONAL 2
- TV2
- RAI 1
- HD SERVICE
- TEST
- TEST
- TEST
- TEST


Ringraziamo per la segnalazione e per le immagini Toni e Lanus di Radio TV Sicilia.










 AFRICA IN DIGITALE - Quarta Puntata

 A cura di Toni (Radio TV Sicilia), Lanus (Radio TV Sicilia), Andrea Pomilio & Riccardo Gaffoglio

 © L'ITALIA IN DIGITALE - Luglio 2013



Ore 18.00 -  SICILIA  - MUX VIDEO SICILIA: ARRIVA TVM.
UHF 46 Mux VIDEO SICILIA
Scambi di emittenti tra i mux TVM e VIDEO SICILIA. Dopo che vi abbiamo comunicato nella precedente news l'arrivo del canale VIDEO SICILIA (LCN 93) nel nel mux TVM, ora è arrivato TVM, con la numerazione LCN 18, nel mux VIDEO SICILIA, composto da 8 canali TV, che trasmette sulla frequenza UHF 46. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali del multiplex VIDEO SICILIA.



Ore 15.25 -  ABRUZZO  - MUX TV ATRI: NUOVO LOGO PER TV ATRI NOTIZIE * (CON UPDATE).
UHF 53 Mux TV ATRI
TV ATRI NOTIZIE (LCN 73) ha adottato in video un nuovo logo, che vi mostriamo nelle immagini qui sotto.
Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux
TV ATRI.





Update ore 18.55: TV ATRI NOTIZIE (LCN 73) sta trasmettendo con la scritta "Prove tecniche - estensione rete". Il segnale risulta a tratti instabile.


Ore 13.35 -  ABRUZZO  - MUX ANTENNA 10: ELIMINATA RADIO ITALIA TV.
UHF 46 Mux ANTENNA 10
Rispetto alla nostra precedente rilevazione segnaliamo l'eliminazione dal mux in oggetto, di RadioItaliaTV (LCN 70).
Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux
ANTENNA 10.


Ore 13.05 -  SICILIA  - MUX TVM: ARRIVA VIDEO SICILIA, REALIZZATO LO Z@PPING TV.
UHF 35 Mux TVM
E' stato aggiunto il canale VIDEO SICILIA, con la numerazione LCN 93, nel mux della palermitana TVM TELE VIDEO MARKET, che trasmette sulla frequenza UHF 35 nelle province di Palermo e Trapani. Inoltre è stato eliminato TSB Show, che aveva la LCN 684, ora il multiplex è composto sempre da 8 canali. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali, con i loghi e i dettagli tecnici, e abbiamo realizzato con le immagini lo z@pping TV del mux TVM.







Mux TVM - Z@pping TV


Ore 10.30 -  TOSCANA  - E' MORTO STEFANO ANNUNZIATA, DIRETTORE DI TELERIVIERA.
E' morto all’ospedale di Siena Stefano Annunziata,48 anni, figlio di Giuseppe, fondatore e proprietario di Teleriviera. La causa del decesso sarebbe imputabile ad una complicazione di un problema cardiaco di cui Stefano era affetto da alcuni anni. Circa due anni fa infatti Stefano aveva subito un delicato intervento proprio all’ospedale di Siena, dove gli era stato trapiantato il cuore. Dopo un lungo silenzio, a causa dell’avvento della televisione digitale, qualche settimana fa l’emittente televisiva massese aveva riaperto i battenti e Stefano aveva assunto il ruolo di direttore. Nelle ultime settimane però le sue condizioni si erano aggravate. l'uomo lamentava un malessere persistente. E così la decisione di tornare all’ospedale di Siena per fare alcune analisi e dei controlli. Ma le sue condizioni si sono aggravate e nella notte il decesso all’ospedale di Siena dove tutti i tentativi di tenerlo in vita sono risultati inutili. L’imprenditore massese lascia due figli, Elena di 16 anni e il piccolo Leonardo di 6.

Tratto da: http://gabbianonews.tv/edizione/massa-carrara/articolo/stefano-annunziata-direttore-di-teleriviera-muore-dopo-il-trapianto



 10 LUGLIO 2013 - Mercoledì 

Ore 21.15 - FREQUENZE: NUOVO CANONE PER LE EMITTENTI ?
Agcom avvia la revisione del valore d'uso delle porzioni di spettro assegnate alle Tv. Il presidente Cardani: serve evitare sprechi e inefficienze "nell'assegnazione di una risorsa scarsa anche in prospettiva".
L’Agcom ha avviato un approfondito esame per determinare il valore d’uso delle frequenze televisive già assegnate ai broadcaster. L’esame sarà lungo, inserito in un più ampio contesto di riordino dello spettro radio, che l’Agcom ha intrapreso con le regole per l’assegnazione delle frequenze tv (ex beauty contest). Un processo di razionalizzazione e valorizzazione dell'etere, che prevede la parziale liberazione della banda a 700 Mhz per il broadband mobile e il contestuale coordinamento internazionale di ripartizione e assegnazione dello spettro che l’Autorità svolge di pari passo con il Mise.
Oggi i broadcaster nazionali, in base alla normativa vigente, pagano allo Stato un canone di concessione per l’uso dello spettro pari all’1% del fatturato, con un tetto di 17.776 euro per le tv locali. Mediaset e Rai pagano ognuna in media circa 20 milioni di euro all’anno per le frequenze occupate.
Ma il prezzo, in prospettiva, andrà rivisto (al rialzo), come emerge dalla relazione annuale dell’Agcom. “Abbiamo avviato il procedimento di determinazione del valore d’uso delle frequenze televisive già assegnate, condizione rilevante per evitare sprechi e inefficienze nell’assegnazione di una risorsa scarsa anche in prospettiva”, ha detto il presidente dell’Autorità Angelo Marcello Cardani.
Il nuovo regime non è dietro l’angolo, ci vorrà del tempo per definire il nuovo meccanismo di valutazione del valore dello spettro e stabilire i criteri di pagamento dovuto allo Stato. L’esame dei tecnici dell’Agcom per ora è in fase embrionale e verte sull’individuazione dei metodi per definire il valore delle frequenze. La crisi morde le tv, un aumento repentino sarebbe letale per molte emittenti, e l’Autorità si muove con prudenza.
Quel che è certo è che, secondo gli esperti, la percentuale sul fatturato non è il criterio più consono per stabilire il valore delle frequenze in concessione alle tv. L’etere è un bene scarso e prezioso che i broadcaster dovranno sempre più condividere con le telco, a corto di risorse spettrali su cui veicolare il massiccio traffico di smartphone e tablet.
La determinazione delle tariffe d’uso delle frequenze tv è in qualche modo analoga a quella che vige nel mercato immobiliare: se vivi in una zona di pregio come piazza Navona, devi pagare un canone di affitto in linea con l’elevato valore degli immobili della zona; di certo, se vivi in piazza Navona non paghi l’affitto in percentuale a quanto guadagni (fatturato), perché se guadagni poco non puoi permetterti di vivere in piazza Navona. Alcune prozioni di spettro sono pregiate, analoghe a Piazza navona, e come tali vanno trattate. Per esempio nel Regno Unito l’Ofcom ha fissato dei criteri oggettivi (Aip, Administered incentive prices) per determinare il valore delle frequenze assegnate ai broadcaster. Se una frequenza vale molto, il prezzo del canone riflette questo valore. Il nuovo regime dovrebbe entrare in vigore nel 2014.

Tratto da: http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/22391_frequenze-nuovo-canone-per-le-emittenti

Ore 20.40 - CHE FINE HA FATTO IL WIMAX ?
Non è sparito. Cresce, anzi. Ma la banda larga in wireless sta per trasformarsi in qualcos’altro.
Qualcuno ha visto il WiMax? Sì, qualcuno c’è: circa 400mila persone risultano abbonate a questa tecnologia wireless che un tempo prometteva di essere la soluzione al digital divide. In realtà è andata diversamente. Il Wimax ha poi assunto un ruolo più complesso, per gli utenti. E la sua vicenda si complicherà ancora di più nei prossimi mesi, poiché gli operatori WiMax tenderanno a usare un mix crescente di tecnologie sulle stesse frequenze. È quanto risulta dalle loro mosse e dai loro piani.
Intanto, ricordiamo che il WiMax è una tecnologia che offre un’esperienza d’uso simile all’ Adsl, pur utilizzando frequenze radio. L’utente naviga da casa o dall’ufficio (non in mobilità), dopo aver montato l’ antenna dell’operatore. Costi e velocità sono pure simili all’Adsl. I principali operatori sono Linkem e Aria, 130 e 80mila utenti rispettivamente, con una copertura di 19 e 15 milioni di persone dal Nord al Sud. Ci sono inoltre tanti provider WiMax regionali, tra cui Mandarin (Sicilia), Wavemax (Marche), Freemax (Toscana). Finora abbiamo citato quelli che utilizzano le frequenze 3,4-3,5 GHz, a loro dedicate e comprate all’asta. Bisogna anche però annoverare Ngi, che fa WiMax su f requenze libere (5.4 GHz), con 150mila clienti attivi, a quanto riferisce a Wired.it. Linkem e Aria sono concentrati sul pubblico residenziale, mentre Ngi ha anche molte aziende. Questi operatori non lavorano solo nelle aree di digital divide, anzi. Per costi e prestazioni fanno infatti concorrenza all’Adsl.

Ngi è anche il primo esempio di trasformazione dell’uso della tecnologia. Su quelle stesse frequenze ha infatti cominciato a usare un proprio standard wireless proprietario, con cui si presume sostituirà pian piano le antenne WiMax. Obiettivo, migliorare l’efficienza d’uso dello spettro radio e quindi la qualità del servizio al cliente.

"Il WiMax è in fase discendente, in futuro sarà rimpiazzato dall’Lte, che stiamo già sperimentando", aggiunge Davide Rota, amministratore delegato di Linkem. L’ Lte è la stessa tecnologia delle nuove reti mobili 4G degli operatori Tim, Vodafone e 3 Italia (elenco a cui sta per aggiungersi Wind). Il punto è che il bando d’asta per i 3,4-3,6 GHz permette qualsiasi uso banda larga mobile, con qualunque tecnologia presente e futura. Quindi anche Lte. Il tipo di frequenze utilizzate circoscrive però l’uso: l’Lte degli operatori che ora fanno WiMax non potrà essere mobile, ma sarà sempre da postazione fissa. Solo, il servizio finale sarà più efficiente rispetto al WiMax su 3,4-3,6 GHz. Per dare un buon servizio internet mobile servono infatti frequenze più basse, appunto quelle che si sono aggiudicati Tim, Wind, Vodafone e 3. Il tipo di frequenze limita gli usi fattibili anche perché richiede il supporto da specifici apparati. Ci saranno modem e chiavette 3,4-3,6 GHz, diversi da quelli ora usati per l’Lte degli operatori mobili e, probabilmente, più costosi (perché meno diffusi al mondo). Comunque non ci saranno cellulari su quelle frequenze.

La lezione è che anche se le tecnologie cambiano, le frequenze restano utilizzabili: l’importante è che lo Stato le assegni alla banda larga mobile, magari togliendole dai servizi meno innovativi. E pure gli operatori restano in vita, se si dimostrano sempre capaci di sfruttare al meglio le proprie frequenze. Cioè di adattarsi all’evoluzione tecnologica, senza paletti né pregiudizi. In questo modo forse c’è spazio anche per gli operatori minori. Un esempio è Mandarin: si sta focalizzando sulle aziende, lavora con le pubbliche amministrazioni, e utilizza un mix di tecnologie fisse e mobili. Di WiMax tra un po’ non si parlerà più, ma resterà viva una visione di banda larga alternativa a quella dei big.

Tratto da: http://daily.wired.it/news/tech/2013/07/10/wimax-frequenze-tecnologia-275820.html

Ore 19.10 - GRECIA: LA TV PUBBLICA TORNA IN ONDA, PALINSESTO PROVVISORIO FINO ALLA NASCITA DELLA NUOVA ERT.
Nuovo logo, ma stesse frequenze. Il Ministro Pantelis Kapsis ha parlato di fase transitoria fino alla riforma.
La Tv pubblica greca è tornata in onda stamattina, dopo la brusca chiusura decisa quasi un mese fa dal governo nell’ambito della politica di risanamento dei conti del Paese.
Sugli schermi è apparso questa mattina un logo rappresentante un globo con sopra delle onde colorate e la scritta Televisione pubblica greca (EDT) sulle stesse frequenze dove prima veniva trasmessa ERT.
“Si tratta di una fase transitoria, molto presto una nuova televisione pubblica trasmetterà i propri programmi”, ha dichiarato il Ministro incaricato della riforma della Tv di Stato, Pantelis Kapsis, in un’intervista rilasciata all’emittente privata Mega.
Si tratta di un palinsesto provvisorio che darà modo di preparare la nuova squadra che lavorerà nella nuova società dell’audiovisivo pubblico che succederà a ERT, probabilmente entro il prossimo autunno.
Il Primo Ministro greco, Antonis Samaras, ha deciso lo scorso 11 giugno, senza alcun preavviso, di oscurare la Tv pubblica a causa della cattiva gestione. Un provvedimento che consente alla Grecia di economizzare 300 milioni di euro l’anno, mandando a casa i 2.700 dipendenti pubblici che facevano parte del vecchio organigramma dell’azienda televisiva. Anche se successivamente è stato raggiunto un accordo che prevede la riassunzione di 2000 impiegati che dovranno lavorare per un periodo transitorio di due mesi rinnovabili finché non entrerà in funzione la nuova televisione statale.

Recentemente è anche venuto fuori un report che proverebbe lo sperpero del denaro dei contribuenti
. Si parla di compensi d’oro nelle anticipazioni della stampa di una serie di rapporti del Corpo degli Ispettori della Pubblica Amministrazione che hanno svelato stipendi astronomici, bonus milionari in nero, appalti a società-fantasma, assunzioni illegali e altri abusi.
La chiusura di ERT aveva sollevato una protesta internazionale e anche provocato una crisi di governo
, mentre i vecchi dipendenti della Tv hanno cercato di mantenere in onda alcuni programmi, ritrasmessi in streaming e via satellite grazie all’assistenza tecnica fornita dall’Unione europea di radiodiffusione (European Broadcasting Union - EBU).
Tratto da: http://www.key4biz.it/News/2013/07/10/TV_digitale/ert_tv_pubblica_greca

Ore 12.25 -  LOMBARDIA  - MUX RETE 55 (LOMBARDIA): TORNA IN ONDA RETE 55 SPORT.
UHF 42 Mux RETE 55 (LOMBARDIA)
Da qualche giorno è stata reinserita RETE 55 SPORT (LCN 669), contestualmente quest'ultima è stata eliminata dal mux SAN PAOLO TELEVISION. I due canali Nitegate, precedentemente privi di numerazione automatica, occupano ora l' LCN 404 e 405. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux RETE 55 (LOMBARDIA).







 9 LUGLIO 2013 - Martedì 

Ore 21.25 - LA 7: NEL 2012 SPESI 500 MILA EURO IN TAXI.
Urbano Cairo annuncia la riduzione dei costi e ironizza sulle auto bianche: «Nel 2012 500 mila euro». Gad Lerner lascia.
ROMA - Salva la linea editoriale, salvi i dipendenti. La7 però è spendacciona, perciò qualche sacrificio dovrà pur farlo: «L'anno scorso - racconta a mo' di esempio Urbano Cairo presentando i palinsesti 2013-2014 - sono stati spesi 500 mila euro di taxi, mi sembra un po' troppo. A Milano nella mia azienda solo 42 mila e per me erano già troppi ». Via dunque con il taglio anche se, ironizza l'editore, «la riduzione probabilmente provocherà una crisi dei taxi a Roma».
TAGLI SOLO AI COSTI - Al di là della brutta notizia per i tassisti della Capitale, il futuro della tv non sembra compromesso. Almeno a giudicare dalle promesse del nuovo padrone. «Non toccherò i dipendenti di La7 per risanare il bilancio, cosa che invece sta accadendo in maniera massiccia nel panorama editoriale italiano», assicura Cairo nella conferenza stampa di martedì mattina al Four Seasons di Milano. Saranno i costi generali, pari a 24 milioni nel 2012, a essere tagliati. Perché, spiega l'editore, le spese di La7 sono il doppio di quelle della Cairo Communication, gruppo che conta 400 dipendenti.
LERNER SALUTA E SE NE VA - Gad Lerner lascia La7 «dopo 12 anni belli». Lo ha annunciato lo stesso giornalista sul suo blog. «Con tutto l'affetto e la riconoscenza, pur mantenendo un rapporto di amicizia con il nuovo azionista Urbano Cairo - scrive - lo confesso: non mi ci ritrovo più». I tempi e i rapporti di lavoro cambiano. «Se ora interrompo la collaborazione che Cairo mi offriva di proseguire è perché bisogna saper riconoscere il tempo che passa, anche il logoramento, le mutate condizioni ambientali, le nuove scelte editoriali legittime ma distanti dalla mia visione». Un addio programmato ad ogni modo. «Tutto ha un termine, e nel mio caso - sottolinea Lerner- si tratta solo di un lieve anticipo sulla tabella di marcia che mi ero prefissato».
L'ARRIVO DI SOTTILE E PARAGONE - Per un giornalista in uscita due nomi in arrivo. «Confermo la linea editoriale - aggiunge Cairo - e soprattutto un palinsesto vincente che ha avuto risultati strepitosi lo scorso anno. Inoltre cercheremo di fare qualcosa di nuovo e gli acquisti di Sottile e Paragone vanno in questa direzione. Infatti puntiamo ad allargare il nostro target, in particolare per quanto riguarda Sottile a quello femminile».
ASCOLTI IN CRESCITA - Quanto agli ascolti, ci sono stati «ottimi risultati», sottolinea Cairo. Nei primi cinque mesi dell'anno infatti La7 «ha raggiunto uno share medio del 4,34% nel totale della giornata, con una crescita del 22% sull'anno precedente, e ha toccato nel mese di aprile il 5%; nella prima serata l'audicence è cresciuta del 37% al 5,6%».
Tratto da: http://arius.altervista.org/proxy/index

Ore 19.25 -  LAZIO  - ADDIO A SUPER 3, TV DEI RAGAZZI ROMANI. LA REGINA DEI CARTONI: "CI HANNO SPENTI".
La prima emittente della Capitale, in onda dal 1977, chiude i battenti. Stop ai programmi cult per bimbi.
Parla la conduttrice Sonia Ceriola: “Non ci hanno più dato le frequenze. Vi racconto 20 anni di trasmissioni”.
Giordano Locchi (Voci di Roma)

“Ho iniziato come segretaria. Ho risposto ad un annuncio di lavoro su Porta Portese e mi hanno presa subito. il mio compito era di rispondere alle telefonate. Poi però si sono accorti che avevo una bella voce e allora ho iniziato a fare da speaker per gli spot pubblicitari, fino a quando non hanno deciso di mandarmi in video. Avevo appena terminato gli studi all’istituto magistrale, avrei dovuto fare la maestra. In un certo senso lo sono stata”. È iniziato così, quasi per caso, il mito romano-televisivo di Sonia, che adesso, dopo 20 anni di successi ineguagliati nel mondo delle emittenti regionali del Lazio, rischia di svanire nel nulla.
Per chi è nato a Roma tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, lei è stata un po’ una seconda mamma, una tata dell’etere, una baby-sitter collettiva a cui tutti i bambini erano affezionati, perché con le sue trasmissioni regalava loro interi pomeriggi di svago e di cartoni. Sonia Ceriola, o più semplicemente Sonia di Super 3 come tutti hanno imparato a chiamarla, è forse la regina delle conduttrici delle tv private romane. Per i giovani adulti di oggi è un’istituzione dell’infanzia.

Con i suoi cartoni animati e i suoi programmi cult, ha “cresciuto almeno tre generazioni” di ragazzi romani, come dice. Lo ha fatto restando sempre uguale a se stessa: ricci neri, occhiali tondi, e un look inconfondibile che non è mai cambiato. Le leggende che circolano sul web la descrivono come un highlander, un’eterna giovane, immutabile e senza rughe. “Sarà il contatto con i bambini a rendermi così”, scherza Sonia, che aggiunge: “Lo prendo come un complimento, ma ho 46 anni adesso”.

E a 46 anni si ritrova disoccupata. Super 3, infatti, ha chiuso i battenti. La storica emittente romana, di cui lei è diventata la punta di diamante e il personaggio più riconoscibile, dal primo luglio ha spento le trasmissioni.
Fondata nel 1977 con il nome di T.r.e (acronimo di Tele Roma Europa) e passata poi nelle mani dell’editore Fiippo Rebecchini, figlio dell’ex sindaco di Roma Salvatore (primo cittadino in tre diversi mandati dal 1946 al 1956), nel 1990 diventa la prima tv della Capitale.
Il boom di ascolti c’è proprio grazie ai i programmi di Sonia, che diffondevano cartoni animati giapponesi divenuti poi celebri, come Ranma, Ransie la strega, Yattaman, Calendar Men, Doraemon, per citarne alcuni, e i “robottoni trasformabili” Daitarn 3, Mazinga, Jeeg Robot d’Acciaio. “La Posta di Sonia” e “L’angolo delle chiacchiere” raggiungevano picchi da 300mila spettatori a puntata.

Adesso tutto questo è sparito. Sul canale Uhf 27 del digitale terrestre si vede solo una schermata nera. Un lento declino, iniziato nel 2012, ha portato, dopo alcuni licenziamenti e la messa in cassa integrazione di numerosi dipendenti, alla chiusura del canale. Negli ultimi tempi, in seguito alla cessione di importanti frequenze, Super 3 aveva dovuto chiedere ospitalità a un’altra emittente. Ora la società si occuperà solo di produzioni televisive. “Una vera tristezza”, dice Sonia, “sono talmente abituata a questo contatto diretto e quotidiano con i miei piccoli spettatori, che interromperlo di punto in bianco per me è davvero straniante… ma non posso farci nulla.”
Perché ha dovuto interromperlo?

“A un certo punto non siamo più riusciti ad ottenere la concessione per le trasmissioni e siamo stati tagliati fuori dagli operatori di rete del Lazio. Non abbiamo più le frequenze e, in pratica, ci hanno spenti. Io ho registrato le ultime puntate sapendo che sarebbero andate in onda fino al 30 giugno, e poi basta. Ho avuto tantissimi messaggi di saluto e attestazioni di affetto in questi giorni, in particolare sui blog e i social network. Sono soprattutto i più grandi, i 20-30enni di oggi, però, a essere dispiaciuti. Negli ultimi tempi i bambini, con internet, il satellite e tutti gli altri canali di cui dispongono, hanno una tale offerta di programmi che difficilmente si affacciano ancora sulle piccole reti regionali. Una volta il nostro era l’unico canale di cui disponevano. Adesso è cambiato tutto. Il digitale terrestre per noi è stata una mannaia. Negli ultimi due anni c’è stato un tracollo degli ascolti, che in parte spiega le difficoltà dell’azienda”.
Un passaggio traumatico…

“Erano 20 anni che andavo in onda. Ho iniziato nel 1993, per gioco, quando l’emittente si chiamava ancora T.r.e.. Fare tv non era la mia ambizione. Agli inizi ero anche un po’ imbranata di fronte alla telecamera: ho dovuto ripetere per ben 21 volte il mio primo annuncio, ancora lo ricordo. Ma poi non mi sono più fermata, tanto è stato il successo di ascolti. Ripenso spesso a un Natale in cui i centrali andarono in tilt per le telefonate di auguri che ricevevo. E poi tanti incontri, tante emozioni. Una volta sono andata perfino in Romania, tra i bambini dell’orfanatrofio di Bucarest, a cantare la mia canzone della buona notte”.
Il fenomeno è cresciuto gradualmente però…

“Certamente. Quando mi hanno proposto di apparire in video, eravamo nel pieno della fase di rilancio dell’emittente. Per cercare di far fronte alla concorrenza, T.r.e. pensò di trasmettere i cartoni animati in un orario inusuale per quell’epoca, preferendo la fascia serale a quella più tradizionale del primo pomeriggio. Io ho iniziato lanciando i cartoni delle sette di sera. Ma la vera svolta c’è stata quando la rete decise di lanciare un concorso per gli spettatori, in cui chiedeva di scrivere idee per un slogan che poi T.r.e. avrebbe adottato come suo”.
Cosa successe?

“Successe che lo slogan vincente fu ‘T.r.e la tv per tutti e tre’, con un chiaro riferimento all’idea di una rete pensata per le famiglie. Ma durante il concorso arrivarono tantissime lettere di bambini. All’inizio eravamo sorpresi, per noi era la conferma che avevamo un pubblico che ci seguiva stabilmente. Poi però la cosa diventò sempre più grande, ricevevamo fino a 300 lettere al giorno!”
E cosa avete fatto?

“Non sapevamo bene come reagire. Io non riuscivo a leggerle tutte. Prima mi hanno aiutato i colleghi. Poi ho iniziato a portarle a mia madre, che addirittura si commuoveva di fronte alle dediche e ai disegni che ci mandavano i bambini. Da qui l’idea di aprire una rubrica della posta”.
Nasce così la sua prima trasmissione…

“Sì. Dopo circa un anno è partita ‘La Posta di Sonia’. Poi dopo due anni è arrivata la mia spalla ‘elettronica’, il robot Birillo, che mi ha accompagnato fino all’ultima puntata. In seguito, visto il contatto diretto che avevo instaurato con i miei piccoli spettatori, abbiamo inaugurato ‘L’angolo delle chiacchiere’, in cui i bambini venivano in studio (li chiamavo a casa direttamente io per invitarli), dove li intervistavo parlando della scuola, delle amicizie, di quello che avrebbero voluto fare da grandi…”
In quanti erano?

“Talmente tanti che non sono riuscita a invitarli tutti. In una settimana potevo registrare quattro, cinque puntate al massimo, mentre la lista è di almeno 30mila richieste”.
A quel punto hanno messo in vendita addirittura una bambola col suo volto…

“È vero, ma non è stata un’esperienza molto felice… non mi somigliava molto. Adesso posso dirlo: era proprio brutta!”
Però è stata un’attestazione del suo successo…

“Direi di sì, al pari della leggenda che iniziò a circolare sul web e che mi dava per morta. In trasmissione dovevo sempre specificare il giorno e la data per far capire che ero viva e vegeta. Poi questa storia è andata scemando, ma la considero un sintomo della piccola fetta di celebrità che mi sono guadagnata, almeno nel Lazio”.
E adesso cosa farà?

“Non mi fermerò di certo. Ho vari contatti con altre emittenti locali. Spero che per settembre potrò esserci di nuovo, anche se su un altro canale. ‘La posta di Sonia’, però, è capitolo chiuso con Super tre. È una trasmissione talmente identificata con quella rete, che sarebbe illogico anche solo pensare di poterla trasferire”.
Tratto da: http://www.lastampa.it/2013/07/08/spettacoli/addio-a-super-tv-dei-ragazzi-romani-la-regina-dei-cartoni-ci-hanno-spenti

Ore 16.25 - RICAVI TV: SKY BATTE RAI E MEDIASET.
Cardani: «Italia quarta nella non invidiabile classifica dell’accesso alla rete». Ma sul web la raccolta pubblicitaria cresce del 10
L’Italia e’ al quarto posto in Europa «nella non invidiabile classifica del numero di individui che non ha mai avuto accesso a Internet: 37,2% contro una media Ue di 22,4%», quasi uno su tre. Così l’allarme del presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, sul «digital divide». L’Italia è anche il Paese europeo, ha aggiunto Cardani nella sua relazione annuale, «in cui gli internauti hanno la piu’ alta frequenza di accesso, oltre il 91% accede regolarmente ogni giorno mentre la media Ue e’ del 79.
A dispetto di un calo verticale della raccolta pubblicitaria nella carta stampata, il web ha mostrato nel 2012 con una crescita del 10,3% (da 1,407 a 1,552 miliardi di euro).
SKY BATTE TUTTI - Due notizie sul fronte dei ricavi dei servizi televisivi in Italia: la prima è che se nel 2011 la contrazione dei ricavi dei servizi televisivi era stata leggera, nel 2012 invece la flessione è «notevole», è dell’8,7%, vittima in particolare la tv in chiaro (-11,9%) mentre gli introiti della televisione a pagamento hanno registrato una riduzione più contenuta (-3,5%). La seconda è che Sky sorpassa Mediaset e Rai, con la quota più alta di ricavi e la minore flessione. Al secondo posto per ricavi c’è Mediaset, che però segna la flessione maggiore, e quindi la Rai, terza per ricavi e seconda per flessione annua.
I RICAVI - Le stime Agcom riferite al 2012 parlano di un totale ricavi televisivi pari a 8 miliardi 224 milioni 190mila euro, che nella suddivisione si traducono in 2 miliardi 631 milioni e 620mila euro per Sky, con una flessione dell’1,4% «a riprova - dice la relazione dell’Agcom - della maggiore capacità di tenuta della televisione a pagamento». Per Mediaset invece ricavi pari a 2 miliardi 487 milioni e 790mila euro, con flessione però di ben il 13,2%. Poi la Rai con ricavi pari a 2 miliardi 343 milioni 180mila euro e flessione annua del 7,5%. Le voci delle entrate di Sky e Mediaset sono pubblicità e offerte pay, mentre per il servizio pubblico le voci sono quelle del canone (nel 2012 pari a 1 miliardo 643 milioni 230mila euro) e della pubblicità, pari a 683 milioni 560mila euro. Sul totale dei ricavi, Sky è a quota 32%, contro il 30,2% di Mediaset e il 28,5% della Rai. Per un’incidenza sul totale pari al 90,5%. Il restante circa 10% dei ricavi televisivi è disperso tra un elevato numero di emittenti in chiaro e a pagamento, di rilievo nazionale o locale, tra cui spicca il gruppo Telecom Italia.
IL CALO DELLA RACCOLTA - La riduzione dei ricavi complessivi della televisione è da imputarsi principalmente alla contrazione dei ricavi pubblicitari. A tal proposito, mentre nel 2010 si era assistito a una ripresa degli introiti pubblicitari, il 2011 ha visto una stagnazione dei medesimi aggravatasi nel 2012 con una flessione che l’Agcom stima essere pari al 17,9%. Eppure la pubblicità rimane la principale fonte di finanziamento dei servizi audiovisivi su mezzi tradizionali, soprattutto della televisione in chiaro, con una quota del 42,2% delle risorse totali. Anche l’offerta pay appare interessata dalla congiuntura economica negativa, sebbene in maniera assai più contenuta, con una riduzione stimata pari all’1,4%. Da un’analisi comparata dei ricavi pubblicitari nei vari comparti del settore media nel 2012, si evince invece che è in crescita soltanto la componente Internet, con un +10.3% (da 1,407 miliardi del 2011 a 1,552 miliardi).
LA CRISI DELL’EDITORIA - L’editoria, sia periodica sia quotidiana, ha tuttavia perso nel 2012 quasi un miliardo di ricavi, ossia oltre il 14% del proprio fatturato, passando dai 6,180 miliardi del 2011 ai 5,307 del 2012. In particolare, l’editoria quotidiana è passata da 2,899 miliardi del 2011 a 2,595 miliardi di ricavi del 2012 (-10.5%), mentre quella periodica ha visto i ricavi calare dai 3,281 miliardi del 2011 ai 2,712 miliardi dell’anno successivo (-17.3%). Quanto alle singole voci di reddito, la vendita di copie (cartacee e digitali) - fa notare l’Agcom - ha visto i ricavi scendere dai 3,013 miliardi del 2011 ai 2,714 miliardi del 2012 (-9.9%); la pubblicità da 2,649 miliardi del 2011 a 2,143 miliardi del 2012 (-19.1%); i collaterali da 371,15 milioni a 302,15 milioni (-18.6%). Stabili le provvidenze e convenzioni, con 147,57 milioni di ricavi. Mentre nel complesso i ricavi dei servizi di comunicazione nel 2012 sono scesi del 6,6%, passando da 65,8 a 61,4 miliardi di euro. Particolarmente forte la flessione dei media (tv, radio, Internet ed editoria) a -8,9%, mentre le tlc sono calate del 6,4%. Tengono meglio i servizi postali (-2,6%).
LO SCORPORO DELLA RETE - E la relazione dell’Authority per le comunicazioni affronta anche il nodo dello scorporo della rete Telecom, definendolo «coraggioso e innovativo» e «tanto più sarà ampio (con il perimetro degli asset ceduti comprendente anche elementi attivi di rete) e profondo (verso una separazione effettiva del controllo), tanto più il dividendo regolamentare potrà essere significativo».

Tratto da: http://www.corriere.it/economia/13_luglio_09/agcom-relazione-scorporo-rete-banda-larga

Ore 13.05 - CARDANI: FREQUENZE TV, RAI E TELECOM LE SFIDE AGCOM.
Il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Angelo Marcello Cardani, nel corso della presentazione della Relazione annuale 2013 denuncia come "una fetta della popolazione è ai margini della rete".
Chiusura a breve delle gare per le frequenze tv, gestione dello spettro, verifica della concorrenza e del pluralismo alla luce degli effetti della crisi economica. Ma anche infrastrutture, il nuovo contratto di servizio Rai e lo scorporo di Telecom. Sono queste alcuni dei temi toccati dal presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Angelo Marcello Cardani nel corso della presentazione della Relazione annuale 2013. FREQUENZE TV E SPETTRO – “Abbiamo adottato le regole per la gara delle frequenze alla televisione digitale terrestre. In questa occasione, abbiamo messo mano al problema ben più complesso del riordino dello spettro radioelettrico. A breve chiuderemo il nuovo piano di assegnazione delle frequenze televisive in banda 700 tra televisione e telecomunicazioni da portare avanti nel 2015-2020. Sono state avviate le prime sperimentazioni della radio digitale (Dab), punto di partenza per offrire qualità e nuovi servizi digitali”, ha detto il presidente dell’Autorità Cardani. “Abbiamo avviato – ha aggiunto il presidente – il procedimento per la determinazione del valore d’uso delle frequenze televisive già assegnate, condizione rilevante per evitare sprechi e inefficienze nell’assegnazione di una risorsa scarsa anche in prospettiva”. Cardani ha ricordato che il “coordinamento con il ministero dello Sviluppo economico in materia di gestione dello spettro è essenziale, sia per affrontare insieme le attività in campo internazionale, sia per essere efficaci nelle rispettive attività – altamente complementari – di ripartizione e assegnazione dello spettro radioelettrico ai diversi usi”.
VERIFICA CONCORRENZA E PLURALISMO – Passando dalle frequenze ai media tradizionali, l’effetto della crisi si fa sentire sulle spese in pubblicità e conseguentemente sui ricavi. Per questo, ha aggiunto Cardani, “abbiamo già programmato l’analisi del mercato della capacità di trasporto su reti televisive digitali terrestri ed è nostra intenzione avviare a breve l’analisi dei singoli mercati del Sistema Integrato delle Comunicazioni per la verifica delle eventuali posizioni dominanti e del loro effetto sulla concorrenza e sul pluralismo”. Il valore complessivo del Sistema integrato delle Comunicazioni tra il 2010 e il 2011, ha infatti sottolineato Cardani, “si è ridotto ancora di un miliardo di euro, un decremento del 3,7%. Unici a crescere del 12% i ricavi dei media su internet, sebbene rappresentino per ora circa il 4% del Sic”. Il presidente dell’Authority ha sottolineato che nel 2012 la decrescita nel comprato editoria ha raggiunto il 14%: “In due anni un miliardo di euro in meno di fatturato solo nella carta stampata. Reagire considerando Internet solo come una minaccia e non un incentivo al cambiamento dei modelli di offerta, non aiuterà il percorso di alcun media”. Cali pesanti si sono registrati, infatti, anche nel mercato televisivo (-800 milioni di euro pari a quasi il 9% del totale). “Il mercato tv – ha detto il numero uno dell’Agcom – sta cambiando ed è destinato a cambiare nella fruizione anche per effetto delle digitalizzazione. La tv generalista conta ancora quasi il 75% dell’audience medio, ma già si vedono i primi risultati della diversificazione dell’offerta: le altre proposte sul digitale terrestre rappresentano il 15% e superano il dato della tv satellitare”.
INFRASTRUTTURE – In questo quadro sono due le sfide che l’Authority si troverà ad affrontare nei prossimi tempi: il bilanciamento tra concorrenza e investimenti, più specificamente l’impatto della proposta di separazione volontaria della rete di accesso di Telecom Italia sulla non discriminazione e la parità di accesso tra operatore dominante e concorrenti. “La realizzazione di nuove infrastrutture – ha detto Cardani – dovrà essere incentivata attraverso la semplificazione amministrativa (es. scavi e condivisione tubi) e la diversificazione delle tecnologie (Ngn, Lte, WiFi): regole economiche e tecniche che tengano conto dell’efficienza dinamica del mercato e delle potenzialità della concorrenza. La separazione delle rete di accesso e il modello di equivalence of put possono costituire in tal senso un’opportunità se finalizzate a promuovere lo sviluppo di reti di nuova generazione, con tempi e azioni guidati dalle imprese e a condizioni paritetiche”.
TELECOM – Il presidente dell’Authority ha poi sottolineato che gli uffici dell’autorità “hanno avviato un’interlocuzione tecnica con le strutture Telecom Italia a seguito della prima informativa ricevuta dall’operatore a fine maggio. Si tratta di un’attività funzionale a condurre quella valutazione preliminare che le linee guida Berec suggeriscono nei casi in cui ci si trovi di fronte ad una separazione societaria (o proprietaria) così da assicurare che la proposta possa produrre vantaggi per la concorrenza e i consumatori”. L’operazione delineata da Telecom, ha precisato Cardani, “è coraggiosa ed innovativa e può rappresentare una soluzione permanente alla contrapposizione incumbent/entranti tipica delle industrie di rete: tanto più lo scorporo sarà ampio, con il perimetro degli asset ceduti comprendente anche elementi attivi di rete, e profondo, verso una separazione effettiva dal controllo, tanto più il dividendo regolamentare potrà essere significativo. Situazioni intermedie implicheranno inevitabilmente valutazioni graduali”.
RAI – “L’Autorità – ha detto Cardani darà il suo contributo nel ridisegno del ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo con il passaggio alla televisione digitale e le prospettive di innovazione delle reti e dei contenuti”. Secondo il presidente dell’Agcom “ridurre gli sprechi, focalizzare le attività e modernizzare l’offerta, soprattutto on line, son opercorsi auspicabili per risanare la Rai e rinvigorirne la programmazione, individuando contenuti di interesse generale e di utilità pubblica anche alla luce del contributo pagato dai cittadini”.
DIRITTI D’AUTORE – “Nel settore del commercio elettronico abbiamo deciso di riesaminare il tema del diritto d’autore on line, un fascicolo scomodo oltre che difficile – ha detto Cardani -. L’esperienza della precedente consiliatura indica chiaramente che sarà una sorta di ‘corsa ad ostacoli’. Ci stiamo allenando”. Il presidente dell’Authority ha indicato che il quadro normativo si baserà su tre pilastri e cioè l’educazione alla legalità, la promozione dell’offerta legale e lo strumento dell’enforcement con l’adozione di un regolamento rispettoso dei principi di garanzia, ragionevolezza, proporzionalità dell’azione amministrativa. “Naturalmente – ha proseguito il numero uno dell’Agcom – qualora il Parlamento intervenisse ad adottare una riforma della legge che tutela il diritto d’autore per adeguarla alla nuova realtà tecnologica e di mercato, l’Autorità sarebbe lieta di conformare la propria azione alle nuove scelte legislative”. Nel’ambito delle funzioni e dei contenuti di garanzia, ha aggiunto ancora, “sarà opportuno riflettere sull’aggiornamento di regole che appaiono obsolete e inefficaci nell’affrontare il ruolo di vigilanza. Questo è un aspetto trasversale a diversi temi, alla par condicio alle norme in materia di tutela dei minori, alla possibilità di estendere anche ai così detti over the top alcune norme che attualmente valgono solo per gli operatori dell’audiovisivo”.
SETTORE POSTALE – Il settore è entrato nel perimetro dell’Authority da poco più di un anno: “Il giro di affari dei servizi postali tradizionali è in evidente contrazione, ma l’innovazione e le opportunità che da tale cambiaemento discendono lo rendono un settore ancora vitale – ha ammesso Cardani -. Al riguardo mi preme rammentare che il quadro normativo presenta ancora alcune incongruenze a partire dalla ripartizione delle funzioni tra Agcom e governo. Inoltre non posso non sottolineare con forza che stiamo gestendo questa importante competenza senza alcuna forma di copertura dei costi di funzionamento attraverso il previsto contributo delle imprese: siamo in attesa del necessario intervento governativo”.

Tratto da: http://www.ilvelino.it/it/article/cardani-frequenze-tv-rai-e-telecom-le-sfide-agcom


 8 LUGLIO 2013 - Lunedì 

Ore 20.10 -  LOMBARDIA  - RISIKO DELLE FREQUENZE: VIDEOSTAR IN GINOCCHIO.
L'emittente di Treviglio dimezzata, posti di lavoro a rischio. L'amministratore Vaccariello: «Penalizzati dalle decisioni del governo. Avanti con un solo canale».
Crisi economica e taglio delle frequenze dimezzano Videostar. L'emittente locale di Treviglio si appresterebbe a chiudere una delle due società che sono dietro il canale televisivo e a lasciare senza lavoro due giornalisti, una segretaria e un operatore. La decisione è stata comunicata ieri ai dipendenti.
Da tempo la televisione nata a Casal Pusterlengo nel 1985 e trasferitasi a Treviglio nel 2000 quando è stata acquisita dalla famiglia Vaccariello, naviga in cattive acque. Come l'intero settore dell'emittenza locale è stata colpita dalla crisi che ha ridotto i budget pubblicitari.
A dicembre 2012 poi la gara per la riassegnazione delle frequenze ha regalato a Videostar un'amara sorpresa. Negli anni passati lo Stato ha fatto cassa vendendo alle compagnie telefoniche le frequenze televisive dal canale 61 al 69. In questo modo ha incassato 4 miliardi di euro. Quest'operazione però ha reso necessario rivedere il piano delle concessioni regione per regione, ridistribuendo i canali residui tra le emittenti in attività. Una gara con poca offerta e tanta domanda. A livello lombardo i canali erano 17 e le televisioni 60.
Videostar ha partecipato con due società: Ambrosiana e Emmeciuno. La prima è riuscita piazzarsi all'ultimo posto utile, l'altra è finita 20esima perdendo le frequenze e la copertura sul Milanese. Diverse emittenti che trasmettono in provincia di Bergamo hanno avuto problemi. Quelle che operano nelle valli però sono riuscite ad aggiudicarsi delle frequenze provvisorie perché operano in montagna. Per Videostar invece non ci sono state scappatoie. Da qui la decisione, annunciata ieri ai dipendenti: chiudere a settembre Emmeciuno. Da tempo però l'emittente pare abbia problemi di liquidità. Giornalisti e tecnici hanno avuto a giugno lo stipendio di marzo mentre sono ancora in attesa del pagamento delle altre mensilità maturate. Anche le spese di struttura e cancelleria sarebbero state azzerate.
Rassicura sulla continuità dell'emittente l'amministratore delegato, Bartolomeo Pier Luigi Vaccariello. «Videostar va avanti - spiega -. La nostra copertura non cambia e il nostro segnale rimarrà visibile. Scontiamo il momento difficile. Colpisce i grossi gruppi, figurarsi per le piccole società. Stiamo cercando in tutti i modi di portare avanti un disegno imprenditoriale che, certamente, ora dovrà essere reindirizzato e, pur contro la nostra volontà, rischia di dover fare a meno di qualche persona. Se prima avevamo
    L' AD di VideoStar Vaccariello      due società con frequenze ora ne abbiamo solo una. Con questo dato di partenza dobbiamo fare i conti. Alla base c'è una gestione delle frequenze ingiusta. Le emittenti locali sono state depauperate del loro patrimonio. Sono stati portati via i canali ai loro legittimi utilizzatori, le televisioni locali che operavano da decenni. Non ce lo meritiamo».
Tratto da:
http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cultura-e-spettacoli/13_luglio_4/risiko-frequenze-videostar-ginocchio

Ore 16.45 -  ABRUZZO  - PESCARA: RIPRENDE LO SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LE ANTENNE DI SAN SILVESTRO (CON VIDEO).
PESCARA. Ancora braccio di ferro sulla delocalizzazione delle antenne. Nuova protesta dei residenti della zona.
Sabato scorso i residenti della zona hanno ripreso lo sciopero della fame mentre il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia sostiene che manchi «veramente poco alla delocalizzazione».
Ma la storia di San Silvestro ha insegnato in questi anni che anche un piccolo passo talvolta diventa difficile quanto scalare la montagna.
I cittadini sono furiosi: in attesa che il Tar si pronunci sui ricorsi delle emittenti che vogliono continuare a trasmettere (dovrebbe farlo entro quindici giorni) i cittadini hanno ripreso lo sciopero della fame, interrotto solo qualche settimana fa, dopo aver ricevuto rassicurazioni da Comune e Regione.
«Sono passati 40 giorni», dicono dall’associazione ‘No Elettrosmog’, «di finte e vane promesse, dunque riprendiamo il digiuno contro una classe politica asservita in toto ai media televisivi da cui traggono enormi vantaggi in tema di visibilità e di carriera personale».

IL DOCUMENTO
I cittadini hanno avuto la conferma che gli impianti sono privi delle prescritte e obbligatorie autorizzazioni ministeriali. Il deputato Gianluca Vacca nei giorni scorsi ha consegnato loro le “non” autorizzazioni delle emittenti televisive presenti sulla collina (acquisite dal deputato a 5 stelle il 25 giugno 2013 presso il Ministero dello Sviluppo Economico).
Non sono autorizzazioni ma, come si evince dal documento (articolo 2) delle semplici concessioni all’uso delle frequenze assegnate. Nulla a che fare con gli impianti, dunque.
«Nel rispetto del principio di equivalenza», si legge, «può essere utilizzato un qualsiasi insieme di siti, purchè compresi tra quelli assentiti nella regione interessata, ovvero anche altri siti, a condizione che vengano acquisite preventivamente le necessarie autorizzazioni dalle competenti autorità, fatta salva la tutela di terzi legittimi utilizzatori».
«La Regione Abruzzo ed il Comune di Pescara», denunciano ancora i cittadini, «non hanno mai rilasciato autorizzazioni alla installazione di impianti tv digitale».

NESSUNO HA CHIESTO I DOCUMENTI
Inoltre nei giorni scorsi proprio il deputato Vacca aveva spiegato che al Ministero, dove sono custodite tutte le autorizzazioni, nessuno ha mai chiesto di prendere visione della documentazione.
«Non risulta che l’abbia fatto la Procura di Pescara», contesta il comitato ‘No Elettrosmog, «e nemmeno il Tar che proprio in questi giorni è chiamato a decidere o le forze di Polizia incaricate delle indagini». E’ normale tutto questo, si domandano dalla collina.

MASCIA OTTIMISTA
Intanto con i residenti furiosi che tornano a fare pressing il sindaco decide di sfoderare un cauto ottimismo: «per la delocalizzazione delle antenne di San Silvestro ormai manca veramente solo un passo», dice riferendosi ad un Decreto legge del Ministero per lo Sviluppo Economico, guidato da Zanonato, che sarebbe solo l’ ultimo passo utile alla causa.
«Se il Ministero firmerà quell’atto», spiega il primo cittadino, « lo spostamento degli impianti dalla collina in uno dei 129 siti a terra già esistenti in Abruzzo sarà veramente un fatto ineludibile. Per tale ragione sarà mia premura interpellare tutti i nostri Parlamentari affinchè, al di là delle visite di cortesia al Comitato antiantenne che ha ripreso il suo sciopero della fame, si attivino a Roma, dove ormai c’è la chiave per la soluzione definitiva e reale del problema».

Tratto da: http://www.primadanoi.it/news/cronaca/541797/Abruzzo--San-Silvestro

Vi alleghiamo il video del servizio andato in onda oggi pomeriggio sul TGR ABRUZZO.


Ore 16.00 -  LAZIO  - MUX TELEREPORTER ROMA: AGGIORNATA LA GRIGLIA DEI CANALI E LO Z@PPING TV.
UHF 27 Mux TELEREPORTER ROMA
Aggiorniamo la composizione del mux TELEREPORTER ROMA, con la rilevazione che abbiamo effettuato sabato scorso sulla frequenza UHF 27 che irradia da Poggio Nibbio con copertura della città di Viterbo e parte della provincia, l'unica postazione rimasta dopo che ha rottamato l' UHF 67 da Monte Cavo lo scorso novembre. Segnaliamo che è ancora presente TeleReporter Roma con la LCN 88, ma in onda c'era solo uno schermo nero con il logo. Anche Bravo TV (LCN 608) non trasmetteva, c'era fissa una schermata bianca con il logo a tutto schermo. Inoltre sono stati aggiunti i canali Gold TV Italia e La 4 Italia, senza nessuna numerazione LCN. Consulta la griglia dei canali aggiornata con i dettagli tecnici e lo z@pping TV del mux TELEREPORTER ROMA.











Mux TELEREPORTER ROMA - Z@pping TV


Ore 12.25 -  MUX NAZIONALI   LAZIO  - MUX TIVUITALIA: ARRIVA ITALIA CHANNEL.
VHF 10 / UHF 22-27-28-43-51-59 Mux TIVUITALIA
UHF 34 Mux TIVUITALIA (LAZIO)
E' stato aggiunto un altro canale del gruppo modenese Mediatex, si tratta di ITALIA CHANNEL, con la numerazione LCN 228, già presente sul digitale terrestre in alcuni mux locali in varie regioni italiane, molto probabilmente da questi verrà eliminato. Come al solito nella versione romana del mux TIVUITALIA (LAZIO) è stato inserito senza identificativo, l'abbiamo memorizzato come Tv Service 441, nella maggior parte di decoder e tv non viene sintonizzato. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali, con i dettagli tecnici, e lo z@pping TV dei mux TIVUITALIATIVUITALIA (LAZIO).






Ore 10.50 -  MUX INTERREGIONALI  - MUX TELECAMPIONE: ARRIVA ORLER CHANNEL, VA VIA TOP.
UHF 29-43-53 Mux TELECAMPIONE
Nel mux interregionale TELECAMPIONE, che trasmette in quattro regioni, Liguria, Toscana Umbria e Lazio, in quest'ultima solo a Viterbo e provincia, è arrivato il canale Orler Channel, con la numerazione LCN 168. E' stato eliminato TOP, che aveva la LCN 137, quindi non c'è più il conflitto di numerazione con VERO, il duplicato di VERO CAPRI, sintonizzabile nel TIMB Mux 3 con la LCN 137. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TELECAMPIONE.





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