Da Lunedì 4 a Domenica 10 NOVEMBRE 2013












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 10 NOVEMBRE 2013 - Domenica 

Ore 19.25 - TENTA DI FAR ASSUMERE LA MOGLIE IN INCOGNITO: LICENZIATO DALLA RAI IL CONDUTTORE LIVIO LEONARDI.
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Ha chiesto un contratto di lavoro per la moglie. Ma in azienda l'ha presentata con il cognome da nubile, per aggirare ogni ostacolo. La Rai, però, si è accorta del legame giuridico tra i due e ha reagito. Lei non è stata più reclutata, lui è stato licenziato, questo 5 novembre.
La carriera televisiva di Livio Leonardi, capostruttura di RaiUno, ideatore e conduttore del programma Paesi che vai..., simpatizzante Udc, sembra chiudersi così. In modo tragicomico. È un epilogo fantozziano, da film di Alberto Sordi. Ma lui batte il pugno: «Ho chiesto un misero rimborso spese per una donna da cui sono sostanzialmente separato. Non meritavo questo schiaffo».
Secondo Viale Mazzini, Leonardi ha sollecitato l'ingaggio della donna con delle e-mail. Era un capostruttura, rientrava nei suoi poteri suggerire questo o quel nome. La donna - che è laureata e ha un curriculum rispettabile - non sarebbe stata assunta a titolo definitivo. Avrebbe lavorato 4 o 5 puntate con contratto di lavoro autonomo, come autrice
di testi. Stessa trasmissione del marito
Prima della firma del contratto, la candidata all'incarico deve compilare un modulo e indicare se abbia parenti o affini in Rai. E questa stessa indicazione deve arrivare dal capostruttura quando propone il nome della prescelta. Di norma, il Servizio pubblico blocca il contratto se ci sono questi vincoli giuridici.
La donna, in questo caso, non ha segnalato la presenza del marito, che non ha ammesso il legame con la donna. Leonardi ha ricevuto una prima lettera di contestazione, ma ha tenuto il punto. Il suo avvocato ha deciso per una difesa energica. A quel punto la Rai ha messo alla porta il conduttore per violazione del Codice etico.
Leonardi ammette: «Sono sotto a un treno». Poi reagisce, con orgoglio: «Per anni, ho avuto il grado di capostruttura senza disporre di una struttura reale alle mie dipendenze. Molti avrebbero fatto causa. Io, niente. Zitto e buono. Dopo 27 anni di duro lavoro, lancio un programma e lo porto ad ascolti soddisfacenti, la domenica.
Ho anticipato migliaia di euro di spese, perfino per le mie scarpe e i vestiti. Senza una vera redazione, ho coinvolto la donna da cui mi sto separando. Siamo lontani da mesi. Parliamo di una professionista valida per la quale ho chiesto un rimborso. In azienda ci sono consanguinei che lavorano uno accanto all'altro, padri e figli, fratelli e fratelli. E loro cacciano me per un peccato veniale. Non ci sto». Sordi medita la rivincita.

Tratto da: www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/paese-che-vai-furbetto-che-trovi-il-conduttore-livio-leonardi-licenziato-da-viale-mazzini

Ore 19.00 -  SICILIA  - MUX 7GOLD SICILIA 88 (A): ARRIVANO RADIO ITALIA TV E TELE OCCIDENTE 2, VA VIA ALPA1.
UHF 39 Mux 7GOLD SICILIA 88 (A)
Sono stati aggiunti nella versione "A" del provider 7GOLD SICILIA 88 le emittenti RadioItaliaTV. (LCN 70), da notare il puntino alla fine dell'identificativo, e TELEOCCIDENTE2 C625 (LCN 625) che è un duplicato di TELE OCCIDENTE già presente in questo multiplex con la numerazione LCN 73. Inoltre è stato eliminato ALPA1 C117 che aveva la LCN 117. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux 7GOLD SICILIA 88 (A).


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Mxu 7GOLD SICILIA 88 ‎‎(B)‎‎ - Z@pping TV


Ore 16.30 -  SICILIA  - MUX TELESUD 3: REALIZZATO LO Z@PPING TV CON L'ARRIVO DI TRS TELE RADIO SCIACCA.
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UHF 31 Mux TELESUD 3
Abbiamo realizzato lo z@pping TV con le immagini dei canali del mux TELESUD 3, emittente con sede a Trapani, che trasmette sulla frequenza UHF 31 dai siti di Erice PIANA DELLE FORCHE (TP), Alcamo MONTE BONIFATO (TP) e CONTRADA VENTRESCA a San Vito Lo Capo (TP).
Il multiplex è composto da quattro canali: Telesud Trapani (LCN 118), Telesud News (LCN 649), Televallo (LCN 291) e la new entry Tele Radio Sciacca (LCN 19), emittente del saccense già visibile in una buona parte della provincia di Trapani grazie ai siti extraprovinciali di CAPO SAN MARCO e di MONTE SAN CALOGERO, ma che dal 25 ottobre 2013 è visibile anche dalle postazioni di Erice vetta, Monte Bonifato e San Vito Lo Capo, grazie all'intesa con
TELESUD 3, la quale a sua volta trasmette Telesud Trapani all'interno del mux di TRS - TELE RADIO SCIACCA sull' UHF 33. Una strategia vincente, quella di Tele Radio Sciacca, che nasce dal desiderio del suo editore di allargare la copertura dell'emittente in tutta la provincia di Trapani per arrivare a un bacino d'utenza di riferimento sempre più ampio. L'arrivo di Tele Radio Sciacca all'interno del bouquet di TELESUD 3 fa parte di un disegno ben preciso del suo editore, e segue infatti di poche settimane l'entrata dell'emittente saccense all'interno del mux STUDIO 98 irradiato dal MONTE CAMMARATA sul canale VHF 10. (by Toni - RadioTv Sicilia)
Consulta la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TELESUD 3.


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Mux TELESUD 3 - Z@pping TV


Ore 15.00 - SATELLITE IN CADUTA LIBERA: ESCLUSO L'IMPATTO SULL'ITALIA.
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Ancora sconosciuto il punto della Terra in cui 'Goce' potrà cadere: ma il nostro Paese ora è ritenuto fuori pericolo. L'aggiornamento arriva dall'Agenzia spaziale ed è stato diramato dalla Protezione civile.
La paura viene dal cielo. Il satellite impazzito Goce, nonostante le rassicurazioni degli astronomi, continua a provocare allarme. Ancora non si sa bene in quale punto preciso della Terra potrà cadere, ma ora, secondo l'Agenzia spaziale italiana, l'Italia viene esclusa dalla sua traiettoria. In un primo momento, invece, il rischio per il nostro Paese non era stato depennato e lo si era comunque considerato estremamente basso.
Nell'ultimo aggiornamento sul rientro incontrollato di Goce (acronimo che sta per Gravity field and steady state ocean circulation explorer), dato che si è ridotta ulteriormente la finestra temporale, si è escluso un eventuale impatto dei frammenti del satellite sul territorio italiano. A diramare i risultati del monitoraggio costante dell'Agenzia è stata la stessa Protezione civile.
Il satellite Goce, lungo 5,3 metri e pesante una tonnellata, per la sua forma aerodinamica è considerato la "Ferrari dello spazio". E' stato lanciato dall'Esa il 17 marzo 2009 con l'obiettivo di produrre una mappa gravitazionale, precisa e ad alta risoluzione, del geoide terrestre. Ha finito la sua missione scientifica tre settimane fa, quando - terminato il carburante - si è spento il motore che lo teneva ad altezza costante. Da allora ha inziato la sua discesa.
La stessa Agenzia assicura che Goce non contiene materiale pericoloso e informa che vi potrà essere una dispersione di circa 43 frammenti, su un'area della lunghezza massima stimata di 900 chilometri (per l'assenza di esplosioni non vi sarà una forte dispersione dei frammenti rispetto alla direzione di volo, che cadranno quindi "verticalmente") per un peso complessivo degli stessi pari a 270,2 chilogrammi. La caduta di tali frammenti durerà all'incirca 17 minuti. La possibilità di rischio di danni a persone è di poco inferiore a 1/5000.
"La caduta di Goce, dei suoi frammenti sulla Terra, non ci sorprende, il satellite ha dovuto 'lavorare' in un'orbita molto bassa, all'incirca a 260 km di altezza dal nostro pianeta". Ad affermarlo è l'astrofisico Marcello Fulchignoni, planetologo dell'Osservatorio di Parigi, intervistato dall'Adnkronos. "Il fatto che Goce stia cadendo sulla Terra - spiega Fulchignoni - è abbastanza naturale quindi per la missione in cui era impegnato. Una missione che richiedeva orbite molto basse per garantire alta precisione delle osservazioni, permettendo così di ricostruire il campo gravitazionale globale della Terra in maniera dettagliata come mai prima". Secondo Alessandro Rossi, esperto di detriti spaziali dell'Istituto di Fisica Applicata del Cnr di Firenze, Goce "è solo uno delle decine di satelliti che impattano l'atmosfera terrestre. Tale impatto avviene ad una velocità di 20mila chilometri orari. A quel punto la velocità del satellite si riduce drasticamente a decine di chilometri l'ora, producendo enorme calore che provoca la disintegrazione del satellite stesso e la sua riduzione in frammenti".

Tratto da: www.repubblica.it/scienze/2013/11/10/news/satellite

SEGUI LA TRAIETTORIA IN TEMPO REALE

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Ore 12.05 -  LAZIO  - MUX TELE IN: ARRIVA FIUMICINO CHANNEL SU TELEROMAUNO, MODIFICATO IL LOGO DI TELETIBUR.
VHF 10 - UHF 45 Mux TELE IN
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Alcune novità nel multiplex del provider TELE IN che trasmette sulle frequenza VHF 10 e UHF 45. E' arrivato Fiumicino Channel, al momento è solo una scritta fissa in sovraimpressione in basso a sinistra sul canale TeleRomaUno (LCN 271) che ha rimpicciolito il proprio logo di stazione situato in basso a destra.


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E' stato modificato leggermente il logo di Tele Tibur (LCN 119), con il cambio di alcuni colori. Negli ultimi mesi è già la terza volta che viene sostituito, vi alleghiamo qui sotto in sequenza i tre loghi, il terzo, a partire dalla sinistra, è l'attuale. Ricordiamo che su Tele Tibur è presente anche il logo di TeleRomaDue, in alto a destra, canale sintonizzabile sempre in questo mux con la LCN 89. La programmazione unificata delle due emittenti viene duplicata anche su SL48GEO (LCN 685), SL48R&N (LCN 686) e Sl48CITY (LCN 687).

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Abbiamo aggiornato la griglia dei canali con i parametri tecnici e lo z@pping TV del mux TELE IN.


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Mux TELE IN - Z@pping TV


Ore 01.35 -  LOMBARDIA  - MUX TELEPACE (LOMBARDIA): INSERITO L'IDENTIFICATIVO SU RN1TV, NUOVO LOGO PER TBNE.
UHF 39 Mux TELEPACE (LOMBARDIA)
E' stato aggiornato l'identificativo dell' LCN 85. Dopo la scomparsa di VIDEOBERGAMO sparisce definitivamente anche il suo id, infatti in luogo della tv bergamasca erano apparsi i programmi di Radio Number One TV, ma non era stato cambiato l'identificativo che riportava sempre la denominazione VIDEOBERGAMO. Ora il canale musicale è correttamente nominato RN1TV.. . Per ribadire ai telespettatori la nuova posizione di Radio Number One TV (disponibile in questo mux anche sulla LCN 687 denominata RADION1TV..), è presente in alto a sinistra del teleschermo il numero 85.

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TBN ITALIA (LCN 212) ha da qualche giorno un nuovo logo di stazione, mentre risultava nuovamente disponibile Medjugorie Italia TV, a schermo nero e priva di LCN. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TELEPACE (LOMBARDIA).



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Mux TELEPACE ‎(LOMBARDIA)‎ - Z@pping TV



 9 NOVEMBRE 2013 - Sabato 

Ore 23.40 - IL SATELLITE GOCE STA CADENDO SULLA TERRA: "NON ESCLUSO IL RISCHIO ITALIA".
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Frammenti del velivolo potrebbero finire da noi tra domenica e lunedì: «Restate in casa durante gli orari previsti»
Sta viaggiando verso la Terra e si disintegrerà a contatto con l’atmosfera: è il satellite Goce, lanciato nello spazio nel marzo del 2009 dall’Agenzia spaziale europea (Esa). Ma non è noto sapere dove i frammenti del velivolo andranno a depositarsi, tra la notte di domenica e lunedì. E la Protezione civile non esclude il rischio che alcuni di essi possano cadere in Italia.
NESSUN DANNO - Il satellite ha esaurito lo scorso 21 ottobre il carburante e ha iniziato a scendere di quota. Secondo gli scienziati sarebbe a circa 100 miglia dall’atmosfera terrestre e a monitorare la caduta del veicolo spaziale sarà l’Inter-Agency Space Debris Coordination Committee, il comitato di coordinamento tra le varie agenzie spaziali supportato dallo Space Debris Office dell’Esa. Per adesso gli studiosi non sono in grado di definire i luoghi in cui atterreranno i frammenti del veicolo spaziale, tuttavia assicurano che essi non arrecheranno alcun danno: «Gli esseri umani hanno 250.000 probabilità in più di vincere la lotteria che di essere colpiti dai resti del satellite» hanno rassicurato gli esperti dell’Esa.
TRE FINESTRE - «Quando e dove gli eventuali frammenti del satellite cadranno sulla terra non può ancora essere previsto -rileva la Protezione Civile- Al momento, all’interno dell’arco temporale che va dalla sera di sabato alla tarda mattinata dell’11, non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio». Al momento sono tre le finestre di interesse per l’Italia: «dalle 8.26 alle 9.06 di domenica 10 novembre, coinvolgendo potenzialmente il Centro-Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna); dalle 19.44 alle 20.24 sempre di domenica interessando potenzialmente i territori di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna; dalle 7.48 alle 8.28 di lunedì 11 novembre, periodo per il quale non sono ancora disponibili informazioni».
«STATE IN CASA» - Pur considerando l’elevata incertezza della situazione e la rarità di eventi di questo tipo, la Protezione civile ritiene «poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi». Rileva inoltre che «i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici» e infine che «all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi)»
MISSIONE - In quattro anni di viaggio nello spazio, Goce (Gravity Ocean Circulation Explorer) ha realizzato una mappa globale del campo gravitazionale terrestre e ciò permetterà di comprendere meglio le variazioni dei livelli del mare e dei modelli della circolazione oceanica. Già nel 1987 un satellite dell’Esa rientrò senza controlli sulla Terra. Come ha spiegato Heiner Klinkrad, professore dell’agenzia spaziale continentale, tutto dovrebbe procedere senza particolari problemi: «Al momento non siamo in grado di stabilire dove avverrà il rientro, ma siamo in contatto con le agenzie di protezione civile di tutta Europa in modo da ottenere istantaneamente le informazioni necessarie nel caso in cui i resti del satellite cadano in zone abitate. Da quando fu lanciato lo Sputnik a fine anni cinquanta, sono rientrate sul nostro pianeta circa 15.000 tonnellate di satelliti. La maggior parte si è disintegrato a contatto con l’atmosfera a causa del riscaldamento aerotermico. Solo dal 10 al 40% della massa iniziale è sopravvissuta al rientro. E i frammenti hanno sempre raggiunto la superficie terrestre a una velocità ridotta».
Tratto da:
www.corriere.it/scienze/13_novembre_09/satellite-goce-sta-cadendo-terra-protezione-civile-non-escluso-rischio-italia

SEGUI LA TRAIETTORIA IN TEMPO REALE

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Ore 21.50 -  SICILIA  - MUX TELETNA: ATTIVATO L'UHF 57 A PALERMO E A CAPO D'ORLANDO (ME).
UHF 57 Mux TELETNA
Nell'elenco dei ripetitori che irradiano il mux TELETNA sulla frequenza UHF 57 aggiungiamo due nuovi siti recentemente attivati. La mattina del 6 Novembre scorso è stato acceso dalla postazione palermitana del MONTE PELLEGRINO, invece nel tardo pomeriggio del 7 Novembre è stato attivato anche l'impianto di MONTE SAN MARTINO a Capo d'Orlando in provincia di Messina. Queste nuove attivazioni migliorano ulteriormente la copertura del provider in Sicilia. Il multiplex ora è composto da 7 emittenti tv e 2 radio. Consulta la griglia dei canali con i parametri tecnici e lo z@pping TV del mux TELETNA. Abbiamo aggiornato la lista delle TV A PALERMO.


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Mux TELETNA - Z@pping TV


Ore 19.10 -  LAZIO  - MUX TELEVITA LAZIO: ARRIVA LAZIO TV SHOP, VA VIA TELEREPORTER, RINOMINATO ONE TELEVISION.
UHF 41 Mux TELEVITA LAZIO
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Ci sono alcune novità nel multiplex del provider romano TELEVITA. Al posto di TELEREPORTER, sulla numerazione LCN 88, è arrivato il canale di televendite Lazio Tv Shop, inserita anche una copia nella posizione 194. L'emittente One Television (LCN 86) è stata rinominata ONE TV, ed è arrivato anche un duplicato con la LCN 679. Da segnalare che l'emissione di Napoli Tivu' (LCN 80) è rimasta a bocca aperta, infatti è in onda una schermata fissa con l'immagine che vi alleghiamo qui sotto. Infine, rispetto alla nostra ultima rilevazione, non è più a schermo nero Video Regione Sicilia (LCN 619). Abbiamo aggiornato la griglia dei canali con i parametri tecnici e lo z@pping TV del mux TELEVITA LAZIO.


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Mux TELEVITA ‎‎LAZIO - Z@pping TV


Ore 13.05 -  PIEMONTE  - MUX GRP TELEVISIONE: TORNA ROMANIA TV, NUOVO LOGO PER TBNE.
UHF 39 Mux GRP TELEVISIONE
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Su GRP SEI TU (LCN 617) è tornata la programmazione dell'emittente Romania TV. Mentre effettuavamo la rilevazione c'erano dei problemi tecnici su questo canale, infatti era in onda la schermata fissa che vedete qui sotto.


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TBNE (LCN 695) ha adottato un nuovo logo di stazione che risulta in parte trasparente.

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Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux GRP TELEVISIONE.



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Ore 12.15 - EI TOWERS: UTILE NETTO DI 26,3 MILIONI NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2013.
Il Consiglio di Amministrazione di EI Towers S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Alberto Giussani, ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi 2013.

http://albertonosari.it/amfphp/services/core/common/ImageResizer.php?imageUrl=content/files/7/3/1/6/8/image_63/Punto%2012%20-%20logo.jpg&widthheight=310&allowZoom=no
• Ricavi caratteristici a €174,0 mln
• EBITDA ante oneri non ricorrenti a €80,6 mln, pari al 46,3% dei ricavi
• Risultato operativo (EBIT) a €46,8 mln (26,9% dei ricavi)
• Risultato netto €26,3 mln (15,1% dei ricavi)
• Utile per azione (EPS) €0,93
• Debito netto a €158,5 mln da €189,2 mln del 31 dicembre 2012, post pagamento di dividendi (€11,8 mln)


I risultati economico-finanziari dei primi nove mesi dell'esercizio confermano l'ottimo andamento della gestione operativa e la considerevole generazione di cassa, anche grazie al contenimento degli investimenti ordinari rispetto a quanto previsto.
Per il 2013 si ritiene di poter conseguire un EBITDA di circa euro 105 milioni, dato leggermente superiore al target di piano (euro 104 milioni), nonostante l'assenza nell'esercizio in corso di ricavi verso clienti operanti su nuove frequenze televisive, a causa della mancata assegnazione delle stesse.
I risultati economici e il contenimento degli investimenti ordinari consentiranno nel 2013 di raggiungere un livello di generazione di cassa superiore ad euro 50 milioni.

Tratto da:
http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,577924/EI_Towers_utile_netto_di_26_3_milioni_nei_primi

Ore 12.00 -  SICILIA  - MUX TRM SICILIA (A): ARRIVA JUWELO.
UHF 21 Mux TRM SICILIA (A)
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E' stato inserito nel multiplex versione "A" del provider TRM SICILIA il canale di televendite di gioielli Juwelo, si sintonizza con la numerazione LCN 79. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TRM SICILIA (A).



https://lh5.googleusercontent.com/-HD86R5GRJb8/Un4OsSEhztI/AAAAAAAEB38/2WY6nuQX3cI/s1600/00%2520B%2520%25282%2529.jpg

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Ore 10.45 -  VALLE D'AOSTA  - RAI E VALLE D'AOSTA: ACCORDO SPERIMENTAZIONE DI SISTEMI 3D E 4K.
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Il Direttore Generale della Rai Luigi Gubitosi ed il Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta Augusto Rollandin hanno siglato mercoledì 6 novembre un accordo per la sperimentazione tecnologica di sistemi di ripresa 3D e 4k e di applicazioni multischermo per cittadini e piccole medie imprese.
Nell’ambito di questo Accordo, attraverso la Direzione Strategie Tecnologiche, potranno essere realizzate produzioni audiovisive con formati innovativi (3D, 4k e audio multicanale) sulle eccellenze artistiche ed ambientali della Valle d’Aosta da utilizzare per la promozione turistica del territorio. Inoltre si potranno sviluppare applicazioni multimediali di realtà aumentata ed interattività per fornire informazioni geografiche, storiche, culturali ed enogastronomiche.
L’Accordo consentirà di sperimentare nuove tecnologie di diffusione quali il DVB-T2 anche nella versione “lite” adatta alla ricezione in mobilità. Potranno avviarsi anche sperimentazioni di servizi innovativi su piattaforma DAB+ ed essere definiti servizi interattivi multilingua a vantaggio delle minoranze etniche e linguistiche e delle tradizioni popolari valdostane. Con l’obiettivo della valorizzazione della piccola media impresa del territorio, potranno essere individuati servizi fruibili sulle varie piattaforme di comunicazione rivolti al cittadino, alle imprese ed alla Pubblica Amministrazione nell’ambito, tra l’altro, della Sanità, dell’ Infomobilità e della Sicurezza.

Tratto da: www.ufficiostampa.rai.it/comunicati_aziendali/20131108/rai__accordo_di_sperimentazione_con_la_regione_autonoma_valle_d_aosta


 8 NOVEMBRE 2013 - Venerdì 

Ore 22.05 -  LOMBARDIA  - MUX VIDEOSTAR (A): SPENTO L'UHF 24 DA MONTE PENICE.
MUX VIDEOSTAR (B): GIOIELLI PER TUTTI DIVENTA NEW TELEVISION, ARRIVA TWENTYSEVEN RADIO.
UHF 24 Mux VIDEOSTAR (A)
Ieri sera non risultava attivo l' UHF 24 recentemente riattivato da monte Penice (PV) del mux VIDEOSTAR (A). Presumibilmente sono in corso dei lavori o si è trattato di un test di trasmissione.

UHF 54 Mux VIDEOSTAR (B)
Aggiorniamo la composizione della versione "B" del mux VIDEOSTAR, che riceviamo a Milano sull' UHF 54 dal sito bergamasco di Almenno San Bartolomeo.
Gioielli per tutti è diventata New Television (LCN 219) con nuovo identificativo e logo di stazione, mentre VD Radio Star (Rocktune) sulla LCN 790 è ora identificata VD Radio Star*. Infine è stata inserita senza numerazione automatica Twentyseven Radio. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del provider VIDEOSTAR (B).



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Mux VIDEOSTAR ‎(B)‎ - Z@pping TV


Ore 21.30 - CRONACHE SPORTIVE IN RADIO E TV: L'AGCOM METTE I PALETTI.
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ROMA – L’Agcom cerca di mettere ordine nella “babele” delle cronache radiotelevisive di eventi sportivi in Italia apportando modifiche al regolamento. E, quindi, d’ora in poi limite al numero di accrediti per giornalisti e operatori; orario d’arrivo anticipato; definizione di aree destinate alla ripresa.
Sono queste le principali modifiche apportate ai regolamenti di cronaca sportiva, audiovisiva e radiofonica, da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, relatore il commissario Antonio Preto, al termine di un’intensa consultazione pubblica tra i soggetti interessati.
Obiettivo delle delibere approvate – la numero 599/13/Cons e e la numero 600/13/Cons – è quello di rendere ancor più effettivo, per radio e tv, il diritto di cronaca su parti di incontri di calcio e di basket previsto dal Decreto Melandri, garantendo la libertà di informazione e i diritti degli utenti.
Da oggi, l’organizzatore della competizione, per evitare il sovraffollamento degli impianti e per ragioni motivate di ordine pubblico e sicurezza, potrà apporre un tetto massimo agli accrediti concessi; dovrà sempre garantire, comunque, l’ingresso di almeno un addetto all’informazione e di un tecnico di ripresa. Coloro che effettuano il tirocinio per diventare giornalisti pubblicisti potranno avere accesso all’impianto solo in via eccezionale.
Quanto alle modalità di accesso, sarà necessario presentarsi all’ingresso in anticipo per consentire i controlli necessari. Non è più previsto, però, l’automatico diniego in caso di ritardo, considerato una soluzione eccessivamente categorica. Infine, si farà ricorso alla definizione di “aree destinate alla ripresa”, per definire gli spazi all’interno dello stadio cui è riconosciuto il diritto di accesso.
Qualora l’organizzatore della competizione metta a disposizione le immagini dell’evento, i tecnici potranno accedere solo agli spazi destinati alle interviste. Qualora, invece, l’organizzatore non metta a disposizione le immagini, i tecnici potranno accedere anche agli spalti e al recinto di gioco.
Le modifiche apportate con le delibere, e queste sono pubblicate già da oggi sul sito istituzionale dell’Autorità, si sono rese necessarie “per adeguare – dice un comunicato – i regolamenti in vigore, che risalivano al 2009, alle nuove disposizioni legislative, nonché agli sviluppi tecnologici intervenuti”.
Il testo approvato “costituisce un giusto contemperamento degli interessi dei soggetti che hanno partecipato alla consultazione, e assicura l’equilibrio tra i due principi fondamentali sottesi alla normativa di settore: il diritto all’informazione e lo sfruttamento economico dei diritti audiovisivi sportivi da parte dei legittimi detentori. E’ importante ricordare che gli interventi relativi alla cronaca sportiva sono solo uno degli ambiti di incidenza dell’attenzione dell’Autorità per lo sport”.
Infatti, per i settori sportivi diversi da quelli praticati nell’ambito di campionati gestiti da squadre professionistiche (come il calcio nei campionati di Lega Seria A e B e LegaPro, e la pallacanestro nei campionati di Lega Basket e LegaDue), “l’Agcom vigila sul diritto a garantire brevi estratti di cronaca per qualsiasi evento soggetto a diritti di esclusiva (delibera n. 667/10/Cons), nonché sul diritto ad assistere in chiaro ad eventi di particolare rilevanza (direttiva n. 2010/13/Ue)”. (Agi)


Ore 12.30 - URBANO CAIRO: ASCOLTI DI LA7 NON ANCORA COME VORREMMO, CROZZA SAREBBE RIMASTO COMUNQUE.
All’inizio della sua governance aveva annunciato di voler abbattere i costi generali di La7, che ammontavano a circa 24milioni di euro, e si era scagliato contro quei 500mila euro spesi in taxi prima del suo arrivo. Decisamente troppi. A ben vedere, la riforma di Urbano Cairo è iniziata da lì. Da quel momento, infatti, l’operato dell’editore si è mosso su due piani: quello della razionalizzazione economica e quello della sperimentazione televisiva, con un significativo intervento sul palinsesto della rete.
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“Abbiamo ridotto gli investimenti che producevano pochi ascolti e abbiamo cambiato il palinsesto in quelle parti in cui i programmi funzionavano meno pur avendo costi significativi. E i risultati di ottobre ci danno ancora in crescita“
ha affermato Cairo in un’intervista al Corriere. Dichiarazione entusiastica, che in realtà deve fare i conti anche con percentuali Auditel non sempre soddisfacenti. Si pensi, ad esempio, a Miss Italia o agli ascolti ballerini di nuovi programmi come Linea Gialla e La Gabbia, attestatisi spesso sotto la media di rete. A tal proposito, il manager ha commentato:
Urbano Cairo sugli ascolti di La7: abbiamo un incremento
“Il risultato in valore assoluto non è ancora quello che vorremmo, malgrado questo abbiamo un incremento di ascolto importante: Sottile più 20% al martedì, Paragone più 15% al mercoledì“.

Secondo Cairo, questi dati sarebbero la dimostrazione che sia possibile effettuare forti investimenti in una stagione di attenzione ai conti. “L’azienda perdeva 96milioni l’anno” ha spiegato l’editore, vantandosi di essere riuscito a “metter sotto controllo i costi al contempo mantenere i programmi di qualità: Santoro, Gruber, Mentana, Formigli, Crozza“.
Urbano Cairo su Maurizio Crozza a La7
E proprio su Maurizio Crozza, rimasto a La7 dopo il mancato passaggio a Rai1, Cairo ha dato la sua versione dei fatti.
“In realtà avevo già cominciato a parlare con il manager di Crozza molto prima degli attacchi di Brunetta. Eravamo praticamente arrivati a un accordo due settimane prima che la situazione diventasse pubblica. Sarebbe andata comunque così“

ha detto il manager di La7. A sentire il DG Rai Gubitosi (ma anche Crozza, fattosi indietro), l’accordo saltò proprio per le polemiche sui compensi. Punti di vista.

Tratto da:
www.davidemaggio.it/archives/86260/urbano-cairo-ascolti-di-la7-non-ancora-come-vorremmo-crozza-sarebbe-rimasto-comunque

Ore 09.30 - FREQUENZE DIGITALI IN STANDBY: GARA APPESA AL PARERE DELLA UE.
Le frequenze rimangono per ora senza gara, mentre l'Agcom potrebbe avere presto il suo quinto commissario, dopo le dimissioni di Maurizio Decina. Martedì, o più probabilmente mercoledì, il gruppo Pd della Camera voterà il nome del successore di Decina. Il giorno dopo vi sarà il voto dell'Assemblea dei deputati.
Ancora nessun parere da Bruxelles

Sono cinque mesi, da giugno, che il Governo italiano ha inviato alla commissione Ue, per la precisione alle due direzioni competenti (concorrenza e comunicazione), il bando per la gara relativa a tre frequenze nazionali digitali. Non è finora pervenuto alcun parere da parte della commissione, nè il Ministero dell'Economia e il Dipartimento Comunicazioni si stanno agitando più di tanto per sollecitarlo.
In gara frequenze solo per la televisione

Il viceministro delle Comunicazioni, Antonio Catricalà, ha detto di recente «che non c'è tutta questa fretta» per fare la gara, visto che «i soldi scarseggiano» e le frequenze valgono. Va subito detto che il valore delle frequenze è quello che assegna loro il mercato: si tratta, in questo caso, di frequenze dove si può e si potrà fare solo televisione, e non banda larga mobile. Chi entrerà nella banda VHF sarà "protetto" per almeno quindici-venti anni nella sua attività mentre chi opera in banda UHF potrebbe essere costretto a subire i contraccolpi del progressivo restringimento dell'uso televisivo di questa banda, a partire dalla banda 700 Mhz (canali 49-60 UHF) che sarà destinata, in molti paesi confinanti, interamente alla banda larga mobile e questo costringerà, nelle regioni di confine, a ulteriori revisioni delle attuali assegnazioni.
Transizione al digitale senza rispetto del Piano Agcom

Se, in teoria, la gara venisse rinviata sine die, con quelle frequenze si potrebbero, dal punto di vista del regolatore nazionale, "aggiustare" molte situazioni critiche a causa di una transizione al digitale effettuata senza rispettare il Piano dell'Agcom e senza coordinamento con i paesi confinanti. In Sicilia, ad esempio, Mediaset lascerà il canale 38 per il 24 ma Malta richiede almeno un altro canale, assegnato alle tv locali, che, secondo Catricalà non possono essere di nuovo «l'agnello sacrificale». Avendo a disposizione le frequenze della gara, tali problemi sarebbero di più semplice soluzione.
La richiesta dell'Ue di aprire il mercato

E' solo un sospetto, ma certo a molti operatori esistenti la gara dà dei problemi, per esempio quelli di liberare le frequenze interessate (la Rai in banda VHF, per esempio).
La parola tocca alla commissione Ue: è Bruxelles ad aver chiesto, aprendo una procedura d'infrazione contro l'Italia, di permettere a nuovi entranti e operatori minori di competere con i grandi operatori, arrivando alla mediazione che ha portato all'attuale bando di gara all'esame della commissione, che però ha già dato l'ok al Regolamento dell'Agcom e quindi dovrebbe esprimersi solo sul bando (il prezzo base della gara) e non, ad esempio, sulla qualità delle reti digitali in gara, materia del Regolamento già approvato dalla stessa commissione.
In arrivo il nuovo commissario Agcom

«Per questo - commenta Laura Rovizzi, amministratore delegato di Open Gate Italia, esperta di comunicazione - all'Agcom serve un nuovo commissario competente nella gestione dello spettro radio. Ed è bene che l'Agcom acceleri con l'analisi del mercato televisivo per arrivare a una struttura concorrenziale che valorizzi maggiormente le frequenze in gara». La prossima settimana si vota e a livello di profilo tecnico e di competenza professionale, Antonio Sassano, professione alla Sapienza ed esperto internazionale sull'uso dell'etere, non ha rivali. Quando, però, a decidere è la politica, spesso la competenza passa in secondo piano.
Tratto da: www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-11-07/frequenze-digitali-standby-gara-appesa-parere-ue


 7 NOVEMBRE 2013 - Giovedì 

Ore 22.35 -  LOMBARDIA  - MUX VIDEOSTAR (A): RIATTIVATO L'UHF 24 DA MONTE PENICE (PV).
UHF 24 Mux VIDEOSTAR (A)
Il provider VIDEOSTAR ha recentemente riattivato la frequenza UHF 24 dalla postazione di monte Penice (PV) ed ora è possibile fruire nuovamente in una vasta area della Lombardia, Milano città compresa, dei 13 canali TV e delle 6 radio che veicola. Di seguito inseriamo la composizione aggiornata.

  90 - Videostar
  91 - Videostar 2
  92 - SUPER TV BG
113 - Videostar
117 - Bazar
219 - Gioielli Per Tutti
271 - Videostar2
273 - VideoBrescia
590 - Videostar HD
630 - Videostar Sport
631 - Bazar_
      - Videostar 2
      - Videostar Sport
678 - VD Radio Star*
742 - Radio Iglesias
790 - VD Radio Star
791 - R_MillenniuM
792 - VOR Voice of Russia
810 - Lifegate



https://lh3.googleusercontent.com/-D4E7Pf7M3-M/Unv-R-_A-hI/AAAAAAAEBlM/U1LGUTKRf7g/s1600/00%2520B%25201.jpg
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Il canale commerciale Gioielli Per Tutti, presente sull' LCN 219, trasmette la programmazione di New Television. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali con i relativi parametri tecnici e lo z@pping TV del mux VIDEOSTAR (A).

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Mux VIDEOSTAR ‎(A)‎ - Z@pping TV


Ore 19.45 - GLI ASCOLTI DELLE RADIO SECONDO EURISKO.
Da qualche giorno sono stati pubblicati i dati di ascolto dell'indagine Radio Monitor di Eurisko nel periodo compreso tra settembre 2012 e settembre 2013 relativi a 120 mila interviste. Nel link qui sotto è possibile consultare l'ascolto delle emittenti radiofoniche nazionali e locali suddivise per regione.


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https://lh6.googleusercontent.com/-7pO4Tb7F0XQ/UnveKwVTmNI/AAAAAAAEBOg/MxYrAPzlA30/s1600/LAZIO.jpg
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Ore 19.00 -  LAZIO  - MUX ITR SORA (LAZIO): ELIMINATO PLAY ME.
UHF 34-35 Mux ITR SORA (LAZIO)
E' stato eliminato il canale play.me (LCN 68) che in questo multiplex da tempo era a schermo nero. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux ITR SORA (LAZIO).



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Ore 14.35 - GRECIA: LA POLIZIA FA SGOMERARE LA SEDE DELLA TV ERT.
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ATENE (Grecia) – La polizia greca ha fatto sgomberare la sede dell’ex radio-televisione pubblica Ert, occupata dallo scorso giugno dai giornalisti licenziati a seguito della decisione del governo di chiudere l’emittente.
Gli agenti, in tenuta anti-sommossa, hanno fatto irruzione nei locali di Ert, situati nel nord di Atene, alle prime ore dell’alba, scortando poi fuori circa 200 persone. Al momento non sono stati riferiti incidenti.
Nikos Tsimbidas, rappresentante del sindacato dei lavoratori di Ert Pospert, ha detto alla France Presse di essere in stato di arresto e l’agenzia di stampa greca Ana ha riferito di altri tre arresti eseguiti nei confronti di ex dipendenti dell’emittente, tra cui il leader di Pospert, il giornalista Panagiotis Kalfagiannis.
Gli ex dipendenti di Ert occupano l’edificio dall’11 giugno scorso, quando il governo annunciò, senza alcun preavviso, la chiusura dell’emittente, con il conseguente licenziamento di 2.600 lavoratori, a causa del suo eccessivo costo. (TmNews)
LA FNSI: “SOPRUSO GRAVISSIMO CONTRO LA LIBERTA’ DI STAMPA” .
ROMA – Gravissimo sopruso contro la libertà di stampa è avvenuto oggi con lo sgombero da parte della polizia antisommossa greca della Tv pubblica ellenica Ert. Dallo scorso giugno la tv era autogestita dopo l’oscuramento deciso dal governo Samaras.
L’uso della forza e della violenza contro l’informazione è un fatto senza precedenti in un Paese democratico che deve essere immediatamente stigmatizzato dall’Unione europea. La Fnsi si sta immediatamente mobilitando, in sintonia con la Federazione Europea e quella Internazionale dei giornalisti (Efj e Ifj), per impedire svolte antidemocratiche e difendere la libertà di stampa in Grecia. (Fnsi)

Tratto da:
www.giornalisticalabria.it/2013/11/07/grecia-la-polizia-fa-sgomberare-la-sede-della-ert


 6 NOVEMBRE 2013 - Mercoledì 

Ore 22.55 -  LOMBARDIA  - MUX RETE 55: INSERITA TELEPACE E ALTRE NOVITA'.
UHF 42 Mux RETE 55
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Ricapitoliamo di seguito i cambiamenti avvenuti recentemente in questo provider della Lombardia. E' stata inserita LA4 ITALIA (LCN 129), mentre è sempre sintonizzabile come canale dati (a schermo nero) Rete 182 (LCN 182). E' stata eliminata Rete 188 (LCN 188) e torna dopo un periodo di assenza l'emittente religiosa TELEPACE sulla numerazione automatica 187. Amici Animali & Natura (LCN 248) è sempre sintonizzabile come canale dati (schermo nero) mentre è stato eliminato Rete 188 da verificare dalla LCN 295. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux RETE 55.


https://lh4.googleusercontent.com/-5M_ooXyuu_4/Unq34hMLHPI/AAAAAAAEApw/p67lPdIlUKk/s1600/00%2520B%2520%25283%2529.jpg

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Mux RETE 55 - Z@pping TV


Ore 18.20 -  LOMBARDIA  - MUX SAN PAOLO TELEVISION: ARRIVA RETE 188, LA 4 ITALIA SENZA LCN.
UHF 21-32 Mux SAN PAOLO TELEVISION
https://lh3.googleusercontent.com/-tsTFyR-PPD8/UixBKAiyu9I/AAAAAAADeU4/Su7Xl2s655M/s1600/RETE%2520188%252052.jpg
Da qualche giorno è stata inserita in questo provider RETE 188 (LCN 188), mentre La 4 Italia è priva di numerazione LCN, in precedenza si sintonizzava sul numero 129. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux SAN PAOLO TELEVISION.



https://lh6.googleusercontent.com/-TxNN4cldQWg/Unp0aeqqLSI/AAAAAAAEAcM/zta0ueHJBOY/s1600/00%2520B%2520%25284%2529.jpg

https://lh5.googleusercontent.com/-T7p-0dsR5o0/UixBLWcj9jI/AAAAAAAEAc8/Cu7T5_uIOSg/s1600/RETE%2520188%2520133.jpg

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Ore 13.05 -  MUX INTERREGIONALI  - MUX STUDIO 1: ELIMINATA ANTICHITA' CHIOSSONE, REINSERITA STUDIO STORE.
UHF 31-35 Mux STUDIO 1
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Da qualche giorno non è più in onda il canale commerciale ANTICHITA'CHIOSSONE (LCN 223), al suo posto nella medesima numerazione è stato reinserito STUDIO STORE. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux interregionale STUDIO 1.



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Ore 12.20 -  TOSCANA  - MONCIATTI DI RETE VERSILIA QUERELA REPORT, ROMBI E ALTEMURA.
Scontro tra il governatore della Misericordia Roberto Monciatti e il giornalista di «Report» Giuliano Marrucci, nato sulla porta dell’ascensore di via Cavallotti, proseguirà di fronte al giudice. Dopo la messa in onda del servizio si Rai 3 sulla situazione di ReteVersilia, ieri mattina sono partite tre querele per diffamazione nei confronti di Daniela Rombi presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage, di una giornalista locale e della troupe televisiva. Irreperibile per tutto il giorno il presidentissimo Monciatti che non ha preso parte al consiglio della Misericordia perchè impegnato in un convegno Aci a Roma. La formalizzazione delle denunce è stata annunciata in diretta dal conduttore Massimo Mazzolini e confermata dalle alte sfere dell’Arciconfraternita. Che il contenuto del servizio tv sarebbe andato ‘indigesto’ a Monciatti era più che prevedibile: gli intervistati (tra cui l’ex volto del tg Gabriele Altemura) hanno infatti lamentato a chiare lettere la progressiva deviazione di fondi dal sociale proprio per finanziare l’emittente locale. Con la portavoce dei familiari Daniela Rombi che ha addirittura sollevato più di una perplessità sugli stanziamenti post-disastro ferroviario transitati proprio sul conto della Misericordia. Secondo i ben informati al presidente dell’Arciconfraternita non sarebbe neppure piaciuto il blitz dell’inviato di Report dopo aver concordato un appuntamento: Monciatti si sarebbe infatti detto disponibile ad un incontro con la Rai, con l’unica condizione di poter avere anche una telecamera di Rete Versilia a registrare.
Nell’atto di querela alla troupe di Milena Gabbanelli si farebbe poi riferimento al taglio, nel montaggio del servizio televisivo, delle testimonianze rilasciate da alcuni fedelissimi della Misericordia (come Giuliano Micheli) che avrebbero fornito la loro versione dei fatti. Dal servizio andato in onda lunedì sera è stato tagliato l’intervento di Alberto Corsinovi, presidente delle Arciconfraternite toscane. «Ovviamente — spiega — ribadisco il massimo rispetto per coloro che stanno indagando sugli organi della Misericordia». Ma né il direttivo regionale, né quello nazionale, interverranno in alcun modo sulle diverse realtà locali. Neppure a Viareggio. «Ogni Arciconfraternita — aggiunge Corsinovi — è totalmente indipendente. Gli organi sociali operano in piena autonomia. Quello che possiamo fare è vigilare sul rispetto dei vincoli statutari».
A tal proposito per la metà di novembre è previsto il rinnovo della compagine sociale viareggina «che ogni due anni — prosegue — deve coinvolgere almeno il 50% dell’organigramma. Ci limiteremo a verificare che questa prescrizione venga rispettata». Rispetto invece al mandato vitalizio di Monciatti, Corsinovi spiega che «è valido, poiché si tratta di una particolarità delle vecchie carte costituzionali. Che possono eventualmente essere modificate solo da una maggioranza qualificata. I nuovi statuti invece fissano un termine massimo di due mandati consecutivi». Corsinovi non si sbilancia invece sulla questione dei fondi raccolti negli anni della Misericordia per le vittime della strage della stazione di cui la presidente dell’associazione il Mondo che vorrei, Daniela Rombi, ha in più occasione chiesto l’ammontare preciso e l’elenco dettagliato di coloro che ne hanno beneficiato. «A quanto so — conclude Corsinovi — ci sono delle indagini di polizia che stanno facendo delle verifiche per fugare ogni dubbio. Dunque attendiamo».

Tratto da: www.viareggiok.it/monciatti-querela-report-rombi-e-altemura


 5 NOVEMBRE 2013 - Martedì 

Ore 23.30 -  EMILIA-ROMAGNA  - RAVENNA: RAI E DIGITALE TERRESTRE, POCHI FIRMATARI PER L'APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO.
L'avvocato Andrea Maestri, promotore della class action contro la Rai, fa sapere che ad oggi le adesioni all'appello al Consiglio di Stato contro la sentenza di primo grado del TAR Lazio a favore della Rai del sono poco più di una decina, su 123 ricorrenti di primo grado. Maestri ricorda che possono aderire solo i ricorrenti di primo grado, firmando il mandato per l'appello entro e non oltre lunedì 11 novembre.
L'appello sarà proposto solo se si verificheranno le seguenti condizioni:
  1. adesione di almeno 60 ricorrenti (almeno la metà di coloro che hanno sottoscritto il ricorso al TAR Lazio) - se non saremo almeno 60, niente appello collettivo (libero, ovviamente, chi ritiene di procedere anche a titolo individuale insieme ad altri)
  2. stante l'aumento dei costi e delle spese per l'appello, ogni appellante dovrà versare la somma di € 50,00 a copertura del CUIR (contributo unificato), delle spese di viaggio, delle spese di cancelleria e fascicolazione, delle spese di domiciliazione ecc.
  3. l'appello va presentato entro il 15 novembre quindi le adesioni (= firma del mandato e versamento della quota di € 50) si raccolgono fino a lunedì 11 novembre
  4. l'appellante è informato che, in ipotesi di soccombenza, è possibile la condanna al pagamento delle spese processuali delle controparti, da dividere tra tutti (anche se in primo grado sono state integralmente compensate dal TAR, data la particolare complessità di questa causa)
"Se non sarà raggiunta la quota di almeno 60 ricorrenti - prosegue Maestri - i 50 € versati saranno restituiti, poiché in tal caso rinunceremo all'appello che nasce e deve continuare ad essere "collettivo".
Si può passare in studio a firmare il mandato per l'appello a partire da domani, tutti i giorni dalle ore 15 alle ore 19: Via Meucci, 7/d - Ravenna".

Tratto da: http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23

http://cdn.mondoviaggiblog.com/wp-content/uploads/2008/03/ravenna.jpg

Ore 12.40 -  LOMBARDIA  - MUX TELECOLOR: TORNA LA NUMERAZIONE SU OK TV E NUOVO INEDITO LOGO PRIMARETE L.
UHF 51 Mux TELECOLOR
Rispetto alla nostra precedente rilevazione ci sono state delle modifiche nella composizione di questo provider, le elenchiamo di seguito analizzando i canali in ordine di LCN. ABC (LCN 33), mentre stavamo campionando le immagini che vi mostriamo in basso, stava trasmettendo la programmazione dell'emittente satellitare JUWELO TV. Italia + (LCN 132) trasmette sempre priva del logo di stazione, mentre torna la numerazione su Ok Tv che si riappropria della posizione 170; anche Ok Tv da qualche mese trasmette senza alcun logo. PRIMARETE L (LCN 199) adotta un suo inedito logo di stazione e differenzia la sua programmazione rispetto a PRIMARETE (LCN 89), Primarete (LCN 184), PRIMARETE 296 (LCN 296) e PRIMARETE HD (LCN 589) che invece, trattandosi di copie, hanno il consueto logo e medesima programmazione. Infine sono ancora presenti (privi di numerazione automatica) i canali EspansioneTV Provvisorio e EspansioneTV HD Provvisorio; mentre effettuavamo questa rilevazione abbiamo campionato le immagini di uno spot dell'emittente Holiday (LCN 210) presente in un altro mux della Lombardia. Consulta tutti i canali trasmessi dal mux TELECOLOR visualizzando la griglia dei canali e lo z@pping TV.











Mux TELECOLOR - Z@pping TV


Ore 10.30 -  SICILIA  - LICENZIAMENTI TELECOLOR, I DIPENDENTI: "SIAMO ALLO STREMO".
Il taglio all’organico, che conta in totale trentanove dipendenti, riguarderà ventinove lavoratori. I rappresentanti sindacali incontreranno i dirigenti dell'emittente tv per discutere della procedura di licenziamento avviata nei giorni scorsi.
CATANIA. La spada di Damocle dei licenziamenti pende sulla testa dei lavoratori di Telecolor.Sono passati appena tredici mesi dall'ultima vertenza, che ha attivato la solidarietà al 50 per cento, oggi, ventinove dipendenti dell’emittente tv rischiano il posto di lavoro. La storia è la stessa di sempre: la riorganizzazione, gli esuberi e un ben servito comunicato via lettera. “Mi hanno cacciato un anno e mezzo fa, liquidandomi con una telefonata”, racconta Mimmo Trischitta, giornalista, montatore, drammaturgo ed ex dipendente dell’azienda. “Era un sabato, mi comunicavano che da lunedì non ero più nei turni, poi ho ricevuto una lettera”.
Storie che lasciano l’amaro in bocca. Una collaborazione lunga diciassette anni troncata con una telefonata, un episodio che rischia di ripetersi. Mimmo, che all’epoca lavorava con partita iva, non ha dubbi sui nuovi annunci dell’azienda: “Si tratta di un’operazione di smantellamento che sta per completarsi, uno degli ultimi atti”. L’azienda avrebbe già palesato l’intenzione di servirsi di service esterni, un’operazione analoga a quella che ha riguardato un’altra nota emittente tv: Antenna Sicilia. Il taglio all’organico, che conta in totale trentanove dipendenti, dovrebbe riguardare ventinove lavoratori e “graziarne” dieci: sei giornalisti, un amministratore, due tecnici e un capo tecnico. Oggi pomeriggio i vertici dell’azienda incontreranno i rappresentanti sindacali per discutere della procedura di licenziamento avviata nei giorni scorsi.
Il futuro dei ventinove lavoratori è quanto mai incerto. Stefano Calanna, tecnico di regia, anzi vero e proprio “factotum” dell’emittente, racconta la tribolazione che vivono quotidianamente gli ultimi sopravvissuti ai tagli che da anni interessano l’organico di Telecolor. “Eravamo più di un centinaio solo qualche anno fa” dice Calanna, che vanta circa trentasei anni di servizio e un contratto a tempo indeterminato. “Abbiamo attraversato varie fasi di sofferenza, a ogni passaggio di proprietà seguiva una ristrutturazione”. “Questo - prosegue- è l’ennesimo momento delicato, viviamo sempre con questo stato di ansia e incertezza sul nostro futuro”. Poi lapidario: “Siamo allo stremo”. Il caso Telecolor è un ulteriore tassello che va ad aggiungersi al mosaico della crisi del settore editoriale che, in provincia di Catania, continua a mietere vittime eccellenti.

Ore 10.15 -  LOMBARDIA  - MUX NBC - NERVIANO BROADCASTING TELEVISION: ARRIVA ONE TV.
UHF 29 Mux NBC - NERVIANO BROADCATING TELEVISION
Di recente abbiamo effettuato una rilevazione televisiva nei pressi di Nerviano, vicino a Rho in provincia di Milano. Dalla parrocchia della località Sant'Ilario è attivo il multipex NBC - NERVIANO BROADCASTING TELEVISION che trasmette sull' UHF 29 in una esigua porzione di territorio che non va oltre i comuni limitrofi. Rispetto alla nostra ultima rilevazione che risaliva al marzo di quest'anno Nbc TelevisiONE (LCN 112) cambia logo di stazione ed identificativo e diventa One tv.




Mentre effettuavamo la rilevazione Tele Nbc (LCN 292) stava trasmettendo un programma con il logo di Telepace che si intravede in parte sulla destra dell'immagine, mentre su Nbc Milano Tv (LCN 642) era in onda una schermata rossa senza nessun logo. Risultava regolarmente operativa Radio Nbc Milano (LCN 885).
Consulta la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux
NBC - NERVIANO BROADCASTING TELEVISION e la lista aggiornata delle emittenti TV che si ricevono a NERVIANO (MI).






Mux NBC NERVIANO BROADCASTING TELEVISION - Z@pping TV



 4 NOVEMBRE 2013 - Lunedì 

Ore 17.50 - FREQUENZE TV: CATRICALA' PENSA AL SALTO DELL'ASTA, "NON E' IL MOMENTO".
«Non è il momento giusto per fare l’asta», ha detto il viceministro alle Comunicazioni Antonio Catricalà riferendosi alla tortuosa vicenda dell’ex Beauty Contest. Ed è la conclusione più ovvia. Unico problema: Bruxelles accetterà di considerare chiusa la vicenda della procedura di infrazione? Dal punto di vista legale la cosa è complicata, ma nella sostanza i margini ci sono. Ora non si può dire che il mercato italiano offra barriere a operatori nuovi entranti. E la prova è nella “quotazione” delle frequenze, che hanno perso un buon 30% negli ultimi due anni. Proprio per questo fare un’asta ora andrebbe nella direzione opposta alle esigenze delle casse pubbliche.
Tratto da: http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/11/04/news/frequenze_catrical_pensa_al_salto_dellasta_non_il_momento

Ore 13.35 - DIRITTI TV TRA LEGA CALCIO, MEDIASET E SKY.
LA PAY TV DI MURDOCH NON VUOLE CONTINUARE A VERSARE AI CLUB IL 70% DEGLI INCASSI SENZA AVERE DELLE ESCLUSIVE MENTRE ORA SUBISCE LA CONCORRENZA DEL BISCIONE CHE PERÒ PAGA LA METÀ E VORREBBE MANTENERE LE COSE COSÌ.
La conta è fissata per oggi, lunedì: nella sede milanese della Lega Calcio, la Confindustria della Serie A del pallone. Non è una riunione ufficiale, non si chiuderà con un voto ma servirà per vedere quanti tra manager e presidenti delle 20 squadre del nostro massimo campionato si presenteranno e quanti no. La posta in gioco è il pasticcio dei diritti tv, che stavolta non è solo una transazione commerciale ma è anche il palcoscenico dove si starebbe apparentemente consumando una inedita divergenza dentro la real casa di Arcore tra Adriano Galliani, ad del Milan e le esigenze di Mediaset.
L’ appuntamento di oggi è uno snodo cruciale per capire se il tentativo di Infront Media di congelare lo status quo attuale fino al 2021, avrà avuto successo oppure no. La Infront Italia fa capo a Marco Bogarelli, manager con un passato vicino al mondo Fininvest e un presente in Infront Sports & Media di cui è uno dei 5 membri del board e tale è rimasto anche dopo che la holding svizzera è stata acquisita nel 2011 dal fondo di private equity britannico Bridgepoint che già controlla la Dorna, l’organizzatrice e detentrice dei diritti tv di MotoGp e Superbike. In Italia però Infront è un advisor particolare. Non si limita a preparare i pacchetti da offrire alle pay tv e a scrivere un bando di gara (attività che nel resto d’Europa comporta quclahe mese di lavoro un compenso da studio legale, di qualche milione al massimo) ma si è ritagliato un ruolo che accompagna tutta la durata del contratto e per cui riceve un compenso proporzionale agli introiti prodotti per la Lega e che in questi anni di contratto è oscillato tra i 30 e i 40 milioni l’anno. Prende cioè da sola più di una squadra minore della Serie A. In più si fa pagare da 18 squadre su 20 l’organizzazione delle riprese tv negli stadi (solo Juve e Napoli fanno da sole) e da 13 squadre su 20 la commercializzazione di altri diritti legati al marchio. Tutto questo per dire che il contratto Infront ha un costo che pesa, specie in questi tempi di vacche magre. Adesso alcune squadre (i 7 club “ribelli” sono state definite: ossia Juve, Fiorentina, Roma, inter Sampdoria, Verona e Sassuolo) hanno puntato il dito contro la poca trasparenza sulla vendita dei diritti esteri, da cui la Serie A ha incassato una media di 110 milioni l’anno mentre alcune testimonianze indirette (di documenti in Lega non se ne sono visti) parlerebbero di una vendita per un valore complessivo sopra i 200 milioni. Quello che non convince le “ribelli” è un calcolo semplice: va bene che quello italiano non è più il campionato più bello del mondo e che è stato superato, oltre che dagli inglesi, anche dalla Liga spagnola e dalla Bundesliga tedesca, ma questa differenza non può essere di 8 a 1, visto che i 110 milioni italiani vanno confrontati con i circa 900 che la Premier League incassa dalle tv estere, dopo aver incamerato 1,3 miliardi dalla vendita dei diritti in casa, a BSkyB e a Bt. Nel 2008 la Lega Calcio preferì l’offerta di Infront Italia a quella di concorrenti di peso. Due big della consulenza come Kpmg e Price Waterhouse & Cooper, e un gruppo specializzato in diritti sportivi come l’americana Img. Infront venne preferita perché si era impegnata a garantire un minimo contrattuale annuo di 900 milioni per i diritti italiani, cosa che le altre società non ritennero di poter fare. Di fatto la scorsa estate si è scoperto che la garanzia presentata da Infront Italia altro non era che una lettera di patronage della sua capogruppo. Secondo la Infront un documento valido e bancabile: per ottenere anticipi, per esempio, visto che i club ottengono il controvalore dei diritti diluiti nel corso dell’anno mentre hanno bisogno di risorse a inizio campionato per le campagne acquisti. E di fatto nessuno ha mai messo alla prova il valore della garanzia di Infront perché quando alcuni club hanno effettivamente chiesto anticipi alle banche, hanno portato non il contratto con Infront ma quello con la Lega, che nessuno istituto si è sognato di mettere in dubbio. Ma il vero capolavoro Infront l’ha messo in carniere quando è riuscita a ottenere dalla Lega, due anni fa, di farsi prolungare il contratto fino a tutto il 2016. Ciò vuol dire che non solo la prossima assegnazione triennale, che si terrà l’anno prossimo, ma anche il primo campionato dei tre che si terranno tra 2015 e il 2018 non potranno non essere di sua spettanza. Infront, non contenta, chiede di prolungare la sua esclusiva fino al 2021.
Le pay tv vogliono muoversi su contratti pluriennali e quindi non si può certo spacchettare il triennio. Quindi, fino al 2018 Infront è sostanzialmente a posto perché la Lega si è praticamente legata le mani da sola. Ma allora, da cosa nasce il fermento di queste settimane? Dal timore dei sette club “ribelli” che la situazione resti bloccata per ben otto anni e che le cose non possano andare bene come fino ad oggi. Finora la tv ha pagato al calcio italiano un miliardo di euro l’anno. Cifra che ne fa uno dei campionati più cari che ci sia in circolazione. Andrea Zappia, ad di Sky Italia, lo dice a chiare lettere da tempo: la Serie A vale da sola ben oltre la metà di tutti i diritti sportivi nel bilancio del suo gruppo, Formula 1 compresa. E ha già fatto sapere che l’attuale divisione di prezzo tra la pay tv satellitare e quella “terrestre” di Mediaset non può più continuare oltre il campionato 2014-2015, quando scadrà l’attuale contratto.
Sky paga infatti 570 milioni di euro l’anno per tutte e 380 le partite di Serie A. Mediaset ne paga quest’anno 270, meno della metà. Una differenza che ha due giustificazioni: le partite sono una cinquantina in meno (ma i big match e i derby ci sono tutti) e il contratto risale a prima dello switch off del digitale terrestre, quando la copertura era ridotta. Condizioni dunque non più replicabili.
Gli interessi di Sky e Mediaset, tanto per cambiare, divergono anche qui. Zappia ha più volte dichiarato che non è disposto a pagare la stessa cifra in queste condizioni, ma ha fatto capire che potrebbe invece anche alzare la posta a patto di avere delle esclusive: un modello simile a quello inglese in cui non solo non si vendono tutte le partite di campionato, ma si creano pacchetti diversi. E ha fatto balenare ai club, affamati di soldi, che la attuale divisione per piattaforme separate, terrestre e satellite, non mette in competizione tra di loro i due unici offerenti (Sky e Mediaset, appunto). Una competizione che darebbe vantaggi sia al vincitore, che sarebbe l’unico ad offrire una determinata partita, sia alle squadre che massimizzerebbero gli introiti.
Mediaset invece punta a mantenere le cose così come stanno. E si trova in singolare sintonia con Infront che ha chiesto il secondo prolungamento di contratto sempre su questa stessa base. Ma se il meccanismo dovesse restare così com’è, le uniche due voci che potrebbero aumentare sostanzialmente sono solo i diritti esteri e quelli sul digitale terrestre. La Lega e il suo presidente Maurizio Beretta sono in difficoltà. Alle prime proteste di Sky ha minacciato di non vendere più i diritti ma di gestirli in proprio creando una pay tv tutta sua: d’altra parte le riprese le fa già la stessa Infront. Ma le riprese sono il meno: si tratta di scegliere un sistema di codifica, una piattaforma in grado di gestire il segnale verso reti diverse (satellite, terrestre, Internet, cellulari e tavolette), serve un sistema di billing e di gestione abbonati. E tante spese di marketing. Insomma, si può fare ma non è detto che sia redditiva. Se non altro, non certo nei primi anni. E infatti l’ipotesi sarebbe già tramontata.
Tra dirigenti e manager dei club lo si dà per certo, come pure che lo stesso Galliani avrebbe frenato. Certo, per Mediaset poteva essere una buona soluzione: avrebbe potuto inserirla nel suo pacchetto pay Premium e sostenere così il numero degli abbonati. Con meno margini ma anche con meno costi, guadagnando così tempo in attesa di capire cosa fare dei suoi canali pay. Sarebbe anche stato un modo per uscire dalla competizione diretta con Sky a testa alta, senza dover affrontare lo scontro diretto in un’asta a due per i diritti. Ma evidentemente il prezzo di una soluzione del genere finirebbe per gravare sulla Lega stessa e quindi sulle squadre. E questo calcolo evidentemente gira. Al momento i sette “ribelli” sembrano compatti. Sono una minoranza, ma una minoranza “qualificata” (ci sono dentro Roma e Inter, i due club a proprietà straniera, più sensibile ai conti e meno alla politica, si suppone) e non aggirabile, visto che le altre 13 squadre non hanno i numeri per far passare delle decisioni (la maggioranza è di 14). Senza contare che Napoli, Chievo, Udinese, forse perfino il Torino di Urbano Cairo, fresco patron di La7, potrebbero ingrossare le fila della protesta.

Tratto da: www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2013/11/04/news/diritti_tv_il_calcio_si_spacca_la_lega_vaso_di_coccio_nella_guerra_mediaset-sky

Ore 12.40 -  LAZIO  - MUX TELEPACE (LAZIO): A SCHERMO NERO TG NORBA 24 E RETE 7.
UHF 27-29 Mux TELEPACE (LAZIO)
Nel multiplex laziale del provider TELEPACE sono a schermo nero da alcuni giorni la tv all news pugliese TG NORBA 24 (LCN 180) e la piemontese RETE 7 (LCN 212).
Consulta la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux TELEPACE (LAZIO).





Ore 10.15 -  PIEMONTE  - MUX VIDEONOVARA: RISOLTI I PROBLEMI VIDEO DI TELE REGIONE.
VHF 05 / UHF43-51 Mux VIDEONOVARA
Nei giorni scorsi ci avevate segnalato dei problemi video sulle trasmissioni di TELE REGIONE (LCN 293).





La nostra recente rilevazione documenta che tali problemi sono stati risolti ed ora la programmazione di TELE REGIONE è regolarmente fruibile.


Consulta la griglia dei canali e lo z@pping TV del mux VIDEONOVARA.



Ore 09.30 -  MUX NAZIONALI   PIEMONTE  - RAI MUX 5 (DVB-T2): IN ONDA UN SOLO CANALE, RAI HD.
VHF 11 RAI Mux 5 (DVB-T2)
Ieri abbiamo effettuato delle rilevazioni dei segnali tv a Torino. Dall'impianto RAI della postazione piemontese dell'Eremo, sul VHF 11, dove è presente un flusso test in tecnica DVB-T2, sono stati eliminati i tre canali denominati RaiT2HD1, Rai T2HD2 e RaiT3HD3 privi di numerazione automatica. Ora si sintonizza un solo canale identificato Rai HD con la LCN 300, in conflitto di posizione con Premium Menu presente nel MEDIASET Mux 1. Non è presente alcun logo di stazione e viene trasmesso a loop un concerto di Bruce Springsteen. Abbiamo aggiornato la griglia dei canali e lo z@pping TV del RAI Mux 5 (DVB-T2).








Nella foto: impianto RAI TORINO EREMO.









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