ABRUZZO IN DIGITALE


                         ARCHIVIO NEWS ABRUZZO
                               NOVEMBRE 2015


25 NOVEMBRE 2015
Mercoledì

Ore 12.10 - MUX TELEMAX: RITORNA LA 9, ELIMINATE LAQTV E TELEMAX 2.
UHF 51 Mux TELEMAX
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Nuovi aggiornamenti nel mux TELEMAX. E' stata reinserita l'emittente LA 9 con la numerazione LCN 76 e sono state eliminate LAQTV dalla LCN 114 e TELEMAX 2 dalla LCN 285, quest'ultima da alcuni mesi era a schermo nero.


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24 NOVEMBRE 2015
Martedì

Ore 12.00 - MUX ATV7: LAQTV DIVENTA QTV, NUOVO LOGO PER DACIA TV, ATV7 SENZA LCN.
UHF 23 Mux ATV7
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Alcune novità nel mux ATV7, l'emittente aquilana LaQtv cambia nome, diventa Qtv, infatti sono stati modificati l'identificativo e il logo in sovraimpressione. Qtv è rimasta solo nella posizione LCN 810, la copia che aveva la LCN 88 è stata eliminata.


A sinistra il nuovo logo di rete, a destra quello precedentemente utilizzato.
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Nuovo logo anche per il canale italo-rumeno Dacia TV (LCN 684), non è più presente in sovraimpressione il classico logo di rete ma ora c'è un riquadro bianco con all'interno la scritta DACIA TV in nero.



A sinistra il nuovo logo di rete, a destra quello precedentemente utilizzato.
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E' stata eliminata la numerazione LCN al canale ATV7 che ora non si memorizza più nella posizione 91.


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ATV7 in alcune fasce orarie trasmette la stessa programmazione in simulcast con TELEREGIONE (LCN 195) e TVR VOXSON (LCN 606), ognuno con il proprio logo di stazione in sovraimpressione.



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Ringraziamo per gli aggiornamenti e le immagini il nostro collaboratore Francesco di Vasto (CH).

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6 NOVEMBRE 2015
Venerdì

Ore 15.20 - GIANFRANCO VALLI: "CHE BELLA EPOCA CON I MIEI QUIZ".
Il presentatore racconta quando conduceva le dirette dal Caesar e Caccia al rumore su Tvq. E ora dirige un hotel a Roma.
PESCARA - Caccia al rumore e Classe di ferro su Tvq, Radio mare, Radio 7g7, radio Moulin Rouge, Radio flash, il Caesar, Tv Caesar e tormentoni come «Vadim’s la capitale della pelliccia». Sono perlopiù gli anni Ottanta interpretati e trasmessi da Gianfranco Valli, il Mike Bongiorno d’Abruzzo per i suoi quiz e la sua adolescenza negli Usa, da dove si era riportato una perfetta pronuncia americana. Ma che fine ha fatto? Dopo un giro di telefonate lo ritroviamo 53enne a Roma, ai piedi della fontana di Trevi.
Gianfranco Valli, che ci fa lì?
Sono a Roma da una quindicina d’anni, sono il direttore dell’hotel Relais Trevi 95, un hotel a 4 stelle a 20 metri dalla fontana di Trevi. Una meraviglia. Vedo gente da tutto il mondo, un lavoro bellissimo.
E a Pescara, a Montesilvano, quand’è che torna?
Sono tornato l’anno scorso.
E chi vede?
I miei parenti, l’amico Piero Di Carlo.
Anche il patron del Caesar, Vincenzo Gentile?
Con lui sono rimasto in ottimi rapporti ma non so che faccia adesso, non serbo rancore a nessuno.
Come vi siete conosciuti?
Quando Gentile aprì la discoteca a Silvi, questa mega discoteca spaziale a tre piani e andai a lavorare lì come animatore e dj. Non c’era ancora la televisione. Poi Gentile aprì anche Tv Caesar e lì rincontrai Gianni Lussoso, con cui avevo lavorato già a 7g7, che si occupava del notiziario. Cominciai a occuparmi dei programmi, c’erano Luca Teseo, Vincenzo Olivieri, Marco Papa. Sfruttavamo la discoteca anche per la tv, e a Capodanno facevamo le dirette dal Caesar. All’epoca era famoso in tutto il centro Italia, anche da Roma venivano.
Ma lei era già famoso prima del Caesar.
Ho cominciato tra il ’75 e il ’76 con Radio 7g7 in piazza Salotto, dove un periodo lavorò anche Roberto Pedicini, faceva lo speaker da me e oggi è doppiatore affermatissimo, così come a radio Flash trovai un ragazzino di Chieti, Christian Iansante che faceva le classifiche dei successi di quel momento e la cosa bella era che aveva sempre la pronuncia chietina. Poi me lo sono ritrovato a Roma, doppiatore famosissimo. Mi ha fatto piacere rivederlo. Un altro periodo bellissimo fu Radio Moulin Rouge erano veramente anni belli, i primi anni Ottanta.
Perché tanta radio?
Colpa dell’America. Dove ho vissuto dai 12 ai 17 anni con i miei genitori. Stavamo a Brooklyn. La mia famiglia è originaria di Bisegna, nel cuore del parco nazionale e da lì ci trasferimmo a Roma dove mio padre Erminio gestiva un negozio di alimentari sulla Nomentana. Fino a quando la sorella di mia mamma Amelia, che stava a New York, li convinse a raggiungerla. “Avete i figli giovani, c’è un futuro” e partimmo con la classica valigia di cartone dall’Abruzzo a Brooklyn. Mio padre si impiegò come capo portiere in un residence di lusso, mia madre lavorava alla fabbrica di pianoforti Stainway. Io quando non andavo a scuola lavoravo come delivery boy, consegnavo le pizze a domicilio con la moto a Brooklyn ed è in quel periodo che ascoltavo sempre una radio, la Whbi con il famoso Sal Palmieri e Mario Sessa. Un giorno mi presentai da loro, agli studi di Manhattan chiedendo solo di poterli guardare durante il programma. Avevo 15, 16 anni, entrai in simpatia dei due conduttori famosi e nei giorni che non andavo a scuola stavo sempre alla radio. A furia di ascoltare mi venne il pallino e appena sono tornato in Italia ho cercato di farla.
Bisegna, Roma, New York: ma a Pescara come ci è finito?
Quando avevo 17 anni tornammo in Abruzzo e a Pescara c’era mia sorella Franca, l’unica che non era venuta in America e mi trasferii da lei, perché Pescara era una cittadina più grande. Su Radio 7g7 cominciai “Prove tecniche di trasmissione”: un dj metteva i dischi e io che parlavo perfettamente inglese, e male l’italiano, li annunciavo. Poi ci fu “Il disco mascherato”, il primo quiz in cui si faceva girare a 33 giri un disco a 45 e si doveva indovinare il titolo. Poi ci fu Radio Moulin Rouge, dove ero dj e direttore artistico, mi ricordo “Dediche a mitraglia” e poi arrivai a essere proprietario di una radio, Radio Flash dove conobbi Elia Iezzi, mi ascoltava alla radio e mi invitò a Tvq.
E arriviamo ai quiz.
Sì, Elia mi propose di fare qualcosa e iniziai con le selezioni regionali per accedere allo Zecchino d’oro, poi il quiz per ragazzi delle scuole, Classe di ferro e poi Caccia al rumore che conduceva Elia e che passò a me.
Com’era?
Era un’inquadratura in primo piano con un cartello. Erano gli anni ’85, ’86 e ’87, non c’era concorrenza nazionale. Chi stava in televisione, anche se in una tv locale, era un personaggio, la gente ti riconosceva, ti chiamavano tutti. Mi ricordo che mi fermavano per la strada, “dai dimmi che rumore è e facciamo a metà”.
Quale fu il rumore che durò di più?
Una macchinina giocattolo messa al rovescio: il rumore era provocato dalla mano che faceva scorrere le ruote. Arrivammo a un premio di tre milioni di lire. Ma poi con Tv Caesar lasciai Tvq e aprii anche una mia agenzia pubblicitaria, mi finanziavo da solo le trasmissioni.
E poi perché è finito tutto?
Non me lo ricordo, è finita la televisione, è finito tutto, mi sono stufato.
Ma è vero che a Roma ha vissuto nello stesso palazzo di Renato Zero?
Sì in via Borgognona, io al quarto piano e lui sopra. Prendevamo insieme l’ascensore. Ma sa quanti personaggi arrivano qua in hotel? È un livello superiore, non è per chi vuole ostentare.
Tratto da: http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2015/10/25/news/valli-che-bella-epoca-con-i-miei-quiz




4 NOVEMBRE 2015
Mercoledì

Ore 14.45 - TAGLIO DELLE FREQUENZE: TRSP RISCHIA LA CHIUSURA DOPO 30 ANNI.
Nel suo trentesimo anno di attività, rischia seriamente di scomparire l’ultima emittente televisiva di Vasto. Trsp è, infatti, nella lista delle tv locali da chiudere stilata dal Ministero dello Sviluppo economico.
Segnale che interferisce - Il problema è noto: già da qualche anno la spada di Damocle pende su centinaia di canali televisivi di tutta Italia. Ma ora la scure sembra destinata ad abbattersi su tutte le televisioni le cui frequenze interferiscono con quelle dei Paesi confinanti. Nel caso dell’Abruzzo, con la Croazia.
Ma non tutte le tv perderanno definitivamente le frequenze. A Reteotto, Telemare e Telemax, infatti, verranno assegnati canali che non interferiscono con altri segnali televisivi esteri. Riusciranno a salvarsi perché ben posizionate nella graduatoria ministeriale.
Non è utile, invece, il piazzamento di Trsp: nonostante il suo canale, L'UHF 29, non disturbi alcun segnale croato, rischia di essere cancellata dalla mappa televisiva italiana perché troppo in basso nella classifica stilata dal Mise.
Trsp, 30° anno amaro - Fondata nel 1985 dal parroco di San Pietro, don Stellerino D’Anniballe, che ne è tuttora editore, è rimasta l’unica televisione di Vasto, dopo la chiusura di Tv 2000 quindici anni fa.
E’ stata una fucina di giornalisti, tecnici e anche di speaker radiofonici. Ma tre anni, attraverso dei manifesti fatti affiggere in città, don Stellerino ufficializzò la chiusura di Trsp Radio. Nel 2014 la fine del Tg, fondato nel 1991 da Gianni Quagliarella, che ne è stato direttore fino al giugno 2006.
Negli anni Ottanta, nel Vastese le tv erano tre: esisteva, infatti, anche Tele Gong, che aveva sede a San Salvo, dove trasmise in due periodi negli anni Ottanta e nella prima metà degli anni Novanta.
Entro fine anno non ne rimarrà neanche una. Salvo che le vie legali adite da diverse emittenti in tutta Italia non annullino il provvedimento.
Il 30 ottobre è partito l’iter per le compensazioni economiche: le tv che libereranno volontariamente le frequenze otterranno una cifra ottenuta dalla ripartizione del fondo complessivo di 50 milioni 826mila euro. Le domande dovranno essere inviate al Ministero dello Sviluppo economico (Mise) entro il primo dicembre.
Battaglie legali - Secondo il sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni, Antonello Giacomelli, “parte concretamente il percorso di riforma dell’emittenza locale. Non solo iniziamo a risolvere il problema delle interferenze con i Paesi confinanti per riportare l’Italia nella legittimità internazionale, ma siamo in grado di dare più certezze alle tv locali che intendono investire e crescere”.
Ma sarà battaglia legale. Il primo ricorso al Tar del Lazio è già partito: lo ha presentato la Regione Puglia nel tentativo di salvare le 15 emittenti pugliesi stanno per essere spente per sempre.
Tratto da: www.zonalocale.it/2015/11/04/taglio-delle-frequenze-trsp-rischia-la-chiusura-dopo-30-anni


3 NOVEMBRE 2015
Martedì

Ore 11.25 - DIECI TELEVISIONI RISCHIANO DI PERDERE LE FREQUENZE IN ABRUZZO.
PESCARA - In Abruzzo la scure del Governo si abbatterà su 10 emittenti televisive che rischiano di chiudere i battenti: questa l'allarmante notizia che si ricava dal provvedimento assunto dal ministero dello Sviluppo economico, con determina della Direzione generale per i servizi di Comunicazione elettronica e di Radiodiffusione e postali, che il 30 ottobre ha avviato la procedura per la presentazione delle domande volte ad ottenere le misure compensative per il volontario rilascio delle frequenze televisive che interferiscono con i paesi confinanti.
Dai dati offerti dal Ministero si evince infatti che sono soltanto due le tv locali che non interferiscono con il loro segnale con paesi confinanti e sono Antenna 10 e TVQ. I canali che invece sono destinati a chiudere, come disposto dall'Agcom con delibera 480/14 del 23 settembre del 2014, sono: UHF 45 (Reteotto),
UHF 21 (Telemare), UHF 51 (Telemax), UHF 23 (Atv7-TVR Voxon), UHF 41 (Tele A), UHF 31 (Teleponte), UHF 34 (Tele A+, Vera TV), UHF 33 (RTVA, TvUno, Tele A Esse), UHF 59 (Onda Tv, Teleuniverso, Finsert), UHF 53 (Canale Italia 2). Alle emittenti Reteotto, Telemare e Telemax verranno assegnate altre frequenze non interferenti con altri segnali, frequenze attualmente utilizzate da emittenti che non sono collocate utilmente nella graduatoria ministeriale e che quindi rischiano di dovere cedere il loro canale: UHF 22 (Telestudio), UHF 39 (Antenna 2, Rete Azzurra, Rete Sette) e UHF 29 (TRSP). Per le emittenti che rilasceranno volontariamente le frequenze interferenti ci sarà una misura economica compensativa prevista dal ministero.
Secondo fonti dello stesso ministero tutto l'iter della chiusura dovrebbe definirsi entro l'anno. Al termine, secondo quanto previsto dall'Agcom in Abruzzo rimarranno attive sette emittenti: Antenna 10, Reteotto, Telemare, TVQ, Telemax, Tv Italia e TV6, Telesirio e Telemolise che nelle rispettive province utilizzano lo stesso canale
UHF 43. Un esito che, se completato come viene fuori dai provvedimenti emessi, non sarà certamente indolore per l'emittenza abruzzese, destinata a un forte ridimensionamento come presenza nei vari canali. Rischia ad esempio di sparire una emittente come Teleponte che copre una vasta area del territorio teramano. Un ridimensionamento dell’offerta potrebbe anche comportare l'acuirsi di crisi che già interessano alcune emittenti. Insomma appare più che giustificato l'allarme con cui la notizia è stata accolta. Nei prossimi giorni ci saranno sicuramente reazioni e si potrà capire meglio verso quale soluzione va l'emittenza televisiva regionale.
Gino Di Tizio

Tratto da: http://ilcentro.gelocal.it/regione/2015/11/03/news/dieci-emittenti-tv-rischiano-di-perdere-le-frequenze